In occasione della settimana milanese del design, INSILVIS presenta un appendiabiti di ispirazione meccanica e derivazione industriale, poichè utilizza come pomello una puleggia, opportunamente raffinata ed elaborata, raccordata alla parete mediante un cono in acciaio inossidabile.
Ne risulta una struttura evocativa di realtà tecnologiche che, per l’inconsueta attribuzione funzionale del suo componente meccanico, suscita sorpresa e interrogativi, come attirando lo spettatore in una giostra d’interpretazioni.
La compiutezza della circonferenza è animata dalle suggestioni cinematiche della ruota dentata: le sue gole animano l’oggetto di vibrazioni chiaroscurali, radicandolo nello spazio.
La perfezione dell’esecuzione e del sistema di fissaggio, semplice, sicuro e a totale scomparsa, realizza con indiscutibile sostanza oggettuale, come è nella filosofia INSILVIS, i contenuti provocatori dell’idea progettuale e la carica onirica dell’ingranaggio.
GEAR si inserisce in una collezione di appendiabiti da parete caratterizzati dalle forme geometriche elementari (modelli CONE, CUBE, CYLINDER e PIX) e readymade object (modelli BOLT e SIGNUM).
Il sintagma meccanismo della visione, senza nemmeno dover utilizzare il parallelismo con la macchina fotografica, esprime la comune attribuzione meccanica, appunto, di questo processo fisiologico: la complessità del processo e del risultato, la percezione, mediata dall’organo occhio nella sua pregnanza iconografica, è tale da accogliere le più sottili interpretazioni simboliche, esoteriche, escatologiche, dilatando il funzionalismo meccanicistico dell’immagine iniziale, fino a evocare universi di significato dai confini così indeterminati come quelli di una nebulosa.
Da un lato, per il tramite dei volumi conici e cilindrici e della serialità centrale delle gole della puleggia, GEAR presenta indirette allusioni iconografiche al tema dell’occhio.
Dall’altro, l’iride azzurra vorrebbe alludere a un qualcosa di ulteriore, inafferrabile e non completamente determinabile.
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