Categoria: Salute e Medicina

  • L’apporto di vitamine nel neonato e nel lattante


    I bambini, sin dalla nascita, iniziano il loro percorso di esplorazione del mondo con l’obiettivo di imparare dai diversi stimoli che gli vengono proposti: il loro cervello è un po’ come una grande spugna pronta ad assorbire nuove nozioni e nel primo anno di vita si sviluppa di circa il 75%.

    Perchè la crescita del neonato avvenga in maniera equilibrata è importante monitorare il corretto

  • Morte di Michael Jackson: il Parere Del Cardiologo Guidalberto Guidi


    Abbiamo chiesto un’opinione al Dott. Guidalberto Guidi sulla morte di Michael Jackson: quanto detto finora dalla stampa è compatibile con una possibile verità. L’analisi molto dettagliata è interessante e riserva alcune sorprese.
    Chi è interessato può leggerlo su www.cardioexpert.it

  • L’efficienza tecnologica permea l’intera struttura della Fondazione Policlinico, contribuendo a fornire ai pazienti servizi d’eccellenza


    Milano, 22 luglio 2009 – SCC SpA, azienda leader nelle integrazioni tecnologiche, specializzata nella fornitura di soluzioni e servizi integrati per l’ottimizzazione di infrastrutture IT distribuite, annuncia i risultati positivi ottenuti presso la Fondazione Policlinico di Milano relativamente al rinnovamento dei servizi It ed alle loro applicazioni in ambito ospedaliero.

    Nel 2005, anno in cui si è creata la Fondazione Policlinico riunendo in un unico polo ospedaliero le strutture di Ospedale Maggiore, Policlinico, Mangiagalli, Regina Elena e la De Marchi, si è sentita l’esigenza di strutturare al meglio la disponibilità e l’efficienza dei sistemi IT. Occorreva infatti unificare metodologie e sistemi per accedere in modo efficiente ai dati appartenenti ai diversi ospedali, proprio perché all’interno di un ambiente vario e complesso come quello clinico un utilizzo efficace delle informazioni rappresenta un requisito fondamentale non solo per le procedure ambulatoriali o amministrative, ma anche per intervenire con maggiore immediatezza in caso di pericolo di vita o di necessità di urgente assistenza medica, come avviene costantemente al Pronto Soccorso.

    A seguito della vittoria di un bando pubblico, SCC ha subito implementato un sistema di controllo e gestione della configurazione delle apparecchiature che ha consentito di predisporre un profondo piano di riorganizzazione e di rinnovamento tecnologico, che ha portato in primo luogo ad una messa in sicurezza del network, consistente nell’installazione di un sistema di rilevamento e blocco del traffico anomalo sulla rete e da/verso internet. In secondo luogo SCC si è occupata della sicurezza delle postazioni di lavoro, effettuando la sostituzione di quelle obsolete e la messa in dominio di quelle non ancora inserite, definendo uno standard unico di configurazione, implementando policy di controllo e gestione univoche per le postazioni stesse. “Nel giro di un anno e mezzo siamo arrivati ad una situazione di alta efficienza, che attualmente è di eccellenza” spiega Alberico Bonalumi, Responsabile U.O. Sistemi Informativi:”Abbiamo ora oltre 2500 postazioni di lavoro completamente sotto controllo dal punto di vista della sicurezza, della vita media e della funzionalità, grazie al servizio di assistenza h24 di SCC”.

    Particolarmente apprezzato dal CIO è l’approccio integrato del servizio di SCC, che permette di vedere lo stato dell’arte di tutto il sistema informatico dell’ospedale e quindi sia d’intervenire tempestivamente laddove si creassero problemi o blocchi funzionali, sia di proporre investimenti intelligenti per risolvere i problemi delle varie aree operative. Dichiara infatti Bonalumi: “Quello di SCC è stato un contributo importante che ha reso il sistema informativo aziendale compatibile con gli standard di efficienza e sicurezza che un ospedale statale dovrebbe garantire ai propri utenti ed a tutti i cittadini”.

