Coronavirus, Oms aumenta il livello di allerta: “Rischio globale elevato”

Coronavirus, Oms aumenta il livello di allerta: “Rischio globale elevato”

Roma. 28 gennaio – L’Oms corregge il tiro e, ammettendo un errore commesso nei suoi precedenti rapporti, che parlavano di rischio “moderato”, dichiara che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è “elevato”. Si alza dunque la soglia di allarme in tutto il mondo per il virus 2019-nCoV: l’ultimo rapporto dell’organismo Onu, diffuso domenica sera, parla infatti di rischio “molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale”.

china coronaravirus
Gli agenti di polizia cinesi che indossano maschere si trovano di fronte alla Porta Tiananmen il 26 gennaio 2020 a Pechino, Cina. Getty Images

Gli ultimi numeri resi noti dalle autorità cinesi parlano di più di 40mila contagi e 106 morti, tra i quali uno a Pechino, il primo al di fuori della provincia di Hubei, focolaio dell’infezione. In Europa, dopo i tre registrati in Francia, si segnala un caso anche in Germania. Un contagio sarebbe stato rilevato ieri anche in Africa: se confermato, significherebbe che nessun continente è stato “risparmiato” dal nuovo coronavirus, arrivato al momento in una dozzina di Paesi, dal Nord America all’Europa, solo attraverso un piccolissimo numero di persone recatesi a Wuhan.

Nel nostro Paese, informa una nota ufficiale del ministero della Salute,  “proseguono  regolarmente i controlli e il monitoraggio costante” della situazione, sotto il coordinamento dell’apposita task force istituita dal titolare del dicastero Roberto Speranza, riunitasi anche ieri.

Sono oltre 400 le telefonate ricevute finora dalla sala operativa del numero verde 1500 per avere informazioni sul coronavirus (2019-nCoV), informa il ministero, mentre Speranza – a margine dell’audizione svolta ieri in Commissione Affari sociali della Camera – ha ribadito di essere “in contatto costante con la commissaria europea alla Salute e con i colleghi europei in attesa di un prossimo confronto, che ho proposto in un colloquio con il ministro della Salute croato, Paese che ha la presidenza di turno”.

Un esempio di come gli input e le indicazioni del ministero relative alle misure precauzionali e preventive da assumere, valutate in coordinamento con le Regioni,  “discendano per li rami” e arrivino a chi dovrà tradurli in procedure concrete nel vivo del territorio arriva dalla Asl Rm4, che ha “giurisdizione” su una porta di ingresso importante al nostro Paese, il porto di Civitavecchia, dove sbarcano ogni giorno migliaia di persone.

Qui è stata istituita una sorta di “unità di crisi” permanente, guidata dal direttore generale della Asl Giuseppe Quintavalle e composta da rappresentanti del Comune, della Capitaneria di Porto, dell’Ufficio di Sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf)  e dai dirigenti delle diverse Uoc della AslRm4.  Il tavolo di lavoro si occuperà di fronteggiare l’emergenza e mettere in campo adeguate misure di profilassi, già riunitosi ieri per esaminare e rendere subito operative le indicazioni contenute nella documentazione trasmessa dalla Regione Lazio.

Tra le decisioni subito assunte, quella di procedere con la massima urgenza (attraverso la direzione del servizio farmaceutico) a effettuare gli ordini relativi ai fabbisogni dei Dpi (mascherine chirurgiche, maschere facciali filtranti FP2/FP3, guanti monouso, camici impermeabili, copri capo e occhiali di protezione), insieme a disinfettanti, termometri a distanza e tamponi a secco per l’allestimento dei test microbiologici.

È stato inoltre deciso di rendere subito disponibili nelle sale di attesa di entrambi i Pronto soccorso della Asl Rm4 (Civitavecchia e Bracciano) dispenser con gel a base di ipoclorito di sodio per il frizionamento  delle mani e verrà data indicazione a tutti i pazienti con febbre, anche mediante apposita cartellonistica, di utilizzare il  gel e indossare le mascherine. Per quanto attiene al personale sanitario, lo stesso indosserà specifici Dpi soltanto in caso di pazienti anamnesticamente identificati come sospetti.

Per i  test diagnostici (tampone nasale o orofaringeo) da inviare all’istituto L. Spallanzani secondo le modalità indicate dalla Regione in una nota trasmessa negli ultimi giorni,  l’indicazione impartita è quella di utilizzare tamponi a secco ( senza gel ) umidificati con 5 ml di soluzione fisiologica. Verrà anche immediatamente sviluppata una procedura aziendale per la gestione dell’evento “polmonite da nuovo coronavirus” ed è anche emersa la considerazione di sviluppare una procedura operativa per la gestione dei percorsi nei luoghi aziendali di cura.

Tra le altre questioni prese in considerazione, quella di una stringente collaborazione tra Capitaneria di Porto e  l’Usmaf territoriale. che dovrà essere contatato  “ogni qual volta siano presenti sbarchi con personale in servizio provenienti da zone a rischio, così da gestire le singole situazioni in loco”. Analoga modalità andrà seguita per la gestione di passeggeri provenienti da aree a rischio, in modo che solo i pazienti con sintomatologia definita per sospetta polmonite da nuovo coronavirus verrebbero inviati al pronto soccorso, mentre i restanti passeggeri verrebbero posti in quarantena in un’area da meglio definire con il Comune.

FONTE:  rifday.it
IMMAGINE:  nypost.co

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.