Categoria: Economia e Finanza

  • VIRALBEAT LANCIA LA PRIMA CAMPAGNA IN RETE DEL GOVERNO

    Milano, 8 aprile – La Presidenza del Consiglio sceglie il Web per far conoscere ai giovani la ‘Società a 1 Euro’, ovvero il decreto ministeriale che permette a chi ha meno di 35 anni di costituire una Srl Semplificata con capitale sociale pari ad 1 euro: http://bit.ly/SRLSemplificata.

    Per lanciare l’iniziativa sono stati coinvolti 4 giovani star di YouTube che hanno ideato e realizzato ciascuno un video della campagna Con1euro. Daniele Selvitella in arte Daniele Doesn’t Matter, Matteo Bruno alias CaneSecco, Claudia Genolini detta Cicciasan e Andrea Vadrucci meglio noto come Vadrum, sono i protagonisti dei 4 video della campagna.

    In 30 secondi i 4 youtubers tentano di dare risposta alla domanda: “Che ci faccio con 1 euro?” e lo fanno con il loro personalissimo stile, quello che li ha resi famosi tra i giovani utenti della Rete.

    A Viralbeat, social media company specializzata nell’attivazione e misurazione delle campagne online, sono stati affidati il piano di comunicazione e le attività di distribuzione dei contenuti in Rete.

    È la prima volta che la Presidenza del Consiglio promuove una campagna di comunicazione che, oltre ai mezzi tradizionali, sfrutta il potenziale di diffusione di Internet per parlare ai giovani.

    Per questo il Governo si è affidato a professionisti dell’online: la campagna è ideata e realizzata da un team coordinato da Mirko Pallera, esperto di comunicazione digitale che ha curato la campagna con la collaborazione degli art director Omar Rashid e Rawad Saghir.
    Le scenette dei video sono state ideate e realizzate direttamente dagli YouTubers sotto la supervisione della casa di produzione ShowReel.

    I 4 video sono onair sui canali RAI da marzo 2013 e online sul canale YouTube http://www.youtube.com/user/con1euro.

    Creatività
    Mirko Pallera (concept strategico-creativo e copywriting)
    Omar Rashid, Rawad Saghir (art direction e motion graphic)
    Daniele Selvitella in arte Daniele Doesn’t Matter, Matteo Bruno alias CaneSecco, Claudia Genolini detta Cicciasan e Andrea Vadrucci meglio noto come Vadrum.

    Diffusione
    Viralbeat

    Produzione
    ShowReel


    Ufficio Stampa
    [email protected]
    Tel: +39.089.2148572

    Viralbeat
    E’ una social media company nata nel 2004. E’ specializzata nell’ascolto del mercato e delle aspettative dei consumatori della Rete e in campagne di marketing sui media digitali per creare relazioni di lunga durata tra le persone e i brand. Viralbeat utilizza e sviluppa tecnologie e metodologie innovative per la Social Media Analysis come Netnografia Business Intelligence e Insight Discover ®, piattaforma avanzata di market intelligence e consumer insight. Viralbeat vanta prestigiose collaborazioni con i più evoluti centri di ricerca internazionali. Tra i suoi clienti: Artsana-Chicco, Google, Nestlè, TIM, Unilever, UNISR, Olio Sasso, Heineken, Gazzetta dello Sport, Provincia di Imperia, Louis Vuitton, Juwi, Johnson&Johnson, Fox, Terranova, LifeGate, Betclic, UBI Banca, Getty Images, ecc.
    Website: www.viralbeat.com

  • Europa, Cattaneo Flavio, Terna sarà l’hub elettrico del Mediterraneo

    Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana sarà l’hub elettrico del Mediterraneo. «Il futuro dell’energia italiana e di Terna sono rivolti all’Europa e questa è una richiesta che arriva da tutto il sistema nazionale e internazionale. Quando saranno realizzate maggiori interconnessioni con il resto d’Europa, il Paese potrà diventare un esportatore strutturale di energia» – ha dichiarato l’AD della società Flavio Cattaneo. Il piano per la realizzazione di questo progetto è già partito e prevede, al momento, la costruzione di un cavo che collegherà l’Italia al Montenegro e la realizzazione di una centrale sulla costa della Tunisia sia l’interconnessione con le coste siciliane.

