Categoria: Economia e Finanza

  • Flavio Cattaneo, Terna Sorgente Rizziconi consegna nel 2015

    Sorgente Rizziconi, l’elettrodotto, realizzato da Terna, sarà completato per giugno 2015. L’opera strategica ha già avuto ricadute sul piano occupazionale: il cantiere impiega mediamente 160 addetti, per 90 ditte e, una volta completato, risolverà definitivamente i problemi di tenuta e sicurezza della rete elettrica siciliana e consentirà un abbattimento dei costi dell’energia elettrica. Flavio Cattaneo, AD di Terna: “Un investimento da 700 milioni di euro”.

    Bonifica frattamaggiore

    Il completamento è fissato per giugno del 2015. E a ben vedere la tabella di marcia del cantiere per la costruzione del nuovo elettrodotto da 380 Kv che collegherà Sorgente (sul lato siciliano) e Rizziconi (su quello calabrese) conferma che i tempi dovrebbero essere rispettati. A quel punto saranno passati quasi cinque anni dall’autorizzazione da parte del ministero dello Sviluppo economico e quasi nove anni dall’avvio dell’iter complessivo, ma ben 12 anni da quando l’opera è stata inserita per la prima volta nel Piano di sviluppo della rete elettrica nazionale. Opera, si ricorderà, contestata da comitati locali e dai deputati grillini presenti all’Assemblea regionale siciliana, i quali hanno posto il problema anche nelle commissioni di merito: sul punto sono arrivati i chiarimenti di Terna che però ha difeso il progetto già autorizzato su cui sta andando avanti.

    Foto Cattaneo GIUGNO2013

    L’elettrodotto Sorgente-Rizziconi è un’opera strategica su cui Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ha investito 700 milioni e ha già avuto ricadute sul piano occupazionale: il cantiere impiega mediamente ogni giorno 160 addetti, per una punta massima di 90 ditte e una volta completato, sostengono i tecnici, l’elettrodotto risolverà definitivamente i problemi di tenuta e sicurezza della rete elettrica siciliana e consentirà, secondo alcuni, un abbattimento dei costi dell’energia elettrica che oggi ammontano a circa 600 milioni l’anno, quota che pesa sulle bollette di tutti gli italiani. Secondo stime, poi, il ritardo nella realizzazione è già costato oltre 4 miliardi di euro.

    «Il nuovo collegamento e gli interventi ad esso correlati – si legge nel recente rapporto sull’energia pubblicato dal dipartimento regionale competente guidato da Maurizio Pirillo – garantiranno una maggiore sicurezza della connessione della rete elettrica siciliana a quella peninsulare, favorendo gli scambi di energia con evidenti benefici in termini di riduzione dei vincoli per gli operatori del mercato elettrico e di maggiore concorrenza. La realizzazione del collegamento è particolarmente importante poiché favorirà anche la produzione nella rete siciliana di un maggior numero di impianti da fonte rinnovabile». Perché, si legge ancora nel rapporto 2013 della Regione siciliana, l’isola è interessata ora da «problemi di sicurezza di esercizio del sistema elettrico con prevedibili sempre maggiori condizionamenti agli operatori nel mercato elettrico, in relazione allo sviluppo delle fonti rinnovabili».

    FONTE: Il Sole 24 Ore

  • Le bollette del Piemonte sono tra le più care in Italia

    Il 2013 è stato un anno in cui i piemontesi hanno stretto la cinghia per pagare tutte le bollette: luce e gas, insieme, sono costate alla famiglia media 1.740 euro, decisamente più dei 1.500 euro spesi in media in Italia. A fare i calcoli è stato Facile.it (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html): il comparatore ha analizzato il consumo annuo dichiarato dai clienti del portale, scoprendo che il Piemonte è tra le regioni più care in Italia per quanto riguarda i consumi, secondo soltanto alla Valle d’Aosta. La provincia piemontese che, in assoluto, ha fatto registrare i costi più alti è Asti (1.898 euro all’anno), mentre ha sorpreso Torino dove, per pagare le bollette, si è speso meno che in ogni altra provincia della Regione (1.594 euro medi annui).

