Categoria: Economia e Finanza

  • Trovare Prestiti Senza Busta Paga

    I finanziamenti vengono classificati in diverse tipologi in base alle caratteristiche che hanno.

    Una delle tipologie più interessanti è rappresentata dai prestiti senza busta paga che risultano essere destinati a chi non ha un impiego da dipendente.

    Il sito prestitisenzabustapagaonline.net mette a disposizione informazioni utili su questo tipo di prestiti e in questa guida cerchiamo di capire bene come funzionano.

    La busta paga costituisce sicuramente la garanzia più richiesta dagli istituti di credito e quindi avere i finanziamenti senza busta paga è più difficile. Un esempio comune è costituito da dai prestiti per casalinghe senza busta paga. In queste situazioni bisogna individuare garanzie di altro tipo da dare alla banca.

    Una soluzione diffusa è costituita dal garante. Il garante è un individuo che ha una situazione finanziaria sicura e che si prende i rischi del prestito con il debitore.

    Trovare un garante non è sempre semplice. Un’alternativa è costituita dalla presenza di un edificio di proprietà. In queste situazioni è possibile utilizzare l’immobile come tipo di garanzia da offrire all’istituto di credito.

    Tra i finanziamenti senza busta paga è necessario segnalare anche una tipologia particolare. Parliamo delle carte di credito revolving. Le carte di credito revolving sono carte di credito che comprendono un prestito. Per averle è necessario quindi dare le stesse garanzia segnalate in precedenza.

  • Mutui: cala del 4% l’erogato medio, ma il finanziamento per la prima casa cresce del 3,5%

    Nonostante le buone intenzioni e le belle notizie sul fronte della domanda di finanziamento, le erogazioni per l’acquisto di casa continuano a rimpicciolirsi, ridimensionando la crescita registrata sei mesi fa: secondo l’Ufficio Studi di Mutui.it ad ottobre la somma media che gli italiani sono riusciti ad ottenere per l’acquisto di una casa ammonta a 117.000 euro, ed il timido passo in avanti compiuto nella rilevazione di aprile (122.000 euro) non è servito ad ingranare la marcia.

    Analizzando le richieste di preventivo di mutuo registrate a ottobre 2013 sui portali Mutui.it (www.mutui.it) e Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), e confrontandole con quelle di aprile, scopriamo che in sei mesi si è ridotto tanto il valore medio richiesto (-7%), quanto il valore erogato (-4%) e, anche, il valore medio dell’immobile che si intende acquistare (-5%, pari a 223.000 euro). Questa contrazione generalizzata va a ridurre, anche se di poco, il divario tra la somma media richiesta e quella effettivamente erogata, che passa dall’8% al 5%. Il cosiddetto loan to value, vale a dire la percentuale erogata in rapporto al valore dell’immobile, resta stazionaria al 52%.

    «Se i dati di CRIF ci hanno fatto ben sperare, visto che per tre mesi consecutivi hanno mostrato un segno positivo davanti alla domanda di mutuo degli italiani spiega Lorenzo Bacca, responsabile della business unit Mutui dell’azienda le risultanze della nostra analisi rivelano come gli italiani abbiano ormai livellato verso il basso le loro richieste di finanziamento, puntando ad immobili meno costosi. Da segnalare che, per la prima volta negli ultimi quattordici mesi, il valore medio degli immobili è sceso sotto i 230.000 euro, segno che la crisi del mattone sta facendo veramente scendere i prezzi».

    Il mutuo prima casa

    Se questi sono i dati complessivi, cosa cambia quando si prendono in considerazione solamente le richieste e le erogazioni di mutui per l’acquisto della prima casa? Dopo la leggera crescita rilevata nello scorso semestre in relazione all’ammontare richiesto, ad ottobre si cala nuovamente e si passa da 137.000 a 129.000 euro in sei mesi (-6%). La cifra media erogata, però, cresce e torna ai livelli di un anno fa, circa 127.000 euro (+2%): in breve, assistiamo ad una progressiva riduzione del divario tra richiesta ed erogazione, complice anche una migliore disponibilità delle banche, più pronte a finanziare una percentuale maggiore dell’immobile. Non a caso, il loan to value torna ai livelli di un anno fa e si assesta al 62%.

