Categoria: Gastronomia

  • Parte il concorso “Con Condiriso la vita è più leggera”

    Milano, 6 giugno 2012 – Scegliere gusto e qualità e tentare anche la fortuna: è quello che sarà possibile fare dall’11 giugno al 31 luglio partecipando al concorso onlineCon Condiriso la vita è più leggera”, lanciato da Berni – storico marchio di conserve e condimenti alimentari – per l’estate 2012.

    In sole 3 semplici mosse sarà infatti possibile partecipare al concorso e avere l’opportunità di vincere dei fantastici premi, sia in modalità instant win che attraverso l’estrazione finale prevista entro il 30 settembre 2012.

    Basterà acquistare una qualsiasi confezione di Condiriso, conservare lo scontrino e collegarsi alla pagina dedicata all’iniziativa sul sito www.condiriso.it, digitando i dati richiesti.

    All’estrazione finale saranno messi in palio quattro robot aspirapolvere Roomba, mentre è prevista quotidianamente l’assegnazione immediata di 2 caraffe graduate König.

    Per maggiori informazioni e consultare il regolamento completo dell’iniziativa basta andare sul sito www.condiriso.it.

    Berni dimostra da sempre attenzione ai propri clienti, non solo attraverso prodotti di qualità. Basta consultare il sito www.berni.it per trovare ricette fresche e originali, consigli e suggerimenti su come organizzare party a tema e occasioni speciali e informazioni sui prodotti, sia dal punto di vista nutrizionale che organolettico.

    A proposito di Berni Alimentare Spa

    Acquisito da Copador alla fine del 2009, Berni è diventato uno dei marchi alimentari più apprezzati dagli italiani per la produzione di conserve vegetali sottolio e sottaceto, tra cui Condiriso, Condipasta e Carciofotto e proprietario dal 1973 del marchio Louit Frères. Da sempre attenta alla qualità del prodotto e dei processi aziendali, Berni rispetta i più rigorosi standard di produzione nazionali e internazionali.

    A proposito di Copador

    Copador (Consorzio Padano Ortofrutticolo) è il più importante sito di trasformazione del pomodoro in Europa, con una capacità di oltre 350.000 tonnellate di prodotto fresco lavorato all’anno. Il Consorzio nasce nel 1987 con l’acquisizione, da parte di un gruppo di agricoltori della zona di Parma e Piacenza, degli impianti della Ferrari & Figna, prestigiosa industria alimentare situata nel cuore della Food Valley italiana. Copador è oggi una organizzazione di 150 produttori radicati nel territorio limitrofo all’azienda e in province vicine.

    Per ulteriori informazioni:

    Ufficio Stampa: ChiBet Comunicazione – 02 9163 0872

    Chiara Betocchi/Valeria Riccobono

    [email protected]

  • Carciofi alla romana

    I Carciofi alla romana sono un tipico piatto della tradizione laziale, la capitale d’Italia da cui prendono il nome ha la terra dove cui nascono e crescono gli ingredienti genuini che permettono a questo piatto di diventare il re incontrastato dei contorni. Non tutti forse sanno che la vera origine dei Carciofi alla romana è ebraica, pur tuttavia il piatto è entrato a far parte a pieno titolo della cucina laziale già da tempo.

    Pochi ingredienti di ottima qualità rendono i Carciofi alla romana un piatto gustoso, invitante e di semplice realizzazione: anche a chi ha poca manualità ai fornelli potrà creare un contorno da far venire l’acquolina in bocca a tutti, anche ai non amanti delle verdure!

    Gli ingredienti per 4 persone sono:

    4 carciofi

    2 spicchi d’aglio

    4 cucchiaio di pangrattato

    Prezzemolo tritato

    Olio EVO

    Mezzo limone

    Sale e Pepe

    Preparazione:

