Categoria: Gastronomia

  • Cucinare in allegria

    Se ormai non c’è piatto che mantenga qualche segreto il merito è anche delle video ricette di cucina che la rete mette a disposizione dei suoi utenti. Una quantità significativa e assolutamente variegata di piatti che iniziano con gli antipasti e si concludono con il dolce, e che non disdegnano neanche i consigli sugli abbinamenti dei vini oppure addirittura i precetti del galateo a tavola. Il trucco per perdersi nella rete e trovare in maniera diretta e veloce alcuni spunti per la tavola è costituito dai canali di youTube.

    Uno tra i più divertenti è ad esempio quello di DeAbyDay, che proprio in relazione alla video cucina offre una ricca serie di spunti, oltre che di scenette divertenti che, a partire da situazioni quotidiane, forniscono consigli e suggerimenti per le proprie ricette. Tra queste la più gettonata è la ricetta della ciambella alle mandorle, spiegata però per la preparazione e cottura al microonde, con un bel risparmio di tempo e di fatica. Dopo la ricetta dolce, si trova quella dei fagottini di pollo farciti con scamorza, prosciutto e salvia, mentre la terza video ricetta più vista è addirittura il classico spuntino della mezzanotte: un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino, arricchito con pomodorini sbucciati e prezzemolo.

    Si possono trovare altre ricette abbastanza semplici e tali da non richiedere grossi sforzi o perdite di tempo, come quella della frittata di cipolle o del semifreddo al caffè, o piatti più elaborati come la parmigiana di melanzane o il sushi, passando per i consigli su come abbinare al meglio i vini agli antipasti. Il tutto condito con una storiella divertente, che non guasta.

  • Il maître del ristorante Calypso del Perla protagonista al IV Flambé World Championship di Grado.

    La Slovenia è stata per la prima volta protagonista al IV Flambé World Championship svoltosi a Grado, eccellentemente rappresentata dal maître del ristorante Calypso di Nova Gorica e membro dell’Associazione Sommelier della Slovenia Dragan Trivić, che ha offerto un saggio delle migliori specialità slovene abbinandole sapientemente ai vini locali.

    Per la prima volta anche la Slovenia ha preso parte al prestigioso IV Flambé World Championship, il mondiale di cottura alla fiamma organizzato da A.M.I.R.A. (Associazione Maîtres Italiani Ristoranti e Alberghi), la cui quarta edizione si è tenuta a Grado dal 17 al 21 ottobre 2010. A rappresentarla è stato Dragan Trivić, maître del rinomato ristorante Calypso del Perla Casinò & Hotel di Nova Gorica, tra i migliori di tutto il Paese, e membro dell’Ass. Sommelier della Slovenia, che ha ricevuto i complimenti della giuria per l’eccellente presentazione della pietanza e scelta del vino da accostarvi ed ha favorevolmente colpito i giurati anche per l’eleganza e per l’ottima padronanza dell’italiano.

    È proprio l’ottima collaborazione esistente fra il Gruppo Hit e l’A.M.I.R.A., che risale al 2005 quando la sala Arena del Casinò Perla ha ospitato la cerimonia di nomina da parte di A.M.I.R.A. di 15 nuovi Maestri della ristorazione vincitori della gara alla lampada “Maître dei Maîtres”, ad aver permesso alla Slovenia di ottenere l’invito a partecipare alla competizione mondiale, normalmente prerogativa dei membri dell’associazione, aprendo interessanti spiragli per l’ingresso della Slovenia fra i membri A.M.I.R.A., anche in virtù degli ottimi risultati ottenuti nel mondiale dai propri rappresentanti.

    Dragan Trivić si è presentato in gara al mondiale di flambé con applauditissime cotolette di cochinillo (porcellino da latte) con “žlikrofi”, specialità slovena della zona di Idrija che consiste in una particolare tipologia di ravioli ripieni di patate, cipolla e pancetta, serviti con la salsa moutarde di mele cotogne e abbinati a dell’ottimo vino Grajsko belo, Monvi, del 2003. Inoltre, nella giornata di mercoledì 20 ottobre 2010, Dragan Trivić ha partecipato, presso il Molo IV di Trieste, assieme al collega del ristorante Calypso Matjaž Pipan al “Guinness World Flambé Record”, una manifestazione altamente spettacolare che ha schierato ben cinquantadue lampade con i relativi maîtres impegnati in contemporanea nella preparazione di pietanze alla lampada per la registrazione notarile del Guinness.

