Categoria: Economia e Finanza

  • Usa e Europa su ripresa e materie prime

    Anche oltre oceano il mercato del lavoro si conferma l’anello debole per dare una spinta sufficientemente forte allo stimolo della crescita che comunque, per lo meno, trova in quest’ultimo periodo una delicata fase di moderata crescita. Una crescita timida e delicata dovuta alle note positive relative al mercato delle materie prime, come i metalli di largo utilizzo industriale, e alla ripresa dell’agricoltura. Purtroppo la condizione non è la medesima nella zona Euro dove anche le materie prime stanno subendo un alternarsi di alti e bassi che non convincono per nulla mercati ed investitori, senza dubbio una conseguenza dell’assenza di una politica di settore funzionante oltre ai tenti dubbi di carattere economico che interessano i paesi europei. Ed è così che anche le condizioni di mercato relative stagno, rame, acciaio, nickel utilizzati in svariati comparti industriali/aziendali (da quello che si occupa della realizzazione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili, passando per il settore degli autoveicoli fino all’hi-tech) sta oggi subendo un costante peggioramento di quello che è il sentimento dei mercati globali relativo a suddetti asset. I rischi del ribasso sono davvero molti e per ora la BCE ha deciso, come manovra non convenzionale dettata dalla situazione imperante, di mantenere fino a metà gennaio 2013 la piena allocazione delle richieste.

  • Società di consulenza: i cambiamenti della crisi

    Le società di consulenza aziendale sono realtà molto richieste in questo momento particolare in cui molte imprese si ritrovano a dover affrontare un periodo di crisi economica che non sembra attenuarsi in tempi ristretti.
    La consulenza aziendale e la consulenza direzionale, oltre alla ristrutturazione aziendale nei casi più estremi, sono ritenuti servizi necessari in questo momento dai manager che si affidano ai professionisti per poter risollevare le condizioni economiche dell’impresa.
    A quanto sembrerebbe, gli economisti non sarebbero così ottimisti per quanto riguarda la durata della crisi economica che potrebbe prolungarsi anche nel prossimo anno. Una situazione dura e quanto mai complessa che vede le nazioni prendere dei provvedimenti importanti nel settore lavoro.
    Il capo del governo italiano, Mario Monti, ed il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ad esempio, hanno posto particolare attenzione al lavoro interinale che viene equiparato a quello dipendente con l’ultima riforma. Un’introduzione importante che, secondo il ministro Fornero, è rivolto in particolare ai giovani che così possono maturare esperienza e poter acquisire precise competenze da poter sfruttare sul mercato.
    Una riforma che ha bisogno di società di consulenza per essere la meglio compresa soprattutto nei dettagli e Costa Business è una di queste: studiando un programma specifico e personalizzato per ogni realtà imprenditoriale, riesce a soddisfare qualsiasi esigenza.
    Per ulteriori informazioni e dettagli sulle fasi di consulenza aziendale di Costa Business Expert, visita il sito all’indirizzo www.consulenza-direzionale.it.

  • CentroMarca Banca dice sì all’anticipazione dei crediti Iva delle imprese verso l’erario

    Il Consiglio di Amministrazione di CentroMarca Banca ha deciso di aderire al protocollo d’intesa firmato da ABI, Agenzia delle Entrate e Confindustria per consentire l’anticipazione del credito IVA che le imprese vantano nei confronti dell’Erario.

    La decisione di aderire al protocollo d’intesa da parte di CentroMarca Banca, è stata intrapresa in seguito alle richieste di informazioni, sempre più numerose, avanzate dalle aziende del territorio. Per consentire alle aziende di appoggiarsi a CentroMarca Banca, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato un plafond massimo da destinare all’iniziativa di 3 milioni di euro.

    Grazie a questa misura intrapresa da CentroMarca Banca nasce una nuova opportunità per le aziende del territorio che possono richiedere alla banca di anticipare i crediti che vantano nei confronti dell’erario ottenendo così una certa liquidità da destinare agli investimenti ed al business dell’azienda. L’iniziativa assume una sfumatura positiva per il mondo imprenditoriale vista la congiuntura economica negativa che si sta protraendo nel territorio, in Italia ed in Europa.

