Categoria: Salute e Medicina

  • Gregory Bateson – Un risveglio spirituale per superare le dipendenze?

    Gregory Bateson – Un risveglio spirituale per superare le dipendenze?

    Gregory Bateson – Un risveglio spirituale per superare le dipendenze?

    Questo bel film di Ken Loach, che ormai risale a diversi anni fa, parlava della vita di un membro di Alcolisti Anonimi.

    My name is Joe Film 1998
    L’antropologo Gregory Bateson ( biografia su wikipedia )aveva analizzato in profondità l’epistemologia dei percorsi basati sui dodici passi, e così si possono riassumere:

    Analisi dell’alcolismo

    • Molto spesso parenti ed amici dell’alcolista lo spingono ad “essere forte” e a “resistere alla tentazione”. Lo stesso alcolista, nei momenti di sobrietà, concorda con questa visione del problema. Si fa riferimento ad un conflitto tra spirito e materia, tra l’Io cosciente e il resto della personalità. Se non sei forte, se non sai resistere allora sei dipendente, non libero!
    • L’ “orgoglio” dell’alcolizzato non si basa su successi avuti in passato, non è l’orgoglio per qualcosa che si è compiuto. L’accento non è su “Io sono riuscito…” ma su “Io sono capace…”. Inoltre l’orgoglio dell’alcolizzato colloca l’alcolismo fuori dall’io: “Io sono capace di oppormi al bere”. Quindi la dimostrazione della indipendenza e libertà sta nella mia capacità di decidere quando essere sobrio e quando bere…
    • Ritenersi “capace di mantenersi sobrio” da parte dell’alcolista è ciò che lo predispone alla prossima sbornia. AA ristruttura questa credenza ripetendo che “Una volta alcolizzati, si è alcolizzati per sempre”.
    • “Cercare di impiegare la forza di volontà è come cercare di sollevarsi tirandosi su con i lacci delle scarpe”.
    • Se lo stato di sobrietà dell’alcolizzato lo spinge in qualche modo a bere, non ci si può aspettare che un metodo che rinforzi il suo particolare modo di essere sobrio (che faccia appello alla sua forza di volontà) possa ridurre o controllare il suo alcolismo. Inoltre in questo particolare modo di essere sobrio ci deve essere un qualche errore o una qualche patologia. Allora il ricorso alla sostanza, dal punto di vista dell’alcolizzato, serve a rimediare a questo errore, rappresenta un correttivo.
    • Importante notare che l’errore alla base del tentativo dell’alcolista di mantenersi sobrio, cioè la retorica del controllo e del conflitto interiore, è lo stesso che permea il modo di pensare della società occidentale: l’alcolizzato, il dipendente, è solo più sensibile degli altri a queste premesse errate. Premesse che vengono superate dai primi 2 passi:
      1. Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte all’alcol e che le nostre vite erano divenute incontrollabili.
      2. Siamo giunti a credere che un Potere più grande di noi potrebbe ricondurci alla ragione.
    • «Il socio [di A.A.] non è mai stato schiavo dell’alcool. L’alcool è semplicemente una fuga dalla schiavitù personale dei falsi ideali di una società materialistica» (B. Smith).
    • Non è che egli si rivolti contro gli insensati ideali che lo circondano, ma piuttosto sfugge alle sue proprie insensate premesse, che vengono continuamente rinforzate dalla società circostante.
    • La “dipendenza dell’alcolista” è la ricerca di uno stato di ebbrezza che è sollievo di sentirsi parte di un tutto più grande sul quale non può esercitare alcun controllo; una sorta di nostalgia di una visione spirituale.




    La filosofia di AA nella descrizione di Bateson

    1. Esiste un Potere più grande dell’io. Il rapporto di un individuo con questo “potere” viene definito nel modo migliore con le parole “l’individuo è parte di”.
    2. Ciascuno si sente intimamente legato a questo Potere. È «Dio, come noi potemmo concepirLo». E il modo di essere in relazione a questo potere è soggettivo. Il rapporto in cui “io” mi trovo rispetto a un qualunque sistema più vasto che mi circondi e che comprenda altre cose e persone, sarà diverso dal rapporto in cui “tu” ti trovi rispetto a un sistema simile che circondi te.
    3. Si scopre un rapporto ”favorevole” con questo Potere, tramite il “toccare il fondo” e la “resa”.
    4. Resistendo a questo Potere, gli uomini, e in particolare gli alcolizzati, si attirano addosso il disastro. La filosofia materialistica, che vede l’uomo ergersi contro l’ambiente, sta rapidamente crollando a mano a mano che l’uomo tecnologico diviene sempre più capace di opporsi ai sistemi più grandi. Ogni battaglia da lui vinta porta una minaccia di disastro. L’unità di sopravvivenza (sia nell’etica sia nell’evoluzione) non è l’organismo o la specie, ma il più ampio sistema o “potere” in cui la creatura vive: se la creatura distrugge il suo ambiente, distrugge se stessa.
    5. Tuttavia – e ciò è importante – il Potere non premia e non punisce, non ha “potere” in questo senso: per dirla con la Bibbia, “tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Iddio”. E, viceversa, di coloro che non lo amano. L’idea di potere nel senso di controllo unilaterale è estraneo all’AA.

