Categoria: Economia e Finanza

  • Costruzione di impianti di riscaldamento Udine con Geotherm

    Sempre nel rispetto delle normative di settore, prevedono controlli molto rigidi e l’obbligo, da parte del tecnico autorizzato, di rilasciare le dovute certificazioni.

    Geotherm, grazie alla lunga esperienza acquisita negli anni, si occupa della costruzione di impianti di riscaldamento, agendo con esperienza e professionalità e intervenendo principalmente nella provincia di Udine.

    Sia per la costruzione di impianti centralizzati che per quelli autonomi, Geotherm pone la massima attenzione allo studio dei consumi e l’utilizzo che viene fatto dell’intero impianto di riscaldamento, stabilendo se la caldaia produce solo acqua calda o viene utilizzata anche per il riscaldamento della casa.

    Inoltre va a controllare se l’impianto progettato è idoneo alla dimensione della propria abitazione, così come il luogo per l’installazione.

    La sensibilizzazione alla razionalizzazione dei costi e dei consumi è una delle priorità di Geotherm, che ha acquisito negli anni un indiscusso successo nella costruzione di impianti di riscaldamento in tutta la provincia di Udine, nel rispetto dell’ambiente.

  • I Finanziamenti senza busta paga

    Il sistema delle prestazioni creditizie italiano si basa su una struttura gerarchizzata delle garanzie che il richiedente di un finanziamento è in grado di offrire: si tratta, in altri termini, di privilegiare alcune forme di garanzie rispetto ad altre, reputando quelle preferite indice di maggiore affidabilità e sicurezza del rimborso da parte del cliente.

    In quest’ottica, è storicamente consolidata la prassi che vuole che siano le buste paga le forme di garanzie più richieste e al contempo più accettate dagli istituti di credito, quando essi si trovano nelle condizioni di decidere se concedere o meno il prestito ad un richiedente. Tuttavia, una buona parte della popolazione non possiede busta paga alcuna, ma tuttavia ha impellenti necessità che le rendono quasi inevitabile il ricorrere ad una qualche forma di finanziamento, o per fronteggiare spese improvvise o impreviste, oppure per disporre di una somma di denaro contante per poter effettuare degli acquisti particolamente onerosi, come ad esempio quelli di un immobile o di una autovettura.

    E’ in quest’ottica che sono stati concepiti i finanziamenti senza busta paga, dei particolari tipi di finanziamento che consentono anche a coloro i quali non sono in possesso di una busta paga di poter accedere ad un finanziamento: la possibilità offerta dai finanziamenti senza busta paga senza ombra di dubbio aiuta molti nuclei familiari o individui singoli a poter risolvere situazioni spinose grazie all’aiuto di una liquidità immediata che non necessariamente per l’assenza di busta paga non verrà corrisposta al creditore a tempo debito.

    Solitamente, i finanziamenti senza busta paga fanno riferimenti a forme alternative di garanzie, come ad esempio l’ipoteca di un immobile di proprietà, un canone d’affitto fisso percepito dall’affitto di un immobile proprio, o ancora la garanzia offerta da terzi.

  • Il Mutuo sulla prima casa

    Da sempre i mutui sono tra le prestazioni creditizie più richieste sul mercato, non solo perché costituiscono una via talora inevitabile per potersi permettersi acquisti onerosi che si presentano tuttavia come inevitabili (si pensi ad una abitazione o ad una automobile), ma soprattutto perché vanno incontro alle esigenze di quelle persone che nel corso del tempo riuscirebbero a raccogliere la somma di denaro necessaria al loro oneroso acquisto, ma non sono nelle condizioni di poter attendere il raggiungimenti di tale momento.

    L’esempio più palese di ciò è il mutuo prima casa, che nasce con l’intento di favorire coloro i quali intendono acquistare un immobile per abitarvi: innanzitutto, bisogna però chiarire cosa si intenda in questo contesto con il termine “prima casa”. In un mutuo prima casa, la “prima casa” in questione non costituisce un riferimento di ordine temporale, ossia non indica la prima casa che un individuo acquista in ordine cronologico, quanto piuttosto la sua abitazione primaria, quella in cui dimorerà stabilmente e fisserà il suo domicilio.

    Ciò tuttavia non implica che un mutuo prima casa non possa essere concesso a chi effettivamente è alle prese con il primo acquisto in ordine temporale di un immobile di proprietà: si pensi alle giovani coppie, le quali non potendo sobbarcarsi immediatamente il gravoso costo di una abitazione, richiede un mutuo prima casa. Essi, senza dubbio, intendono stabilirsi permanentemente nell’abitazione in questione, e farne la loro abitazione primaria.

