Che la Cina fosse in procinto di avviare una nuova politica commerciale per quel che concerne la fornitura di metalli industriali all’occidente era cosa già ben chiara da diverso tempo. Le motivazione che hanno indotto il colosso asiatico a ridurre la produzione di una certa tipologia di materie prime deriva senza dubbio da problematiche relative alla gestione interna del paese che deve oggi fare i conti con un netto rallentamento di quello che il suo mercato e della flessione economica derivante da un numero di investimenti del recente passato davvero esagerati e che inducono oggi la repubblica a fare qualche passo indietro per scoprire nuovamente un ritmo di crescita più “umano” e sostenibile. Tutto questo però, d’altro canto, non crea che problematiche alle industrie dell’occidente che contava ormai su una disponibilità di materie prime davvero interessante e che consentiva fino ad oggi a tutte le aziende ed industrie interessate di ottenere il materiale di prima lavorazione senza particolari problematiche. L’avvio di un commercio più leggero e snella tra Cina ed Unione Europea risulta oggi un fattore davvero preoccupante per le aziende che si occupano della produzione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili, esattamente come per l’industria automobilistica. Un cambiamento del mercato che induce un cambiamento nella politica di gestione delle risorse che diviene oggi ancor più propositiva e che rinnova un impegno maggiore nello studio di soluzioni votate al riciclaggio ed al recupero.
Categoria: Economia e Finanza
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Mutui prima casa, il 6% di quelli cointestati arriva da coppie miste
Mentre Mario Balotelli che veste in azzurro mostra in mondovisione una nuova Italia, “meticcia” e vincente, anche i mutui offrono una prospettiva privilegiata per capire un Paese che, crisi o non crisi, continua la sua evoluzione multiculturale: secondo le analisi di Mutui.it (www.mutui.it) il 6% dei mutui prima casa cointestati è richiesto da coppie “miste”, in cui uno dei due componenti non è italiano. L’indagine, svolta considerando un campione di oltre 5.000 richieste di mutuo prima casa presentate nell’ultimo anno a nome di due firmatari, ha permesso di ottenere una conferma della progressiva normalizzazione del processo d’integrazione degli stranieri in Italia, che significa anche “mettere su casa” con un italiano o un’italiana. «Il quadro emergente – spiega Lorenzo Bacca, responsabile business unit di Mutui.it – offre una conferma degli ultimi dati Istat, secondo cui nel 2010 l’8% dei matrimoni celebrati in Italia vedeva uno dei due sposi di nazionalità non italiana; anche le domande di mutuo prima casa ribadiscono questo trend». Analizzando nel dettaglio le richieste che arrivano dal campione messo sotto la lente di Mutui.it, il quadro è solo parzialmente allineato con quello che descrive il mutuo prima casa degli italiani: l’importo richiesto è più alto, arrivando a 160.000 euro contro un valore medio nazionale di 139.000 euro. La cifra che le coppie miste hanno intenzione di farsi finanziare rappresenta il 73% del valore dell’immobile da acquistare attraverso il mutuo. La durata media del prestito è elevata, arriva a 25 anni, mentre il tasso variabile rappresenta quello maggiormente richiesto: con il 54% supera di gran lunga le richieste di mutuo a tasso fisso, pari al 37% del totale. Ma da dove arrivano le richieste? Se le regioni d’Italia in cui si concentra il maggior numero di domande di mutuo sono quelle più popolose – Lombardia (26%), Lazio (15%) e Emilia Romagna (14%), in cui è alta la presenza di cittadini immigrati – le Nazioni di provenienza degli aspiranti mutuatari sono tantissime: quelle con le percentuali maggiori sono la Romania (15%) la Polonia (8%) e l’Albania (8%). Si tratta, evidentemente, delle comunità più presenti in Italia, ma anche quelle con la maggior percentuale di donne: i matrimoni (e i mutui) in cui è la sposa ad essere straniera sono il triplo di quelli in cui l’italiana è la donna. «Nonostante le criticità del settore dei mutui – continua Bacca – è davvero interessante capire come non si fermi, anche in Italia, il processo di integrazione delle varie comunità straniere; la casa, mai come oggi, rappresenta un punto fermo e un’espressione evidente della volontà di radicamento nel territorio che occorre tenere in considerazione per capire il futuro di questo Paese ». Di seguito la classifica delle Nazioni più presenti tra quelle da cui provengono i richiedenti:
Romania
15%
Polonia
8%
Albania
8%
Brasile
5%
Ucraina
4%
Svizzera
4%
Argentina
3%
Marocco
3%
Francia
3%
Moldavia
3%
Perù
3%
Russia
3%
Spagna
3%
Gran Bretagna
2%
Venezuela
2%
Altre nazionalità
31%
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Deveyes Group lancia IMU 24: applicazione iPhone e iPad free de Il Sole 24 Ore
State cercando di orientarvi, con grosse difficoltà, tra acconti, rate e calcolo dell’IMU (Imposta Municipale Unica) della vostra casa? Vorreste un’applicazione semplice che vi tenga informati su tutte le ultime notizie a riguardo permettendovi di conoscere l’importo che dovrete andare a pagare?
