Categoria: Gastronomia

  • Convocato il XIV Convivio dell’Accademia Eno-gastronomica HIC!


    L’Accademia eno-gastronomica HIC! ha convocato il Convivium per sabato 29 presso la residenza di Sant’Anna in Canicattì. Si tratta di un Convivium tematico: “Piemonte: la nobiltà del gusto”. Come di consueto verrà eseguito un percorso del gusto con abbinamenti vino – cibo che toccheranno i principali prodotti gastronomici del Piemonte. Nella seduta il presidente in carica, prof. Michele Passalaqua, passerà il prestigioso incarico ad un’altra personalità sulla quale c’è il consueto riserbo. La manifestazione prevede anche la consegna di attestati di merito e speciali che verranno decisi e votati nella seduta e in seguito divulgati. L’Accademia Eno-gastronomica HIC! studia, analizza e promuove l’enologia e la gastronomia con particolare riguardo a quella del nostro territorio. Nuove iniziative verranno intraprese entro la fine del presente anno per celebrare la produzione enologica della terra di Sicilia.

  • Luigi Sforzellini e la giornalista Ida Guglielmotti stanno ritornando…..in onda con “Questioni di Gusto” sul circuito inBlu.


    Luigi Sforzellini executive chef di cucina internazionale famoso e rinomato in Italia e nel mondo, sta tornando da settembre in onda accompagnato dalla stupenda voce radiofonica della giornalista Ida Guglielmotti sul circuito radio inBlu. Con “Questioni di Gusto” programma cult del mezzodì per tutto l’anno, dalle ore 12.06 in poi: ogni giorno una ricetta, tanti ospiti e tante notizie e curiosità attinenti il mondo della enogastronomia. Raccontate e argomentate dalla elegante simpatia dei due conduttori. Quindi proposte di piatti raffinati ma non esclusivi, alla portata di tutti i fornelli e di tutti i palati. Quelli fini, ovviamente. www.radioinblu.it

  • Luigi e Luca Sforzellini, rinnomati e famosi Executive Chef di cucina internazionali guest star all’evento “Sagra dei Santi Anzoi 2009”


