Comportamenti d’acquisto in tempo di crisi: si sfruttano saldi e vendite straordinarie

Lo shopping per i saldi, si sa, è uno dei momenti più amati soprattutto dalle donne, che sperano di poter rinnovare il proprio guardaroba a poco prezzo, ma con capi di qualità. Se però fino a qualche anno fa era possibile ad assistere a scene tragicomiche di donne che si contendono un capo di abbigliamento all’interno di un negozio strapieno, oggi tutto questo è solo un lontano ricordo.
La crisi economica in cui versa l’Italia ha colpito soprattutto le classi appartenenti al ceto basso, che purtroppo stentano ad arrivare a fine mese. Ciononostante non sono loro quelli a soffrire maggiormente dell’impossibilità economica di poter usufruire dei tanto agognati sconti. Loro ne facevano a meno prima e continuano a farlo ora.
È prevalentemente la classe media che ha dovuto rivedere le proprie spese, dovendo rinunciare al superficiale per fare spazio all’essenziale. I saldi di fine stagione rientrano proprio in questa categoria. Ma rinunciare del tutto per molti è davvero impossibile, soprattutto quando scaltri negozianti riempiono le belle vetrine dei loro negozi con allettanti scritte che richiamano a svendite straordinarie. Sempre più comune sembra essere diventata l’organizzazione di liquidazioni (http://www.fabrizioascoli.com/servizi/organizzazione-di-liquidazioni.html). Ecco allora che la forza di volontà, volta a resistere agli sconti, viene meno e ci si decide ad acquistare un capo che – anche se in realtà non lo è – in quel momento appare davvero indispensabile.

I negozianti questo lo sanno bene e decidono proprio in questo periodo dell’anno di organizzare svendite (http://www.fabrizioascoli.com/) senza precedenti, che danno risultati ancora migliori se nei negozi sono presenti preparati commessi in grado di far apparire il vestito più scialbo un capo di alta moda.

Le vendite promozionali dunque sono la carta vincente di commercianti che troppo a lungo hanno dovuto assistere a misere chiusure di cassa e perdere gran parte del loro guadagno per pagare bottega, bollette, dipendenti e merce.
Ma è anche vero che il comportamento generale degli acquirenti si è molto evoluto. Prima di procedere con un acquisto, che in precedenza avveniva in modo istintivo e spontaneo, ora si pondera bene la scelta, si ispezionano diversi negozi e si provano più capi prima di raggiungere la cassa. Questo proprio perché la cifra riservata agli acquisti si è di gran lunga ridotta e non è concesso lasciare spazio ad acquisti sbagliati.
Gli uomini sono sempre stati più bravi nel controllarsi. Le donne no. Per ridurre la probabilità di un attacco di shopping ossessivo compulsivo si muovono in piccoli gruppi di due e di tre. L’amica che svolge il ruolo di personal shopper ha così il dovere morale ed amicale di limitare gli acquisti dell’altra e di riportarla sulla retta via. Il risultato di questo spostarsi in gruppo per i saldi allo scopo di rispettare il regime di “austerity” previsto sembra dare ottimi risultati.
In riduzione le coppie madre-figlia. Le figlie si sono finalmente rese conto che i gusti classici di una madre difficilmente si incontrano con il loro stile moderno. Così, invece di evitare sotto suggerimento (o imposizione!) della madre di acquistare un capo in saldo che rimarrà per sempre appeso nell’armadio con il cartellino ancora attaccato, si chiede aiuto all’amica. Magari al rientro in casa qualcuno potrebbe non approvare i propri acquisti ma, come è noto, in caso di vendite promozionali o liquidazioni non è possibile tornare indietro.
Ecco un altro motivo per il quale le vendite straordinarie (http://www.fabrizioascoli.com/blog/vendite-straordinarie) piacciono tanto, sia ai commercianti che agli acquirenti!

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