Categoria: Economia e Finanza

  • Mental Coach: i risultati di una ricerca di mercato

    Una delle professioni più interessanti del panorama attuale è sicuramente quella del Mental Coach. Ma chi è il Mental Coach? Cosa fa un Mental Coach? E come si fa a diventare Mental Coach?


    Master4You, portale di informazione sui master post laurea, ha collaborato con lo Studio Alberto Biffi per realizzare un’indagine per capire i contorni di questa nuova professione e sondare la disponibilità degli individui a dei percorsi formativi ad hoc. Ecco in estrema sintesi i risultati della ricerca.

    L’indagine si è posta nell’ottica dell’ascolto delle nuove professioni andando ad indagare quanto una professione Mental Coach costituisca un cambiamento epocale nelle nuove professioni e quanto questa tendenza si integri a professioni già esistenti.

    La ricerca è stata svolta a livello nazionale nei primi mesi del 2013 e ha evidenziato quanto il Mental Coach sia percepito come la nuova frontiera che qualifichi maggiormente una professione lavorativa.

    Spesso si sente parlare di new economy, terziarizzazione, economia della conoscenza, globalizzazione, ecc. L’indagine è invece partita concretamente dall’ascolto del web andando ad enunciare una teoria: “Mental Coach nuova opportunità professionale” e ne ha cercato una dimostrazione attraverso osservazione e verifica sul campo.

    L’indagine ha coinvolto oltre 500 individui interessati alla professione del Mental Coach.

    Tema centrale affrontato nelle ricerca è stato quello di analizzare quali possano essere gli sbocchi professionali per un Mental Coach.

    Ecco alcune delle professioni evidenziate:

    • Personal Trainer
    • Coach Aziendale
    • Coach Sportivo
    • Lifecoach
    • Comunicatore
    • Formatore
    • Head Hunter
    • Team Leader
    • Dirigente Impresa
    • Dirigente Team Sportivi

    Le motivazioni di base per diventare Mental Coach sono che in ogni area in cui il fattore umano sia indispensabile, le competenze di coaching sono determinanti per far crescere le persone e per la crescita di se stessi.

    “Mi chiamo Francesco, premetto che sono appassionato di calcio e ho sempre pensato che alle società mancasse una figura che non solo allenasse il fisico dei giocatori ma anche la mente. Poiché si sa che se un giocatore non rende, al 90% è un problema mentale (penso ai vari Adriano, Balotelli, Tevez,…) bisogna trovarne il motivo e farne un po’ da psicologi e quindi motivatori, la risposta è Mental Coach”

    Il 78% degli intervistati individua nell’aspetto della formazione un ruolo determinante nella qualificazione del Mental Coach.

    Da segnalare che il 95% degli intervistati sia attivamente alla ricerca di un modello di formazione congeniale alle aspettative della professione del Mental Coach.

    I risultati della ricerca mettono in luce il forte potenziale della professione ma al tempo stesso la difficoltà di trovare un interlocutore formativo valido e competente.

    Chi è interessato ai risultati della ricerca, può farne richiesta inviando una mail a [email protected]

  • Fabrizio Palenzona. Atlantia/Gemina gruppo da 2,7 mld di ebitda, politica dividendi immutata

    Il nuovo gruppo risultante dalla fusione tra Atlantia e Gemina avrà un ebitda pro-forma 2012 da 2,7 miliardi di euro, ricavi per 4,5 miliardi, una capitalizzazione di mercato al 7 marzo 2013 da 10,2 miliardi e un indebitamento netto di 11 miliardi. Un’operazione che per Aeroporti di Roma, secondo il presidente di Gemina e di Adr, Fabrizio Palenzona, offre molte opportunità e contribuisce a costruire uno dei principali operatori al mondo nei settori delle infrastrutture sia autostradali sia aeroportuali.