    Sabato 5 settembre si svolgerà un interessante incontro con due personaggi di Mattarello divenuti cittadini del mondo: Luigi Sforzellini e Luca Sforzellini, famosi e riconosciuti Executive Chef di cucina internazionali.
    Un incontro culturale atto al fare conoscere e valorizzare i talenti di Mattarello, che abitualmente e quotidianamente contribuiscono a divulgare nel mondo, nei loro contatti personali e nelle loro performance professionali, le origini e le tradizioni di appartenenza. In tale conviviale frangente saranno presentate le opere editoriali, dei fratelli Sforzellini, ossia pubblicazioni come “La Cucina per Single…..e Coppie”; “Cucinare In Famiglia”; “Ricettario Salutare”; “FoodArt12Sforzellini”; “Armonie di Gusto Cibo&Vino”; “Le Cremessenze Sensoriali di Cioccolato”; importanti lavori di ricette e food design che saranno presentati dal professore Marco Bridi, che ne darà una chiave di lettura ancorata alla progettualità e al loro contenuto di arte diversificata. Tra cui quella fotografica, creata e modulata nei suoi vari aspetti e formule di immagine dall’ amico Giuliano Tamanini, famoso fotografo professionista. Questa alternanza tra arte e cucina, è un plus che i fratelli Sforzellini tendono a coniugare frequentemente nei loro lavori editoriali per renderli unici e tendenzialmente attuali e modaioli. Nella serata sarà presente Massimo Boschi, amico dei fratelli Sforzellini e gestore di una importante entità commerciale a Mattarello, attento professionista, ottimo pasticcere e gelatiere. Massimo Boschi, da tempo crea e condivide con i fratelli Sforzellini eventi e progetti gastronomici di successo, posti in una attuale e dinamica proposta gastronomica internazionale. Alla fine della serata saranno messi alla prova i palati dei presenti con una selezione di preparazioni firmate “Sforzellini Brothers”, accompagnate da una proposta di vini delle cantine Monfort di Lorenzo Simoni. La simpatica denominazione “Sforzellini Brothers”, con cui vengono abitualmente definiti i fratelli Luigi e Luca Sforzellini, è stata coniata dalla loro grande amica Carla Latini, produttrice di pregiata pasta di grano duro italiana, a marchio “Latini”, prodotto di eccelsa qualità. I due fratelli Sforzellini, qualche anno fa…., sono partiti da Mattarello alla scoperta del mondo della ristorazione internazionale accomunati da una forte passione per il loro lavoro, la cucina. Una carriera, quelli dei fratelli Sforzellini che li vede da anni protagonisti sulla scena e il panorama dell’alta ristorazione mondiale, con partecipazioni in eventi di importanza e di prestigio internazionale. Hanno lavorato e collaborato nelle più importanti e prestigiose strutture alberghiere e location di ristorazione del mondo. Durante il loro percorso professionale hanno incontrato e conosciuto e cucinato per Re e Regine, per personaggi della politica e dello spettacolo, della televisione, dello sport e del giornalismo, oltre che per i più importanti diplomatici del mondo. Partecipando a molteplici trasmissioni televisive sui canali nazionali e internazionali. Hanno ottenuto nel loro percorso professionale prestigiosi riconoscimenti e importanti premi nazionali e internazionali. Sono presenti attivamente con il loro supporto tecnico e professionale in eventi di beneficenza e in eventi di solidarietà per calamità e disastri naturali. La loro intraprendenza manageriale ed esperienza acquisita sul campo professionale, ha fatto loro costituire dieci anni fà, la Sforzellini Consulting, www.sforzelliniconsulting.it la loro azienda di consulenza; una primaria società internazionale di consulenza tecnica per la linea globale della ristorazione e del food design book, riconosciuta a livello internazionale.*Luigi Sforzellini – Direttore Artistico Culinario della Sforzellini Consulting. Considerato nel panorama gastronomico internazionale tra i migliori Executive Controller Food Chef professionisti del mondo. Ha collaborato nelle più prestigiose location di ristorazione del mondo. E’ stato incluso dalla critica specializzata internazionale tra i migliori 3 Executive Chef di cucina professionisti nel mondo. Per il 2009 è stato eletto dalla stampa eno-gastronomica internazionale a migliore Executive Consulting Chef del mondo per la linea della ristorazione e per il Design Food Book. Premiato ed eletto nel 2009 a Monte Carlo come migliore Executive chef di Cucina del mondo e migliore Star chef di firma prodotto per il canale internazionale. Richiesto dalle famiglie blasonate europee per firmare eventi culinari prestigiosi ed esclusivi. Cura collane editoriali di innovazione gastronomica nella formula del food design di immagine. Docente Tecnico Gastronomico Salutare per importanti Istituti Internazionali e Aziende alimentari. Maestro di Cucina dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani. Docente di Tecnica del Management della Ristorazione. Taster alimentare. Testimonial di firma prodotto. Conduttore di programmi televisivi e radiofonici satellitari italiani e internazionali. Guest Star di eventi. *Luca Sforzellini – Amministratore Delegato e Responsabile Tecnico Culinario della Sforzellini Consulting.?Considerato dalla stampa enogastronomica uno tra i migliori Executive Consulting Chef professionisti italiani ed internazionali.?Artista creativo nel Food Designer di tendenza attuale, è uno dei massimi esponenti della nuova tendenza gastronomica di ricerca italiana.?Per il 2009 è stato eletto dalla stampa eno-gastronomica internazionale a migliore Executive Consulting Chef del mondo per la linea della ristorazione e per il Design Food Book. Collabora da anni con prestigiosi Istituti Alberghieri, Catene Alberghiere Internazionali, Ambasciate in Europa e in Giappone.?Cura eventi culinari in prestigiose location nel mondo.?Molti i riconoscimenti alla sua professionalità, tra cui la particolare Onorificenza di Merito ricevuta dalla prestigiosa scuola Hattori di Tokyo.?Docente di Tecnica del Management Tecnico della Ristorazione.?Progettista creatore e ideatore di nuove tecnologie di cottura e tecnico di sinergie operative nella ricerca di perfezionamento sulle attrezzature professionali per importanti marchi italiani.

