Io dico la verità, tutta la verità, nient’altro ch e la verità

IO DICO
LA VERITA’,
TUTTA LA
VERITA’, NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’



E se invece
di quei poster con verdi paesaggi ed alte
montagne esibiti alla borsa del turismo del Trentino, sui muri degli uffici, nelle scuole,
negli ambulatori, si mettessero gli ingrandimenti delle larve della diabrotica
che da tempo sta distruggendo i campi di
mais nella Valle del Chiese, o le immagini degli apiari decimati dalla
peste americana in varie zone, o quelle dell’epidemia degli scopazzi della Val
di Non? Certo sarebbe sconveniente anche se realistico, quindi meglio ignorare: è lo stile della nostra
politica bacchettona, tesa ad ignorare, quelle situazioni “allarmanti” che toccano anche il nostro
territorio, pur di mantenerne il
potere. Ne è conferma il silenzio verso i molteplici allarmi lanciati dal
ricercatore Alessandro Mendini, fra
cui quello più scandaloso relativo
all’epidemia degli scopazzi per il quale la AXS M31 ha pubblicato, nel DVD
“Scopazzi del melo/Apple proliferation 1991-2006”. E’ un lavoro di ricerca che
interessa l’arco di 15 anni e comprende i risultati ottenuti con l’impiego di
Bio Aksxter. Questo DVD, presentato ad una fiera di carattere internazionale in
regione e distribuito ad
agricoltori, consorzi di produttori, centri di ricerca, enti, istituzioni e media, ha incontrato l’arrogante pretesa di
ignorare un allarme perché non ufficiale.


Ma ignorare
gli allarmi del ricercatore Alessandro Mendini è come ignorare la sirena di un allarme
antincendio perché ci da
fastidio.


Meglio
ignorare una causa comune sottraendosi al confronto per rimanere i più forti?
Una situazione di pericolo pubblico è meno importante della paura di un
confronto scientifico? Meglio vanificare un progetto volto alla salvaguardia
dell’agricoltura, della salute e dell’ambiente piuttosto che ammettere come
unica soluzione quella di un
ricercatore “non titolato”?


Esistono degli
strumenti immediati e risolutivi, attuabili attraverso una bonifica dei terreni
agrari, e invece la
Provincia finanzia miliardi per la ricerca di prodotti a basso
impatto ambientale quando già sono disponibili quelli della AXS M31, a nullo
impatto e disinquinanti. La AXS
M31 ha avuto la concessione dell’1% della potenzialità del progetto Mendini
rivolto all’agricoltura. Dopo cinque anni il suo sviluppo aziendale è il 20%
dell’1%, mentre quello produttivo in essere è lo 0,7%. Ciò porta ad un
pericoloso sbilanciamento per effetto di una politica di mantenimento, diretta
da dietro alle quinte, in luogo di una politica di sviluppo. Da oltre
venticinque anni si tiene nascosto un bene sociale, una scienza umana che si
vorrebbe gestire come si vuole,
secondo la legge del branco: siamo sul filo del crimine.


Già nel 1984 il rettore dell’università di
Fisica di Trento, riferendosi alla formula, disse al ricercatore – Si ricordi , se
l’abbiamo noi è Nobel, se lei, solo miseria!


Nel 2000 il
dottor Arnold Linser, inviato dall’Istituto Agrario di S. Michele a/Adige per la
consulenza sull’etichetta delle formulazioni Mendini, allora prodotte dalla
Krovor Ricerche, disse – Ci manca “poco”
per arrivare al suo risultato…
e aggiunse – mi dica… che
solvente usa? La risposta del ricercatore fu – semplice acqua – … e quel “poco” divenne subito
cinquecento anni.


A chi
giova far sparire una ricerca
avanzata di cinquecento anni, se non a
chi antepone i propri interessi privati a quelli pubblici che dovrebbero
essere difesi dalle Istituzioni ?


E’ di oggi
questa dichiarazione del ricercatore rispetto alla volontà di voler riferire tutto ai media: – E’ inutile signora Zambanini che lei parli
ancora di queste cose, in venticinque anni trascorsi hanno fatto tante di quelle
“porcate” a nome mio… anche se avessi in mano la soluzione di tutti i problemi
se li terrebbero per evitare che la verità venga a galla. Troppi hanno mangiato su questo progetto
ed i giornalisti hanno tutti la lupara in bocca… perché non parlino. Nell’era
della comunicazione e dell’informatica siamo nel deserto; la comunicazione c’è
solo sul filo politico-scientifico… un direttore d’ospedale se non è nella
politica è niente; i politici
dovrebbero fare i politici, i giornalisti i giornalisti ed avere la libertà di
parola…


Pur tutelando
i loro interessi siamo andati contro ai loro interessi. Queste sono le ultime
cose che dico, poi mi metto in silenzio.