Deveyes Group, azienda milanese specializzata in applicazioni per dispositivi iOS e Android, ha creato per conto de Il Sole 24 Ore un’applicazione gratuita dedicata, IMU24, dove è possibile consultare le ultime normative in merito di imposta comunale introdotte dal Governo Monti e calcolarne l’importo conoscendo la rendita catastale dell’immobile stesso.
L’App permette inoltre di calcolare l’importo IMU sia della prima che della seconda casa, comprendendo eventuali detrazioni (riguardanti l’abitazione principale ed i figli a carico) e suddividendone eventualmente l’importo per le singole rate.
IMU24 è uno strumento semplice, veloce ed affidabile, disponibile sull’Apps Store al seguente link:
http://itunes.apple.com/it/app/imu-24-il-sole-24-ore/id526697086?mt=8
Deveyes Group è un’azienda specializzata nello sviluppo e la commercializzazione di applicazioni per dispositivi mobili e social. Il nostro team è composto da esperti che operano nel settore mobile da oltre 10 anni. Lo sviluppo è seguito da ingegneri e grafici che curano sia gli aspetti tecnici che quelli estetico/funzionali per fornire soluzioni ad hoc sulle specifiche del cliente. – http://www.deveyesgroup.com
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Oriente e occidente sul fronte dei metalli
Qualcosa non ha funzionato nel modo giusto sul territorio cinese; forse è ancora troppo presto per fare delle affermazioni ma pare che forse il colosso asiatico abbia investito eccessivamente in immobili ed opere pubbliche. Certo, detta così pare esser cosa che ci riguardi ben poco eppure è importante anche per noi occidentali che sia avviato un cambio di rotta poiché, come molti esperti affermano, ci troviamo all’inizio di quello che è il punto di flessione economica per un paese enorme che si è lanciato in modo rapido e in diversi casi, con poca attenzione, in un progetto evolutivo che di “progetto” aveva ben poco. L’influenza di questa crescita rapida e spropositata ha avuto molteplici effetti su buona parte degli aspetti economico/politici/ambientali di questi ultimi anni. Allo stesso modo si vanno così alterando i relativi mercati per i quali, in base alle continue e differenti necessità, risulta necessario avviare opere di soluzione e bilanciamento per tenere in piedi una economia globale già di per se precaria. Tuttavia le problematiche vengono spesso per spronare all’apertura di nuove strade e per quel che riguarda il mercato dei metalli e delle terre rare, pare proprio essere questo il caso. Per molte aziende occidentali, da quelle che si utilizzano macchinari per la realizzazione di veicoli così come per creare lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili; risulta oggi di fondamentale importanza l’importazione di metalli nobili e terre rare dalla Cina, per lo più utilizzate appunto nell’hi-tech. Con la drastica riduzione di produzione dei suddetti dal fronte asiatico, diventa necessario avviare un’operazione di recupero interna ai paesi occidentali che permetta allo stesso tempo di dipendere in maniera minore dalla Cina e sostenere un processo economico/aziendale che punti ad una economia green.