  • Intervista a Natale Giunta chef alla prova del cuoco


    SALEMI: SGARBI E LO CHEF GIUNTA ALLA SAGRA DELLA BUSIATA
    Due pezzi da novanta, Vittorio Sgarbi e lo chef Natale Giunta, insieme in un cocktail esplosivo di simpatia e verve alla sagra della Busiata, in quel di Salemi hanno salutato la canicola estiva ferragostana e intrattenuto gli avventori . Il merito è ancora un volta di Salvo Nugnes , agente storico di Sgarbi, Ricciarelli, Patrick e Moreno Morello di Striscia, Alba Parietti e altri volti noti del jet-set nazionale oltre che talent scout dell’Agenzia Promoter. Abbiamo avvicinato per voi il mitico chef Natale Giunta, braccio destro di Antonella Clerici e da anni alla corte de “La prova del cuoco”. E’ lui il nuovo fenomeno della cucina italiana, è lui il mago palermitano della cucina che fa tendenza, sì proprio lui che a soli trent’anni vanta un background internazionale di tutto rispetto e che può considerarsi un ambasciatore della gastronomia made in Italy nel mondo. Lei si sente un messaggero del gusto italiano?”La cucina da me preferita è quella siciliana, quindi ritengo di essere un messaggero del gusto poiché cerco di far conoscere ed assaggiare le specialità della mia terra”.Il suo primo ristorante si chiamava “Novelle Cuisine”, era per Lei anche un filosofia di vita, una dichiarazione d’intenti? ” La nouvelle cuisine non mi fa impazzire è più un termine che utilizzo per indicare la cucina siciliana rivisitata in chiave moderna. Piatti siciliani intramontabili visti da uno chef giovane che modifica con gusto,con un occhio alla tradizione ed un occhio alla novità. Oggi il mio ristorante si chiama “Natale Giunta” proprio per sottolineare non la Nouvelle Cuisine ma lo Chef da cui prende il nome”. Cucinare è regalare sensazioni o piuttosto un’arte o entrambe addirittura?” Più che di arte parlerei di emozione, è il mio concetto primario. Creare sapori unici capaci di regalare sensazioni attraverso il connubio tra odori e sapori. Direi che la cucine è un’arte e come tale deve regalare emozione”. Lei ha fondato anche il Mood, è una nuova interpretazione dell’American bar? “ Il Mood è un American Bar dove si inizia con la prima colazione, si prosegue la giornata con gli aperitivi, il brunch, i dolci e la frutta il pomeriggio e si conclude la serata con il classico happy hours. L’idea del locale è quella di essere aperto quasi 24 ore al giorno per dare la possibilità ai clienti di gustare o bere sia in intimità che in compagnia”. Come hai conoscuto Salvo Nugnes e quindi Sgarbi? ”Ho conosciuto il collaboratore di Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes, quando ho cucinato per le Cantine Brunello, manifestazione in cui era presente Katia Ricciarelli, e colpito dalle mie idee e dal mio modo di cucinare ha pensato di propormi a lui in occasione dell’imminente Sagra della Busiata”. Parlaci della tua esperienza in v a fianco della Clerici.”L’esperienza fatta alla prova del Cuoco è stata fondamentale per la mia crescita professionale. Antonella è carismatica,intelligente e fuori dalla tv è una persona eccezionale, devo a lei l’aver imparato a stare davanti alle telecamere, ad essere un soggetto televisivo, a parlare spontaneamente con il pubblico. Ritengo di non essere cambiato negli anni, ma di essere cresciuto professionalmente. Adesso il programma è condotto da Elisa Isoardi, persona giovane, in gamba ed intraprendente, anche con lei ho istaurato un bel rapporto professionale”. Perché Antonella ti chiama lo chef con la coppola?”Mi è stato dato il nome di Chef con la “coppola” per la mia provenienza siciliana, sia per le mie radici che per il mio carattere, allegro, scherzoso e solare”. Cosa significa esssere delegao dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani? ” Essere delegato dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani significa far crescere professionalmente i giovani cuochi nel proprio territorio”. Qual è il tuo sogno? Lancerai una linea di prodotti che porta il tuo nome? ” Esiste già una linea di prodotti che porta il mio nome, è possibile acquistarli on line attraverso il mio sito www.natalegiunta.it. Il mio sogno è quello di continuare a fare successo e soprattutto far sì che le mie idee facciano emozionare gli altri. Il mio motto è non pensare al passato, vivere il presente al meglio e non programmare il futuro”.
    Marilena Buganza

  • Deliziate la vostra famiglia con il pane artigianale


    Il pane e la pizza sono due alimenti portanti della tradizione culinaria italiana. Ecco alcuni consigli e ricette per preparali al meglio anche in casa.