  • Flavio Cattaneo (Terna): ci aspettiamo novità positive per gli azionisti

    Terna chiude i primi nove mesi dell’anno in positivo con utile a 411,6 milioni, ebitda a 1.132 miliardi e ricavi pari a 1,4 miliardi. L’AD della società, Flavio Cattaneo, ha confermato gli obiettivi per fine 2013 e ha annunciato al mercato che ulteriori miglioramenti potrebbero arrivare da operazioni che riguardano attività “no core”. “Al momento – ha dichiarato Cattaneo – abbiamo una politica di dividendi stabile: 19 cent per noi è una buona base, poi c’è il contributo delle attività non tradizionali con un payout del 60% sui risultati; per le attività non tradizionali ci aspettiamo novità che saranno positive per gli azionisti”.

    Bonifica frattamaggiore

    Ancora un trimestre in crescita per Terna, la società controllata da Cassa Depositi Prestiti che gestisce la rete di alta tensione. Il gruppo ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile salito a 411,6 milioni, mentre l’amministratore delegato Flavio Cattaneo ha confermato gli obiettivi per fine 2013 e ha annunciato al mercato che ulteriori miglioramenti potrebbero arrivare da operazioni che riguardano attività “no core”.

    In sostanza, si confermano gli obiettivi del piano industriale. Allo stesso tempo. il manager ha ribadito che per la fine del 2013 potrebbe essere annunciata una operazione che prevede la crescita per linee esterne, nel campo dell’energia ma non in quello delle reti. Con lo scopo di aumentare ulteriormente i margini, visto che nei prossimi anni, con il completamente dell’ammodernamento della rete, la crescita in Italia andrà a rallentare.

    Terna ha chiuso i primi 9 mesi dell’anno con un utile netto di 411,6 milioni, in crescita del 15,8% rispetto ai 355 milioni dello stesso periodo del 2012. L’ebitda si attesta a 1.132 miliardi con un incremento del 10,1% e l’ebit è cresciuto del 12,9% a 810,7 milioni. I ricavi dei primi 9 mesi sono pari a 1,4 miliardi, in progresso del 7,9% rispetto all’analogo periodo del 2012. Nel terzo trimestre i ricavi ammontano a 482,4 milioni (+9,1%), mentre l’ebitda si attesta a 400 milioni (+11,3%) e l’utile netto di periodo risulta pari a 147,9 milioni, in aumento del 10,7% rispetto al terzo trimestre 2012. I risultati dell’utile, a sdetta degli analisti, sono superiori al consensus.

    “Al momento – ha dichiarato Cattaneo – abbiamo una politica di dividendi stabile: 19 cent per noi è una buona base, poi c’è il contributo delle attività non tradizionali con un payout del 60% sui risultati; per le attività non tradizionali ci aspettiamo novità che saranno positive per gli azionisti”. Cattaneo non ha fornito indicazioni sulle opportunità di crescita nelle attività non tradizionali: “in questa fase non possiamo commentare nulla, ci sono opportunità ma per le novità dovete aspettare fine anno”. Ed ha poi precisato che si guarda solo “alle opportunità che creano valore per gli azionisti, altrimenti non c’è ragione”.

    FONTE: Repubblica

  • Per la prima volta la campanella del NASDAQ non viene suonata da un essere umano

    Il suono della campanella alla borsa di New York ha una lunga storia – qui avvengono tutte le principali contrattazioni. Martedì 12 novembre la giornata di scambi si è chiusa in modo molto particolare: un braccio robotico del costruttore danese Universal Robots, equipaggiato con un modulo di presa della Schunk, ha infatti suonato la campana del NASDAQ, il principale mercato borsistico elettronico degli USA. Con questo evento si è voluto festeggiare l’avvio presso il NASDAQ del nuovo ROBO-STOX™ Global Robotics and Automation Index ETF (simbolo titolo ROBO) nuovo fondo che raccoglie società di robotica ed automazione.

    Il braccio robotico UR5 della società danese è la prima macchina in assoluto ad aver suonato la campanella alla Borsa. Intuitivo da gestire, è stato messo a punto per le esigenze di piccole e medie aziende. Cross Automation, partner di distribuzione di Universal Robots, ha dotato il braccio robotico di una pinza Schunk a 3 dita. Il braccio sei assi UR5 pesa solo 18 kg ed è in grado di manipolare carichi fino a 5 kg con un’estensione fino a 850 mm. Per l’attivazione del pulsante che ha suonato la campana, il robot è stato programmato nella modalità “teach mode” – le coordinate fisse che il robot deve seguire per poter suonare la campana vengono mostrate al braccio robotico e memorizzate.

