Categoria: Economia e Finanza

  • Flavio Cattaneo, Terna 2012, ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto

    Terna chiude il 2012 con risultati da record. Ad una crescita dei profitti del 5,5% rispetto al 2011, si somma un aumento dei ricavi del 10% ed un dividendo complessivo pari a 20 centesimi. Flavio Cattaneo, AD di Terna, dichiara: “Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi) e il dividendo 2012 confermano l’attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti”.

    Crescono i profitti di Terna, che nel 2012 ha realizzato un utile netto di gruppo pari a 464 milioni, il 5,5% in più rispetto al risultato 2011. Due anni fa, inoltre, nel risultato erano inclusi 113 milioni di euro derivanti dalle attività operative cessate.

    In linea con la politica dei dividendi, il consiglio di amministrazione ha annunciato che proporrà all’assemblea degli azionisti (convocata per il 14 maggio) l’approvazione di un dividendo ordinario complessivo per l’intero esercizio 2012 pari a 20 centesimi di euro per azione e la distribuzione dei rimanenti 13 centesimi per azione (24 giugno stacco cedola, 27 giugno pagamento) dopo l’acconto da 7 cent pagato a fine novembre.

    Nelle righe più alte del conto economico, dati per la verità già resi noti con il preconsuntivo, i ricavi sono cresciuti del 10% a 1,8 miliardi e il risultato operativo del 15,9% a 969 milioni. Quanto al fatturato, Terna ha specificato che la crescita di 170 milioni rispetto al 2011 è riconducibile al “corrispettivo per il trasporto di energia sulla rete di trasmissione nazionale” e ai risultati conseguiti dalle “attività non tradizionali.

    “Chiudiamo anche il 2012 con risultati molto buoni, che testimoniano l’eccellenza professionale raggiunta dalla squadra di Terna”, ha commentato l’amministratore delegato Flavio Cattaneo. “Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura e la creazione di valore, con un approccio strategico che affianca al core business lo sviluppo di progetti in attività non tradizionali. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi) e il dividendo 2012 confermano l’attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti”. In Borsa l’azione Terna si muove in terreno positivo, seppure con variazioni frazionali. Pochi giorni fa la società italiana controllata dalla Cdp è stata premiata con l’International Utility Award: in sei anni ha battuto il mercato del 97%.

    FONTE: Repubblica

  • I vari prestiti in rete

    I prestiti presenti online sono numerosi e in questo articolo proponiamo diverse offerte in base dell’importo di cui si necessita. Cominciamo con una possibilità interessante per chi ha bisogno di un piccolo prestito. Tramite Banca Etruria risulta essere possibile ottenere un prestito 5000 euro velocemente. L’offerta si chiama Micro con Noi e è destinataa in modo particolare ai giovani. Un prestito certamente utile per chi ha bisogno di una somma di soldi limitata. Per chi vuole trovare un prestito maggiore risulta essere sicuramente interessante l’offerta di MPS. Tramite la proposta Prestito Tuttofare è infatti possibile avere un prestito 30000 euro tramite la cessione del quinto. Una soluzione sicuramente interessante per chi ha un lavoro fisso da usare come genere da garanzia. L’ultima proposta che segnaliamo è costituita dal prestito 10000 euro di Banca FriulAdria che è un prestito particolarmente interessante per gli individui che devono affrontare spese non previste. Il consiglio è quindi quello di usare la rete per trovare il prestito migliore per le proprie esigenze in modo molto facile e veloce.

  • Napoli Brand, la ricerca marketing di Lucio Iaccarino

    Legarsi o meno al territorio, e quali rischi si corrano a identificarsi con esso sono stati i dubbi di Optima Italia, la multiutility napoletana in grande crescita nell’ultimo decennio, e il punto di partenza della ricerca condotta da Lucio Iaccarino in Napoli Brand (Ad Est dell’Equatore edizioni). Per osservarne da vicino le implicazioni, il libro non si concentra solo ed esclusivamente su Napoli, ma prende in esame quaranta brand indagandone le scelte strategiche. Tra questi ci sono Alviero Martini, Aprea, BlackBerry, Casolaro, Cirio, Hard Rock Cafè, Harmont&Blaine, Italia Independent, Lavazza, Magnaghi, Pasta Garofalo, Ramazzotti, Rossopomodoro, Strega, Tramontano, Vespa, Vulcano Buono.