    La soddisfazione per la collaborazione con SCC viene anche dal Direttore U.O. Nefrologia e Dialisi Pediatrica, il primario Alberto Edefonti che ha voluto illustrare due progetti di grande importanza per la Fondazione Policlinico in cui la tecnologia è fondamentale. La collaborazione tra l’U.O. Sistema Informativi, i Dirigenti Scolastici delle scuole di appartenenza dei pazienti, il referente informatico della nostra unità operativa ed i tecnici SCC hanno permesso di creare il supporto logistico per gli strumenti telematici e tecnologici al fine di fornire l’istruzione a distanza che garantisce ad alcuni pazienti dializzati e trapiantati in età scolare di non perdere la frequenza né il contatto con compagni ed insegnanti.

    Relativamente al progetto di gemellaggio, deliberato dalla Regione Lombardia, tra la Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena e l’Ospedale Infantile “La Mascota” di Managua (Nicaragua) e sostenuto dall’Associazione per il Bambino Nefropatico, grazie al tecnico SCC Vincenzo Casafina, a titolo di volontariato, e ai tecnici dell’U.O. Sistemi Informativi, sono state gettate le basi per la realizzazione di una rete informatica interna nel reparto di Nefrologia dell’Ospedale di Managua che verrà collegata in “tempo reale” con la nostra unità operativa per una ‘Consulenza medica in tempo reale per i bambini nicaraguensi con malattie renali’. SCC ha così contribuito a realizzare un caso di telemedicina internazionale, agevolando la comunicazione tra medici italiani e medici nicaraguensi, dove i primi interagiscono con i giovani dottori dell’Ospedale di Managua per la loro formazione e per la prognosi relativa ai loro assistiti.
    Il Primario afferma che: “A partire dal primo trapianto renale in bambini nicaraguensi eseguito in questo reparto noi abbiamo sempre lavorato in una squadra allargata, di sanitari e tecnici, comprendendo anche i tecnici di SCC, che abbiamo voluto coinvolgere nel miglioramento continuo dell’assistenza ai nostri bambini. Condividendo l’entusiasmo di lavorare per il bene dei nostri piccoli pazienti riusciamo a pensare a nuove proposte per loro, spesso grazie al contributo delle nuove tecnologie di cui l’U.O. Sistemi Informativi e SCC ci informano”.

    Antonio Apollonio, Direttore Servizi di SCC SpA conclude: “Il lavoro che i nostri tecnici svolgono presso la Fondazione Policlinico rende tutta la nostra azienda molto orgogliosa. Certo, noi ci occupiamo di tecnologie, ed il nostro lavoro consiste nel garantire che le stesse funzionino sempre, nel migliore dei modi. Tuttavia, lavorare per il Policlinico ha aggiunto un risvolto umano all’IT; è straordinario pensare al contributo positivo che possiamo offrire, seppur in modo indiretto, al mondo ospedaliero e quindi ai malati”.

    SCC SpA
    SCC SpA e MVS – Multivendor Service sono aziende leader nelle integrazioni tecnologiche, specializzate nella fornitura di soluzioni e servizi integrati per l’ottimizzazione di infrastrutture IT distribuite. SCC ed MVS operano congiuntamente per offrire ad aziende pubbliche e private in svariati settori verticali un miglioramento delle performance IT a costi contenuti grazie ad un portafoglio di soluzioni completo e coerente che copre tutti gli ambiti e l’intero ciclo di vita dell’infrastruttura IT. Le due società fanno parte del Gruppo Bartolini Progetti Spa.