    Prendete i Carciofi, lavateli, tagliate una parte del gambo lasciandone solo pochi centimetri e togliete le foglie più dure esterne al carciofo. Allargate le foglie rimaste con le mani, rimuovete i possibili legamenti presenti all’interno e mettete i vostri Carciofi in una pentola con acqua e limone lasciandoli in ammollo per circa 10-15 minuti. Nel frattempo procedete a preparare il ripieno unendo il pangrattato, l’aglio tritato, un cucchiaio di olio, due pizzichi di sale, uno di pepe e 3 cucchiai di prezzemolo tritato. Riempite l’interno dei vostri Carciofi con il composto, salateli e metteteli in un tegame antiaderente con i gambi rivolti verso l’alto. Versateci due cucchiai di olio sopra e aggiungete l’acqua fino alla testa del carciofo, coprite con un coperchio e lasciate cuocere su fuoco medio per 30 minuti. Togliete i Carciofi dal tegame delicatamente e preparate i piatti ai vostri ospiti versando sui Carciofi il fondo di cottura.

    Consiglio: i Carciofi alla romana sono un ottimo contorno, da abbinare a secondi piatti di carne nel rispetto della vera tradizione laziale, come l’abbacchio alla romana, con un buon vino rosso e corposo proveniente dalla medesima regione.

    E’ possibile anche cucinare i Carciofi alla romana nella pentola a pressione, quella qui proposta è la versione base della preparazione. Buon appetito!

    Difficoltà: Facile

  • Vini veneti: la regione punta sulla promozione

    Il vino, in Veneto, è una tradizione radicata ma anche un business rilevante. I vini veneti, dal prosecco al marzemino frizzante, sono tra i più apprezzati e diffusi: basti pensare che il Veneto è al primo posto nella produzione di vini di qualità, grazie alle sue 24 zone doc. Ogni provincia veneta ha molto da offrire in campo enologico, e le cantine e aziende vinicole della regione riservano sempre delle piacevoli sorprese a chi decide di visitarle, magari scegliendo di fare dei veri e propri tour mirati. Dalla zona della Valpolicella a quella di Valdobbiadene, solo per citare due delle aree vinicole più famose della regione, il Veneto conserva un bagaglio ricchissimo per quanto riguarda la produzione vinicola.

    Non c’è dunque da meravigliarsi se la giunta regionale veneta ha deciso di promuovere questo suo “tesoro” mettendo a bando per la campagna 2012-2013 oltre 3 milioni di euro (3 milioni e 311 mila euro, per la precisione). In particolare, si tratta dell’ultima parte dei finanziamenti comunitari per questi scopi, finanziamenti che possono essere usati in cofinanziamento al 50% con i privati. Il progetto, nato dalla collaborazione tra Marino Finozzi, assessore regionale al commercio estero, Franco Manzato, assessore regionale all’agricoltura, e i rappresentanti delle organizzazioni agricole, dell’industria agroalimentare, dei consorzi del vino e dei vertici di Veronafiere che si occupano di “Vinitaly in the World”, si pone come obiettivo principale quello di incrementare la presenza della regione veneta nei mercati esteri, un obiettivo da perseguire tramite un rafforzamento anche del rapporto tra il sistema pubblico (Regione e Camere di Commercio) e quello privato. In particolare, i mercati verso cui punta il progetto sono quelli emergenti, Canada, Russia e Cina in primis. Molto importante, per la realizzazione del progetto, è il supporto offerto dalla Fiera di Verona, che insieme alla regione e al sistema veneto del vino si impegnerà a dar vita a un percorso comune di promozione dei vini veneti.

    Un progetto teso a valorizzare il patrimonio enologico di una regione che, come detto, vanta molte zone di produzione di vini di alta qualità e prodotti famosi anche oltre i confini nazionali. La zona del Valpolicella, per esempio, è particolarmente fruttuosa e celebre, e include i comuni di Negrar, Marano, Fumane, S. Ambrogio e San Pietro in Cariano (nella parte settentrionale della provincia di Verona). Sempre nel veronese troviamo altre zone molto famose per la produzione vinicola: quella del Bardolino, del Soave (qui si produce il Soave Classico, per esempio) e di Gambellara. Nelle zone della Valpolicella, del Soave e di Gambellara, in particolare, viene prodotto il Recioto, un vino che ha da poco ottenuto la denominazione D.O.C.G. per la sottozona del Soave.