    L’articolo contiene ora un contributo si Fabio Anibaldi Cantelli:

    “L’autotrascendenza


    La parola autotrascendenza mi ha infatti rivelato quello cercavo, e con me milioni di ragazzi che in quegli anni si sono giocati la vita sedotti dal canto delle sirene. Autotrascendenza è la parola giusta perché dice che cercavamo non solo il piacere o una medicina al male di vivere – come si crede perlopiù – ma quel sentimento di appartenenza e fusione col Tutto che in un passato remoto, indefinibile, ci pareva d’aver provato e il cui richiamo si faceva tanto più impellente quanto più sentivamo soffocante il vestito dell’io: armatura più che vestito, pozzanghera che pretende di contenere l’oceano, prigione che a furia di raccontarsi come giardino finisce per credere di esserlo. Ma perché è nell’adolescenza che si avverte quel bisogno di superarsi, di trascendersi? Credo per due motivi, complementari.

    Primo perché da adolescenti si sente per la prima volta la lacerante distanza dal mondo degli adulti e a volte anche dei coetanei, distanza che può diventare conflitto. Secondo, perché nell’adolescenza è ancora vivo il segno – non dico il ricordo, perché in quei momenti non eravamo ancora “noi” – dell’esperienza da cui tutta l’umanità è passata e passerà, il che spiega da un lato l’uso millenario delle droghe in quanto veicoli che quell’esperienza riproducono, dall’altro il loro uso massificato in un mondo che quell’esperienza ha cancellato e poi rimosso. Di quale esperienza sto parlando? Beh, immagino sia chiaro, a questo punto: dei nove mesi passati nel grembo materno. È lì che per la prima volta abbiamo provato quel sentimento di fusione col Tutto che Romain Rolland definì “oceanico” suscitando la perplessità di Sigmund Freud, troppo occupato a sezionare scientificamente l’Io per accettare l’ipotesi di una vita del tutto inconscia, allo stato puro, per di più capace di condizionare quella cosciente fino alla morte.





    Auto-trascendenza è la parola giusta: dice che cercavamo non solo il piacere o una medicina al male di vivere, ma quel sentimento di appartenenza e fusione col Tutto che in un passato remoto, indefinibile, ci pareva d’aver provato: l’esperienza dei nove mesi nel grembo materno

    È questo che abbiamo cercato nelle droghe ed è per questo che non si può affrontare il problema della droga e dei suoi danni senza un radicale ripensamento di una società che in nome della ragione economica ha perso ogni legame col sacro. Non mi si fraintenda: sacro non vuol dire “al di là” ma aldiqua, finestra aperta sull’infinito che permette al nostro povero io ogni tanto di sporgersi e placare la sua sete, sentirsi investito da quel Tutto da cui proviene e a cui spera di tornare. In una parola: di essere felice. Si pensi solo ai “riti di passaggio”, esperienze anche traumatiche che le società avvedute hanno ideato per celebrare la gloria della nascita e ridimensionare la beatitudine di ciò che l’ha preceduta, riti ridotti e poi azzerati in nome del diritto “moderno” a autodeterminarsi. Risultato: la gioventù, che attraverso la durezza del rito scopriva la sua anima e manteneva la sua diversità (sviluppando una vita adulta in sintonia con le sue attitudini), è diventata una pappa indistinta spalmata su tutte le età. Si vuole e si può essere giovani a vita, col risultato di aver ridotto la gioventù a maschera, se non a caricatura.”

    Potete leggere l’articolo completo e recentemente rivisto su www.pragmatica-mente.com

    Postato da Fabrizio

  • Fake-news sui farmaci per Covid-19, l’Iss corre ai ripari con un decalogo

    Fake-news sui farmaci per Covid-19, l’Iss corre ai ripari con un decalogo

    Fake-news sui farmaci per Covid-19, l’Iss corre ai ripari con un decalogo

    Roma, 31 marzo – Un decalogo con i “comandamenti” da seguire per evitare di commettere errori nell’assunzione di farmaci erroneamente ritenuti efficaci contro Covid-19. A elaborarlo e diffonderlo è stato l’Istituto superiore di sanità, per contrastare il cumulo di pericolose sciocchezze e fake news che circolano in particolare sul web e sui social media in ordine a “cure miracolose”, terapie fai-da-te e  Dpi  home made che inducono purtroppo molti cittadini a comportamenti che li espongono al rischio di conseguenze molto serie per la salute.

    L’Iss chiarisce senza possibilità di equivoci (punti tre e quattro del decalogo) che “non esiste nessuna profilassi farmacologica per chi ha avuto contatti con soggetti positivi di coronavirus” e che “le terapie attualmente in studio per i pazienti con Covid-19 possono essere assunte solo dietro prescrizione medica e, nella maggior parte dei casi, solo a livello ospedaliero” e compendia il giusto atteggiamento da mantenere di fronte al profluvio di false informazioni e offerte che circolano in particolare sul web nella raccomandazione (punto nove) a usare la testa, diffidando “delle ‘cure miracolose’ e dei filmati diffusi sui social e in rete che propongono farmaci per la prevenzione e la cura dell’infezione da nuovo coronavirus”.

    Non meno chiaro né meno importante il “comandamento” n. 8 dell’Iss: “I siti web che vendono farmaci antivirali per la terapia dell’infezione da nuovo coronavirus sono illegali e potrebbero vendere farmaci falsificati e pericolosi per la salute”. Osservarlo strettamente, evitando di avventurarsi sul web per acquistare farmaci che nel caso di specie sono sicuramente completamente al di fuori del controllo della autorità sanitarie  e venduti illegalmente, consentirebbe di evitare alla radice il rischio di assumere prodotti potenzialmente in grado di provocare danni molto, molto gravi.

