Categoria: Economia e Finanza

  • Terna Hub Elettrico: Il futuro dell’energia italiana è rivolto all’Europa

    Terna, hub elettrico del Mediterraneo. Nei prossimi anni la società si pone come ponte sia verso l’est europeo, sia verso progetti in Africa per le energie rinnovabili. Flavio Cattaneo, AD di Terna, dichiara: «Il futuro dell’energia italiana e di Terna sono rivolti all’Europa, una richiesta che arriva da tutto il sistema nazionale e internazionale. Quando saranno realizzate maggiori interconnessioni con il resto d’Europa, il Paese potrà diventare un esportatore strutturale di energia, con un importante beneficio ai generatori italiani. L’Italia è già oggi esportatore nelle ore di massima richiesta di energia».

    E’ una delle pochissime società della Borsa ad aver non solo recuperato quanto perso dopo il crollo del 2008, ma ad aver raggiunto una quotazione addirittura superiore. Una corsa verso l’alto stoppata solo dalla Robin Hood Tax, l’aumento delle aliquote volute dal governo Berlusconi nel 2011 – e confermato dall’esecutivo Monti – che ha colpito le società dell’energia. Ma fino a un certo punto, visto che dopo la presentazione dei conti del 2012, Terna “vede” ormai riavvicinarsi i massimi raggiunti nel maggio del 2011 a quota 3,47 euro. Non per nulla, il gruppo nato da uno spin off dell’Enel nel 2005, è uno dei titoli che più piace agli analisti. Soprattutto per la sua capacità di ripagare gli investitori: ecco spiegato perché Terna si è aggiudicata per il terzo anno consecutivo il premio delle utility europee dall’americano Edison Electric Institute per il miglior rendimento totale del titolo: nell’ultimo triennio, tra andamento di Borsa e dividendo, gli azionisti hanno visto il loro investimento salire del 24%, un livello più alto sia dei titoli di settore sia dell’indice italiano (nello stesso periodo il Dj Stoxx ha perso il 10% e il Ftse Mib il 21%). Numeri che piacciono al mercato: degli ultimi 22 report, 14 consigliano di acquistare il titolo, 6 suggeriscono di tenerlo in portafoglio e solo due pensano che sia da vendere.

    Convincono i conti, ma soprattutto convince il modello impostato dall’AD Flavio Cattaneo con il piano industriale 2017, che garantisce un payoutal 60% e dividendi in crescita. Ma quanto potrà crescere ancora la società e garantire rendimenti così elevati? E cosa c’è nel futuro di Terna, dopo che avrà completato il piano di investimenti al 2017 in cui verranno spesi oltre 4 miliardi. Serviranno per “sbottigliare” la rete e rendere più efficiente il sistema, e per realizzare 300 milioni di batterie dove immagazzinare l’energia prodotto dalle rinnovabili che altrimenti andrebbe sprecata. Terna è pronta a realizzarne per 75 Mw, l’authorty ne ha autorizzati 51Mw. Così come sta già accadendo per Snam, l’altra grande rete di proprietà pubblica tramite la Cassa Depositi Prestiti, anche Terna dovrà uscire dai confini nazionali.

    Come spiega l’AD Cattaneo: «Il futuro dell’energia italiana e di Terna sono rivolti all’Europa e questa è una richiesta che arriva da tutto il sistema nazionale e internazionale. Quando saranno realizzate maggiori interconnessioni con il resto d’Europa, e solo quando l’energia in Italia costerà meno, il Paese potrà diventare un esportatore strutturale di energia, molto più di quanto non lo sia ora con un importante beneficio ai generatori italiani. Ad esempio la Francia, avendo molta produzione nucleare, fatica di più tecnicamente ad inseguire i picchi di freddo e l’energia dei cicli combinati italiani potrebbe essere usata a supporto. Stessa cosa potrebbe avvenire per motivi diversi in Germania. Del resto, l’Italia è già oggi esportatore nelle ore di massima richiesta di energia».

