Categoria: Politica

  • L’Italia dei Diritti denuncia traffico di permessi di soggiorno falsi per prostitute nigeriane


    Il presidente Antonello De Pierro : “In un paese civile è necessario che ciò non avvenga, soprattutto per salvaguardare queste ragazze che risultano addirittura lavorare regolarmente nel nostro territorio ma che in realtà sono povere vittime dei loro aguzzini”

    Roma – Un’indagine accurata dell’Italia dei Diritti ha permesso di portare alla luce un illecito che va avanti sulla pelle di giovani ragazze africane, che si prostituiscono in pieno giorno, ma che per la legge italiana figurano come badanti con regolare permesso di soggiorno. La rete criminale alla base del traffico umano fa arrivare le donne nel nostro paese, procura loro un contratto di lavoro fittizio e le costringe poi sulla strada, perché, come vere e proprie “schiave”, per ottenere la libertà devono restituire agli aguzzini circa 80.000 euro.

    “L’inchiesta che abbiamo portato avanti per diverso tempo – denuncia Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare – ha fatto emergere risultati sconvolgenti e mi viene da sorridere a pensare al sindaco Gianni Alemanno o al ministro Mara Carfagna che avevano pensato di sconfiggere un fenomeno così complesso, come quello della prostituzione, con dei semplici provvedimenti sanzionatori nei confronti del cliente e dell’operatrice del sesso. Penso piuttosto fosse pura propaganda, oppure, qualora davvero si fosse trattato di ingenuità, ritengo che non sia possibile affrontare problemi così importanti senza prima sconfiggere fenomeni di degenerazione istituzionale, che forniscono linfa vitale alla loro diffusione. A noi – incalza De Pierro – sembra piuttosto inverosimile, in un apparato che funziona, il fatto che esistano delle lucciole extracomunitarie che incredibilmente siano in regola con il permesso di soggiorno, con un contratto di lavoro. Mi auguro che venga accertata dagli organi competenti la responsabilità di chi tutto questo permette, in quanto l’alacre ed encomiabile impegno degli operatori delle forze dell’ordine, che effettuano controlli su queste persone, si infrange sullo scoglio di un regolare permesso di soggiorno per lavoro che viene loro sventolato beffardamente”.

    L’anomalia è palese ogni qualvolta avviene un controllo, alle accuse degli agenti che le sorprendono in strada, le ragazze rispondono esibendo i permessi per un lavoro che però, non stanno affatto svolgendo. La legge Bossi-Fini prevede norme rigorose per l’accesso degli immigrati: può infatti arrivare in Italia soltanto chi è già in possesso di un’ occupazione reale oppure di un visto per studio e tramite i Consolati è necessario fornire documentazione certa. Il movimento presieduto da Antonello De Pierro continuerà ad approfondire cosa si nasconde dietro questo reato, anche perché oltre all’irregolarità, siamo in presenza di persone che, complici, per 5000-10000 euro vendono i contratti d’impiego alla base dei ricatti verso le lucciole.

    “Bisogna capire dov’è che la macchina si inceppa. A nostro avviso – dichiara il presidente dell’Italia dei Diritti – si tratta di corruzione, e il punto cruciale sta nel passaggio in cui qualcuno dovrebbe controllare seriamente chi dichiara di svolgere un lavoro, appurando il rispetto di quelli che sono intenti dichiarati. È necessario intervenire duramente per bloccare quello che non esiterei a definire un traffico di permessi di soggiorno palesemente falsi, anche se chi li emette, in buona fede purtroppo è costretto a farlo, di fronte ad un apparentemente regolare contratto di lavoro, che invece è stato lautamente comprato per fungere da copertura alle illiceità dilaganti. In un paese civile – conclude De Pierro – è necessario che ciò non avvenga, soprattutto per salvaguardare queste ragazze che risultano addirittura lavorare regolarmente nel nostro territorio, ma che in realtà sono povere vittime dei loro aguzzini che così riescono a sfruttarle e schiavizzarle al meglio, paradossalmente col beneplacito dello Stato”.