    Qui di seguito, il manifesto  realizzato dall’Iss con le 10 informazioni importanti da osservare sull’uso dei farmaci.

    Decalogo farmaci anticoronavirus

    Il decalogo sull’uso dei farmaci dell’Istituto superiore di sanità

    A proposito di fake news, a smentirne una circolata in modo virale su tutti i social media nelle ultime settimane è intervenuta l’Ema, l’agenzia europea del farmaco, smentendo l’esistenza (alla luce delle attuali conoscenze ed evidenze scientifiche) di una correlazione tra l’ibuprofene e il peggioramento del decorso della malattia  Covid-19. Pertanto, spiega l’Ema in una  nota riportata anche sul sito del ministero della Salute“non ci sono ragioni per interrompere il trattamento con ibuprofene”.
    L’agenzia regolatoria europea ribadisce la raccomandazione ai pazienti, in caso di dubbi o incertezze sui farmaci, di rivolgersi al loro medico o farmacista e di non interrompere  la terapia in corso senza aver prima consultato un proessionista sanitario. L’Ema ricorda inoltre che “i medicinali devono essere prescritti e utilizzati conformemente alla valutazione clinica, tenendo debitamente conto delle avvertenze e delle altre informazioni presenti nel riassunto delle caratteristiche del prodotto (Rcp) e nel foglio illustrativo, nonché delle indicazioni fornite dall’Oms e dagli organismi nazionali e internazionali competenti”.

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE: controcampus.it | http://www.salute.gov.it/

  • Covid-19: interesse su farmaco olandese. Cercasi volontari per farsi infettare in UK

    Covid-19: interesse su farmaco olandese. Cercasi volontari per farsi infettare in UK

    Covid-19: interesse su farmaco olandese. Cercasi volontari per farsi infettare in UK

    A Londra succede qualcosa di davvero singolare. La società farmaceutica inglese Hvivo sta cercando volontari che accettino, per la somma davvero modica di 35oo sterline, circa 4000 euro,  di farsi infettare da due ceppi di virus simili al Covid-19 e aiutare così gli scienziati a trovare un vaccino.

    Sui volontari verranno iniettati due ceppi più deboli del Covid-19 (OC43 e 229E), che causano sintomi respiratori simili al coronavirus ma meno gravi.
    I pazienti rimarranno in isolamento per due settimane, dovranno osservare una dieta specifica e non potranno fare esercizio fisico. Al termine delle due settimane, verrà loro somministrato un vaccino sviluppato dai laboratori di Hvivo. I volontari (ne saranno reclutati 24 dai ricercatori del Queen Mary BioEnterprises Innovation Centre di Whitechapel, proprietà di Hvivo) rimarranno poi in quarantena sotto osservazione dell’European pharmaceutical manufacturer.

    Roma, 16 marzo – Mentre in Italia  – dopo i riscontri positivi  seguiti all’uso off label di tocilizumab su alcuni pazienti affetti da polmonite da coronavirus a Napoli, a Roma, Fano, Bergamo e Milano –  l’Aifa ha autorizzato l’uso del farmaco della Roche su altri 250 pazienti affetti da Covid-19, dall’Olanda  arriva la notizia di un nuovo farmaco.





    Si tratta di un anticorpo monoclonale, che sarebbe in grado di riconoscere la proteina che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane. Una ricerca è stata pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell’Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang.
    Legandosi alla proteina “spike”, che si trova sulla superficie del Sars-CoV-2, l’anticorpo monoclonale le impedisce di agganciare le cellule e in questo modo rende impossibile al virus di penetrare al loro interno per replicarsi. Serviranno ovviamente ancora mesi prima che il farmaco sia disponibile, dopo le necessarie sperimentazioni per avere le risposte su sicurezza ed efficacia.

    “Ora stiamo cercando di coinvolgere un’azienda farmaceutica in grado di produrre l’anticorpo su larga scala” ha spiegato uno dei ricercatori, Frank Grosveld“Prima di poter essere commercializzato però, l’anticorpo deve attraversare una fase di sviluppo lunga ed essere testato per le proprietà tossicologiche. Questo processo è ora in corso”.

    Ma il fermento alla ricerca di terapie efficaci contro Covid-19 “contagia” l’intera comunità scietifica internazionale: in Italia e in altre parti del mondo si parla della possibile efficacia contro il coronavirus dei farmaci antiretrovirali usati per contrastare l’Aids, nonché della possibilità di utilizzare il plasma delle persone guarite. Il plasma presenta alti livelli di anticorpi e secondo il protocollo firmato in Italia da alcuni centri regionali, con capofila il Policlinico San Matteo di Pavia, sarebbe davvero un ottimo alleato contro l’epidemia di Covid-19.
    Per le infusioni di plasma ai malati si attende adesso il via libera dell’Istituto superiore di sanità.

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE:  pixabay.com

  • Coronavirus – cosa sta succedendo – i timori dei virus colpiscono l’Africa, i mercati, le chiese

    Coronavirus – cosa sta succedendo – i timori dei virus colpiscono l’Africa, i mercati, le chiese

    Coronavirus – cosa sta succedendo – i timori dei virus colpiscono l’Africa, i mercati, le chiese

    PARIGI (AP) – 28 febbraio 2020 – Parchi di divertimento, eventi sportivi, raduni religiosi, persino scuola. Sempre più cose in una crescente fascia del mondo sono ora colpite dal nuovo virus. E questo è un guaio con i mercati finanziari globali poiché le attività di base, il commercio e il turismo soffrono delle interruzioni.

