Categoria: Salute e Medicina

  • La rinoplastica e i suoi benefici! Ad Ancona e Ascoli Piceno

    Hai mai sentito parlare di un intervento di chirurgia plastica che prende il nome di: Rinoplastica ancona?

    Te ne parlo con molto piacere. Questo tipo di intervento risolve con successo un difetto estetico del naso che può arrecare non pochi problemi.

    In quanto trovarsi difronte ad un naso un po’ troppo imperfetto, sia perché troppo lungo, sia perché troppo grosso, troppo piccolo o comunque che abbia una forma un po’ anomala, ci crea una forte insicurezza.

    Molte volte può capitare che un naso con una gobbetta possa nascondere un vero e proprio problema del setto nasale, per cui il naso non sarà solo brutto ma ci creerà anche grossi problemi di respirazione.

    A questo punto gli interventi da fare saranno due, quello di settoplastica per rimettere a posto il setto nasale e poi a seguire quello di rinoplastica ascoli piceno che sistemerà l’estetica del naso. Dando al nostro viso un aspetto sicuramente più armonico e grazioso.

    Può capitare che si associ all’intervento di rinoplastica anche l’intervento di mentoplastica, che va ad intervenire su di un mento troppo pronunciato o comunque troppo rientrante che può dare anche problemi alla mandibola.

    Se poi vogliamo dare un ulteriore tocco in più al nostro viso per riscattarci dal tempo che passa e lascia i suoi inevitabili segni, possiamo optare anche per altri ritocchini.

    Come ad esempio possiamo intervenire sulle palpebre superiori o inferiori con l’intervento di blefaroplastica, andando ad eliminare le borse da sotto agli occhi o a risollevare quelle palpebre ormai cadenti che danno l’impressione di un viso stanco ed affaticato.

    Ma non finisce qui! Come citava spesso un noto personaggio famoso oramai scomparso. In che senso? Nel senso che si può intervenire su una o più parti del corpo cambiandola o rimodellando affinché riusciamo ad ottenere un risultato da noi atteso e desiderato che ci dia sicurezza e fiducia in noi stessi.

  • Emergenza malattie oculari tra gli over 60 in Lombardia. Un incontro pubblico per parlarne con gli esperti

    Con l’aumento della durata media di vita cresce il numero di persone Over60 che soffre di gravi patologie oculari legate all’età. Ciò è particolarmente significativo in Regioni come la Lombardia dove un abitante su quattro è affetto da una grave patologia oculare a vari stadi di avanzamento, soprattutto la maculopatia, fino alla forma più avanzata, la DMS, il glaucoma o, infine, la cataratta.

    I dati riferiti alla Lombardia sono molto preoccupanti: il 62,7% degli Over60 è affetto da maculopatia (a vari stadi di gravità), l’8% degli Over70 ha il glaucoma (il 50% senza saperlo) e il 70% tra gli Over75 ha la cataratta.

    Per questa ragione Per Vedere Fatti Vedere onlus organizza per Sabato 26 Maggio 2012 (dalle 10 alle 13) un incontro libero e gratuito tra i pazienti affetti da queste patologie e i medici oculisti esperti per fare insieme il punto sulla diagnosi, le cure attualmente disponibili e le nuove terapie in fase di sperimentazione in Italia e all’estero.

    L’incontro di Per Vedere Fatti Vedere onlus è reso possibile grazie all’ospitalità concessa dalla Società Oftalmologica Italia SOI che svolge nella stessa sede il suo Congresso internazionale, mettendo a disposizione i massimi esperti italiani di queste malattie oculari gravi e invalidanti.

    Dato il carattere divulgativo dell’evento non sarà però possibile essere visitati.

    Per Vedere Fatti Vedere onlus offre a chi è colpito da glaucoma, cataratta o maculopatia, informazioni, orientamento alle strutture italiane specializzate, sostegno psicologico, aggiornamenti sulla ricerca medica e tutela dei diritti. Ha prodotto la prima Carta Italiana dei Diritti dei pazienti con malattie oculari gravi e realizza campagne di sensibilizzazione delle Istituzioni preposte alla tutela della Salute affinchè eliminino le attuali restrizioni al rimborso da parte del SSN delle cure per chi è affetto da degenerazione maculare senile.

