Categoria: Economia e Finanza

  • Energia: in Italia le bollette più care d’Europa

    Non solo integrazione, diritti civili e retribuzione media dei lavoratori: il confronto con l’Europa è impietoso anche quando parliamo di bollette. Facile.it (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html) ha analizzato le tariffe medie riservate alle famiglie italiane scoprendo che i nostri cugini dell’Unione Europea sono molto più fortunati, visto che possono godere di prezzi ben più bassi.

    Una famiglia media italiana spende circa 1.820 euro all’anno per le utenze di gas e luce, con costi unitari del 20% superiori rispetto a quelli in vigore in Spagna, Germania, Francia e Gran Bretagna: è questo, in breve, il fosco quadro che vede gli Italiani spendere di più anche in questo settore.

    Per quanto riguarda i consumi di gas, una famiglia media italiana spende circa 1.300 all’anno (considerando un consumo annuo medio di 1.400 metri cubi): potrebbe risparmiare ben 260 euro l’anno se avesse le tariffe unitarie in vigore nei principali paesi europei. Il costo medio al metro cubo da noi è pari a 0,93 euro, contro lo 0,75 euro al metro cubo medio di Germania, Inghilterra, Francia e Spagna.

    Per la luce, invece, una famiglia tipo paga in Italia circa 520 euro all’anno (per un consumo annuo medio di circa 2.700 KWh): potrebbe risparmiare 73 euro ogni anno se potesse contare sulle tariffe unitarie in vigore negli altri Paesi considerati. Paghiamo infatti 0,191 euro per KWh, contro gli 0,164 euro per KWh spesi in media da Germania, Inghilterra, Francia e Spagna.

    Ma perché questa differenza? La spesa unitaria varia perché da noi i prezzi della materia prima gas e della quota energia della luce sono tassati maggiormente rispetto all’estero: da qui i rincari, che si ripercuotono sulle bollette. Nel dettaglio, il prezzo della materia prima gas in Italia è in linea con quello pagato dagli altri Paesi europei (0,62 euro/mc in Italia vs 0,62 euro/mc degli altri quattro Stati), mentre è molto forte la differenza di tasse ed imposte sulla bolletta (ben 0,31 euro/mc in Italia, contro uno 0,13 euro/mc per gli altri Paesi).

    Se sull’energia elettrica il prezzo italiano della quota energia è leggermente più alto rispetto alla media altri Paesi analizzati (0,132 euro/KWh in Italia vs 0,122 euro/KWh degli altri Paesi – con l’eccezione della Germania che è di molto sopra la media), è notevole il diverso peso delle tasse e delle imposte applicate alle bollette italiane (0,059 euro/KWh contro lo 0,042 euro/KWh degli altri Paesi considerati).

    «La differenza di prezzi tra l’Italia e molti altri paesi europei ha dichiarato Paolo Rohr, responsabile della Divisione Utilities di Facile.itpuò essere in parte mitigata valutando le offerte del mercato libero per il gas e la luce. Attraverso il confronto delle tariffe gli utenti possono risparmiare sul prezzo della materia prima gas e della quota energia della luce, benché non possano, ovviamente, abbassare i costi addizionali e le tasse riportate in bolletta. Parliamo, ad ogni modo, di un risparmio medio di 150 euro sul gas e di 50 euro sull’energia elettrica».

    Di seguito il dettaglio delle tariffe in vigore per il Gas nei cinque Paesi europei presi in considerazione da Facile.it:

    Nazione

    tariffe unitarie in vigore (€/mc)

    Tasse e imposte sulle bollette (€/mc)

    Costo materia prima (€/mc)

    Italia

    0,93 €

    0,31 €

    0,62 €

    Spagna

    0,82 €

    0,13 €

    0,69 €

    Germania

    0,77 €

    0,20 €

    0,57 €

    Francia

    0,76 €

    0,12 €

    0,64 €

    Gran Bretagna

    0,63 €

    0,03 €

    0,60 €

    Queste, invece, le differenze per l’energia elettrica:

    Nazione

    tariffe unitarie in vigore (€/KWh)

    Tasse e imposte sulle bollette (€/KWh)

    Costo materia prima (€/KWh)

    Germania

    0,227 €

    0,099 €

    0,128 €

    Italia

    0,191 €

    0,059 €

    0,132 €

    Spagna

    0,159 €

    0,029 €

    0,130 €

    Gran Bretagna

    0,147 €

    0,005 €

    0,142 €

    Francia

    0,123 €

    0,036 €

    0,087 €

  • LA CRISI

    L’Eurostat, l’istituto di statistica della Commissione europea, ha certificato nella sua ultima analisi il crescente aumento del rapporto tra l’indebitamento dell’Italia e il suo Prodotto interno lordo PIL.

    Il quadro presentato dall’Eurostat, per gli italiani già chiaro da tempo, denota una situazione alquanto precaria del nostro Paese con un debito, nel terzo trimestre del 2012, pari al 127% rispetto ad un 90% della media dell’Eurozona; solo la Grecia con il 152% risulta con un debito più elevato dell’Italia.

    Confindustria, a contorno di questa analisi ha lanciato, in un documento inviato agli organi istituzionali italiani, un avviso forte: “La crisi ha lasciato profonde ferite, è emergenza economica e sociale”.