    Per ulteriori info: www.hit.si [email protected]

    BLUWOM www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638 Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]

  • A Tavola di novembre: Valeria Benatti propone un goloso semifreddo di marroni con puré di cachi

    Utilizzando frutti di stagione come i marroni e i cachi.

    Segui Valeria Benatti ogni giorno (tranne il venerdì) dalle 11 alle 13 su RTL 102,5 nel programma “W L’Italia” condotto con Francesco Facchinetti.

    Questo e molto altro ancora nel numero di Novembre di A Tavola in edicola adesso.


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  • Degustazione Vascello del Monsignore- Salone del Gusto Torino 2010- degustazione Lo stravecchio e i sapori dell’appennino reggiano

    Il giorno 23 Ottobre alle ore 18.00 l’Antica Acetaia Il Vascello del Monsignore di Cervarezza Terme Reggio nell’Emilia, ( espositore al Salone del Gusto di Torino Stand M193 Padiglione 2 Lingotto Fieree produttore della rete locale di Terra Madre di Slow Food Reggio Emilia) presenterà una degustazione del suo Stravecchio abbinato con maestria dallo Chef Luigi Cavari, presso lo Stand della Camera di Commercio di Reggio Emilia M 178 del Padiglione 2 delle Fiere di Torino.

    I Piatti che presenteremo saranno un tris di saporti reggiani profumati allo Stravecchio Tradizionale di Cervarezza Terme (R.E.):

    – Cappelletti in gelatina di brodo di manzo profumati allo Stravecchio Tradizionale di Cervarezza Terme (R.E.) invecchiato 20 anni.

    – Spuma di Prosciutto Cotto di Parma con scaglie di Parmigiano Reggiano alla moda del Vascello del Monsignore.

    -Conccante di sfoglia con Pancetta Canusina profumato allo Stravecchio Tradizionale di Cervarezza Terme (R.E.) invecchiato 7 anni

    Notizie sui Piatti proposti:

    Lo chef Luigi Cavari propone un tris di sapori tipici del Paniere dell’Appennino Reaggiano che parte dai classici ed immancabili cappelletti in brodo, appetitosi e dal caratteristico ripieno, la cui ricetta varia a seconda della famiglia e della localita’ in cui vengono preparati; al prosciutto cotto di Parma abbinato con il Parmigiano Reggiano che non hanno bisogno di presentazioni fino a concludere con un croccante di sfoglia alla pancetta canusina che e’ un tipico salume della comunita’ montana dal sapore speziato e che viene prodotto al 100% con la pancia del suino fresca cui si aggiungono quantita’ segrete di sale,zuccheri,spezie e aromi naturali.

    La scelta e’ stata quella di proporre un contrasto tra due parti morbide ed una croccante ed un abbinamento raffinato tra i vari sapori del piatto dato dall’avvolgimento dello Stravecchio Tradizionale di Cervarezza Terme (R.E.), che e’ ricco di un bouquet aromatico composto oltre che dal mosto dai sapori di legni pregiati che ricordano i paesaggi e le atmosfere dei boschi e dei prati dell’appennino tosco-emiliano dove nascono tutti i prodotti delle ricette proposte.

    Notizie sul Prodotto:

    Lo Stravecchio Tradizionale di Cervarezza Terme che un aceto di mosto d’uva cotto invecchiato da una ricetta di famiglia risalente al ‘700 e da non confondere con l’aceto
    balsamico, anche se il principio, la lavorazione e il risultato sono analoghi. Vorremmo farVi notare che i nostri prodotti per la loro qualità si collocano tra i più elevati standard di mercato e che hanno ricevuto
    incoraggianti riconoscimenti da addetti del settore, ristoratori ed appassionati al genere.Il nostro aceto è un prodotto raffinato, esclusivo e speciale; a renderlo tale è essenzialmente la produzione e la lavorazione attenta al rispetto delle tradizioni della mia famiglia, che ha ottenuto un colore, una morbidezza, un corpo e un equilibrio di gusto che fa di questo aceto un prodotto unico e di assoluta raffinatezza, creato ed invecchiato seguendo fedelmente antiche ricette di famiglia risalenti al 700, quindi a misura per grandi palati.

