Categoria: Economia e Finanza

  • BioEnergy Italy 2014: percentuali sorprendenti di business in fiera

    Esporre a BioEnergy Italy 2014 significa avere visibilità e relazioni commerciali con un vasto pubblico di operatori professionali del settore.

    L’anno scorso, nel 2013, sono stati 9.884 i visitatori professionali che hanno popolato gli stand di BioEnergy (+20% rispetto all’anno precedente).

    Anno dopo anno il Salone delle Energie Rinnovabili di CremonaFiere attira un numero sempre crescente diaziende espositrici nazionali e internazionali.

    Sono numerose anche le aziende espositrici che ogni anno tornano a BioEnergy Italy consapevoli dell’importanza di questa fiera come vetrina internazionale del settore e testimoni della possibilità concreta di stringere relazioni commerciali in sede all’evento.

    Nell’edizione scorsa le aziende espositrici a BioEnergy Italy sono state 149 provenienti da Italia, Germania, Austria e Olanda. Lo spazio espositivo occupato ha visto un incremento del +11% rispetto all’edizione precedente.

    Dall’indagine condotta nell’edizione passata di BioEnergy sono emersi dati significativi che rendono l’idea dell’importanza di esporre a BioEnergy Italy 2014: l’81% dei visitatori ha sviluppato business con gli Espositori di BioEnergy Italy o ha intenzione di farlo.

    BioEnergy Italy è la manifestazione punto di riferimento per il settore delle energie rinnovabili: impianti, manutenzione, efficienza, upgrading di sistemi e tecnologie innovative.

    La fiera BioEnergy Italy si svolge a Cremona, all’interno del più grande e importante distretto italiano per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Qui si possono incontrare i maggiori investitori: aziende agricole, industrie alimentari e amministrazioni territoriali che credono fortemente nel settore.

    Nel 2014 BioEnergy Italy è alla sua quarta edizione: un percorso fatto di successi e riconoscimenti per il team di CremonaFiereche crede fortemente in questo settore e nella manifestazione.

    Il nome e l’importanza di BioEnergy Italy stanno crescendo velocemente: BioEnergy Italy 2014 è l’appuntamento riconosciuto a livello internazionale dove si incontrano le più importanti aziende del settore delle energie rinnovabili.

    BioEnergy Italy 2014 esporre

    ESPORRE A BIOENERGY ITALY 2014

    Esporre a BioEnergy Italy 2014 è molto semplice. Lo staff di CremonaFiere supporta gli Espositori durante tutta la preparazione alla Manifestazione e offre loro numerosi servizi opzionali per poter personalizzare la propria partecipazione, come ad esempio:

    • allestimenti personalizzati,
    • connessione internet,
    • workshop tecnici,
    • strumenti di comunicazione,
    • organizzazione di convegni e seminari.

    Gli Espositori possono sfruttare numerosi strumenti per rendere la loro partecipazione sempre più efficace:

    • Programma workshop – Gli espositori hanno un’ulteriore opportunità di comunicazione. Potranno infatti organizzare workshop tecnici nei quali presentare i propri prodotti al pubblico della Manifestazione.
    • Presentazione delle Novità – I visitatori della Manifestazione sono sempre alla ricerca delle novità presenti in fiera, questo è lo strumento a disposizione degli espositori per presentare in anteprima i propri prodotti.

    Inoltre lo staff di CremonaFiere fornisce agli espositori prima, durante e dopo la Manifestazione:

    • Supporto commerciale – Per trovare la migliore soluzione espositiva adatta alle vostre esigenze.
    • Supporto logistico – Per fornire tutte le soluzioni logistiche per l’allestimento, per l’accesso in fiera e tutto quanto utile per la partecipazione.
    • Supporto alla comunicazione – L’ufficio comunicazione è a disposizione degli Espositori per comunicare tramite i canali media dedicati alla Manifestazione
  • Prezzi medi degli appartamenti in Italia: -6,6% in un anno

    Calano ancora i prezzi, ma le prospettive per il futuro fanno sperare nella ripresa del mercato immobiliare residenziale: è questo, in breve, il risultato emerso nell’Osservatorio sul Mercato Immobiliare residenziale italiano condotto da Gruppo Immobiliare.it (www.immobiliare.it) e relativo a tutto il 2013.