    Atlantia Gemina

    Un’operazione che mette insieme le capacità di Adr “a essere un grande gestore aeroportuale con la straordinaria capacità dimostrata negli anni da Atlantia di stare sui mercati internazionali e di essere tra i più efficienti operatori pubblici nel mondo”, ha aggiunto in conference call Palenzona, mentre l’ad di Atlantia, Giovanni Castellucci, ha spiegato che il deal è stato proposto perché c’è un forte fondamento in termini di sinergie industriali e finanziarie e ha assicurato che non ci sono rischi di integrazione: “l’evoluzione del rating verrà impattata non negativamente dall’operazione”.

    Anzi, il merger consentirà una riduzione dei costi del piano di investimenti di Adr e non porterà a un cambiamento della politica dei dividendi (Atlantia ha proposto sul bilancio 2012 un dividendo di 75,6 centesimi di euro per azione): “non vedo ragioni per cambiare la politica dei dividendi”, ha precisato Castellucci, convinto che l’intera operazione sarà completata entro la fine dell’anno.

    Prima condizione per il perfezionamento è, come auspicato dall’ad, che arrivi presto la registrazione presso la Corte dei Conti del contratto di programma tra Adr e l’Enac, dopodiché il contratto entrerà in vigore, anche se le tariffe sono già state applicate da sabato scorso. Poi ci sono l’ok dell’Antitrust, dell’Enac e delle banche finanziatrici. Quest’ultimo passaggio, secondo Castellucci, non dovrebbe essere un problema.

    A Piazza Affari prevalgono i realizzi su entrambe le azioni coinvolte nel merger. Atlantia accelera al ribasso del 3,77% a 12,26 euro ed è maglia nera sul Ftse Mib.Gemina crolla del 6,45% a quota 1,29 euro. Le due società hanno raggiunto l’accordo per una fusione carta contro carta con un concambio di 1 nuova azione Atlantia per ogni 9 Gemina posseduta. “Non è molto distante da quello che il mercato si aspettava”, ha concluso l’ad. Atlantia resterà l’unica società quotata. Venerdì i titoli sono rimasti sospesi per l’intera seduta; giovedì avevano chiuso su livelli non lontani dal concambio definito dai cda.

    FONTE: milanofinanza.it

  • Inbusiness presenta la Carinzia ad Asolo. Opportunità e vantaggi per le imprese

    Giovedì 21 marzo prossimo ad Asolo presso villa Razzolini Loredan l’associazione di imprenditori per gli imprenditori Inbusiness organizza e presenta una serata interamente dedicata ai vantaggi di fare business in Carinzia e con la Carinzia.

    A partire dalle ore 18.00 la delegazione di associati Inbusiness che nei mesi scorsi ha “esplorato” l’Austria, e la Carinzia in particolare, per trovare nuove opportunità di mercato, investimento e sviluppo per le aziende venete, presenta ai suoi associati ed a tutti gli imprenditori che vorranno partecipare all’evento, i frutti del lavoro effettuato.

    L’Austria e la regione della Carinzia hanno avviato politiche economiche e finanziare molto interessanti per tutti gli imprenditori al di qua del confine. Fare impresa in Carinzia comporta, infatti, notevoli vantaggi economici, fiscali, di sviluppo. In particolare la regione oltralpe registra:

    – assenza di IRAP;

    – una pressione fiscale del 25% massimo sulle aziende;

    – un sistema fiscale orientato all’imprenditore;

    – maggiori contributi per ricerca e sviluppo.

    Tutte queste tematiche saranno sviluppate durante la serata con la partecipazione di due consulenti austriaci che appositamente verranno in Italia per rispondere alle domande dei presenti e sciogliere ogni dubbio legato alle possibilità di investimento oltralpe.

    Interverranno:

    · Dr. Enrica Maggi, avvocato presso lo Studio Legale Maggi Brandl Kathollnig RechtsanwaltsGmbH di Klagenfurt;

    · Dottoressa Natasha Zmerzlikar, consulente di impresa austriaca della Entwicklungsagentur Karnten GmbH (EAK)interlocutore principe per tutte le aziende che vogliono ottenere informazioni sulla Carinzia come location economica.

    La serata prevede il seguente programma:

    – ore 18:00 registrazione partecipanti;

    – ore 18:30 inizio serata;

    – ore 19:30 inizio lavori.