  • Fratello ucciso da Polizia? L’Italia dei Diritti si stringe attorno a Marinelli


    Il presidente del movimento Antonello De Pierro esprime la sua solidarietà al responsabile per il Lazio e per la Tutela dei Consumatori e chiede che sia accertata la verità: “Se ci sono state delle responsabilità auspichiamo che vengano accertate e che chi ha sbagliato paghi in maniera esemplare. Condividiamo con Vittorio il dolore per la grave perdita subita e soprattutto l’impegno affinché, per una vita spezzata troppo presto, sia fatta giustizia”

    Roma – Una gravissima tragedia ha colpito Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio e per la Tuteladei Consumatori dell’Italia dei Diritti. Suo fratello Luigi, 48 anni, è deceduto in circostanze ancora da chiarire, ma che, alla luce di alcuni elementi emersi nell’arco temporale che ha visto il divenire progressivo degli eventi fino al tragico epilogo, allungano pesanti ombre di dubbio sull’operato di qualcuno tra gli agenti di polizia intervenuti. Il germano dell’esponente del movimento extraparlamentare, invalido civile affetto da schizofrenia, si trovava in casa con la madre, un alto dirigente ministeriale in pensione, con cui stava discutendo e sembra che avesse minacciato di usare le mani. La donna, per evitare il peggio, allertava il 113 che inviava sul posto del personale in divisa. A quanto pare sembrerebbe che i primi agenti intervenuti abbiano applicato alla lettera quanto stabilito dal protocollo di intervento e sarebbero riusciti a calmare l’uomo conquistandone la fiducia. La situazione sarebbe poi precipitata quando lo stesso avrebbe chiesto di allontanarsi per raggiungere la sua compagna. Qui, alla presenza del fratello Vittorio, di professione avvocato, giunto da pochi minuti, gli sarebbe stato impedito, giustamente oseremmo dire, in quanto sembra che questi fosse ancora un po’ su di giri. Ma questo rifiuto avrebbe scatenato la sua reazione, che sembra abbia ricominciato ad agitarsi, trattenuto a fatica da tre agenti, che non riuscendo da soli a gestire la situazione, avrebbero chiamato rinforzi. E’ qui il punto da cui inizia il modus operandi contestato dalla famiglia, che parla di analogie col caso Adrovandi, il diciottenne di Ferrara percosso e ucciso da quattro poliziotti poi condannati per i fatti loro contestati. Infatti pare sia giunto sul posto un altro agente di corporatura molto robusta, un vero energumeno, che sarebbe saltato addosso all’uomo ammanettandolo e bloccandolo violentemente contro la porta spingendo con il ginocchio contro la sua schiena. Secondo quanto riferito dal dirigente dell’Italia dei Diritti, suo fratello avrebbe iniziato a sentirsi male, diventando cianotico, con lapalissiane difficoltà respiratorie, e lui avrebbe iniziato a gridare chiedendo di togliere subito le manette, ma pare non ci fossero le chiavi, portate poi da altri agenti. Quando queste sono state rimosse non c’era più nulla da fare, se non un maldestro tentativo di rianimazione che sembra che gli agenti abbiano cercato di fare tramite un massaggio cardiaco. Dulcis in fundo l’arrivo dell’ambulanza, dopo circa un’ora, il decesso del malcapitato, un esame autoptico da cui risulterebbero diverse costole rotte e un’emorragia epatica.

    A testimoniare la vicinanza di tutto il movimento a Vittorio Marinelli e alla sua famiglia è intervenuto il presidente Antonello De Pierro: “Alla luce dei fatti emersi, tutti naturalmente da accertare, parlare di analogie con il caso Aldrovandi mi sembra un po’ azzardato, lì si trattò di violenza gratuita, deprecabile e brutale contro un ragazzo inerme in una congiuntura di grave sottomissione psicologica della vittima, con la capacità di reagire annientata dal terrore del frangente e dal dolore delle percosse, da parte di quattro agenti che purtroppo, per quanto ne sappia, sono ancora in servizio. Qui la situazione è molto diversa, se non nella causa del decesso, che con ogni probabilità è da attribuirsi a ipossia per compressione toracica a causa della postura a cui la vittima è stata costretta suo malgrado. Ciò non toglie che, in base agli elementi testimoniali oculari riferitici da Vittorio, qualcosa nell’applicazione del protocollo procedurale sia stata disattesa. Indubbiamente qualcuno ha superato i limiti concessi dalla codifica normativa. Il tutto, compreso l’inspiegabile ritardo dell’ambulanza, ha causato la morte di una persona. Se ci sono state delle responsabilità auspichiamo che vengano accertate e che chi ha sbagliato paghi in maniera esemplare. Eventi tragici come questo in un paese civile non possiamo accettare che avvengano, è necessaria una maggiore professionalità, perché purtroppo l’approssimazione e la superficialità regnano sovrani. Ci stringiamo attorno a Vittorio Marinelli, che è una delle colonne portanti dell’Italia dei Diritti, e alla sua famiglia, condividendo il dolore per la grave perdita subita e soprattutto l’impegno affinché, per una vita spezzata troppo presto, sia fatta giustizia, dopo aver appurato le eventuali colpe dirette o indirette”.