    A livello nazionale il prezzo medio degli appartamenti in vendita è diminuito del 6,6% su base annua (da gennaio a dicembre 2013): il dato risente maggiormente della diminuzione registrata nel secondo semestre che, da solo, vede i prezzi contrarsi del 3,8%. Nel dettaglio, il prezzo medio ponderato degli appartamenti italiani si è assestato intorno ai 2.270 € per metro quadro.

    «Il 2013, per il mercato immobiliare residenziale, è stato all’insegna di una generale flessione dei prezzi su tutto il territorio nazionale – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Gruppo Immobiliare.it ma sono le città con più di 250.000 abitanti e gli appartamenti in vendita nel Sud Italia a soffrire in misura maggiore».

    Nord, Centro e Sud, grandi e piccole città

    Scomponendo questi dati in base alle macro aree del Paese, il risultato mostra il Sud soffrire più del resto d’Italia: in questa zona il calo dei prezzi arriva al 7,2% in un anno, contro il -6,1% del Nord Italia. È il secondo semestre a pesare di più, visto che da giugno a dicembre i prezzi medi richiesti per metro quadro nelle regioni del sud si contraggono del 4,1%. In numeri: a dicembre 2013 per l’acquisto di un appartamento al Nord sono stati chiesti in media 2.273€/mq, al Centro 2.718€/mq, al Sud 1.941€/mq.

    Interessante rilevare come le città più grandi (quelle oltre 250.000 abitanti) abbiano sofferto, nel corso dell’anno, una contrazione maggiore dei prezzi di vendita degli appartamenti: in un anno i prezzi sono scesi del 7,6%, arrivando ad una cifra media per metro quadro di 2.965 euro. Discorso diverso per i capoluoghi di provincia con meno di 250.000 abitanti: qui il calo semestrale è stato più basso della media nazionale: in un anno si è perso il 5,6%, cosa che ha portato i prezzi medi di vendita a 1.910 euro per metro quadro.

    Affitti e Compravendite, il punto sull’offerta

    Mentre i prezzi del mattone scendono sale l’offerta, tanto di appartamenti in locazione quanto di immobili messi in vendita: nel corso del 2013 gli indici relativi a vendita e locazione sono cresciuti rispettivamente del 4,2% e del 3%. Permane, tuttavia, la differenza di disponibilità sul mercato di appartamenti in locazione, meno numerosi di quelli in vendita.

    Le città più care e le meno costose

    Per quanto riguarda i prezzi medi richiesti per l’acquisto di un appartamento nei nostri capoluoghi di regione, i numeri dell’Osservatorio di Gruppo Immobiliare.it, relativi a dicembre 2013, non riservano grosse sorprese: pur con prezzi in calo, le città capoluogo di regione più care sono Roma, con 3.894€/mq (-8,2% nell’anno, -3,4% nel secondo semestre), Firenze, che si ferma a 3.683€ al metro quadro (-5,8% nell’anno, -2,9% nei sei mesi) e Milano che, registrando una flessione dei prezzi del 3,8% nell’anno e del 2,5% nel secondo semestre del 2013, arriva a 3.574€/mq.

    Esattamente come nella rilevazione del primo semestre dell’anno, si confermano i capoluoghi meno costosi le città di Catanzaro (1.316€ al mq, in flessione del 9% nel 2013, ma in leggera crescita nel secondo semestre, con un +1.5%) e Perugia (1.635€/mq, con prezzi in calo del 5,7% nel corso dell’anno, del 2,6% solo nel secondo semestre).

    Rimangono invariate anche le annotazioni sulle città capoluogo di regione con i cambiamenti più forti: quella che segna, nell’ultimo anno, la crescita maggiore dei prezzi richiesti per gli appartamenti è L’Aquila (+11,3%); quella che ha subito la contrazione maggiore, invece, è Venezia (-15,1%), trainata dalla forte diminuzione dei prezzi di Mestre.

    Nel 2014?