    E’ una delle pochissime società della Borsa ad aver non solo recuperato quanto perso dopo il crollo del 2008, ma ad aver raggiunto una quotazione addirittura superiore. Una corsa verso l’alto stoppata solo dalla Robin Hood Tax, l’aumento delle aliquote volute dal governo Berlusconi nel 2011 – e confermato dall’esecutivo Monti – che ha colpito le società dell’energia. Ma fino a un certo punto, visto che dopo la presentazione dei conti del 2012, Terna “vede” ormai riavvicinarsi i massimi raggiunti nel maggio del 2011 a quota 3,47 euro. Non per nulla, il gruppo nato da uno spin off dell’Enel nel 2005, è uno dei titoli che più piace agli analisti. Soprattutto per la sua capacità di ripagare gli investitori: ecco spiegato perché Terna si è aggiudicata per il terzo anno consecutivo il premio delle utility europee dall’americano Edison Electric Institute per il miglior rendimento totale del titolo: nell’ultimo triennio, tra andamento di Borsa e dividendo, gli azionisti hanno visto il loro investimento salire del 24%, un livello più alto sia dei titoli di settore sia dell’indice italiano (nello stesso periodo il Dj Stoxx ha perso il 10% e il Ftse Mib il 21%). Numeri che piacciono al mercato: degli ultimi 22 report, 14 consigliano di acquistare il titolo, 6 suggeriscono di tenerlo in portafoglio e solo due pensano che sia da vendere.

    Convincono i conti, ma soprattutto convince il modello impostato dall’AD Flavio Cattaneo con il piano industriale 2017, che garantisce un payoutal 60% e dividendi in crescita. Ma quanto potrà crescere ancora la società e garantire rendimenti così elevati? E cosa c’è nel futuro di Terna, dopo che avrà completato il piano di investimenti al 2017 in cui verranno spesi oltre 4 miliardi. Serviranno per “sbottigliare” la rete e rendere più efficiente il sistema, e per realizzare 300 milioni di batterie dove immagazzinare l’energia prodotto dalle rinnovabili che altrimenti andrebbe sprecata. Terna è pronta a realizzarne per 75 Mw, l’authorty ne ha autorizzati 51Mw. Così come sta già accadendo per Snam, l’altra grande rete di proprietà pubblica tramite la Cassa Depositi Prestiti, anche Terna dovrà uscire dai confini nazionali.

    Come spiega l’AD Cattaneo: «Il futuro dell’energia italiana e di Terna sono rivolti all’Europa e questa è una richiesta che arriva da tutto il sistema nazionale e internazionale. Quando saranno realizzate maggiori interconnessioni con il resto d’Europa, e solo quando l’energia in Italia costerà meno, il Paese potrà diventare un esportatore strutturale di energia, molto più di quanto non lo sia ora con un importante beneficio ai generatori italiani. Ad esempio la Francia, avendo molta produzione nucleare, fatica di più tecnicamente ad inseguire i picchi di freddo e l’energia dei cicli combinati italiani potrebbe essere usata a supporto. Stessa cosa potrebbe avvenire per motivi diversi in Germania. Del resto, l’Italia è già oggi esportatore nelle ore di massima richiesta di energia».

    Un progetto su cui Terna, di fatto, ha già cominciato a lavorare. Con due cantieri: uno già partito, l’altro ancora molto di prospettiva. Nel primo caso, si tratta del cavo che collegherà l’Italia al Montenegro, 415 chilometri, di cui 390 sottomarini per un costo di 800 milioni. Servirà sia per importare energia a basso costo, vista l’alta componente di idroelettrico presente nel paese balcanico, dove l’ex monopolista è controllato al 42 per cento dall’utility lombarda A2a. Il secondo progetto si chiama, invece, Elmed e prevede sia la realizzazione di una centrale sulla costa della Tunisia sia l’interconnessione con le coste siciliane. Quando entrambe le opere saranno in esercizio, l’Italia potrà replicare il ruolo che vuole giocare anche nel settore del gas: diventare una sorta di hub del Mediterraneo per la trasmissione dell’energia elettrica, ponendosi come ponte sia verso l’est Europeo, sia collegandosi ai vari progetti delle rinnovabili che nasceranno in Africa. Una prospettiva per i prossimi anni, s’intende.