    Un progetto su cui Terna, di fatto, ha già cominciato a lavorare. Con due cantieri: uno già partito, l’altro ancora molto di prospettiva. Nel primo caso, si tratta del cavo che collegherà l’Italia al Montenegro, 415 chilometri, di cui 390 sottomarini per un costo di 800 milioni. Servirà sia per importare energia a basso costo, vista l’alta componente di idroelettrico presente nel paese balcanico, dove l’ex monopolista è controllato al 42 per cento dall’utility lombarda A2a. Il secondo progetto si chiama, invece, Elmed e prevede sia la realizzazione di una centrale sulla costa della Tunisia sia l’interconnessione con le coste siciliane. Quando entrambe le opere saranno in esercizio, l’Italia potrà replicare il ruolo che vuole giocare anche nel settore del gas: diventare una sorta di hub del Mediterraneo per la trasmissione dell’energia elettrica, ponendosi come ponte sia verso l’est Europeo, sia collegandosi ai vari progetti delle rinnovabili che nasceranno in Africa. Una prospettiva per i prossimi anni, s’intende.

    Prioritario per Terna è realizzare le opere che ancora fanno della rete italiana un sistema incompleto. A cominciare dalla priorità numero uno: il nuovo cavo tra Sicilia e Calabria, denominato Sorgente-Rizziconi. Per un costo di 700 milioni, farà risparmiare al sistema 600 milioni all’anno, visto che ora la Sicilia ha un prezzo dell’energia nettamente superiore al resto d’Italia, a causa dell’arretratezza dei collegamenti. Con la differenza che viene pagata però da tutti i consumatori italiani. Perché se un’accusa viene mossa a Terna, non è di investire poco sulla rete. Anzi. Ma di non concentrarsi abbastanza sulle opere strategiche. Per rassicurare gli operatori, l’Autorità per l’energia ha previsto un tasso di remunerazione maggiorato del 2% «per accelerare la realizzazione di interventi particolarmente rilevanti ». Mentre si lavora per la rete italiana, però, nulla vieta, di lavorare all’espansione nel resto del continente. E anche su questo Cattaneo sembra avere le idee chiare: «Non credo che Terna debba crescere tramite acquisizioni in giro per l’Europa ma attraverso una crescita organica. Credo che in futuro debba, innanzi tutto candidarsi a un ruolo centrale nel “sistema Europa” sfruttando la posizione geografica naturale dell’Italia, al centro del Mediterraneo. Come ponte da una parte verso i Balcani, dall’altra verso il continente africano. Se, invece, guardiamo al progetto di Bruxelles per la creazione di una rete europea, è chiaro che la spinta decisiva non debba venire dalle società che gestiscono le reti, ma dai governi, che, tra l’altro, in molti casi ne sono anche azionisti diretti o indiretti di riferimento».

    FONTE: Repubblica

  • Olio Argan Omia Laboratoires: Restituire benessere e vitalità ai vostri capelli

    Gli olii della nuova linea eco-biologica per la bellezza dei capelli a base di olio di semi di lino, olio di macadamia e olio di argan di Omia Laboratoires, sono formulati al meglio per la cura dei vostri capelli. Sono rigorosamente prodotti da coltivazione biologica certificata e rispondono alle diverse esigenze di ciascun tipo di capello, caratterizzandosi per la versatilità del loro utilizzo. Grazie ai preziosi olii vegetali, l’impiego degli Olii Capelli di Omia Laboratoires non costituisce solo un trattamento di bellezza, ma anche e soprattutto una vera e propria cura rigenerativa per capelli stressati, infragiliti e spenti. Studiati a partire dalle eccezionali proprietà eudermiche degli olii naturali, ciascun trattamento è caratterizzato dalla capacità di penetrare ed idratare le fibre dei capelli senza ungerli, veicolando così i principi attivi che risaneranno le chiome impoverite dai danni degli agenti atmosferici (sole, pioggia, vento, umidità), dalla messa in piega, dai trattamenti chimici aggressivi. Gli Olii Capelli di Omia Laboratoires all’Olio di Argan, di Semi di Lino e di Macadamia possono essere utilizzati in diversi modi per venire incontro alle altrettanto diverse esigenze: Impacco prima dello shampoo: una due volte al mese, cospargete e massaggiate l’intera capigliatura con l’olio prescelto, insistendo sulle punte e sulle zone che più necessitano cure. Pettinate i capelli per garantire un’omogenea distribuzione dell’olio, quindi coprite la chioma con un asciugamano, meglio se caldo. Lasciate l’impacco in posa per una o due ore e lavate poi i capelli come d’abitudine. Per ottimizzare l’effetto rigenerativo, è possibile lasciare l’impacco in posa, protetto dall’asciugamano, per l’intera notte. Prima di asciugatura e styling: scaldate, sfregando tra le mani, uno o due spruzzi di prodotto, a seconda della lunghezza della capigliatura, e distribuite l’olio sui capelli umidi dopo lo shampoo abituale. Trattamento perfetto per proteggere i capelli dai danni indotti dal calore di phon e piastre, l’olio così utilizzato permette di ridurre i tempi dell’asciugatura e di nutrire ulteriormente i capelli per una migliore resa finale. Finissage dopo l’asciugatura: applicate sui capelli asciutti uno o due spruzzi di prodotto, sempre a seconda della lunghezza della vostra capigliatura, scaldandolo precedentemente tra le mani. L’olio applicato in questa fase illumina la chioma e rende i capelli morbidi e naturalmente disciplinati. Olii_Omia LaboratoiresDef Ciascun Olio Capelli di Omia Laboratoires ha proprie e specifiche caratteristiche e consigliamo di sceglierlo in base alle principali necessità dei vostri capelli. L’Olio Capelli all’Olio di Argan, grazie al suo elevato contenuto in vitamine ed antiossidanti, ha straordinarie virtù restitutive e ripartrici che lo rendono ideale per nutrire i capelli spenti ed infragiliti, donando alla chioma un aspetto liscio e setoso e migliorandone la luminosità. L’Olio Capelli all’Olio di Semi di Lino, ricchissimo in proteine ed acido linoleico, ripristina l’equilibrio fisiologico delle fibre capillari ed è particolarmente indicato per trattare e nutrire capelli secchi e sfibrati. I capelli ritroveranno nuova forza e volume. L’Olio Capelli all’Olio di Macadamia è un agente idratante ed illuminante per capelli stressati. Ricco di vitamina E ed acidi grassi, l’Olio di Macadamia ha una spiccata azione cheratinizzante che favorisce il rinnovamento delle cellule capillari. I capelli trattati con Olio di Macadamia avranno un aspetto più morbido e lucente. Fonte: Omia Laboratoires