    Per partecipare alla serata le aziende potranno rivolgersi direttamente ad Inbusiness tramite i seguenti recapiti: segreteria 3313343926, mail [email protected]

    All’incontro sono, inoltre, invitati giornalisti e collaboratori interessati alle tematiche trattate. Chiediamo di accreditarsi presso la segreteria per confermare la presenza delle testate giornalistiche.

  • Napoli Brand

    Se legarsi al proprio territorio di origine e quanto questo sia in grado di costituire un valore o un disvalore sono gli interrogativi che animano la ricerca condotta da Lucio Iaccarino in Napoli Brand (Ad Est dell’Equatore edizioni). Durante le sette settimane di indagini di mercato, analisi, focus group e interviste ai manager di Optima Italia, la multiutility committente, sono stati presi in esame 40 brand tra internazionali, nazionali, regionali e locali, con più di cento campagne pubblicitarie, per esaminarne le scelte comunicative adottate negli anni. “Ma il territorio per i grandi brand internazionali riesce ad affermarsi anche attraverso riferimenti più concreti e spazialmente definiti da chiari confini. È la scelta praticata da quei brand che rivendicano una forte appartenenza nazionale e che possiamo etichettare come quelli del made in, dove la qualità di ciò che producono e commercializzano si desume dalla tradizione e buona reputazione che un determinato paese ha in specifici settori di mercato”. Ne emerge un quadro in cui molte aziende scelgono di legarsi al territorio d’origini per riscaldare la propria identità, e attraverso questa competere con maggiore impatto sul mercato. Il libro viene presentato alla Feltrinelli Libri e Musica di Napoli, il 26 marzo alle ore 18, con la partecipazione di Lucio Iaccarino, Filippo Ceccarelli e Francesca Ghidini. Per informazioni vedi www.thinkthanks.it.

