Categoria: Economia e Finanza

  • Per 3 Italiani su 4 non è il momento giusto per vendere casa

    Milano, luglio 2012. La consueta indagine di Immobiliare.it su come cambia la percezione dell’andamento del mercato immobiliare registra, nel secondo trimestre 2012, un brusco aumento della percentuale degli italiani che credono che non sia il momento più adatto per vendere casa: il 74% del campione intervistato crede sia meglio tenersi stretto ciò che già possiede, temendo il pericolo di una svendita dei propri immobili.

    «In un contesto di difficoltà del settore, che negli ultimi mesi ha nuovamente registrato una forte contrazione dei volumi delle compravendite immobiliari, – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.iti piccoli proprietari italiani sono sempre più resistenti a mettere in vendita il proprio immobile, preoccupati del rischio di ricavarne meno del suo valore stimato.»

    Il dato emerge dalla pubblicazione dell’indice di fiducia dei consumatori di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it/casa/informazioni/indice-fiducia-consumatori.php): uno strumento analitico creato per capire come varia la percezione degli Italiani riguardo all’andamento del mercato immobiliare. Quello che è il “sentiment” nazionale è ricavato dalle risposte di oltre 6.000 utenti, scelti perché hanno dimostrato un interesse nei confronti del tema casa, avendo nei tre mesi precedenti la rilevazione effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio immobiliare.

    Una nota positiva, e solo apparentemente in controtendenza con la percezione della vendita nel settore, riguarda la propensione all’acquisto: dopo sei mesi di stallo al 45%, e un salto al 49% registrato ad aprile, adesso arriva al 52% la percentuale degli italiani che pensano che (nonostante la crisi, o forse proprio per questo motivo) sia un buon momento per comprare casa: gli ottimisti sono quindi la maggioranza, anche se il dato resta inferiore ai livelli di luglio 2011 in cui era al 54%.

    «Nonostante la contrazione dei consumi e la sempre maggiore difficoltà ad avere accesso al mutuo – continua Giordanochi guarda al mercato immobiliare sa che questo è un momento in cui è possibile fare investimenti vantaggiosi. Non siamo ancora ai livelli di ottimismo registrati un anno fa, anche per colpa del clima negativo che si è diffuso attorno all’Imu, ma la consapevolezza degli alti livelli di invenduto contribuiscono a far pensare che, per chi può, sia un’opportunità investire in modo mirato oggi nel mercato immobiliare.»

    Scende parimenti, proseguendo il trend avviato l’ultimo trimestre, la percentuale dei pessimisti, vale a dire coloro i quali ritengono sia questo un brutto momento per investire in un immobile: se ad aprile era il 18,6% scende ancora, fino al 16%. Stimiamo che, da un assoluto no, gradualmente si spostino verso gli attendisti, ovvero coloro che pensano sia meglio rimandare l’acquisto al prossimo anno. Quest’ultimi, infatti, risalgono: dal 18,3%, sono ora il 21%.

    Il miglioramento della propensione all’acquisto immobiliare è legato a doppio filo con la mutata percezione, rispetto al trimestre precedente, dell’andamento dei prezzi nel settore. Se nella rilevazione di aprile la percentuale di italiani che prevedeva una diminuzione dei prezzi di vendita era al 39,3%, l’ultima indagine segna il livello più alto mai raggiunto in un anno: per il 51% degli italiani, nei prossimi dodici mesi, comprare casa costerà di meno. Scende, di conseguenza, la quota di chi ipotizza una stabilità dei costi: è al 31,4%, mentre superava il 35% tre mesi fa.

    Le differenze regionali

    Comportamenti e percezioni differiscono anche in base alla regione italiana in cui si risiede. I più restii all’idea di vendere sono i Toscani (78,7%) ed i Veneti (77,5%), mentre i Calabresi (64,6%) e i Sardi (67,4%) si trovano, di contro, in fondo alla classifica. Se l’ultima rilevazione vedeva, invece, lo scettro dell’ottimismo in mano a Emilia Romagna e Toscana, adesso è la Lombardia la Regione in cui il sentiment è migliore: la regione arriva al 56,2%, seguita dalla Toscana che conferma il suo 56% di ottimisti. Resta in fondo alla classifica il Trentino Alto Adige, che nemmeno nel secondo trimestre dell’anno riesce a superare il 40%; d’altro canto, resta la regione in cui è più elevata l’idea che questo sia un buon momento per vendere casa.

