Intervista a Gennaro Talarico, sette volte campione del mondo di Karate

Che cosa ti faceva vincere quando gareggiavi?
La cosa principale è che nello sport, e sono sicuro anche negli affari, ci vuole uno scopo. Il mio era quello di vincere, io mi allenavo per vincere, non mi allenavo solo per gareggiare. Sapevo molto bene che di bravi atleti ce ne erano tanti e di campioni pochi. Al grande risultato ci si può arrivare, tutti lo possono fare, ma mantenere questa strada è difficile senza uno scopo veramente forte. Alla base di tutto c’è la preparazione e la disciplina (un’atleta è un’atleta 24 ore al giorno, non per poche ore). Programmavo la gara, per esempio una importante del campionato del mondo, dicendomi “Voglio arrivare in forma” e tutto ciò non lo si fa negli ultimi giorni; costanza e disciplina, allenamento, giusta alimentazione, calma, razionalità, dormire le ore giuste. Ma vivevo e vivo normalmente, ho una moglie e due splendide figlie.
Quali consigli puoi dare ad una persona che non vince come vorrebbe?
Secondo me, molto spesso, una persona non vince perché vuole dimostrare qualcosa agli altri invece che a se stessa. Invece che semplicemente gareggiare, rischi di sbagliare. Lo dico agli atleti della nazionale: “Non dovete dimostrare niente a nessuno, date il massimo di voi stessi e soprattutto divertitevi”. Le medaglie sono l’ossigeno, sono come il carburante, per non rimanere a secco ci vogliono risultati positivi in modo da prendere coscienza del proprio valore, aumentare la consapevolezza di quanto sei forte. Nello sport e nel lavoro ci vuole una buona preparazione, una buona conoscenza: bisogna saper fare bene, altrimenti una persona si tira indietro, non fa quanto potrebbe o peggio sbaglia senza sapere di sbagliare.
Quindi che cosa bisogna fare per vincere?
Devi crederci. Mi pensavo sempre vincente: visualizzavo il podio e prima della gara “salivo mentalmente” sul gradino più alto. Mi dicevo: “Posso anche perdere, ma domani vincerò”. Quando non ero convinto di vincere sentivo in anticipo che qualcosa non andava, ecco perché non bisogna pensare a quello che non si ha, ma piuttosto a quello che si vuole veramente. Trovavo e trovo piacere anche oggi in quello che faccio. Dopo ore e ore di allenamento puoi anche chiederti se ne vale veramente la pena. La mia risposta è sempre stata “si”. Se non ne fossi stato convinto avrei avuto scarse possibilità di vincere. In palestra (e nel mondo del lavoro) ci sono tantissime persone, ma quanti vogliono diventare veramente campioni? Una persona deve porsi sempre nuovi obiettivi, rischiare, sfidare se stesso e giocare per vincere. Ci vuole il giusto allenamento.
Che cosa bisogna fare secondo te quando le cose vanno male?
Mai arrendersi, mai pensarsi sconfitti. Non sempre sono rose e fiori; per esempio c’è stato un periodo in cui sono uscito dalla nazionale per studiare. Dopo ho cominciato a vincere nuovamente e sono rientrato in nazionale. Ho iniziato ad allenarmi a 12 anni, ho fatto il manovale, il barbiere, il magazziniere, il lavoro non mi ha mai spaventato, però contavo le ore per andare in palestra perché avevo un sogno. Quel sogno l’ho raggiunto, ora ne ho altri per il futuro.
Gennaro Talarico 23, 10, 1965. Allenatore della Nazionale Italiana di Karatè. Personal Trainer. Laurea in Economia e Commercio. Ha fatto parte del gruppo sportivo “Fiamme Gialle” della Guardia di Finanza. Capitano ed Atleta di punta della stessa Nazionale dal 1990 al 2001. Consigliere Federale fino al 2004 e rappresentante degli Atleti. Medagliere: 7 medaglie Mondiali – World Games: oro, Coppa del Mondo: 1 oro e 1 argento, Campionato del Mondo: 4 volte bronzo; 14 medaglie ai Campionati d’Europa: 4 volte oro, 5 volte argento, 5 volte bronzo – 6 volte vincitore dei Campionati del Mediterraneo; 23 volte Campione Italiano – 4 medaglie d’argento e 3 di bronzo al Valore Atletico (onorificenza del CONI Nazionale).

PR Rossana Lanati.
www.gennarotalarico.com

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