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Ecco come scegliere investimenti etf
L’ETF sono una via di mezzo tra un’azione ed un fondo comune, ed essendo un prodotto dei due, consentono di sfruttare i vantaggi massimi che offrono entrambi. Acquistando un Etf CS, infatti, è possibile l’ammortizzazione dei rischi tipica del fondo d’investimento e la flessibilità e trasparenza tipica delle azioni. Ciò rende l’Etf una delle più sicure forme di investimento in quanto il loro patrimonio è completamente separato da quello dell’emittente. È possibile conoscere il suo valore in qualsiasi momento, dall’inizio alla fine della giornata di Borsa. Da ciò deriva una delle migliori caratteristiche dell’Etf ossia la trasparenza, che assieme alla versatilità che lo caratterizza, tipica dei fondi, si configura come uno dei più comodi sistemi di investimento. La negoziazione per vendere gli Etf è affidata ad un intermediario autorizzato che curerà le transizioni e gestirà i vostri Etf su commissione. A parte ciò, non vi sono costi aggiuntivi di gestione o mantenimento.
Puntare sugli etf migliori vi permette di ampliare notevolmente il vostro portafoglio di investimento e di variarlo investendo anche sui nuovi mercati emergenti. Da fine Maggio infatti, Credit Suisse ha convertito altri sette fondi da replica sintetica a replica fisica (ricordiamo che la replica sintetica è una soluzione adottata quando è difficile replicare il benchmark fisicamente). Gli Etf che hanno subito la modifica del metodo di replica sono stati relativamente al CS ETF (IE) MSCI: Asia, Korea, Taiwan, Word, America Latina, Chile, Russia, World. Puntare sui giovani mercati emergenti a livello globale, significa investire non solo in mercati caratterizzati da una forte crescita, ma anche fortemente proiettati all’investimento.
A parte i nuovi mercati emergenti, le possibili asset class su qui puntare con l’Etf sono: Indici obbligazionari, gli Indici azionari relativi ai mercati singoli o su vasta scala, gli Indici azionari settoriali, Indici di materie prime e di società immobiliari. -
finanza agevolata e imprenditoria femminile
Nell’ultimo periodo molte donne (soprattutto di origine straniera) arrivano nel nostro paese alla ricerca di un lavoro, e nella maggior parte dei casi svolgono mansioni di colf e badanti, per bambini o anziani. Molte di loro tuttavia lavorano in nero e per questo motivo è arrivato il momento di metterle in regola! Naturalmente questo non vale solo per le donne straniere ma anche per le cittadine nate in Italia e che svolgono questo lavoro in modo non del tutto legale. Queste donne, oltre a rappresentare un peso per lo stato, vanno incontro a multe salatissime, che possono essere facilmente evitate attraverso una semplice messa in regola. Quindi donne non aspettate ancora… mettetevi in regola! Un altro argomento riguardante le donne è l’ imprenditoria femminile che secondo una nuova legge prevede notevoli agevolazioni per le così dette aziende “in rosa”. Questo significa, quindi, che solo le imprese gestite prevalentemente da donne possono usufruirne. Queste aziende avranno una finanza agevolata a patto che il 60% del personale sia costituito da sole donne. Quindi donne approfittate e date il via a una vostra impresa mettendovi in gioco: fate conoscere le vostre idee e, se saranno buone, saranno premiate con il passare del tempo. Alla base di un buon funzionamento, naturalmente, vi è la validità tecnica e l’idea imprenditoriale, riconoscendone i possibili ostacoli e impedimenti. Alcune idee imprenditoriali molto vicine alle donne sono: l’apertura di un nido, fare un giornale online, avviare una piccola fabbrica… Quindi donne fatevi avanti: il mondo dell’imprenditoria vi aspetta!
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Antiriciclaggio e professionisti: ne parliamo su Reteconomy
E’ disponibile, a questo indirizzo , la registrazione della puntata del 14 giugno di Buongiorno Economia, trasmessa da Reteconomy.