    “E’ stato davvero emozionante vedere il nostro robot suonare la campanella del NASDAQ. In contemporanea, il nostro UR5 veniva proiettato sul grande schermo della torre della borsa a Times Square”, dichiara Thomas Visti, Vice Presidente e CCO presso Universal Robots. “A volte noi stessi ci sorprendiamo di quante cose siano successe da quando nel 2009 vendemmo i nostri primi robot in Danimarca e Germania. Ringraziamo ROBO-STOX™ per questa grande esperienza“.

    “Non volevamo presentare un robot che possa essere utilizzato solo in un laboratorio di ricerca”, spiega Frank Tobe, co-fondatore di ROBO-STOX ed editore di The Robot Report, in merito alla scelta di UR5 per suonare la campanella. “Volevamo invece mostrare la tecnologia robotica applicata a un caso pratico, così come oggi la si vende sul mercato e la si utilizza per le più diverse applicazioni industriali”.

    L’idea di Universal Robots di costruire robot leggeri si è rivelata un grande successo commerciale: fondata nel 2005 nell’ambito di un progetto di ricerca universitario, la società conta oggi oltre 100 addetti e vende i suoi prodotti in oltre 50 paesi del mondo. Nel 2013 l’azienda è entrata a far parte della lista delle 30 società danesi esportatrici di maggior successo dal 1989 a questa parte.

  • Flavio Cattaneo, Terna tra le eccellenze del nostro Paese

    “Proud to be italian. Alla scoperta delle aziende eccellenti che il mondo ci invidia” è l’evento realizzato in collaborazione tra Siemens e Sette sul tema delle eccellenze italiane presenti a diverse latitudini sul territorio nazionale. Tra queste spicca Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, primatista europea per il “ponte elettrico sullo stretto” che collega Calabria e Sicilia per la trasmissione di energia.

    Bonifica frattamaggiore

    L’eccellenza italiana esiste ed è presente a diverse latitudini sul territorio nazionale. Questo è il tema dell’evento “Proud to be italian. Alla scoperta delle aziende eccellenti che il mondo ci invidia” che si è svolto alla Sala Buzzati del Corriere della Sera realizzato in collaborazione tra Siemens e Sette. L’appuntamento è stata un’occasione per discutere della competitività delle aziende italiane, confermata da riconoscimenti concreti che vengono dal mercato nazionale e internazionale.

    Il progetto “Proud to be Italian” nasce proprio per parlare di quest’Italia, a volte nascosta e dimenticata, fatta di storie di eccellenza collegate da un filo comune, quello delle competitività. 
Di qui la partenza di questo percorso virtuoso, alla scoperta di realtà che il mondo ci invidia, in luoghi spesso insospettabili.

    Così tra i “primatisti europei” c’è anche Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo e il suo “ponte elettrico sullo stretto”, che collega Calabria e Sicilia per la trasmissione di energia. Mentre per alcuni avanzatissimi sistemi di diagnosi figura un Istituto Sanitario di Napoli, mentre la flotta di bus ecologici in servizio in una città Smart come Vienna è stata realizzata e fornita da un costruttore umbro, così come un modernissimo produttore di cioccolato lombardo – che presidia l’intera filiera dalla raccolta delle fave di cacao alla produzione finale – fornisce le più note catene di distribuzione, comprese quelle britanniche.

    FONTE: Terna

  • Assicurazioni sulla casa: quali scegliere

    Quello della casa è uno dei rami del settore delle assicurazioni che sta vivendo una maggiore crescita. Sono sempre di più le persone che decidono di riservare una tutela particolare al bene più prezioso che possiedono: la propria abitazione. Il mercato pullula di offerte, le polizze disponibili sono davvero moltissime e spesso risulta difficile individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze. Ecco quindi alcune informazioni che potranno risultare utili a tutti coloro che si apprestano a compiere una scelta di questo tipo.