    Qui di seguito trovate le classifiche delle Regioni italiane per quel che riguarda l’opportunità di vendere ed acquistare casa, secondo la rilevazione del secondo trimestre 2012:


    È un buon momento per comprare casa

    Lombardia

    56,2%

    Toscana

    56,0%

    Lazio

    55,2%

    Piemonte

    53,9%

    Umbria

    52,1%

    Emilia Romagna

    51,9%

    Calabria

    51,2%

    Marche

    51,1%

    Liguria

    50,2%

    Veneto

    50,1%

    Friuli Venezia Giulia

    49,5%

    Sardegna

    47,8%

    Abruzzo

    47,1%

    Sicilia

    45,7%

    Puglia

    44,8%

    Campania

    44,8%

    Trentino

    38,7%

    Non è un buon momento per vendere casa

    Toscana

    78,7%

    Veneto

    77,5%

    Lombardia

    76,2%

    Umbria

    76,1%

    Puglia

    75,4%

    Marche

    74,8%

    Friuli Venezia Giulia

    74,8%

    Liguria

    74,6%

    Lazio

    74,5%

    Trentino

    74,2%

    Piemonte

    73,9%

    Emilia Romagna

    72,6%

    Campania

    68,9%

    Abruzzo

    67,6%

    Sicilia

    67,4%

    Sardegna

    67,4%

    Calabria

    64,6%

  • WiinClub: la vera soluzione alla disoccupazione

    WiiinClub offre la soluzione ad uno dei problemi più gravi della nostra società: la disoccupazione. In piena crisi economica, con uno de tassi di disoccupazione più alti dell’Unione Europea, resta ancora qualche speranza anche per l’Italia. Una delle soluzioni alla distruzione massiva di posti di lavoro è l’autoimpiego.

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  • Le grandi case automobilistiche replicano alle campagne contro l’evasione fiscale

    Ogni coalizione, ogni partito e ogni singolo candidato prima di presentarsi alle elezioni ha sempre inserito tra i punti base del proprio programma la lotta all’evasione fiscale. I risultati purtroppo non hanno mai seguito le promesse, così questo problema continua ad essere uno dei più gravi per il nostro paese. Il governo tecnico guidato da Mario Monti ha cercato subito di dare nuovo impulso alla caccia agli evasori anche attraverso attività che miravano più a creare propaganda che a riempire effettivamente le casse dello stato. Ai blitz notturni in località turistiche rinomate e nei locali principali delle maggiori città italiane sono seguiti numerosi controlli verso i proprietari di auto di lusso, finiti nel centro del mirino della Guardia di Finanza. Quest’occhio di riguardo nei confronti dei macchinoni ha portato ad un calo delle vendite nel settore: così, anche quei pochi italiani che potrebbero permettersi una super car hanno preferito ripiegare su vetture più anonime per non correre il rischio di passare per evasori. Le grandi case automobilistiche sono subito corse ai ripari, lanciando campagne pubblicitarie con il compito di invertire questa tendenza: a febbraio era stata la Mercedes ad occupare alcune pagine dei giornali, mentre a giugno Jaguar e Land Rover si sono affidate al digitale terrestre. I marchi premium si augurano che questi interventi possano dare buoni risultati, ma una grossa mano potrebbe giungere loro anche dalla riduzione dei costi di gestione connessi a queste macchine. Un acquisto del genere infatti presuppone anche il pagamento di un super bollo e di un’assicurazione dal premio elevato: tuttavia, mentre per il bollo non c’è possibilità di intervenire, con le polizze si può far ricorso al web. Inserendo le parole “assicurazioni online internet” su google si trovano tante proposte interessanti: gli euro risparmiati in questo modo sembreranno poca cosa di fronte alla cifra necessaria per l’acquisto di una Mercedes o di una Jaguar, ma, a prescindere dalla disponibilità del conto in banca, non cogliere questa opportunità avrebbe davvero poco senso.

  • Cessione del Quinto dello Stipendio Dipendenti Pubblici

    CESSIONE DEL QUINTO: COS’E’?

