Categoria: Politica

  • Promozione del turismo nel programma di Gianluca Polidori per le elezioni Sansepolcro 2011

    Candidato sindaco per l’Fdu Toscana, Gianluca Polidori si è presentato alle elezioni Sansepolcro con un obbiettivo diretto e concreto: aumentare i posti di lavoro. Uno dei punti del suo programma per l’occupazione è il turismo.

    L’afflusso di nuovi visitatori è un aspetto fondamentale per città come Sansepolcro, immersa in una zona ricca d’arte, storia e natura. Per sviluppare questo settore sono necessarie strategie mirate di comunicazione e progetti che promuovano le bellezze di questa terra.

    Gianluca Polidori non è un professionista della politica, per sua stessa ammissione: «Non conosco e non voglio conoscere la macchina degli accordi e delle trattative». Si presenta come cittadino preoccupato per il suo comune, prestato alla politica per aiutare i cittadini biturgensi con risultati concreti.

  • Impressioni del dott. Giulio Bonivento sul dibattito politico patrocinato a Trieste dall’ANDE e dal Piccolo il 4 maggio 2011.


    Il 4 maggio è svolto a Trieste, nella sala Tergeste dell’hotel Savoia, il dibattito tra i candidati sindaco patrocinato dall’ANDE, l’Associazione Nazionale Donne Elettrici e dal quotidiano “Piccolo”.

    L’evento ha visto i due candidati sindaco, Roberto, Antonione per il centrodestra e Cosolini per il centrosinistra, introdotti dal presidente dell’Ande di Trieste Etta Carignani.

    Il dott. Giulio Bonivento, direttore del dipartimento di ortopedia di Trieste e candidato con il PDL a Consigliere Comunale, riferisce: “Abbiamo assistito ad un confronto politico corretto, tra persone competenti con le idee chiare. Eccellente il direttore del Piccolo, Possamai, che ha condotto i due confronti”.

    Bonivento, che data la sua esperienza nel settore della Salute Pubblica ha fatto proprio della Salute il tema della propria campagna elettorale scegliendo lo slogan ‘La Salute in Comune’, sottolinea che entrambi i candidati sono concordi nel ribadire le difficoltà economiche del momento e, relativamente ad Antonione, aggiunge: “ha indicato la strada del rilancio nella ricerca di investimenti da parte di gruppi internazionali, da attrarre con facilitazioni fiscali e semplificazione burocratica”.

    Relativamente allo stato amministrativo del porto, si è vista finalmente concordia tra i due candidati, con presa di coscienza, condivisa, sulle reali possibilità di utilizzo che richiedono il chiarimento, preventivo, dei ben noti vincoli legali.

  • Porpetto: Pietro Dri candidato alle elezioni comunali

    In previsione delle Elezioni Amministrative 2011 per l’elezione del nuovo sindaco di Porpetto (UD)

  • Elezioni Comunali 2011 – Sergio Sentimenti, passione civile e competenze per una nuova centralità etica, economica e sociale di Bologna

    L’Avvocato Sergio Sentimenti ha annunciato la propria candidatura con il PDL al Consiglio Comunale di Bologna.

    Patrocinante in Cassazione e conciliatore professionista dal 1998 e membro fondatore dello Studio Legale associato Sentimenti-Dozza, il professionista ha maturato una lunga esperienza nella tutela dei diritti delle famiglie, operando anche in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori.

    La passione civile che ha sempre caratterizzato Sentimenti ha determinato la sua decisione di impegnarsi direttamente con l’obiettivo di contribuire ad un reale cambiamento di Bologna. La città, infatti, deve riacquistare quella centralità etica, economica e sociale che da troppo tempo manca anche a causa di Amministrazioni poco attente.

    Punto centrale del programma di Sentimenti è la famiglia, vero e proprio nucleo base il cui sviluppo e sostegno è fondamentale per favorire un reale e duraturo miglioramento della qualità di vita della collettività.

    In questa direzione, supporto economico, tutela di anziani e bambini, sicurezza diffusa sul territorio rappresentano condizioni essenziali che devono essere garantite e che Sentimenti si impegna a mettere al centro della propria azione politica.