    Solitamente la copertura base offerta da una polizza assicurativa riguarda i danni provenienti da incendi, allagamenti e fughe di gas. La somma che viene risarcita dall’assicurazione varia in base al contratto e può comprendere il danno subito dalla casa, il danno subito da oggetti presenti all’interno della casa (mobili, elettrodomestici, ecc.) ve a volte anche il costo del pernottamento in albergo, qualora la casa sia diventata inagibile.

    Le varie tipologie di coperture aggiuntive rendono la polizza sulla casa più completa. Una copertura aggiuntiva è ad esempio quella relativa al furto di oggetti presenti in casa. Esiste poi la garanzia “Responsabilità Civile” che consente di ottenere un rimborso in caso di danni provocati in maniera involontaria dall’assicurato ad un suo familiare, a terze persone o ai loro beni. Un’altra garanzia accessoria importante è quella che prevede il pagamento dell’assistenza legale in caso di danni subiti da terze persone.

    Tra le varie polizze assicurative sulla casa, una delle più complete è quella offerta da AIG, che nella sua formula “All Inclusive” offre un’insieme molto completo di garanzie:

    • Danni al contenuto
    • Danni da furto
    • Furto d’identità
    • Sostituzione chiavi e serrature
    • Invio di Elettricista, Idraulico o Fabbro

    I prezzi delle assicurazioni sulla casa di solito non sono elevati, ma ovviamente dipende anche dalle garanzie offerte. Prima di scegliere occorre quindi valutare bene, tenendo conto dei possibili rischi ai quali la nostra abitazione è esposta e di quelle che sono le nostre reali esigenze.

  • Prestiti e finanziamenti veloci e sicuri? Richiedi subito un preventivo online

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  • Cattaneo Flavio, Trimestrale Terna buoni risultati in congiuntura non favorevole

    Trimestrale Terna, i conti pubblicati battono le stime del consenso. Nei primi nove mesi dell’anno l’utile netto è cresciuto a 411,6 milioni, i ricavi sono saliti a 1,401 miliardi e l’ebitda si è attestato a 1,133 miliardi. Flavio Cattaneo, AD di Terna: “Terna prosegue con il piano di investimenti per lo sviluppo della rete elettrica italiana e delle interconnessioni transfrontaliere e guarda sempre a tutte le opportunità per una crescita organica, non solo nelle attività tradizionali, ma anche in quelle non tradizionali, sia in Italia sia all’estero”.

    Foto Cattaneo GIUGNO2013

    Buoni risultati in una congiuntura non favorevole. Così l’ad di Terna, Flavio Cattaneo, ha commentato i conti pubblicati che hanno battuto le stime del consenso. Nel terzo trimestre dell’anno l’utile netto è cresciuto del 10,7% a 147,9 milioni (133,6 milioni nello stesso periodo del 2012) rispetto ai 135 milioni previsti. Bene anche i ricavi, che grazie all’effetto del maggior corrispettivo di utilizzo rete sono saliti del 9,1% a 482,4 milioni (472 milioni il consenso), e i margini: l’ebitda si è attestato a 400,8 milioni (+11,3%) rispetto ai 389 milioni del consenso.

    Per quanto riguarda, invece, i primi nove mesi dell’anno, Terna ha registrato un utile netto a 411,6 milioni, in miglioramento del 15,8% rispetto ai 355,5 milioni di euro dell’analogo periodo del 2012. I ricavi sono saliti del 7,9% a 1,401 miliardi, riferibili per 1,242 miliardi al corrispettivo di trasmissione (+106,7 milioni di euro rispetto al 30 settembre 2012). L’ebitda ha mostrato un incremento del 10,1% a 1,133 miliardi.

    Gli investimenti complessivi nel periodo sono risultati in flessione a 758 milioni rispetto ai 778,4 milioni (-2,6%) di un anno fa “sostanzialmente per effetto della differente dinamica degli stessi nei due esercizi considerati e alle significative attività svolte sulla Sorgente-Rizziconi nel corso del 2012”, ha spiegato la stessa Terna. Nonostante il calo degli investimenti, l’indebitamento finanziario netto è cresciuto a 6,340 miliardi dai 5,855 miliardi registrato alla fine dello scorso esercizio.