    Notizie sull’Azienda:

    Da quasi trecento anni la mia famiglia ha dimestichezza con lo Stravecchio, quello che altrove viene chiamato balsamico, oro brunito, o in modi più fantasiosi ed arcaici ancora: la sua preparazione è sempre basata su due componenti, la passione e l’utilità, e secondo questo metodo lavoriamo tutt’oggi; rimasta intatta la voglia, ed il divertimento ed essa correlato, di sorvegliare nel tempo la lenta e saggia maturazione del mosto cotto, che, da uva pigiata e resa magica da misteriose fermentazioni, viene tramutato dal fuoco in un magma denso e profumato, solo apparentemente torpido nell’attraversare con sapienza le varie botti componenti la batteria, nell’oscuro calore dei sottotetti di casa in pietra senza età, per diventare ogni volta un fluido diverso, che giungerà a maturazione piena solo dopo tempo lungo ed innumerevoli ricordi; è solo cambiato, ma poco, l’approccio metodologico, e si è raffinata la tecnica operativa, mediante l’uso di presidi e procedure che consentano di pervenire ed un prodotto conforme alle rigorose leggi della nostra Nazione, mirate a tutelare il consumatore attraverso un attento controllo biochimico- organolettico dei materiali d’uso ed a norme severe inerenti l’idoneità dei locali e la regolarità di recipienti, materiali e arredi.

    Consumo:

    Lo Stravecchio Tradizionale di Cervarezza Terme è un complemento alimentare d’eccezione, dalla variabilità d’uso dall’abbinamento classico con il Parmigiano Reggiano, al perfezionamento di risotti, carni suine, bovine, pollame o cacciagione, ad un ardito connubio con frutti di sottobosco o tropicali o, infine, un accostamento impareggiabile con sushi e sashimi tanto di moda oggi. Basta una goccia del nostro nettare versata nei vostri piatti, per illuminarli, rendenderli indimenticabili e creare nella vostra casa un’atmosfera senza tempo.

    Spero penserete a noi, che l’abbiamo preparato impegnando al massimo corpo, cuore ed anima, ogni qualvolta una goccia del nostro nettare verrà versata nei vostri piatti, illuminandoli, rendendoli indimenticabili e creando nella vostra casa un’atmosfera senza tempo.

    www.ilvascellodelmonsignore.com

    www.salonedelgusto.it

    “Parlare di aceto significa entrare in una leggenda, attraversare i secoli,
    rivolgersi a un’icona misteriosa e affascinante. La nostra storia è
    strettamente legata a quella sapienza arcaica, serbata nei secoli con amore
    e passione per quella tradizione che oggi è diventata arte e testimonianza
    di una specifica cultura”.

  • Meno schifezze se paghi in contanti

    Quando si parla di cucina, ricette a base di pesce e verdure sono senza dubbio gli alimenti più indicati per un’alimentazione sana. Bisognerebbe avere ben stampato in mente questo precetto, soprattutto quando si sfoglia il ricettario dedicato al mangiar sano oppure quando si improvvisano nuove ricette in cucina. Ancora più indispensabile ovviamente è il momento in cui, al supermercato, si gira tra gi scaffali alla ricerca degli ingredienti base, tanto che ci sono una miriade di consigli mirati a suggerire come comportarsi quando si acquistano i prodotti alimentari.

    Tra i suggerimenti più noti il più efficace (nonché chiaramente riscontrabile nell’esperienza di tutti i giorni) è quello che consiglia di andare a fare spesa con lo stomaco pieno, per evitare acquisti che vengano suggeriti soltanto dall’appetito avvertito al momento. Altrettanto indispensabile è osservare attentamente le etichette di ogni alimento e privilegiare frutta e verdura di stagione, comportandosi in maniera equa non solo nei confronti del proprio organismo, ma anche verso l’ambiente.

    Di certo è nuova l’analisi che viene dagli Stati Uniti e che suggerisce di andare a far compere al supermercato muniti soltanto di contanti. Già, perché la carta di credito, in base agli esperimenti condotti da una équipe di ricercatori su un campione di mille americani e lungo un arco temporale di sei mesi, porterebbe il cliente ad acquistare più cibo spazzatura di quanto non ne comprerebbe effettuando il pagamento in contanti. Pagare con le tesserine di plastica unirebbe infatti due fattori deleteri su portafogli e salute: la facilità del pagamento con carta e l’impulsività legata per natura ai cibi poco salutari. Insomma, verrebbe meno quell’ultimo, esile fattore di freno costituito dal pagamento in contanti, psicologicamente più sentito di quello effettuato con carta di credito. O almeno questo è quel che sostengono gli autori del Journal of Consumer Research.