  • Crisi, Scanderebech (UDC): “Serve codice etico per parlamentari”

    “In un momento cosi’ difficile in cui e’ in gioco il futuro del Paese e degli Italiani e’ importante che tutti facciano la propria parte. Dai politici, in particolare, l’opinione pubblica si aspetta gesti ed esempi di vita sobria e coerente con lo spirito nazionale. E’ per questo che entro martedi’ prossimo verranno raccolte le firme per presentare una mozione che preveda un codice etico per i parlamentari”. Lo annuncia il deputato dell’Udc Deodato Scanderebech.
    “Martedi’ – spiega l’esponente centrista – e’ all’ordine del giorno il bilancio della Camera in cui sono previsti tagli drastici dei costi della politica. Sarebbe quindi importante se contemporaneamente si votasse un provvedimento all’insegna della sobrieta’ e dell’austerita’ per tutti i parlamentari. Quest’ordine del giorno prevede per i parlamentari di: evitare ogni tipo di attivita’ che produce reddito aggiuntivo a quello di parlamentare; trascorrere le vacanze possibilmente nel territorio nazionale per mantenere la propria reperibilita’ in caso di eventuali lavori parlamentari nei periodi di chiusura – conclude Scanderebech -; usare ed intestarsi esclusivamente autovetture fabbricate in Italia evitando quelle di lusso; evitare l’acquisto e l’intestazione di ogni tipo di barca”.

    Fabio D’Alessandro

    Ufficio Stampa – On. Deodato Scanderebech

  • Fiat, Scanderebech (UDC): Governo si attivi perche’ passi da promesse a fatti

    Lo chiede il parlamentare torinese Deodato Scanderebech, esponente dell’UDC. “E’ necessario quindi, che i vertici Fiat, responsabilmente, si pronuncino in maniera definitiva, con impegni scritti e chiarimenti, sul futuro di Mirafiori e della ex Bertone e sui 20 miliardi annunciati per Fabbrica Italia.” Conclude Scanderebech: “In conseguenza a quanto sopra riportato e’ stata presentata una interpellanza urgente al Ministero dello Sviluppo Economico per sapere, se non ritenga di convocare urgentemente un tavolo di concertazione con le parti sociali e le imprese coinvolte, al fine di conoscere il piano industriale e relativi investimenti e di salvaguardare i livelli occupazionali, il futuro e la sicurezza del reddito per tutti i lavoratori coinvolti loro malgrado in questo processo di dismissioni, compresi quelli legati all’indotto degli stabilimenti Fiat”.

    Fabio D’Alessandro

    Ufficio Stampa – On. Deodato Scanderebech

  • Celardo eletto segretario organizzativo per il Lazio dell’Italia dei Diritti


    Il neosegretario, già viceresponsabile regionale del movimento: “Il mio ruolo è di rappresentanza politica sul territorio, proponendo candidati di trasparente onestà che sappiano apportare un valido contributo alla gestione della cosa pubblica”

    Roma – Il movimento Italia dei Diritti ha inaugurato una nuova fase per la diffusione capillare sul territorio. Si è tenuta un’assemblea programmatica degli esponenti del Lazio ed è stata sentenziata all’unanimità l’elezione di Carmine Celardo a segretario organizzativo per il Lazio. Il presidente Antonello De Pierro, che ha partecipato all’incontro, si è congratulato con il neosegretario, riponendo in lui la massima fiducia.