    «L’aumento dell’offerta, insieme agli incoraggianti dati del Crif che rivelano, a partire da luglio 2013, un trend positivo della domanda di mutuo rispetto allo scorso anno – continua Lodigiani ci portano a individuare tiepidi segnali di ottimismo per il 2014, anno in cui si prevede una ulteriore riduzione dei prezzi tra il 2 e il 4% ed una crescita della domanda, soprattutto per quel che riguarda gli immobili più “appetibili” per il mercato residenziale: bilocali e piccoli trilocali, in zone semicentrali delle città più grandi».

  • COMMERCIALISTI: OLTRE 600 I PROFESSIONISTI ETNEI COLLEGATI AL “TELEFISCO”

    TRUGLIO: «LA NUOVA LEGGE DI STABILITÀ NON CONTRIBUISCE

    AL RILANCIO ECONOMICO»

    CATANIA – «Le novità del fisco italiano per il 2014 non contribuiscono in maniera incisiva al rilancio del nostro sistema economico. Gli interventi introdotti sono un palliativo rispetto alle misure in ambito fiscale ed economico di cui il Paese avrebbe bisogno, come se a un malato grave il legislatore abbia suggerito un’aspirina». È una metafora eloquente quella usata dal presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Odcec) di Catania, Sebastiano Truglio, per descrivere la mancata occasione, da parte del governo italiano, di leggi fiscali meno complesse e più efficienti. L’argomento è stato al centro del 23esimo Telefisco, la videoconferenza nazionale organizzata da “L’esperto risponde” del Sole24Ore, svoltosi quest’oggi (30 gennaio) e considerato l’appuntamento annuale più importante per la formazione professionale e il confronto tra gli operatori del settore e l’Amministrazione finanziaria.

    «La Legge di stabilità, di cui oggi approfondiamo le novità, è costituita da un solo articolo di ben 748 commi scritti in “burocratese” – ha continuato Truglio – segnale di un fisco non ancora semplificato ma farraginoso. Basti pensare alle numerose e continue modifiche sulla tassazione degli immobili. Dopo l’Imu e la Tasi, l’ultima sigla introdotta è la Iuc – Imposta Unica Comunale su casa e rifiuti. Anche i cambiamenti sul fronte dell’Iva, dell’accertamento, della rateazione delle cartelle, della rivalutazione dei beni di impresa, quest’ultima particolarmente importante, sono di carattere superficiale, senza le significative innovazioni che invece occorrono per un fisco più efficace ed equo per la ripartenza dell’economia del Paese. Una volontà che non si manifesta nella riduzione delle detrazioni per le famiglie, prevista dalle legge di stabilità, e in una legge successiva che invece introduce nuove e rilevanti detrazioni per il finanziamento dei partiti politici».

    La nuova imposta di registro, i crediti d’imposta, la correzione delle dichiarazioni, la riscossione e nuovo redditometro, sono alcune delle altre tematiche sviluppate durante la giornata di lavori, a cui sono intervenuti gli esperti del maggiore quotidiano economico d’Italia e i rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate. Il decreto sul rientro dei capitali, pubblicato questa notte in Gazzetta ufficiale, secondo il direttore dell’Agenzia Attilio Befera «non è e non può essere un condono – ha dichiarato durante la videoconferenza nelle 103 sedi sparse sulla penisola – ci sono segnali abbastanza interessanti di voglia di rientrare. La prossima settimana metteremo online i modelli, saranno molto ampi e prevedono la possibilità di aderire per i contribuenti che hanno un solo o più investimenti. Il tema dell’evasione internazionale è in profonda modifica, va combattuta seriamente. Ha effetti anche da un punto di vista politico, perché la soprannazionalità dei capitali limita la capacità fiscale e decisionale dei Paesi». E sul redditometro ha detto: «A breve emaneremo la direttiva. Non partiremo con un numero esagerato di controlli, ma li limiteremo ai casi più eclatanti, facendo una preselezione».

    «Catania è tra le sedi più importanti della penisola per il numero di partecipanti – ha affermato il tesoriere dell’Odcec Catania Giuseppe Grillo, che ha coordinato il convegno etneo, tenutosi al Grand Hotel Villa Itria di Viagrande – oltre 600 gli iscritti che hanno preso parte ai lavori. Questo conferma la rilevanza del nostro Ordine nel panorama nazionale, e l’impegno costante dei professionisti nel campo dell’aggiornamento per fornire una consulenza e un sostegno di qualità sempre maggiore ai clienti e alle aziende del territorio, volàno della nostra economia».