    Lotta agli sprechi del denaro pubblico, politiche abitative che guardino con particolare attenzione ai cittadini che hanno le proprie radici nel territorio, valorizzazione del ruolo di tutela delle Associazione dei Consumatori, crescita delle opportunità per l’inserimento nella comunità dei giovani attraverso sport, formazione e cultura. Questi gli ulteriori temi che Sentimenti promuoverà attraverso il proprio impegno in Consiglio Comunale.

    La scelta di presentarmi e di sostenere il candidato Sindaco Bernardini è una naturale evoluzione dell’impegno e dei valori che hanno sempre connotato la mia azione professionale. Credo sia giunto il momento di contribuire direttamente a migliorare la nostra città, che deve tornare ad essere un punto di riferimento virtuoso e un modello da seguire per l’intero Paese”, ha commentato Sergio Sentimenti.

  • Bernardini affonda su Merola: mancanza di sensibilità verso la città e suoi cittadini

    Elezioni comunali Bologna 2011. Bernardini, aspirante sindaco bologna in corsa per il centro-destra Pdl/Lega, lancia un affondo sul candidato Pd Virginio Merola affermando che “…è simpatico come Cofferati”. La costosissima campagna elettorale di Merola avanza tra le pericolose macerie di polemiche nate dall’assenza, giustificata “per indisposizione”, del candidato Pd alla celebrazione riguardante l’anniversario della cacciata dei nazifascisti da Bologna tenutasi il 21 marzo scorso. Manes Bernardini ha esternato il concetto che si tratta di una mancanza ben più grave della semplice “assenza fisica”, si tratta infatti di “mancanza di sensibilità” verso i cittadini e la storia della città, un atteggiamento già sperimentato con l’ex-sindaco Cofferati e velocemente bocciato dal capoluogo. Bernardini prosegue affermando che si ha l’idea di trovarsi di fronte ad una “scatola cinese”, un ripetersi del metodo fallimentare già precedentemente adottato. Per il candidato del Carroccio il suo antagonista del Pd si è ormai trasformato in una barzelletta, questo a causa dei continui “scivoloni”, che avvengono a causa del corto-circuito egli stesso genera all’interno del suo mondo. Merola ha per il momento mantenuto la promessa di essere presente per il 66esimo anniversario della Liberazione dello scorso lunedì 25 aprile in piazza nettuno. Il candidato del centro-sinistra aveva reso noto tramite l’account di Facebook che si sarebbe preso un breve periodo di “riposo intelligente” in concomitanza con le festività pasquali in modo da presentarsi adeguatamente pronto per la “battaglia finale”.

  • Ospedale di Tarquinia, il sindaco Mazzola risponde al rappresentante della Fps Cisl Riccardi.

    «L’ospedale di Tarquinia non è nel degrado. L’intervento estemporaneo di Claudio Riccardi è servito soltanto a danneggiarne l’immagine». Lo afferma il sindaco Mauro Mazzola rispondendo alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal rappresentante della Fps Cisl e della sicurezza. «Ho letto con attenzione le parole di Riccardi e sono rimasto allibito. – prosegue – Reputo l’esponente della Fps Cisl una persona seria e intelligente ma quanto da lui riportato non corrisponde alla realtà. La struttura non è lasciata nell’incuria. Il presidio è invece da sempre apprezzato dall’utenza per l’efficienza dei servizi offerti e la professionalità del personale medico e infermieristico che vi lavora». Il primo cittadino sottolinea come insieme al direttore generale dell’ASL di Viterbo, Adolfo Pipino, si stia lottando strenuamente per difendere e potenziare il nosocomio, al fine di garantirne il futuro. In proposito egli ricorda il recente incontro tenuto con lo stesso direttore generale Pipino e la direzione ospedaliera, per fare il punto della situazione sul nosocomio e per stilare un programma delle priorità. «L’Amministrazione, fin dal suo insediamento, ha mostrato grande attenzione alle problematiche dell’ospedale, evitandone la chiusura prevista dal piano di riordino del sistema sanitario regionale e acquistando moderne attrezzature: ultima in ordine di tempo il macchinario per la risonanza magnetica che sarà inaugurato il 2 maggio. – conclude il sindaco Mazzola – Mi sarei quindi aspettato da parte del sindacalista più acume, parlando dei problemi direttamente con le Istituzioni interessate e non attraverso i giornali».

