Categoria: Politica

  • Blitz al Casilino 900 di Roma, il commento di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Mi auguro che non sia solo un’iniziativa di facciata, l’amministrazione deve mantenere gli impegni presi”

    Roma – Sono cento i rom sgomberati questa mattina all’alba nel campo nomadi Casilino 900 da parte delle forze dell’ordine. L’operazione, mirata alla ricostruzione del cosiddetto “Canalone”, zona per anni utilizzata come discarica abusiva, è stata effettuata dopo le numerose lamentele dei cittadini e di alcuni consiglieri municipali preoccupati per la sicurezza della zona.
    Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, ha commentato: “Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale si era impegnata a sgomberare tutto il campo nomadi in quanto sono ormai troppi anni che la gente aspetta la sistemazione e la riabilitazione di questa area. Il blitz di questa mattina è un buon inizio, tuttavia mi auguro che non si tratti nuovamente di un palliativo per dare risposte di facciata ai cittadini e che il Comune mantenga le promesse assunte”.

    Nei mesi scorsi sono state numerose le aggressioni che si sono verificate nella zona a danno di molti cittadini, specialmente anziani, minacciati dai rom in cerca di soldi facili.“Questo territorio deve essere restituito ai cittadini – conclude il vicesegretario per il Lazio del partito guidato da Antonio Di Pietro – e l’amministrazione ha il compito di aprire un tavolo di trattative comuni con l’Associazione nomadi affinché lo sgombero possa essere affiancato da un’opera di integrazione sociale per far cessare le aggressioni nella Capitale. I rom devono essere educati ed integrati nella nostra città e sono tenuti a rispettare le nostre leggi, così come noi dobbiamo rispettare le loro tradizioni”.

  • Imbrattate a Roma lapidi ai caduti, Tortosa amareggiato

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Si rifletta sulla stupidità di queste azioni”

    Roma – “È inammissibile che poche stupide persone infanghino la memoria di chi è partito per una missione di pace, nonostante sia opinabile la presenza dei militari in Afganistan”. Queste le parole di Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, appena venuto a conoscenza dell’atto vandalico di questa mattina a Roma, all’interno del Parco Schuster, nell’area dedicata ai caduti italiani nelle missioni di pace all’estero. Alcune persone hanno gettato della vernice rossa ad alta resistenza su due lapidi (una alle vittime in Iraq e l’altra a quelle in Afghanistan), su due delle 19 steli del monumento ai caduti di Nassirya e sul marmo antistante l’opera stessa. Presso i monumenti funebri, inoltre, è stato rinvenuto un volantino con la scritta “Da Nassirya a Mattarello, guerra alle guerre dei padroni”. “Solo delle persone stupide possono aver compiuto un simile gesto – ha continuato l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro -. Credevano forse di aver fatto un atto eroico, agendo di nascosto e senza alcun senso civico? Le azioni distruttive non portano a nulla. Mi auguro – ha concluso Tortosa – che queste persone riflettano sull’errore e capiscano quanta stupidità c’è dietro a questa azione”.

  • Mozione crocifisso a Roma, Tortosa approva

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “L’Europa non può mortificare la nostra storia”

    Roma – “Già in molte aule italiane il crocifisso è sparito nel corso degli ultimi anni, ora vietarlo definitivamente mi sembra assurdo. Non posso che essere solidale con l’iniziativa, dobbiamo preservare la nostra identità cristiana”. Con queste parole il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, commenta la mozione presentata ieri in consiglio comunale da Luca Gramazio e Federico Guidi, rispettivamente vicecapogruppo Pdl in consiglio comunale e presidente della commissione bilancio del comune di Roma, con la quale si chiede al sindaco Gianni Alemanno di attivare gli opportuni procedimenti presso le istituzioni italiane e comunitarie affinché la sentenza emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo venga rivista e annullata. In caso di mancato accoglimento, Gramazio e Guidi chiedono che l’esposizione del crocifisso sia preservata nelle scuole e negli uffici pubblici della Capitale.

    “Nonostante tutti i giorni in alcune parti del mondo i cristiani sono perseguitati e le chiese con i simboli a noi cari date alle fiamme, in Italia deve assolutamente persistere una pacifica coesistenza fra le varie confessioni religiose – prosegue l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – Tuttavia, non ci si può chiedere di rinunciare ad una parte importante della nostra tradizione”.

  • Sicurezza stradale, per De Pierro manca volontà istituzionale


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Duole constatare che i comportamenti realmente pericolosi per l’incolumità degli utenti della strada vengono sottovalutati. Mi auguro che prima o poi qualcuno si svegli e pensi realmente a risolvere concretamente questo problema”

    Roma – “Per l’ennesima volta abbiamo assistito a iniziative di sensibilizzazione per il triste e grave fenomeno, per altro lungi dall’essere risolto, degli incidenti stradali dovuti a cause legate a responsabilità individuali, che sicuramente potevano essere evitati.