  • Immobili: in un anno i prezzi medi di vendita calano del 4,2%

    Il mercato immobiliare italiano continua a soffrire ma se i primi mesi del 2013 non invertono la tendenza, quantomeno la arrestano in molte parti d’Italia. Questa è la prima conclusione a cui è giunto l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare residenziale italiano condotto da Gruppo Immobiliare.it (www.immobiliare.it) e relativo non solo al secondo semestre 2012, ma anche al primo bimestre del 2013. Mentre a livello nazionale il prezzo medio degli immobili è diminuito del 4,2% su base annua, e del 2,6% su base semestrale, grandi e piccoli centri hanno evidenziato importanti differenze: «La flessione dei prezzi è stata comune su tutto il territorio nazionale – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Gruppo Immobiliare.it ma nei comuni con oltre 250.000 abitanti la contrazione è stata del 6,5%, quasi doppia rispetto al -3,8% registrato nei centri con meno di 250.000 residenti». Nord, Centro e Sud Analizzando i dati relativi alle macro aree del Nord, del Centro e del Sud Italia, è evidente come la diminuzione dei prezzi richiesti per la vendita degli immobili sia stata maggiore nel Meridione. Qui, su base annua, il calo è stato pari al 7%, vale a dire più del doppio di quanto non sia stato nel Centro Italia (-3,3%) e comunque superiore anche rispetto al Settentrione, dove la diminuzione annuale è stata del 5%. Concentrandosi sul solo secondo semestre, invece, le differenze si fanno meno nette, ed è al Nord che i prezzi diminuiscono in maniera maggiore. Nelle regioni settentrionali gli ultimi sei mesi dell’anno hanno fatto registrare una flessione pari al 3,1%, mentre il Centro Italia ha chiuso il semestre con un -1,7% e le regioni del Sud con un -2,5%. I prezzi più alti per comprare casa sono stati richiesti, a dicembre 2012, in Centro Italia (2.665 €/al metro quadrato), mentre quelli più bassi al Sud (1.790€/al metro quadrato). Affitti e Compravendite Sia le domande di compravendita sia quelle di locazione diminuiscono ancora e, come rilevato già nel semestre scorso, continua a crescere l’interesse per gli affitti rispetto alle compravendite: nel corso del secondo semestre, infatti, il calo delle domande di compravendita è stato pari al 15%, quello delle domande di affitto all’11%. Al contrario, l’offerta immobiliare continua a crescere e, pur avendo subito un leggero calo nel mese di ottobre 2012, è aumentata in maniera pressoché costante fino a dicembre; anche gennaio e febbraio 2013 fanno registrare incrementi rispetto ai medesimi periodi dell’anno precedente, sia pure inferiori alla chiusura del 2012. Gli italiani, notoriamente popolo restio a concedere in affitto le proprie case, stanno però cambiando lentamente idea o, forse, fanno di necessità virtù. Ecco quindi che, in generale, in tutto il 2012 e nel primo bimestre 2013 la crescita dell’offerta di immobili in affitto è stata superiore a quella dell’offerta degli immobili in vendita nella misura del 6%; va detto tuttavia, che la disponibilità di immobili in vendita sul mercato italiano rimane superiore a quella degli immobili in affitto. Le più care e le meno costose Secondo i numeri dell’Osservatorio di Gruppo Immobiliare.it, nell’ultimo mese del 2012 le città più care d’Italia sono state quelle d’arte: in tutte il prezzo medio di vendita è stato superiore ai 4.000€ al metro quadro. Roma è prima con 4.742€ al metro quadro, seguita da Venezia (4.330€), Siena (4.175€) e Firenze (4.150€). Rimane fra le città più costose anche Milano (4.179€). Le meno care, invece, sono tutti capoluoghi di provincia del Sud e con una popolazione residente inferiore ai 250.000 abitanti: Caltanissetta (1.125€), Reggio Calabria (1.230€) e Vibo Valentia (1.240€). I prezzi nel primo bimestre 2013 Se il quadro del 2012 è chiaro, i primi mesi di 2013 che segnali stanno dando? «Le realtà che hanno vissuto flessioni forti dei prezzi – continua Lodigiani sembrano essere avviate su una linea di maggior tranquillità». I prezzi nelle città con oltre 250.000 abitanti appaiono quasi in stallo con una diminuzione, nel primo bimestre del 2013, di appena lo 0,6%; meglio di quanto rilevato nei comuni con meno di 250.000 residenti, dove il dato arriva a -1%. Medesimo discorso anche per le macro aree italiane: il Centro Italia, fino ad oggi più restio ad abbassare i prezzi, nei primi due mesi del 2013 ha fatto registrare una contrazione degli importi richiesti pari all’ 1,6%. Dato molto più forte rispetto sia al -0,6% del Nord sia al -0,2% del Sud. Le variazioni nei 20 capoluoghi di regione Ecco di seguito le variazioni di prezzo al metro quadro rilevate nei 20 capoluoghi di regione italiani:

    Regione
    Città
    Var. II Sem 2012
    Var. Anno 2012
    Var. I bimestre 2013