  • «Noi, ragazzi segregati nei college per evitare il contagio»


    La nuova influenza A Londra né piscina né uscite serali. Il ministero del Welfare: consultare il medico prima di partire

    LONDRA – «Da qui non si esce, giriamo col sapone antibatterico e ci laviamo le mani venti volte al giorno». In vacanza con la nuova influenza. Sedici anni, milanese, Gilberto è uno dei 160 ragazzi italiani arrivati il 6 luglio a Birmingham per un soggiorno studio alla Aston University. Qui si sono registrati due dei 48 casi di sospetta influenza A tra gli italiani in Gran Bretagna. «Per il primo l’ ipotesi ormai è scartata – spiega al Corriere Martino Trapani, medico dello staff che ha accompagnato gli studenti – e il secondo è in isolamento, si tratta di una ragazza di sedici anni che terremo sotto controllo fino a domattina (oggi per chi legge, ndr). Se a 48 ore dall’ insorgere dei sintomi la febbre persiste, dobbiamo avvertire un medico britannico che prescriva il ciclo di Tamiflu; non possiamo portare i casi sospetti in ospedale, per evitare di contagiare pazienti con altri problemi. La situazione è sotto controllo, abbiamo spiegato ai ragazzi come cautelarsi e loro sono tranquilli». Valentina, 17 anni, di La Spezia, la prende con filosofia: «Cerchiamo di vivere quest’ esperienza con serenità». Più pragmatico Danilo, che arriva dalla provincia di Fermo: «L’ importante è evitare i luoghi affollati, vorrei tranquillizzare i miei genitori in Italia». E c’ è chi s’ ingegna, come Diego, ultimo anno del liceo scientifico di Mondragone, provincia di Caserta: «Ho le mie posate personali, evito di toccare le porte con le mani o i pulsanti in ascensore». Pranzo e cena in piccoli gruppi per ridurre al minimo il rischio di contagio, niente piscina perché in acqua il virus contenuto nelle goccioline di tosse e starnuti si trasmetterebbe subito. Banditi Harrods, Torre di Londra e metropolitana nelle ore di punta per i 25 allievi della scuola media Fabrizio De André di Peschiera Borromeo, provincia di Milano, che dal 5 luglio studiano con 21 coetanei di San Giuliano Milanese al King’ s College di Hampstead, Londra, da dove ripartiranno domani. «Dei nostri, 19 hanno presentato sintomi riconducibili alla nuova influenza, uno è in profilassi – dice la professoressa della De André Rita Vecchio -. I primi sei sono guariti con semplici antipiretici, gli altri hanno preso il Tamiflu. Nel secondo gruppo due ragazzi sono sotto terapia e tre in profilassi. È difficile distinguere la semplice influenza dalla nuova poiché i sintomi sono gli stessi e qui non fanno il tampone faringeo, quello che impressiona è la velocità del contagio. Il problema è stato trovare un medico, il sistema è in tilt». Casi sospetti tra italiani sono stati segnalati anche a Oxford e Norwich. Il nostro ministero del Welfare invita a consultare il medico prima di partire per l’ estero. «Ci sono 60 milioni di persone terrorizzate», ha detto Laurence Buckman dell’ Associazione Medici britannici. Sono 55 mila i nuovi casi nell’ ultima settimana, 29 le morti ricondotte al virus H1N1 (sempre accompagnato da altre patologie). Ieri il quotidiano Evening Standard ha riportato la storia di Ruptara Miah, 39 anni, originaria del Bangladesh morta lunedì al Whipps Cross Hospital. Aveva appena partorito, il bambino è in terapia intensiva. Maria Serena Natale
    Natale Maria Serena
    Pagina 18
    (18 luglio 2009) – Corriere della Sera

  • Graziemamma


    Graziemamma è il sito dedicato a tutte le future, neo e assodate mamme. Le quali desiderano ricevere informazioni, leggere articoli e post interessanti sul Concepiemento, la Gravidanza, il parto e la nascita del proprio pargolo. Insomma un sito informativo che vi accompagnerà dalla Gravidanza alla Crescita del proprio piccolo!! Tanti consigli e tante novità. Visitateci: graziemamma.it !!