    Per contatti Per Vedere Fatti Vedere onlus tel. 039 6889505-mail:[email protected]

    Sito web www.pervederefattivedere.it

  • Centro benessere e centro dimagrante, mai da confondere!

    La vita quotidiana dei lavoratori sta cambiando e così succede anche per le loro abitudini: oggi è decisamente normale –quasi doveroso- concedersi un po’ di tempo per sé e per il proprio benessere psico-fisico e proprio per questo il numero di persone che scelgono di rivolgersi a centri spa, centri termali e di benessere, è sempre maggiore.

    Anche a questo settore si applica la più elementare delle leggi dell’economia, che prevede che ad un aumento della domanda, segua naturalmente anche un incremento dell’offerta; ecco così quindi che i luoghi dove potersi concedere qualche ora di relax e di pausa dalla vita quotidiana non sono più solo qualche decina per ogni città, ma si sono moltiplicati con un ritmo esponenziale.

    Fino a qualche decennio fa infatti frequentare una beauty farm spa, era vista come un’abitudine prerogativa di una classe agiata, che disponeva del tempo, della costanza e del denaro necessario per farsi coccolare. Oggi come oggi la concorrenza nel settore wellness e benessere è molto agguerrita ed i trattamenti di bellezza sono offerti non solo presso le strutture “istituzionali” per il settore come centri benessere e spa, i clienti infatti ne possono usufruire anche presso estetiste, palestre e solarium con servizio di estetica.

    A questo punto la domanda sorge spontanea: qual è davvero la differenza fra i vari servizi offerti da spa, centri estetici e palestre? I requisiti richiesti dalla legge italiana per aprire un centro estetico sono differenziati in base al tipo di servizi che si intendono offrire, ma comunque le prerogative di base sono: possedere la qualificazione professionale riconosciuta dalla Commissione Provinciale Artigianato (CPA), un corso di specializzazione o in alternativa dei corsi regionali, oltre alla richiesta dell’autorizzazione al Comune, l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio e l’apertura della partita iva.

    Esistono poi anche molte aziende che scelgono un percorso guidato e scelgono cioè di aprire un’attività in franchising, facendosi aiutare quindi da catene di centri benessere in franchising per aprire la propri attività: in questi casi la formazione del personale, la pubblicità, le apparecchiature, l’assistenza e la consulenza sulla scelta della location è interamente affidata alla catena, che quindi in qualche modo garantisce anche la buona qualità dei servizi offerti.

    I servizi che esulano invece dalla normale attività estetica, così come i consigli alimentari, la pianificazione di una dieta e la stesura di un piano personalizzato per la perdita di peso, sono invece servizi che un centro estetico o un solarium con servizio di estetista non è abilitato a dare, dato che per queste consulenze e l’eventuale trattamento del sovrappeso con macchinari specifici è necessario l’intervento di figure professionali come dietologi, o medici.

    E’ buona regola quindi informarsi quando si intende richiedere servizi estetici connessi al dimagrimento ed al trattamento degli inestetismi causati dal sovrappeso, dato che ogni trattamento o prescrizione alimentare deve essere ponderata da un medico- e assolutamente non da un’estetista- che solo dopo aver visitato il cliente, procedono con la prescrizione di un piano alimentare e di trattamenti estetici.