  • Nel 2013 gli italiani hanno speso 1.500 euro per luce e gas

    Il 2013 è stato un anno in cui gli italiani hanno stretto la cinghia, pur di pagare tutte le bollette: luce e gas, insieme, sono costate alla famiglia media quasi 1.500 euro. A fare i calcoli è stato Facile.it (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html): il comparatore ha analizzato il consumo annuo dichiarato dai clienti del portale, scoprendo che nelle diverse regioni d’Italia non solo cambiano le spese, ma anche la voglia di cambiare operatore per cercare un risparmio maggiore.

    Quanto costa il gas

    Nel 2013 è stata la spesa relativa al gas quella ad avere un impatto maggiore sul budget familiare: 990 euro la media nazionale, a cui gli italiani hanno cercato di far fronte cambiando operatore nel 4,5% dei casi. Non tutta l’Italia, ad ogni modo, si trova nelle stesse condizioni, anche perché le differenze climatiche determinano un bisogno differente di riscaldamento dell’abitazione. Le regioni che hanno dovuto pagare di più sono a Nord: in Valle d’Aosta sono stati spesi quasi 1.500 euro, mentre in Piemonte circa 1.250 ed in Emilia Romagna 1.160 euro. Fanalino di coda nella classifica delle spese per il gas le regioni del Sud Italia: in Sicilia e in Campania si spendono mediamente 780 euro all’anno, mentre la regione Sardegna è esclusa dalla classifica perché non è metanizzata.

    Se questi sono i costi come reagiscono gli italiani? A fronte di un tasso di cambio operatore pari al 4,5%, le regioni che mostrano una propensione maggiore a scegliere un operatore diverso sono la Toscana, l’Umbria, l’Abruzzo e il Molise, tutte attorno al 6%. Più restii al cambiamento, di contro, sono il Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta: sottoscrivono contratti con un nuovo fornitore solo il 2% delle famiglie di queste regioni.

    Quanto costa la luce

    Per quanto riguarda le spese da sostenere per usufruire di energia elettrica la media nazionale è pari a circa 500 euro annui. Pur pesando questa voce in misura minore, Facile.it registra una volontà maggiore di risparmio: la percentuale di famiglie che hanno cambiato nel corso dell’anno è del 6%, che sale fino all’8% in regioni come Calabria e Sicilia, in cui il peso delle bollette salate si ripercuote su stipendi mediamente più bassi che altrove. Minore interesse a cambiare, ancora una volta, in Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta (4%). Guardando, poi, alla spesa annua media, giocoforza è la Sardegna a svettare prima in classifica: non essendo metanizzata, sopperisce alla mancata presenza di gas con un uso più elevato di energia elettrica, che implica un costo pari a 630 euro annui. La seguono, a lunga distanza, le Marche (540 euro annui) e il Lazio (530 euro). Spendono meno Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, a spiegazione del loro scarso interesse a testare operatori diversi.

    Ma perché si cambia operatore? Per quanto determinante, non sempre la spesa media della bolletta, in termini assoluti, è l’unico fattore a indurre al cambio del fornitore: incidono la fiducia nelle offerte vantaggiose del mercato, l’insoddisfazione nei confronti dell’attuale operatore, la capacità di convincimento della forza vendita di un’azienda e la pubblicità.

    «La maggiore propensione a cambiare il fornitore di energia elettrica, rispetto al gas – sostiene Paolo Rohr, Responsabile Business Unit Energia di www.facile.it è legata alla diffusione del riscaldamento centralizzato in moltissime abitazioni: questo “tranquillizza” le famiglie, che puntano a risparmiare altrove. Si cambia, ad ogni modo, lì dove c’è più concorrenza tra gli operatori e, in questo senso, alcune regioni hanno maggiori opportunità rispetto ad altre».