    Altra zona di produzione molto celebre, in Veneto, è il trevigiano. Il vino più famoso che viene in mente, parlando di quest’area, è probabilmente il prosecco, il cui vitigno è coltivato tra le zone di Valdobbiadene e Conegliano, ma la provincia di Treviso è conosciuta per la produzione anche di altri vini di qualità, quali il Lison Pramaggiore Sauvignon, il Montello e Colli Asolani Chardonnay e il Piave Pinot Grigio.

    Altra provincia, altra zona di produzione vini: nel vicentino troviamo la zona di Breganze, in cui viene coltivata la Vespaiola, da cui si ottiene il Torcolato. Sempre in queste zone si produce un ottimo Pinot Vero superiore e un eccellente Sauvignon (giusto per citare un paio di celebri vini vicentini).

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – trovare utenti

  • CASTELLO BANFI PROPONE UN NUOVO CHIANTI CLASSICO DOCG: IL FONTE ALLA SELVA

    (Montalcino, 25 maggio 2012) – Castello Banfi nasce nel 1978, su volontà della famiglia Mariani, che decide di sviluppare a Montalcino un polo di eccellenza per la produzione di vini di qualità, legando indissolubilmente Banfi a questo territorio e al suo sviluppo. Situata nel versante sud-ovest del comune di Montalcino, la tenuta occupa 2.830 ettari, di cui circa 800 sono coltivati a vigneto specializzato, a testimoniare un patrimonio ed un’esperienza unica nel suo genere.

    Punto di riferimento per la produzione del Brunello di Montalcino, Castello Banfi è da sempre anche produttore di una tra le più storiche e pregiate denominazioni toscane, quella del Chianti Classico DOCG. Ed oggi, con la gestione di circa quaranta ettari di vigneto specializzato nel cuore di questo meraviglioso territorio, a Castellina in Chianti, propone un nuovo Chianti Classico DOCG: il Fonte alla Selva.

    Banfi, fedele ai suoi valori qualitativi, così come alla sua straordinaria attenzione verso il territorio in cui opera, durante l’ultimo Vinitaly ha presentato la prima vendemmia del Fonte alla Selva 2010. Grazie ad una struttura ampia e ben equilibrata e ad un’ottima persistenza, la nuova etichetta rispecchia in pieno l’eleganza e la personalità che contraddistinguono la famiglia dei Chianti Banfi.

    Il Fonte alla Selva è disponibile solo per il canale tradizionale, e la famiglia si completerà, il prossimo anno, con l’uscita della Riserva.

  • BIRRASPECIALE.IT PRESENTA BIRRE BELGHE ABBAZIA

    La denominazione “birre d’abbazia” (BIERES d’Abbaye o Abbazia) era in origine abusato ed usato per qualsiasi birra in stile monastica. Dopo l’introduzione di una denominazione ufficiale da parte della Associazione Internazionale di birra trappista trappista nel 1997, venne a definire prodotti simili nello stile o nella presentazione di birre monastiche. In altre parole, una birra Abbazia possono essere:

    – Prodotto da un non-monastero trappista ad esempio benedettino,
    – prodotta da una birreria commerciale in accordo e con un monastero esistente;
    – marchiati con il nome di una abbazia defunto da un birrificio commerciale

    Nel 1999, una birra belga (Riconosciuto birre d’abbazia belga) il logo è stato introdotto dall’Unione dei Birrai belgi ad indicare delle birre belge prodotte su licenza di una abbazia esistente o abbandonata, al contrario di altri abbazia-branded, quali birre sono commercializzati con altre connessioni religiose, come un santo locale. I requisiti per la registrazione con il logo includono che il monastero abbia il controllo su alcuni aspetti della gestione commerciale, e una percentuale dei profitti di vendita birra devono andare all’ Abbazia o dei suoi enti di beneficenza designati.