    Quanto costa il gas in Piemonte

    Nel 2013 è stata la spesa relativa al gas quella ad avere un impatto maggiore sul budget familiare: 1.255 euro la media regionale, a cui i piemontesi hanno cercato di far fronte cambiando operatore nel 5,2% dei casi. Rispetto alla media nazionale che si è fermata a 990€, la spesa del Piemonte risulta tra le più alte del Paese. E questo vale per tutte le otto province: la più cara, sempre per il gas, è risultata essere Vercelli, con una spesa media pari a 1.374 euro, mentre quella dove si è speso meno è Cuneo con 1.121 euro. Ed è proprio nel cuneese che i cittadini si sono dimostrati meno propensi a cambiare operatore: l’hanno fatto solo nel 2,8% dei casi.

    Quanto costa la luce ai piemontesi

    Per quanto riguarda le spese sostenute dalle famiglie piemontesi per l’ energia elettrica, la media è pari a 484 euro annui, al di sotto di quella nazionale che è arrivata a 500 euro. Pur pesando questa voce in misura minore, Facile.it registra una volontà di risparmio più decisa: la percentuale di famiglie piemontesi che hanno cambiato fornitore nel corso dell’anno è stata del 6,6%, che sale fino all’8,8% nella provincia di Novara. Minore interesse a cambiare, ancora una volta, hanno dimostrato gli abitanti della provincia di Cuneo (4,6%). Guardando, poi, alla spesa annua media, Biella è prima in classifica con 542 euro all’anno. A spendere meno per l’energia elettrica sono invece gli abitanti della provincia di Verbano-Cusio-Ossola con una media di 417 euro.

  • 10 Motivi per investire nei mercati azionari USA

    1. Maggiore liquidità e quindi efficienza

    2. Ideali per Traders Part time

    3. Esenti dal pagamento della Tobin Tax

    4. Commissioni di negoziazione talvolta più basse

    5. Informazioni sulle società reperibili facilmente

    6. Investimenti su Società solide che capitalizzano milioni di dollari

    7. Minori manipolazioni dei mercati

    8. Maggiore trasparenza

    9. Andamento di prezzi più lineari con potenziali apprezzamenti rilevanti

    10. Rischi di cambio limitati

    Per consultare un Video Didattico sull’argomento: http://www.youtube.com/watch?v=OcYca9Y9t1k&feature=youtu.be

    Per supportare le scelte di investimento sui mercato americano, è nato Buy&Sell Usa, pubblicato ogni giorno di borsa aperta su www.sostrader.it intorno alle ore 12, consente di conoscere giornalmente le strategie operative da utilizzare sui titoli quotati sul Dow Jones 30 e sul Nasdaq 100, indicando quelli da acquistare da vendere e da tenere sotto osservazione con i relativi livelli di ingresso, stop loss e take profit. Le indicazioni operative vengono associate a un grafico che spiega la ratio del trade fornendo quindi l’opportunità di apprendere.

    Acquistando il servizio in questa fase di lancio è possibile fruire di un prezzo promozionale (1.35€ al giorno) http://www.sostrader.it/sostrader/abbonati.cfm

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  • Polizza vita

    Pramerica è la compagnia assicurativa che offre un supporto concreto all’assicurato ed ai suoi cari per tutelarsi in caso di eventuali imprevisti ed emergenze economiche. Una polizza vita Pramerica è in grado di dar vita ad un piano assicurativo su misura e personalizzato in base alle vere esigenze assicurative del cliente. Tra le sue varie soluzioni assicurative è possibile scegliere quelle a vita intera, temporanee e a tutela della salute, ognuna con dei reali vantaggi e delle caratteristiche diverse. Le soluzioni a vita intera Pramerica sono assicurazioni sulla vita in caso di morte che garantiscono un capitale al beneficiario in caso di decesso dell’assicurato. Non sono assicurazioni di puro rischio, ma anzi rappresentano una forma di risparmio con finalità previdenziali: una soluzione assicurativa che garantisce un capitale accresciuto nel tempo, grazie al Fondo Pramerica Financial, e protegge l’intera famiglia dell’assicurato. La polizza vita temporanea Pramerica, invece è un’assicurazione caso morte di puro rischio che prevede il pagamento del capitale assicurato solo in caso di decesso del contraente, che deve avvenire nei termini stabiliti dal contratto. Questa polizza non permette un accumulo di capitale ma, in caso di morte dell’assicurato, consente di beneficiare di un premio assicurativo molto alto. Pramerica, con New Cash Back Term, ha messo in campo una nuova formula assicurativa che permette di abbinare alla copertura garantita dall’assicurazione temporanea un ritorno certo del capitale versato, nel caso in cui non dovesse verificarsi la morte dell’assicurato entro i termini prefissati contrattualmente. In tal modo, il contraente non solo riuscirà a proteggere la propria famiglia, ma potrà anche preservare una parte di capitale versato, esattamente l’80% del premio versato. Le soluzioni a tutela della salute Pramerica, come Pramerica Long Term Care, e Pramerica Critical Illness Plus, sono assicurazioni che proteggono il “sapersi prendere cura di sé” in un contesto socio- economico contraddistinto dall’aumento delle aspettative di vita degli italiani e dalla riduzione delle prestazioni di assistenza alle famiglie bisognose. Queste polizze vita sono pensate appositamente per chi desidera garantirsi una rendita vitalizia nei momenti difficili, come con l’insorgere di una grave malattia o in caso di condizioni fisiche non autosufficienti, nonché un’adeguata assistenza. Grazie alla comprovata esperienza e al supporto dei Life Planner di Pramerica si possono dar vita a piani assicurativi costruiti su misura, per proteggere stessi e la propria famiglia da rischi e imprevisti.

