Comunicato LAV. MODIFICATA ORDINANZA TURCO SU CANI. LAV: BENE ANNULLAMENTO DISPOSIZIONI ABBATTIMENTO CANI, MALE LA MODIFICA DEL DIVIETO DI TAGLIO DELLA CODA.

Comunicato stampa LAV 8 maggio 2007

MINISTERO VARA MODIFICHE A ORDINANZA TURCO SULLA TUTELA
DELL’INCOLUMITÀ PUBBLICA DALL’AGGRESSIONE DI CANI.

LAV: BENE L’ANNULLAMENTO DELLE DISPOSIZIONI
SULL’ABBATTIMENTO DEI CANI, MALE LA MODIFICA DEL DIVIETO DEL TAGLIO DELLA
CODA.

“La nostra protesta non è stata vana e finalmente il
Ministero della Salute è tornato sui suoi passi e ha annullato le disposizioni
relative alla possibilità di abbattimento dei cani in base alla razza di
appartenenza. Purtroppo registriamo anche un cambio di rotta negativo, frutto
della pressione degli allevatori, quello del ripristino del taglio della coda.
Occorre ora un Disegno di Legge che punti finalmente a regolare in maniera
organica la materia”.
Questo il commento di Ciro Troiano, responsabile SOS Maltrattamenti della
LAV
, alla lettura dell’Ordinanza del Ministro della Salute
Livia Turco che modifica in due punti la sua precedente Ordinanza relativa alla
“Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di
cani”.

L’Ordinanza
ministeriale pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale, infatti, modifica la
parte della precedente Ordinanza relativa al taglio della coda, mantenendo il
divieto, ma prevedendo l’eccezione “per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute dalla F.C.I. con
caudotomia prevista dallo standard, sino all’emanazione di una legge di
divieto generale specifica in materia. Il taglio della coda, ove
consentito, deve essere eseguito da un medico veterinario entro la prima
settimana di vita”.

Il
divieto, a seguito di questa modifica, resta valido, quindi, solo per i cani
non di razza o il cui standard non prevede il taglio della coda. “In pratica viene a cadere uno degli aspetti più
innovativi dell’Ordinanza Turco
– continua Troiano -, che
faceva proprie le raccomandazioni del mondo scientifico e culturale, nonché le
disposizioni del Consiglio d’Europa”.

Infatti,
le disposizioni della Convenzione del Consiglio d’Europa del 1987 per la
protezione degli animali da compagnia, firmata ma mai ratificata
dall’Italia, vietano il taglio della coda. Più recentemente, il Comitato
nazionale di bioetica ha decretato, già nella primavera del 2006, che “la
caudotomia e la conchectomia”, questi i nomi tecnici per il taglio della
coda e delle orecchie, “appaiono eticamente non lecite, in nome del
principio bioetico di non maleficenza che sancisce l’obbligo morale di
evitare sofferenze ad alcun essere vivente che possa provare dolore”.

Appaiono
inverosimili le argomentazioni usate dal Ministero per giustificare la modifica
del taglio della coda. Si legge nel preambolo dell’Ordinanza: “considerato che il taglio della coda dei
cani se eseguito precocemente da un medico veterinario
non comporta eccessive sofferenze
all’animale
”.

“Si resta allibiti di fronte a simili considerazioni
– continua Troiano La mutilazione, senza esigenze cliniche, della coda
rappresenta un vero maltrattamento poiché sottopone gli animali a condotte
incompatibili con la loro natura e le loro caratteristiche etologiche: nei
cani, la coda, tra le altre cose, svolge funzioni comunicative importanti. “Serve”,
ad assumere particolari posture che comunicano lo stato di attenzione, di
eccitazione, di paura, di “avvertimento” prima
dell’aggressione, di sottomissione, ecc. Il suo taglio, quindi, limita
gli animali nell’esercizio dei moduli comportamentali più essenziali, in
violazione delle naturali esigenze etologiche.”

Infine,
l’ordinanza, accogliendo le richieste della LAV, annulla la parte
relativa alla possibilità di abbattere gli animali in base alla loro razza di
appartenenza e non solo in base al loro
stato di salute o comportamentale: ciò rappresentava un grave e pericoloso
capovolgimento normativo che finalmente è stato sanato.

8
maggio 2007

Ufficio
stampa LAV – tel. 064461325 – 339.1742586 www.lav.it

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