Farmacisti cattolici ai parlamentari: “Fermate la legge contro l’omotransfobia, è liberticida”

Farmacisti cattolici ai parlamentari: “Fermate la legge contro l’omotransfobia, è liberticida”

No al disegno di legge contro l’omotransfobia che procede il suo iter parlamentare, che avrà il compito di accorpare ben cinque  diversi ddl (primi firmatari Zan, Boldrini, Scalfarotto, Perantoni e Bartolozzi). A pronunciarlo senza se e senza ma, sulla falsariga dell’allarme lanciato lo scorso 10 giugno dalla Cei, la Conferenza episcopale italiana. che nell’occasione aveva addirittura parlato di “derive liberticide”, è l’Ucfi, l’Unione cattolica farmacisti italiani, presieduta da Piero Uroda.

In un comunicato indirizzato ai parlamentari, l’Ucfi ricorda che “da sempre e in tutti i popoli gli usi e i costumi della famiglia hanno il valore di leggi. Invitiamo perciò i nostri legislatori a non rovinare una istituzione così importante e delicata per la civiltà umana modificandola con inchieste provenienti non da saggezza collaudata dall’esperienza ma da persone che vogliono fare solo ciò che a loro piace senza valutarne conseguenze e pericoli”.

“Questa proposta di legge è già stata dichiarata inutile da persone competenti perché già presente nelle varie leggi a difesa della libertà di tutti” argomenta ancora l’Ucfi. “Mentre invece le modifiche richieste sono un pericolo per la libertà di esprimere opinioni e giudizi su quanto possa essere proposto da chiunque su temi così importanti come la sessualità e la famiglia”.

“La pretesa di imporre il proprio parere impedendo ad altri di esporre il motivi di contrarietà” concludono i farmacisti cattolici nella nota rivolta al Parlamento “indica paura della verità e una mentalità prepotente ed egocentrica”.

Per la cronaca, il ddl in questione si propone di modificare gli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, andando a inserire all’interno dell’attuale impianto giuridico in materia di reati e discorsi d’odio (fino ad oggi etnici, razziali o religiosi) anche la protezione di persone e gruppi sociali oggetto di  discriminazioni e  condotte violente che colpiscono l’orientamento sessuale, l’identità di genere o il genere.

Ai rilievi di presunta incostituzionalità lanciati da più parti sul ddl (espressi  su un testo che ancora non c’è, dal momento che come già anticipato deve ancora essere messo a punto accorpando cinque diversi ddl) e avanzati dalla stessa Cei  senza di fatto aver mai letto il testo base, ha risposta con serenità ma a pie’ fermo una delle  proponenti del provvedimento, l’ex presidente della Camera Laura Boldrini: “La Cei ha sbagliato ad esprimere la sua avversità al testo, in modo così netto, prima ancora di leggere il testo base” ha affermato la parlamentare. ” Io non so chi abbia dato queste informazioni, errate, ai vescovi. Ma chi lo ha fatto non ha reso un servizio alla collettività. La legge non colpisce chi diffonde idee. Bisogna ribadire che non è in discussione in nessuno dei testi la libertà di opinione. Non c’entra nulla il bavaglio alla libertà di pensiero, è fuori dal nostro perimetro” ha quindi concluso Boldrini. “Noi questa legge la aspettiamo da decenni, cerchiamo questa volta di colmare la distanza con gli altri Paesi europei che hanno già una legge contro l’omotransfobia, e di restituire a tutti e a tutte la stessa dignità“.

Sempre per la cronaca, il primo tentativo di introdurre una legge sul tema nel nostro ordinamento risale a 24 anni fa, con una proposta presentata da Nichi Vendola. Nel 2006 fu poi il Parlamento europeo a chiedere a tutti gli Stati membri di legiferare sulla materia e un tentativo venne condotto nella scorsa legislatura, quando una proposta di legge contro l’omotransfobia venne approvata alla Camera, senza però riuscire ad arrivare a essere discussa al Senato. Nell’Unione europea si sono già adeguati alla richiesta Ue, dotandosi di una legge,  grandi Paesi come la  Francia  ma anche la Spagna, il Regno Unito e la stessa Germania, che lo ha fatto a livello territoriale.

FONTE: rifday.it
IMMAGINE:  ucfi-italia.it

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