    Mi duole dover constatare che i familiari delle vittime continueranno ancora a protestare e a manifestare il loro dolore per i tragici eventi da cui sono stati colpiti, ma purtroppo tali manifestazioni resteranno inutili se dall’altra parte le istituzioni continueranno a essere sorde agli appelli, trincerate dietro il cinismo e l’egoismo dei propri rappresentanti”. Con queste parole Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, esprime il suo commento sulla “Giornata Mondiale di Memoria per le vittime della strada”, celebratasi il 15 novembre. In Italia ogni anno perdono la vita 7 mila persone a causa di incidenti stradali o perché vittime di pirati della strada, 18 al giorno, 145 mila sono i ricoveri ospedalieri, più di 300 mila i feriti.

    “E’ ora di dire basta alle morti evitabili – tuona categorico De Pierro – Certo, le fatalità non si possono combattere, ma ciò che si può evitare è un sacrosanto dovere di chi governa e un diritto inalienabile per chi subisce le conseguenze di tale negligenza, immobilismo e indifferenza. Noi dell’Italia dei Diritti da sempre avanziamo le nostre proposte, come per esempio l’arresto immediato per chi viene fermato in stato di ebbrezza, magari tenendo presente come parametro di valutazione un tasso alcolemico un po’ più alto di quello che la legge considera sanzionabile. All’arresto dovrebbe essere consequenziale la revoca definitiva della patente. Però se mancano i controlli è chiaro che sarebbero in molti a farla franca lo stesso. Purtroppo, a livello di violazione del codice stradale sembra che l’orientamento istituzionale sia più quello di fare cassa piuttosto che di comminare sanzioni per reprimere, e di conseguenza disciplinare in maniera utile il comportamento degli automobilisti. Lo dimostra per esempio l’accanimento con gli autovelox, ottimo deterrente ci mancherebbe, ma quando si posizionano in punti dove si vuole appositamente far cadere l’automobilista in errore, magari con vecchi limiti di velocità, il trabocchetto è fin troppo evidente. Lo dimostra anche l’accanimento che i vigili urbani mostrano nel sanzionare alcuni divieti di sosta, magari perché una ruota della vettura sfiora il marciapiede”.

    “Purtroppo – conclude preoccupato il leader del movimento nazionale – duole constatare che i comportamenti realmente pericolosi per l’incolumità degli utenti della strada vengono sottovalutati. Come per esempio alcuni passaggi col rosso in incroci tristemente noti. Mi auguro che prima o poi qualcuno si svegli e pensi realmente a risolvere concretamente questo problema e che siano sempre meno le famiglie a piangere vittime della strada, a cui va la nostra assoluta vicinanza. Non esito a ritenere responsabili di molte morti alcuni organi istituzionali, decisionali e di controllo”.

  • Tortosa su ritardi sgombero Casilino 900

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori solidarizza con gli abitanti in perenne difficoltà per le lungaggini dell’amministrazione

    L’ennesimo ritardo negli sgomberi dell’ insediamento rom Casalino 900 genera l’esasperazione dei residenti. Gli abitanti, riuniti in un comitato, puntano il dito contro le promesse del prefetto Giuseppe Pecoraro ancora non mantenute. Stessa sorte accomuna concittadini di altre aree capitoline come La Martora e Tor de’ Cenci.
    “La contestazione rappresenta un lecito sfogo della popolazione oramai da trent’anni succube di un forte disagio”, è il commento di Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, che aggiunge: “Non è ammissibile lasciare il tessuto sociale presente nelle zone calde in balia di conflitti permanenti. La cattiva gestione dei posti riservati alle popolazioni nomadi rientra nell’annosa questione degli impegni elettorali che mantengono lo status di speranze per l’elettorato senza mai divenire atti concreti. L’amministrazione comunale si assuma la responsabilità dei suoi errori – conclude l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – e agisca in fretta per il bene della comunità”.

  • Tortosa appoggia protesta commercianti del centro di Roma

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “L’amministrazione comunale deve ascoltare le voci di dissenso”

    Roma– “Mi ritengo assolutamente d’accordo con il malcontento dei commercianti dell’Associazione Tridente Centro Storico, non perché perseguono ideali politici simili ai miei, ma perché portano avanti richieste fondate ”. Queste sono state le parole di Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, riguardo la lettera-appello agli amministratori e ai politici romani spedita dai venditori del centro storico, per cercare di smuovere la spinosa condizione nella quale versa la compravendita nelle zone Ztl a Roma, che se da un lato ha aiutato a dare valore e tranquillità al centro storico, dall’altro ha messo in crisi il traffico di merci della zona.