    Per usufruire dell’anticipo del credito IVA il protocollo stabilisce procedure standard e requisiti che le aziende devono rispettare, come il rimborso tramite conto fiscale, domiciliato presso CentroMarca Banca. L’anticipazione sarà concessa fino al limite massimo del 90% del credito accertato e certificato dall’Agenzia delle Entrate.

    In seguito alla decisione intrapresa dal Consiglio di Amministrazione, CentroMarca Banca provvederà nei prossimi giorni a comunicare all’Agenzia delle Entrate e all’ABI la disponibilità all’operatività ed il plafond messo a disposizione delle aziende. Il nuovo servizio sarà dunque operativo in pochi giorni per consentire alle aziende di usufruire di questa opportunità.

  • Consulta boccia il Milleproroghe sull’anatocismo; sul sito www.cofisrl.net è possibile verificare gratuitamente se sono stati applicati interessi an

    Consulta boccia il Milleproroghe sull’anatocismo; sul sito www.cofisrl.net è possibile verificare gratuitamente se sono stati applicati interessi anatocistici sui conti correnti. Per i conti chiusi nel 2002 l’illecito si prescriverà entro il 2012.

    Scade entro IL 2012 la possibilità di presentare ricorso per la restituzione degli interessi anatocistici per i conti correnti chiusi nel 2002. Confermato infatti il termine di 10 anni dalla chiusura del conto corrente interessato per la presentazione di ricorsi.

    La Corte costituzionale infatti ha bocciato il 5 aprile 2012 con sentenza n.78/12 la norma del decreto “Milleproroghe” che aveva tagliato drasticamente i tempi per presentare ricorso.

    Per effetto della sentenza, adesso, i clienti delle banche che ritengono di avere subìto un danno per l’addebito di interessi non dovuti potranno fare valere le proprie ragioni davanti ai giudici.

    La Corte di Cassazione a Sezione Unite con sentenza n. 24418/10 aveva già stabilito che il cliente poteva presentare rincorso per chiedere la restituzione degli interessi illegittimi, entro 10 anni dalla chiusura del conto.

    Ma alla fine del 2010, un emendamento inserito nel Milleproroghe stabilì che il termine dei 10 anni per la presentazione del ricorso, scattava dal giorno in cui veniva registrato l’addebito illegittimo. Un vero colpo di mano “salva banche” a danno dei cittadini: visto che la pratica dell’anatocismo è vietata da sempre, l’emendamento del Millepropoghe (datato 2010) significava mandare in prescrizione il diritto al rimborso dei correntisti: un vero colpo di spugna!

    La sentenza della Corte Costituzionale boccia la norma “perché anticostituzionale in quanto viola ben 2 articoli della Costituzione: l’art. 3 e l’art.117. Leggi qui la sentenza http://www.cofisrl.net/download/corte-costituzionale-sentenza-78-2012.pdf

    Quindi viene confermato il termine di prescrizione dei 10 anni dalla chiusura del conto per chiedere il rimborso degli interessi anatocistici oltrechè degli interessi Ultralegali, le Commissioni di massimo scoperto e ogni spesa non contrattualmente prevista ingiustamente addebitati per tutta la durata di apertura del conto corrente.

    Ciò significa anche che PER TUTTI I CONTI CHIUSI nel 2002, è bene verificare la data esatta i chiusura del conto, al fine di evitare di mandare in prescrizione la possibilità di presentare ricorso entro il 2012.

    Su sito http://www.cofisrl.net/microanalisi-cc è possibile richiedere una microanalisi gratuita che permetterà di verificare la situazione.

    Se non si hanno a disposizione gli estratti conto e la documentazione contrattuale relativa, questi si possono richiedere alla Banca a norma di legge. La Cofi è a disposizione per informazioni e supporto al riguardo

  • Servizi di pulizia e produzione agricola: le cooperative aiutano i lavoratori in tempi di crisi

    Disoccupazione al 10,2%, oltre 2,6 milioni di senza lavoro. Questi i dati rilasciati dall’Istat che all’inizio di questo mese ha pubblicato il rapporto sulla disoccupazione nel mese di aprile, che ha raggiunto livelli record non visti sin dal 2004.