In questa puntata, il nostro Amministratore Delegato Vito Ziccardi, fa il punto sulla situazione dell’Antiriciclaggio in Italia, con un focus particolare sulla realtà e le esigenze di professionisti e commercialisti.
Vengono anche commentati i punti salienti del Convegno “La legge sull’Antiriciclaggio e i liberi professionisti” organizzato dall’ODCEC Cagliari, che ha visto a confronto commercialisti, avvocati, esponenti di Bankitalia e della Guardia di Finanza.
Una serie di brevi video che fanno bene il punto sulla situazione, cosa devono fare i professionisti e come Alavie può supportarli nella compliance.
La soluzione Alavie: unica in Italia
Alavie, lo specialista della consulenza ai commercialisti ha messo a punto una metodologia unica per aiutare i professionisti a rispettare le norme antiriciclaggio senza complicazioni, in modo efficiente ed economico; salvaguardando gli investimenti già fatti in software e senza gettare quanto già fatto finora.
Risparmiando tempo e denaro, senza distogliere attenzione e risorse dall’attività principale dello studio.
Basata su una serie di oltre 200 parametri e punti di controllo, la metodologia esclusiva è in grado di mettere al riparo – insieme all’attività del consulente – lo studio da deviazioni rispetto a quanto previsto dalla legge.
La Soluzione Antiriciclaggio Alavie
– Verifica di conformità
– Consulenza nella messa a norma, aggiornamento e gestione della documentazione prevista dalla legge Antiriciclaggio
– Supporto nella creazione dell’Archivio Unico Informatico
– Formazione agli incaricati della gestione dei dati richiesti
– Supporto legale e normativo a disposizione del cliente
Alavie, il consulente specializzato per i Commercialisti e i professionisti.
Alavie è partner dell’ Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili(UNGDCEC) ed è una società di consulenza specializzata nella Privacy e l’Antiriciclaggio che in oltre 15 anni di esperienza nel settore ha aiutato oltre 4.000 aziende e centinaia di studi commercialisti.
Per scoprire cosa potremmo fare per voi e aiutarvi a tutelarvi rispetto alle norme (vecchie e nuove) sulla Privacy e l’Antiriciclaggio contattateci – anche solo per verificare se davvero siete compliant: www.alavie.it
Alavie è la soluzione semplice, economica, efficace.
Operiamo da oltre 15 anni nel campo della consulenza aziendale. Le nostre soluzioni sono state scelte da oltre 3.000 clienti, appartenenti ai più diversi settori. Tutte queste aziende hanno trovato una soluzione semplice, veloce ed economica per le proprie esigenze.
Siamo un partner di fiducia, in grado di rispondere in maniera innovativa e qualificata alle esigenze dell’azienda, adottando processi e soluzioni innovative, collaudate, efficaci. -
I finanziamenti agevolati e l’avvio di una nuova impresa
Quotidianamente sentiamo notizie relative alla crisi economica che attanaglia l’Italia già da qualche anno e che rende difficile, complice anche la pressione fiscale, avviare una nuova attività o impresa.
Tuttavia, nonostante la situazione sia abbastanza complicata, non è bene lasciarsi andare al pessimismo, soprattutto se si tiene conto del fatto che esistono alcune strade alternative grazie alle quali si potrebbe rilanciare l’economia italiana, creando nuove imprese grazie al sostegno offerto dai finanziamenti agevolati.
Molte persone, infatti, specialmente i giovani per superare la crisi e l’assenza di posti di lavoro decidono di creare una propria attività, beneficiando anche dei vantaggi che da qualche mese sono stati introdotti dal nuovo regime fiscale dei minimi che consente alle nuove imprese di beneficiare di una pressione fiscale molto contenuta, pari al 5%.
Se questo è vero da una parte, dall’altra è altrettanto vero che spesso è difficile reperire finanziamenti per lo start up impresa, indispensabili per l’avvio di ogni tipo di attività.
Sono infatti ben conosciute le enormi difficoltà che spesso si incontrano quando si richiedono prestiti alle banche o agli istituti preposti, ma questo non significa che non esistano altre strade.