  • Napoli Brand: i nodi dell’identità aziendale

    Lucio Iaccarino in Napoli Brand (Ad Est dell’Equatore edizioni) esamina il rapporto tra una grande azienda napoletana, Optima Italia, la multiutility definita “la Google del Meridione”, e la sua città di origine per comprendere fino a che punto il legame costituisca una scelta proficua per l’azienda. Nelle sette settimane di indagini, interviste, focus group ed analisi sono state ripercorse anche le scelte strategiche di 40 brand che hanno saputo imporsi sulla scena nazionale e internazionale. Alcuni hanno fatto dell’appartenenza il loro carattere distintivo, altri ancora invece hanno scelto la via dell’autoreferenzialità per creare una community di utenti sparsi in tutto il mondo. I casi hanno coinvolto brand quali Alviero Martini, Aprea, BlackBerry, Casolaro, Cirio, Hard Rock Cafè, Harmont&Blaine, Italia Independent, Lavazza, Magnaghi, Pasta Garofalo, Ramazzotti, Rossopomodoro, Strega, Tramontano, Vespa, Vulcano Buono.

  • Brand su Brand: il valore di Napoli per Optima Italia

    È il 1999 quando due imprenditori napoletani fondano a Napoli Optima Italia, destinata a diventare in un decennio una multiutility operante su scala nazionale, che eroga servizi di telefonia, gas ed energia elettrica.
    La crescita esponenziale e il successo ottenuto hanno spinto il brand a interrogarsi sulla propria identità territoriale: quale il valore di Napoli e fino a che punto legare il proprio nome al territorio è la domanda sottesa a Napoli Brand (Ad Est dell’Equatore edizioni), la ricerca condotta da Lucio Iaccarino in sette settimane di focus group, interviste ai manager di settore, analisi delle strategie identitarie di 40 brand nazionali e internazionali tra cui Alviero Martini, Aprea, BlackBerry, Casolaro, Cirio, Hard Rock Cafè, Harmont&Blaine, Italia Independent, Lavazza, Magnaghi, Pasta Garofalo, Ramazzotti, Rossopomodoro, Strega, Tramontano, Vespa, Vulcano Buono.

  • Altri 10 milioni di Euro da Banca della Marca alle imprese agricole ed agroalimentari

    L’Istituto Banca della Marca, che fino ad oggi ha già elargito 120 milioni di Euro in favore del comparto agricolo ed agroalimentare, decide di stanziare uno speciale plafond di 10 milioni di Euro per lo stesso settore, obbligato a rispettare le nuove direttive previste dall’ultimo Decreto Interministeriale 19/10/2012 applicativo dell’Art.62. La misura, introdotta nell’ottobre scorso, riduce i termini di pagamento inerenti “l’acquisto di scorte” a trenta e sessanta giorni rispettivamente per le merci deteriorabili e non. Al fine di dare aiuto concreto a tutte le aziende agricole situate nelle Province di riferimento di Treviso e Pordenone, Banca della Marca mette a disposizione finanziamenti a breve fino ad un massimo di 12 mesi, sotto forma di cambiale agraria.

    Storicamente sensibile alle esigenze delle imprese clienti coinvolte nell’attività agricola, Banca della Marca è dotata al proprio interno di un ufficio specialistico per assistere gli imprenditori che necessitano di finanziamenti per la conduzione dei fondi o per coloro che intendono promuovere e sviluppare iniziative di investimento mobiliari ed immobiliari collegate all’attività.

    Oltre ad indirizzare ed accompagnare l’Impresa nell’individuazione delle varie opportunità di finanza agevolata prevista per il settore dalla Comunità Economica Europea, dal Ministero dell’Agricoltura e dalle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, Banca Della Marca stanzia 10 milioni di Euro per coprire i differenziali di pagamento previsti dall’Art 62 dell’ultimo Decreto Interministeriale 19/10/2012 riguardo “l’acquisto di scorte“. Tale plafond è stato predisposto per assistere al meglio tutte le aziende della Marca e della Provincia di Pordenone che devono rispettare i tempi di pagamento ravvicinati previsti dalla nuova normativa: 30 giorni per le merci deteriorabili e 60 giorni per tutte le altre merci. Per fronteggiare tale adempimento, Banca della Marca mette a disposizione finanziamenti a breve fino ad un massimo di 12 mesi, sotto forma di cambiale agraria. Tale strumento finanziario viene erogato anche per l’anticipo dei contributi pubblici previsti dalla Domanda Unica.