  • Flavio Cattaneo: Piazza Affari, Macquarie positiva su Terna

    Piazza Affari, Macquarie positiva su Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo. Gli analisti confermano la raccomandazione “Outperform” e alzano il target price a 4 euro.

    Consumi

    Giornata negativa per i bancari. In Europa spicca il pesante ribasso di Deutsche Bank: il colosso tedesco ha anticipato di aver chiuso il quarto trimestre del 2013 con una perdita ante imposte di 1,15 miliardi di euro, risultato che si confronta con le stime di utile di 628 milioni. La Popolare di Milano registra una flessione del 3,36% a 0,517 euro. Il consiglio di sorveglianza della banca ha proceduto alla nomina del consiglio di gestione della Banca per il triennio 2014/2016, nominando, quale presidente, Mario Anolli, e quali componenti, Giuseppe Castagna, Davide Croff, Paola De Martini e Giorgio Girelli. Inoltre, il consiglio di sorveglianza ha indicato Giuseppe Castagna quale consigliere delegato. Vendite anche sul Monte dei Paschi di Siena. Il titolo della banca toscana registra una flessione dell’1,33% a 0,185 euro.

    Telecom Italia registra un progresso dello 0,64% a 0,8635 euro. Gli analisti di Equita sim hanno alzato da 0,75 euro a 0,98 euro il prezzo obiettivo sulle azioni ordinarie della compagnia telefonica e hanno aumentato da 0,6 euro a 0,79 euro il target price sui titoli di risparmio (+0,45% a 0,6715 euro), in seguito al miglioramento dell’appeal speculativo sull’azienda. Gli esperti hanno anche migliorato il rating e ora consigliano l’acquisto delle due categorie di azioni.

    Mediaset invariata a 3,828 euro. Citigroup ha alzato da 2,2 euro a 2,7 euro il prezzo obiettivo sul gruppo del Biscione. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di vendita delle azioni. …

    Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, guadagna l’1% a 3,63 euro. Gli analisti di Macquarie hanno alzato da 3,6 euro a 4 euro il prezzo obiettivo sulla società. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

    A2A cede lo 0,12% a 0,8305 euro. Milano Finanza ha ricordato che nel 2014 l’azienda lombarda abbandonerà il modello di governance duale, per tornare a quello tradizionale. In questo modo la società dovrebbe accelerare sul piano di riduzione dell’indebitamento, che rappresenta l’obiettivo principale del management. Intanto, gli analisti di Jp Morgan hanno migliorato il giudizio su A2A, portandolo da “Underweight” (sottopesare) a “Neutrale”.

    FONTE: Soldi online

  • SISTRI. Corso pratico con simulazione d’uso del portale.

    Milano, 15, 21 e 28 febbraio 2014 – Corsi pratici tenuti dal più noto esperto

    Il seminario, aggiornato alla più recente edizione del manuale operativo SISTRI e alla recente legge che ha modificato i soggetti obbligati, illustrerà tutte le novità introdotte dalle norme che hanno più volte modificato il sistema telematico per la tracciabilità dei rifiuti e spiegherà come deve essere utilizzato il SISTRI nelle situazioni concrete nelle quali le imprese e gli enti si trovano ad operare.

    L’impiego del sistema per la tracciabilità dei rifiuti diventerà obbligatorio e inderogabile per le imprese e gli enti che producono rifiuti pericolosi (olio minerale, solventi, alcune tipologie di apparecchi elettrici ed elettronici, lampade a ridotto consumo energetico o al neon, ecc.) dal 3 marzo 2014, sostituendo progressivamente l’emissione dei formulari e la tenuta dei registri di carico e scarico.

    I produttori iniziali di rifiuti pericolosi dovranno impiegare il sistema dal 3 marzo 2014, ma fin da ora dovranno modificare le loro procedure di gestione dei rifiuti, acquisendo documenti diversi, da soggetti differenti, entro termini più ravvicinati degli attuali.

    Il corso pratico, a numero chiuso per garantire un’ottimale interazione con il docente, analizzerà come aggiornare le posizioni SISTRI (nuove unità locali, diversi delegati, nuovi referenti, ecc.) e come procedere per adempiere agli obblighi di registrazione dei rifiuti prodotti e avviati al recupero o allo smaltimento e di emissione della Scheda di movimentazione.