    Dalle parole del suo Presidente Giorgio Squinzi, Confindustria sottolinea l’allarmante situazione: “Dobbiamo riconquistare la crescita, creare lavoro, rimettere al centro le imprese”. Nel documento inviato, Confindustria ha voluto far sapere a Governo e organi politici quali devono essere le cure per riformare l’Italia: “Per ridare fiducia agli italiani, per restituire ai nostri giovani un futuro di progresso e crescita serve una terapia d’urto vera e propria basata su una forte discontinuità rispetto alle pratiche adottate negli ultimi 15 anni.”

    Purtroppo la situazione presentata non è delle migliori e non si prospetta nei prossimi mesi nessun segno di ripresa. L’unica cosa a cui gli italiani e le Imprese in questo momento possono aggrapparsi, è la speranza che il prossimo Governo possa trovare le soluzioni per diminuire la pressione e rilanciare il tessuto economico che avrebbe come ricaduta positiva l’aumento del Pil e conseguentemente una maggior liquidità a favore della popolazione.

  • Come e quando si pagherà la Tobin Tax

    A decorrere da Venerdì 1° Marzo si pagherà un tassa dello 0.12% sul valore delle transazioni finanziarie che comportano l’acquisto di azioni italiane emesse da società con un capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro, il balzello sale allo 0.22% se gli scambi avvengono su mercati non regolamentati ; per gli strumenti derivati, la tassa è operativa a partire dal 1° luglio, in misura fissa parametrata al valore nozionale del contratto. Nel caso si effettuino operazioni su derivati in mercati regolamentati la tariffa è ridotta di un quinto. L’onere di determinare il calcolo e il versamento della Tobin Tax, per conto dei clienti-investitori, spetta agli intermediari finanziari; tuttavia il decreto stabilisce che quest’ultimi possono avvalersi per l’assolvimento dei suddetti obblighi, dell’ausilio delle società di gestione accentrata, la Monte Titoli, per quanto riguarda Borsa Italiana. L’imposta deve essere versata nelle casse dello stato entro il 16 del mese successivo a quello in cui sono state eseguite le transazioni, intanto l’appuntamento per il primo versamento è stato fissato per il 16 luglio.
    Solo per quest’anno il ministero dell’economia pubblicherà insieme al decreto attuativo l’elenco delle società italiane la cui compravendita di azioni sarà esente dal pagamento della Tobin Tax, si tratta di ben 219 società, la cui capitalizzazione risultava inferiore a 500 milioni di euro nel novembre scorso. A partire da quest’anno la Consob, entro il 10 dicembre di ogni anno, redige e trasmette al Ministero dell’economia e delle finanze la lista delle società che rispettano il limite di capitalizzazione ai fini dell’esenzione , mentre il dicastero dell’economia si impegnerà a pubblicare entro il 20 Dicembre di ogni anno l’ elenco delle società con un capitalizzazione inferiore a 500 milioni di euro nel mese di novembre
    Per quanto concerne il Trading ad alta frequenza, il decreto, al fine di mitigare l’effetto negativo di questa attività sui mercati, ha chiaramente fatto sapere che vengono etichettate come tali le operazioni cancellate e modificate entro 30 secondi. Pertanto, la tassa sull’high frequency trading va applicata quando gli ordini cancellati e modificati eccedono il 60% di quelli immessi, per cui non verranno tassati tutte le operazioni cancellate o modificate , ma solo quelle che eccedono la suddetta soglia. Per simulare l’impatto della Tobin Tax sui propri investimenti è possibile utilizzare gli strumenti del sito http://www.tobin-tax.it/

    Pietro Di Lorenzo – Fondatore www.sostrader.it www.contosulconto.it www.maidireborsa.it www.tobin-tax.it
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    Buy&Sell: Cosa comprare e cosa vendere:
    Piazza Affari chiude in frazionale ribasso (FTSE Italia All-Share -0.12%) In evidenza sul FTSE MIB i rialzi di: Salvatore Ferragamo 20,72 +2,22% Eni 17,69 +2,14% Diasorin 27,51 +1,25% Tod’S 101,40 +1% Snam 3,616 +0,89%. Fra i titoli negativi: Finmeccanica 3,99 -4,13% Banca Monte Paschi Siena 0,23 -2,5% Telecom Italia 0,6155 -2,3% Mediobanca 5,365 -2,28% Banca Pop Emilia Romagna 5,895 -2,24%

    La borsa di Milano archivia la settimana in ribasso: FTSE Italia All-Share (Variazione ultimi 5 giorni -0.545% Variazione ultimo anno -0.155 %) FTSE MIB (Variazione ultimi 5 giorni -0.846%
    Variazione ultimo anno -0.141%) FTSE Italia STAR (Variazione ultimi 5 giorni +0.863% Variazione ultimo anno 12.24%). Fra i titoli maggiori si mettono in evidenza: Ferragamo (+6.58%) Pop.Milano (+6.36%) Buzzi Unicem (+5.35%) Mediobanca (+4.48%) Prysmian (+2.14%). In rosso invece: Finmeccanica (-16.18%) Telecom (-7.37%) Mps (-5.43%) Ansaldo (-3.56%) Generali (-3%). I 5 titoli del Footse Mib con maggiori rialzi da inizio anno sono: Salvatore Ferragamo +24,52% Banca Pop Milano +22,12% Mediaset +19,02% Stmicroelectronics +18,71% Azimut Holding +17,33 %. I 5 titoli più deboli: Saipem -28,36% Telecom Italia -9,88% Diasorin -9,15% Finmeccanica -8,32% Enel -7,84%