    Per la cottura si può utilizzare la placca del forno rivestita con un pezzo di carta da forno; anche se non si usano i classici forni per pizza, molto spesso usati anche per le innumerevoli mostre del pane che si organizzano in tutto lo stivale, per le pizze si possono anche usare le teglie, che devono essere basse e di materiale pesante, vanno bene quelle di ferro o di rame.
    Per evitare che pizze e calzoni risultino con il fondo umido e non sufficientemente cotto basta mettere, fra la placca e il fondo della preparazione, della carta d’alluminio: questo materiale potenzia l’effetto del calore e permette a pizze e calzoni di essere cotti in modo uniforme.

    Per preparare un ottimo pane, non sempre servono tutte le attrezzature panificio. Per esempio per provare la cottura del pane basta infilare nel centro uno spiedino di legno: se la pasta e’ cotta al punto giusto, deve uscire asciutto.
    Per verificare la cottura dei calzoni, infilare uno spiedino di legno nel centro; tenere presente che non uscirà mai perfettamente asciutto perché i componenti del ripieno (ricotta, pomodoro, mozzarella) mantengono, anche a cottura completa, una certa percentuale di umidità.Non prolungare la cottura oltre il dovuto, altrimenti la crosta del pane diventa troppo dura.

    La temperatura dell’ambiente in cui e’ lavorato l’impasto può influire sulla lievitazione: se la cucina e’ fredda esso non gonfia abbastanza. Un trucco per ovviare a ciò e’ quello di scaldare il forno a 200°, spegnerlo e dopo aver aspettato 15-20 minuti affinché si sia intiepidito, introdurvi la ciotola con l’impasto tenendo quindi il forno chiuso.

    Una ricetta davvero facile fa preparare e di sicuro molto buona è quella per preparare il pane in cassetta. Dovete sbriciolare in una ciotola il lievito e scioglierlo con un po’ di latte tiepido, poi aggiungete 50 g. di farina, il malto (o il miele) e lo zucchero.
    Aggiungete ora la farina rimasta, il sale, il burro a pezzetti precedentemente ammorbidito a temperatura ambiente ed il resto del latte; il tutto si deve amalgamare bene e trasferite quindi l’impasto sul piano da lavoro, lavorandolo per circa 10 minuti fino a quando sarà diventato sodo, elastico e non più appiccicoso. Formate ora una palla e, dopo averla unta d’olio, adagiatela nuovamente nella ciotola e copritela con un telo inumidito. Ora dovrà lievitare in un luogo caldo e privo di correnti d’aria per circa due ore, che la farà raddoppiare di volume.

    Trascorso questo tempo, lavorate nuovamente l’impasto per qualche minuto, dategli una forma cilindrica e trasferitelo nello stampo precedentemente imburrato. Spennellate la superficie con il tuorlo d’uovo e fate lievitare nuovamente per un’altra ora.
    Infornate quindi a 180° per circa 35 minuti, quindi sformatelo e proseguite la cottura per ancora dieci minuti, poi servite freddo. Per chi poi è particolarmente attento alla salute, occorre ricordare che da qualche settimana il consorzio aziende pane industriale Assipan-Confcommercio e Assopanificatori Fiesa Confesercenti, rappresentanti della panificazione artigianale, e con l’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari Industriale (AIIPA) rappresentante della panificazione industriale hanno siglato con il Viceministro alla Salute Ferruccio Fazio specifici protocolli di intesa per la riduzione del contenuto del sale nel pane, contro l’ipertensione.