  • Ambiente Flavio Cattaneo, Terna tra le 10 migliori aziende del CDLI

    Indice di sostenibilità Climate Disclosure Leadership Index, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, inserita tra le 10 migliori società, tra le 100 selezionate, che hanno dimostrato un approccio particolarmente proattivo verso la disclosure di informazioni riguardanti il cambiamento climatico, grazie alla qualità della reportistica in tema di sostenibilità ambientale.

    Nuova Linea Elettrica Sorgente Rizziconi Flickr

    Un altro successo targato Terna. L’azienda che gestisce la Rete elettrica nazionale, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, è stata infatti inserita nell’indice di sostenibilità CDP Italy 100 Climate Disclosure Leadership Index (CDLI), diretta emanazione del CDP, precedentemente nota come Carbon Disclosure Project, organizzazione no-profit tra le più importanti a livello internazionale impegnata nella valutazione della trasparenza nella diffusione di informazioni da parte delle aziende in tema di climate change ed emissione gas serra, oltre che nella gestione delle risorse idriche.

    Questo indice seleziona, tra le società quotate sugli indici FTSE MIB, FTSE Italia Small e Mid Cap quelle che hanno dimostrato un approccio particolarmente proattivo verso la disclosure di informazioni riguardanti il cambiamento climatico. In particolare, il CDLI comprende le 10 società, delle 100 prese in considerazione, che nel 2013 hanno conseguito il punteggio minimo di 91 su 100. E Terna rientra in questo ristretto novero avendo ottenuto proprio il punteggio di 91/100, in crescita rispetto al 2012 (82), al 2011 (87) e 2010 (81).

    Il Rapporto CDP Italy 100 Climate Change 2013, redatto da Accenture, analizza le 100 migliori società quotate italiane che si sono distinte per il loro impegno in risposta al cambiamento climatico, e presentato presso il palazzo della Borsa Italiana.

    Claudio Barnini

    FONTE: Terna

  • IL MARCHIO “ESPRESSO TOSCANO” ADERISCE A IREF ITALIA

    Il marchio “Espresso Toscano” entra a far parte di “Iref Italia – Federazione delle Reti Europee di Partenariato e Franchising”, continua a sviluppare la rete di boutique di caffè porzionato e in futuro aprirà le porte alle adesioni.

    IREF Italia, progetto associativo avviato da meno di due anni in accordo con la storica associazione francese “IREF – Fédération des Réseaux Européens de Partenariat et de Franchise”, sarà, quindi, il partner associativo che accompagnerà la crescita e lo sviluppo della rete “Espresso Toscano” secondo i canoni ed i principi ai quali la stessa associazione si ispira ed ai quali aderiscono gli associati.

    Per “Espresso Toscano”, si tratta di una scelta effettuata a seguito di una attenta analisi e della conseguente valutazione circa il progetto associativo avviato dai Promotori e dai Fondatori.

    Attualmente il marchio, che ha avviato la fase di sperimentazione della propria formula nel corso del 2013, ha già attivi 2 punti vendita e altri 2 sono di prossima apertura.