    Abruzzo
    L’Aquila

    -0,1%

    0,6%

    -0,2%

    Basilicata
    Potenza

    -3,6%

    -1,3%

    0,2%

    Calabria
    Catanzaro

    2,4%

    -2,2%

    -8,6%

    Campania
    Napoli

    -0,2%

    -5,7%

    0,0%

    Emilia R.
    Bologna

    -3,4%

    -8,1%

    -1,8%

    Friuli V.G.
    Trieste

    -4,1%

    -0,1%

    0,0%

    Lazio
    Roma

    -3,0%

    -4,0%

    0,0%

    Liguria
    Genova

    -1,4%

    -2,1%

    -3,0%

    Lombardia
    Milano

    -1,1%

    -2,9%

    0,0%

    Marche
    Ancona

    -2,9%

    -1,0%

    -2,9%

    Molise
    Campobasso

    -4,1%

    -4,6%

    0,1%

    Piemonte
    Torino

    -1,8%

    -3,3%

    0,0%

    Puglia
    Bari

    -3,8%

    -5,2%

    -0,3%

    Sardegna
    Cagliari

    -10,9%

    -12,7%

    0,5%

    Sicilia
    Palermo

    -1,6%

    -9,0%

    -4,1%

    Toscana
    Firenze

    -2,8%

    -4,8%

    0,0%

    Trentino A.A.
    Trento

    -1,4%

    -1,7%

    -1,9%

    Umbria
    Perugia

    -5,4%

    -6,9%

    -3,5%

    Valle d’Aosta
    Aosta

    -9,8%

    0,4%

    -0,2%

    Veneto
    Venezia

    -2,6%

    -10,4%

    -0,5%

  • Ottenere i prestiti senza busta paga online

    In questo articolo segnaliamo quali sono le opportunità di ottenere un prestito per chi non dispone di un impiego da dipendente e per questo motivo non ha la possibilità di dare lo stipendio come tipo di garanzia. Il caso più difficile è sicuramente quello dei prestiti senza busta paga e senza garante. In questo caso l’unica possibilità è rappresentata dalla presenza di un immobile di proprietà da usare come garanzia attraverso un’ipoteca. Per chi necessita di prestiti veloci senza busta paga e di importi limitate l’edificio può essere utilizzato anche in modo differente. Chi ha un affitto dall’immobile può infatti utilizzare questa rendita per ottenere un finanziamento in modo piuttosto rapido. Chiaramente la somma da ottenere dipende dall’affitto. Un’altra opportunità per chi vuole un finanziamento ma non ha uno stipendio la soluzione è costituita dalle cambiali. I prestiti cambializzati veloci risultano essere infatti prestiti disponibili anche senza busta paga. Questi finanziamenti si differenziano per l’utilizzo delle cambiali che risultano essere un titolo esecutivo e che quindi costituiscono una garanzia importante per l’istituto di credito che concede il prestito. Avere i prestiti senza busta paga risulta essere quindi possibile ma è necessario dare garanzie alternative valide. Il suggerimento è quello di utilizzare la rete per trovare le offerte più interessanti presenti adesso.

  • Flavio Cattaneo: “Il Sole 24 Ore” rimarca Bilancio 2012 ricavi e profitti in aumento

    Terna, un’azienda da record da ben 8 anni. “Il Sole 24 Ore” rimarca il bilancio 2012 chiuso con ricavi e profitti in aumento. Flavio Cattaneo: “Sono risultati molto buoni, che testimoniano l’eccellenza professionale raggiunta dalla squadra di Terna. Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura e la creazione di valore, con un approccio strategico che affianca al core business lo sviluppo di progetti in attività non tradizionali. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi di euro) e il dividendo 2012 confermano l’attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti”.

    Un’azienda italiana che di questi tempi chiude il bilancio 2012 con ricavi e profitti in aumento è sicuramente una perla rara. Soprattutto se si tratta poi dell’ottavo esercizio consecutivo in crescita. Si tratta di Terna, l’azienda che gestisce la rete elettrica nazionale guidata da Flavio Cattaneo, la cui performance è stata ben sottolineata da un articolo del “Sole 24 Ore”. Nel dettaglio si tratta di cifre davvero importanti. Terna ha infatti archiviato l’anno passato con un incremento del 5,5% a quota 464 milioni e ricavi in linea con quanto annunciato con il preconsuntivo di inizio febbraio, a 1,806 miliardi di euro, a fronte degli 1,6 miliardi registrati a fine 2011 (+10,4%). Crescita anche per l’Ebitda, che tocca gli 1,39 miliardi di euro con un +12% rispetto al dato dell’esercizio precedente (1,23 miliardi di euro). Risultati che consentono alla spa dell’alta tensione di proporre un dividendo di 20 centesimi, di cui 7 centesimi già pagati come acconto e 13 di saldo a giugno prossimo.

    “Sono risultati molto buoni, che testimoniano l’eccellenza professionale raggiunta dalla squadra di Terna – ha commentato l’amministratore delegato Flavio Cattaneo -. Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura e la creazione di valore, con un approccio strategico che affianca al core business lo sviluppo di progetti in attività non tradizionali. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi di euro in crescita dell0 0,5% sul 2011, ndr) e il dividendo 2012 confermano l’attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti”.

