Categoria: Economia e Finanza

  • Le carte di credito prepagate

    Le carte di credito prepagate sono principalmente uno strumento di prelievo e di pagamento emesso da svariati istituti di credito. Ogni istituto nell’emissione di una carta prepagata si affida ad uno o più circuiti internazionali, tra cui possiamo menzionare soprattutto Visa e Master Card. La richiesta e la successiva attivazione di una carta di credito prepagata è un’operazione semplice e non dispendiosa. La richiesta avviene presso uno dei numerosi istituti di credito che offrono il servizio, mentre l’attivazione avviene solitamente in automatico dietro il primo versamento di denaro sulla carta stessa. Le carte prepagate costituiscono oggi una valida alternativa all’apertura di un conto bancario vero e proprio. Oggi molte banche offrono anche la possibilità di usufruire di carte prepagate fornite di codice IBAN (servizio questo solitamente rivolto ai giovani sotto una determinata soglia di età, ad esempio 25 o 26 anni), una valida e ancor più conveniente alternativa al conto bancario su cui gravano spese annuali considerevoli. Le carte pregate rilasciate dalle banche o da altri istituti sono dotate in genere di tutte le caratteristiche tese alla sicurezza. Sono nominative e possono essere utilizzate solo dal titolare (o da chi autorizzato dal titolare stesso), e sono altresì protette da combinazioni di lettere, numeri o simboli che l’istituto, vale a dire il prestatore del servizio, indica al titolare della carta, l’utilizzatore del servizio sopra menzionato. Ogni identificativo fornito dalle banche è unico, e ciò garantisce una piena affidabilità e sicurezza del servizio. Con una carta prepagata è possibile oltre al prelievo e al versamento di contanti, anche il trasferimento di denaro.

  • Terna, sotto l’amministrazione di Flavio Cattaneo, annuncia la nuova linea elettrica Udine Redipuglia

    Flavio Cattaneo, l’AD di Terna commenta presenta l’Elettrodotto380 kV UDINE OVEST – REDIPUGLIA: 40 KM di nuove linee per migliorare la rete elettrica del Friuli Venezia Giulia perché la regione, pur essendo una delle aree più importanti del Paese, è a rischio.

    Flavio Cattaneo, l’AD di Terna presenta l’Elettrodotto380 kV UDINE OVEST – REDIPUGLIA: 40 KM di nuove linee per migliorare la rete elettrica del Friuli Venezia Giulia perché la regione, pur essendo una delle aree più importanti del Paese, è a rischio. Con l’attuale rete, inadeguata, il Friuli–Venezia Giulia è soggetto a forte rischio di sovraccarichi e conseguente disalimentazione elettrica.

    La nuova linea progettata da Terna , di cui l’AD è Flavio Cattaneo, è indispensabile per risolvere queste criticità. Con soli 40 km di nuovo elettrodotto a fronte di 110 km di vecchie linee demolite, viene potenziato il sistema elettrico migliorando qualità e affidabilità della rete.

    Oggi tutto il Friuli–Venezia Giulia ha solo 2 linee portanti a 380 kV. Da 30 anni non si costruisce una linea per potenziare il sistema elettrico, mentre nello stesso periodo i consumi elettrici sono raddoppiati.

    Con l’attuale rete, inadeguata, il Friuli–Venezia Giulia è soggetto a forte rischio di sovraccarichi e conseguente disalimentazione elettrica.

    La nuova linea progettata da Terna, di cui l’AD è Flavio Cattaneo, è indispensabile per risolvere queste criticità. Con soli 40 km di nuovo elettrodotto a fronte di 110 km di vecchie linee demolite, viene potenziato il sistema elettrico migliorando qualità e affidabilità della rete.

    Non solo. Il nuovo elettrodotto farebbe risparmiare imprese e cittadini: 60 milioni di euro l’anno in bolletta .

    Fa vincerel’ambiente: riduce di oltre 12mila tonnellate la produzione di CO2 e permette di demolire circa 400 tralicci obsoleti che oggi passano nelle vicinanze di 30 Comuni.

    Fa funzionare a pieno regime le centrali elettriche di Monfalcone e Torviscosa: eliminando le congestioni e i “colli di bottiglia” che si creano nella rete di trasmissione e che impediscono alle centrali di immettere energia in rete.