  • De Pierro, gli italiani non credano allo stop del Governo sul nucleare


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Il tutto è stato concepito artatamente per far sì che non si raggiunga il quorum al referendum di giugno prossimo”

    Roma – Il Governo ha deciso di procedere all’abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari in Italia. Tale decisione sarebbe dovuta alla necessità di acquisire maggiori informazioni scientifiche sui profili relativi alla sicurezza nucleare.

    Tutto ciò avrà l’effetto di far decadere il quesito referendario per l’abrogazione della legge con cui si apriva la strada all’utilizzo dell’energia nucleare nel nostro Paese.

    Questa scelta sarebbe stata fatta da Palazzo Chigi per evitare che al referendum, sulla scia dell’allarme causato dalla catastrofe giapponese, si raggiunga il quorum necessario per la sua validità. La Sinistra è compatta nel pensare che la scomparsa del quesito dal referendum produca una smobilitazione in grado di mettere a repentaglio il suo effetto abrogativo salvando, così, la legge sul legittimo impedimento.

    Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha così commentato la decisione governativa: “Siamo stufi di assistere ad una maggioranza che prende in giro quasi quotidianamente gli Italiani. Prendiamo chiaramente atto della decisione del Governo, ma purtroppo in questi anni i suoi componenti, in primis il Premier, non sono riusciti a conquistare la nostra fiducia. Non ci fidiamo assolutamente, quindi, di quanto sembrerebbe sia stato deciso.

    A nostro avviso è solo un modo per stemperare l’onda emotiva seguita ai tragici e noti eventi nipponici. Il tutto è stato concepito artatamente per far sì che non si raggiunga il quorum al referendum del prossimo giugno”.

    Continua il leader dell’IdD: “Non bisogna dimenticare gli interessi in gioco delle lobby dell’atomo nella svolta del nucleare. E, vista l’ingente cifra in questione, questo Governo non desisterà mai dal suo folle progetto, cosa che potrebbe mettere in discussione la stessa esistenza delle forze politiche che lo compongono. Non dimentichiamo che sono noti a tutti gli interessi che qualche esponente dell’Esecutivo ha nella costruzione delle centrali nucleari.

    La questione importante da tener d’occhio – afferma De Pierro – è che a giugno, con il referendum, non si decide soltanto sul nucleare, ma anche sull’acqua pubblica e, soprattutto, sul legittimo impedimento. Gli interessi in gioco sono alti in tutti e tre i quesiti.

    Tra l’altro, una mossa di questo tipo, di recedere dalle scriteriate intenzioni di introdurre l’Italia nel tunnel del nucleare, non fa altro che mettere in luce l’attuale maggioranza di Governo come un manipolo di dilettanti allo sbaraglio, in quanto la direzione imposta era stata prospettata come una panacea contro tutti i mali della Nazione. Salvo ora nutrire dei dubbi su queste certezze, si attendono ulteriori accertamenti tecnici, quindi, se non ci fosse stata Fukushima, una legge del genere sarebbe stata concepita con una sbandierata sicurezza che, in realtà, nascondeva grosse falle nella coscienza stessa di chi aveva millantato tali certezze.

    Perciò quello che diciamo agli Italiani è di non dar retta a rappresentanti di Governo che in più occasioni hanno smentito loro stessi e di recarsi, invece, compatti, alle urne a votare SI ai tre quesiti posti. Questo per ottenere finalmente un successo legislativo che porti la firma della coscienza popolare.

    Noi come extraparlamentari – conclude il presidente del movimento – possiamo fare poco sugli scranni istituzionali, ma ci auguriamo che le forze politiche presenti in Parlamento, che sono in linea ideale con quanto noi propugniamo, non si facciano raggirare da proposte poco credibili. Da parte nostra siamo certi che apporteremo un grosso contributo al referendum stesso”.