    Un aspetto importante arriva anche dai giudizi positivi degli analisti finanziari. Sia Jp Morgan che Kepler parlano di risultati finali migliori delle aspettative e di quando annunciato nei preliminari. Un successo derivante questo anche dalla solida struttura finanziaria del Gruppo. Il patrimonio netto del gruppo è del resto di ben 2,79 miliardi di euro (a fronte dei 2,75 miliardi di euro del 2011), mentre l’indebitamento netto che ha toccato i 5,855 miliardi di euro (a fronte dei 5,123 miliardi di euro segnati a fine 2011) non desta preoccupazione in quanto il rapporto debito fisso e variabile è a 78-22% considerando anche una maturità di esposizione che è di 8 anni.

    E poi c’è ottimismo per il futuro, dove Terna prosegue il piano strategico presentato a febbraio che punta ad aumentare gradualmente il “peso” delle attività non tradizionali e mira a consolidare il suo business di riferimento investendo ancora sulla rete per ridurre le criticità (da segnalare l’of definitivo del ministero per lo Sviluppo economico per la realizzazione dell’elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia), proseguendo la realizzazione dell’interconnessione con l’estero (Francia e Montenegro) e sviluppando i progetti sui piani di accumulo.

    FONTE: Terna

  • Osservator​io Mensile Marzo 2013: con il febbraio elettorale peggiora ancora il grado di fiducia degli Italiani nei confronti del sistema paese

    Il febbraio elettorale, oltre ad aver determinato il risultato che tutti conosciamo, porta con sé anche un peggioramento del grado di fiducia degli Italiani nei confronti del sistema – Paese. Quanto ai consumi, l’innovazione è il principale fattore a spingere gli Italiani ad acquistare un bene durevole. Ancora più della convenienza del prezzo. Non a caso, tablet e smartphone sono gli unici prodotti per i quali esistono margini di crescita significativi per i prossimi mesi. Balza al 16,7% la quota di Italiani che intende aumentare i propri risparmi nell’arco dei prossimi 12 mesi (a gennaio erano il 12,3%).

    I toni durissimi della campagna elettorale, ancora prima di determinare il risultato che tutti conosciamo, hanno comportato un peggioramento del grado di fiducia degli Italiani nei confronti del sistema – Paese. E’ questo il dato rilevato dall’ dall’ultima edizione dell’Osservatorio mensile Findomestic. Per quanto riguarda il grado di fiducia, dopo la timida ripresa di gennaio, a febbraio il dato è tornato a scendere: da 3,29 a 3,21, su una scala che – lo ricordiamo -va da 0 a 10 e che ha in 7 la sua soglia positiva. Anche a febbraio, comunque, Sud e Isole e Centro Italia sono le macroregioni più “ottimiste”. Nordest e Nordovest, invece, sono quelle più “pessimiste”. Per quanto riguarda il giudizio sullo stato dell’economia del Paese, più nel dettaglio, a febbraio 91,5 italiani su 100 la valutano molto o abbastanza negativa. A gennaio, il dato –pur essendo sempre molto elevato – si fermava all’89,9, sotto la soglia psicologica del 90%.

    L’arretramento della fiducia fa da contraltare al recupero della propensione al risparmio: guardando ai prossimi 12 mesi, la quota di Italiani che intende risparmiare è del 16,7%. Un mese fa, a fine gennaio, questo dato era inferiore di oltre 4 punti (12,3).

    Per quanto concerne i consumi, smartphone, tablet e personal computer sono gli unici prodotti che stanno sorreggendo i consumi in un momento così difficile. Tutte le altre categorie, a cominciare dall’auto, che soffre tantissimo, sono passate in secondo piano. I tablet e gli smartphone, in particolare, sono gli unici prodotti per i quali si intravedono margini di crescita, in termini di vendite. Per tutte le altre tipologie di beni, la netta maggioranza degli intervistati manterrà un profilo di spesa sostanzialmente analogo a quello dei mesi precedenti. Del resto, il concetto di innovazione è al momento l’unico, vero driver d’acquisto. Ancora più della stessa convenienza, almeno nell’ambito dei prodotti dell’Ict.