    Il cda di Terna ha anche deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo ordinario dell’esercizio 2013 di 7 centesimi di euro per azione, in linea con la politica dei dividendi annunciata lo scorso 6 febbraio 2013. L’acconto sul dividendo verrà posto in pagamento a decorrere dal 21 novembre 2013.

    “Bisogna lavorare ancora molto”, ha aggiunto Cattaneo, “anche per dare un contributo alla ripresa economica del Paese, perciò Terna prosegue con il piano di investimenti per lo sviluppo della rete elettrica italiana e delle interconnessioni transfrontaliere e guarda sempre a tutte le opportunità per una crescita organica, non solo nelle attività tradizionali, ma anche in quelle non tradizionali, sia in Italia sia all’estero”.

    A Piazza Affari il titolo, in linea al calo del Ftse Mib, cede il 2,32% a 3,614 euro. Prima dell’uscita dei conti questa mattina Equita ha ribadito il rating hold e il target price a 3,6 euro sull’azione, come Banca Imi (target price a 3,43 euro), mentre Kepler Cheuvreux e Mediobanca securities continuano a puntare (buy e outperform con prezzi obiettivo a 3,64 euro e a 3,90 euro), ritenendo che il vero focus sia sullo sviluppo delle attività non tradizionali così come sull’aggiornamento del piano industriale atteso a febbraio.

    “Gli investimenti pari a circa 750 milioni danno credibilità all’obiettivo che l’azienda si è posto, ovvero raggiungere un livello di capex simile allo scorso anno a 1,1 miliardi”, si legge nella nota di Mediobanca Securities che apprezza anche la capacità della società di finanziarsi a prezzi altamente competitivi.

    FONTE: Milano Finanza

  • Cattaneo Flavio: Terna chiude in positivo i primi nove mesi del 2013

    Terna chiude in positivo i primi nove mesi del 2013, con un utile netto di 411,6 milioni (+15,8%), con ricavi pari a 1,4 mld di euro (+7,9%) e un Ebitda a 1,132 miliardi (+10,1%). Flavio Cattaneo, AD di Terna: “Questi risultati sono la dimostrazione del livello di eccellenza raggiunto dalla squadra di Terna che ci ha permesso di conseguire buoni risultati e di continuare il nostro lavoro al servizio delle famiglie e delle imprese italiane. Terna prosegue con il Piano di investimenti per lo sviluppo della rete elettrica italiana e delle interconnessioni transfrontaliere e guarda a tutte le opportunità per una crescita organica, sia in Italia che all’estero”.

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    Terna, crescono gli utili e i ricavi nei nove mesi

    Positivi i primi nove mesi del 2013 di Terna. L’utility italiana ha chiuso il periodo con un profitto di 411,6 mln di euro (+15,8%) e con ricavi pari a 1,4 mld di euro (+7,9%).

    L’Ebitda (Margine Operativo Lordo) si attesta a 1.132,7 milioni di euro, con un incremento di 103,7 milioni di euro (+10,1%) rispetto ai primi nove mesi del 2012 mentre l’Ebit (Risultato Operativo) si attesta a 810,7 milioni di euro, in crescita di 92,6 milioni di euro (+12,9%) rispetto ai primi nove mesi del 2012, dopo aver scontato ammortamenti per 322 milioni di euro.

    Deliberato un acconto sul dividendo 2013 di 7 centesimi di euro per azione, che verrà messo in pagamento a decorrere dal 21 novembre 2013.

    “Questi risultati sono la dimostrazione del livello di eccellenza raggiunto dalla squadra di Terna – afferma l’Ad Flavio Cattaneo – che, pur in una congiuntura economica non favorevole, ci ha permesso di conseguire buoni risultati e di continuare il nostro lavoro al servizio delle famiglie e delle imprese italiane, le quali grazie al lavoro di Terna negli ultimi otto anni hanno beneficiato di minori costi per oltre 5 miliardi di euro. Ma bisogna lavorare ancora molto, anche per dare un contributo alla ripresa economica del Paese, perciò Terna prosegue con il Piano di investimenti per lo sviluppo della rete elettrica italiana e delle interconnessioni transfrontaliere – continua Cattaneo – e guarda sempre a tutte le opportunità per una crescita organica, non solo nelle attività tradizionali, ma anche in quelle non tradizionali, sia in Italia che all’estero”.