    “Il settore dell’agricoltura rappresenta le fondamenta della nostra Banca – dichiara il Direttore Generale Luigino Manfrin – e oggi possiamo confermare con orgoglio e soddisfazione che proprio a suo favore abbiamo già investito fondi per circa 120 milioni di Euro, che rappresentano circa l’8% di quanto investito dal sistema bancario Veneto sul settore specifico”.

    Al fine di rendere partecipi gli agricoltori, che in questo momento si stanno approvvigionando di scorte (barbatelle per le nuove viti, sementi, concimi e mangimi) per l’esercizio della propria attività agricola o di allevamento, sono state contattate le Associazioni di Categoria e i Consorzi Agrari che supporteranno Banca della Marca nella comunicazione di tutti i servizi di finanza agevolata e ottenimento della delibera messi a disposizione.

    Il credito cooperativo di Orsago si impegna anche nel fornire consulenza in merito a tutte le opportunità finanziarie previste dalle varie Leggi Regionali i cui fondi sono gestiti dalla Società Veneto Sviluppo.

    Banca della Marca

    La storica Cassa Rurale di Orsago fonda le sue radici 110 anni fa, dando origine nel 2001, grazie alla fusione tra la BCC di Orsago e BCC Altamarca a Banca della Marca. Oggi Banca della Marca conta 33 agenzie locali, di cui 26 nella sola provincia di Treviso, con la collaborazione totale di oltre 250 dipendenti e persegue da anni una politica di sviluppo sostenibile dell’economia locale senza dimenticare di sostenere le attività di tipo culturale, sociale e sportivo del territorio.

    Per ulteriori info:

    BLU WOM

    www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638

    Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]

  • Massimo Sarmi: Poste Italiane, bilancio 2012.

    Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane ha approvato il Bilancio 2012. Risultati in crescita per i servizi finanziari e il ramo assicurativo, primato assoluto negli strumenti di pagamento. L’azienda, guidata da Massimo Sarmi, è la “più ammirata” della classifica di Fortune e nell’edizione 2013 conferma il quarto posto nella classifica mondiale delle aziende di categoria. Utile netto consolidato 1.032 mln. Ricavi totali a 24 mld. Investimenti per 477 mln. PosteVita: ricavi record a quota 10,5 mld: + 10,5%. PosteMobile: 3 milioni di Sim.

    sarmi

    Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane presieduto da Giovanni Ialongo ha approvato il Bilancio Consolidato 2012 e il progetto di Bilancio della Capogruppo 2012.

    Anche nel 2012 il Gruppo guidato da Massimo Sarmi, ha ottenuto risultati di grande significato nel complesso scenario di incertezza economica e di contrazione strutturale del mercato dei servizi postali, confermando la serie di utili che il Gruppo consegue ininterrottamente oramai dal 2002.

    L’esercizio chiude con un Utile netto di 1.032 milioni di euro e con una redditività che colloca Poste Italiane al primo posto al mondo tra i principali operatori postali internazionali. Il Gruppo ha visto aumentare la propria quota di mercato nei servizi assicurativi ed ha consolidato i risultati nei servizi finanziari, dove fa segnare un sensibile incremento del valore del business. I dati di bilancio hanno ribadito inoltre la leadership assoluta nel settore degli strumenti di pagamento grazie al successo della carta prepagata Postepay e dell’immediato favore ottenuto sul mercato dai nuovi servizi studiati per l’e-Commerce.

    Il prestigio internazionale acquisito da Poste Italiane e la sua assidua capacità innovativa l’hanno resa l’azienda italiana “più ammirata nel mondo”, come stabilito dalla annuale classifica “World’s Most Admired Companies”, stilata dalla rivista americana Fortune. Poste Italiane conferma inoltre il quarto posto di categoria della classifica mondiale delle aziende più apprezzate nel settore logistico-postale.