    Certified belga Abbey Trademark Beer

    A partire dal 2011, diciotto certificata birre d’abbazia sono i seguenti:
    Abbaye de Cambron viene prodotta a Silly (Silly e) da Silly e Brasserie de.
    Abbaye de Bonne Esperance è prodotta dalla fabbrica di birra in Quenast Lefebvre.
    Abbazia di Dendermonde viene prodotta in Merchtem dalla Brouwerij De Block.
    Abbaye de Saint-Martin, storicamente fa riferimento al 1096, nei pressi di Tournai è prodotta dalla Brasserie Brunehaut .
    Affligem , prodotto per Abbazia di Affligem da una birreria Heineken di proprietà.
    Brasserie de l’Abbaye du Val-Dieu si trova sulla base di un’antica abbazia.
    Bornem viene prodotta in Ontario da Brouwerij Van Steenberge.
    Ename viene prodotta in Ontario da Brouwerij Roman.
    Floreffe viene prodotta per finanziare una scuola Ospitato in un antico monastero.
    Grimbergen , fatta dal grande Alken Maes birreria per un Extant premostratense abbazia.
    Keizersberg viene prodotta in Ontario da Brouwerij Van Steenberge.
    Leffe , Abbazia o Stella Artois , a sua volta parte della multinazionale Inbev società, viene prodotta su licenza da una fabbrica di birra esistenti. Si è pensato per essere la prima disposizione simile. Leffe hanno una distribuzione globale.
    Maredsous , Abbazia di Duvel Moortgat, il secondo più grande produttore di birra del Belgio, concesso in licenza da Abbazia di Maredsous .
    Postel è prodotta dalla Brouwerij De Smedt in Opwijk.
    Ramie è prodotta dalla Brasserie Du Bocq in Purnode.
    St. Feuillien è una piccola fabbrica di birra indipendente.
    Steenbrugge viene prodotta a Bruges da Boom Brouwerij De Gouden.
    Tongerlo è prodotta dalla fabbrica di birra in Boortmeerbeek Haacht.

    Altri non certificati birre Abbey includono: –
    Abbaye des Rocs è composto da una agricoltori ‘cooperativa e il nome di un locale abbazia in rovina.
    Birra Castello, birre stile monastico fermentato in un castello.
    Il St. Bernardus birreria, sulla base di Watou originariamente prodotta sotto contratto per l’abbazia di San Sisto a Westvleteren , ma ora ha continuato su base indipendente, in parallelo con la produzione presso il monastero stesso. La gamma viene considerato una corrispondenza stretta nella ricetta e lo stile a San Sisto , che possono essere difficili da ottenere al di fuori dell’area.
    Tripel Karmelliet , è prodotto da Bosteels , una piccola birreria indipendente, la stessa della Pauwel Kwak .

    www.birraspeciale.it

  • Intervista alla preside dell’Alberghiero di Rieti

    Sta riscuotendo grande interesse il Master in FOOD STORE MANAGEMENT, organizzato dall’Istituto Costaggini di Rieti in collaborazione con BRD Consulting, società di consulenza specializzata in sviluppo retail & franchising.

    Per saperne di più, abbiamo intervistato la Preside dell’Alberghiero, la Dott.ssa Alessandra Onofri, la quale ha dichiarato – “Il Master in FOOD STORE MANAGEMENT integra in sé i concetti di innovazione e qualità della formazione. Si presenta come “una punta di diamante” per tutti quelli che aspirano ad elevare le proprie competenze nell’ambito ristorativo-alberghiero, permettendo di sviluppare conoscenze e abilità direttamente applicabili al contesto lavorativo. Prevede oltretutto la possibilità di svolgere uno stage presso aziende qualificate presenti sia sul territorio nazionale che estero ma, soprattutto, l’opportunità, per i più meritevoli, di poter usufruire di borse di studio. Oltretutto, le aziende sponsor si sono impegnate pure a valutare l’eventuale assunzione o ad offrire condizioni di favore agli alunni più validi e desiderosi di mettersi in proprio, diventando franchisee italiani o internazionali”.

    Continua la Onofri – “Lo svolgimento delle lezioni si terrà presso il nostro Istituto, dove ai nostri docenti verranno affiancati manager ed esperti di fama mondiale del settore, leader indiscussi che faranno toccare con mano la praticità ai ragazzi. Molti nostri ex alunni, ricoprono oggi ruoli rilevanti nell’ambito lavorativo che ci appartiene; con questo master vogliamo aumentare il loro numero e rendere più facile la via al successo”.