    FONTE: Repubblica

    Terna: +15,8% utile netto 9 mesi a 411,6 mln, +10,1% Ebitda

    Terna ha chiuso i primi 9 mesi dell’anno con un utile netto di 411,6 milioni, in crescita del 15,8% rispetto ai 355 milioni dello stesso periodo del 2012. Lo comunica la società aggiungendo che l’ebitda si attesta a 1,132 miliardi con un incremento del 10,1% e l’ebit è cresciuto del 12,9% a 810,7 milioni.

    I ricavi dei primi 9 mesi sono pari a 1,4 miliardi, in progresso del 7,9% rispetto all’analogo periodo del 2012.

    Nel terzo trimestre i ricavi ammontano a 482,4 milioni (+9,1%), mentre l’ebitda si attesta a 400 milioni (+11,3%) e l’utile netto di periodo risulta pari a 147,9 milioni, in aumento del 10,7% rispetto al terzo trimestre 2012. I risultati dell’utile sono superiori al consensus raccolto da Radiocor.

    FONTE: Il Sole 24 Ore

    Terna: Cattaneo, guardiamo a opportunità crescita in Italia e estero

    “Questi risultati sono la dimostrazione del livello di eccellenza raggiunto dalla squadra di Terna che, pur in una congiuntura economica non favorevole, ci ha permesso di conseguire buoni risultati e di continuare il nostro lavoro al servizio delle famiglie e delle imprese italiane, le quali grazie al lavoro di Terna negli ultimi otto anni hanno beneficiato di minori costi per oltre 5 miliardi di euro”.
    L’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, commenta i risultati dei 9 mesi aggiungendo: “Ma bisogna lavorare ancora molto, anche per dare un contributo alla ripresa economica del Paese, percio’ Terna prosegue con il Piano di investimenti per lo sviluppo della rete elettrica italiana e delle interconnessioni transfrontaliere e guarda sempre a tutte le opportunità per una crescita organica, non solo nelle attivita’ tradizionali, ma anche in quelle non tradizionali, sia in Italia che all’estero’.

    FONTE: Corriere

  • Osservatorio Mensile Findomestic Novembre 2013

    Milano, 31 ottobre 2013 COMUNICATO STAMPA

    L’87% degli Italiani boccia senz’appello l’aumento di un punto dell’Iva, scattato il 1° ottobre scorso. Uno su due però non inquadra correttamente le categorie merceologiche interessate dall’incremento dell’imposta, convinto che questo vada a colpire praticamente tutti i beni: a testimonianza che la crescita continua della pressione fiscale sta generando un pessimismo diffuso. Non è un caso che il grado di fiducia degli Italiani sia tornato, ad ottobre, ai minimi storici: 2,95 punti, il secondo rilevamento più basso da 18 mesi a questa parte. E cala anche la propensione al risparmio.

    L’87% degli Italiani boccia seccamente il rincaro di un punto dell’Iva, entrato in vigore all’inizio del mese. Ma appena uno su due inquadra correttamente i beni che sono stati colpiti dall’aumento dell’imposta, ritenendo – erroneamente – che questo sia andato a colpire anche i trasporti pubblici, i ristoranti e le pizzeria, il cinema, il teatro e i concerti. Tuttavia, anche quest’ultimo dato – rilevato dall’Osservatorio mensile Findomestic – è una misura di quanto sia forte la percezione che la pressione fiscale possa solo aumentare e di come questa percezione generi un pessimismo diffuso.

    Secondo gli Italiani attivi l’aumento dell’Iva, più nel dettaglio, provocherà un calo delle vendite di alcuni beni, in particolare veicoli (41%), abbigliamento e accessori (32%), elettrodomestici e tecnologia (23%).

    Per rilanciare l’economia, bocciata la correzione all’insù dell’aliquota, un italiano su due mette in evidenza che è necessario ridurre le tasse su imprese e lavoro (51%), il 28% vede la necessità di una serie di interventi finalizzati a ridistribuire la ricchezza prodotta ed il 24% ritiene prioritario ridurre la disoccupazione giovanile e investire sui giovani.

    Proprio lo scoramento legato all’aumento dell’Iva ha determinato un nuovo calo del grado di fiducia, ripiombato sotto la soglia psicologica dei 3 punti (2,95): il mese scorso era a 3,09 (su una scala che va da 1 a 10 e ha in 7 la soglia positiva). Si tratta del dato peggiore da 18 mesi a questa parte, superato solo dalla rilevazione di aprile scorso, nel pieno dei due mesi di vacatio che hanno preceduto l’insediamento del governo Letta.