    “L’Italia dei diritti – sottolinea il neoeletto segretario regionale – è un movimento che si pone come difensore dei diritti dei cittadini, italiani e non, che risiedono nel nostro Paese. Un’associazione di persone aperta a tutte le culture ed etnie, in virtù di un superiore ideale di uguaglianza e giustizia. Tengo a ringraziare tutti i rappresentanti che, con fiducia, mi hanno conferito quest’incarico. Il mio ruolo – continua Celardo – non è quello di fondare un partito politico schierato ideologicamente, ma di rappresentanza politica sul territorio, proponendo candidati di trasparente onestà, persone serie, attive nel sociale che sappiano apportare un valido contributo alla gestione della cosa pubblica.

    “Ci proponiamo – continua Celardo – come movimento che, benché contestatore e all’occorrenza censore della amministrazione pubblica, propone soluzioni politiche e tecniche alla gestione statale. Vogliamo essere sempre più vicini ai cittadini, radicandoci sul territorio. Siamo disponibili a serie proposte da parte dei partiti politici, i quali dovranno affrontare serie difficoltà nel prossimo biennio. Aperti a progetti che non siano specchio di bassa politica o mirino a favorire amici di amici, ma che il cui scopo sia portare una ventata di freschezza nella vita politica nazionale. Non siamo un apparato di potere ma un movimento che mira a garantire i diritti per tutti, lavorando quotidianamente al fianco dei cittadini nella massima onestà. Garantisco il massimo impegno e dedizione – conclude l’esponente del movimento extraparlamentare presieduto da Antonello De Pierro – nello svolgimento di questo delicato compito affinché tutto si svolga nella massima trasparenza e correttezza”.


  • Politica a Taormina su Blog Taormina

    Tutte le notizie più importanti della politica della ridente località sicula, prima di tutti su Blog Taormina. Il Blog Taormina offre tutti gli aggiornamenti in presa diretta anche sul mondo politico del nostro paese, con articoli, speciali e reportage dettagliati. Il Blog Taormina è la finestra più informata sulle ultime notizie relative alla politica a Taormina. Obiettivo del blog è di favorire il confronto e lo scambio di idee e opinioni, utilizzando al meglio lo strumento internet.

  • De Pierro interviene su emergenza rifiuti a Napoli


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Dopo la girandola di promesse mai mantenute da parte del premier ogni indugio è ormai un lusso che non ci si può permettere”

    Roma – Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania e indagato per epidemia colposa, è stato interrogato dal pm Francesco Curcio della sezione reati contro la pubblica amministrazione, al quale ha spiegato la sua versione circa l’emergenza rifiuti a Napoli e l’andamento della crisi negli ultimi nove mesi. Da parte sua, il ministro della Salute Ferruccio Fazio minimizza affermando che, anche se il problema non deve essere sottovalutato, non c’è pericolo di salute e malattie. L’emergenza rifiuti di Napoli continua, però, ad essere motivo di scontro tra la maggioranza, tanto che il leghista Roberto Calderoli ha dichiarato che la Lega Nord approverà il decreto solo se la spazzatura non sarà trasferita al Nord ma nelle regioni limitrofe alla Campania.

    Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha così commentato: “La situazione emergenziale riferita alla spazzatura a Napoli si trascina ormai da troppo tempo, in un Paese civile ciò non è tollerabile. Dopo la girandola di promesse mai mantenute da parte del premier, che ha voluto lanciare proclami elettoralistici sulla pelle dei napoletani ma che di fatto non hanno sortito nessun tipo di effetto, ogni indugio è ormai un lusso che non ci si può permettere. L’elezione a sindaco di Napoli di Luigi de Magistris ci ha fatto ben sperare, perché non è certo un tipo da promesse ma pragmatico, però in ogni caso, con tutta la buona volontà, non può certo fare miracoli.

    Purtroppo, il capoluogo partenopeo è stritolato dalla morsa della criminalità organizzata che ha allestito il suo grande business nel settore dei rifiuti e non vuole certo farsi scappare una torta così ghiotta. Perciò il problema va affrontato su diversi fronti, bisogna dare al neo sindaco tutti i poteri per la risoluzione del problema e varare leggi giuste per contrastare chiunque voglia continuare a speculare sull’immane tragedia che è sotto gli occhi di tutti.