    “Il Comune non si rende conto che quello di cui parliamo è un problema serio – ha continuato l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – Perché non pensiamo alle difficoltà che queste persone stanno attraversando? Basti pensare a Campo de’ Fiori che, da caratteristico mercato cittadino, si è totalmente trasformato perdendo, oltre al suo fascino, anche la forza di vendita, relegandosi a fare da distributore ai pochissimi residenti del quartiere. A quanto pare l’esperienza non insegna. Il centro storico non è un dormitorio per i pochi privilegiati che vi soggiornano. Quindi, vista la crisi economica in corso e la conseguente recessione è necessario che l’amministrazione vagli, in modo concreto, una soluzione a questa complicazione, per andare incontro alle legittime invocazioni dei cittadini in difficoltà”.

  • Guide turistiche abusive a Roma, Tortosa per maggiori controlli

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Per combattere l’abusivismo turistico, oltre alla sensibilizzazione degli utenti, occorrono controlli serrati e sanzioni più severe”

    Roma– Per contrastare le pratiche illegali diffuse nel settore del turismo capitolino scendono in campo il Sindacato Nazionale delle Guide Turistiche e la Commissione Turismo del Comune di Roma. Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori Oscar Tortosa afferma: “Il problema è sempre stato e resta un punto delicato da affrontare, perché coinvolge categorie frustrate da un abusivismo ormai dilagante in un settore così appetibile”.

    Sia il vademecum “Easy Rome” curato da Sngt che la brochure multilingue disposta dal Comune, tendono a fornire quante più notizie utili ai visitatori per tutelarli da false guide, tassisti senza scrupoli e quanti altri operino scorrettamente nell’ambito turistico. “Accogliamo positivamente vademecum e altre soluzioni informative – ha commentato Tortosa – ma non bisogna lasciare da parte l’attività di controllo: occorre potenziare l’azione dei vigili urbani per applicare pene e sanzioni agli illegali”. Sotto questo aspetto, l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro si allinea alle richieste del sindacato delle guide che chiede al Comune di “picchiare duro”, specialmente nei casi in cui chi intercetta i turisti per conto di agenzie li dirotta successivamente verso guide prive di autorizzazioni.

    “Altra questione – conclude Tortosa – è quella degli operatori privati, cioè le agenzie turistiche. Anche questi soggetti, infatti, sono chiamati a collaborare con le istituzioni dando servizi informativi più efficienti, un adeguato orientamento a coloro che vengono in visita nella nostra città e, soprattutto, rifiutando connivenze scorrette”.

  • Assalto agli ospedali romani per influenza A, il monito di Tortosa

    Roma – “Sul virus dell’influenza A si è creato troppo allarmismo e soprattutto una gran confusione: chiediamo risposte serie affinché si eviti il panico tra i cittadini e, collegato a ciò, l’affollamento delle strutture di pronto soccorso”. Queste le prime parole del vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, in seguito alla polemica, sorta tra i medici romani dopo l’affollamento dei vari ospedali durante lo scorso week-end, sulla necessità di vaccinare tutti i bambini e sulle confuse notizie che si sono susseguite sull’argomento. Il tutto intensificato dalla cassa di risonanza mediatica sugli ultimi decessi per il virus. “Vogliamo sapere – chiosa Tortosa – se è vero o meno che le persone sane di una certa età sono più immuni, ma soprattutto occorre rassicurare i cittadini. Proprio in queste ore vengo a sapere – spiega l’esponente del partito guidato da Antonio di Pietro – che oggi è arrivato uno stock di vaccini destinato ad operatori sanitari e forze di polizia, poi ce ne sarà un altro per i bambini con malattie croniche e a fine mese per le altre categorie. Questo già spiega molte cose, invito i cittadini a rivolgersi al medico di famiglia per avere spiegazioni e non correre presso gli ospedali, in modo che essi possano fronteggiare le reali emergenze anche perché recarsi al pronto soccorso significa comunque attendere troppe ore ed esporsi a maggiori rischi. A tal proposito – conclude Tortosa – sottolineo come altri il ritardo nell’organizzare la cosiddetta medicina territoriale con l’apertura degli studi medici per circa dieci ore al giorno come promesso dalla Regione. Come si può chiedere ai cittadini di evitare d’intasare gli ospedali se mancano le strutture di riferimento promesse? Chiedo che venga fatto il massimo sforzo per anticipare e attivare l’apertura di questi presidi sanitari”.

  • Parlamentari al lavoro 8 ore a settimana, per De Pierro è uno scandalo



    Montecitorio

    Roma – “Penso che sia un’indecenza, per gran parte dovuta all’atteggiamento politico di questo esecutivo che tende ad amministrare la cosa pubblica e legiferare in materie più a carattere autoritario che democratico, sminuendo di conseguenza quello che è il ruolo delle aule parlamentari nella gestione di una democrazia compiuta.