    Prioritario per Terna è realizzare le opere che ancora fanno della rete italiana un sistema incompleto. A cominciare dalla priorità numero uno: il nuovo cavo tra Sicilia e Calabria, denominato Sorgente-Rizziconi. Per un costo di 700 milioni, farà risparmiare al sistema 600 milioni all’anno, visto che ora la Sicilia ha un prezzo dell’energia nettamente superiore al resto d’Italia, a causa dell’arretratezza dei collegamenti. Con la differenza che viene pagata però da tutti i consumatori italiani. Perché se un’accusa viene mossa a Terna, non è di investire poco sulla rete. Anzi. Ma di non concentrarsi abbastanza sulle opere strategiche. Per rassicurare gli operatori, l’Autorità per l’energia ha previsto un tasso di remunerazione maggiorato del 2% «per accelerare la realizzazione di interventi particolarmente rilevanti ». Mentre si lavora per la rete italiana, però, nulla vieta, di lavorare all’espansione nel resto del continente. E anche su questo Cattaneo sembra avere le idee chiare: «Non credo che Terna debba crescere tramite acquisizioni in giro per l’Europa ma attraverso una crescita organica. Credo che in futuro debba, innanzi tutto candidarsi a un ruolo centrale nel “sistema Europa” sfruttando la posizione geografica naturale dell’Italia, al centro del Mediterraneo. Come ponte da una parte verso i Balcani, dall’altra verso il continente africano. Se, invece, guardiamo al progetto di Bruxelles per la creazione di una rete europea, è chiaro che la spinta decisiva non debba venire dalle società che gestiscono le reti, ma dai governi, che, tra l’altro, in molti casi ne sono anche azionisti diretti o indiretti di riferimento».

    FONTE: Repubblica

  • Le carte di credito senza busta paga

    Ottenere carte di credito senza busta paga non è facile e oggi vediamo quali sono le possibilità per chi si trova in questo genere di situazione. La soluzione più semplice è sicuramente costituita dalle parte prepagate perchè possono essere richieste anche senza offire garanzie alla banca. Per utilizzare le carte prepagate è necessario prima aggiungere soldi e per questo motivo non esistono rischi per la banca che concede la carta. Le carte prepagate possono essere utilizzate come le solite carte di credito e quindi è possibile acquistare nei negozi e online. Una soluzione diversa è costituita dalle carte revolving senza busta paga che sono più difficili da avere. Le carte revolving comprendono infatti un finanziamento. La carta viene concessa dalla banca con una quantità di denaro che diminuisce con l’utilizzo. Il cliende può poi effettuare il rimborso tramite delle rate mensili. Per offrire una carta revolving l’istituto di credito richiede delle garanzie e quindi chi non dispone di un impiego deve individuare garanzie differenti dallo stipendio. Le garanzie più utilizzate sono il garante e un immobile di proprietà. Si tratta di una soluzione certamente interessante ma non è semplice.

  • Imprenditoria femminile. Al via percorso formativo dedicato a tutte le donne presso CentroMarca Banca.

    Partirà il prossimo 05 aprile, al Centro Direzionale di CentroMarca Banca, il percorso formativo gratuito “Capire l’economia essere impresa” dedicato a tutte le donne, imprenditrici e non, che vogliono mettersi in gioco, accrescere la propria formazione, ricollocarsi nel mondo del lavoro.

    Il percorso formativo, realizzato in collaborazione con Soroptimist International e Consigliera di Parità della Provincia di Treviso, si articola in due fasi: una prima, ad aprile, composta da tre seminari (dalle 9.00 alle 12.00 presso il Centro Direzionale di CentroMarca Banca in via Selvatico 2 a Treviso) dedicati al rapporto impresa/banca; una seconda fase, a maggio, con un convegno su economia ed etica; una terza fase, in via di progettazione, in cui Soroptimist adotterà un’azienda femminile affiancandola nell’attività e nella promozione.

    I tre seminari che si terranno presso CentroMarca Banca i primi tre venerdì di aprile verteranno sulle seguenti tematiche:

    • Venerdì 05 aprile 2013. Dialogo banca ed impresa: le nuove regole prudenziali per le banche e l’adeguatezza patrimoniale commisurata ai rischi (Basilea II e Basilea III); la conoscenza dell’impresa e delle proprie esigenze.
    • Venerdì 12 aprile 2013. Accesso al credito e online banking.
    • Venerdì 19 aprile 2013. Finanziamenti destinati all’imprenditoria ed educazione alla globalizzazione ed internazionalizzazione.

    Sostenere l’imprenditoria femminile, per CentroMarca Banca, significa contribuire alla valorizzazione di risorse fondamentali per il nostro territorio. Risorse che guardano verso il futuro con fiducia e che apportano un valore aggiunto enorme al tessuto di piccole e medie imprese del trevigiano.