    Lagos Nigeria primo-caso coronavirus africa sub saariana

    Immagine in evidenza:  Un uomo che indossa una maschera facciale cammina all’ospedale della Yaba Mainland dove un cittadino italiano che è entrato in Nigeria martedì da Milano in viaggio d’affari, il primo caso del virus COVID-19 è in cura a Lagos in Nigeria venerdì, febbraio 28, 2020. Le autorità sanitarie nigeriane hanno segnalato il primo caso del paese di un nuovo coronavirus a Lagos, la prima comparsa confermata della malattia nell’Africa sub-sahariana.

    Ecco alcuni degli ultimi sviluppi:
    I PERICOLI DEL DIVERTIMENTO Mentre parti della Cina avevano già vietato eventi divertenti, i danni al resto del mondo dell’intrattenimento si stanno diffondendo rapidamente come il virus. La Disney ha chiuso i suoi parchi a Tokyo per due settimane, dopo aver fatto lo stesso a Shanghai e Hong Kong. La Corea del Sud esporta intrattenimento in tutto il mondo ma sta chiudendo i propri spettacoli, poiché le superstar del K-pop BTS hanno annullato una serie di concerti in programma a Seoul. Il Green Day ha fatto lo stesso. I team di Formula 1 sono preoccupati di poter viaggiare alle gare con la stagione che inizierà tra due settimane. E il governo svizzero sta vietando qualsiasi evento che coinvolga più di 1.000 persone. La più grande vittima: l’annuale Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra, uno degli eventi più importanti dell’industria automobilistica.

  • Parafarmacia: No ai veterinari. Assurda proposta Fofi in piena emergenza Covid-19 secondo Davide Gullotta della FNPI

    Parafarmacia: No ai veterinari. Assurda proposta Fofi in piena emergenza Covid-19 secondo Davide Gullotta della FNPI

    Parafarmacia: No ai veterinari. Assurda proposta Fofi in piena emergenza Covid-19 secondo Davide Gullotta della FNPI

    Roma, 25 febbraio – “Assurdo che la Fofi continui a ignorare e addirittura osteggiare i farmacisti di parafarmacia, anche durante l’emergenza del coronavirus”.

    Ad affermarlo, in un comunicato stampa diramato nella mattinata di oggi,  è il presidente della Fnpi, la Federazione nazionale parafarmacie italianeDavide Gullotta (nella foto), che stigmatizza duramente la proposta che la Federazione degli Ordini avrebbe avanzato nei giorni scorsi a proposito del regolamento europeo Ue 2019-6 sui medicinali veterinari, relativa all’abrogazione della norma che consente ai farmacisti in parafarmacia  di dispensare i farmaci veterinari.

    FPNI Federazione Parafarmacie
    Gullotta
    contesta in primo luogo della scelta del momento: “la Fofi invia proposte per levare ai farmacisti di parafarmacia la possibilità di dispensare farmaci veterinari proprio nel mezzo dell’emergenza coronavirus, quando cioè tutti i farmacisti delle parafarmacie (come peraltro quelli delle farmacie) sono quotidianamente impegnati  a dare risposte ai spaventati dall’emergenza e cercano di fare del loro meglio per tranquillizzare e informare la popolazione, invitandola a seguire le regole del buone senso e le norme igieniche atte a prevenire la diffusione del virus e rilanciando al riguardo le linee guida emanate dal ministero, che – scrive Gullotta – “ci siamo impegnati a diffondere tra i nostri clienti”.

    “In questo contesto la Fofi, invece di supportare tutti i farmacisti (sia quelli in farmacia che in parafarmacia), continua ad operare ignorando che in parafarmacia lavorano e operano dei colleghi” e, appunto, “si appiglia all’importante problema dell’antibioticoresistenza, che nulla ha a che vedere con la dispensazione del farmaco veterinario in parafarmacia, dove avviene con le stesse modalità e tutele applicate in farmacia, per provare ad escludere  gli esercizi di vicinato dall’esrcizio di questa prerogativa professionale.  Ciò, continua Gullotta, “fingendo di ignorare che in parafarmacia fin da subito è stata adottata la ricetta elettronica veterinaria e che il farmaco veterinario viene sempre dispensato dal farmacista”. 

    Molto polemico l’affondo finale: “In questi anni, nonostante il presidente Mandelli ricopra il doppio ruolo di presidente della Fofi e parlamentare, non ha mai promosso alcun provvedimento atto a tutelare o valorizzare i colleghi di parafarmacia, ma, addirittura, è giunto a lanciare proposte idonee a danneggiarli ulteriormente, limitandone ancor più la possibilità di dispensare farmaci” scrive Gullotta, evidenziando come in questi anni i farmacisti delle parafamacie abbiano lavorato con i farmaci veterinari“intensificato le collaborazioni proprio con i medici veterinari ricevendone attestati di stima e apprezzamento per la professionalità e disponibilità”.

    Considerazioni concluse dal giudizio anticipato a inizio articolo: “Assurdo che la Fofi continui a ignorare e addirittura osteggiare i farmacisti di parafarmacia” e che, per di più, arrivi a farlo “durante l’emergenza del coronavirus”.