    Il Presidente di IREF Italia, Mirco Comparini, a nome di tutto il Consiglio Direttivo e di tutti gli Associati, nel ringraziare per la fiducia accordata all’associazione, esprime un grande benvenuto all’aderente ed al rappresentante per IREF Italia, Sig.Piero Poli, con il quale sarà un piacere operare e collaborare per il raggiungimento degli scopi associativi e per una valorizzazione delle reti e dell’intero settore.

    Per informazioni: [email protected]

  • IL MARCHIO “50’s RISTOBURGER” ADERISCE A IREF ITALIA

    Iref Italia – Federazione delle Reti Europee di Partenariato e Franchising” apre le porte al noto marchio attraverso l’adesione di una società appartenente alla “famiglia dei Patron” del Gruppo Bam Bam Italia spa e affiliata al marchio “50’s Ristoburger”.

    Per IREF Italia si tratta di un importante riconoscimento al progetto associativo avviato da meno di due anni in accordo con la storica associazione francese “IREF – Fédération des Réseaux Européens de Partenariat et de Franchise” e alla quale possono aderire sia titolari di reti, sia aderenti a reti.

    Per “50’s Ristoburger”, si tratta di una scelta effettuata a seguito di una attenta analisi e della conseguente valutazione circa il progetto associativo avviato dai Promotori e dai Fondatori.

    “50’s Ristoburger” è un marchio del Gruppo Bam Bam spa che ha nel suo portafoglio anche i marchi “Bam Bam Ristosauro”, “Il Dollaro”, “ConTesto” e “CiòGusto”, tutti locali di ristorazione a tema per un totale di n. 11 ristoranti, dei quali n.6 gestiti direttamente, 5 affiliati e 1 in ormai prossima apertura a Brà (CN).

    Il Presidente di IREF Italia, Mirco Comparini, a nome di tutto il Consiglio Direttivo e di tutti gli Associati, nel ringraziare per la fiducia accordata all’associazione, esprime un grande benvenuto all’aderente ed al rappresentante per IREF Italia, Alessandro Giannoni, con il quale sarà un piacere operare e collaborare per il raggiungimento degli scopi associativi e per una valorizzazione delle reti e dell’intero settore.

    Per informazioni: [email protected]

  • Legge Quadro sul Volontariato e assicurazione obbligatoria, ecco come fare

    Anche se in Italia quella del volontariato è una tradizione radicata da lungo tempo nella società civile, è solo in tempi relativamente recenti – nel 1991, per la precisione – che lo stato ha deciso di dotarsi di una legge omnicomprensiva di tutti gli aspetti che riguardano queste attività.

    La Legge Quadro del 11 agosto 1991, n. 266, sancisce che gli aderenti alle associazioni di volontariato devono assicurarsi con apposite polizze che comprendano RCT, RCO, infortuni e malattie. Il medesimo concetto è stato poi ripreso da diverse leggi regionali, come ad esempio quella dell’Emilia Romagna n. 163 del 2005.

    A Parma, in particolare, esiste un punto di riferimento unico per la stipula di polizze perfettamente rispondenti ai requisiti della Legge Quadro sul Volontariato: l’Agenzia Cavarretta della Cattolica Assicurazioni.

    Presso questa Agenzia monomandataria è possibile sottoscrivere a condizioni vantaggiose una Polizza Unica del Volontariato che tutela a 360 gradi chi è impegnato in attività benefiche, e che permetterà di dedicarvisi in modo sicuro e protetto contro qualunque eventualità.

    Chi inoltre sceglierà di stipulare la propria polizza coi professionisti dell’Agenzia Cavarretta potrà beneficiare di agevolazioni su altri prodotti assicurativi come ad esempio RC auto, responsabilità civile del capo famiglia e non solo: per saperne di più è sufficiente telefonare allo 0521-469088 o inviare a “info(at)polizzaunicadelvolontariato.it” la propria richiesta tramite e-mail.