    Chi volesse partecipare all’iniziativa può chiedere informazioni a CentroMarca Banca contattando via mail l’ufficio marketing all’indirizzo [email protected], oppure Soroptimist International Club di Treviso al numero di telefono 334 6473098 o via mail all’indirizzo [email protected].

  • Scegli l’ufficio che fa per te

    La scelta di affittare un ufficio virtuale è diventata una delle soluzioni più diffuse di risparmio tra gli imprenditori, sia tra i grandi e affermati, che tra quelli alle prime armi. La possibilità di gestire il proprio lavoro con ordine, riducendo i costi d’ufficio tradizionali ma senza intaccare la professionalità della propria azienda, è una delle prerogative principali degli uffici virtuali. Non si parla di un tipico ufficio che richiede un contratto di locazione convenzionale, ma, come suggerisce lo stesso nome, di un vero ufficio virtuale, che quindi non richiede una spesa d’affitto dovuta alla locazione, ma dipende dai servizi che si sceglie di utilizzare.

    A proposito dei servizi, esistono dei pacchetti già organizzati per soddisfare le necessità basilari della tua attività, ma non esiste nulla di obbligatorio, è possibile decidere di usufruire di un determinato servizio per un tot di tempo, e poi sostituirlo con un altro, o smettere direttamente, come, viceversa, si può anche scegliere di valersi di un servizio posteriormente. Questo libero arbitrio alimenta ancora un volta l’imprenditore medio, nuovo o grande, perchè fornisce un aiuto molto importante a chi vuole tenere sotto controllo le proprie spese. Soprattutto per chi ha aperto da poco un’attività e non può permettersi costi troppo elevati, l’ufficio virtuale permette di tenere a bada il portafoglio, spendendo gradualmente e solo in base a ciò che serve realmente a crescere e farsi spazio nel proprio campo di lavoro.

    Per fare qualche esempio, tra i servizi principali innanzitutto, vi è quello di segreteria. Per chi lavora da casa si tratta di una vera comodità. E’ possibile utilizzare un altro indirizzo invece di dover dare informazioni personali e intaccare la propria privacy, dove viene recapitata la posta, e dove si possono anche ricevere le telefonate di lavoro. Si può assumere un assistente o un equipe al completo che funga da call center per il servizio clienti o come sostituzione della segreteria tradizionale. Tutto dipende dalle proprie esigenze: si può benissimo cominciare con l’indirizzo, la gestione della posta e delle telefonate fino ad assumere un assistente che si occupi di pianificare incontri e appuntamenti di lavoro. Il personale viene fornito dalla stessa agenzia, in maniera tale da evitare colloqui, selezioni, corsi di formazione etc. Si trattano di impiegati qualificati, già preparati e pronti a lavorare da subito, anche dal giorno successivo a quando si è concordato l’affitto.

    E’ bastato nominare qualche servizio per delineare quanto tempo e denaro faccia risparmiare la scelta di affittare un ufficio virtuale. Spostarsi da un luogo a un altro non serve, scegli la città che preferisci, la tua azienda ha un nuovo indirizzo e numero di telefono, hai un team a disposizione e qualsiasi servizio necessiti, dal più classico al più specifico. Inoltre, non c’è da preoccuparsi qualora si presentasse l’evenienza di dover incontrare uno o più clienti, in quanto in tali sedi è possibile pensare di affittare anche una sala riunioni per discutere in una struttura appositamente organizzata e disposta e ricevere i tuoi clienti e parlare di affari.

    Per quanto riguarda l’affitto di strutture extra, ancora una volta non esistono nè vincoli nè obblighi, la scelta è libera. Vuoi riunire i tuoi dipendenti una volta al mese, o una volta ogni sei mesi, o entro un limite di tempo comunque stabilito da te? Non ci sono spese maggiori o minori, ma costi dipendenti sempre e comunque dai servizi che si utilizzano. Puoi affittare una sala riunioni tutte le volte che vuoi, sia che avvenga sporadicamente, sia che avvenga puntualmente.

    Qualora foste interessati ad espandere la vostra azienda, affittando un ufficio fisso, non ci sarà bisogno di perdere tempo tra la ricerca di una struttura adatta, l’acquisto dei mobili e dell’eventuale strumentazione di lavoro, l’assunzione del personale e tutto ciò che ne deriva, in quanto chi si occupa di affittare uffici virtuali fornisce la possibilità di affittarne anche uno in maniera fisica.