    Previsioni di acquisto a tre mesi

    Elettrodomestici: previsioni in miglioramento per i bianchi e per i bruni (TV, Hi-Fi), mentre si prospettano in calo gli acquisti per i piccoli.

    Sale la quota di coloro i quali si dicono pronti, di qui a tre mesi, a comperare un elettrodomestico bianco e bruno (rispettivamente 13,5% e 17,8%), mentre scendono, da 24,2 a 22,8%, gli intenzionati all’acquisto dei piccoli elettrodomestici. Valori che rispecchiano l’ammontare medio di spesa prevista, dove si registra un incremento sia per gli elettrodomestici bianchi (da 774 a 790€) che per quelli bruni (da 628 a 637€) e un leggero calo per piccoli elettrodomestici (da 175 a 171 €).

    Elettronica di consumo: cala l’interesse verso il settore nel suo complesso, ad eccezione di tablet/Ebook

    Escludendo la categoria dei tablet/E-book, dove si registra un lievissimo aumento di 0,2 punti (11%), cala l’interesse verso 3 tipologie su 4: telefonia (da 18,7% a 17,7%), PC/accessori (da 18,1% a 17,6%) e fotocamere/videocamere (da 10,9% a 9,4%). Al contrario la spesa media prevista fa registrare aumenti in tutte le categorie, in particolare per fotocamere/videocamere (da 282 € a 367€).

    Auto e moto: scenario in calo per auto nuove e motoveicoli. Si salva l’auto usata.

    Prospettive negative per il mercato delle auto nuove, dove la percentuale degli interessati all’acquisto nei prossimi tre mesi scende dal 7,1% al 6,8%. Continua il trend decrescente dei motocicli, che raggiunge quota 3,2%, mentre l’auto usata è l’unico veicolo che lascia ben sperare, in quanto le previsioni a tre mesi fanno segnare un aumento di 0,8%. Infine resta pressoché invariato l’ammontare medio di spesa prevista: 2.733 €per le moto, 7.664 € per le auto usate e 18.474€ per quelle nuove.

    Casa e arredamento: propensione all’acquisto in aumento per tutte tre le categorie

    In aumento le previsioni di acquisto per tutte e tre le tipologie di spesa: la casa, la sua ristrutturazione e le spese per i mobili. Nello specifico, la quota di coloro che prospettano di acquistare una casa nuova passano dal 3,7 al 4,3%, mentre quella degli intenzionati alla ristrutturazione passa dal 7,9 all’8,7%. I mobili, invece, fanno segnare un aumento in termini di potenziali acquirenti (da 14,7 a 15,6%) e una diminuzione in termini di spesa prevista (da 2.022 € a 1.974€).

    Tempo libero: in risalita le previsioni circa l’acquisto di attrezzature e abbigliamento sportivi, viaggi e vacanze. Diminuisce il fai-da-te.

    Sale al 19,9% (rispetto al 18,9% del mese precedente) la quota degli intenzionati all’acquisto di attrezzature e abbigliamento sportivi. Segno positivo anche per il numero di quanti prevedono di organizzare un viaggio o una vacanza nei prossimi tre mesi (da 28,5% a 29,5%). Prosegue, infine, il trend decrescente del fai-da-te, che fa segnare una diminuzione di circa un punto percentuale (da 23,2% a 22,3%).

    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:
    www.adhoccommunication.it www.info.findomestic.it

  • Nasce postingTo.com, il portale web riservato agli operatori della moda, abbigliamento, design, accessori e servizi.

    PostingTo è il nuovo marketplace verticale online dedicato al fashion system internazionale che permette alle aziende e ai professionisti del settore di stabilire nuove relazioni commerciali in modo semplice e veloce.

    postingto il sito b2b della modaIl business to business è sempre più online: milioni di aziende in tutto il mondo utilizzano i marketplace verticali sul web per contattare nuovi clienti, cercare nuovi fornitori più convenienti o specializzati e trovare nuovi partner commerciali.