  • RIQUALIFICARE PATRIMONIO ESISTENTE, UN MERCATO CHE VALE 115 MILIARDI

    Architettura e cultura, come superare la crisi: convegno al Collegio Santonoceto di Acireale

    Riuso del territorio, ripartire dai centri storici e dai contesti sottoutilizzati

    ACIREALE (CT) – Sono 13mila le imprese costruttrici che in Italia hanno chiuso i battenti nel 2013, mentre le concessioni edilizie hanno registrato il -37%, sommato al dato negativo dell’anno precedente. Il quadro dipinge una crisi nera per il settore, anche a Catania dove la filiera è ferma da tempo, le opere cantierabili sono bloccate, gli appalti pendenti e le professionalità si perdono, per un calo totale del 60% in soli quattro anni. Sono le categorie professionali e gli enti del comparto a chiedersi qual è il fattore di cambiamento che possa concretamente definire gli scenari futuri, trovando una risposta unanime: la riqualificazione del patrimonio esistente. Un mercato che a detta del Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio) vale oggi più di 115 miliardi di euro, rappresentando il principale driver del nuovo ciclo di ripresa, economica e sociale.

    Riuso come opportunità: questo il messaggio emerso stamattina (1 febbraio) ad Acireale, durante la conferenza ospitata al Santonoceto, uno dei grandi Collegi di Acireale di proprietà dell’Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (Ipab), in passato fulcro attorno al quale la città si è sviluppata, poi simbolo del declino, oggi recuperato grazie al progetto “Acirewrite” del Gruppo Rinnovaci, che lo ha riaperto alla cittadinanza. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Catania – presieduta da Paola Pennisi, coordinatrice dei lavori – ha chiamato a raccolta i principali interlocutori del comparto, pubblici, accademici, professionali, perché «il riuso non è un problema solo degli architetti ma di tutti coloro che con lavoro e impegno appartengono alla filiera, e dei politici che dovrebbero programmare e gestire il governo del territorio» ha sottolineato Pennisi, «secondo i professionisti, infatti, le fette di mercato su cui è necessario puntare sono quelle del risparmio energetico e della riqualificazione urbana e residenziale, lasciando in fondo alla lista le nuove costruzioni». Quindi non serve «consumare altro territorio o emanare nuove regole – ha affermato il presidente dell’Ordine degli Architetti etneo Giuseppe Scannella – ma una visione olistica che consenta una compenetrazione delle destinazioni, ovvero responsabilità, cultura e sostenibilità economica insieme, nell’ottica di una rivalutazione globale. Abbinando il recupero dei centri storici e dei contesti sottoutilizzati, a una “lettura” degli edifici, per comprenderne le finalità e non snaturarli».

    Al dibattito presenti anche il presidente degli Ingegneri etnei Santi Maria Cascone che si è soffermato sull’importanza della messa in sicurezza sismica e la riqualificazione energetica dell’esistente per la quale «la competenza degli ingegneri è fondamentale per avviare i cambiamenti necessari»; e il presidente Ance Catania Nicola Colombrita che ha sollevato la questione della burocrazia e «del sistema di regole che spesso ostacolano i costruttori e rallentano l’intero ciclo di produzione e sviluppo. Norme chiare, semplificate e rispettate porterebbero nella direzione del superamento della crisi». «Spazi come il Collegio Santonoceto sono un chiaro simbolo di storia e innovazione – ha sottolineato il sovrintendente ai Beni culturali di Catania Fulvia Caffo – diventando ancora punto di riferimento e polo di attrazione culturale e sociale. In un momento come questo, che risente di un uso eccessivo delle risorse è bene intervenire su ciò che abbiamo, rimettendolo in circolo, restituendo valore e decoro a un patrimonio comune».

    I saluti introduttivi sono stati affidati all’organizzatrice Elisa Pagano (Gruppo Rinnovaci) e al presidente Ipab Collegio Santonoceto e Conservatori riuniti Paolo Battiato che hanno sottolineato l’impegno profuso per un progetto di rinnovamento culturale e sociale, partendo dal simbolo del progetto Acirewrite, la scivola, segno di discesa ma anche di slancio e impulso per il ridisegno dei luoghi cari ad Acireale. Gli interventi sono stati a cura di Eugenio Magnano San Lio (Università Catania) che ha proposto un excursus sull’importanza storica del patrimonio culturale, sociale e soprattutto religioso nel territorio acese; e dell’arch. Luciano Pia che ha presentato testimonianze sul riuso e la fattibilità sostenibile in Italia. A rappresentare il Comune acese erano presenti l’assessore all’Urbanistica Gaetano Leonardi e il dirigente dell’ufficio preposto Salvatore Pulvirenti; il dirigente del Genio Civile di Catania Gabriele Ragusa, Aldo Scaccianoce per l’Associazione Ambienti e territorio per le Aci, Rossella Ciliberti del Gruppo Rinnovaci.