    Anche in questo caso, siete liberi di scegliere tra città di tutto il mondo, capitali europee o metropoli di altri stati o continenti. L’azienda a cui vi rivolgerete vi illustrerà i pro di ogni zona, in relazione al campo lavorativo che trattate, e nel caso in cui fosse una città che non conoscete, vi aiuterà ad ambientarvi, a partire dall’affiancamento di un team di lavoro preparato che vi suggerirà come muovervi nella nuova città, al fornirvi un ufficio ubicato in una zona centrale. Ovunque decidiate di andare, è importante non sottovalutare il luogo, il paese, la zona e la via dove sarà il vostro ufficio, non solo per un fattore di visibilità, ma anche per un fattore di prestigio.

    Incontrare un cliente in un ufficio situato in una delle zone più belle della città, in una struttura moderna e arredata a dovere, vi aiuterà ad acquisire molti punti. L’impressione che darete sarà quella di un imprenditore esperto che gestisce un’azienda seria e professionale, a cui non manca nulla.
    Scoprite quanto è facile affittare un ufficio, visitate il portale di Regus: l’azienda in questione tratta uffici virtuali, locazione uffici per un giorno, uffici condivisi e tanto altro ancora.

  • Massimo Sarmi, Poste accordo con Phil Post per servizi a comunita’ filippina

    L’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, e il Postmaster General & CEO di Phil Post, Josefina M. Dela Cruz, hanno presentato oggi a Roma le iniziative realizzate nel quadro dell’intesa tra Poste Italiane e Phil Post per facilitare le attività di trasferimento internazionale di fondi per la comunità filippina in Italia: Postepay Twin e Money Transfer Eurogiro.

    Poste Italiane Phil Post

    “Questo accordo conferma la collaborazione con Phil Post e apre a Poste Italiane un mercato importante nel Sud Est Asiatico per il business del money transfer – spiega l’Ad Sarmi a conclusione dell’evento di presentazione – La Postepay sta dimostrando tutta la sua versatilità e i pregi in termini di semplicità e sicurezza d’uso, tanto da essere diventata anche uno strumento molto usato per il trasferimento internazionale di fondi dalle comunità straniere residenti in Italia verso i loro Paesi d’origine”.

    Le Twin sono due carte prepagate Postepay “gemelle” aderenti ai circuiti Postamat e Visa Electron: la prima carta è nominativa, mentre la seconda è al portatore. L’associazione delle due carte permette il trasferimento di denaro da carta a carta o in contanti con accredito su carta in modo rapido e conveniente. Al solo costo di un euro è infatti possibile ricaricare la carta gemella-twin e trasferire in tempo reale l’importo desiderato. I cittadini filippini residenti in Italia potranno quindi acquistare il kit Postepay Twin presso i 725 Uffici Postali selezionati su tutto il territorio nazionale ed utilizzare la carta nominativa per prelievi, acquisti e trasferimento fondi (anche mediante SIM telefonica PosteMobile) e inviare invece la carta Twin ai propri familiari in Patria che potranno così ricevere velocemente e nella massima sicurezza il denaro spedito dall’Italia. L’offerta di Poste Italiane alla comunità filippina si completa inoltre con un piano tariffario telefonico dedicato da attivare sulla SIM PosteMobile.

    La nuova Postepay Twin Filippine ha un card design personalizzato ed espone il doppio logo Poste Italiane e Phil Post .
    Per maggiori informazioni e per conoscere l’elenco completo degli Uffici Postali selezionati, è possibile consultare i siti di poste www.poste.it e www.postepay.it

    Sarmi e Dela Cruz

    Nell’ambito dell’offerta per il Money Transfer, Poste Italiane e Phil Post hanno recentemente sottoscritto un accordo internazionale Eurogiro per lo scambio di transazioni in contanti da ufficio postale. Al cliente sarà sufficiente recarsi con il documento di identità e il codice fiscale presso l’ufficio postale abilitato e compilare il modulo di richiesta effettuando il pagamento sia in contanti che tramite una delle carte emesse da Poste Italiane. Grazie a tale accordo fino al 30 giugno inviare denaro nelle Filippine costerà ancora meno, saranno sufficienti infatti soli 4 euro per trasferire fondi fino a € 2.300. Il beneficiario avrà a disposizione un mese per riscuotere il denaro negli UP del proprio Paese.
    Per entrambi i prodotti è stato realizzato materiale informativo ad hoc, distribuito negli UP e tradotto anche in lingua tagalog per garantire alla clientela filippina la facile comprensione del servizio e la massima trasparenza sulle offerte.