  • Continua l’ascesa del Redibis nella classifica del Gambero Rosso

    Bevagna, 20 ottobre 2010 – La ventunesima edizione della “Guida ai Ristoranti d’Italia” del Gambero Rosso incorona ancora una volta il Redibis come uno tra i migliori ristoranti in Umbria, regione del verde, della natura ma anche dell’enogastronomia e del mangiar bene.

    La guida, appena pubblicata, recensisce il ristorante di Bevagna con un punteggio di 80 su 100, attribuendo 2 punti in più rispetto allo scorso anno ed indicando, quindi, un continuo miglioramento della struttura, segno tangibile di un impegno rinnovato nel tempo.

    Il punteggio ottenuto scaturisce da attente analisi che prendono in esame: la cucina, per la quale il Redibis ha ricevuto 47 punti su 60; la cantina, 15 punti su 20; il servizio, 17 punti su 20; l’ambiente, che, posizionato all’interno di un antico teatro romano del I secolo d.C., regala 1 punto di bonus, una sorta di indice di piacevolezza, al Redibis.

    Sono state inoltre assegnate ben 2 delle fatidiche “Forchette”, simboli che contraddistinguono i migliori locali in base al loro grado di “eccellenza”.

    “Siamo davvero orgogliosi di questo importante riconoscimento” – dichiara Francesco Antonini Mongalli, proprietario de L’Orto degli Angeli – “Aver ottenuto un punteggio di tale rilievo significa per noi veder riconosciute l’immensa cura che rivolgiamo ogni giorno ai nostri ospiti, l’attenta selezione delle materie prime usate e, ovviamente, la nostra sconfinata passione per la tradizionale cucina umbra”.

    La celebre guida del Gambero Rosso classifica il Redibis al 6° posto tra i ristoranti dell’Umbria, premiando il lavoro di quanti hanno portato avanti una tradizione culinaria di famiglia che ha più di un secolo di vita.

    I particolari piatti proposti dal Redibis hanno origine, infatti, da un antico ricettario basato sulle pietanze tipiche del territorio e curato da Donna Maria Angeli, nonna dell’attuale proprietario della Residenza d’Epoca L’Orto degli Angeli, Francesco Antonini Mongalli.

    Il sapiente lavoro dello Chef, Antonio Falcone, del Maitre, Paolo Galanti, di tutto lo staff della cucina e il prezioso coordinamento degli attuali proprietari, Francesco e Tiziana Antonini Mongalli, hanno reso possibile il raggiungimento di questo ambizioso traguardo.

    L’Orto degli Angeli, gestito dalla nobile famiglia Angeli Nieri Mongalli, che vi abita dal 1788, è costituito da un complesso architettonico che conserva tutto il fascino originale di un tempo continuando a offrire così ai suoi ospiti un soggiorno autenticamente umbro.

    La Residenza d’Epoca offre 14 camere (5 superior room e 9 suite), distribuite nelle due strutture che lo compongono: Palazzo Andreozzi e Palazzo Alberti.

    Sui resti di un teatro romano del I sec. d. C. trova posto l’esclusivo ristorante de L’Orto degli Angeli, il “Redibis”, un ambiente riemerso dal passato per celebrare il rito umbro della buona tavola. La proposta di cucina s’ispira ad un antico ricettario di famiglia (pubblicato attraverso Le ricette degli Angeli Nieri Mongalli. Cucina e stile di vita in una famiglia signorile nell’Italia del ‘900”, di Maria Luciana Buseghin – Editrice La Rocca) dove l’antica tradizione di Bevagna si arricchisce di contaminazioni mitteleuropee, con risultati di straordinaria armonia e buon gusto.

    Conclude l’offerta gastronomica la famosa pizzeria “Il forno degli Angeli”, ultima nata in casa Antonini, che offre ai propri clienti la possibilità di gustare la vera pizza umbra, recuperata anch’essa dalle antiche ricette di famiglia e preparata con materie prime di alta qualità, ingredienti di stagione coltivati nell’orto della Residenza e prodotti tipici del territorio circostante.