  • L’Italia dei Diritti svela il mistero delle microspie nell’ufficio della Polverini


    Il movimento è venuto in possesso di un documento redatto dai sindacati e indirizzato a varie autorità istituzionali, da cui risulterebbero particolari scabrosi sulla vicenda

    Roma – Il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, dopo aver preso visione, assieme ai responsabili laziali, del documento redatto congiuntamente da Cgil, Cisl e UIL e inviato alla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, ai responsabili della sicurezza della giunta regionale, al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, al questore Francesco Tagliente, al Nucleo Ispettivo della Guardia di Finanza e al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, ha deciso di divulgare rilevanti informazioni e raccontare cosa sarebbe successo nei palazzi della Regione alcuni giorni prima dell’uscita della notizia sul ritrovamento di cimici negli uffici della governatrice del Lazio.

    Infatti, potrebbe non sussistere mistero per quanto riguarda la vicenda delle microspie negli uffici della Polverini anzi, appare inquietante il fatto che molti siano a conoscenza di questioni quantomeno scottanti. Al punto che i tre sindacati abbiano comunicato alle autorità preposte a tutti i livelli accadimenti clamorosi, che sarebbero avvenuti all’interno della sede della giunta regionale in via Rosa Raimondi Garibaldi. Come evidenziato nelle carte, le circostanze avrebbero avuto luogo il 3 e il 18 marzo scorsi. Nottetempo i vigilantes della ‘Roma Union Security’, sarebbero stati distolti dai compiti di controllo, con il pretesto di una riunione durata ben tre ore, da un tenente e da un appuntato dell’istituto privato di appartenenza che, successivamente, avrebbero fatto accedere nel palazzo quattro persone sconosciute. Tali soggetti, come recita il documento, dopo essere venuti in possesso delle chiavi di alcuni uffici, si sarebbero introdotti nei piani della presidenza della giunta regionale e della vicepresidenza per agire indisturbati, in modo illegittimo, per circa 2 ore.

    Non è possibile affermare con certezza cosa sia accaduto davvero all’interno degli uffici, se quel movimento sarebbe servito per collocare le microspie ritrovate o se “semplicemente” si sarebbe approfittato dell’intrusione per visionare fascicoli di particolare importanza. In ogni caso resta da chiarire come sarebbe stato possibile allontanare il personale dai compiti istituzionali, operando una grave intromissione con un atto illecito. Dal documento si evidenzia inoltre che le guardie, che avrebbero chiesto spiegazioni sulla vicenda alla società, sarebbero state trasferite ad altra sede e allontanate dai rispettivi compiti, sebbene la stessa azienda avrebbe risposto loro che “i fatti avvenuti erano stati regolarmente disposti dal vertice aziendale”. Circostanza che getterebbe ulteriori ombre sulla vicenda.

    Il commento su quanto divulgato dal movimento extraparlamentare viene affidato a Carmine Calardo , viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti : “Va premesso che non sappiamo se Lotito, presidente della ‘Roma Union Security’, sia al corrente o se abbia lui stesso dato ordine di fare questa azione deprecabile, contraria a ogni decenza, ad ogni regola di convivenza libera. Un’azione di spionaggio al limine della criminalità. Sicuramente Lotito però è responsabile di aver messo a capo delle sue società persone con un’etica alquanto discutibile. La Polverini – dichiara Celardo – è vittima di una faida interna agli amici della destra, che si stanno scannando per spartirsi questa torta. Noi come Italia dei Diritti, abbiamo già denunciato riguardo ai servizi di vigilanza, manovre al limite della criminalità. Quanto letto nelle carte, non fa che avvalorare la mia sensazione, ovvero che c’è un assalto alla diligenza, si stanno scannando per dividersi gli appalti alla faccia dell’onestà, contravvenendo a tutte le regole alla base di una libera concorrenza. Ci aspettiamo dalla Polverini – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – , visto che ha taciuto precedentemente, una risposta chiara e precisa, una netta presa di posizione . La governatrice deve dimostrare chiaramente a tutti i cittadini, come intende amministrare questa regione. I fatti sono pulizia e onestà non chiacchiere”.