    Passando ad un quadro tecnico generale del mercato, il FTSE MIB disegna un inverted hammer che riporta i prezzi verso il bordo inferiore del Ledge 16.400 – 16.800 che li ingabbia da 9 sedute. L’attesa per l’esito elettorale viene vissuta dal mercato con un equilibrio assoluto fra domanda e offerta che posiziona i prezzi di apertura e di chiusura delle ultime 9 sedute all’interno di un range di 300 punti. La fuoriuscita dei prezzi da questa cornice avverrà in maniera violenta e avrà come target area 18.000 in casa di rottura al rialzo e 15.000 qualora buchi all’ingiù il rettangolo. L’indice italiano non riesce più a beneficiare della discesa dello spread condizionato dai continui scandali che riguardano società quotate; il FTSE MIB archivia, così, la terza settimana negativa consecutiva (evento che non si verificava da Luglio 2012) riducendo il rialzo da inizio anno all’1.33%

    Lunedì ci attendiamo un seduta con volumi in contrazione in concomitanza con la chiusura dei mercati Usa per il Presidents’ Day. Operativamente deteniamo i portafoglio un titolo del settore “servizi finanziari” e uno del comparto lusso; lunedì proveremo a incrementare l’esposizione sul mercato puntando su un titolo bancario che dopo una fase di compressione della volatilità potrebbe strappare al rialzo.

    Hit List Dynamic Recommendation Analysis:

    i primi 10 titoli segnalati dall´indicatore RI (Recommendation Index):

    Fondiaria-Sai

    Buzzi Unicem

    Credito Valtellinese

    Danieli & C.

    Gemina

    Recordati

    Salvatore Ferragamo

    Tod’s

    Luxottica

    Edison

    Top five threads:

    Le 5 discussioni più “hot” della settimana sul nostro Forum:

    1 Congestione elettorale per Piazza Affari

    2 In arrivo la Tobin Tax

    3 Prime time trading

    4 I Migliori conti deposito

    5 Market screen

  • L’AZIENDA CIELO E TERRA E’ IN VETTA ALLA GDO CON IL FRESCHELLO CHE SI RICONFERMA IL VINO PREFERITO DAGLI ITALIANI

    Montorso Vicentino (Vi), febbraio 2013 Si chiama Freschello ed è prodotto da Cielo e Terra – Gruppo Cantine Colli Berici, il vino in bottiglia preferito dagli italiani a cui si aggiunge il primato di cantina veneta i cui vini sono i più venduti nel largo consumo nel formato 0,75l.

    L’annuncio è stato dato in questi giorni dai vertici dell’azienda sulla base delle recenti rilevazioni effettuate da Symphony Iri nella grande distribuzione organizzata e riferite all’anno 2012.

    La bottiglia da 75cl è ormai regina del mercato e il nostro Freschello ne è la conferma” – afferma Luca Cielo Direttore Generale della cantina berica – “continua a piacere grazie al rapporto di fiducia che abbiamo creato nel tempo con il consumatore: un prodotto di buona qualità, selezionato in modo accurato e con un prezzo accattivante”. Freschello da oltre 7 anni è al primo posto per essere la linea di vino fermo più venduta in Italia nel formato 0,75l. I risultati più significativi si stanno registrando con la referenza Freschello bianco, il primo vino in bottiglia venduto in Italia, superando quota 4 mln di unità insieme a Freschello rosso che si attesta al secondo posto sfiorando i 4 mln di unità vendute.

    Per le altre referenze, si conferma di notevole successo anche il nuovo spumante dry Freschello Extra, a scaffale da pochi mesi. La nuova referenza, uno spumante a soli 9,5 gradi alcolici, con la quale la società vicentina intende proporre uno spumante leggero adatto non solo all’aperitivo ma anche a tutto pasto.

    “Il nuovo spumante Freschello Extra contribuisce in maniera determinante al successo raggiunto nelle vendite – e ribadisce Luca Cielo – perché rappresenta una scelta ben precisa molto in voga nel consumatore di oggi”.

    Decisamente positivo e in salita anche il gradimento di Freschello Più, la versione frizzante, caratterizzata da una gradazione alcolica particolarmente contenuta, di soli 9°.

    In generale sono tutti i vini bianchi della linea a segnare le migliori performance. Oltre alla gamma Freschello anche le linee Cielo e Casa Defrà, che propongono una selezione dei migliori vini veneti della tradizione, hanno registrato un significativo aumento di vendite, il prosecco Casa Defrà, ad esempio, ha registrato un incremento di più del 50 per cento rispetto all’anno precedente. Merito anche della strategia attuata da Cielo e Terra – Gruppo Cantine Colli Berici, che sta puntando alla rivalutazione dei vini veneti e che si sta dimostrando vincente.