Una buona soluzione per avere immediata liquidità a condizioni oneste è quella di far ricorso ai finanziamenti alle imprese per lo strat up imprenditoriale messi a disposizione dalle Agenzie Nazionali per lo Sviluppo d’Impresa.
Si tratta di finanziamenti agevolati e di finanziamenti a fondo perduto, vale a dire prestiti che le Agenzie Nazionali per lo Sviluppo, del tipo Sviluppo Italia o Invitalia, mettono a disposizione per finanziare il lavoro autonomo e le microimprese sino ad un tetto massimo di 30mila euro per il lavoro autonomo e di 130mila euro per la microimpresa. La formula è semplice: 50% a fondo perduto e 50% a finanziamento agevolato.
Per richiedere questi finanziamenti si deve presentare domanda corredata da tutta la documentazione richiesta, presso gli sportelli dell’Agenzia di Sviluppo, la quale provvederà a valutare i progetti sono ad esaurimento del budget.
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RICERCA AMERICAN EXPRESS “CFO GLOBAL BUSINESS & SPENDING MONITOR”: ENTRO IL PROSSIMO ANNO SI REGISTRERÀ UNA MODESTA CRESCITA ECONOMICA PER LE AZIENDE
Le previsioni relative ad una probabile crescita economica in Europa sono lievemente ottimiste: il 50% dei direttori finanziari europei pensa, infatti, che entro il prossimo anno si registrerà una modesta crescita dell’economia, mentre per un 10% si tratterà addirittura di una crescita sostanziale. L’ottimismo è maggiore quando a rispondere sono i direttori finanziari dei mercati extraeuropei, guidati da India (85%), Stati Uniti (78%) e Messico (73%), che parlano di ripresa significativa entro l’anno in corso.
Questo è quanto è emerso dalla quinta edizione della CFO Global Business & Spending Monitor di American Express, studio realizzato dalla società di ricerca CFO Publishing LLC su circa 600 Senior Finance Executives di aziende multinazionali (con fatturato annuo superiore a 500 milioni di $) a livello globale.
“La ricerca evidenzia come, a livello europeo, la metà dei direttori finanziari interpellarti prevede una modesta crescita economica nei prossimi 12 mesi. Questo dato, moderatamente positivo, tiene conto di mercati come la Germania e la Svezia che sono più ottimisti e si aspettano una sostanziale ripresa della crescita verso la fine dell’anno, rispetto ad altri – come UK, Francia, Spagna e Italia – che prevedono tempi ancor più lunghi per la ripresa economica” – ha affermato Piotr Pogorzelski, Vice President & General Manager Global Corporate Payments di American Express Italia. – “La maggior parte degli intervistati (64%) in Europa sostiene che, nei prossimi due anni, le prospettive di crescita della propria azienda dipenderanno molto più, rispetto agli ultimi cinque anni, dalla vendita di beni e servizi nei mercati emergenti”.
Se guardiamo agli obiettivi di crescita 2012 vs 2011, oltre la metà delle aziende europee (51%) prevede di porsi obiettivi abbastanza aggressivi (con un 12% che dichiara che saranno addirittura molto aggressivi). L’84% degli intervistati ha dichiarato inoltre di sentirsi sicuro all’idea di raggiungere tali target.
Ma quali saranno le principali minacce alla crescita delle imprese europee?
Il 47% degli intervistati ritiene che saranno gli aspetti finanziari a destare maggiore preoccupazione. Ma se la maggior parte dei CFO interpellati concorda su quale sarà la principale minaccia per la crescita economica, allo stesso tempo non sono d’accordo su quale sarà il fattore specifico da temere maggiormente: il 24% è, infatti, più preoccupato della sempre maggiore esposizione alle variazioni dei tassi di cambio, il 22% è invece spaventato principalmente dall’accesso limitato ai finanziamenti e al credito e dalla maggiore esposizione ai tassi di interesse, mentre il 19% crede che la volatilità dei mercati di capitali sia il fattore più preoccupante.