    Articolo a cura di Serena Rigato

    Prima Posizione Srl- pubblicità internet

  • Come si comporta il Ganoderma con il corpo

    La storia del Ganoderma Lucidum nasce circa 4000 anni fa in Cina, cresce su alberi molto legnosi come il quercio o il castagno le sue caratteristiche sono molto particolari, il cappello è molto grande, il colore è di un intenso rosso e il sapore è sapore molto amaro.
    Le proprietà benefiche del Ganoderma Lucidum sono staordinarie infatti viene impiegato per più di 20 patologie che sono l’ipertensione, l’artrite, le azioni antitumorali, varie allergie e infezioni, problemi cardiovascolari e respiratori, inoltre il Ganoderma Lucidum è un adattogeno ciò significa che aiuta il corpo a sollecitazioni diverse come la temperatura, lo stress, sbalzi d’umore e insonnia.
    Paesi come l’America, l’Asia e l’Europa danno grande spazio allo studio di questo straordinario fungo parassita, infatti questi studi vengono riportati anche sulla Biblioteca Nazionale Americana Pubmed, inoltre il Ganoderma Lucidum è classificato come un vero e proprio integratore e viene somministrato sotto forma di bevande, pillole, polvere, lozioni e creme.

  • Rinoplastica: ad ogni età il proprio naso!

    Le persone che si rivolgono al chirurgo estetico per effettuare la rinoplastica, in genere hanno i n comune lo stesso unico obiettivo: desiderano un naso che sembri più attraente, con una forma armonica e proporzionata. Il naso tende a crescere nel corso degli anni, la grandezza “esagerata” del naso in qualche modo si può collegare al nostro “algoritmo mentale”, tenendo conto dell’età e di altri fattori di invecchiamento.

    Se ci fermiamo un attimo a pensare molte delle persone anziane che conosciamo possiede una struttura nasale con dimensioni importanti e con una punta cadente. Un altro elemento che influenza il nostro “algoritmo mentale” è quello che tutti i bambini hanno il naso piccolo e senza gobbette o altri inestetismi. Pertanto in qualche modo il naso racconta la nostra età: un naso piccolo e gentile durante l’infanzia, di forma e dimensione più marctae nell’adolescenza, fino ad arrivare alla vecchiaia dove il naso di dimensioni più grandi diventa addirittura cadente.

    Di conseguenza la chirurgia estetica del naso – che di solito consiste nella riduzione della dimensione nasale – rientra nella tipologia d’ interventi finalizzati al ringiovanimento dell’aspetto del viso. E’ ovvio che si tratti di un’ importanza marginale rispetto alle altre tecniche per il ringiovanimento come il lifting del viso, la blefaroplastica o l’acido ialuronico.

    Uno dei momenti più importanti – racconta il dott. Carlo Alberto Pallaoro specialista in chirurgia plastica – per soddisfare il paziente – oltre a quello strettamente chirurgico – è quello durante il quale chirurgo plastico e candidato paziente si confrontano cercando di capire quali sono gli obiettivi e i reali risultati che il paziente può ottenere.

    In Italia l’intervento di rinoplastica è una delle operazioni più richieste nella chirurgia estetica. La maggior parte dei pazienti sono donne. Mentre varia l’età alla quale ci si sottopone all’intervento. L’intervento chirurgico può essere eseguito in età giovanile (sempre dopo la maggiore età) per motivi di rimodellamento laddove si abbia ereditato un naso pronunciato con forma e dimensione sproporzionate. In certi casi si ricorre alla rinoplastica verso la mezza età per correggere eventi traumatici oppure – come spiegato in questo articolo – come parte integrante di un ringiovanimento facciale.

    Anestesia locale con sedazione intraoperatoria, in regime di day surgey è la tecnica moderna con la quale viene effettuata oggi la rinoplastica. Non è quindi richiesto il ricovero e il paziente può tornare a casa già dopo un paio d’ore dall’intervento. I dolorosissimi e temuti tamponi poi, sono solo un ricordo, vengono sostituiti da piccoli tutori che permettono di respirare sempre ed essere rimossi senza alcun disagio.

  • D-Mannosio – una sostanza innocua

    Il D-Mannosio è una sostanza innocua, naturale e assolutamente efficiente nel contrasto delle cistiti e delle infezioni provocate da batteri patogeni come l’Escherichia Coli.

    Il D-Mannosio è presente anche nell’organismo umano e in alcuni cibi delle diete più comuni, pertanto non presenta alcuna tossicità ed è assumibile da chiunque compreso bambini, donne in gravidanza, anziani e soggetti affetti da patologie quali il diabete.