  • L’Aquila: emodialisi dopo il sisma, una storia di buona sanità.


    Il terremoto che ha sconvolto L’Aquila il 6 aprile scorso tra i tanti atti di generosità ed altruismo registra una storia di “Buona sanità”, che merita di essere raccontata.
    L’emodialisi è una terapia salvavita e deve essere effettuata obbligatoriamente dal malato mediamente un giorno sì ed uno no per circa 4 ore, e consiste nel filtraggio del sangue del paziente con l’ausilio di sofisticate apparecchiature medicali; se la terapia non viene somministrata, la salute del paziente peggiora in breve tempo sino alle più tragiche conseguenze.

  • Telethon: trovato il gene responsabile di una rara forma di anemia


    Identificato il gene responsabile di una rara malattia ereditaria del sangue, l’anemia diseritropoietica congenita di tipo II: ad annunciarlo è uno studio* finanziato in parte da Telethon e pubblicato sulle pagine di Nature Genetics da Achille Iolascon, professore di Genetica Medica presso l’Università “Federico II” di Napoli: lo studio si è svolto nei laboratori del CEINGE di Napoli.

    È Le anemie diseritropoietiche congenite (CDA) sono un gruppo eterogeneo di malattie ereditarie, di cui quella di tipo II è la più frequente. Si tratta di una patologia molto rara, che secondo le stime disponibili colpisce al massimo uno su 100.000 nuovi nati. Il gruppo diretto da Achille Iolascon, che studia questa malattia da almeno vent’anni, ha effettuato fino ad oggi 140 diagnosi. In particolare, la CDA di tipo II è caratterizzata da una scarsa capacità di produzione dei globuli rossi del sangue da parte del midollo osseo. Le poche cellule prodotte presentano inoltre alcune anomalie, soprattutto a carico della membrana cellulare. Nel tempo questi pazienti vanno spesso incontro a gravi complicazioni come emocromatosi, cirrosi epatica, diabete, calcoli biliari, insufficienza cardiaca.

    Fino ad oggi i ricercatori sapevano di trovarsi di fronte a una malattia ereditaria, di cui conoscevano sia la distribuzione geografica (questo tipo di anemia è più frequente nelle aree mediterranee e nel sud Italia) sia l’andamento clinico, ma non il gene responsabile. Sapevano però dagli studi precedenti che si trovava sul cromosoma 20 e che erano necessarie due copie mutate del gene perché la patologia si manifestasse: si trattava cioè di una malattia ad ereditarietà di tipo recessivo.

    Partendo da queste premesse, Iolascon e i suoi collaboratori hanno provato ad andare alla caccia di questo gene. Estraendo il Dna da due pazienti affetti, hanno effettuato un tipo particolare di analisi genetica che ha permesso di restringere ulteriormente la regione del cromosoma 20 in cui doveva trovarsi il gene “candidato”. Analizzando poi le caratteristiche dei 23 geni presenti in questa regione, hanno individuato quello coinvolto in funzioni cellulari che risultano essere compromesse nella anemia diseritropoietica di tipo II: si tratta di SEC23B, un gene noto per produrre normalmente una proteina coinvolta nel trasporto di sostanze all’interno delle cellule e in particolare nella maturazione dei globuli rossi.

    Il gene in questione è stato dunque ribattezzato CDAN2 e permetterà molti avanzamenti in campo diagnostico. E’ infatti già possibile offrire un test genetico a chi sospetti di essere portatore della malattia (perché per esempio ci sono dei casi in famiglia) e voglia pianificare una gravidanza, oppure di fare test prenatali sul feto per diagnosticare le forme di anemia più gravi.

    Gli studi sul ruolo che questo gene ha nella formazione dei globuli rossi potranno fornire anche delle basi per la migliore comprensione di come queste importanti cellule vengono prodotte e indicare possibili farmaci per manipolarne la produzione.