    La cessione del quinto dello stipendio è un prestito personale accessibile a tutti i dipendenti pubblici.
    Il finanziamento, ottenuto in tempi brevi e a tassi estremamente vantaggiosi, viene rimborsato con trattenute dallo stipendio che non possono eccedere la quinta parte dell’intero importo della busta paga. La particolarità di questo tipo di finanziamento consiste nella velocità dei tempi di erogazione, e soprattutto nella convenienza dei tassi di interesse applicati, che restano fissi per tutta la durata del finanziamento.
    La cessione del quinto dello stipendio è possibile anche se si è subito un protesto o se si risulta essere cattivi pagatori: nel caso dei dipendenti pubblici, infatti, è la busta paga a fornire le garanzie necessarie. Inoltre la cessione del quinto dello stipendio non necessita di garanti o di motivazioni specifiche.

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  • Assomet: qualche nube all’orizzonte per i metalli non ferrosi

    Quanto si viene ad apprendere alla conclusione dell’ultima assemblea Assomet svela un panorama non troppo facile per il settore dei metalli non ferrosi, qualche nuvola incomincia a prendere corpo all’orizzonte anche se, per il momento, la posizione e l’operatività del nostro paese non tende certo a sfigurare. Volendo fare una rapida ma funzionale analisi è infatti possibile affermare che la condizione italiana è assai più positiva di quella relativa a tanti altri paesi. Le recenti modifiche relative l’intero quadro dei cambiamenti a livello di macroeconomia interessano in modo particolare un vasto spettro di realtà lavorative, che vedono in questi materiali una parte basilare relativa la loro possibilità d’opera, tra le quali è possibile trovare ai primi posti l’industria relativa il mercato delle vetture, tutto il comparto relativo all’hi-tech e quelle aziende, alcune ormai storiche, che si occupano della produzione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili. I cambiamenti della macroeconomia, che sembrano ormai in procinto di prendere maggior forma, sono in grado di influire in modo assai pesante su queste realtà economiche molto importanti per l’intero paese. Nell’attesa di osservare i prossimi sviluppi vi è comunque da tenere conto che alcuni segnali di allarme sono già giunti, su tutti abbiamo ovviamente la drastica riduzione di aziende del settore metalli non-ferrosi che conta oggi poco più di 1.100 imprese.

  • Continental acquisisce Omitec, l’azienda britannica specializzata nella diagnostica

    Continental, tra i primi fornitori internazionali nel settore automotive, sta intensificando le proprie attività nel segmento del mercato indipendente dei ricambi relativamente alla diagnostica: ha infatti acquisito Omitec Group Ltd. La società, con sede a Devizes, Regno Unito, impiega uno staff di oltre 250 persone. Omitec è un fornitore globale di diagnostica e strumenti per le officine del mercato automobilistico. Con l’acquisizione di Omitec da parte di Continental, le due imprese uniscono le proprie forze idealmente complementari per diventare uno dei principali operatori del settore, con un’ampia offerta di prodotti e soluzioni per la diagnostica.

    In questo modo Continental rafforza la propria posizione internazionale nel mercato indipendente dei ricambi, sottolineando la crescente importanza che rivestono i prodotti e i servizi di diagnostica sia nel mercato aftermarket che nel primo equipaggiamento.

    “Siamo fermamente convinti che questa mossa ci consentirà di gestire ancora meglio le sfide del futuro e di soddisfare le esigenze del mercato”, ha detto Helmut Ernst, Vice President Independent Aftermarket di Continental.

    Continental e Omitec hanno già collaborato con grande successo in passato. Dal 2008 infatti lo strumento di Continental ContiSys, di produzione Omitec ma commercializzato con il brand VDO, offre soluzioni per la diagnostica multimarca. Oltre alla collaborazione internazionale nella distribuzione di soluzioni diagnostiche come VDO, erano stati acquisiti a metà del 2010 anche i diritti di vendita per il marchio Autodiagnos in Germania, Austria e Svizzera.

    Con questa acquisizione, Continental espande ulteriormente la propria gamma di prodotti, offrendo alle officine un’ampia varietà di soluzioni sempre innovative per la manutenzione e la riparazione di automobili e veicoli commerciali leggeri.

    L’offerta di soluzioni Omitec è molto vasta e comprende anche i prodotti commercializzati con i marchi Omitec, Crypton e Autodiagnos. Si va da semplici strumenti EOBD (European On Board Diagnostic), a soluzioni diagnostiche computer-assisted evolute supportate e accompagnate da cataloghi e schede tecniche, a prodotti relativi alle tecnologie di analisi delle emissioni a una completa strumentazione di base per le officine.