    Anzi, talvolta enti quali regioni e comuni dispongono delle agevolazioni ulteriori a coloro i quali intendono richiedere un mutuo prima casa, offrendo tassi d’interesse ulteriormente agevolati e condizioni di pagamente in generale più comode; tuttavia bisogna prestare moltissima attenzione al fatto che gli enti quali regioni e comuni siano gli unici enti che possono accordare al richiedente queste ulteriori agevolazioni.

  • Tutto sui prestiti senza busta paga

    Ottenere dei prestiti risulta sempre più difficile, specie in periodi di disagio economico: gli istituti di credito richiedono spesso e volentieri garanzie specifiche prima di rilasciare un prestito, garanzie che ben pochi sono in grado di assicurare.

    Difatti, la garanzia preferita – e talvolta l’unica ad essere accettata dagli istituti di credito – resta la busta paga, un chiaro attestato di un reddito fisso e costante che assicura la banca del fatto che il richiedente del prestito sarà effettivamente in grado di rimborsare il prestito ricevuto. In alternativa, per i lavoratori autonomi, viene richiesto il consueto cud.

    Tuttavia, queste forme di garanzie sempre più di rado possono essere corrisposte dai richiedenti dei prestiti, dal momento che una forma di impiego fissa ed assicurata, che garantisca una busta paga, è al giorno d’oggi sempre più difficile da ottenere. Rimangono così tagliati fuori dalla possibilità di accedere ai prestiti tutte quelle persone sprovviste di busta paga, come i lavoratori in nero, i giovani, gli studenti: è per questa ragione che sono nati i prestiti senza busta paga, dei prestiti che consentono l’accesso alla prestazione economica del prestito anche a coloro i quali non sono in grado di presentare una busta paga all’istituto di credito quale garanzia del futuro risarcimento.

    I prestiti senza busta paga sono delle prestazioni creditizie che possono essere sia finalizzate che non finalizzate: talora, in altri termini, si potrà essere richiesti di fornire delle motivazioni per le quali si intende richiedere il prestito, o chiarire in anticipo a quale fine saranno utilizzati i fondi ricevuti in prestito.

    In altri casi, invece, l’istituto di credito si disinteressa alla destinazione del denaro e alla motivazione che spinge a richiederlo, concentrandosi piuttosto sulle garanzie alternative che i richiedenti di prestiti senza busta paga è in grado di offrire per garantire alla banca di essere rimborsata entro i tempi stabiliti.

  • Il Prestito prima casa

    Il prestito prima casa è una delle forme di prestazione creditizia in assoluto più richiesta sul mercato: si tratta di particolari prestiti a tassi agevolati che si concedono tuttavia unicamente nel caso in cui si verifichino delle condizioni fondamentali. Esse, in buona parte, sono tutte incentrate sul significato che si attribuisce al termine “prima casa” in questo specifico contesto: all’interno dell’ambito del prestito prima casa, infatti, la prima casa è l’abitazione principale in un individuo, la sua dimora primaria, quella in cui effettivamente abita e trascorre i suoi giorni, e non la prima casa intesa in ordine cronologico come si è tentati di pensare e il termine potrebbe erroneamente suggerire.

    Vi sono, inoltre, possibilità che alle volte particolari enti quali regione e comune – che ricordiamolo sono gli unici enti in grado di assicurare queste ulteriori agevolazioni – intervengano ulteriormente sui prestiti prima casa, offrendo ai richiedenti che cadono sotto la giurisdizione di tali enti condizioni di pagamento e rimborso più comode o a tassi maggiormente agevolati.

    Il prestito prima casa costituisce una via ampiamente percorsa da un’ampia fetta di clientela, che in esso trova la possibilità di acquistare un immobile godendo di un prestito il quale possiede condizioni vantaggiose; in particolare, sono coloro i quali cedono la casa ai propri figli, o al contrario i giovani che si trasferiscono lontano dalla casa della famiglia, che richiedono con maggior frequenza questo tipo di prestazione creditizia.

    Ovviamente, bisogna soddisfare anche altri requisiti per accedere ad un prestito prima casa: ad esempio, è necessario che la propria abitazione non sia una “dimora di lusso”, ossia non sia una villa con costosi accessori come piscine e fontane, e che non superi un determinato numero di ettari stabilito dalle normative vigenti.

  • I Prestiti cambializzati

    Nell’ampio orizzonte delle prestazioni economiche creditizie di prestito si collocano le più variegate e diverse forme di prestito: prestiti senza busta paga, prestiti a tassi agevolati, prestiti prima casa, etc. Tuttavia, una forma di prestito di cui si parla spesso poco e forse a torto sono i prestiti cambializzati: essi possiedono un principio di funzionamento in tutto e per tutto assimilabile a quello dei comuni prestiti, e possono contemplare al loro interno caratteristiche proprie di altri prestiti. Ad esempio, non è raro imbattersi in possibilità di ottenere prestiti cambializzati senza busta paga, o prestiti cambializzati a tassi agevolati.