  • Qualità, ambiente e sicurezza alla Vedani Carlo Metalli

    Attenzione all’ambiente, qualità dei processi e dei prodotti, sicurezza e salute sul posto di lavoro, sono tre capisaldi su cui si fonda da sempre l’attività della Vedani Carlo Metalli, specializzata da più di 100 anni nel riciclo dell’alluminio. L’azienda di Parona, in un’ottica di continuo miglioramento, sta completando l’iter per l’adozione di un sistema certificato di gestione integrato di qualità, ambiente e sicurezza. Un grande traguardo, frutto di anni di lavoro, finalizzato all’ottenimento delle tre certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e ISO 18001.

    Con l’adozione di questi tre importanti standard internazionali, integrati fra loro in un sistema che porta alla massima valorizzazione di ciascuno di essi, la Vedani vuole dare un segno tangibile dell’impegno e della responsabilità con cui ha sempre considerato questi ambiti, e innalzare ulteriormente la soglia di attenzione verso le tematiche ambientali e di sicurezza sia al proprio interno sia con tutti coloro che sono coinvolti nelle proprie attività.

    Applicare le norme ISO significa impegnarsi ad adottare rigorose procedure che garantiscono il rispetto dei più ambiziosi standard di qualità, di sicurezza e di salvaguardia dell’ambiente, ben oltre quello che è previsto dalla legislazione vigente in materia. Ciò rappresenta una garanzia innanzitutto per il territorio dove opera la Vedani, sia nel senso dei cittadini di Parona e della Lomellina, sia dell’ambiente naturale di questa regione. È chiaramente anche una garanzia per chi opera all’interno dello stabilimento, che si vede tutelato ai massimi livelli nell’ambito della sicurezza e della salute sul lavoro. Le certificazioni sono infine utili anche per qualificare l’offerta dell’azienda rispetto ai propri clienti, creando così relazioni durature, basate sull’affidabilità e sulla fiducia, e aumentandone la competitività sui mercati nazionali e internazionali.

    Dietro all’ottenimento delle certificazioni ISO ci sono impegni e investimenti economici molto significativi: scegliere di rispettare questi requisiti internazionali significa ridisegnare profondamente i propri processi aziendali e modificare la propria struttura sia in termini di impianti, sia soprattutto di cultura aziendale, modificando mentalità e comportamenti, ottimizzando la formazione e l’informazione all’interno e all’esterno dell’azienda.