    Nonostante le evidenti ricadute positive del nuovo collegamento elettrico, sono forti nell’area le manifestazioni di opposizione alla linea aerea. I comitati contrari giustificano la loro opposizione con motivazioni legate alla tutela della salute pubblica, dell’ambiente e del paesaggio che non trovano riscontro nella realtà del progetto di Terna. Chiedono inoltre l’interramento dell’intero tracciato, soluzione non praticabile per garantire la sicurezza del sistema elettrico friulano.

    (Fonte: Terna WebMagazine)

    Social Media Communication
    Phinet
    Roma Italia
    Alessandra Camera
    [email protected]

  • Prospettive per l’economia del legno

    Come tutti gli altri settori dell’economia industriale anche quello del legno e delle costruzioni bioedilizia però ha subito una forte inflessione nel 2009 che ha addirittura dimezzato la produttività rispetto al 2008. I segni di ripresa però sono arrivati nel 2010 e proprio dai luoghi dove la produzione e lavorazione del legno è maggiore sono arrivate nel 2010 le ordinazioni più importanti destinate senza ombra di dubbio a diffondersi a macchia d’olio. Sono stati infatti Brasile e Asia a trainare il settore del legname sia per ciò che concerne le ordinazioni sia per ciò che concerne la richiesta di lavorazione e utensili altamente tecnologici di vario tipo che possano produrre particolari prodotti, dal legno lamellare al legno per abitazioni o altro tipo di costruzioni. Proprio queste zone del mondo hanno decretato la ripresa del settore della meccanica strumentale per la lavorazione del legno grezzo e la sua successiva trasformazione in prodotti utilizzabili nell’edilizia e nella costruzione. Il settore della lavorazione del legno conta da sempre molti addetti ai lavori viste le varie fasi di cui si compone, dal taglio alla raffinazione fino all’ottenimento dei prodotti finiti e case in legno. Al 2010 ben 300 in Italia sono le aziende che si occupano di tale settore per un totale di 10 mila addetti coprendo una fascia di mercato del 17%, nella quale però la Germania prevale da sempre e tutt’ora con una quota del 29%. Tra i mesi di aprile e giugno 2010 proprio gli ordini di macchinari atti a questo scopo provenienti da questi paesi ha registrato un aumento di ben il 63,6% e le commesse della sola Italia sono cresciute dell’83%, fattore che evidenzia come la lavorazione del legno e il made in Italy nei progetti case sia sempre fonte di fiducia e elemento da quale ripartire per riemergere positivamente dalla crisi che ci ha colpiti nell’ultimo anno. Ovviamente l’unico modo per far fronte alla crisi economica resta comunque l’essere prudenti perché l’andamento di mercato può indirizzare il business ma non certo riportarlo ai livelli pre crisi. Un segnale per essere ottimisti è però arrivato dal salone Xylexpo di Milano, maggior fiera del settore della lavorazione legno dopo la Ligna di Hannover, dove si sono registrati molti ritorni di agenti e importatori che hanno effettuato degli ordini, trend che si spera verrà confermato dalle fiere di settore che si terranno nel vicino autunno. E’ certo però, come hanno sottolineato le associazioni di settore italiane, una su tutte Acimall, che la produzione sta molto cambiando lasciando spazio ad una lavorazione del legno molto customizzata e orientata alle esigenze del cliente a differenza di quella pre crisi che era molto orientata anche alla produzione industriale e a grandi accumuli di magazzino materiale in genere. E’ necessaria comunque un’innovazione nel settore della lavorazione del legno in Italia che, a differenza degli altri paesi leader del settore come la Germania, vede solo 20 operai in media per piccola-media azienda contro il doppio delle aziende tedesche. Un’innovazione che sicuramente servirà ad ampliare i mercati, la produttività e la competitività nel campo internazionale. a cura di Martina Celegato Prima Posizione srl Protezione brand

  • Sistri: capire e usare il nuovo sistema per la tracciabilità dei rifiuti

    Un seminario di EcoNomos, in programma il 1° ottobre 2010 a Milano e il 17 settembre a Bologna, consente di comprendere come utilizzare il nuovo software per documentare la gestione dei rifiuti che diventerà obbligatorio utilizzare dal 1° ottobre 2010 e, soprattutto, quali saranno gli impatti organizzativi sulle imprese obbligatoriamente coinvolte.