    Se andiamo a vedere le volte in cui è stata posta la fiducia, e quindi tenuto sotto ricatto l’apparato parlamentare, si trova immediatamente la conferma di quanto ho dichiarato”. Non usa mezze misure il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, per commentare i dieci giorni di “pausa” concessi, ai primi di novembre, ai deputati di Montecitorio dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. “Mancanza di copertura finanziaria”: questa la motivazione fornita direttamente dalla terza carica dello Stato. Oltre 4000 provvedimenti, tra ddl da discutere e altri da esaminare, sono bloccati sui tavoli delle varie commissioni per carenza di soldi. I dati statistici sui lavori in Aula sono disarmanti: su 47 leggi approvate da maggio ad oggi, ben 36 provengono dal governo, due miste e solo 9 di iniziativa parlamentare; inoltre, nel computo totale del tempo lavorativo di senatori e deputati, dal lunedì al giovedì, risulta che in Aula ci si rechi per 8,6 ore di seduta settimanale al Senato e per 18 ore alla Camera.

    “Rispetto a degli operai che lavorano 8 ore al giorno guadagnando circa venti volte di meno – incalza arcigno De Pierro – le circa 8 ore a settimana dei nostri parlamentari sono semplicemente scandalose. Soprattutto – aggiunge – se si tiene conto di quanto pesi sulle casse dello Stato il mantenimento degli apparati politici nazionali e locali, sia per quanto riguarda il trattamento economico ordinario, sia per quanto concerne i vari benefit e privilegi, in gran parte inutili e superflui, in relazione all’attività stessa, ma di notevole utilità esclusivamente per i beneficiari”.

    Sul tema delle dilapidazioni di denaro pubblico da parte delle istituzioni il numero uno dell’Italia dei Diritti promette che darà battaglia: “Approfitto dell’occasione per annunciare che presto il nostro movimento inizierà una campagna di denuncia e di protesta contro tutti gli sprechi della politica, nei confronti dei quali in molti si sono pronunciati promettendo sovente azioni di taglio delle spese, tuttavia mai realmente attuate”.

  • Test antidroga ai parlamentari, De Pierro chiede controlli obbligatori e a sorpresa


    Montecitorio

    Roma – “Tale iniziativa, attuata in questo modo, mi suona come uno spot di propaganda. Dopo il caso Marrazzo, il centrodestra cerca di strumentalizzare la vicenda. Noi siamo favorevoli a questo provvedimento se porta a risultati concreti, ma non se produce solo una roboante e palese compagna pubblicitaria. Già il fatto che sia volontario sottoporsi al test lo trovo un aspetto alquanto negativo”. A sostenerlo è Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, il movimento nazionale extraparlamentare, riferendosi allo scandalo, non certo nuovo, della presenza di droga nei palazzi della politica e alle recenti contromisure proposte da alcuni esponenti della maggioranza, come il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, promotore dell’iniziativa di sottoporre a test antidroga tutti i parlamentari. L’esame tossicologico volontario sarà presto a disposizione di quei deputati e senatori che liberamente decideranno di eseguirlo. Lo stesso sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in questi giorni ha voluto dare il buon esempio effettuando un narco-test da estendere poi ai membri della sua giunta. Non sono mancate ovviamente le polemiche, in particolare dovute al fatto che i controlli, per essere autentici, dovrebbero avvenire a sorpresa, come si verifica per esempio in alcuni sport, così da cogliere in flagranza coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti.

    “Noi chiediamo che i controlli avvengano obbligatoriamente per tutti i parlamentari – spiega De Pierro – e che, al momento di entrare in Parlamento, si autocertifichi che gli eletti non assumano droghe; se poi dovesse risultare una situazione contraria durante il corso del loro mandato si dovrebbero prevedere sanzioni penali per aver dichiarato il falso e la decadenza dalla carica. I test – prosegue – dovrebbero essere gestiti in autonomia da un ente esterno ed effettuati improvvisamente senza alcun preavviso. Queste sono proposte concrete”. Inoltre, il massimo esponente dell’Italia dei Diritti lancia una idea ancora più radicale e atta a debellare l’uso di droghe in altri settori rilevanti della società: “Noi dell’Italia dei Diritti proponiamo che le stesse serie modalità di verifica siano estese a tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione, sia in fase di assunzione sia nell’esercizio delle loro cariche”.

    “Se Carlo Giovanardi vuole accattivarsi il favore dell’opinione pubblica con dei test farsa e se Alemanno vuole mostrare strumentalmente le sue qualità virtuose a mo’ di spot propagandistico, allora noi ci dissociamo. Bisogna avere il coraggio di fare le cose seriamente e non solo per buttare fumo negli occhi della gente”, chiosa deciso De Pierro.