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE: federazioneparafarmacie.it

  • Antibioresistenza: approvate quattro mozioni alla Camera dei deputati

    Antibioresistenza: approvate quattro mozioni alla Camera dei deputati

    Antibioresistenza: approvate quattro mozioni alla Camera dei deputati

    Marialucia Lorefice presidente-commissione affari sociali
    Febbraio 13, 2020

    Roma, 13 febbraio – La Camera ha approvato ieri all’unanimità quattro mozioni che impegnano il Governo a un impegno più stringente nel contrasto  al fenomeno dell’antibioticoresistenza, che l’Oms colloca tra i problemi sanitari emergenti su scala planetaria e vede purtroppo il nostro Paese particolarmente esposto. Il nostro Paese resta infatti saldamente nelle posizioni di testa nella classifica della prevalenza di infezioni antibioticoresistenti, con una diffusione superiore alla media europea per alcuni dei principali superbatteri. Se in Europa ogni anno si stimano circa 670 mila infezioni da germi multiresistenti, quasi un terzo dei casi (200 mila) si registrano proprio in Italia. Stesse percentuali per quanto riguarda i decessi correlati, che sono circa 33.000 in Europa e 10.000 nel nostro Paese.
    I deputati hanno approvato i documenti presentati sia dalla maggioranza sia dall’opposizione: si tratta della mozione a prima firma di Andrea Mandelli  (Forza Italia), una nuova formulazione della mozione n. 1-00022 presentata nel luglio 2018, che due giorni fa è stata affiancata dalla mozione di maggioranza n. 1-00329 a prima firma di Elena Carnevali (Pd) e da quelle di minoranza a prima firma di Riccardo Molinari, Lega (n. 1-00327) e di Francesco Lollobrigida, FdI (1-00328 ).

    Gli aspetti sui quali le mozioni chiedono un maggiore impegno del Governo sono molti e diversificati e spaziano dalla richiesta di iniziative per promuovere un uso consapevole e appropriato degli antibiotici a maggiori controlli  sugli allevamenti e sui trattamentidegli animali destinati all’alimentazione, passando per la necessità di maggiori risorse da destinare a una più specifica formazione dei professionisti sanitari e alla ricerca di nuovi farmaci.

    “L’approvazione alla Camera della mozione sull’antibiotico-resistenza è un segnale importantissimo di attenzione e volontà di intervenire su un fenomeno molto grave, eppure finora sottovalutato, che riguarda da vicino ciascuno di noi. L’emergenza sanitaria esiste già: nel 2015 sono state circa 33.000 le morti nei Paesi UE causate da infezioni antibiotico-resistenti e, se questa tendenza non venisse invertita, potremmo ritrovarci tra trent’anni con un tasso di mortalità più alto di quello per tumori” ha commentato Marialucia Lorefice, presidente pentastellata della  Commissione Affari sociali a Montecitorio (nella foto).

    “Quando si parla di tutela della salute delle persone, è giusto che le differenze politiche passino in secondo piano: così, fortunatamente, è avvenuto per il via libera, già diversi mesi fa, alla risoluzione approvata in Commissione Affari sociali sul tema, e così è stato confermato oggi nell’Aula di Montecitorio, grazie a un lavoro proficuo di confronto e condivisione con le altre forze politiche” ha aggiunto Lorefice. “Questo lavoro ha dato i suoi frutti: ora il Governo è impegnato a intraprendere misure concrete per prevenire e contrastare la resistenza agli antibiotici: dalla promozione di un utilizzo corretto di questi farmaci a un controllo più efficace sulla sicurezza alimentare”.

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE:  marialucialorefice.com

  • Coronavirus, Oms aumenta il livello di allerta: “Rischio globale elevato”

    Coronavirus, Oms aumenta il livello di allerta: “Rischio globale elevato”

    Coronavirus, Oms aumenta il livello di allerta: “Rischio globale elevato”

    Roma. 28 gennaio – L’Oms corregge il tiro e, ammettendo un errore commesso nei suoi precedenti rapporti, che parlavano di rischio “moderato”, dichiara che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è “elevato”. Si alza dunque la soglia di allarme in tutto il mondo per il virus 2019-nCoV: l’ultimo rapporto dell’organismo Onu, diffuso domenica sera, parla infatti di rischio “molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale”.

    china coronaravirus
    Gli agenti di polizia cinesi che indossano maschere si trovano di fronte alla Porta Tiananmen il 26 gennaio 2020 a Pechino, Cina. Getty Images

    Gli ultimi numeri resi noti dalle autorità cinesi parlano di più di 40mila contagi e 106 morti, tra i quali uno a Pechino, il primo al di fuori della provincia di Hubei, focolaio dell’infezione. In Europa, dopo i tre registrati in Francia, si segnala un caso anche in Germania. Un contagio sarebbe stato rilevato ieri anche in Africa: se confermato, significherebbe che nessun continente è stato “risparmiato” dal nuovo coronavirus, arrivato al momento in una dozzina di Paesi, dal Nord America all’Europa, solo attraverso un piccolissimo numero di persone recatesi a Wuhan.

    Nel nostro Paese, informa una nota ufficiale del ministero della Salute,  “proseguono  regolarmente i controlli e il monitoraggio costante” della situazione, sotto il coordinamento dell’apposita task force istituita dal titolare del dicastero Roberto Speranza, riunitasi anche ieri.