    Il modulo formativo affronterà nel dettaglio tutte le procedure SISTRI (rifiuti da manutenzione, rifiuti pericolosi prodotti nei cantieri temporanei, rifiuti delle attività sanitarie, microraccolta, ecc.), individuando anche le criticità riscontrate in fase di sperimentazione e le modifiche da introdurre per rendere il sistema telematico più facilmente utilizzabile dalle imprese e dagli enti sottoposti all’obbligo.

    Il docente è uno dei più qualificati esperti del settore (autore di manuali operativi sul SISTRI e relatore a diverse decine di seminari frequentati da migliaia di imprese) e ha maturato una specifica e approfondita ventennale esperienza di assistenza alle imprese di ogni dimensione operanti in tutti i settori di attività economica.

    Il seminario sarà caratterizzato da un’impostazione operativa finalizzata alla soluzione dei concreti problemi di gestione. Il docente riserverà ampio spazio alle risposte ai quesiti posti dai partecipanti.

    Il modulo formativo è particolarmente consigliato ai consulenti ambientali e alle imprese certificate ISO 14001, registrate EMAS o in procinto di raggiungere questi traguardi.

    A tutti i partecipanti al seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido per ottenere la qualifica di Esperto Ambientale Certificato.

    Scarica il programma del seminario del 15 febbraio 2014

    Scarica la scheda di iscrizione al seminario 15 febbraio 2014

    Scarica il programma del seminario del 21 febbraio 2014

    Scarica la scheda di iscrizione al seminario 21 febbraio 2014

    Scarica il programma del seminario del 28 febbraio 2014

    Scarica la scheda di iscrizione al seminario 28 febbraio 2014

    Per ulteriori informazioni: [email protected] – tel. 02/36503546.

    www.eco-nomos.com

    www.corsiambiente.it

  • Rc auto in aumento per oltre 45.000 automobilisti sardi

    Se il decreto “Destinazione Italia” ha messo in cantiere una serie di iniziative volte a ridurre i premi assicurativi, per molti automobilisti della Sardegna l’anno nuovo si apre all’insegna dei rincari: secondo le rilevazioni del portale Facile.it (www.facile.it) circa 47.000 cittadini sardi, vale a dire il 4,7% degli assicurati della regione, essendo stati ritenuti responsabili di un sinistro avvenuto nel corso dell’ultimo anno, dovranno pagare un premio assicurativo più elevato.

    Tra le regioni italiane la Sardegna si è classificata al quarto posto nella graduatoria per numero di automobilisti che vedranno peggiorare la propria classe di merito: la media dell’isola è risultata al di sopra di quella nazionale che si è fermata al 3,67%. Andando a scorrere i dati nel dettaglio, la provincia in cui gli assicurati hanno denunciato con maggiore frequenza incidenti con colpa è stata quella di Cagliari (5,75%), seguita da Nuoro (5,46%). Decisamente più virtuosi gli assicurati residenti nella provincia di Oristano, dove la media si ferma al 2,62% e di Olbia Tempio che segue con il 2,69%.

    Una curiosità che riguarda l’aspetto sociale di questa indagine è rappresentata dalla professione di chi ha denunciato: nel 2013 in Sardegna a dichiarare un numero maggiore di incidenti con colpa sono stati dirigenti e funzionari (6,56%) e la categoria dei pensionati (6,43%); i più diligenti sono risultati essere gli imprenditori e gli appartenenti alle forze armate: tra loro rispettivamente il 2,96% e il 2,99% vedrà peggiorare la propria classe di merito.

    Ecco di seguito le otto province sarde con le rispettive percentuali di automobilisti che, in seguito a incidenti con attribuzione di colpa a proprio carico, subiranno un aumento della polizza:


    Cagliari

    5,75%

    Nuoro

    5,46%

    Sassari

    4,21%

    Ogliastra

    3,65%

    Medio Campidano

    3,51%

    Carbonia-Iglesias

    3,11%

    Olbia Tempio

    2,69%

    Oristano

    2,62%

  • Disservizio Elettrico Veneto: Terna, oltre 70 tecnici al lavoro

    Terna Rete Italia e Enel: tecnici al lavoro da questa notte per risolvere il disservizio sulla rete elettrica del Veneto.