    Il docente, uno dei maggiori esperti italiani di adempimenti ambientali, ha al suo attivo decine di seminari sul sistri ai quali hanno partecipato più di seimila imprese.

    Il 13 gennaio 2010 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale con cui è stato introdotto il sistema telematico per garantire la tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), un’innovazione che dal 1° ottobre 2010 modificherà radicalmente gli adempimenti previsti dalle norme vigenti.

    EcoNomos è stata la prima organizzazione ad offrire moduli formativi sul tema, maturando una specifica esperienza che consente ai partecipanti di acquisire tutte le nozioni utili a superare i problemi di passaggio al nuovo sistema SISTRI.

    Il SISTRI introduce la più rilevante modifica delle modalità di documentare la gestione dei rifiuti dell’ultimo decennio. Una novità che incide sulla quotidiana attività di oltre 500.000 imprese ed enti.

    Il nuovo sistema, infatti, sostituisce l’emissione dei formulari e la tenuta dei registri di carico e scarico, e prevede l’abolizione del MUD a partire dal 2011.

    Il seminario, consente di comprendere:
    – quali enti e imprese devono obbligatoriamente utilizzare il SISTRI,

    – quali sono le responsabilità dei delegati SISTRI;

    come si preannuncia l’esigenza di avviare al recupero o allo smaltimento un rifiuto;

    – quali sono e a che cosa servono i dispositivi elettronici che devono essere acquisiti;
    – come acquisire i dispositivi elettronici e come richiedere la modifica dei dati registrati;
    – come funziona il software;
    – quali dati devono essere inseriti e con quali modalità;
    – come devono essere conservati i dati immessi nel sistema;
    – quali sono gli obblighi per gli operatori del settore;
    – che cosa cambierà per le imprese e gli enti che producono rifiuti;
    – come operare in caso di malfunzionamenti dei dispositivi o del sistema;
    – quali sono le novità introdotte dal recente DM 9 luglio 2010;
    – come verranno ritirati i rifiuti dai soggetti che non sono tenuti ad aderire al SISTRI;
    – quali semplificazioni sono state introdotte per i Comuni;
    – QUALI SONO LE PESANTI SANZIONI CHE STANNO PER ESSERE INTRODOTTE.

    L’analisi della legislazione di riferimento sarà assicurata da uno dei massimi esperti del settore e sarà caratterizzata da un’impostazione operativa – consolidata grazie ad una ventennale esperienza di assistenza alle imprese – volta alla soluzione dei concreti problemi di gestione.

    Il modulo formativo è particolarmente consigliato alle imprese certificate ISO 14001, registrate EMAS o in procinto di raggiungere questi traguardi.

    A tutti i partecipanti al seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido per ottenere la qualifica di Esperto Ambientale Certificato.

    Programma Milano

    Programma Bologna

    Scheda di iscrizione Milano

    Scheda di iscrizione Bologna

    Per informazioni: www.eco-nomos.com

  • Rischio obbligazioni, la liquidità

    http://www.investireinformati.com/obbligazioni/rischio-obbligazioni-la-liquidit/

    Le obbligazioni presentano dei rischi. Un rischio che gli investitori corrono, spesso difficile da comprendere e conoscere in maniera adeguata, è quello della liquidità, cioè il rischio che gli operatori di mercato, per problemi che possono non avere niente a che fare con l’emittente delle obbligazioni, smettano di fare prezzi e riacquistare le obbligazioni stesse.
    Possiamo definire la liquidità come la possibilità di acquistare o vendere un titolo senza significative ripercussioni negative sul prezzo. Cerchiamo di chiarire meglio il concetto.
    In un mercato basato sulle quotazioni esistono due prezzi: un prezzo “denaro” (bid), che rappresenta quello a cui l’intermediario è disposto ad acquistare (cioè il prezzo al quali l’investitore vende) e un prezzo “lettera” (ask), che rappresenta quello a cui l’intermediario è disposto
    a vendere (cioè il prezzo al quale l’investitore acquista). Ovviamente, poichè l’intermediario compra ad un prezzo sempre più basso rispetto al prezzo al quale è disposto a vendere, il prezzo bid sarà sempre inferiore al prezzo ask.