    Sono oltre 400 le telefonate ricevute finora dalla sala operativa del numero verde 1500 per avere informazioni sul coronavirus (2019-nCoV), informa il ministero, mentre Speranza – a margine dell’audizione svolta ieri in Commissione Affari sociali della Camera – ha ribadito di essere “in contatto costante con la commissaria europea alla Salute e con i colleghi europei in attesa di un prossimo confronto, che ho proposto in un colloquio con il ministro della Salute croato, Paese che ha la presidenza di turno”.

    Un esempio di come gli input e le indicazioni del ministero relative alle misure precauzionali e preventive da assumere, valutate in coordinamento con le Regioni,  “discendano per li rami” e arrivino a chi dovrà tradurli in procedure concrete nel vivo del territorio arriva dalla Asl Rm4, che ha “giurisdizione” su una porta di ingresso importante al nostro Paese, il porto di Civitavecchia, dove sbarcano ogni giorno migliaia di persone.

    Qui è stata istituita una sorta di “unità di crisi” permanente, guidata dal direttore generale della Asl Giuseppe Quintavalle e composta da rappresentanti del Comune, della Capitaneria di Porto, dell’Ufficio di Sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf)  e dai dirigenti delle diverse Uoc della AslRm4.  Il tavolo di lavoro si occuperà di fronteggiare l’emergenza e mettere in campo adeguate misure di profilassi, già riunitosi ieri per esaminare e rendere subito operative le indicazioni contenute nella documentazione trasmessa dalla Regione Lazio.

    Tra le decisioni subito assunte, quella di procedere con la massima urgenza (attraverso la direzione del servizio farmaceutico) a effettuare gli ordini relativi ai fabbisogni dei Dpi (mascherine chirurgiche, maschere facciali filtranti FP2/FP3, guanti monouso, camici impermeabili, copri capo e occhiali di protezione), insieme a disinfettanti, termometri a distanza e tamponi a secco per l’allestimento dei test microbiologici.

    È stato inoltre deciso di rendere subito disponibili nelle sale di attesa di entrambi i Pronto soccorso della Asl Rm4 (Civitavecchia e Bracciano) dispenser con gel a base di ipoclorito di sodio per il frizionamento  delle mani e verrà data indicazione a tutti i pazienti con febbre, anche mediante apposita cartellonistica, di utilizzare il  gel e indossare le mascherine. Per quanto attiene al personale sanitario, lo stesso indosserà specifici Dpi soltanto in caso di pazienti anamnesticamente identificati come sospetti.

    Per i  test diagnostici (tampone nasale o orofaringeo) da inviare all’istituto L. Spallanzani secondo le modalità indicate dalla Regione in una nota trasmessa negli ultimi giorni,  l’indicazione impartita è quella di utilizzare tamponi a secco ( senza gel ) umidificati con 5 ml di soluzione fisiologica. Verrà anche immediatamente sviluppata una procedura aziendale per la gestione dell’evento “polmonite da nuovo coronavirus” ed è anche emersa la considerazione di sviluppare una procedura operativa per la gestione dei percorsi nei luoghi aziendali di cura.

    Tra le altre questioni prese in considerazione, quella di una stringente collaborazione tra Capitaneria di Porto e  l’Usmaf territoriale. che dovrà essere contatato  “ogni qual volta siano presenti sbarchi con personale in servizio provenienti da zone a rischio, così da gestire le singole situazioni in loco”. Analoga modalità andrà seguita per la gestione di passeggeri provenienti da aree a rischio, in modo che solo i pazienti con sintomatologia definita per sospetta polmonite da nuovo coronavirus verrebbero inviati al pronto soccorso, mentre i restanti passeggeri verrebbero posti in quarantena in un’area da meglio definire con il Comune.

    FONTE:  rifday.it
    IMMAGINE:  nypost.co

  • Regione Veneto chiude alle prenotazioni CUP nelle parafarmacie – La denuncia della Fnpi

    Regione Veneto chiude alle prenotazioni CUP nelle parafarmacie – La denuncia della Fnpi

    Regione Veneto chiude alle prenotazioni CUP nelle parafarmacie – La denuncia della Fnpi

    Fnpi: “Cup in parafarmacia, Veneto lo chiude dopo 10 anni, Speranza faccia chiarezza”
    Roma, 28 gennaio – Macchine indietro tutta per la Regione Veneto, compresa nel novero di quelle che avevano aperto l’erogazione del servizio Cup anche alle parafarmacie. Una possibilità che ora sarebbe però inopinatamente venuta meno, almeno secondo quanto denuncia Davide Gullotta (nella foto), presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane.

    Davide Gullotta - Federazione nazionale parafarmacie Italiane-fnpi
    “Da 10 anni nelle parfarmacie venete era possibile erogare il servizio di Cup
    ” spiega in un comunicato stampa il presidente di Fnpi. “Il servizio era erogato gratuitamente da decine e decine di parafarmacie sul territorio veneto, senza nessun aggravio per le casse regionali. Dopo l’accorpamento delle Ulss Venete è stato comunicato senza dare chiarimenti di sorta ai colleghi delle parafarmacie e non per iscritto, ma con semplici telefonate, che non sarebbe stato più possibile erogare il servizio Cup in parafarmacia”.