    Per quanto riguarda il decreto così discusso in questi giorni – continua De Pierro – voglio semplicemente sorvolare sulle dichiarazioni di Roberto Calderoli, che pur essendo un ministro della Repubblica, non ha il senso dello stato unitario. Voglio sorvolare perché, a parte un certo grado di preoccupazione per gli atteggiamenti a volte pericolosi messi in mostra dai leghisti, onestamente non riesco proprio a recepire alcune dichiarazioni come degne di essere prese in considerazione. Consideriamo la Lega Nord un partito che, nonostante abbia una buona percentuale di sostenitori, spesso con cervelli in vacanza, in un Paese normale non sarebbe certamente presente nell’arco parlamentare.

    Quindi, in conclusione, questo decreto va fatto e anche subito, senza dare alcun peso ad esternazioni farneticanti e anti italiane di qualche politicante con vocazioni folkloristiche che si lascia andare a parole in libertà, senza tenere conto che il problema non è una questione solo napoletana ma di tutta l’Italia e quindi va affrontato a livello nazionale per evitare drammatiche conseguenze in vari settori. Anche se a volte potrebbero apparire circoscritte ad un limitato territorio, la loro deflagrazione potrebbe ripercuotersi sul resto del Paese.

    Chi non riesce a comprendere un concetto così semplice – conclude il presidente dell’Italia dei Diritti – naturalmente, è affetto da mancanza di buon senso e da miopia politica e se riveste importanti ruoli politico-istituzionali probabilmente non ne è all’altezza”.

  • Intercettazioni usate senza prudenza

    II malumore del Pdl è alle stelle. Paginate di giornali dedicate all’inchiesta sulla P4, le trame della maggioranza e del governo squadernate dalle intercettazioni della procura di Napoli, succosi gossip, molto di privato e poco dipesale, ed ecco che per reazione c’è chi invoca la ghigliottina contro giornalisti e magistrati. Facile a dirsi, difficile a farsi. E’ un anno che il ddl sulle intercettazioni è fermo alla Camera perché il compromesso raggiunto al Senato non piaceva al Cavaliere, ma nemmeno al Quirinale. D’intervenire per decreto in una materia del genere, con un ministro della Giustizia che di fatto nemmeno c’è, è impensabile. Ma intanto sono tutti arrabbiatissimi.

    Angolino Alfano è afflato: Tutte queste intercettazioni che leggiamo e che sono anche divertenti, ma che non hanno niente di penalmente rilevante, non sono gratis per il sistema. Con l’occasione si viene a sapere che per colpa delle intercettazioni c’è un debito occulto al ministero della Giustizia da 1 miliardo di euro, metà nei confronti delle aziende private appaltatici, metà verso i gestori telefonici. È ribadisce che sono state utilizzate senza alcuna prudenza. Con lui è Fabrizio Cicchitto: Lo scandalo è la pubblicazione di intercettazioni che attendono perlopiù alla vita politica e privata di singoli individui. E!’ ung ioco al massacrò che va fermato.

    Massimo D’Alema, letti i giornali, come al solito si dimostra tranchant: Un problema c’è: leggiamo in questi giorni una valanga di intercettazioni che nulla hanno a che fare con “vicende penali, ma sono sgradevolmente riferite a vicende personali. In ogni caso, precisa, ora è tardi per fare una legge ed è inopportuno intervenire per decreto legge in una materia così delicata.

  • Lavoratori come bestie a parcheggio San Pietro a Roma, l’Italia dei Diritti denuncia


    Il presidente del movimento, Antonello De Pierro: “Un’indecenza che mortifica e calpesta la dignità di chi è stato collocato a lavorare in questo posto”

    Roma – Al parcheggio di scambio della stazione San Pietro a Roma c’è una postazione di lavoro, riservata ai custodi, che travalica i limiti della dignità umana. In seguito alle numerose segnalazioni giunte presso gli uffici dell’Italia dei Diritti, il presidente Antonello De Pierro ha provveduto a fare un sopralluogo sul posto. Ne è scaturito un quadro allarmante, una postazione priva di qualsiasi condizione di vivibilità, apparentemente simile ad un sottoscala, lontana da ogni parametro che lasci presagire una condizione di lavoro dignitosa.