    La forbice espressa dalla differenza fra i prezzi in acquisto e in vendita (spread bid-ask) rappresenta il migliore indicatore della liquidità per un’obbligazione. Indicativamente, quanto minore è lo spread, tanto più il titolo è scambiato e, di conseguenza, tanto più è liquido. La presenza, infatti, di tanti intermediari che scambiano il titolo sul mercato, genera una sorta di concorrenza, la quale fà sì che il prezzo applicato sia il più vicino possibile al cosiddetto prezzo fair, cioè al prezzo di equilibrio che il titolo dovrebbe quotare, considerati i tassi di mercato, la struttura finanziaria ed il suo grado di rischio.
    Una delle esigenze più sentite da parte di molti investitori è quella di avere in portafoglio titoli facilmente reperibili sul mercato e, al tempo stesso, ancora più facili da smobilizzare. Non basta che le obbligazioni offrano rendimenti allettanti e buone garanzie di rimborso, occorre, se si decide di modificare l’investimento effettuato, che sul mercato si possano comprare e vendere i titoli senza problemi. E’ importante che i titoli, indipendentemente dalla durata, possa essere venduto immediatamente e ad un prezzo decente.
    A questo proposito, è bene ricordare che la liquidità dei titoli del comparto pubblico è molto più elevata rispetto a quella dei titoli societari (corporate bond). Questo comporta una grande facilità di acquisto e vendita per i titoli pubblici come i titoli di Stato, mentre si possono incontrare difficoltà per l’acquisto o la vendita di titoli societari. Di norma la causa va ricercata nel quantitativo di obbligazioni collocati in emissione, molto più bassa per i corporate bond visto che, all’aumentare della dimensione dell’emissione, aumenta la liquidità di un titolo.
    La liquidità, in definitiva, rappresenta un ulteriore fattore importante da tenere in considerazione nel momento in cui si effettua una scelta di investimento.

  • Aumenta il budget degli stranieri per le case in Italia

    Gli stranieri vogliono investire sulle case nel nostro Paese e per farlo, aumentano la loro disponibilità economica. Questo è il dato rilevato dalle analisi effettuate da Gate-Away.com, il portale di annunci immobiliari verso l’estero che, esaminando i dati sul secondo trimestre 2010, rileva alcuni punti interessanti per il mercato italiano.

    E’ stato riscontrato un incremento del 11,7% del valore medio degli immobili per i quali sono state inviate le richieste, rispetto allo stesso periodo del 2009.

    Risultati ancora migliori (+23%) se comparati invece al primo trimestre di quest’anno: un dato molto positivo che incoraggia il settore in questo momento di difficile congiuntura e che vede nell’estero nuove opportunità di sviluppo.

    L’aumento più sostanzioso è rilevato dal settore dell’immobiliare di pregio, che prosegue la sua attrattiva verso gli acquirenti stranieri. Un +52% di richieste per questa tipologia, sottolinea che aumenta il numero di compratori che possono investire cifre che vanno da € 500mila a un milione. Leggero aumento anche delle richieste effettuate da chi può spendere più di un milione di euro per immobili di lusso e in aree prestigiose. Tra gli acquirenti più “facoltosi” troviamo i russi, i tedeschi e gli olandesi, che si confermano ancora una volta amanti del Belpaese.

    Se da una parte aumenta il “lusso”, dall’altra crescono le richieste anche per immobili con valore fino a € 100.000 (+11%), considerati di fascia bassa e localizzati in tutta Italia.

    Interessante da notare, invece, è il calo delle richieste per case di livello medio, cioè quelle comprese tra 100 e 250mila euro, che registrano un -17%, mentre più contenuta è la flessione di contatti per immobili con valore tra 250 e 500mila euro (-1,22%).

    Si evidenzia, dunque, che l’allargamento della forbice tra la classi sociali a discapito di quella media, non è un problema confinato soltanto in Italia, ma sembra esserlo anche per moltissimi altri Paesi, rendendo anche questa materia, un tema globale che necessita interventi.

    http://www.gate-away.com

  • Da UGF Assicurazioni sconti per i clienti Enelpremia

    Se sei Cliente Enelpremia, hai un vantaggio esclusivo per proteggere il bene più prezioso: la tua casa.
    Perché è giusto che il sogno di una vita sia difeso da ogni imprevisto con una soluzione completa e su misura che tenga conto delle tue reali esigenze.