    Per maggiori informazioni e per sapere come poter partecipare al master scrivete a [email protected]

    www.brdconsulting.it

  • Gelati Sammontana senza glutine, il gusto all’italiana buono e sicuro per tutti

    Sammontana fa gelati con passione dal 1948: una storia fatta di qualità, tradizione, attenzione alle esigenze di tutti i consumatori. Grazie alla costante ricerca di eccellenza e alla cura artigianale nella produzione del gelato, Sammontana ha preparato squisite bontà da gustare in piena sicurezza, i gelati senza glutine: ben 13 prodotti idonei a chi manifesta l’intolleranza al glutine, certificati e inseriti nel Prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia.

    Il numero di persone affette da intolleranze alimentari è in continuo aumento, fra queste anche la percentuale di popolazione che soffre di celiachia, ovvero un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale.

    Per andare incontro alle richieste di questo sempre maggior numero di consumatori, Sammontana propone 13 gelati e ghiaccioli senza glutine (contenuto di glutine inferiore ai 20 ppm, secondo quanto indicato dall’Associazione e dal Ministero della Salute. Fonte: Associazione Italiana Celiachia).

    Tra questi i classici Barattolino panna, crema e limone-fragola, SteccoBlocco – la GelatoMerenda per i più piccoli, Stecco Ducale, Blanco Panna, i ghiaccioli ai gusti arancia, cola, limone e menta e tanti altri. I gelati Sammontana senza glutine, idonei al consumo da parte dei celiaci, espongono sulla confezione il Marchio Spiga Barrata e sono inseriti nel Prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, che ne verifica e certifica il processo produttivo. E’ facile identificarli anche sul cartello gelati Sammontana estate 2012, già esposto in molti bar, attraverso il Marchio Spiga Barrata riportato accanto all’immagine dei gelati selezionati.

    Gelati con Marchio Spiga Barrata disponibili nei Bar:

    • SteccoBlocco – la GelatoMerenda: tavoletta di cioccolato al latte ripiena di morbido gelato con latte fresco pastorizzato scremato e di goloso gelato al cacao
    • Stecco Ducale: Gelato alla panna con copertura di gelato fondente
    • Sorbello: gelato alla panna ricoperto al cacao magro
    • Blanco Panna: lo stecco gelato tutta panna
    • Fragolino: ghiacciolo alla fragola con ripieno al limone
    • Long John Cola: ghiacciolo al gusto cola in confezione push up
    • Ghiaccioli: ai gusti arancia, cola, limone e menta

    Gelati con Marchio Spiga Barrata disponibili al supermercato:

    • Sorbello: gelato alla panna ricoperto al cacao magro (confezione da 6)
    • Ghiaccioli: ai tre gusti assortiti Arancia, Limone e Menta (confezione da 6)
    • SteccoBlocco – la GelatoMerenda: tavoletta di cioccolato al latte ripiena di morbido gelato con latte fresco pastorizzato scremato e di goloso gelato al cacao (confezione da 6)
    • Barattolino Panna: morbido e cremoso gelato alla panna (confezione da 500g)
    • Barattolino Crema: gelato alla crema (confezione da 500g)
    • Barattolino Limone–Fragola: gelato al limone e fragola arricchito con fragoline semicandite (confezione da 500g)
  • Il Barattolino Sammontana diventa mini, con la maxi bontà di sempre

    In casa Sammontana le sorprese non finiscono mai per regalarci un’estate speciale all’insegna dell’allegria e della golosità! Il Barattolino si fa in due: oltre al classico formato da 500 grammi, arriva nei bar e nei supermercati in una mini versione da 210 grammi.

    Il Mini Barattolino è ideale da condividere con gli amici, da portare a casa o da regalare, ma perché no, anche per chi ha bisogno di concedersi un super momento di piacere da solo dopo una giornata intensa a lavoro o a scuola. Le ricette dei Mini Barattolini sono frutto della tradizione Sammontana, fatte con ingredienti ricchi e gustosi, portano dentro di se il DNA di un’azienda italiana che fa gelato sin dal 1948.

    Tre gusti speciali per ogni tipo di consumatore, per gli amanti dei gusti classici l’intramontabile noce, per i supergolosi il gusto stracciatella, gelato alla panna variegato e decorato con scagliette di cioccolato, per chi ricerca il massimo del piacere, il gusto crema variegato al caramello, decorato con granella di croccante mandorla.