    La Vedani Carlo Metalli S.p.a. si occupa da più di 100 anni di recupero di metalli non ferrosi e lavorazione dell’alluminio, con risultati che la pongono all’avanguardia nel proprio settore per traguardi raggiunti ed eco-compatibilità. L’azienda ha sempre impostato la propria attività secondo i principi della qualità, della sicurezza e del rispetto dell’ambiente, coniugando tecnologia ed efficienza con il risparmio energetico e il recupero dei materiali.


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  • Inbusiness e Carinzia. Grande successo ieri sera per la serata dedicata agli investimenti Oltralpe

    Grande successo ieri sera a Villa Razzolini Loredan di Asolo per la serata organizzata dal gruppo di imprenditori Inbusiness ed interamente dedicata alle possibilità ed ai vantaggi di investimento in Carinzia Austria. Hanno partecipato gran parte degli associati Inbusiness più un centinaio di imprenditori veneti. L’interesse è stato talmente grande, ed il passaparola talmente efficace, che non è stato possibile accogliere alla serata un gruppo di circa trenta imprenditori per ragioni di spazio e sicurezza.

    L’attenzione dei partecipanti è stata attirata in particolare dalle opportunità imprenditoriali che la Carinzia ha approntato appositamente per attirare nuovi investitori nel proprio territorio. Gode di un’amministrazione pubblica snella, di flessibile diritto al lavoro, di alta qualità della vita, di manodopera altamente qualificata, di infrastrutture eccellenti e del giusto background culturale e storico per comprendere a pieno i paesi dell’est europeo. Fa parte della stessa Euroregione di Veneto e Friuli Venezia Giulia assieme anche a Slovenia, Istria e Primorsko-Goranska; un asse, quello dell’Euroregione di appartenenza, che rende la Carinzia testa di ponte per tutto il nord e l’est dell’Unione Europea.

    La Carinzia, oltre tutto, è ai massimi livelli, in tutta Europa, per investimenti in Ricerca & Sviluppo, con un aumento di ricercatori del 70% a fronte di una media nazionale austriaca pari al 46%. Numerosi sia i centri di ricerca industriali nella regione austriaca che gli istituti di formazione per gli studenti. Agli investitori che puntano sulla R&S garantisce contributi pari al 60% dei costi sostenuti. I contributi per l’investimento nel territorio arrivano, invece, fino al 35%.

    Infine, la Carinzia garantisce, a tutti gli imprenditori che decidono di aprire una nuova azienda:

    · un sistema fiscale agevolato con una pressione fiscale mai superiore al 25% (imposta corrispondente all’IRES con aliquota unica del 25%);

    · l’assenza di IRAP;

    · l’assenza di black list;

    · l’assenza di studi di settore;

    · la deducibilità di gran parte delle spese che si andranno a sostenere per l’apertura dell’azienda;

    · la compensazione di eventuali perdite di esercizio con gli utili futuri.

    Per queste ragioni molte aziende italiane e venete hanno avviato aziende sorelle nel territorio carinziano. A fare questa scelta sono state ad esempio: Europlast (Jcoplast Battipaglia), Ondulati ed Imballaggi del Friuli (Villesse/GO), Luvata (ex-Eco – Luvata Coils & Coolers, Pocenia UD), Danieli & C Officine Meccaniche (Danieli & C, Buttrio UD), Cougar (Padova), Sky Plastic (Fonte TV) Montanaro Industrial Battery Components (Montanaro, Venaria Reale TO e Vicenza) ed altre importanti realtà italiane.

    A spiegare tutte queste opportunità sono state:

    · Dr.ssa Natasha Zmerzlikar, consulente di impresa austriaca della Entwicklungsagentur Karnten GmbH (EAK)interlocutore principe per tutte le aziende che vogliono ottenere informazioni sulla Carinzia come location economica, che ha presentato territorio, infrastrutture, parchi industriali, risorse, aziende, sistema produttivo;

    · Dr.ssa Enrica Maggi, avvocato presso lo Studio Legale Maggi Brandl Kathollnig RechtsanwaltsGmbH di Klagenfurt che ha parlato delle forme aziendali srl ed spa nonché delle imposte per aprire un’azienda in Carinzia.

    “Le aspettative per la serata – spiega il rag. Maurizio Carlesso tra i fondatori di Inbusiness – sono state brillantemente raggiunte. Per noi imprenditori che combattiamo tutti i giorni per rimanere a galla nonostante la crisi queste opportunità, che permettono di far valutare e conoscere altre realtà, rappresentano una boccata d’aria fresca e ci rinfrancano nel morale.”