    Con tali iniziative Poste Italiane mira alla diversificazione dei prodotti offerti alla clientela di recente immigrazione e conferma il suo impegno per ridurre i costi di trasferimento delle rimesse (secondo l’obiettivo internazionale “5×5”), tematica di grande importanza e all’ordine del giorno del G8 e del G20.

    FONTE: Poste Italiane

  • Carinzia e dintorni dopo le valutazioni di InBusiness

    Torneranno a Villa Razzolini Loredan di Asolo a parlare di Carinzia gli imprenditori di InBusiness. Dopo l’incontro di giovedì 21 marzo scorso, che ha richiamato l’attenzione di centoventi imprenditori e professionisti veneti nonché dei media locali e nazionali, il gruppo di imprenditori InBusiness si ritrova giovedì 4 aprile dalle 19.00 per tirare le somme su quanto hanno spiegato i rappresentanti del governo carinziano.

    Al nuovo incontro dedicato allo studio della regione austriaca saranno invitati nuovamente tutti gli imprenditori che hanno partecipato in precedenza. La serata sarà l’occasione per vagliare effettivamente opportunità e rischi legati all’investire in Carinzia; verrà dato ampio spazio al dibattito per permettere a tutti di sciogliere dubbi e perplessità.

    La Carinzia, ricordiamo, offre interessanti opportunità a tutte le aziende estere che vogliono impiantare una nuova azienda nel suo territorio. A chi decide per l’investimento in Carinzia, infatti, vengono assicurati una pressione fiscale più bassa che in Italia (25% massimo), l’assenza di imposte quali l’IRAP, la presenza di incentivi pubblici e contributi che vanno dal 35% per chi impianta l’azienda nel territorio fino al 60% per la Ricerca&Sviluppo.

    Altri vantaggi, non solo fiscali, si riassumono in tempi burocratici notevolmente inferiori rispetto a quelli italiani, burocrazia più snella, semplicità nelle forme aziendali possibili, infrastrutture efficienti, possibilità di business con aziende presenti nella stessa zona grazie all’istituzione di parchi commerciali e produttivi di prima qualità.

    L’obiettivo della serata, spiega il direttivo di InBusiness, è capire se la Carinzia sia realmente una possibilità da affiancare alle aziende già esistenti in Veneto per far crescere operatività e fatturato.

    Di seguito il programma della serata:

    · 18.30 arrivo dei partecipanti

    · 19.00 aperitivo di benvenuto

    · 19.30 cena veloce

    · 20.00 inizio serata.

    A partire dalle 18.30 saranno a disposizione gli imprenditori di InBusiness per tutti quei partecipanti che volessero avere informazioni su InBusiness e su come entrare a far parte del gruppo.

    Nella parte finale della serata saranno, infine, presentati tutti i progetti futuri di InBusiness come ad esempio la costruzione di un e-commerce condiviso di prodotti e servizi commercializzati dagli imprenditori di InBusiness, un progetto di aiuto per le aziende con grandi potenzialità ma pochi mezzi, progetti di business comune con quote minime e basso rischio imprenditoriale, e la creazione di gruppi d’acquisto.

    Per informazioni si prega di contattare la segreteria InBusiness al numero 3313343926 o via mail all’indirizzo [email protected].

  • Stai per Avviare una Nuova Attività? Ecco 7 Consigli per Te

    La principale cosa da considerare quando si sta per avviare una nuova attività oppure acquisirne una già avviata è il fatto che questa nuova avventura si prenderà moltissimo del tuo tempo (anche quello libero), delle tue risorse, delle tue energie e anche dei tuoi soldi.

    Una volta considerato questo fatto questa è la lista di consigli che mi sento di dare ad un imprenditore, più o meno giovane, che si sta per cimentare in una impresa coraggiosa come quella di avviare una startup in Italia in questo momento di crisi.

    1) Hai già un lavoro? Tienilo

    Non tutti quelli che iniziano una nuova attività hanno dei finanziatori alle spalle o hanno una quantità di fondi sufficienti a far partire l’attività come si deve. Se questo è proprio il tuo caso, buon per te, ma se invece stai facendo tutto con le tue sole forze ed hai già un lavoro, non licenziarti, tieni questo salvagente di sicurezza (se riesci diminuisci orario e impegni) e inizia a piccoli passi ad investire nel tuo sogno.

