L’auto del dopoguerra tra innovazione e raffinatezza, nel racconto di GP MOTORS

“Il periodo immediatamente successivo alla fine della seconda guerra mondiale rappresenta un vero e proprio punto di svolta per quanto concerne l’introduzione di numerose innovazioni nel settore automobilistico”. Così GP MOTORS, concessionaria auto plurimarche, introduce la quinta parte della sua storia dell’automobile.

Nella metà degli anni trenta lo sviluppo dell’automobile ha già fatto passi da gigante. Tuttavia a causa della guerra la produzione è estremamente rallentata sia a causa delle ristrettezze economiche dei più sia perché gli sforzi economici sono volti alla produzione di veicoli industriali e bellici.

Una volta terminato il conflitto ci fu una lenta ed inesorabile ripresa caratterizzata soprattutto da uno lo sviluppo industriale che consentì innovazioni sempre diverse e più raffinate: pneumatici radiali motore ad iniezione e molto altro ancora. Inoltre il boom economico favorì una diffusione sempre più massiccia di questo mezzo di locomozione, con una conseguente crescita delle maggiori case produttrici.

L’industria automobilistica britannica incalzava grazie al lancio della “Mini” della Morris e la sportiva “XK 120” della Jaguar, auto in grado di raggiungere la velocità di 193 km/h. Nel 1955 il sistema a sospensione idropneumatica della Citroen “DS 19”, sofisticata discendente della Citroen del 1934, meravigliò il mondo automobilistico. Alla fine del 1959 fece la comparsa la Morris “Mini-Minor/Austin Seven”, con trazione anteriore, motore trasversale e sospensioni in gomma .

Nel 1957 invece in Italia nasceva la Fiat “500”, auto che in poco tempo divenne simbolo dell’Italia del dopoguerra. La progettazione di questa vettura è imputabile completamente all’ingegner Giocosa, che tutt’oggi, sottolinea Gp Motors è considerato uno dei maestri della scuola motorista italiana.

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