    A cura di Martina Meneghetti
    Prima Posizione Srl – Promozione Turismo

  • Cucina Veneta Tradizionale: viaggio tra gusti indimenticati e sapori genuini


    Il Veneto è una delle regioni italiane che meglio riesce a coniugare a tavola le antiche ricette con la sperimentazione di nuovi sapori. La cucina veneta è inoltre una delle più ricche della penisola, unendo sia gli alimenti più “poveri” come i legumi, le verdure, il riso e la pasta, sia alimenti più diffusi come la carne, i salumi ed il pesce, il quale resta l’alimento più consumato.

    Moltissimi sono i pesci tipici di questa cucina, sia di mare che d’acqua dolce, basti pensare ai fiumi come l’Adige e il Po, al lago di Garda e lo stesso mare Adriatico. Infatti, il sapore e il gusto della cucina veneziana nascono nelle isole, in tempo remoto; si sposano e confondono, più tardi, con gli ingredienti e gli aromi dei prodotti della terraferma, con una immaginazione culinaria sostenuta da esperienze alimentari colte nei viaggi mercantili nel vicino oriente. Il broeto antico e le zuppe di molluschi ne sono una testimonianza, come la ricchezza e la varietà dei piatti di pesce, all’arrosto, sulla graticola, in fritti saporosi, in umido (umido di seppie) fino all’esaltante saòr. Ma la caratteristica originale resta fedele alla lontana origine, quando pesca, caccia e orticoltura offrivano prodotti e ingredienti alla cucina veneziana.

    Moltissimi sono anche i piatti tipici del mangiare veneto e le occasioni di degustazione padova. Il repertorio è molto vario e sapiente, anche nei piatti che apparentemente sembrano i più semplici. In tutte le sette province si possono trovare piatti fatti coi due elementi fondamentali la presenza della farina di mais e l’uso frequente nelle ricette di ingredienti la cui origine e’ chiaramente orientale, come spezie, uvetta e altro.

    La tavola padovana ha umili origini contadine, con largo impiego di animali da cortile e di prodotti dell’orto preparati senza spezie o ingredienti esotici. Vale la pena segnalare oltre al classico “risi e bisi” veneziano, che nel ristorante spettacolo si possono gustare specialità come l’ “oca in onto”, il risotto con i “rovinassi” ( rigaglie di pollo) e il cappone in brodo o arrosto. Tra i dolci la “smegiazza”, una torta fatta con polenta sminuzzata, pane biscotto, latte, melassa, uova e pinoli.

    La cucina trevigiana è famosa poi soprattutto per il delicato e ricercatissimo radicchio che accompagna tutte le pietanze di carne e di pesce, i risotti e anche i fritti. Altra specialità è il risotto al tajo, insaporito con gamberi e anguilla. Treviso è inoltre famosa per una particolare luganega (salsiccia) che viene insaccata e legata in modo da essere divisa in quattro spicchi.

    Nella cucina veneta, risotti, minestre di verdura o di fagioli, fumanti polente, gnocchi e gustosi “bigoli” onorano il settore dei primi piatti mentre, tra i secondi il pesce si impone con carpe, trote, sardelle, capesante, grancevole, anguille, seppie e zuppe. Le carni sono preparate in modo molto semplice e i relativi piatti comprendono molti animali selvatici e da cortile, nonché intingoli tradizionali come la storica pastizada de caval veronese. Tradizionale è la lavorazione della carne suina, si pensi ai gustosissimi salami di casa, speziati e lasciati a lungo a stagionare nelle cantine umide. Troviamo anche numerose specie di funghi, circa quattrocento, e alcune sono commercializzate, come le sbrise.

    Una cucina ricca e saporita adatta anche ai palati più esigenti, che con questa vasta scelta non tarderanno a trovare sul menù del ristorante almeno un piatto che possa soddisfarli. E se ci si alzerà da tavola un po’ appesantiti niente paura con un po’ di esercizio in palestra a Padova l’eccesso di calorie verrà smaltito in poche ore!

    A cura di Martina Meneghetti
    Prima Posizione Srl – Protezione Brand

  • Quando i sapori sposano la tradizione: Pomodoro San Marzano e Mozzarella di Bufala


    D- Signor Manfuso, Lei è appena tornato dalla fiera TuttoFood di Milano che ha avuto luogo lo scorso mese: a questo evento di livello internazionale Lei ha voluto essere presente con uno stand quasi interamente dedicato al Pomodoro San Marzano; nella stessa direzione è andata anche l’anno scorso al Salone del Gusto di Torino, decidendo di dedicare tutti i suoi sforzi alla promozione di quest’unico prodotto… non trova sia stata un po’ azzardata la Sua strategia… e soprattutto quali sono state le motivazioni alla base delle Sue scelte?