    Con tale situazione economica, non è strano che alcuni gruppi di lavoratori come quelli del settore società di pulizie abbiano deciso di cercare una soluzione che, seppur più impegnativa, soprattutto all’inizio, potrebbe derivare in un posto di lavoro più stabile e redditizio.

    L’alternativa arriva dalla formula delle cooperative, associazioni di lavoratori che creano attività delle quali sono proprietari e dirigenti. Tutti i membri della cooperativa hanno quindi potere decisionale ed è questo in ultima istanza a determinare il successo o l’insuccesso di tali iniziative.

    La crisi, si sa, è fonte di nuove idee, e persone di tutti i settori, specie quelle disoccupate, si lanciano ora all’avventura di mettersi in proprio e dare il tutto per il tutto. Così hanno fatto anche le donne della Apple Eco Friendly Cleaning Cooperative, cinque dome messicane di New York che si sono incontrate in un’agenzia interinale e hanno deciso di creare la loro propria società di pulizie a domicilio. La proposta di valore, al di là della professionalità delle imprenditrici, è l’uso esclusivo di materiali per la pulizia eco sostenibili, creati con prodotti naturali e ideati nelle cucine delle cinque donne.

    Settori come l’agricoltura esperimentano da anni i benefici delle cooperative: migliori condizioni per i membri, condizioni più vantaggiose nelle negoziazioni con altre aziende e cooperative e un maggior potere e influenza nelle trattative su argomenti che impattano direttamente sul lavoro e il mercato dove si opera.

    In più le cooperative essendo nella sua forma più basica un’associazione dove ogni uno dei soci possiede una parte dell’attività, gli obiettivi tra i vari membri sono allineati: sia quale sia il ruolo di ogni uno dei proprietari-dipendenti di una cooperativa, l’interesse comune è sempre quello di fare crescere e consolidare la presenza ed il potere della cooperativa nel settore, facendo fronte comune e affrontando le difficoltà da dentro, da quelli che effettivamente realizzano i lavori e conoscono il loro mestiere meglio di nessun altro.

    La solidarietà, la democratizzazione del potere e l’autonomia di quelli che effettivamente fanno il lavoro sembra essere quindi, di nuovo, la strada a seguire almeno per molti di quelli che si trovano in situazioni precarie o di disoccupazione in questi tempi di crisi. Pulizia condomini, agricoltura, ma anche benessere e servizi alle imprese, tutti i settori possono decisamente beneficiare di nuove idee e della spinta di donne come le fondatrici della Apple Eco Friendly Cleaning Cooperative.

    A cura di Alba L
    Prima Posizione Srl – online brand reputation

  • Finanziamenti auto

    I Finanziamenti auto sono una particolare tipologia di prestito finalizzato all’acquisto di una vettura: sono di tipo finalizzato ed hanno la particolarità di essere praticati dalle stesse concessionarie. Queste prendono in carico le pratiche necessarie per l’avvio del finanziamento, attraverso accordi e sovvenzioni con banche e istituti finanziari. La vettura scelta, di tipo nuovo o usato, viene consegnata alla persona e l’ente finanziatore versa la cifra richiesta per l’acquisto dell’Auto sul conto del venditore; il cliente, a sua volta, ha il compito di versare in modalità rateale il rimborso (inclusi gli interessi) direttamente all’ente che ha finanziato l’acquisto.

    Per quanto concerne il piano di ammortamento e il tasso di interesse che viene applicato, questo varia da società in società: solitamente varia dai 6 ai 60 mesi e ogni banca propone un tasso di interesse diverso, a seconda che sia di tipo fisso (solitamente applicato) o variabile. Di norma la copertura dei Finanziamenti auto arriva fino all’85% dell’intero valore del veicolo, fino ad un tetto massimo di 30.000 euro; per quanto riguarda la durata dei Finanziamenti per l’acquisto delle vetture usate, questa varia in funzione dell’anzianità dell’Auto.

    Le finanziarie prestiti che concedono i Finanziamenti Auto possono essere istituti specialistici o direttamente la banche, le quali però solitamente non concedono un prestito finalizzato all’acquisto della vettura, ma solo prestiti di tipo personale e principalmente ai propri correntisti. Il pagamento delle varie rate può essere effettuato tramite il pagamento dei bollettini postali o mediante addebito bancario sul conto corrente e, in mancato pagamento di una o più rate, può comportare un aumento degli interessi dovuti al finanziatore e l’inserimento nella lista dei cattivi pagatori. In tali casi è possibile che l’ente finanziatore (banca o istituto specialistico) decida di sciogliere unilateralmente il contratto, pretendendo subito il versamento dell’intera somma restante da parte del soggetto.