    I ricavi totali, inclusivi dei premi assicurativi, si attestano a 24 miliardi di euro in crescita rispetto ai risultati 2011 (22 miliardi nel 2011) per effetto delle positive performance dei comparti assicurativo e finanziario.

    Il Risultato Operativo conseguito è stato di 1.382 milioni di euro, inferiore rispetto all’esercizio precedente (1.641 milioni nel 2011). La crescita complessiva dei ricavi e il diverso mix degli stessi a favore del comparto assicurativo e finanziario, non sono infatti tali da compensare gli effetti della flessione che la riduzione dei ricavi postali produce sul risultato operativo. Continuano inoltre a pesare anche su questo esercizio i significativi oneri che Poste Italiane sostiene in qualità di fornitore del Servizio Universale e che, come di consueto, sono compensati dallo Stato solo in parte.

    Sul risultato complessivo dell’esercizio ha avuto un positivo effetto l’iscrizione del provento non ricorrente (278 milioni di euro) derivante dalle modifiche normative che hanno consentito alle aziende di chiedere la deduzione dall’IRES, dell’IRAP pagata sul costo del lavoro nei passati esercizi.

    Al complessivo risultato dell’esercizio di 1.032 milioni ha contribuito il Patrimonio destinato BancoPosta per 343 milioni di euro.

    I ricavi dei Servizi Postali e Commerciali si attestano a 4.657 milioni di euro, con una diminuzione percentuale del 9,8% sul 2011, quale effetto della contrazione strutturale e progressiva dei volumi della comunicazione tradizionale, sostituita dall’uso sempre più intenso e diffuso delle comunicazioni via internet, e della razionalizzazione delle spedizioni da parte dei grandi clienti, il tutto in un contesto sempre più competitivo, anche a seguito dalla piena liberalizzazione del mercato postale

    I ricavi dei Servizi Finanziari mostrano un incremento del 5,5% (+279 milioni di euro) grazie agli importanti risultati che derivano dalla raccolta dalla clientela privata effettuata, sia sui conti correnti, sia sui prodotti del risparmio postale, che continua a premiare la sicurezza, la redditività e la semplicità dei prodotti di Poste Italiane. Le carte prepagate Postepay salgono a quasi 10 milioni e confermano la leadership di Poste Italiane nel settore delle carte di pagamento.

    Anche dai Servizi Assicurativi di Poste Vita sono arrivati segnali positivi in controtendenza rispetto a un mercato in contrazione (-9% rispetto al 2011 per l’intero settore assicurativo “Vita” e una raccolta tornata ai valori analoghi al 2006). La Compagnia ha conseguito eccellenti risultati con 10,5 miliardi di euro di premi emessi (+10,5% sul 2011) rafforzando ulteriormente la propria quota di mercato che è passata dal 15,3% al 18,6% in termini di nuova produzione.

    Anche Poste Assicura, la Compagnia assicurativa Danni operativa dall’aprile 2010, ha conseguito buoni risultati con 250 mila nuovi contratti stipulati nell’anno e una raccolta complessiva di 48 milioni di euro.

    PosteMobile, l’operatore virtuale di telefonia mobile di Poste Italiane (la prima azienda del settore postale al mondo a entrare nella telefonia mobile), ha rafforzato negli anni la propria posizione sul mercato ed ha lanciato servizi integrati innovativi che hanno favorito l’ampliamento costante della base clienti e l’incremento dei volumi di traffico e dei servizi distintivi a valore aggiunto. Il ruolo di PosteMobile come leader del mercato dei servizi di pagamento fruibili in tecnologia mobile si è infatti ulteriormente consolidato, sia nel settore del Remote Financial Services, sia in quello del Proximity Payment Near Field Communication (NFC) raggiungendo 23,4 milioni di transazioni (18,7 milioni nel 2011). Nel 2012 Poste Mobile ha conseguito un risultato operativo positivo per 28 milioni di euro (26 milioni di euro nel 2011) e un utile netto di 18 milioni di euro (+9% sul 2011).

