Don Antonino Treppiedi, sacerdote scomunicato da Papa Francesco perché vendeva abusivamente immobili della Chiesa, ora collabora con i magistrati. È accusato di aver sottratto soldi della Curia portandoli su conti di propri familiari e di suore prestanome. Le notizie di cronaca dei principali giornali hanno reso nota proprio oggi una delle sue dichiarazioni più sconcertanti, relativa al senatore del PDL Antonio D’Alì. Secondo quanto Don Treppiedi ha rivelato ai pm, D’Alì sarebbe vicino al latitante Matteo Messina Denaro, uno dei più grandi superlatitanti di Cosa Nostra. E non finisce qui, secondo il monsignore ci sarebbe l’impronta della mafia nei listini di Forza Italia del 2001.
Il Senatore D’Alì ha fatto sapere, tramite il suo avvocato, di respingere categoricamente le accuse di Don Treppiedi. Certo si tratta di un altro duro colpo per il Pdl, in periodo nel quale le acque non sono calmissime e di guai ce ne sono già tanti, con le due condanne di Berlusconi e l’imminente voto della Giunta per le immunità del Senato, che deciderà le sorti della vita politica del Cavaliere. Proprio due giorni fa Berlusconi, nel suo ultimo videomessaggio, aveva tuonato contro la magistratura italiana, a dir suo politicizzata e imparziale. Il Cavaliere, durante il suo messaggio, aveva anche invitato i cittadini a ribellarsi, a protestare contro le sentenze ingiuste. Insomma un periodo delicato, nel quale i rapporti del PDL con la magistratura italiana sono più che mai incrinati.
Don Treppiedi non ha parlato però solo del PDL ma anche di scandali finanziari riguardanti esclusivamente la Chiesa, in particolare il Vaticano e lo Ior, sulle quali potrebbero esserci colpi di scena clamorosi.
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