  • Avviare un e-commerce

    L’e-commerce è un settore che sta vivendo un grosso sviluppo negli ultimi anni

  • Mercato dei Metalli: una flessione dettata dalle condizioni di crescita

    Sui diversi listini azionari si sta ultimamente registrando un imperante tendenza alla volatilità, cosa che ovviamente non si legge solo su suddetto fronte ma che si riflette in modo analogo nel comparto inerente le materie prime. I mercati soffrono oggi di questo forte sentimento certamente non positivo, sentimento che rende il settore delle materie prime esposto per quel che riguarda la congiuntura, essenzialmente negativa, di tutta l’area occidentale. Gli ultimi 10/15 giorni sono stati poi fortemente influenzati in modo negativo dai ritmi della produzione cinese, dai dati raccolti si evidenzia infatti un forte rallentamento nelle importazioni e questo dipende dal fatto che si registra un forte rallentamento anche per quel che concerne la crescita interna la paese. Tra i maggiormente colpiti da questa debolezza troviamo in primo piano i tanti metalli utilizzati nell’ambito delle produzioni industriali come alluminio (particolarmente utilizzato per la realizzazione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili), così come nickel, rame, stagno e zinco, oltre ovviamente il greggio. Tanto per riportare qualche esempio lampante si è registrata un forte discesa che sfiora il 7% per quel che riguarda il metallo rosso, il tutto nel corso di una singola mensilità. Medesima situazione per lo zinco che che scende di oltre i 5.5% mentre il nickel tenta di frenare la sua caduta con un più contenuto -2%.

  • Flavio Cattaneo: Terna non ha bisogno di finanziarsi fino al 2015

    Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato della società elettrica ha dato il via libera al bilancio del 2011 e ha approvato un dividendo di 21 centesimi – “Abbiamo una disponibilità finanziaria netta di 2,5 miliardi. Non abbiamo necessità fino al 2015”. – Dalla quotazione a fine 2011 il titolo si è apprezzato del 53,2% – Positivi i risultati del primo trimestre.

    Positivi i conti di Terna, la società elettrica italiana nota a livello internazionale. L’assembla degli azionisti, presieduta da Luigi Roth, ha dato oggi il via libera al bilancio 2011 che si chiude con un utile netto di 440 milioni. L’amministratore delegato Flavio Cattaneo inoltre ha approvato un dividendo di 21 centesimi con un saldo di 13 centesimi in pagamento il 21 giugno e stacco della cedola il 18. L’acconto di 8 centesimi è stato distribuito a novembre 2011.
    Per Cattaneo Terna non ha bisogno di finanziarsi fino al 2015. “Non abbiamo necessità di rifinanziarci prima del 2015.“, ha spiegato l’ad, “con le ultime emissioni abbiamo una disponibilità finanziaria netta di 2,5 miliardi. Un eventuale successivo downgrade non incide sulle emissioni già fatte ma su un eventuale futura sottoscrizione. Ma come detto non abbiamo necessità fino al 2015. Siamo una delle poche società con un rating superiore a quello dell’Italia”.
    Ma è il titolo della società a dare maggiori soddisfazioni. Dalla quotazione a fine 2011 l’azione Terna “si è apprezzata del 53,2% a fronte di una perdita del 45,9% da parte dell’indice delle blue chips italiane”. Cattaneo inoltre ha spiegato che nel “primo trimestre del 2012 il titolo ha registrato un rialzo del 16%, nonostante l’impatto della Robin Hood tax e la difficile congiuntura nazionale e internazionale”. Oggi il titolo Terna ha chiuso a Piazza Affari a rialzo dell’1,48% a 2,746 euro ad azione.
    Terna ha inoltre reso noti i conti del primo trimestre. “Il 2012 è partito bene e l’impegno di tutta la squadra di Terna mi convince che avremo ancora un anno di crescita”, ha dichiarato l’amministratore delegato. I ricavi sono aumentati 12,2% a 46,9 milioni di euro. A giovare sul giro d’affari è stato prevalentemente il maggiore corrispettivo per il trasporto di energia nella Rete di Trasmissione Nazionale (+32,8 milioni) e per le attività di dispacciamento (+14 milioni). I costi operativi sono aumentati del 2% a 91,8 milioni. Forte il balzo dell’Ebitda che si è attestato a 339,8 milioni di euro: a rialzo del 15,3% rispetto allo stesso periodo del 2011.
    Cresce l’utile ante imposte a 207,6 milioni di euro (+19%) mentre l’utile netto è calato a 114,2 milioni, 59 milioni di euro in meno rispetto ai 173,2 milioni dei primi tre mesi del 2011, che includevano l’apporto straordinario relativo alla cessione della partecipazione di Rete Rinnovabile S.r.l. per 59,2 milioni di euro. A pesare sul risultato in parte anche l’aumento degli oneri finanziari inerenti all’indebitamento a lungo termine (31 milioni di euro): l’indebitamento finanziario netto si attesta a 5,27 miliardi di euro, in crescita di 150 milioni rispetto al 31 dicembre 2011, essenzialmente per investimenti e riduzione dei debiti commerciali rispetto a fine esercizio 2011.