    Per tutti i fan del Barattolino, Sammontana lancia anche il nuovo concorso “Che gioia Vincere”. Acquistando Barattolino Sammontana e Sorbettiera, dal 2 aprile al 30 settembre si avrà la possibilità di aggiudicarsi fantastici premi come il Collier o la Parure Tulipano Unoaerre e l’estrazione finale di una Crociera MSC nel Mediterraneo per quattro persone. Basta giocare i codici che si trovano sotto al tappo del gelato, partecipare ai contest Sammontana e rispondere alle domande di “Che Gioia…il Quiz!”. Il montepremi del concorso è di € 34.937,93 + IVA, con estrazione finale entro il 31/10/12.

    Il Barattolino, icona di bontà e compagno perfetto per l’estate, continua così la sua evoluzione. Dalla prima volta che è entrato nella casa degli italiani, attorno alla metà degli anni Cinquanta, ad ora si è sempre rinnovato senza mai rinunciare alla genuinità e tradizione del vero gelato all’italiana.

  • Birra e cibo: abbinamenti possibili

    Birra fa rima solo con “pizza”? Non esattamente. Piatti dolci o salati, carne o pesce, antipasti e piatti unici: la birra, ma specialmente la birra artigianale, offre piacevoli e sorprendenti abbinamenti. Cercando in Rete “ricette birra” o “abbinamenti birra” le proposte di mastri birrai e professionisti delle birre artigianali non mancano. Le birre artigianali, varie e variegate negli ingredienti, nei profumi e negli aromi, regalano imperdibili occasioni di incontro fra sapori e gusti di ogni genere armoniosamente compatibili, tali che la comune birra industriale non potrebbe mai soddisfare.

    A seconda del tipo di birra artigianale, degli ingredienti e delle tecniche impiegate per produrla può il risultato della bevanda è un qualcosa di unico che consente abbinamenti birra-cibo imperdibili, anche con piatti semplici e fatti in casa. Per esempio, il micro birrificio 32 via dei birrai di Pederobba (TV) propone diverse ricette ispirate alla tradizione culinaria locale rivisitate nella chiave della birra artigianale che producono. O meglio, delle diverse birre artigianali frutto della creatività e della ricerca del birrificio. I maltagliati al ragù di spinaci, ad esempio, vengono proposti in abbinamento alla birra “Opale”, una birra chiara particolarmente luppolata, ad alta fermentazione e rifermentata in bottiglia, dalle note di caramello e toffee, con note fruttate di ananas.

    Una birra corposa, perfetta per un primo ricco di sapori decisi. Lo stesso piatto può però essere accompagnato con la birra prodotta del birrificio 32 via dei birrai chiamata “Audace”: una birra bionda, forte, al doppio malto, sempre ad alta fermentazione e rifermentata in bottiglia. Note agrumate addolcite da toni di camomilla, tarassaco e fiori gialli, mandorle e pesche sciroppate l’addolciscono e profumano il sapore. Insomma, un mondo di gusti e di colori capaci di sorprendere anche i palati più esigenti.

  • La trota: una ricetta interessante

    Uno dei pesci che troviamo più facilmente sulle nostre tavole è la trota, buona, facile da cucinare e reperibile facilmente.

    Oggi voglio consigliarvi una ricetta gustosa a base di questo pesce che popola i nostri fiumi.

    La trota farcita:

    gli ingredienti per questo piatto per quattro persone veloce e genuino sono:

    quattro trote, mezzo limone, mezzo bicchiere di panna, spezie, sale, pepe, salsa di rafano, prezzemolo e noci tritate.

    Prendete le trote, lavatele e pulitele.

    Una volta fatto bisogna preparare il ripieno di noci, quindi tritate le noci e amalgamatele con il succo del limone, la panna e la salsa di rafano.

    Con metà del composto riempite le trote e fatele grigliare per 5 minuti sul grill, una volta un poco abbrustolite spalmate l’altra metà del composto sulla superficie esterna e fate grigliare ancora fino a che non si formi una crosta abbastanza abbrustolita.

    Il piatto ovviamente è un secondo e va servito con del vino bianco possibilmente fermo per accentuarne il gusto.