    Anche la propensione al risparmio ha fatto segnare un passo indietro: ad ottobre il 13,7% degli Italiani, infatti, si è ripromesso di aumentare i propri risparmi nell’arco dei 12 mesi successivi. A settembre, ad esprimere la stessa intenzione era stato il 16,9%.

    Previsioni di acquisto a tre mesi

    Elettrodomestici: prosegue il trend positivo per i grandi e i bruni. In calo, i piccoli.

    Prosegue il trend positivo per gli elettrodomestici grandi e bruni. A ottobre rispettivamente il 15 e il 17,9% dei consumatori si è detto interessato all’acquisto. Il mese precedente, gli intenzionati, per le due categorie, erano il 14,5 e il 17,3%. Battuta d’arresto per i piccoli, invece: 21,9% gli interessati all’acquisto, contro il 23,5 del mese precedente. Trend invertiti in materia di ammontare medio di spesa preventivato. Infatti, per i grandi cresce il budget a disposizione: da 693 a 740 €; per i piccoli e i bruni, invece, diminuisce: rispettivamente da 166 a 158 e da 747 a 715 €.

    Informatica, telefonia e fotografia: cala la propensione all’acquisto per tutte le categorie.

    Scivolano i dati di tutte le categorie. Gli interessati all’acquisto di prodotti della telefonia passano dal 18,7 al 17,9%; quelli dei pc e degli accessori dal 16,1 al 15,3; quelli dei tablet dall’11,9 all’11,3; quelli interessati alle foto e videocamere dall’11,4 al 10,9%. Sul fronte degli importi medi di spesa previsti, perdono terreno i pc (il budget passa dai 494 € di settembre ai 484 di ottobre), mentre la telefonia guadagna leggermente (da 283 a 288 €). Resta invariato a quota 282 € il budget medio per i tablet. Per foto e videocamere, invece, i 314 € di settembre sono diventati, a ottobre, 308.

    Auto e moto: prosegue il trend positivo per tutte le categorie.

    Salgono all’8% coloro che si dicono interessati ad acquistare un’auto nuova (a settembre erano il 7,8%). Per quanto riguarda le auto usate, gli interessati passano dal 6,8 al 7%. Per quanto riguarda gli scooter, salgono al 4,1% quanti si dicono intenzionati ad effettuare un acquisto, contro il 3,6% di settembre. Gli importi preventivati sono però tutti rivisti al ribasso: per le auto nuove si passa – da settembre a ottobre – da 17.783 a 17.514 €, per le usate da 6.509 a 6.386 e per scooter e motocicli da 2.827 a 2624 €.

    Casa e arredamento: si conferma trend positivo per le previsioni di acquisto di mobili; restano stabili le previsioni per le ristrutturazioni. In calo, l’acquisto di case.

    Sale al 15,5% la quota di quanti si dicono pronti, di qui a tre mesi, ad acquistare dei mobili (a settembre erano il 15,1%), fissando un budget medio in calo a 1.980 €, contro i 2.036 di 30 giorni prima; stabili gli interessati ad una ristrutturazione (il 9,4% di settembre viene confermato ad ottobre). Per quanto concerne l’acquisto di case nuove, la propensione all’acquisto torna sotto la quota del 4%: a ottobre, gli interessati a comprare una nuova abitazione erano il 3,7%, contro il 4,4 del mese precedente.

    Tempo libero: ancora in calo la propensione all’acquisto di viaggi e vacanze; giù anche le previsioni per attrezzature e abbigliamento sportivi. Segno più per il fai da te.

    Ad ottobre scendono al 28,7% gli Italiani intenzionati ad acquistare, nell’arco dei prossimi tre mesi, un viaggio o una vacanza. Il mese scorso, erano il 31,6%. Più lieve il calo, invece, per attrezzature e abbigliamento sportivi (da 21,7 a 21,3%). Segno più per il fai da te, con le previsioni di acquisto che passano dal 20,9 al 21%.

    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:

    adhoccommunication.it info.findomestic.it

    Prestiti e Finanziamenti Findomestic