    Il D-Mannosio è ottenuto dalla fermentazione del legno di larice o betulla e in seguito caricato elettricamente tramite un processo di fotosintesi; tale processo consente di produrre diverse qualità di mannosio, tuttavia solo il D-Mannosio con il corretto orientamento molecolare, il cosiddetto D-Mannosio bioattivo, ha la capacità di legarsi ai recettori del batterio di E.Coli.

    Il D-Mannosio, assunto con acqua o succo di frutta, attraversa l’apparato gastro intestinale, viene successivamente filtrato dai reni e, grazie alla capacità di essere scarsamente assimilato dall’organismo umano, confluisce quasi totalmente nella vescica dove espleta efficacemente le sue funzioni attrattive nei confronti dei batteri facendoli distaccare dalle pareti e dalle mucose vescicali e amalgamandoli a se. In seguito il D-Mannosio legato ai batteri viene espulso tramite le vie urinarie.

    Il D-Mannosio può essere assunto sia in caso di cistite in fase acuta sia in caso di cistite nella fase di recidiva; talvolta è possibile assumere il D-Mannosio anche a titolo precauzionale, esso infatti contribuisce alla pulizia delle vie urinarie e delle pareti vescicali.

    Al contrario dei normali antibiotici il D-Mannosio non contrasta i batteri, di conseguenza non favorisce la loro reazione mutante che normalmente annienta il potere terapeutico dell’antibiotico stesso; il D-Mannosio infatti svolge solo un azione di attrazione a se degli stessi batteri e successivamente procede alla loro espulsione attraverso le vie urinarie tramite la minzione.

  • “Tarquinia in Rosa” per la Race for the Cure

    ORIGINALE

    “Tarquinia in Rosa” per la Race for the Cure, la manifestazione sportiva di solidarietà che si svolgerà il 20 maggio a Roma ideata e organizzata dalla Susan G. Komen Italia, per esprimere solidarietà alle donne che si confrontano con il tumore del seno e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Anche quest’anno un folto gruppo di cittadini tarquiniesi parteciperà alla corsa (giunta alla 13ª edizione) con la squadra Velia, che riunisce i partecipanti di altri comuni del comprensorio. Fino al giorno della corsa, la torre della chiesa di Santa Maria in Castello e il torrione detto di “Matilde di Canossa” saranno illuminati di rosa. Dal 15 al 25 maggio anche le vetrine dei negozi si coloreranno di rosa. Dall’8 al 10 giugno si terrà una mostra di disegni e fotografie sul tema “Tarquinia in Rosa”. Il 9 giugno avrà luogo il convegno “La salute comincia dalla tavola”. Tali iniziative sono promosse dall’ANDOS (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) in collaborazione con l’Amministrazione Comunale.