    La serata, iniziata alle 18:00, è proseguita secondo scaletta ed ha raccolto i complimenti degli imprenditori presenti che hanno risposto con entusiasmo all’iniziativa.

    Per maggiori informazioni si prega di contattare la segreteria di Inbusiness al numero di telefono 3313343926 o l’Ufficio Stampa di Inbusiness allo 0422 540586.

  • Fingepa lancia un prestito delega

    Fingepa è un’agenzia di credito a consumo, cioè si occupa di piccoli prestiti non finalizzati non superiori ai 10000 euro, oppure della creazione di carte revolving da parte di colossi finanziari come la Mastercard.

    Secondo quanto riportato dal sito http://nonsoloprestito.com, oggi le filiali di questa agenzia hanno uno strumento creditizio in più per venire incontro alle esigenze dei propri clienti: ovvero lo strumento Delega del Pagamento.

    Si tratta di un prestito delega abbinato alla cessione del quinto disponibile per i pensionati. Cedendo un quinto della pensione, il richiedente può aiutare un parente a risollevarsi da una brutta posizione creditizia, oppure venire incontro alle sue piccole necessità quotidiane.

    In questo caso, il cedolino della pensione diventa una garanzia per l’agenzia di credito Fingepa e l’unica possibilità di accesso al credito per un figlio precario o protestato. Questo tipo di finanziamento è a tasso fisso, per consentire un pagamento più continuativo e sicuro, della durata variabile fino a 48 mesi. Questo garantisce anche il pensionato, che non vedrà la sua pensione completamente decurtata dall’ente previdenziale perché la rata è schizzata alle stelle. Merito della cessione del quinto, che resta, oltre alla Delega del Pagamento Fingepa, uno degli strumenti creditizi più richiesti ed utilizzati.

  • Banca della Marca mette a disposizione 20 milioni di Euro per le PMI del territorio della Marca

    Banca della Marca, in forza della radicata e propositiva vocazione locale, mette a disposizione delle PMI che operano nelle Provincie di Treviso e Pordenone la somma di 20 milioni di Euro per nuovi investimenti, sostegno commerciale, liquidità e consolidi di cui l’Impresa necessiti per mantenere competitività e redditività. L’istituto con sede ad Orsago intende aiutare le realtà industriali del territorio anche attraverso il “Progetto PMI” che di fatto è un servizio gratuito di consulenza finanziaria accessibile anche dal sito della banca per i clienti che ne fanno richiesta.

    Banca della Marca, da sempre vicina al territorio, oltre all’investimento di 20 milioni di euro, mette a disposizione delle aziende personale qualificato per valutare ed impostare le richieste di credito con adeguati programmi e piani industriali che oggi sono indispensabili per ottenere credito.

    La Banca offre il proprio supporto anche per l’ottenimento della garanzia pubblica, rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico tramite il Medio Credito Centrale, per le imprese che non superano i 250 dipendenti e i 50 milioni di Euro di fatturato (o 43 milioni di Euro di attivo di bilancio) e che si trovano a dover affrontare esigenze finanziarie quali: operazioni di leasing strumentale ed immobiliare, acquisizione di partecipazioni, ed altri interventi quali per esempio i finanziamenti a breve termine, consolidamento, fideiussioni e finanziamenti a medio e lungo termine sia per investimenti che per liquidità. La garanzia statale copre fino al 70% il finanziamento richiesto per un importo massimo concedibile di 2,5 milioni di Euro. Al fine di riuscire ad ottenere la garanzia nel minor tempo possibile, Banca della Marca si è dotata, al proprio interno, di uffici specializzati per l’istruttoria delle pratiche e per l’inoltro delle stesse al Medio Credito Centrale.

    In aggiunta, per le imprese di media e piccola dimensione che faticano ad ottenere degli indicatori di bilancio positivi, Banca della Marca con “Progetto PMI”, servizio applicabile indipendentemente dalla dimensione dell’azienda e dal settore merceologico di appartenenza, intende poter assistere anche le imprese poco strutturate o in fase di avvio che evidenzino programmi di lavoro con prospettive positive.

    “Il nostro istituto di credito è strettamente legato al territorio in cui opera e per questo è da sempre impegnato per garantirne uno sviluppo sano e duraturo. In questo momento particolarmente difficile per la nostra economia, ci sentiamo ancora più in dovere di garantire al motore della Marca, le piccole e medie imprese, un aiuto concreto, rappresentato in questo caso dalla messa a disposizione di 20 milioni di Euro di finanziamento.” – dichiara il Direttore Generale di Banca della Marca Luigino Manfrin.