Il contesto economico degli ultimi anni ha spinto diverse aziende a creare dei “cuscinetti” contro gli imprevisti, ovvero delle riserve di liquidità che, secondo l’indagine, quasi la metà delle aziende (43%) ha in previsione di utilizzare nel corso 2012. Le riserve di liquidità saranno destinate principalmente, per il 75%, ad assicurarsi gli approvvigionamenti di prodotti chiave per l’azienda oltre che proteggersi dall’aumento dei prezzi.
“La preoccupazione per l’aumento dei prezzi di energia e carburante è maggiore in Europa rispetto al resto del mondo” – conclude Piotr Pogorzelski. – “Più di un terzo delle aziende europee (35%), infatti, è preoccupato che questi incrementi possano minare le prospettive di crescita in settori come la produzione e la spedizione nel corso del prossimo anno. Solo un quarto degli intervistati nel resto del mondo ha manifestato la stessa preoccupazione”.
Il controllo dei costi aziendali resta una priorità per i CFO europei interpellati, con oltre l’80% degli intervistati che dichiara di aver pianificato modesti investimenti per la crescita, rispetto ad un focus maggior sull’ottimizzazione e sulla profittabilità.
“L’attenzione ai costi è alta nei mercati europei meno ottimisti nei confronti di una ripresa economica nel breve periodo, dove prevale un indirizzo strategico volto a ottimizzare e contenere i costi e a preservare la profittabilità” – continua Piotr Pogorzelski. “Nonostante un approccio più conservativo dei CFO in Europa, circa il 44% degli intervistati ha pianificato di utilizzare le riserve di liquidità per la crescita: ad esempio, negli UK, il 74% afferma che aumenterà gli investimenti in ricerca e sviluppo. Questo approccio è fondamentale per garantire alle aziende di porre basi solide per la crescita”.
Considerato il modesto miglioramento delle condizioni economiche previste a livello mondiale, la maggioranza dei direttori finanziari europei (47%) prevede un aumento dell’organico nel corso dei prossimi 12 mesi, con un 61% di intervistati che dichiara che le nuove assunzioni saranno necessarie per acquisire competenze ed esperienze specialistiche. Le previsioni parlano anche di tagli al personale: le aziende con sede in Europa, infatti, affermano che si assisterà ad una diminuzione del personale nel prossimo anno (40%) con una percentuale maggiore rispetto al resto del mondo (30%).
Per quanto riguarda gli investimenti che nel 2012 saranno in crescita rispetto al 2011, i CFO hanno indicato:
· attività per l’accesso ai mercati (come attività di vendita e marketing) 40%
· sviluppo di nuovi beni e servizi con un 40%
· miglioramento dell’efficienza dei processi di produzione (43%)
· processi amministrativi e nuove capacità di produzione (36%).
La ricerca
CFO Research Services ha intervistato circa 600 Senior Finance Executives di aziende multinazionali (con fatturato annuo superiore a 500 milioni di $) negli Stati Uniti, Europa*, Canada, America Latina, Asia e Australia. Questa ricerca che include un’indagine online e interviste con senior finance executives è stata completata a marzo 2012.
*I paesi europei inclusi nella ricerca del 2012 sono: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Romania, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.
CFO Research Services
CFO Research Services è il gruppo di ricerca di CFOPublishing LLC, che produce la rivista CFO, CFO.com e CFO Conferences. Da più di 25 anni, CFO Publishing è una fonte attendibile di notizie sui temi che interessano i professionisti del settore finanziario.
American Express – Global Corporate Payments
American Express Global Corporate Payments fornisce una gamma di soluzioni per gestire le esigenze specifiche delle aziende.
American Express è leader di mercato nel settore delle Carte Corporate, fornendo il miglior sistema integrato di soluzioni personalizzate per la gestione, il controllo e la riduzione delle spese aziendali, con focus particolare sulle spese di business travel. American Express fornisce un servizio completo ai clienti: soluzioni di pagamento adatte alle esigenze specifiche delle aziende e servizi di analisi e consulenza che consentono di migliorare la gestione delle spese, indicando quali tipologie e quali azioni intraprendere, non solo per quanto riguarda i costi diretti (viaggi e spese di rappresentanza), ma anche per quanto riguarda i costi indiretti (telefonia, cancelleria…).
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