  • Tutti i chiamati al voto per l’Emilia Romagna

    Sono esattamente 1,014,386 (stando gli ultimi sondaggi) le persone chiamate alle urne per la regione Emilia Romagna. Si tratta della due-giorni di amministrative che si terranno nelle prossime giornate del 15 e del 16 maggio. Sono 46 i comuni che dovranno votare. Il ricorso ad un turno di ballottaggio potrebbe risultare utile tra le varie municipalità che presentano nove comuni con una popolazione superiore ai 15,000 abitanti, ovviamente solo nel caso in cui nessuno dei candidati sia in grado di oltrepassare la soglia del 50% dei voti. Tra questi vi troviamo il Comune di Bologna, quello di Cento (Ferrara), di Cesenatico (Forlì, Cesena), nel Frignano quelli di Finale Emilia e Pavullo (Modena), il Comune di Salsomaggiore Terme (Parma), e oltre Rimini anche Ravenna e Cattolica. I restanti 37 Comuni presentano una popolazione inferiore alla soglia di rischio per il ballottaggio. Per quanto concerne le elezioni comunali Bologna abbiamo tre Comuni chiamati al voto, oltre il capoluogo: Gaggio Montano, Castel del Rio, Monghidoro. Si voterà, come detto in precedenza, il 15 maggio (domenica) con orario 8-22 e il 16 maggio (lunedì) con orario 7-15. Lo spoglio seguirà il termine delle operazioni di voto. Nell’eventualità il turno per il ballottaggio cadrà nei giorni del 29 e del 30 maggio. Ricordiamo che sotto le Due Torri i principali contendenti sono per il (Pd) Merola, (Pdl/Lega) Bernardini e sempre per il centro-destra Aldrovandi Sindaco Bologna.

  • Bologna: il Partito Liberale Italiano ha deciso di appoggiare il candidato sindaco Daniele Corticelli e il movimento Bologna Capitale per le elezioni

    “E’ stata una scelta naturale – ha dichiarato Salvatore di Maggio, Segretario Provinciale del PLI e fondatore di LiberaliBo’ perché è l’unica lista realmente civica, e perciò senza vincoli dai poteri politici. Il nostro obiettivo è quello di rinnovare radicalmente la dinamicità di un territorio che ha subìto anni di gestione scellerata, noncurante dei cittadini”.

    Salvatore sostiene che una vera lista civica restituisce la gestione della città ai Bolognesi, quelli che amano per davvero questo nome, quelli che lavorano e ogni giorno mandano avanti una Bologna che i partiti non vedono come una preziosa realtà di persone, ma come un mero vessillo da conquistare.

    D: Due lauree, in Ingegneria Meccanica e in Fisica, e un Dottorato di Ricerca in Ingegneria delle Macchine, come approda alla politica Salvatore di Maggio?

    R: in modo assolutamente autonomo: spulciando sul web gli argomenti di maggiore interesse, mi sono trovato a frequentare regolarmente forum liberali. La svolta c’è stata quando ho conosciuto il gruppo Impegnati di Mario Caputi, che mi hanno messo in contatto con il PLI regionale. Solo per caso ho scoperto di essere “figlio d’arte”: parlando in famiglia è venuto fuori che mia madre aveva aderito alla Gioventù Liberale durante gli anni universitari.

    D: E’ quindi un autodidatta a pieno titolo?

    R: Si, mi sono formato con le letture di Stuart Mill, Von Mises, Rothbard e così via. Poi ho conosciuto la Scuola di Liberalismo del Centro Studi Lucio Colletti e da qui il circolo LibBO di Carlo Zucchi, Gustavo Cevolani e Tomaso Freddi.

    D: Come vede questa realtà dei Liberali con Daniele Corticelli?

    R: I Liberali, non essendo all’interno di giochi di potere, insieme a Bologna Capitale sono una vera innovazione per questa tornata elettorale, e la voglia di cambiamento che si tocca con mano è il principale motore che ha spinto i fondatori di Bologna Capitale a entrare in campo. Il mio motto è stato sempre “Andare oltre!”, per cui il rinnovamento è nel mio DNA, non potevo che trovare in Bologna Capitale l’interlocutore ideale per la volontà di una nuova Bologna.

    Valentina Fonda