    Presente nelle migliori insegne di supermercati italiani, con un fatturato che nel 2012 ha superato i 35 mln di euro, Cielo e Terra – Gruppo Cantine Colli Berici continua la sua scalata al successo. La cantina veneta è presente nei canali tradizionale e moderno in oltre 40 Paesi, capofila dei quali sono Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Russia e Cina; esportando oltre il 45 per cento del fatturato. Proprio negli Stati Uniti si sono registrati dei risultati particolarmente significativi con un aumento pari al 30%.

    L’assetto societario del Gruppo permette l’attuazione del progetto di filiera corta e controllata quindi la garanzia di uve provenienti dai 3.400 ha di vigneti coltivati dai 1.400 soci della cooperativa dislocati fra Vicenza e Verona, in un raggio di soli 50 km.

    L’azienda veneta, dal forte valore etico, produce vini nel rispetto ambientale con un notevole risparmio di risorse, indirizzando verso questo scopo la ricerca, lo sviluppo e tutta l’attività produttiva.

    Sostenitrice dell’idea che l’unione fa la forza, Cielo e Terra S.p.A.- Gruppo Cantine Colli Berici – si impegna a fare sistema, lasciando da parte gli individualismi ed esaltando invece le sinergie, perché solo mettendo assieme le diverse esperienze si possono raggiungere risultati migliori.

    www.cieloeterravini.it

  • Prime Time Trading

    La crescente volatilità dei mercati e l’introduzione della Tobin Tax sui titoli italiani a partire dal 1°Marzo, obbliga il trader part time a modificare le proprie strategie. In particolare l’operatività intraday consente di evitare il pagamento della Tobin e di incorrere in quelle aperture con ampi gap che fanno saltare le strategie di Money Management. Per questo abbiamo pensato al nuovo servizio Prime Time trading che fornisce 1 solo segnale operativo nella prima ora di contrattazione (dalle 9 alle 10) sui titoli italiani a maggior capitalizzazione. Il segnale (long o short) viene comunicato via Sms e indica oltre al livello di ingresso anche quello di stop loss (solitamente non si incorre mai a una perdita superiore all’1%). La gestione della posizione può essere aggiornata inserendo un trailing stop che viene comunicato via Sms. In ogni caso la posizione non viene mai portata overnight e quindi se non verrà toccato lo stop loss o il trailing stop, verrà liquidata in asta di chiusura (evitando così di pagare la Tobin Tax). Per rendere trasparente ed efficiente il servizio ogni sera viene pubblicata l’operazione eseguita con denaro reale e se non si realizza un profitto nell’arco del mese, l’abbonamento viene rinnovato gratuitamente per ulteriori 30 giorni. Per maggiori info o effettuare una prova gratuita, è possibile contattare il Servizio Clienti di Sos-Trader allo 081.7803598 dal lunedì al Venerdì ore 9-18

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    Buy&Sell: Cosa comprare e cosa vendere:
    Piazza Affari chiude in rialzo (FTSE Italia All-Share +1.35%) In evidenza sul FTSE MIB i rialzi di: Ubi Banca 3,636 +5,15% Banca Pop Milano 0,519 +4,07% Mediobanca 5,135 +4,03% Unicredit 4,384 +3,4% Fiat 4,50 +2,88%. Fra i titoli negativi: Saipem 21,47 -1,51% Telecom Italia 0,6645 -1,26 %

    La borsa di Milano archivia la settimana in ribasso: FTSE Italia All-Share (Variazione ultimi 5 giorni -3.88% Variazione ultimo anno -0.304%) FTSE MIB (Variazione ultimi 5 giorni -3.975% Variazione ultimo anno -0.232%) FTSE Italia STAR (Variazione ultimi 5 giorni -0.486% Variazione ultimo anno 11.217%). Fra i titoli maggiori si mettono in evidenza: Saipem (+6.87%) Mps (+4.83%) Impregilo (+3.65%) Terna (+1.81%) Fiat Industrial (+0.94%). In rosso invece: Banco Popolare (-8.97%) Telecom (-8.97%) Pop.Emilia Romagna (-6.52%) Enel (-5.99%) A2a (-5.84%). I 5 titoli del Footse Mib con maggiori rialzi da inizio anno sono: Mediaset +21,08% Stmicroelectronics +18,9% Fiat +18,73% Unicredit +18,29% Fiat Industrial +16,96%. I 5 titoli più deboli: Saipem -26,72% Diasorin -8,22% Enel -6,05% Eni -4,96% Tenaris -4,36%

    Passando ad un quadro tecnico generale del mercato, il FTSE MIB disegna una white closing marubozu che testa per la quarta seduta consecutiva il supporto passante in area 16.400punti. L’indice italiano dopo il violento sell off di lunedì (-4.5%) prova a trovare una base da cui ripartire, ma l’ennesimo scandalo (che dopo Mps, Saipem coinvolge i vertici di Eni) non induce fiducia su Piazza Affari negli investitori locali e soprattutto esteri. Inoltre l’avvicinarsi dell’esito elettorale e dell’introduzione della Tobin tax sulle azioni (prevista per venerdì 1 Marzo) preoccupa non poco gli investitori che temono una forte riduzione della liquidità del nostro mercato. Questi eventi hanno di fatto interrotto il rally che aveva generato un rialzo del 10% nelle prima 20 sedute dell’anno riducendo la performance del 2013 a un +2.19%