    Mancava però un luogo dedicato al business to business del comparto moda, capace di far dialogare tra loro tutti i players della filiera moda: dalla piccola azienda manifatturiera alla società commerciale, dall’artigiano alla griffe internazionale, dallo stilista al fornitore di servizi, dal fasonista al distributore.

    Per questo nasce postingTo, il business network internazionale dedicato agli operatori professionali della Moda, Accessori, Design e Servizi in cui si incontrano in tempo reale domanda e offerta, per stabilire nuovi contatti commerciali alla velocità del web.

    Utilizzare il sito è semplice e gratuito: basta creare un account su www.postingto.com.

    E’ possibile pubblicare il proprio profilo aziendale completo di informazioni di contatto, foto, video e documenti.

    Si possono inserire i prodotti o i servizi da mostrare e offrire alla community professionale.

    Dall’area messaggi è possibile rispondere a tutte le richieste di contatto e preventivo dei nuovi potenziali clienti.

    Su postingTo è possibile inserire – anche in forma anonima – specifiche richieste di prodotto o servizio per selezionare nuovi fornitori.

    Il sito non prevede commissioni sulle vendite: l’obiettivo di postingTo è facilitare le connessioni e il networking nel settore specifico della moda.

    Le transazioni commerciali avvengono, infatti, direttamente tra le aziende, all’esterno di postingTo.

    Così, ad esempio, se un’azienda italiana cerca un rappresentante per i propri bottoni in Canada o un produttore brasiliano vuole trovare uno showroom a Milano, oggi può farlo grazie a postingTo.

    PostingTo è stato studiato per rendere l’esperienza d’uso semplificata al massimo: è facile da navigare, facile da consultare, facile da usare, nelle versioni italiano e inglese.

    Le aziende possono pubblicare anche comunicati stampa, annunci di eventi, e scambiarsi informazioni attraverso la community e il forum.

    PostingTo nasce da un’idea di Gianni Barocci, imprenditore della moda e proprietario dello storico marchio Brema 1969 che, proprio partendo dalla sua esperienza, ha avvertito questo vuoto sul web e ha pensato di colmarlo con un portale aperto a tutti gli operatori professionali del fashion system.

    PostingTo è attualmente in fase di pre-lancio in versione beta e le aziende possono registrarsi gratis all’indirizzo www.postingto.com

  • CentroMarca Banca sostiene le cooperative scolastiche, il 16 marzo 2013 il meeting

    CentroMarca Banca, partner dell’iniziativa “Progetto Itaca Un’esperienza di cooperazione nelle scuole”, sarà presente al Terzo Meeting delle Associazioni Cooperative Scolastiche della provincia di Treviso in programma per il 16 marzo 2013.

    CentroMarca Banca già lo scorso anno ha avuto un ruolo primario nel sostegno alle Associazioni Cooperative Scolastiche affiancando l’ACS “Color Shot” dell’Istituto Scolastico “A. Palladio” di Treviso.

    Il meeting quest’anno sarà ospitato dalla BCC di Monastier e del Sile, dalle 8.30 alle 12.30, raccoglierà i rappresentanti di tutte le Associazioni Cooperative Scolastiche, gli insegnanti incaricati di tutti gli Istituti Scolastici, nonché i rappresentanti di tutti i partner del progetto.

    L’obiettivo è quello di “dare risalto all’esperienza cooperativa al di fuori dei confini del singolo Istituto scolastico, valorizzando in primis il contributo che le Banche di Credito Cooperativo danno concretamente per l’implementazione e lo sviluppo del progetto” .

    Per CentroMarca Banca partecipare al meeting e sostenere le Associazioni Cooperative Scolastiche ha una duplice valenza: continuare nell’opera di diffusione dei propri valori fondanti come solidarietà, mutualismo, sviluppo del benessere proprio ed altrui, nonché sostenere i giovani e far capire loro che la cooperazione porta al progresso.