    R- Le spiego in breve: il prodotto che ho promosso durante le due fiere non era un pomodoro San Marzano qualunque, ma il Pomodoro San Marzano DOP
    dell’Agro-Sarnese-Nocerino, che io definisco il Re dei Pomodori.

    D- Perchè?

    R- Perchè è unico nel suo genere: con la sua forma allungata e bilobata, e il colore rosso intenso, è l’unico pomodoro che non si frantuma durante il ciclo di lavorazione, ma anzi rimane intatto. E poi è il luogo dove è coltivato che fa la differenza: le calde terre del Vesuvio, e il clima mite della Campania che risente dell’influsso del mare…
    Esso nasce dall’incrocio di tre varietà di pomodori: la Fiascona, la Fiaschella e la Re Umberto. Per questo l’idea di promuoverlo a tutti i costi: perchè è, passatemi l’espressione, un prodotto in via d’estinzione non solo per il territorio, unico nel suo genere, ma anche per lo speciale processo di trasformazione cui è sottoposto. Questo viene trasformato mediante una lavorazione a mano, dalla pelatura sino alla colmatura del prodotto e del succo nei vasi di vetro. Per la sterilizzazione viene invece ancora eseguito il processo a “bagnomaria”.

    D- Ovviamente si tratta di una filiera rigorosamente certificata e controllata dall’inizio alla fine…

    Certamente: il processo di trasformazione avviene sotto il controllo dell’Is.Me.Cert., l’istituto di certificazione designato dal Ministero delle Politiche Agricole.
    Per riconoscere un Pomodoro San Marzano DOP dell’Agro-Sarnese-Nocerino è necessario che sull’etichetta siano apposti tre marchi:
    -DOP, riconoscimento avuto dall’Unione Europea;
    -Is.Me.Cert, Istituto Mediterraneo di Certificazione;
    -Marchio del Consorzio del San Marzano, nato nel 1999 e che ha visto anche la nostra adesione.

    D- Cambiamo discorso adesso, parliamo invece di un altro prodotto che l’intero mondo vi invidia: la mozzarella di bufala:

    R- In Campania esiste il Culto per la Mozzarella di Bufala…per alcuni è addirittura il simbolo della Nostra Regione: per questo prodotto la nostra Azienda ha selezionato un unico fornitore: il Caseificio Taverna Penta dell’Azienda Agricola Morese, sito nella Piana del Sole, un allevamento di circa 700 bufale e una lavorazione della mozzarella “a latte crudo” che la rende unica nel Suo genere: dolce e grassa, delicata e fresca. Niente additivi chimici…ovviamente…

    D- Considerando che sono digiuno da questa mattina e che questa intervista ha risvegliato i miei succhi gastrici, dove posso acquistare i suoi prodotti?

    R- On-line. Il sito è www.terrasolis.com

  • L’incontro magico: Pasta di Gragnano e Colatura di Alici di Cetara


    Mangiare si sa…oltre che una necessità, è anche una passione!
    Ed è specialmente in questo periodo, negativamente caratterizzato dallo scandalo degli additivi chimici e dei prodotti sintetici, che si va sempre più alla ricerca di prodotti naturali, certificati e forti di una tradizione ormai secolare…

    come la Pasta di Gragnano, prodotto unico al mondo per la sua storia, famosa sin dagli inizi dell’Ottocento e rinomata anche per il paese da cui la pasta prende il nome, ancora oggi detentore dei segreti di una tradizione pastificia le cui radici si perdono nella notte dei tempi…

    Solo i grani più duri vengono lavorati con l’acqua e trafilati a bronzo dalle mani sapienti dei pastai gragnanesi per essere poi essiccati al sole….il clima di Gragnano e le conoscenze professionali fanno il resto ed il risultato è una pasta di elevata qualità e dal sapore unico.