    Roma 31 gennaio 2014 – Da questa notte abbondanti nevicate accompagnate da forte vento di scirocco stanno interessando le aree settentrionali del Veneto. Le copiose precipitazioni nevose hanno determinato caduta di alberi e formazione di manicotti sui conduttori, con ingenti e diffusi danni alle linee elettriche. Alcuni di questi hanno determinato disservizi sulla rete elettrica di trasmissione e di distribuzione.

    Oltre 70 tecnici di Enel e 50 di Terna Rete Italia hanno operato per tutta la notte e altri 100 tecnici Enel sono in arrivo in mattinata. Per le situazioni più critiche si stanno attivando gruppi elettrogeni.
    Enel Distribuzione ha operato in anticipo allertando tutte le Unità Operative del Triveneto e facendo confluire gruppi elettrogeni e proprio personale sin da ieri. In questo modo e grazie a controalimentazioni di emergenza sulla rete di media tensione, sono state rialimentate in meno di un’ora quasi completamente le cabine Primarie di Forno di Zoldo e Zuel.

    Nonostante questo risultano al momento disalimentate la valle del Boite, alcune località nel Feltrino e nell’Agordino per un totale di circa 30.000 clienti.
    Purtroppo l’attività di ripristino è fortemente rallentata dalla difficile praticabilità delle vie di Comunicazione e dal rischio valanghe.

    Enel Distribuzione e Terna Rete Italia sono presenti presso le unità di crisi della Prefettura di Belluno e Enel Distribuzione anche presso l’unità di crisi della Protezione civile del Veneto a Mestre.

    Le attività Enel e Terna Rete Italia per la riparazione degli elettrodotti proseguiranno ininterrottamente al fine di ripristinare quanto prima l’erogazione del servizio elettrico.

    FONTE: Terna

  • Quotazione oro scende da due mesi alto

    I futures oro indiano è sceso più del 0,5 per cento il Giovedi , ritirata dai massimi di due mesi colpito all’inizio della settimana , appesantiti da mercati globali deboli , anche se una rupia debole limitato il rovescio della medaglia .

    Alle 1215 GMT , il contratto d’oro più attivo per la consegna febbraio sul Multi Commodity Exchange ( MCX ) è stato 0,75 per cento inferiore a 28.838 rupie per 10 grammi , passando da un massimo di 29.849 rupie colpito all’inizio della settimana , un livello visto l’ultima volta il 20 novembre 2013 .

    Contratto di argento con consegna a marzo è stato 1,38 per cento inferiore a 44.596 rupie al kg sul MCX .

    La rupia , che scambiato più debole il Giovedi , gioca un ruolo importante nella determinazione del costo terriera del metallo giallo dollaro citato .

    Tuttavia, i premi rimasti stabili a 80 dollari l’oncia sui prezzi di Londra , in mezzo a domanda costante.

    “Non c’è forte domanda per ora … L’oro è ancora disponibile ad un premio a causa di restrizioni alle importazioni “, ha detto Haresh Acharya , testa di lingotti scrivania , Parker Bullion .

    Importazioni di quotazione oro www.thequotazioneoro.com indiane si siano ridotte del 70 per cento nell’ultimo trimestre del 2013 da 255 tonnellate nel periodo di anno fa e dovrebbero essere la metà dei normali livelli a 500-550 tonnellate nel 2014 se le nuove regole di importazione sono mantenuti , un ente commerciale top funzionario ha detto .

  • Flavio Cattaneo: Borsa, nel 2013 i “cani di razza” battono l’indice 25 a 16

    Corriere Economia, in Borsa il 2013 è stato un anno ricco di soddisfazioni per i “cani di razza”. I titoli, selezionati in base al criterio dell’alto rendimento, hanno chiuso l’anno con una performance superiore rispetto a quella dell’indice Ftse Mib: +25,7% rispetto al -16,6% delle blue chip. Il rendimento medio delle cedole distribuite nell’anno appena concluso è stato del 4,7% ma la classifica vede 5 titoli con cedole superiori al 5% tra cui spicca Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo.