    Per facilitare le comunicazioni inerenti servizi di finanza agevolata e ottenimento della garanzia pubblica, Banca della Marca sta coinvolgendo anche le Associazioni di categoria al fine di veicolare tutte le opportunità finanziarie previste dalle varie Leggi Regionali i cui fondi sono gestiti dalla Società Veneto Sviluppo tra cui il DGR 676/2012 misura “anticrisi” che prevede erogazioni fino a 500.000,00€ a tasso zero per il 50% dell’importo. In questo modo, tutte le imprese associate avranno l’opportunità di conoscere i servizi che l’istituto promuove a sostegno dell’Impresa e del territorio.

    Banca della Marca

    La storica Cassa Rurale di Orsago fonda le sue radici 110 anni fa, dando origine nel 2001, grazie alla fusione tra la BCC di Orsago e BCC Altamarca a Banca della Marca. Oggi Banca della Marca conta 33 agenzie locali, di cui 26 nella sola provincia di Treviso, con la collaborazione totale di oltre 250 dipendenti e persegue da anni una politica di sviluppo sostenibile dell’economia locale senza dimenticare di sostenere le attività di tipo culturale, sociale e sportivo del territorio.

    Per ulteriori info:

    BLU WOM

    www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638

    Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]

  • Il Comunicatore Italiano analizza al Tg2 la presenza online del M5S

    Se internet è la nuova frontiera del consenso, il successo elettorale del Movimento 5 Stelle dimostra la centralità della reputazione sul web che significa credibilità, ma anche capacità di produrre senso politico. Il dato emerge da uno studio firmato da “Il Comunicatore Italiano” che, monitorando l’intero quadro della politica nazionale degli ultimi sei mesi, ha focalizzato l’attenzione su ben 700.000 discussioni che riguardavano il Movimento.

    Movimento 5 stelle Percezione sul Web

    Una sorta di radiografia della percezione degli utenti della rete – favorevoli e contrari – attraverso un’analisi qualitativa che ci consegna questo spaccato. C’è un 8,7% convinto che il Movimento sia nuovo, ma che dietro ci siano comunque delle lobby; un 12,3% dubbioso per l’eccesso di leaderismo; un 21,3% che ne sottolinea l’auto-referenzialità; e un altro 21,3% che parla di inesperienza politica. I toni critici, dunque, non mancano, ma c’è una percentuale altissima: il 36,4% che considera i 5 Stelle come elemento di rinnovamento del sistema.

    “Questo dato – dichiara Pier Domenico Garrone, fondatore del think tank Il Comunicatore Italiano – interpreta e rappresenta come il Movimento 5 Stelle è stato riconosciuto dai cittadini portatore dell’istanza di innovazione. Fatto e parere che è stato confermato da un’ulteriore analisi che segna come il 26 febbraio si sono fermati, come un orologio di Hiroshima, Bersani, Berlusconi e Monti nel dialogo con i cittadini, mentre il Movimento 5 Stelle prosegue una costanza di dialogo che lo fa crescere anche in consensi”.

    IlComunicatoreItaliano_240

    Trend in salita, dunque, che si intreccia con il tormentone di questi giorni: 5 Stelle al governo si o no? E’ la risposta che emerge nel periodo 25 febbraio – 6 marzo ci dice che il 6,8% punta ad un esecutivo 5 Stelle, il 16,9% ad un appoggio esterno su punti condivisi, il 19,4% chiede nuove elezioni , il 21,8% di rapporti con i partiti non vuole sentir parlare, il 35,1% dice sì ad un governo con il centro-sinistra. Messo così il messaggio che arriva dalla rete è chiaro.

    “Complessivamente – conclude Garrone – questa indicazione per un governo del Paese che non abbia a che fare con gli apparati tradizionali dei partiti”.

    FONTE: Tg2

  • IREF ITALIA: AUMENTANO I VANTAGGI PER GLI ASSOCIATI

    Dopo aver portato in scena il franchising al Sigep di Rimini, dopo aver sottoscritto le “10 proposte per il Governo a miglioramento del settore” lanciate da AZ Franchising, per IREF Italia (www.iref-italia.it) il 2013 prosegue all’insegna della “valorizzazione delle reti” e l’Associazione continua a vedere affiancarsi sempre più prestigiosi Partner per la predisposizione di vantaggiosi servizi per i suoi Associati.