    Un atteggiamento, quello delle Ulss venete, che Gullotta non esita  a definire “assurdo e palesemente pilotato, dato che oltre a diminuire la copertura del servizio sul territorio (venendo a mancare le parafarmacie) si ha anche un aumento dei costi per le casse dello Stato“. L’aggravio, spiega il presidente Fnpi, sarà l’inevitabile conseguenza del fatto che le prenotazioni usualmente effettuate in parafarmacia gratis (sia per le casse dello stato sia per i clienti) “ora saranno fatte in farmacia con una remunerazione che le Ulss riconosceranno alle farmacie per ogni prenotazione effettuata”.

    “Come Federazione segnaleremo l’accaduto all’Antitrust annuncia Gullotta “perchè oltre al danno alla copertura del servizio e alle casse statali riteniamo che una tale decisione sia lesiva della concorrenza e del lavoro dei farmacisti in parafarmacia”.  Al riguardo, non sarà inutile ricordare che, in un parere pubblicato nel marzo del 2016, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva affermato che l’esclusione delle parafarmacie dal Cup e dall’esercizio delle attività  di prenotazione di servizi e prestazioni e ritiro dei referti rappresenta  “un comportamento idoneo a determinare per queste ultime un ingiustificato svantaggio concorrenziale rispetto alle farmacie. Tale esclusione è idonea ad avere ricadute negative anche sui consumatori i quali vengono privati di un potenziale ulteriore canale di accesso ai suddetti servizi”.

    Rivolgendosi al ministro della Salute Roberto Speranza, Gullotta afferma che la “situazione di limbo e incertezza che i farmacisti di parafarmacia subiscono non è più tollerabile” e sollecita  “un provvedimento chiarificatore che permetta ai farmacisti in parafarmacia di effettuare tutti quei servizi (Cup, autonalisi del sangue, ritiro referti) che il farmacista di vicinato è votato a effettuare ed è capace di fornire al cliente/paziente”.

    “Più volte il ministro Speranza si è espresso sul valorizzare i farmacisti che presidiano il territorio” conclude il presidente Fnpi“Ebbene i farmacisti di parafarmacia ormai da più di 10 anni sono sul territorio italiano al contatto quotidianamente con i cittadini. Siamo stanchi e di lottare continuamente con scelte illogiche e atteggiamenti preconcetti che nei fatti danneggiano il decoro di tutta la categoria dei farmacisti”.

    FONTE:  rifday.it
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    socialfarma.it

  • Influenza, picco sempre più vicino, aumenta il picco dei contagi

    Influenza, picco sempre più vicino, aumenta il picco dei contagi

    Influenza, picco sempre più vicino, aumenta il picco dei contagi

    Roma, 16 gennaio – L’influenza viaggia veloce verso il picco dei contagi e ha già messo a letto quasi due milioni e 300 mila persone. In particolare, nella seconda settimana del nuovo anno, un “brusco aumento del numero di casi” è stato registrato “soprattutto nei giovani adulti e negli anziani”. Super affollati gli studi di pediatri e medici di famiglia, mentre nei Pronto soccorso la situazione sembra per ora abbastanza tranquilla.
    influenza picco gennaio 2020A riferirlo è l’Ansa, riportando i dati del bollettino di sorveglianza delle sindromi influenzali InfluNet, a cura dell’Iss, dai quali emerge che nella settimana passata si sono registrati 374 mila casi, per un totale, da metà ottobre, di circa 2.268.000 persone a letto. Ma la cifra sta crescendo rapidamente e si avvicina ormai al “traguardo” dei tre milioni di casi.

    Dopo il lieve calo dovuto alla chiusura delle scuole nelle festività natalizie, quindi, il numero dei contagi influenzali continua a salire velocemente. Dal 6 al 12 gennaio 2020, l’incidenza totale è pari a 6,2 casi per mille assistiti.

    A esser colpiti maggiormente dal virus dell’influenza sono stati, come al solito, i bambini al di sotto dei cinque anni. Tra di loro si osserva un’incidenza pari a 10,7 casi per mille assistiti: alta ma non in aumento rispetto alla scorsa settimana, come accade invece tra i più grandi, che finora erano stati maggiormente ‘risparmiati’ dal virus.

    Piemonte, Lombardia, Liguria, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania e Sicilia sono le Regioni maggiormente colpite. Non mancano casi gravi e complicati, per lo più in persone anziane o con altre malattie croniche: secondo il bollettino FluNews, dall’inizio della sorveglianza, ne sono stati segnalati 20, che hanno necessitato il ricovero in terapia intensiva. Di questi, 4 sono deceduti.
    “Ci avvicineremo, con la settimana in corso, ai 3 milioni di contagi e il picco è atteso per fine gennaio o inizio febbraio. L’andamento dell’epidemia è simile a quello della stagione 2018-2019 ed è considerata di media intensità” commenta Tonino Bella, responsabile della Sorveglianza InfluNet dell’Iss.
    L’aumento dei contagi si rispecchia nell’affollamento degli studi dei medici di famiglia. “In questi giorni sono letteralmente presi d’assalto, soprattutto per via di patologie respiratorie negli anziani. Sembra stia funzionando il loro ruolo di ‘filtro’ per ridurre l’afflusso nei pronto soccorso” osserva Silvestro Scotti, segretario della Fimmg, la federazione dei medici di medicina generale.

    A confermarlo, sulla base di un’indagine a campione, è la Società Italiana della medicina di emergenza-urgenza (Simeu): “Ci risulta che nei Pronto soccorso italiani, per il momento, tranne pochi casi isolati, non ci sono particolari condizioni di emergenza. Queste potrebbero verificarsi tra due o tre settimane, in concomitanza con il picco”.