    2) Fai quello che ti piace
    Come dicevo all’inizio, avviare una nuova società ti prenderà moltisismo tempo ed energie, non cimentarti in un servizio/negozio solamente perchè pensi che ti farà guadagnare, per i primi tempi potrebbe non essere così, anzi. Se non vuoi fallire in partenza con la tua idea, inizia facendo qualcosa che ami e che faresti, all’occorrenza, anche gratis.

    3) Cerca di sapere tutto quello che ti serve sapere
    Sembra una frase ovvia, ma moltissime persone si imbarcano in una nuova attività senza rendersi conto del fatto che oltre all’idea, al tempo ed ai mezzi per realizzarla occorre scontrarsi ogni giorno con la burocrazia (soprattuto in Italia) e tutta una serie di cose da considerare che fino al giorno prima non sapevi nemmeno che esistessero, come licenze, appalti, commissioni, domande da inoltrare, moduli da riempire…

    4) Serve un aiuto professionale
    Sapere un pò di tutto è sempre utile se stai per avviare una tua impresa, ma non puoi sapere davvero tutto. Preventiva il fatto che, durante il tuo percorso, prima o poi e per servizi molto diversi, ti servirà un aiuto professionale. Non puoi pensare di fare tutto da solo e, per evitare di fare pasticci e magari rovinare tutto per uno stupido cavillo, cerca un aiuto professionale, soprattutto per tematiche fiscali, legali e tecniche.

    5) Cerca sempre clienti

    Prima ancora di capire se farai qualcosa, se avvierai o meno la tua attività.. uno dei primi passi da compiere (vedremo insieme a quali altri nel prossimo punto) è quello di cercare clienti, anche solo a livello informativo. Cerca persone interessate al tuo prodotto o servizio, cerca di capire se c’è un mercato per quello che vuoi fare e se, nella tua zona all’inizio, c’è letteralmente un bacino d’utenza che permetta di sostenere la tua startup.

    6) Scrivi un Business Plan
    Quando stai per partire con la tua startup la cosa importante è capire cosa farai materialmente, quando lo farai, come lo farai, con quali mezzi, risorse eccetera eccetera Non stai per aprire una multinazionale quindi il tuo business plan non deve essere una relazione di migliaia di pagine, può essere una semplice roadmap dei primi passi da fare e dei risultati che intendi raggiungere nei primi tempi.

    7) Cerca investitori per la tua attività
    Anche se inizi da solo e porti avanti la tua idea con le tue sole forze, cercare investitori che credano e vogliano mettere nel capitale nella tua idea non fa di certo male. Se sei nuovo del mestiere, come si suol dire, e se non sai bene come muoverti ti consigli il workshop per startup di The Next Step che ti mostra tutte le cose da fare, gli errori da evitare e ti consiglia al meglio grazie a metodologie e tecniche già sperimentate.

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  • Banca IFIS: il bilancio bancario spiegato in un tweet

    Cos’è il margine di intermediazione? Quali voci definiscono l’utile netto, la raccolta, gli impieghi? Cos’è un portafoglio titoli? Leggere e capire il bilancio di una banca può rivelarsi difficile: il linguaggio tecnico utilizzato costituisce spesso un deterrente alla comprensione di dati importanti per i risparmiatori, per gli azionisti e per gli investitori.

    Banca IFIS, nella continua ricerca della soddisfazione dei propri stakeholder e clienti nonché nel pieno rispetto della trasparenza dei dati, si fa promotrice di una nuova iniziativa per spiegare le voci di bilancio…in 140 caratteri. Dopo la scelta social del bilancio interattivo, uno strumento grafico in grado di interagire, raccontarsi e dialogare con gli interlocutori della rete della propria attività, Banca IFIS vuole avvicinarsi ulteriormente agli utenti attraverso l’iniziativa #capirebilancio

    Il progetto si svilupperà per tutto il mese di aprile nel conseguimento di un duplice obiettivo: da una parte informare i risparmiatori che investono nel conto deposito rendimax, nel conto corrente ad alto rendimento contomax o nei titoli azionari dell’istituto quotato nel segmento STAR di Borsa Italiana, e dall’altra offrire uno strumento in più agli azionisti retail finalizzato ad una migliore comprensione del bilancio di Banca IFIS che l’Assemblea è chiamata ad approvare il 30 aprile.