    Semplicità, stile, eleganza, sobrietà, fascino discreto e aristocratico sono gli elementi che rendono L’Orto degli Angeli, il luogo d’eccellenza per un soggiorno indimenticabile.

    Per maggiori informazioni e/o prenotazioni:

    L’Orto degli Angeli – Residenza d’Epoca
    Via Dante Alighieri, 1 – Bevagna (PG) – Italia
    Tel. 0742.36 0130 – Fax 0742.36 17 56
    [email protected]
    www.ortoangeli.com

    Ufficio Stampa:
    IMAGINE Communication
    , Via G. Barzellotti, 9b – 00136 Roma – Italia
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  • Oggi in edicola il numero di Novembre di A Tavola dedicato a Luigi Veronelli

    All’interno della sezione speciale è presente un’intervista inedita realizzata dal nostro direttore Mattea Guantieri e da Gian Arturo Rota (genero e fidato collaboratore di Gino) immaginando che Veronelli fosse ancora in vita, toccando temi a lui tra i più cari. Le risposte sono realmente sue e si riferiscono a dichiarazioni, orali e scritte, edite e inedite, recuperate dal suo archivio.

    Ecco un breve estratto.

    Gino, tu hai cambiato la storia del vino italiano, sei partito dalla terra, hai camminato tra le vigne. Hai ingaggiato battaglie aspre, tutte in aiuto e a difesa dei contadini e della differenziazione; ti sei battuto contro i profeti dell’omologazione, difendendo i piccoli vignaioli, poi divenuti grandi.

    “Il vino è il canto della terra verso il cielo. Questa, questa sola è la ragione per cui scrivo, con autentica rabbia, di questioni “vitivinicole”. Quando iniziai – 1956 – il mio lavoro di ricerca, mi trovai di fronte ad una situazione di grave disagio se non addirittura al disastro. Per aiutare l’economia italiana dissestata da una guerra perduta, gli esperti americani, nell’ambito del piano Marshall, avevano individuato nel frazionamento, il limite peggiore – era il migliore – della nostra agricoltura, e applicato il criterio degli accorpamenti e della razionalizzazione, come nel loro paese. Non avevano però compreso che per l’Italia valeva del tutto l’esatto contrario: l’individuazione – regione per regione, provincia per provincia, comune per comune, luogo via luogo – delle aree più vocate alla coltivazione della vigna e alla produzione del vino, sarebbe stata l’unica, reale forza. L’Italia ha il privilegio di terre, climi, storia e uomini d’ineguagliabile possibilità.”

    Questo e molto altro ancora nel numero di Novembre di A Tavola, in edicola questo mese.

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  • Da domani in edicola il numero di Novembre di A Tavola dedicato a Luigi Veronelli

    “Mi è piaciuta la sua anarchia – dice Mattea Guantieri, direttore di A Tavola –, che non era banalmente critica del potere, ma voglia, lodevole e incrollabile, di essere rispettosi della libertà e di assumersi la responsabilità di ogni scelta, che questa fosse compresa fino in fondo o meno dagli altri. Con audacia, schiettezza e lucidità ci ha regalato il suo tempo, la sua buona coscienza, l’influsso della sua intelligenza. E questa è una cosa assai rara. Il nostro, quindi, è stato un “viaggio sentimentale nell’Italia di Gino”, un breve, emozionante peregrinaggio tra vecchi e nuovi amici, sempre alla scoperta dei giacimenti gastronomici che “meritano” la nostra parola, la nostra presenza e, ci auguriamo come sempre, la vostra lettura.

    All’interno della sezione speciale troverete anche una intervista realizzata dal nostro direttore e da Gian Arturo Rota (genero e fidato collaboratore di Gino) immaginando che Veronelli fosse ancora in vita, toccando temi a lui tra i più cari. Le risposte sono realmente sue e si riferiscono a dichiarazioni, orali e scritte, edite e inedite, recuperate dal suo archivio.

    Questo e molto altro ancora nel numero di Novembre di A Tavola, in edicola questo mese.

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  • Fermati a tavola con i Rom…

    La gioia di vivere che scaturisce dall’abbinare convivenza e convivialità ha sollecitato i soci del ristorante cooperativo La Ragnatela ad ideare una serata incentrata su un tema usualmente considerato tra i meno ospitali: la coabitazione tra Rom e Gage, ovvero tra nomadi e sedentari. La serata, dal titolo Fatti più in là: Sinti, Rom, Gagé e la riproduzione artificiale del nomadismo attraverso gli sgomberi, è promossa anche dal Circolo del Manifesto della Riviera del Brenta.