    Per chi non lo avesse ancora effettuato è ancora possibile acquistare il vaccino antinfluenzale in farmacia. Impiega un paio di settimane per essere completamente efficace e andrebbe fatto a inizio stagione per avere una copertura più completa, ma farlo ora permetterebbe di proteggersi almeno per i mesi di febbraio e marzo, dai tre ceppi del virus maggiormente in circolazione.

    FONTE: rifday.it
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  • Inquinamento dei fiumi da antibiotici secondo recenti studi

    Inquinamento dei fiumi da antibiotici secondo recenti studi

    Inquinamento dei fiumi da antibiotici secondo recenti studi

    Le concentrazioni di antibiotici presenti in alcuni dei fiumi del mondo superano i livelli “sicuri” fino a 300 volte, il primo studio globale mai scoperto.

    Le concentrazioni di antibiotici presenti in alcuni dei fiumi del mondo superano i livelli “sicuri” fino a 300 volte, il primo studio globale mai scoperto.

    inquinamento fiumi da antibioticiI ricercatori hanno cercato 14 antibiotici comunemente usati nei fiumi in 72 paesi in sei continenti e hanno trovato antibiotici nel 65% dei siti monitorati.

    Il metronidazolo, che viene utilizzato per trattare le infezioni batteriche, comprese le infezioni della pelle e della bocca, ha superato i livelli di sicurezza con il margine maggiore, con concentrazioni in un sito del Bangladesh 300 volte superiori al livello “sicuro”.

    Nel Tamigi e in uno dei suoi affluenti a Londra, i ricercatori hanno rilevato una concentrazione antibiotica totale massima di 233 nanogrammi per litro (ng / l), mentre in Bangladesh la concentrazione era 170 volte superiore.

    L’antibiotico più diffuso è stato il trimetoprim, che è stato rilevato in 307 dei 711 siti testati ed è utilizzato principalmente per il trattamento delle infezioni del tratto urinario.

    Il team di ricerca ha confrontato i dati di monitoraggio con livelli “sicuri” recentemente stabiliti dalla AMR Industry Alliance che, a seconda dell’antibiotico, vanno da 20 a 32.000 ng / l.

    La ciproflaxacina, che viene utilizzata per trattare una serie di infezioni batteriche, è stata il composto che più frequentemente ha superato i livelli di sicurezza, superando la soglia di sicurezza in 51 punti.

    Il team ha affermato che i limiti “sicuri” sono stati più frequentemente superati in Asia e Africa, ma anche i siti in Europa, Nord America e Sud America hanno mostrato livelli di preoccupazione dimostrando che la contaminazione da antibiotici era un “problema globale”.

    I siti in cui gli antibiotici hanno superato i livelli “sicuri” in misura maggiore sono stati in Bangladesh, Kenya, Ghana, Pakistan e Nigeria, mentre un sito in Austria è stato classificato come il più alto dei siti europei monitorati.

    Lo studio ha rivelato che i siti ad alto rischio erano in genere adiacenti ai sistemi di trattamento delle acque reflue, alle discariche di rifiuti o fognature e in alcune aree di tumulto politico, compreso il confine israeliano e palestinese.

    Il progetto, guidato dall’Università di York, ha rappresentato una grande sfida logistica: 92 kit di campionamento sono stati spediti ai partner di tutto il mondo a cui è stato chiesto di prelevare campioni dalle posizioni lungo il sistema fluviale locale.

    I campioni sono stati quindi congelati e rispediti all’Università di York per i test. Sono stati campionati alcuni dei fiumi più iconici del mondo, tra cui Chao Phraya, Danubio, Mekong, Senna, Tamigi, Tevere e Tigri.

    Il dott. John Wilkinson, del Dipartimento dell’Ambiente e della Geografia, che ha coordinato il lavoro di monitoraggio, ha affermato che nessun altro studio è stato condotto su questa scala.

    Ha detto: “Fino ad ora, la maggior parte del lavoro di monitoraggio ambientale per gli antibiotici è stato svolto in Europa, Nord America e Cina. Spesso solo su una manciata di antibiotici. Sappiamo molto poco della portata del problema a livello globale.

    “Il nostro studio aiuta a colmare questa lacuna di conoscenza chiave con la generazione di dati per paesi che non erano mai stati monitorati prima”.

    Il professor Alistair Boxall, capogruppo del York Environmental Sustainability Institute, ha dichiarato: “I risultati sono piuttosto allarmanti e preoccupanti, dimostrando la diffusa contaminazione dei sistemi fluviali nel mondo con composti antibiotici.

    “Molti scienziati e responsabili politici ora riconoscono il ruolo dell’ambiente naturale nel problema della resistenza antimicrobica. I nostri dati mostrano che la contaminazione da antibiotici dei fiumi potrebbe essere un contributo importante.”

    “Risolvere il problema sarà una sfida gigantesca e richiederà investimenti in infrastrutture per il trattamento dei rifiuti e delle acque reflue, una regolamentazione più rigorosa e la bonifica di siti già contaminati”.
    Materiale fornito dall’Università di York .

    Università di York. “Lo studio globale rileva che gli antibiotici trovati in alcuni dei fiumi del mondo superano i livelli” sicuri ”

    FONTE: sciencedaily.com
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