    FONTE: FIRSTonline

  • Il 3% di chi chiede un prestito lo fa per comprare una moto

    Se la brusca frenata registrata dal credito al consumo nel 2011 è sotto gli occhi di tutti, a risentirne in maniera forte sono gli acquisti delle due ruote. A conferma del brusco calo di vendite registrato ad aprile (-38,9% rispetto allo stesso periodo nello scorso anno, secondo l’Acma) il broker Prestiti.it (www.prestiti.it) rivela che i finanziamenti richiesti per l’acquisto di moto, nuove o usate, rappresentano ormai poco più del 3% di tutte le domande presentate dagli Italiani negli ultimi tre mesi. L’analisi compiuta da Prestiti.it sui preventivi di finanziamento giunti da marzo a maggio 2012 ha disegnato quella che è la richiesta tipo per questo modello di rateizzazione che sempre più spesso esce dal concessionario per essere gestita in autonomia dal soggetto acquirente. Il primo dato importante riguarda la tipologia di moto che si intende acquistare: ben il 78% delle richieste di prestito riguarda motoveicoli usati. L’importo medio delle richieste è di circa 4.700 euro, da rimborsare in poco meno di quattro anni (46 mesi). Ovviamente, se si isolano solo le domande di prestito per veicoli nuovi i due valori salgono: si richiedono circa 6.900 euro, da restituire in 51 mesi. In entrambi i casi questa tipologia di finanziamento è prevalentemente ad appannaggio degli uomini: solo l’8% di tutte le domande arriva da donne (percentuale esigua, questa, che sale leggermente se parliamo di veicoli nuovi, arrivando all’11%). L’età media al momento della richiesta è abbastanza bassa, circa 36 anni. Interessante notare le differenze esistenti tra le Regioni italiane: l’impatto delle richieste di prestiti per l’acquisto delle due ruote sul totale delle domande presentate è più alto a Sud. Complice il clima favorevole, sono regioni come L’Abruzzo (5%), la Sicilia e la Campania (entrambe con il 4,9%) quelle in cui i prestiti per l’acquisto di moto rappresentano una fetta più ampia del totale dei preventivi giunti al sito. Dopo queste regioni, si registra una generale uniformità di comportamento, sintomo che la passione per le due ruote non conosce differenze lungo lo Stivale. Una curiosità: la Regione che registra la più alta percentuale di prestiti richiesti per l’acquisto di motoveicoli nuovi è la Liguria (0,9%).

    «Se gli ultimi dati Assofin relativi al 2012 registrano una brusca frenata del credito al consumo, la difficoltà del settore automotive è la principale responsabile del calo della domanda di prestiti – dichiara Marco Giorgi, Direttore Marketing di Prestiti.it Gli Italiani hanno l’esigenza di razionalizzare le proprie spese: in questo senso, e ne è una prova il fatto che il prestito per veicoli usati batta in maniera netta quello per l’acquisto di moto nuove».