    Roma, 9 luglio 2009

    * Klaus Schwarz, Achille Iolascon, Fatima Verissimo, Nikolaus S Trede, Wyatt Horsley, Wen Chen, Barry H Paw, Karl-Peter Hopfner, Karlheinz Holzmann, Roberta Russo, Maria Rosaria Esposito, Daniela Spano, Luigia De Falco, Katja Heinrich, Brigitte Joggerst, Markus T Rojewski, Silverio Perrotta, Jonas Denecke, Ulrich Pannicke, Jean Delaunay, Rainer Pepperkok, Hermann Heimpel, “Mutations affecting the secretory COPII coat component SEC23B cause congenital dyserythropoietic anemia type II”. Nature Genetics, 2009.

  • ISICO vince il SOSORT Award 2009 a Lione (Francia)


    Il Comitato Scientifico del VI Congresso Internazionale SOSORT sul Trattamento Conservativo delle Deformità Spinali, tenutosi recentemente a Lione che ha visto la partecipazione di centinaia di ricercatori provenienti da 37 paesi, , ha assegnato ad ISICO ( che replica così il successo già ottenuto nel 2008 ad Atene) il SOSORT Award 2009, premio internazionale per il miglior lavoro di ricerca.
    Il tema dello studio premiato presentato da ISICO : “ Efficacia dei corsetti nella cura della scoliosi”.

    6th International Conference on Conservative Management of Spinal Deformites. May 21-23, 2009 – Lyon, France

    Enrico Olmari

    Notizia ufficiale ISICO Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale:
    http://www.isico.it/sosort_award09.htm

  • Il risveglio intelligente di Sleeptracker


    Avete dormito male? Vi sentite più stanchi di quando vi siete coricati? Capita di non svegliarsi per nulla riposati, anche se si è andati a letto alla solita ora. L’ideale sarebbe poter fare a meno della sveglia, terminare il sonno naturalmente, ma non sempre è possibile.
    Eppure, svegliarsi freschi e di buon umore significa davvero cominciare la giornata con il piede giusto. Ma come fare? Un buon rimedio è rinunciare alla sveglia tradizionale, che ti richiama bruscamente all’ordine con un trillo improvviso anche se sei nel pieno del sonno, e provare ad approfittate dei vantaggi di Sleeptracker, un orologio a vibrazione – ora disponibile anche in Italia – che funziona in base alla fasi del sonno e le controlla.
    Sleeptracker® – nel 2005 annoverato dal settimanale Time tra i migliori prodotti dell’anno – è una scoperta americana che rileva i cosiddetti momenti di semiveglia, ovvero brevi periodi tra le fasi REM e quelle di sonno leggero, e sceglie proprio uno di quei momenti per svegliarvi, all’interno del lasso di tempo che avrete scelto voi stessi.
    Volete alzarvi tra le 6.30 e le 7 del mattino? Certamente in quella mezz’ora ci saranno fasi di semiveglia, anche perchè tendono a essere più frequenti nell’ultima fase del riposo: grazie a un rilevatore di movimento, Sleeptracker® ne registrerà il numero e l’intensità e proprio nel momento più vicino alla veglia farà partire la vibrazione. Nel caso in cui non ci fossero fasi di sonno leggere nello spazio di tempo prefissato, Sleeptracker si attiverà comunque allo scadere dell’orario previsto.
    Sleeptracker® è stato testato in alcuni laboratori di ricerca sul sonno e i suoi risultati sono stati comparati con quelli di sofisticati macchinari ad uso medico: per il 91% delle volte ha percepito correttamente le fasi di sonno profondo-semiveglia di coloro che si erano sottoposti al test.
    L’orologio Sleeptracker® è disponibile in quattro modelli, da 129,90 a 159,90 euro. Per saperne di più sul funzionamento e sulle modalità di acquisto, consultare il sito www.sleeptracker.it