    Significativi anche i volumi degli investimenti; in un contesto recessivo, in cui la debolezza della domanda interna si riflette sulla contrazione degli investimenti effettuati dalle imprese, Poste Italiane ha continuato ad investire le proprie risorse in immobilizzazioni materiali e immateriali con 477 milioni di euro (415 nel 2011) a livello di Gruppo, di cui l’84% realizzati della Capogruppo Poste Italiane SpA e ripartiti tra interventi sull’infrastruttura tecnologica (232 milioni di euro), finalizzati a promuovere l’innovazione e lo sviluppo del business a valenza tecnologica, aggregando competenze altamente specialistiche attraverso accordi di collaborazione con università, enti di ricerca e istituzioni accademiche. Gli investimenti si sono poi orientati verso attività di ammodernamento e ristrutturazione immobiliare (105 milioni di euro) e a interventi di sviluppo e ulteriore aumento dell’efficienza della rete logistica postale (64 milioni di euro).

    FONTE: Poste Italiane

  • Il Vietnam in CentroMarca Banca. Ottimi risultati per la giornata dedicata al business con l’estero

    Ottimo il consenso ricevuto per il convegno “Il mercato vietnamita: opportunità di business per le imprese venete” previsto per il 26 marzo 2013 dalle ore 9:00, presso il Centro Direzionale di CentroMarca Banca.

    Più di settanta le aziende che hanno partecipato all’iniziativa organizzata da CentroMarca Banca, in collaborazione con ICHAM Camera di Commercio Italiana in Vietnam, nell’ambito del progetto “ImpresaEstero”.

    Attirate dalle nuove opportunità di business con l’estero, le aziende venete non hanno mancato di rispondere positivamente all’evento interamente dedicato al Vietnam ed al suo mercato interno. Tanti, infatti, gli appuntamenti fissati per il pomeriggio tra i partecipanti ed i rappresentanti della Tran Le Investment Co.Ltd, azienda vietnamita che si occupa di fornire assistenza alle aziende nel processo di internazionalizzazione verso il mercato del Vietnam.

    Durante la mattinata sono stati numerosi gli interventi che si sono succeduti: dai saluti del Presidente di CentroMarca Banca Tiziano Cenedese che ha aperto i lavori, fino alla presentazione della parte assicurativa con SACE passando per gli interventi delle autorità, di collaboratori della Tran Le Investment Co.Ltd e di funzionari del mondo del Credito Cooperativo.

    Nello specifico sono intervenuti:

    • On. Ruffato Clodovaldo, Presidente del Consiglio Regionale del Veneto;
    • Sig. Van Thin Tran Le, funzionario e tesoriere ICHAM Camera di Commercio Italiana in Vietnam, che ha presentato il paese asiatico e la Tran Le Investment Co.Ltd;
    • Dott. Vincenzo Bruno, funzionario della Tran Le Investment Co.Ltd, che ha fatto il punto sul quadro fiscale e societario vietnamita;
    • Avv. Francesco Baruffi, consulente della Tran Le Investment Co.Ltd, che ha spiegato cos’è l’area Asean – Apec;
    • Dott. Gian Angelo Bellati, segretario generale UnionCamere del Veneto, che ha presentato le prospettive di sviluppo tra imprese italiane e Vietnam e precisato il ruolo di UnionCamere del Veneto;
    • Dott. Nazario Soccio, di ICCREA Banca Impresa, che ha presentato e spiegato le caratteristiche dei finanziamenti esteri a supporto delle imprese;
    • SACE, per quanto riguarda la parte assicurativa del fare business con il Vietnam.

    Durante la mattinata è stata presentata anche l’attuale presenza delle aziende italiane in Vietnam, e sono oltre un centinaio.

    Soddisfazione per l’andamento della giornata e per la grande partecipazione è stata espressa dai vertici di CentroMarca Banca che hanno, una volta di più, rafforzato il loro legame con il territorio ed in particolare con le piccole medie aziende della Marca.

  • Fare trading è ancora un investimento sostenibile ?

    Il mercato dello scambio valute o del forex è uno dei mercati finanziari più liquidi del mondo che attrae molti investitori in Italia e nel mondo. E’ un mercato molto flessibile e giovane ed anche rischioso per via di alcuni aspetti che lo caratterizzano.