  • Celiachia, sempre più numerosi i casi in Italia

    E’ sempre più alto il numero dei celiaci in Italia. Il dato emerge dall’ultima relazione annuale al parlamento sulla celiachia fornita dal Ministero della Salute, studio che offre uno spaccato approfondito dell’intolleranza alimentare al glutine nel nostro paese. La celiachia, che com’è noto obbliga chi ne è affetto a nutrirsi esclusivamente di alimenti senza glutine, è l’intolleranza alimentare più diffusa al mondo. In Italia l’incidenza della celiachia è dell’1%, pertanto si stima che nel nostro Paese siano circa 600mila i soggetti celiaci. I casi diagnosticati al 2010 sono però di molto inferiori: 122.482, il doppio, comunque, rispetto al 2007. Nella maggior parte dei casi la celiachia viene diagnosticata in età adulta (sopra i 10 anni) e riguarda molto più le donne che gli uomini (le donne celiache in Italia sono infatti oltre 86.000, più del doppio degli uomini celiaci diagnosticati che sono circa 36.000) Nutrirsi esclusivamente di alimenti senza glutine è una condizione obbligatoria per chi è affetto da celiachia: non esiste infatti alcuna cura per questa particolare intolleranza alimentare se non, appunto, l’esclusione dalla dieta di tutti gli alimenti contenenti glutine. Negli ultimi anni, la sempre maggiore diffusione della celiachia fra la popolazione e una maggiore presa di coscienza delle problematiche derivate dall’intolleranza al glutine da parte del pubblico e delle isituzioni ha portato anche al sensibile incremento dei prodotti alimentari senza glutine reperibili in commercio. Oggi chi è intollerante al glutine può contare su una varietà di prodotti alimentari specifici impensabile fino a qualche anno fa. Piaceri Mediterranei, ad esempio, è una linea di prodotti alimentari rigorosamente gluten free, disponibile in farmacia e nei migliori negozi specializzati. Nata dall’esperienza di Eurospital, Piaceri Mediterranei rappresenta una soluzione sicura e certificata che coniunga il piacere della buona tavola alla genuinità. Gli alimenti senza glutine Piaceri Mediterranei sono preparati con ingredienti selezionati e naturali, sono sani e assolutamente sicuri: infatti sono certificati per l’assenza di glutine dall’AIC con il marchio della spiga barrata. Le varianti proposte sono tantissime e perfette per soddisfare qualsiasi necessità, dal pasto allo spuntino allo snack: Piaceri Mediterranei propone infatti pasta (anche per insalate), pane (focaccia, base per pizza, pane pronto da consumare subito senza essere scaldato in forno) farine con miscele pensare appositamente per il dolce e il salato, dolci e biscotti adatti per qualsiasi festa o momento conviviale tipico delle feste. I prodotti Piaceri Mediterranei rientrano nel modello alimentare mediterraneo e sono la soluzione ideale per tutti coloro che devono attenersi rigorosamente a una dieta alimentare senza glutine.

  • Passeggiare in montagna: un sano divertimento anche per i bambini

    Le camminate in montagna sono un sport ideale per tutta la famiglia. Per evitare la stanchezza però è necessario seguire qualche accorgimento nella dieta ed evitare, soprattutto per quello che riguarda i bambini, la carenza di vitamine. Il trekking è la versione più ecologica e atletica della semplice camminata: facile da praticare soprattutto d’estate in montagna, rappresenta la soluzione ideale per tutta la famiglia e consente di trascorrere all’aria aperta molte ore della giornata.
    Per poter affrontare le lunghe camminate in montagna senza incorrere in eccessivo affaticamento è necessario osservare alcune precauzioni importanti, soprattutto per quanto riguarda i bambini.
    Essi infatti possono apprezzare il contatto con la natura e soddisfare il desiderio di movimento soltanto se si trovano in perfette condizioni fisiche, così da poterne trarre tutto il giovamento possibile. In queste particolari circostanze, come in tutte le situazioni di stress fisico e mentale nei bambini, si può ricorrere previo consiglio medico a un integratore alimentare specifico che sopperisca all’eventuale carenza di vitamine molto comune nell’infanzia soprattutto al termine degli impegni scolastici.
    Gli integratori alimentari più efficaci in questi casi sono principalmente a base di Vitamina A, Vitamina B, Vitamina C e Vitamina D: un mix di sicura efficacia contro gli stati di affaticamento fisico e mentale. Haliborange Fosfoenergy di Eurospital, reperibile in farmacia, è un integratore alimentare ideale in grado di aiutare i più piccoli nella vita di ogni giorno e di superare l’affaticamento fisico e la carenza di vitamine nelle condizioni di particolare impegno fisico. Oltre alle vitamine D3,A, C, B1, B2, B5, B6, B9, B12, Haliborange Fosfoenergy contiene Carnitina, Fosfoserina e Glutammina: tutti elementi che aiutano a migliorare le prestazioni e la resistenza fisica. La Carnitina, infatti, riduce l’affaticamento fisico e mentale, mentre la Fosfoserina è un fosfolipide naturale che svolge un importante ruolo funzionale di trasporto del Fosforo a livello cerebrale e permette di migliorare la concentrazione nei bambini e favorisce la capacità di apprendimento. La Glutammina riduce il senso di stanchezza perché agevola il trasporto di azoto tra i tessuti muscolari, azoto che viene utilizzato per le attività metaboliche del muscolo.
    In più, perché il gusto sia piacevole e non si debba affrontare il sapore non sempre gradito delle vitamine, Haliborange FosfoEnergy è al gusto ACE.