    Guardando il grafico dell’indice FTSE MIB viene in mente il detto “Il mercato sale per le scale e scende con l’ascensore” con l’indice che in 4 sedute (fra il 30 Gennaio e il 4 Febbraio) di è rimangiato l’80% del rialzo realizzato faticosamente a Gennaio. Graficamente i corsi sono ingabbiati 28 sedute all’interno di un rettangolo di circa 1.600 punti sviluppato fra area 16.400 e 18.000: la fuoriuscita dei prezzi da questo box, innescherà un nuovo movimento direzionale. Operativamente lunedì proveremo a rientrare sul mercato puntando su un titolo bancarioche dopo una ripida discesa potrebbe realizzare un tentativo di rimbalzo

    Hit List Dynamic Recommendation Analysis:

    Gemina

    Fondiaria-Sai

    Mediolanum

    Danieli & C.

    Luxottica

    Recordati

    Lottomatica

    Credito Valtellinese

    Tod’s

    Buzzi Unicem

    Top five threads:

    Le 5 discussioni più “hot” della settimana sul nostro Forum:

    1 Europa in pausa, Wall Street rallenta

    2 Telecom Italia

    3 Live Trading Saipem

    4 Telecom Italia

    5 Migliori conti deposito a Febbraio

  • Briamonte chiede che il nuovo processo ex Ifil-Exor non si svolga

    Non è possibile essere giudicati due volte per il medesimo reato. Sulla base di questo principio cardine dei diritto, Michele Briamonte e gli avvocati difensori hanno chiesto che il nuovo processo ex Ifil-Exor non si svolga. Briamonte: “Eccepiamo l’illegittimità costituzionale del processo”, la sanzione comminata a suo tempo da Consob ” è di natura afflittiva; oltre a 3 milioni di euro, l’ente ha ordinato per gli imputati la sospensione dalla capacità di rivestire ruoli in società quotate”.

    Michele Briamonte

    Ne bis in idem, non è possibile essere giudicati due volte per il medesimo reato. E’ rifacendosi a questo principio cardine dei diritto – riconosciuto anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo –
    che Cesare Zaccone e Michele Briamonte, difensori di Franzo Grande Stevens, unitamente a Franco Coppi e Marco Ferrero che difendono Gianluigi Gabetti e a Guglielmo Giordanengo che rappresenta Exor e l’accomandita Giovanni Agnelli, hanno chiesto che il nuovo processo ex Ifil-Exor non si svolga.

    “Esiste un nuovo atto, datato 24 gennaio 2013, con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo dichiara ricevibile il ricorso presentato da Franzo Grande Stevens sulla pretesa violazione” dell’articolo che prevede la non processabilità per lo stesso fatto nei confronti di chi è già stato giudicato, ha infatti puntualizzato Briamonte durante l’udienza di questa mattina.

    “Eccepiamo l’illegittimità costituzionale del processo” ha proseguito ancora Briamonte, ricordando che la sanzione comminata a suo tempo da Consob ” è di natura afflittiva; oltre a 3 milioni di euro, l’ente ha ordinato per gli imputati la sospensione dalla capacità di rivestire ruoli in società quotate”.

    FONTE: Milano Finanza

  • Progetto Matval, l’innovazione europea riparte dai materiali

    Roma. Si è svolta il 7 e 8 febbraio la Conferenza di Lancio del progetto MatVal, un progetto finanziato dalla Direzione Generale Ricerca della Commissione Europea e coordinato dal CSM Centro Sviluppo Materiali SpA. Obiettivo del progetto MatVal è centralizzare in Europa il know-how dei materiali innovativi nei settori energia, trasporto, costruzioni, salute e creative industry. Una sfida per rendere le industrie europee più efficienti sui mercati interni e più competitive sui mercati internazionali.

    A tal fine, il progetto MatVal prevede il coordinamento europeo, affidato proprio al CSM Centro Sviluppo Materiali SpA, delle attività di pianificazione e definizione strategica delle piattaforme tecnologiche europee, riunite sotto la sigla A4M (Alliance for Materials). Anche in vista di Horizon 2020, il futuro programma europeo di ricerca e innovazione.

    L’iniziativa A4M, lanciata nel 2010, è composta da sei Piattaforme Tecnologiche Europee: EuMaT (Materiali avanzati), SUSCHEM (Chimica), ESTEP (Acciaio), FTC (Tessile), Manufuture (Manifatturiero), SMR (Risorse Minerarie). Ad A4M partecipano anche

    E-MRS e FEMS, le due maggiori associazioni europee attive nel campo della ricerca sui materiali innovativi.

    La Conferenza di lancio del progetto MatVal e gli obiettivi

    Un centinaio i partecipanti alla Conferenza di lancio del progetto MatVal che si è svolta in due sessioni al Maxxi e presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Policy maker, ricercatori e responsabili dei settori materiali avanzati, chimica, acciaio, tessile, manifatturiero, si sono confrontati con i responsabili del progetto e della Commissione Europea e di Horizon 2020 intervenuti come relatori.