    Si risale molto più indietro nel tempo se si cerca invece di scoprire le radici storiche di un altro prodotto particolarissimo e anch’esso unico nel suo genere: la colatura di alici di Cetara, la cui preparazione era già descritta nel manuale gastronomico latino di Apicio, redatto intorno alla seconda metà del XIII secolo. La lavorazione era fatta da alcuni monaci cistercensi che abitavano nell’antica canonica di San Pietro a Tuczolo, vicino ad Amalfi.

    Ed è per questo che ancora oggi a Cetara, nella Costiera Almafitana, la colatura di alici rimane il piatto forte del cenone di Natale e il processo di lavorazione di tale prodotto è rimasto intatto nei secoli:
    le alici impiegate vengono pescate nei pressi della Costiera nel periodo che va dal 25 marzo (festa dell’Annunciazione) al 22 luglio (festa di Santa Maria Maddalena): private della testa e delle interiora sono tenute dentro dei contenitori pieni di sale marino per una giornata intera; successivamente vengono trasferite in piccole botti di castagno o di rovere alternate a strati di sale e pressate con dei pesi: il liquido da esse prodotto a seguito della pressione, di colore ambrato e di profumo gradevole, viene raccolto e conservato in grossi recipienti di vetro ed esposto alla luce del sole. Dopo 4 o 5 mesi di riposo del prodotto, il liquido viene filtrato attraverso setacci di lino e confezionato, pronto per l’utilizzo.

  • Pozzallo (Rg) 42° Sagra del pesce, entra nel vivo la “tre giorni” dedicata alla gastronomia


    Tutto pronto per la 42° Sagra del pesce – International Sea Food Festival, la manifestazione organizzata dalla Pro Loco che, da domani sera fino a domenica, coinvolgerà migliaia di persone in Piazza delle Rimembranze a Pozzallo. L’evento è organizzato con il patrocinio del Comune di Pozzallo, la Provincia Regionale di Ragusa e il sostegno degli sponsor Conad Sicilia, Gruppo Inventa e Ford Sergio Tumino.
    Venerdì 7 agosto, a partire dalle ore 20, gli stand proporranno degustazioni di “risotto alla pescatora” e “Pesce spada arrosto”. I piatti proposti sono “senza glutine”, adatti quindi anche ai celiaci, grazie alla collaborazione con l’associazione italiana celiachia (AIC). Ad allietare la serata sarà il concerto di Paolo Mengoli.
    Sabato 8 agosto gli stand gastronomici proporranno “cavati con spada, melanzane e ciliegino”, “pesce spada arrosto”, il “fritto misto della sagra”, e i piatti unici di paella e cous cous cucinato da chef marocchini, mentre in Piazza delle Rimembranze si esibirà Jessica Lupo.
    Paella e cous cous saranno riproposti anche domenica, l’ultima serata della Sagra, insieme a “mezze penne allo scoglio”, “ pesce spada arrosto” e “fritto misto della sagra”. Ad intrattenere il pubblico sarà lo show di Carlo Kaneba.
    Ospite d’onore della Sagra del pesce sarà, quest’anno, lo chef di fama internazionale Carmelo Chiaramonte. Chiaramonte, che scrive di cucina su giornali e riviste specializzate e cura programmi per il canale satellitare del Gambero Rosso, sarà presente tra gli stand con una troupe televisiva per girare un documentario sulla gastronomia e sul folklore locale, prodotto per una tv irlandese.
    Nel corso della “tre giorni” gastronomica, dalle ore 19 alle 23 si potrà visitare la mostra “Vestigia”, allestita presso la Torre Cabrera, curata dall’associazione Tratti[Di]Versi, che espone armi antiche dal X al XIX secolo. La mostra offrirà anche l’occasione per una visita in “notturna” all’interno della Torre.
    Info e contatti:
    www.prolocopozzallo.it

  • IL PALIO DEI VINI DA MEDITAZIONE


    ///La notizia in breve – Fissata per l’ultimo fine settimana di novembre, sabato 28 e domenica 29, presso villa Edvige Garagnani di Zola Predosa, la terza edizione del Gran Palio dei Vini Passiti. La migliore produzione di settore, con degustazione libera di tutti i vini partecipanti (l’anno scorso più di 400, circa 540 per quella a venire) a 15 euro a persona, con bicchiere e tasca portabicchiere in omaggio e l’opportunità di assaggiare delizie della tradizione emiliano-romagnola e non solo tra un calice e l’altro. Info su www.muffanobile.it e www.concorsovinipassiti.it///

    Prestigioso concorso per i produttori, rassegna e degustazione indimenticabile per i visitatori. Si presenta così la terza edizione del Gran Palio dei Vini Passiti, questa volta a Zola Predosa.