    Recati presso una delle agenzie UGF Assicurazioni ed esibisci la tua carta Enelpremia: otterrai uno sconto del 20% sulla polizza multirischi dell’abitazione ProTetto (chiave Oro e chiave Platino).

    Clicca qui per scaricare l’estratto del Catalogo Enelpremia.

    Approfitta subito di questa offerta. Ti aspettiamo nelle nostre agenzie:

    * Scopri l’agenzia Aurora più vicina a te
    * Scopri l’agenzia Unipol più vicina a te

    Fonte: UGF Assicurazioni News

  • SISTRI: dal primo ottobre 2010 obbligatorio per oltre mezzo milione di imprese

    Un seminario di EcoNomos, in programma il 1° ottobre 2010 a Milano, consente di comprendere come utilizzare il nuovo software per documentare la gestione dei rifiuti e, soprattutto, quali saranno gli impatti organizzativi sulle imprese obbligatoriamente coinvolte. Il docente, uno dei maggiori esperti italiani di adempimenti ambientali, ha al suo attivo decine di seminari sul SISTRI ai quali hanno partecipato più di seimila imprese.

    Il 13 gennaio 2010 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale con cui è stato introdotto il sistema telematico per garantire la tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), un’innovazione che dal 1° ottobre 2010 modificheà radicalmente gli adempimenti previsti dalle norme vigenti.

    EcoNomos è stata la prima organizzazione ad offrire moduli formativi sul tema, maturando una specifica esperienza che consente ai partecipanti di acquisire tutte le nozioni utili a superare i problemi di passaggio al nuovo sistema SISTRI.

    Il SISTRI introduce la più rilevante modifica delle modalità di documentare la gestione dei rifiuti dell’ultimo decennio. Una novità che incide sulla quotidiana attività di oltre 500.000 imprese ed enti.

    Il nuovo sistema, infatti, sostituisce l’emissione dei formulari e la tenuta dei registri di carico e scarico, e prevede l’abolizione del MUD a partire dal 2011.

    Il seminario, consente di comprendere:
    – quali enti e imprese devono obbligatoriamente utilizzare il SISTRI;
    – quali sono le responsabilità dei delegati SISTRI;
    – come si preannuncia l’esigenza di avviare al recupero o allo smaltimento un rifiuto;
    – quali sono e a che cosa servono i dispositivi elettronici che devono essere acquisiti;
    – come acquisire i dispositivi elettronici e come richiedere la modifica dei dati registrati;
    – come funziona il software;
    – quali dati devono essere inseriti e con quali modalità;
    – come devono essere conservati i dati immessi nel sistema;
    – quali sono gli obblighi per gli operatori del settore;
    – che cosa cambierà per le imprese e gli enti che producono rifiuti;
    – come operare in caso di malfunzionamenti dei dispositivi o del sistema;
    – quali sono le novità introdotte dal recente DM 9 luglio 2010;
    – come verranno ritirati i rifiuti dai soggetti che non sono tenuti ad aderire al SISTRI;
    – quali semplificazioni sono state introdotte per i Comuni;
    – QUALI SONO LE PESANTI SANZIONI CHE STANNO PER ESSERE INTRODOTTE.

    L’analisi della legislazione di riferimento sarà assicurata da uno dei massimi esperti del settore e sarà caratterizzata da un’impostazione operativa – consolidata grazie ad una ventennale esperienza di assistenza alle imprese – volta alla soluzione dei concreti problemi di gestione.

    Il modulo formativo è particolarmente consigliato alle imprese certificate ISO 14001, registrate EMAS o in procinto di raggiungere questi traguardi.

    A tutti i partecipanti al seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido per ottenere la qualifica di Esperto Ambientale Certificato.