  • Flavio Cattaneo, Elettrodotto Terna ai nastri di partenza

    Terna, il nuovo elettrodotto toscano “Casellina-Tavarnuzze-Santa Barbara” è entrato definitivamente in servizio. I vantaggi sono evidenti, 30 milioni di euro di risparmi l’anno per il sistema elettrico a fronte di un investimento pari a 135 milioni di euro. La nuova linea realizzata dal gruppo guidato dall’AD Flavio Cattaneo, consentirà di migliorare la qualità e l’efficienza del servizio elettrico dell’area, risolvendo alcune criticità locali. Grazie a quest’opera verranno eliminate 116 chilometri di vecchie linee aeree, a fronte della realizzazione dei quasi 36 chilometri del nuovo elettrodotto.

    Approccio sostenibile di Terna

    I vantaggi sono evidenti: 30 milioni di euro di risparmi l’anno per il sistema elettrico a fronte di un investimento pari a 135 milioni di euro. Sono i numeri del nuovo elettrodotto toscano da 380 kV “Casellina-Tavarnuzze-Santa Barbara” realizzato da Terna ed entrato definitivamente in servizio. La nuova linea (quasi 39 chilometri di cavo di cui 35,5 km aerei e 3,1 in cavo), firmata dal gruppo guidato da Flavio Cattaneo, consentirà di migliorare la qualità e l’efficienza del servizio elettrico dell’area, risolvendo alcune criticità locali.

    Oltre alle ricadute positive per il sistema, al nuovo elettrodotto saranno associati anche significativi benefici ambientali, soprattutto in termini di razionalizzazione. Proprio in questi giorni, infatti, Terna Rete Italia – la controllata, affidata a Gianni Armani, che si occupa dell’esercizio, della manutenzione e dello sviluppo della rete – ha demolito un vecchio traliccio che insisteva su una delle aree di maggiore pregio paesaggistico della Toscana, la collina di Giogoli. Un passaggio, quest’ultimo, che rientra in un corposo piano di demolizioni, avviato prima dell’estate e che si concluderà nelle prossime settimane, nell’area compresa tra Calenzano, Poggio a Caiano, Casellina e Santa Barbara.

    Con il nuovo elettrodotto, infatti, la spa dell’alta tensione procederà a una consistente bonifica ambientale eliminando complessivamente 116 chilometri di vecchie linee aeree, a fronte della realizzazione dei quasi 36 chilometri del nuovo elettrodotto. In sostanza, per ogni chilometro costruito saranno dismessi oltre 3 chilometri di vecchie linee. Gli oltre 350 tralicci che saranno abbattuti consentiranno poi di recuperare circa 4.500 tonnellate di acciaio e oltre mille metri cubi di calcestruzzo. Inoltre, per un tratto della nuova linea, sono stati utilizzati, per la prima volta in Italia, i tralicci disegnati per Terna dall’architetto britannico Norman Foster, con un ingombro ridotto rispetto ai vecchi pali e quindi con un ridotto impatto sull’ambiente circostante.

    La nuova linea rientra nei 200 milioni di investimenti che la spa guidata dall’AD Flavio Cattaneo ha messo in campo negli ultimi cinque anni per ammodernare la rete regionale con una serie di interventi, tra cui la razionalizzazione della rete di Lucca. Dopo l’elettrodotto entrato in esercizio, il gruppo ha in cantiere in Toscana progetti di sviluppo per 400 milioni di euro. Tra le opere principali, c’è il riassetto della rete di Arezzo – che servirà a proteggere il sistema dai rischi di blackout e a renderlo più sicuro – attraverso la realizzazione di un elettrodotto tra la stazione elettrica già esistente di Santa Barbara e quella di Monte San Savino. Anche in questo caso, la messa in esercizio della nuova linea porterà con sé la dismissione di circa 100 chilometri di vecchi elettrodotti. Altre infrastrutture in programma, poi, sono la stazione di Lucca e l’elettrodotto a 380 kV Colunga e Calenzano, tra Toscana ed Emilia Romagna, che permetterà di eliminare alcuni colli di bottiglia in quell’area, aumentando la magliatura della rete e la relativa capacità di trasporto.

    FONTE: Il Sole 24 Ore