    «Partiranno proprio dall’innovazione dei materiali le più importanti sfide in Europa, che si rifletteranno sia sulla qualità della vita, sia sull’occupazione», ha spiegato Mauro Pontremoli, amministratore delegato del CSM Centro Sviluppo Materiali SpA. «Energia, clima, ambiente, salute troveranno risposte adeguate solo se ci impegniamo profondamente nell’innovazione tecnologica creando una sinergia europea come vuole il Progetto MatVal. Con effetti rilevanti per la competitività di importanti settori dell’economia europea».

    Su questo filo conduttore sono seguiti gli interventi della europarlamentare Maria Da Graça Carvalho, relatore di Horizon 2020 per il Parlamento Europeo, e del presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Luigi Nicolais. Delineando il quadro europeo nel settore Ricerca e Sviluppo dei materiali Nicolais ha evidenziato le grandi potenzialità di una politica di ricerca comune, condivisa da chi genera conoscenza e innovazione e chi trasforma tale conoscenza in valore.

    Il progetto MatVal all’interno di Horizon 2020

    L’evoluzione della ricerca sui materiali all’interno di Horizon 2020 sono stati illustrati da Maria Da Graça Carvalho e da Renzo Tomellini, capo unità materiali Direzione Industrial Technology presso la Direzione Generale Ricerca della Commissione Europea. Un ruolo rilevante del progetto MatVal, sottolineato da Renzo Tomellini, sarà quello di sensibilizzare i policy maker e quindi l’opinione pubblica sull’importanza dei materiali innovativi, per una migliore qualità della vita. Un argomento finora dibattuto solo fra gli addetti ai lavori.

    Horizon 2020 è lo strumento che permetterà di realizzare l’Innovation Union, importante iniziativa dell’Unione Europea, volta a sviluppare la competitività del sistema industriale europeo. Il programma sarà completato entro il 2020. Obiettivo, rafforzare la ricerca scientifica in Europa e consolidare la leadership industriale, favorendo maggiori investimenti nelle tecnologie, facilitando l’accesso al capitale e sostenendo le piccole e medie imprese.

    Una sfida per colmare il gap fra ricerca e mercato ed anche un sostegno alle imprese innovative per trasformare i frutti della ricerca in prodotti utili e quindi con un effettivo potenziale economico.

    Il CSM Centro Sviluppo Materiali SpA, coordinatore del Progetto MatVal

    Il CSM Centro Sviluppo Materiali SpA, con 6 sedi in Italia e cinquant’anni di attività nel campo dei materiali innovativi, si colloca tra i maggiori centri europei di ricerca e innovazione dei materiali in vari settori industriali: siderurgia, petrolio e gas, energia e ambiente, aerospazio e difesa, meccanica e trasporti.

    In particolare, l’attività del CSM Centro Sviluppo Materiali SpA, copre l’intera filiera dell’innovazione dei materiali e delle tecnologie: dalla collaborazione con università ed enti pubblici di ricerca, alla progettazione e ingegnerizzazione del sistema processo-prodotto-componente, allo sviluppo di prototipi su scala pilota, dimostrativa e industriale, all’automazione di processo/impianto, alle problematiche e di realizzazione, affidabilità, sicurezza e controllo di componenti e strutture, comprese quelle attinenti l’energia, l’ambiente e il riciclo dei materiali. Una struttura di ricerca il cui obiettivo è migliorare la competitività dei propri clienti e garantire elevati standard tecnologici, qualitativi e di affidabilità e sicurezza.

    Il CSM Centro Sviluppo Materiali SpA, nato nel 1963, opera a livello mondiale. Nel 2012, oltre alla produzione riguardante un centinaio di progetti di collaborazione, ha sviluppato circa 200 i rapporti di ricerca in ambito europeo. Oltre 300 le collaborazioni con aziende, università e istituti di ricerca nel mondo. Una cinquantina, infine, le pubblicazioni realizzate per conferenze nazionali e internazionali o per riviste scientifiche.

    Tra le strategie di sviluppo del CSM Centro Sviluppo Materiali SpA notevoli possibilità possono emergere da alcune “filiere speciali”, largamente trasversali ai settori industriali di interesse, nell’ambito del “Waste Management and Valorization”, “Waste-to-Energy” e “Natural Resource Valorization”.

    La presenza del CSM Centro Sviluppo Materiali SpA sui mercati internazionali ha avuto di recente uno sviluppo promettente nei paesi trainanti, con un ulteriore potenziale di crescita sia nei settori di competenza classici (siderurgia, Oil&Gas), sia in settori di sviluppo recente, come la powergeneration.


    Contatti:
    CSM – Centro Sviluppo Materiali Spa – www.c-s-m.it

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  • Bonfrisco JP Morgan, restituire nelle mani degli italiani il destino dell’Italia

    Bonfrisco: JP Morgan vuole parlarci dei suoi derivati piazzati nei Paesi europei invece che inventare analisi utili ai suoi interessi? A quando un presidente del Consiglio che difende il suo Paese invece che farsi coccolare dalle banche straniere? Nota della Senatrice Bonfrisco su caso JP Morgan.