    Anche in questa occasione si tratta di servizi veramente importanti e strategici per gli Associati.

    SETTORE CREDITO E FINANZA (“FinanziaRETI”)

    IREF ITALIA ha ufficialmente selezionato e scelto quale “operatore di fiducia” il Consorzio Fidi “Eurofidi scpa”.

    La decisione è giunta, in accordo con lo stesso Consorzio, a seguito dell’alto valore aggiunto offerto da Eurofidi scpa che oggi è il maggior Confidi italiano, una delle più grandi realtà di garanzia internazionali, che svolge la sua attività con assoluta professionalità, attraverso una diffusa presenza su tutto il territorio nazionale e con rapporti di convenzione con 150 banche in Italia. Un altro leader nazionale a fianco di IREF ITALIA.

    SETTORE ASSICURAZIONI (“AssicuraRETI”)

    E’ in corso di mera formalizzazione una convenzione/protocollo con la “PDP Insurance Broker” per la consulenza ed l’assistenza assicurativa a favore degli Associati. Con la scelta di un broker è possibile ottenere una selezione delle migliori Compagnie Assicurative italiane ed estere. IREF ITALIA ha posto attenzione a 4 rischi ritenuti strategici:

    • CREDITO – Copertura dei crediti nei confronti degli aderenti alle reti (franchisee, partner, consorziati, ecc.);
    • COPERTURA PUNTO VENDITA – Coperture multi rischi anche con a copertura degli aderenti alle reti con stipula diretta della rete (garanzie incendio, furto e rapina, responsabilità civile per danni a terzi e dipendenti, ecc.;
    • ASSISTENZA PER LE ATTIVITA’ – Centrale operativa h.24/24, giorni 7/7, per tutto l’anno, per fornire nominativi di artigiani e tenere a suo carico le relative spese per evento previsto nella polizza.
    • CAUZIONI E FIDEIUSSIONI – Garanzia contratti di locazione, esercizio attività, posizione fiscali, ecc..

    L’accordo prevede anche assistenza e consulenza assicurativa per la copertura di altri rischi assolutamente importanti:

    • GESTIONE FINE RAPPORTI – Piani di accumulo TFR personale dipendente e TFM amministratori;
    • PIANI PREVIDENZA PERSONALE – Polizze temporanee caso morte e prima diagnosi di tumore;
    • POLIZZE MALATTIE – Long Term Cure con rimborso spese mediche ricovero ospedaliero.

    Nel rispetto delle disposizioni ISVAP in materia di informativa sui contratti assicurativi, i dettagli possono esser illustrati e forniti solo esclusivamente e direttamente ai soggetti interessati ai prodotti assicurativi.

    PROGRAMMI PUBBLICITARI

    In aggiunta al Media Partner “AZ Franchising”, IREF ITALIA ha stipulato una convenzione commerciale anche con “Millionaire” che offrirà condizioni economiche di assoluto vantaggio rispetto a quanto ordinariamente applicato.

    In questo modo IREF ITALIA vede al suo fianco i due più importanti player del settore.

    I nuovi Partners di Iref Italia entrano a far parte di un programma di strategie e di alleanze di tutto rispetto:

    • AZ Franchising, media partner;
    • Sigep, salone internazionale, esclusiva “Area Franchising”;
    • Meilleurs Franchisés et Partenaires de France, trofeo Iref;
    • Best Franchisees of the World, trofeo internazionale;
    • PalaCongressi di Rimini, business spaces;
    • Bureau Veritas, certificazione delle reti;
    • Corte Europea di Arbitrato e Mediazione, organismo internazionale.

    La valorizzazione e la crescita delle reti rimane il primo obiettivo di Iref Italia.

    Informazioni: www.iref-italia.it[email protected]

  • Le aziende faticano a pagare

    Le Imprese italiane continuano ad essere attanagliate dalla crisi, questo è il deludente scenario presentato dal Cerved (gruppo specializzato nell’analisi d’Impresa).

    Secondo questi dati, l’anno scorso sono state quarantasettemila le aziende che hanno accusato almeno un protesto e questo valore rappresenta il record di sempre.

    Negli ultimi tre mesi la corsa è addirittura accelerata con duecentoventunomila titoli contestati, in aumento del 9% rispetto allo stesso periodo del 2011.

    I ritardi gravi, cioè oltre i due mesi, nei pagamenti delle imprese italiane ai fornitori sono infatti tornati ai massimi della crisi: nel secondo trimestre 2012 riguardavano infatti il 5,7% del totale delle aziende, percentuale che nel terzo trimestre è salita al 6,1 per cento per volare al 7,1% a fine anno.