L’Istituto è
una montagna? No, è un granello, meno di un granello di polvere perché non serve
a niente, non è in grado di fare un dibattito pubblico sul DVD. La loro forza è
solo pubblicitaria. Ignorano una cosa come questa perché non sono in grado di
dialogare o di avere un confronto, non sono in grado di riprodurre questa
formulazione perché non hanno in mano niente. Lei almeno, avendo il ricercatore, ha l’1%. Non vogliono un confronto
perché il gioco va bene così e
tanto gli sbagli fatti oggi li pagano i posteri. Stanno preparando le fosse ai
loro figli, ormai condannati prima di nascere. E’ il menefreghismo e la
vigliaccheria che li comanda.


Ed aggiunge:
– La fossa non è dei figli e nipoti, ma
la nostra perché toccheremo con mano. Gli scienziati non sono stati capaci di
formulare un fertilizzante ecosistemico che contrasti l’inquinamento. L’unico su
questo pianeta sono stato io e la manna dal cielo viene una sola volta…
L’inquinamento è la somma di sbagli di natura economica: per la logica del
profitto nei componenti di trasformazione non si mettono componenti di
ricomposizione. Il profitto va a decadere se chi ha cento miliardi non può
mangiare una mela o bere un bicchiere d’acqua; allora quella mela o quel
bicchiere d’acqua valgono cento miliardi.
Oggi siamo nell’era tecnologica, ma quanti possono fare a meno del
riscaldamento, di spostarsi con l’aereo o con la macchina, di andare al
supermercato a comperare tutte quelle cose che portano ad un inquinamento
espansivo? Il vasetto della marmellata che apriamo al mattino per colazione
comporta una fabbrica per il vaso, una per il coperchio, una per la lavorazione,
una per l’etichetta… tutti questi movimenti produttivi sono fonti di inquinamento ai
quali si aggiungono quelli per il trasporto, la consegna e l’approvvigionamento.
Poi quel vasetto finisce nelle
immondizie, c’è lo smaltimento e così via… il benessere comporta tutti questi
passaggi. Tutto ciò incide sul terreno, l’aria e l’acqua, i tre elementi
d’eccellenza per l’agricoltura.
Inoltre, vengono immessi nel terreno pesticidi, fertilizzanti chimici,
residui di carnicci, immondizie. Nas, guardie forestali o finanza non possono
controllare milioni di ettari dove basta una notte per far sparire… Oggi sul
campo cosa c’è? Quali sono i prodotti che contrastano l’inquinamento? Nessuno è
riuscito a fare un prodotto come il nostro… Dopo tutto questo, dopo tutte le
nostre comunicazioni e quello che ho fatto con i miei mezzi… c’è un acceleratore
di contrasto per questa
problematica, sono stati fatti dei dvd e l’unica cosa è stata l’indifferenza,
l’ultimo passo prima della morte.


Perché l’Ente
non si è mosso dopo le mie precedenti rivelazioni? E lo Stato? Si dissocia
perché la
Provincia è autonoma? Eppure la Provincia è collegata a tutto… Troppo
facile non riconoscere una ricerca per paura del confronto e della verità. Un
Istituto come può non riconoscere uno studio di 15 anni? Intanto la malattia
dilaga e gli agricoltori nella loro sfera di chiacchiere devono dire di sì
all’Ente che ha sempre ragione perché è l’Ente. L’Ente non può gestire un bene
pubblico usando il suo potere per interessi privati, dovrebbe invece tutelare
anziché fare business o minacce, dovrebbe controllare e fare dei confronti
anziché disconoscere. Come può disconoscere prove tangibili? Troppo facile
basare il proprio potere sulla chimica del ‘700, usando l’indifferenza nazista
che esclude chi non rientra nel proprio credo. Quando c’è una realtà che può
lavorare per il bene non ci deve essere discriminazione! Mi sento ferito nel
cuore e nell’io perché sono un vero trentino nato da padre “noneso” e proprio i
“nonesi” mi tradiscono. I nonesi sono schiavizzati, non hanno più voce in
capitolo, né volontà e forza; lavorano per il miraggio di uno stipendio… e sono
capaci di fregare chi li aiuta.
Eppure dovrebbero essere orgogliosi se ho
rifiutato la laurea per restare integro…


E conclude:

Tutti abbiamo le nostre responsabilità, ma ognuno deve prendersi la sua.
Chi sbaglia fa ricadere il proprio sbaglio su tutti
quanti.


Ancora una
volta ci chiediamo: dove sono quei
pubblici funzionari impegnati a combattere tutti gli abusi, quelle
autorità non compiacenti, quegli amministratori che lo dimostrano senza
eccezioni, quegli uomini che non hanno sudditanza di chi svolge un ruolo
importante ed approfitta del proprio potere?


Mancano
cinquecento anni per arrivare alla formula, venticinque generazioni se il
rischio dell’autodistruzione non fosse alle porte.




“Nella verità
si costruisce, con la menzogna si demolisce”



[email protected]


www.axsm31.com



























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