    Anna Bonfrisco

    Elezioni/ Bonfrisco (Pdl): Jp Morgan parli dei suoi derivati
    Ci sarebbe da fare una grossa risata, ma c’è da piangere

    “Su Jp Morgan dovremmo farci tutti una grossa risata, se non ci fosse invece da piangere, per l’allarme lanciato da una scandalosa banca d’affari che tanto male ha fatto al sistema finanziario americano e internazionale”. Lo afferma in una nota la senatrice del Pdl, Anna Cinzia Bonfrisco, componente della commissione Bilancio del Senato.

    “Jp Morgan – sottolinea – vuole parlarci dei suoi derivati piazzati nei Paesi europei invece che inventare analisi utili ai suoi interessi? A quando un presidente del Consiglio che difende il suo Paese invece che farsi coccolare dalle banche straniere? Speriamo dopo il 24 di febbraio con Silvio Berlusconi, per restituire nelle mani degli italiani il destino dell’Italia, della nostra economia e del futuro dei nostri giovani ai quali non pensa certo Jp Morgan”.

    FONTE: Il Mondo

    ELEZIONI: BONFRISCO (PDL), JP MORGAN NON PARLI DI BERLUSCONI MA DEI SUOI DERIVATI

    “Su Jp Morgan dovremmo farci tutti una grossa risata, se non ci fosse invece da piangere, per l’allarme lanciato da una scandalosa banca d’affari che tanto male ha fatto al sistema finanziario americano e internazionale.Jp Morgan vuole parlarci dei suoi derivati piazzati nei Paesi europei invece che inventare analisi utili ai suoi interessi? A quando un Presidente del Consiglio che difende il suo Paese invece che farsi coccolare dalle banche straniere? Speriamo dopo il 24 di febbraio con Silvio Berlusconi, per restituire nelle mani degli italiani il destino dell’Italia, della nostra economia e del futuro dei nostri giovani ai quali non pensa certo Jp Morgan”. Lo afferma la Senatrice Anna Cinzia Bonfrisco del Popolo della Libertà, componente della commissione Bilancio del Senato.

    FONTE: Agenzia Parlamentare

  • Cinzia Bonfrisco, Scuola Materna a Brentino Belluno costruita in 10 mesi

    Rivalta, inaugurata la scuola materna di Città di Brentino Belluno, costruita in soli dieci mesi. Classi a prova di sicurezza, fatte con materiali eco-sostenibili, scaldate e illuminate con energia da fonti alternative. All’evento ha partecipato, tra gli altri, la Senatrice Cinzia Bonfrisco.

    Senatrice Anna Bonfrisco

    Testo integrale dell’articolo apparso su larena.it del 17 settembre 2012.

    «Bisogna amare i giovani perché sono migliori di quanto pensiamo e capaci di fare tanto bene. Amarli, lavorare per loro, pensare per loro è stata la mia missione». Così, citando in parte il cardinale Carlo Maria Martini il sindaco, Virgilio Asileppi, ha inaugurato la scuola per l’infanzia Città di Brentino Belluno. Un taglio del nastro rivolto al futuro, che ha richiamato a Rivalta una folla entusiasta di fare il primo passo verso quella Cittadella della cultura, che il sindaco vede quasi realtà. Infatti, in via La Val – dove ci sono già scuola primaria, impianti sportivi e ora la materna -, l’amministrazione conta di aprire pure un micro-asilo nido. Struttura per cui, il sindaco ha annunciato l’arrivo di un finanziamento statale. Per la scuola per l’infanzia, costruita in volata in dieci mesi, per non mancare la campanella di oggi, tra le 8 e le 9, c’erano tutti.

    Tutti quelli che si sono mossi per arrivare al traguardo, rispondendo alle esigenze della comunità, incessantemente perorate da Asileppi. Oltre agli assessori Giuliano Dalle Vedove, Moreno Gamberoni, Alessandro Pasini e Massimo Zanga, c’erano la senatrice Cinzia Bonfrisco, il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Giovanni Pontara, Tiberio Veronesi di Calzedonia che ha contributo, i sindaci locali, una marea di genitori coi bimbi, le quattro maestre, il neo dirigente scolastico Giovanni Viviani con il predecessore Tiziana Chemotti, il maresciallo dei carabinieri Guido Vicentini. Tutti erano desiderosi di varcare la soglia della coloratissima scuola, passo fatto solo dopo la benedizione del vicario del vescovo, monsignor Callisto Barbolan, e del parroco don Giuseppe Brunetto. Tutti si sono complimentati per la velocità con cui la scuola è stata costruito e perché, il 7 agosto a un mese dall’apertura, ha avuto la statalizzazione. «Un riconoscimento che autorizza due sezioni, ciascuna per 25 bambini, delle 5 assegnate in provincia», ha rilevato Pontara. Poi Asileppi ha fatto da Cicerone: «L’area per la scuola è di 3000 metri quadri, di cui 500 coperti».