    Questo tipo di prestito prende il nome dalla modalità di rimborso che prevede: infatti, i prestiti cambializzati altro non sono prestiti il cui rimborso avviene mensilmente per mezzo di cambiali. Benché le cambiali costituiscano una forma di accumulazione di debito spesso poco percorsa, in quanto molto rischiosa dal momento che in caso di insolvenza del debito accumulato l’istituto creditizio può procedere immediatamente al pignoramento dei beni del cattivo pagatore essendo la cambiale un titolo esecutivo, tuttavia spesso, specie nel caso di cattivi pagatori o protestati, i prestiti cambializzati costituiscono l’unico vero modo di accedere ad un prestito: infatti, in sede di concessione del prestito cambializzato si è esonerati dal controllo dei database che contengono informazioni sui cattivi pagatori e i protestati, come ad esempio le centrali rischi quali CRIF, Experian e altre ancora.

    Come accade con ogni prestito, anche nel caso dei prestiti cambializzati si viene richiesti di ben precise garanzie, che possono variare dal TFR per i lavoratori dipendenti o un’assicurazione sulla vita per gli autonomi, o ancora l’ipoteca su un immobile di proprietà o la garanzia di terzi.

  • Mutui con Cap: un’ottima alternativa

    Il mercato finanziario dei mutui è ampio e variegato. Trovare il mutuo che più si adatta alle proprie esigenze è come entrare in una gelateria dove ti offrono 50 gusti differenti che tu adori e trovarti sceglierne solo tre per il tuo cono gelato. Insomma, ve ne è davvero per tutti i gusti. Sicuramente vi sono due filoni principali di finanziamento: quelli a tasso variabile e quello a tasso fisso. Tra di essi vi sono anche tipologie meno conosciute, definite miste, ma altrettanto valide.

    La situazione economica mondiale sta pian piano cambiando, ed i tassi potrebbero risalire rispetto alla loro attuale condizione e con esso anche la rata del mutuo. Come comportarsi? In questo caso, se si ha paura di rialzi ma non si vuole sottoscrivere un mutuo a tasso fisso è possibile usufruire dei mutui con cap. Si tratta di mutui a tasso variabile che contiene la rata entro una determinata cifra anche se i tassi salgono. La percentuale di cap migliore attualmente registrata sul mercato è pari al 5,5%.

    Al momento gl analisti spiegano che, nonostante infinitesimali rialzi, non vi dovrebbero essere problemi per i sottoscrittori di mutui a tasso variabile. L’Abi (associazione banche italiane, n.d.r.) entra più nello specifico spiegando che l’Euribor, il tasso di riferimento dei mutui a tasso variabile, dovrebbe raggiungere l’1,8%, il doppio della sua attuale percentuale, entro i primi 3 mesi del 2012. Quindi nessuna preoccupazione, i tempi per temere rate più alte sono ancora lontani.

  • Flavio Cattaneo, AD Terna: rassegna On line del 8 ottobre 2010 sulla collaborazione con la Gdf

    Una breve rassegna on line sui titoli de 8 ottobre 2010 su Terna, AD Flavio Cattaneo: collaborazione tra Terna, AD Flavio Cattaneo e Guardia di Finanza per l’operazione trasparenza sugli appalti.

    – “Terna e Fiamme Gialle, controllo congiunto per migliorare la trasparenza negli appalti”
    Repubblica.it

    – “Terna, al via con la Guardia di Finanza l’operazione trasparenza sugli appalti”
    Il Messaggero 8 ottobre 2010

    – “Parte l’operazione trasparenza di Terna e Guardia di Finanza”
    Il Tempo

    – “Parte intesa Terna-Guardia di Finanza Operazione trasparenza sugli Appalti”
    QN 8 ottobre 2010

    – “Terna, scatta l’operazione trasparenza con la Gdf”
    Finanza&Mercati

    – “Roma Appalti, «operazione trasparenza»”
    Corriere della Sera

    – “Terna e Gdf insieme per verificare gare e appalti”
    Il sole 24 Ore 8 ottobre 2010

    – Terna e la Finanza collaborano per appalti sicuri”
    Avvenire 8 ottobre 2010

    – “Terna, brevi”
    Italia Oggi da 8 ottobre 2010

    – “Terna, operativo il protocollo su trasparenza degli appalti”
    Staffetta Quotidiana

    – “Gdf-Terna, al via la trasparenza sugli appalti”
    La Padania 8 ottobre 2010

    – “Terna: con gdf parte prima operazione trasparenza”
    Arena di Verona 8 ottobre 2010

    – “Appalti Terna: con Gdf parte prima operazione trasparenza”
    Il Giornale di Vicenza 8 ottobre 2010