    Approccio sostenibile di Terna

    II 2013 è stato un anno da «cani» di razza. Per la Borsa di Milano la stagione appena conclusa è stata davvero ricca di soddisfazioni con un rialzo del 16,6%, seconda migliore piazze finanziaria d’Europa alle spalle di Madrid. Ma ancora meglio è andata ai fedeli seguaci della teoria dei dog (cani, appunto), i titoli selezionati in base al criterio dell’alto rendimento, che hanno chiuso il 2013 con una performance ben superiore rispetto a quella dell’indice Ftse Mib: +25,7% rispetto al -16,6% delle blue chip. Un passo avanti rispetto all’anno precedente quando i segugi dell’indice erano stati battuti dal listino principale di quasi 5 punti.

    Formazione. Per il nuovo anno la muta presenta alcuni cambiamenti con l’uscita di scena di GTech. Mediaset e Parmalat che vengono sostituite da A2A, Saipem e Unipol Sai. La selezione dei dog avviene tra i titoli che presentano il valore più elevato nel rapporto tra l’ultimo dividendo distribuito e il prezzo di chiusura dell’anno borsistico. A Wall Street si utilizzano le società appartenenti all’indice Dow Jones (dog of the Dow), in Italia si pesca nell’Ftse Mib. Le azioni acquistate devono avere 1 tutte lo stesso peso in portafoglio, se si decidono di investire 100 mila euro ogni titolo avrà un controvalore di 10 mila, e vanno conservate senza interruzioni per 12 mesi. Statisticamente questa strategia tende a dare soddisfazioni agli investitori, soprattutto negli anni in cui le quotazioni dei listini non hanno brillano in modo particolare essendo un portafoglio composto principalmente da titoli di valore, con a crescita lenta ma costante. Limitando lo sguardo agli ultimi 10 anni i cani di Piazza Affari chiudono però con un risultato di sostanziale pareggio. Dal 2004 a oggi in 5 casi i campioni dell’alto rendimento hanno fatto meglio dell’indice mentre cumulando l’extra rendimento di ciascuna stagione il dato è leggermente negativo: – 1,3%. Tornando ai risultati del portafoglio made in Italy nel 2013, si nota come in un solo caso si sia registrata una performance negativa: Eni in calo del 4,6%. La società ha sofferto di riflesso le cattive notizie della controllata Saipem, colpita da scandali e risultati deludenti, e il debole andamento del prezzo del petrolio. A trascinare la muta è stata invece Mediaset balzata del 121,5% sia per ragioni di carattere speculativo che per i primi segnali di ripresa del mercato pubblicitario.

    Record. Ma ci sono stati altri titoli in grado di superare la barriera del -20%: Parmalat, Terna e Gtech. Per la società di Collecchio si tratta di un addio visto che dallo scorso 23 dicembre non fa più parte dell’indice delle blue chip. Esce di scena anche Mediaset, che proprio a causa della forte performance ha visto crollare il rendimento della cedola. Ma la sfida continua ed e già pronta la lista di cani della muta 2014. Il rendimento medio delle cedole distribuite nell’anno appena concluso è stato del 4,7% ma la classifica vede 5 titoli con cedole superiori al 5%: Eni, Snam, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, e STMicroelectronics. La società di semiconduttori partecipata dal ministero del Tesoro è anche una delle new entry insieme a Saipem e Unipol Sai. La neonata compagnia viene quindi subito messa alla prova dalla teoria dei cani. Le credenziali ci sono tutte considerato che nel corso dell’ultimo anno il titolo è salito del 101%. La strategia dei dog nasce negli Stati Uniti oltre 30 anni fa ed è molto seguita dagli investitori, anche professionali. Negli Usa le statistiche partono dal 1973, testimoniando, su base trentennale, un ritorno medio annuo del 17,7% mentre nello stesso periodo il Dow Jones è salito dell’11,9%. Anche i cani di razza statunitense nel 2013 hanno fallo meglio dell’indice Dow Jones. La squadra a stelle e strisce si e comportata bene guadagnando il 30,3% rispetto al 26,5% del Dow Jones Industrial.

    FONTE: Terna