    Ci sono il vano per accoglienza e attesa, la zona pasti, una stanza per giocare e stare insieme, le due aule, una tutta in verde e l’altra in arancione inondate di luce e arredate con deliziosi mobiletti di legno. Ampio il cortile, di cui una parte è pavimentata mentre l’altra diventerà un giardino. «Abbiamo deciso di fare questa scuola, dopo che, tra il 2008 e il 2009, la Congregazione delle Suore di Carità di Belluno, che gestiva il vecchio asilo, ci comunicò che avrebbe cessato l’attività per l’avanzata età e la mancanza di nuove sorelle», ha detto il sindaco. «Mentre la struttura era gestita dall’associazione Maria Bambini, formata da genitori, parrocchia, Comune e Fondazione San Zeno facente capo a Calzedonia, noi abbiamo deciso di costruirne una nuova, sognando una “cittadella della cultura”, che accogliesse i nostri bimbi dalla materna alla primaria». Ma il bilancio era all’osso: «Il progetto prevedeva una spesa di un milione e 260mila euro. Non saremmo arrivati qui se la Regione nel 2010 non ci avesse assegnato un primo contributo di 660mila euro e un secondo di 200mila e, se la famiglia Veronesi non ce ne avesse donati altri 400mila». Così, nell’ottobre 2011, i lavori sono partiti. In agosto è arrivata la statalizzazione. E oggi per quasi 50 piccini si sono aperte per la prima volte le porte delle prime classi della loro vita. Tutte a prova di sicurezza, fatte con materiali eco-sostenibili, scaldate e illuminate con energia da fonti alternative.

    FONTE: L’Arena

  • Cattaneo Flavio: Terna, approvati 4,1 miliardi di investimenti per la rete

    “La società punta a completare il rinnovo e potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo”, ha affermato Flavio Cattaneo, AD della società, aggiungendo che su questo doppio binario strategico Terna continuerà a perseguire efficienza, sicurezza e minor costo del sistema elettrico, a beneficio di tutti, e a creare “valore per i nostri azionisti ai quali, ne siamo convinti, daremo ancora molte soddisfazioni”.

    Un dividendo minimo di 19 centesimi di euro e investimenti per 4,1 miliardi. Questi i punti salienti del nuovo piano industriale 2013-2017 di Terna che non solo, come previsto dagli analisti, ha confermato la sua politica di dividendo con una cedola base derivante dalle attività tradizionali, pari a 19 centesimi di euro per azione, a cui si aggiungerà il contributo delle attività tradizionali (pay out del 60% sui risultati), ma ha anche mantenuto elevati gli investimenti: 4,1 miliardi di euro di cui l’83% sarà destinato allo sviluppo della rete. Gli analisti si aspettavano investimenti minori a 3,6 miliardi.

    Solo lo scorso anno Terna ha realizzato investimenti record per 1,240 miliardi di euro. Ora di questi 4,1 miliardi circa 300 milioni saranno destinati alla realizzazione dei sistemi di accumulo. Mentre sul fronte delle attività non tradizionali, la strategia del gruppo ha permesso di consolidare una pipeline di circa 400 milioni di euro, sviluppando attività nell’ambito dell’ingegneria, dell’operation and maintenance e dell’housing di fibra ottica, a cui si potrebbero aggiungere ulteriori 900 milioni potenziali, attualmente non inclusi nelle previsioni di piano.

    E’ chiaro quindi che il dividendo base di 19 centesimi di euro potrà essere migliorato grazie al contributo delle attività non tradizionali. Piano che in un orizzonte di medio-lungo termine, ovvero 10 anni, prevede investimenti per 7,9 miliardi di euro. Le priorità saranno l’incremento della capacità di interconnessione con l’estero e la riduzione delle congestioni nazionali. Attualmente, infatti, Terna ha oltre 150 cantieri aperti su tutto il territorio nazionale, per un valore di 3 miliardi di euro.

    Tra gli obiettivi dell’utility quello più ambizioso è sicuramente il raggiungimento di un ebitda margin a fine piano a oltre l’80%, dall’attuale 76% grazie all’aumento dei ricavi e al controllo dei costi che si tradurranno in un’ulteriore crescita della profittabilità. Lo stesso ad di Terna, Flavio Cattaneo, ha ammesso che il nuovo piano continua ad avere obiettivi ambiziosi.

    “La società punta a completare il rinnovo e potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo”, ha affermato Cattaneo, aggiungendo che su questo doppio binario strategico Terna continuerà a perseguire efficienza, sicurezza e minor costo del sistema elettrico, a beneficio di tutti, e a creare “valore per i nostri azionisti ai quali, ne siamo convinti, daremo ancora molte soddisfazioni”.

    Il piano dovrebbe anche consentire di ridurre di 600 milioni l’incremento dell’indebitamento finanziario rispetto al precedente piano (un miliardo contro 1,6 miliardi). La struttura del capitale rimarrà dunque solida: il rapporto fra indebitamento netto e Rab si manterrà inferiore al 60% in tutti gli anni e si prevede che il rapporto fra indebitamento netto ed ebitda scenda sotto le 4 volte al 2017. Un aspetto, quest’ultimo, apprezzato dagli analisti che invece si aspettavano un aumento del debito dai 5,9 miliardi del 2012 a 7,1 miliardi di euro.

    Il titolo comunque a Piazza Affari resta poco mosso (+0,13% a 3,05 euro). Per Terna il 2013 “sarà un anno positivo nonostante il difficile scenario macroeconomico”, ha previsto Cattaneo, concludendo che la società finora ha “fatto quello che doveva fare e che ha promesso di fare”.

    FONTE: Milano Finanza