    Per tutti gli eno-appassionati che preferiscono una due giorni wine&food in giro per lo stivale al solito weekend bianco, ecco un appuntamento da non perdere. L’ultimo fine settimana di novembre, sabato 28 e domenica 29, andrà infatti in scena il Gran Palio dei Vini Passiti, a Zola Predosa, uno dei 540 Comuni a vocazione vinicola aderenti all’Associazione Nazionale Città del Vino e alla Strada dei Vini e dei Sapori, nonché punto di riferimento per i moltissimi appassionati che ogni anno migrano verso la cittadina emiliana in concomitanza dei tanti eventi eno-gastronomici.?

    Sarà quindi Zola Predosa ad aggiudicarsi quest’anno la rassegna dedicata ai più nobili tra i vini, e lo farà mettendo a disposizione uno dei suoi elementi architettonici e ambientali più prestigiosi. La Location del Gran Palio 2009 sarà infatti Villa Edvige Garagnani, un edificio borghese della seconda metà del 1700, completamente ristrutturato e immerso in antico giardino: una cornice perfetta per un evento che si preannuncia da assaporare sotto molti punti di vista.?

    Non una fiera, né una sagra, ma un vero appuntamento di cultura enologica per far conoscere quel vino che in passato era riservato a nobili e ministri del culto. La migliore produzione di settore, con degustazione libera di tutti i vini partecipanti (l’anno scorso più di 400, circa 540 per quella a venire) a 15 euro a persona, con bicchiere e tasca porta bicchiere in omaggio e l’opportunità di assaggiare delizie della tradizione emiliano-romagnola tra un calice e l’altro.

    Anche per questa terza edizione si rinnova inoltre la partnership con uno dei produttori della tradizione gastronomica regionale, il caseificio Sant’Angelo S.n.c. di Caretti Dante & C., che sarà presente al Palio per offrire speciali suggestioni del palato tra la pregiata dolcezza dei tanti vini in rassegna e il salato inconfondibile del suo Parmigiano Reggiano DOP.? Per immergere fin dall’ingresso ogni visitatore nel cuore del sapore emiliano, infatti, un omaggio di Parmigiano e di panspeziale, il tipico dolce del Natale bolognese che vede le sue origini durante il periodo della Signoria dei Bentivoglio, Signori della città dotta in epoca rinascimentale, preparato secondo la ricetta originale certificata dalla delegazione di Bologna dell’Accademia Italiana della Cucina.

    ?I Maestri Sommelier dell’Accademia della Muffa Nobile, associazione organizzatrice del Gran Palio, saranno a disposizione del pubblico per suggerire i migliori abbinamenti e illustrare le proprietà organolettiche e gusto olfattive dei pregiati elisir.

    Accoglienza emiliana e sapori da tutta Italia, per un concorso che vedrà in gara tutte le tipologie di vini che prevedono nel loro disciplinare l’appassimento anche parziale delle uve che lo compongono, dai vini dolcissimi quali le Malvasie passite di Pantelleria e i noti vin Santi toscani e trentini, fino ai vini secchi ed invecchiati quali gli Amaroni della Valpolicella e i noti Burson della Romagna, gli Icewine austriaci canadesi ed altri ancora.?

    Per info su come iscriversi al Gran Palio dei Vini Passiti, visitare www.muffanobile.it e www.concorsovinipassiti.it
    Ai cultori del buon vino, sommelier, appassionati e neofiti, invece, basterà aspettare l’ultima settimana di novembre.

    Ufficio Stampa
    Sicomunica per il Gran Palio dei Vini Passiti 2009
    Matteo Barboni/Arianna Biagi
    [email protected]
    Tel. +39 051 58 73 998
    Cell. +39 338 14 83 557
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