  • Le operazioni di manipolazione dei CA: quali dispositivi usare?

    Durante le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici la garanzia per l’incolumità e la sicurezza del personale, e quindi la prevenzione del rischio chimico legato ad un’eventuale contaminazione, è vincolata da opportune misure preventive così come previsto dalle normative. Quali sono le corrette procedure per gestire il rischio chimico associato? Quali sono le principali vie di contaminazione? Quali dispositivi usare per la manipolazione e la somministrazione dei chemioterapici?
    Le vie di contaminazione principali possono essere quella inalatoria, cutanea o per contatto delle mucose; altre vie occasionali sono costituite dalla via oculare (spruzzi accidentali) o dall’ingestione (attraverso cibi o bevande contaminati, ecc.).
    L’esposizione ai farmaci chemioterapici antiblastici può avvenire durante le diverse fasi del lavoro quali l’immagazzinamento, la preparazione, il trasporto ai reparti, la somministrazione al paziente.
    Durante la fase di preparazione in particolare, per garantire la massima prevenzione del rischio chimico è opportuno utilizzare i sistemi chiusi per la ricostituzione dei farmaci.
    In questa fase infatti si può verificare un’accidentale esposizione al farmaco per via inalatoria e/o per contatto diretto in seguito alla formazione di aerosol e/o spandimenti sotto la cappa a flusso laminare verticale. E’ quindi necessario, prima di eseguire la preparazione, verificare la funzionalita’ della cappa e dei sistemi di sicurezza, che il personale addetto indossi gli adeguati D.P.I., eliminare dall’area di lavoro il materiale non necessario alla preparazione e decontaminare in modo opportuno il piano di lavoro.
    Per quanto riguarda la somministrazione invece, a causa di stravasi di liquido dai deflussori non dedicati, dai flaconi o dalle connessioni tradizionali si possono avere contatti cutanei con i farmaci chemioterapici antiblastici. E’ quindi necessario che il personale addetto indossi i previsti D.P.I. , e segua le norme di sicurezza comprendenti le linee guida generali e particolari per la somministrazione.
    E’ opportuno l’utilizzo di set infusionali a circuito chiuso dedicati e tecnologicamente studiati per l’infusione endovenosa dei farmaci antiblastici come prima misura di prevenzione del rischio chimico.
    E’ inoltre necessario effettuare la centralizzazione delle strutture, ovvero effettuare le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici in locali appositamente predisposti con caratteristiche tali da consentire che non si abbiano veicolazioni di agenti contaminanti in altre aree. I locali adibiti dovrebbero essere sufficientemente ampi (circa 16 mq.) per mettere il personale addetto, nelle condizioni ottimali per lo svolgimento delle loro mansioni.
    Inoltre la stanza dovrebbe essere fornita di una cappa aspirante, di un piano d’appoggio, un armadio, un box di decontaminazione o meglio di un’antistanza filtro.
    Il pavimento e le pareti è necessario che siano in materiale plastico facilmente lavabili con angoli arrotondati.
    Il locale dovrà essere protetto da turbolenze d’aria che potrebbero ostacolare le misure di sicurezza; se esiste un impianto di condizionamento dell’aria dovrebbe garantire almeno 6/10 ricambi d’aria l’ora.
    Per quanto riguarda la comunicazione con l’esterno si dovrà installare un interfono a viva voce così da evitare qualsiasi tipo di contaminazione.
    Dall’analisi delle vie di contaminazione si comprende come la prevenzione del rischio chimico passi attraverso l’abbinamento delle corrette procedure e di un sistema opportuno per rendere sicura la manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici, della loro somministrazione e dello smaltimento relativo ai dispositivi utilizzati.