    Il titolo dell’iniziativa mette in risalto l’intenzione di seminare dubbi sugli stereotipi verso i zigani. Come afferma Luigi Meneguzzi, tra i promotori della serata, “La maggioranza di Sinti e Rom è formata da cittadini comunitari che non riescono a scrollarsi di dosso lo stigma di persone senza fissa dimora, di trasferibili, perfino di espatriabili verso un qualsiasi luogo lontano. La realtà è ben diversa, basti dare uno sguardo agli sgomberi o alle recenti politiche antizigane del presidente francese Sarkozy: una vera e propria riproduzione artificiale del nomadismo. Ecco perché con questa serata proporremo una tavola rotonda per discutere invece le strategie più idonee per raggiungere una convivenza che assicuri il rispetto dei diritti di tutti”.

    L’evento inizierà venerdì 29 ottobre alle 17.30 con un aperitivo in musica che prevede un Hommage à Django Reinhard: una rivisitazione del repertorio del grande musicista zigano da parte dei Manouchemen (Tommaso Viola, chitarra; Renzo De Rossi, sax; Paolo Mason, chitarra; Andrea Tombesi, contrabbasso).

    Alle 18.30 seguirà la tavola rotonda Abitare assieme a Rom e Sinti ed evitare che i territori puri impazziscano, per esplorare i percorsi che rendono possibile la coabitazione di Rom e Gagè con Davide Morello (operatore sociale del Comune di Venezia), Carlotta Saletti Salza (antropologa), Don Piero Gabella (sinto onorario), Sabrina Tosi Cambini (antropologa), Yuri Del Bar (segretario della Federazione “Rom e Sinti Insieme”), Lorenzo Monasta (epidemiologo).

    A conclusione della serata, l’immancabile cena dove verranno riproposti alcuni dei piatti tradizionali della cucina gitana quali “Dolma e Sarma”, “Pitta” e “Halvava”, e molte altre rivisitazioni sul tema nate dalla fantasia del variegato team di cuochi della cooperativa La Ragnatela. Non resta dunque che prenotare il proprio posto a tavola ed assaporare il gusto della convivenza!

    La Ragnatela è una trattoria cooperativa nata nel 1984. Oggi composta da 12 soci, propone piatti della cucina tradizionale veneta con particolare attenzione alla rintracciabilità degli alimenti per il cliente. Il ristorante è la Condotta Slow Food della riviera del Brenta, è stato tra i primi sostenitori dello Slow Food in Italia. La Ragnatela è inoltre sostenitrice di Emergency e Carta.

    Informazioni e prenotazioni:

    La Ragnatela, Via Caltana 79, Scaltenigo di Mirano (VE) – tel. 041436050 –

    www.ristorantelaragnatela.com

    [email protected]


  • I prodotti tipici siciliani: alla scoperta del meglio del Mediterraneo.

    Mare, sole e cultura. Ma anche altro.

    La Sicilia ha un patrimonio di ricchezza incredibile, sotto molti punti di vista, ma la sua tradizione gastronomica merita una menzione particolare.

    La cucina regionale vanta alcuni prodotti tipici siciliani che rendono davvero gustoso il soggiorno di turisti e visitatori.

    A partire dai primi, come la pasta con le sarde e la pasta alla norma.

    La prima, molto cucinata nel palermitano, è una pasta a base di pangrattato e sarde fresche; la pasta alla norma, invece, è originaria della zona etnea, e prevede melanzane fritte, pomodoro e ricotta salata.

    Anche tra i secondi piatti possiamo trovare dei prodotti tipici siciliani dal gusto indimenticabile.

    Dalle cotolette alla palermitana al pesce spada alla griglia; dalla caponata (fritto a base di melanzane, peperoni, cipolle e olive), alla parmigiana di melanzane, ai calamari ripieni.

    Per molti, però, sono i dolci a rappresentare il meglio dei prodotti tipici siciliani.

    Dalla cassata ai cannoli, dalla granita al marzapane, dai torroncini alle paste di mandorla.

    Per questi motivi la Sicilia rappresenta una meta obbligata per tutti i golosi.

    Prodotti tipici siciliani – Caffè Europa

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