    A partire da lunedì 8 aprile nei profili Twitter di @BancaIFIS, @rendimax, @contomax4you e @StreetNetworkIT – e congiuntamente nella pagina LinkedIn – verranno pubblicati dei tweet per rendere facile a tutti la comprensione delle principali voci di bilancio. #capirebilancio e #IRsocial saranno gli hashtag ufficiali dell’iniziativa, attraverso i quali il popolo della rete, gli addetti ai lavori e non potranno seguire e partecipare alla conversazione.

    Anche @GiovanniBossi, AD di Banca IFIS, parteciperà a #capirebilancio: attraverso il profilo Twitter personale interverrà all’iniziativa con la spiegazione e condivisione dei dati numerici e delle cifre che compongono il bilancio 2012 di Banca IFIS. A chiudere l’iniziativa un Twitter Time di due ore: il 24 aprile dalle ore 12 l’AD Giovanni Bossi risponderà alle domande degli utenti sulle voci di bilancio. Anche lo staff di Banca IFIS sarà presente nei profili Twitter della Banca per tutti coloro che vorranno interagire e scambiare informazioni, chiedere chiarimenti o semplicemente soddisfare qualche curiosità su un tema ostico come il bilancio.

    Banca IFIS S.p.A.

    Responsabile Comunicazione

    Mara Di Giorgio

    Cell: +39 335 7737417

    [email protected]

    Ufficio Stampa e PR

    Chiara Bortolato

    Cell: +39 3669270394

    [email protected]

    Claudia Galeotti

    Cell: +39 3487308289

    [email protected]

  • Flavio Cattaneo, a Terna l’International Utility Award 2013

    Terna incoronata, per la seconda volta, miglior utility d’Europa degli ultimi tre anni. A ritirare il prestigioso “International Utility Award 2013” dell’Edison Electric Institute di Washington, l’AD Flavio Cattaneo: “Il premio ottenuto rappresenta un grande riconoscimento, non solo per me ma anche per tutta la squadra di Terna, per il lavoro svolto a beneficio del sistema elettrico, del Paese e dei nostri azionisti”.

    Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Terna, ha ricevuto il prestigioso «International Utility Award 2013» dell’Edison Electric Institute (EEI) di Washington (USA). Il premio ha incoronato la Spa dell’alta tensione come la migliore tra le utilities europee per rendimento totale del titolo (Total Shareholder Return o TSR) degli ultimi tre anni. Nel triennio 2010-2012 il rendimento di Terna si è infatti attestato al 24%, contro rendimenti medi del settore e dell’indice italiano decisamente negativi (DJ Stoxx -10%, Ftse Mib -21%).

    Il premio di quest’anno consente così a Terna – che già nel 2010 aveva ottenuto lo stesso riconoscimento per il triennio 2007-2009 – di attestarsi in cima alla classifica delle utility elettriche europee nel periodo 2007-2012, avendo consolidato negli ultimi 6 anni un rendimento complessivo di circa il 73%, sovraperformando, nello stesso arco temporale, del 97% il settore europeo (DJ Stoxx -24%) e di oltre il 120% il mercato italiano (Ftse Mib -49%).

    «Il premio ottenuto – ha commentato l’AD Flavio Cattaneo – rappresenta un grande riconoscimento, non solo per me ma anche per tutta la squadra di Terna, per il lavoro svolto a beneficio del sistema elettrico, del Paese e dei nostri azionisti. Ci è stato riconosciuto che il nostro azionista, per sei anni consecutivi, è stato tra quelli remunerati meglio. Tutto ciò grazie ad una competenza unica nel settore e ad una gestione strategica orientata alla creazione di valore, affiancando al business tradizionale uno spirito imprenditoriale che ha consentito lo sviluppo di nuovi progetti in attività non tradizionali». Il Presidente di EEI Thomas Kuhn, già Presidente dell’American Energy Council ha commentato che «Terna si è aggiudicata l’International Utility Award per la seconda volta in quattro anni. Un successo che testimonia la capacità di creare valore per gli azionisti di Terna, oltre a un’eccellenza nella gestione della Rete di Trasmissione Elettrica in Italia. Congratulazioni all’AD Flavio Cattaneo e a tutti i 3.500 dipendenti della Società per l’impegno e la dedizione dimostrata nel loro lavoro».

    FONTE: La Stampa