  • Il tuo prestito personale a tassi vantaggiosi e in tempi brevi

    La cessione del quinto è un prestito personale accessibile a tutti i lavoratori dipendenti, che offre tassi più vantaggiosi e tempi di erogazione più brevi. E’ possibile ottenere la cessione del quinto dello stipendio, e della pensione. Il prestito viene erogato velocemente e una volta ottenuto il finanziamento, le rate sono trattenute direttamente dalla busta paga o dalla pensione. Il tasso di interesse è fisso per tutta la durata del finanziamento, e per un importo che non eccederà la quinta parte dello stipendio.
    Grazie a formule particolari è possibile accedere a questa tipologia di prestito personale anche se si risulta essere cattivi pagatori o se si è subito un protesto. Inoltre il finanziamento non richiede motivazioni specifiche, garanti o fideiussioni.
    La cessione del quinto dello stipendio permette formule agevolate per dipendenti pubblici grazie alle Convenzioni INPDAP.

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  • Sempre più numerosi gli esperti alla IAFP

    Continuano a crescere le richieste di adesione alla IAFP, l’Associazione Internazionale dei Professionisti del Franchising, che oggi conta un nuovo elemento di spessore: Egidio Bagnato, Vicepresidente nazionale della Federazione Italiana del Franchising (FIF).

    La presenza di Bagnato al gruppo già ben assortito, apporta sicuramente un’elevata competenza, grazie alla sua ventennale esperienza nel settore franchising e, nello specifico, nello sviluppo reti correlato da un’approfondita conoscenza del territorio italiano.

    Egidio Bagnato si caratterizza da sempre per la concretezza dei suoi risultati e per la disponibilità e il rapporto umano che dedica a tutti i suoi clienti e a chiunque voglia maggiori informazioni per l’apertura di una nuova attività.

    … grandi nomi del “mondo” franchising si mettono quindi a disposizione per consulenze di sicuro successo e … altri importanti esperti internazionali stanno inviando la loro richiesta di adesione!

    Per maggiori informazioni scrivete a [email protected]

    www.brdconsulting.it

  • IAFP: Sud America, Brasile … arriva un nuovo top partner!!

    L’IAFP è l’Associazione Internazionale dei Professionisti del Franchising, nata e immediatamente sostenuta da alcuni tra i maggiori esperti del settore a livello internazionale, per il coordinamento e la promozione di tutte le attività inerenti il mondo franchising e tutti gli utenti interessati alla formula.

    Nell’Associazione, entra oggi a far parte anche Paulo Cesar Mauro.

    Paulo Cesar Mauro è uno dei pionieri del franchising del Sud America. Lavora nel settore da oltre 25 anni e, con la sua società di consulenza, ha sviluppato in Brasile più di 300 reti in franchising.

    Paulo Cesar Mauro è inoltre autore di diversi libri, tra cui “The Franchisor’s Guide” in Brasile (5° edizione nel 2012) e “The Franchisee’s Guide” sempre in Brasile (2° edizione nel 2012).

    L’IAFP si colora, quindi, sempre più di “periti” del settore e, soprattutto, offre una consulenza a copertura “mondiale”.

    Per maggiori informazioni scrivete a [email protected]

    www.brdconsulting.it

  • Metalli: dalla Cina una nuova politica commerciale per l’Europa

    Che la Cina fosse in procinto di avviare una nuova politica commerciale per quel che concerne la fornitura di metalli industriali all’occidente era cosa già ben chiara da diverso tempo. Le motivazione che hanno indotto il colosso asiatico a ridurre la produzione di una certa tipologia di materie prime deriva senza dubbio da problematiche relative alla gestione interna del paese che deve oggi fare i conti con un netto rallentamento di quello che il suo mercato e della flessione economica derivante da un numero di investimenti del recente passato davvero esagerati e che inducono oggi la repubblica a fare qualche passo indietro per scoprire nuovamente un ritmo di crescita più “umano” e sostenibile. Tutto questo però, d’altro canto, non crea che problematiche alle industrie dell’occidente che contava ormai su una disponibilità di materie prime davvero interessante e che consentiva fino ad oggi a tutte le aziende ed industrie interessate di ottenere il materiale di prima lavorazione senza particolari problematiche. L’avvio di un commercio più leggero e snella tra Cina ed Unione Europea risulta oggi un fattore davvero preoccupante per le aziende che si occupano della produzione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili, esattamente come per l’industria automobilistica. Un cambiamento del mercato che induce un cambiamento nella politica di gestione delle risorse che diviene oggi ancor più propositiva e che rinnova un impegno maggiore nello studio di soluzioni votate al riciclaggio ed al recupero.