    Ma il dato più inquietante è a carico delle grandi aziende che sono quelle che possono godere di termini in fattura più vantaggiosi, infatti, in questo settore, la fetta in ampio ritardo di pagamento è cresciuta in un solo trimestre dal 6,9 all’8,2 per cento del totale.

    Secondo il Cerved questo boom negativo non ha risparmiato alcun settore. Complessivamente nel 2012 si contano quasi undicimila società protestate nella filiera delle costruzioni +9,1% sul 2011, oltre venticinquemila nei servizi +9,5% e più di cinquemila nella manifattura +7,5%. I precedenti record negativi del 2009 sono stati abbondantemente superati dal terziario +8,2% e dalle costruzioni +10,2%, dove in particolare la diffusione del fenomeno ha raggiunto livelli critici. L’anno scorso al 3,4% delle imprese non individuali che operano nel settore è stato infatti protestato almeno un assegno o una cambiale, contro una percentuale pari all’1,8% nell’industria e all’1,7% nel terziario.

    I ritardi gravi, cioè oltre i due mesi, nei pagamenti delle imprese italiane ai loro fornitori tornano ai massimi della crisi: erano praticati dal 5,7% del totale delle aziende nel secondo trimestre del 2012, dal 6,1% nel terzo trimestre, per salire al 7,1% a fine anno. Ma il dato più inquietante è a carico delle grandi aziende, con un incremento in un solo trimestre dal 6,9% all’8,2% del totale.

    Un progetto per porre un freno a questa situazione è il pagamento dei debiti da parte della pubblica amministrazione, che rimetterebbe in moto il sistema produttivo. I debiti delle PA verso le Aziende ammontano a 71 miliardi secondo le stime della Banca d’Italia e un pagamento di almeno una parte del debito darebbe sicuramente un’iniezione di liquidità che permetterebbe di generare investimenti nei prossimi anni.

  • La Carinzia oggi ad Asolo per presentare tutte le opportunità di investimento oltralpe

    Si terrà stasera presso Villa Razzolini Loredan di Asolo, a partire dalle ore 18:00, la serata organizzata dal gruppo di imprenditori Inbusiness ed interamente dedicata alla scoperta di tutte le opportunità di investimento in Carinzia (Austria). Alla serata si sono già accreditati, oltre a tutti gli associati Inbusiness, più di cento imprenditori delle provincie di Treviso, Vicenza e Padova.

    La serata sarà aperta da una delegazione di associati Inbusiness che presenteranno i risultati ottenuti dalla “gita esplorativa” compiuta oltralpe qualche mese fa proprio allo scopo di aprire nuovi mercati in Carinzia.

    A parlare, in seguito all’intervento degli associati, saranno due consulenti austriaci esperti nel settore legale, fiscale e degli investimenti:

    · Dr. Enrica Maggi, avvocato presso lo Studio Legale Maggi Brandl Kathollnig RechtsanwaltsGmbH di Klagenfurt;

    · Dottoressa Natasha Zmerzlikar, consulente di impresa austriaca della Entwicklungsagentur Karnten GmbH (EAK)interlocutore principe per tutte le aziende che vogliono ottenere informazioni sulla Carinzia come location economica.

    A richiamare l’interesse degli imprenditori veneti per la Carinzia e tutta l’Austria sono state le vantaggiose condizioni economiche e fiscali che il paese transalpino garantisce a chi vuole fare impresa nel suo territorio. In particolare si registra:

    · una pressione fiscale del 25% massimo sulle aziende;

    · assenza di IRAP;

    · un sistema fiscale orientato all’imprenditore;

    · consistenti contributi per ricerca e sviluppo.

    La serata prevede il seguente programma:

    · ore 18:00 registrazione partecipanti;

    · ore 18:30 inizio serata;

    · ore 19:30 inizio lavori.

    Inbusiness, gruppo di imprenditori per gli imprenditori, ritiene che la serata possa presentare uno stimolo all’investimento ed all’uscita dalla crisi economica che ha fortemente colpito l’Italia ed in particolare il Triveneto.

    Per questo motivo invita giornalisti e collaboratori delle testate giornalistiche locali e nazionali a partecipare all’incontro e ad accreditarsi, qualora non l’abbiano già fatto, presso la segreteria via telefono 3313343926 o via mail all’indirizzo [email protected].