    Come siamo messi nel nostro paese ? Anche in Italia ci sono varie piattaforme con brokers riconosciuti ed autorizzati come segnalato dal sito http://www.forexdeer.com , altre che non hanno ottenuto la necessaria autorizzazione. Il mercato italiano (arriviamo sempre per ultimi) è comunque in netto aumento, l’enorme volume di soldi scambiato col conseguente fascino che ne deriva sta portando moltissimi traders a cimentarsi con questa attività.

    Una delle caratteristiche più interessanti del mercato forex è sicuramente la possibilità di fare trading “oltre” le proprie capacità finanziarie utilizzando il meccanismo della leva finanziaria, ovvero si investono piccole cifre che gli intermediari finanziari poi sono in grado di reinvestire amplificandole. Il fatto poi che sia aperto ventiquattro ore su ventiquattro e senza orari lo rende ancor più interessante.

    Nel trading online c’è da dire che non ci si improvvisa dunque occorre studiare, analizzare le strategie macro-economiche e capire gli andamenti delle singole monete.

    Sul web ci sono tantissimi siti dove potersi iscrivere per fare trading, alcuni di questi hanno anche strumenti sofisticati per consentire di registrare gli ordini in modo automatico, cioè operazioni mirate che si attivano ad esempio in corrispondenza di variazioni piccole dei cambi generando dei guadagni piccoli ma continui. La scelta di di piattaforme sicure ed affidabili può risultare decisiva ai fini del trading di successo.

  • Prestiti: importi più bassi e restituzioni più lunghe

    Se le banche riducono i prestiti a famiglie ed imprese, gli Italiani alle prese con i finanziamenti provano a ridimensionare le loro pretese e chiedono meno agli istituti finanziatori: secondo i risultati dell’Osservatorio di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) realizzato con la collaborazione di Prestiti.it, in soli sei mesi la domanda media di prestito si è ridotta dell’11%, arrivando a 11.000 euro dai 12.500 di ottobre 2012.

    «Quello a cui assistiamo – dichiara Lorenzo Bacca, responsabile della Business Unit Prestiti di Facile.itè un fenomeno complesso, interpretabile alla luce di due elementi di analisi: da un lato vi è la consapevolezza delle difficoltà nell’ottenere un finanziamento, che scoraggia gli Italiani e li induce a richiedere cifre meno elevate, dall’altro una progressiva diminuzione delle richieste di finanziamento di acquisto di automobili, legata alla sofferenza del settore automotive. I due fattori, insieme, hanno portato ad una domanda media molto inferiore rispetto alla rilevazione precedente».

    L’indagine, realizzata partendo dall’analisi di un campione di circa 40 mila richieste di finanziamento raccolte negli ultimi sei mesi, permette di identificare il profilo tipo di chi cerca di ottenere un prestito: si tratta di un uomo di 41 anni, con unostipendio medio di poco superiore ai 1.500 euro, chechiede cifre più basse rispetto al passato (11.000 vs 12.500 euro), mada restituire in più tempo (66 vs 64 mesi).

    Per quanto riguarda le motivazioni che spingono a richiedere un prestito personale, ciò che salta all’occhio in maniera evidente è il balzo compiuto dalle richieste di liquidità, che passano dal 32% al 42% del totale: 4 italiani su 10 alle prese con un finanziamento puntano non tanto all’acquisto di un bene specifico ma ad ottenere denaro contante per far fronte a più spese che si accavallano, gestire i pagamenti in corso e arrivare alla fine del mese.

    Cala anche la percentuale dei prestiti richiesti per l’acquisto di veicoli: il finanziamento per auto e moto usate passa, in sei mesi, dal 27% al 21%, quello per comprare mezzi nuovi scende dall’8% al 5%. Dati, questi, che non sorprendono se si considerano i crolli di vendita nel settore automotive.

    Aumenta di poco il divario già forte tra uomini e donne per quel che concerne la richiesta di prestiti personali: il 74% delle domande arriva dagli uomini (era il 72% sei mesi fa), contro un 26% di richieste provenienti da donne.

    Per quanto riguarda le differenze regionali, va detto che il calo degli importi medi è più forte in quelle regioni che, in passato, puntavano ad ottenere somme più alte. Se ad ottobre le Regioni con gli importi più alti erano Calabria e Sicilia (con 14.000 euro di domanda media), adesso sono Sardegna e Marche a restare in cima alla classifica, entrambe con 12.000 euro.