    Programma

    Scheda di iscrizione

    Per informazioni: www.formazioneambiente.org

  • Comprare casa o prenderla in affitto? Conviene comprare per investire?

    http://www.investireinformati.com/immobili/casa-conviene-comprare-prenderla-affitto-comprare-casa-investire/

    Una recente indagine di mercato si è occupata della convenienza di comprare casa (ricorrendo ad un mutuo) piuttosto che prenderla in affitto. Sono stati presi in considerazione dodici appartamenti situati in dieci città e sono stati utilizzati, per effettuare il confronto, prezzi e affitti di mercato. Nella ricerca si ipotizza che il potenziale acquirente e l’affittuario abbiano lo stesso tenore di vita, che paghino entrambi le spese condominiali ordinarie (di gestione), che i contanti che uno anticipa per l’acquisto, l’altro (l’inquilino) li investa in titoli di Stato. Il proprietario paga le rate del mutuo e l’altro il canone di affitto di mercato. L’inquilino, inoltre, investe la cifra che il proprietario paga per spese straordinarie e l’assicurazione.
    Dall’indagine risulta che quasi sempre il calcolo è a favore di chi compra l’appartamento
    in cui vive. Infatti dopo dieci anni, si ritrova con un capitale più alto rispetto a chi ha scelto di stare in affitto. E la situazione non cambia anche allungando a quindici anni la durata del periodo preso in considerazione. Insomma conviene comprare. Insomma conviene comprare.

    Si otterrebbe un risultato completamente opposto, ipotizzando uno scenario diverso per quanto riguarda il costo del denaro. Immaginando un ritorno del rendimento dei titoli di Stato al 3% e i tassi dei mutui al 4,5%, la convenienza passa dalla parte dell’affitto. Se ne deduce che, quando le rate del mutuo sono più alte e la redditività dell’investimento alternativo al mattone è più elevata, diventa meno conveniente investire nella casa.
    Se ragioniamo nell’ottica dell’investimento, quando si vuole comprare casa è bene procedere ad una valutazione attenta del mercato. In linea generale è sempre meglio comprare appartamenti di piccolo taglio, in stabili in buone condizioni. E puntare su zone ben collegate e ben servite, possibilmente vicino a università, sedi di grandi aziende, centri direzionali. Si possono così incrociare le esigenze di studenti universitari, professionisti, manager, dipendenti in trasferta. Va però detto che in questi casi per affittare in canone libero, o si fà un contratto per la durata standard di quattro anni automaticamente rinnovabili o bisogna ricorrere a escamotage che presentano forti rischi di legittimità. Prendendo per esempio degli immobili la cui redditività varia dal 3% al 5% lordo, è bene privilegiare l’acquisto per uso diretto immediato o in attesa che serva ad un figlio. In questo secondo caso, si può dare in affitto la casa per qualche anno ricavandone un reddito analogo a quello dei titoli di Stato.
    Un’operazione classica, e ancora consigliabile, è l’acquisto di un appartamento già affittato e da destinare, in futuro non molto prossimo, al figlio o ai figli. In questo modo si ha la possibilità di comprare ad un prezzo inferiore del 20-30% rispetto ai valori standard di mercato e di godere di un reddito mensile finchè il figlio non andrà ad abitarci.
    Bisogna comunque considerare che esiste il rischio di trovare un inquilino moroso, e liberare un appartamento da chi non paga rimane purtroppo una procedura lunga, costosa e stressante.
    Si può terminare dicendo che la convenienza di comprare casa o meno dipende da diversi fattori, come per esempio le esigenze personali e familiari del compratore, la sua età, il denaro disponibile. In linea di massima comprare casa per uso personale è sempre conveniente. Se invece si vuole investire o speculare il discorso si fa più complesso.

  • Prestiti a protestati – Come ottenerli

    Ottenere un prestito non è semplice per un protestato, le banche e gli istituti finanziari tendono a rifiutare credito a chi in passato ha avuto problemi con il pagamento delle rate.

    Questo avviene indipendentemente dai motivi per cui è avvenuto il protesto, da un punto di vista statistico, chi ha havuto problemi con i pagamenti in passato è un soggetto a rischio.

    Bisogna rinunciare alla possibilità di avere un prestito se si è stati protestati? No, ottenere un prestito è ancora possibile ma bisogna prendere alcune precauzioni.

    Il sito Prestiti a Protestati propone guide e indicazioni di aiuto per chi si trova in questa situazioni, tra i modi tramite cui un protestato può ottenere un prestito ricordiamo l’utilizzo di un garante. Un garante è una persona su cui l’istituto finanziario può rifarsi nel caso in cui chi chiede un prestito non paghi le rate,deve quindi essere qualcuno dalla grande solidità finanziaria.

    Se siete protestati e avete bisogno di un prestito, vi consigliamo di visitare il sito prestitiaprotestati.net.