    Non esita a definirsi “indignato” De Pierro, di fronte a un simile scenario: “Un’indecenza che mortifica e calpesta la dignità di chi è stato collocato a lavorare in questo luogo”, sono le sue prime parole. “Mi chiedo – continua – come si possa, nel terzo millennio, agire in simili modi trattando peggio delle bestie gli esseri umani i quali stanno svolgendo il loro diritto dovere al servizio della comunità, adempiendo il compito assegnato dalla figura professionale rivestita”. Sembrerebbe infatti che, tra i custodi, alcuni abbiano manifestato più volte attacchi di panico. Spesso infatti i dipendenti si trovano a coprire turni di lavoro da soli, un fatto, quest’ultimo, che alimenta ancor più l’ira di De Pierro: “Se in quel posto venissero rinchiusi degli animali da affezione ci sarebbe, giustamente, una rivolta delle associazioni animaliste e i responsabili verrebbero denunciati per maltrattamenti ai sensi dell’Art. 727 del Codice Penale”. Una categoria sociale che, in questo preciso caso, non è stata rispettata, bensì scavalcata. Continua De Pierro. “La nostra battaglia è contro chi ha disposto che delle persone svolgessero la propria attività lavorativa in un luogo completamente incompatibile con quanto codificato da tutta la normativa vigente in materia di lavoro, ovvero dalla legge 626/94 e dalle successive modifiche e integrazioni apportate con la 81/08, nonché dai principi sanciti dal l’articolo 2087 del codice di rito civile”.

    L’Italia dei Diritti ha chiesto chiarimenti all’assessore alla Mobilità del Comune di Roma, Antonello Aurigemma, ma non sono arrivate risposte. Un fatto molto grave a detta di De Pierro: “Il silenzio delle istituzioni è inaccettabile, il solo venire a conoscenza di una simile situazione avrebbe dovuto far scattare immediatamente dei provvedimenti severi. Chiediamo con forza la chiusura di questa gabbia lavorativa per ridare dignità a dei lavoratori, una dignità che, in questo caso, è stata completamente annientata. Mi chiedo se i sindacati di categoria esistano oppure abbiano gli occhi foderati con il prosciutto, perché una situazione del genere è incredibile che passi inosservata”.

    Il leader del movimento extraparlamentare promette battaglia: “Monitoreremo tutti i parcheggi di scambio per verificare le condizioni di lavoro di persone che, ricordiamo, non sono numeri o oggetti ma prima di tutto esseri umani. Qualora quanto richiesto non venisse attuato senza indugi, avvieremo clamorose azioni di protesta in quanto – ribadisce De Pierro – l’Italia dei Diritti ha scelto di schierarsi sempre dalla parte dei più deboli, perché tale situazione non può essere tollerata in un paese civile”.


  • Gianni Alemanno, video messaggio per difendere Roma Capitale dalle provocazioni della Lega Nord

    Gianni Alemanno'Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha pubblicato sul suo blog un videomessaggio per prendere le distanze dalla Lega Nord e da Umberto Bossi. Il primo cittadino della Capitale rileva innanzitutto che l’Italia “sta vivendo un momento di cambiamento” dovuto principalmente ai risultati elettorali che secondo il sindaco dimostrano la voglia di “partecipazione degli italiani” ma che vogliono anche “avere nuove prospettive per superare la crisi economica e avere nuove speranze”.

    Alemanno poi sottolinea che “Roma non puo’ essere il capro espiatorio di questo cambiamento”, e incalza “Nessuno si deve permettere di attaccare Roma sul versante di quella che e’ la realta’ del suo ruolo di Capitale e di Citta’. – e aggiunge – Siamo il terzo polo industriale del Paese con una potente e forte economia”. Il sindaco, inoltre, rivendica il ruolo di “unita’ nazionale” della citta’, dicendo che “non possiamo accettare che i ministeri vengano spostati, che bisogna mettere nuove tasse, che la Capitale venga aggredita”.

    Alemanno dice che “Roma e l’Italia sono la stessa cosa. Da questo orgoglio si deve trovare la spinta per superare la crisi del Paese”, e conclude “No a provocazioni a Roma” e promette ai cittadini di difendere il ruolo di Roma dagli attacchi.

    Guarda il video: http://www.youtube.com/watch?v=P-_AkKURDas