Facciamo quattro passi dentro il Colosseo

Retaggio dell’Antica Roma e precisamente della sontuosa epoca imperiale, in cui gli imperatori commissionavano continuamente opere che simboleggiassero anche ai posteri la propria grandezza, il Colosseo fu costruito su incarico dell’Imperatore Tito Flavio Vespasiano (infatti, il vero nome del monumento è Anfiteatro Flavio), ma per realizzarlo occorsero talmente tanti anni che fu suo figlio, l’Imperatore Tito, a vederne la conclusione e ad inaugurarlo.

Durante l’epoca imperiale, il Colosseo fu utilizzato per lo svolgimento degli spettacoli dei gladiatori, veri e propri show, in cui gli uomini -i gladiatori, appunto- combattevano contro delle belve feroci e il popolo accorreva a vederli.

Con l’avvento dei Cristiani e delle prime persecuzioni a Roma, il Colosseo divenne il luogo dove gli esponenti della nuova religione, antagonista del paganesimo, venivano giustiziati.
Finite le persecuzioni religiose e divenuto predominante il Cristianesimo, il Colosseo rimase inutilizzato e cominciò un declino anche dello stato di conservazione del bellissimo monumento.

Solo con Papa Benedetto XIV, l’imponente costruzione circolare venne consacrato ai martiri cristiani, mentre un altro Papa, Pio VII, ne dispose il restauro.

Il Colosseo consta di quattro piani, di cui i primi tre sono caratterizzati da finestre ad arco e da uno stile dorico, mentre il quarto ha un’altezza maggiore degli altri due e tante piccole finestre.
L’anfiteatro interno aveva una capienza di circa 50.000 persone e, in caso di cattive condizioni meteorologiche, veniva coperto con un telo a rulli scorrevoli.

Il biglietto per visitare il Colosseo costa 9 euro e comprende anche l’ingresso al Palatino. Attenzione perché se, come spesso accade, al’interno dell’anfiteatro si svolge una mostra, il biglietto comprende un sovrapprezzo di tre euro.

Molte sono le curiosità intorno al Colosseo: Mussolini, per esempio, in epoca fascista aveva pensato di costruirvi all’interno un albergo per l’Anno Santo, ma poi il progetto non ebbe seguito, mentre Papa Pio V aveva addirittura pensato di abbatterlo e solo il fatto che fosse il luogo che aveva ospitato il martirio dei cristiani (non tantissimi, in verità, essendo i monumento successivo all’epoca neroniana) lo ha preservato.

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