    – “Terna: con Gdf parte prima operazione trasparenza”
    Brescia Oggi 8 ottobre 2010


    (Fonte: Terna WebMagazine)

    Social Media Communication
    Phinet
    Roma Italia
    Alessandra Camera
    [email protected]

  • Premio Universo Non Profit: cinque le organizzazioni vincitrici della prima edizione

    Il premio, che consiste in una somma di 20 mila euro messa a disposizione da UniCredit Foundation per ognuna delle organizzazioni vincitrici, nasce come occasione per dare visibilità e riconoscimento ad alcune eccellenze del non profit, un settore che sta conquistando una sempre maggiore rilevanza. Oggi ne fanno parte infatti 250 mila associazioni e imprese che impiegano oltre 700 mila lavoratori retribuiti e oltre 5 milioni di volontari.

    La premiazione avviene ad un anno esatto dall’avvio dell’iniziativa di UniCredit ‘Universo Non Profit’, che intende offrire un concreto contributo allo sviluppo del Terzo Settore, attraverso una gamma di prodotti e servizi dedicati, un percorso di valutazione creditizia capace di valorizzare le specificità del non profit e strumenti per supportarne la raccolta fondi.

    In occasione dell’evento Maurizio Carrara, Presidente di UniCredit Foundation, ha presentato il volume “In Prima Persona” dedicato al Gift Matching Program – programma che integra le donazioni effettuate dai dipendenti del Gruppo a favore di associazioni ed enti non profit – e ha premiato tre dipendenti UniCredit che si sono particolarmente distinti per il loro impegno nell’iniziativa.

    Alla giornata ha partecipato una folta rappresentanza dei 1400 ‘Amici del Non Profit’, dipendenti di UniCredit che, dotati di particolare sensibilità verso i temi del sociale, si sono volontariamente offerti di testimoniare l’attenzione della banca verso il Terzo Settore, proponendosi come ‘ambasciatori’ dell’iniziativa.

    Le emissioni di CO2 emesse nell’aria a seguito dell’evento saranno compensate con uno specifico progetto di forestazione in Italia.

    I VINCITORI E LE MOTIVAZIONI DEL PREMIO

    Centro Padre Nostro Onlus – Don Puglisi
    Palermo

    Il centro è stato fondato nel quartiere Brancaccio da don Giuseppe Puglisi nel gennaio 1993. Oggi è un Ente Morale riconosciuto dal Presidente della Repubblica, che opera a favore delle fasce più deboli della popolazione. L’assassinio di Padre Puglisi (avvenuto il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno) ha conferito al Centro una dimensione che va ben oltre i confini del quartiere.

    Motivazione: il premio vuole riconoscere l’importanza del lavoro svolto dal Centro Padre Nostro, anche dopo la morte di Don Puglisi, avvenuta nel 1993, attraverso l’impegno di tutti gli operatori, volontari e collaboratori, in un contesto di intervento particolarmente complesso.

    Lega del Filo d’oro
    Osimo – Ancona

    In Italia i casi di sordocecità sono molto più diffusi di quanto si pensi: decine di migliaia di persone di tutte le fasce di età soffrono di questi disturbi, se si considera anche chi presenta una minorazione grave di un canale sensoriale (vista o udito) unita a ritardi evolutivi, intellettivi ed handicap motori. La Lega del Filo d’Oro dal 1964 ha per scopo l’assistenza, l’educazione, la riabilitazione, il recupero e il reinserimento delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.

    Motivazione: il premio vuole riconoscere la capacità di crescita e di sviluppo, anche attraverso le più moderne tecniche di fund raising, di una realtà non profit il cui modello di intervento è da sempre studiato a livello europeo come uno dei più efficaci per una forma di disabilità particolarmente grave quale quella delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.

    Casa delle donne per non subire violenza
    Bologna

    La violenza familiare è la prima causa di morte in Europa per le donne dai 16 ai 44 anni. La Casa delle donne per non subire violenza, aperta dal 1990, è un luogo dove le donne possono confrontarsi con il problema della violenza, trovando uno spazio di ascolto e di sostegno alle loro scelte. Nelle case rifugio vengono accolte donne, italiane e straniere, sole o con figlie/i minori per ospitalità d’emergenza e temporanea durante il percorso di uscita dalla violenza.

    Motivazione: Il premio vuole riconoscere l’impegno profuso in questi 20 anni di attività a tutela delle donne vittime di violenza familiare, offrendo ascolto, sostegno, un centro di accoglienza e appartamenti a indirizzo segreto per l’ospitalità.

    Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica
    Verona

    In Italia circa 4000 persone, la metà dei quali in età adulta, sono affette da fibrosi cistica, una grave malattia genetica cronica. La Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica promuove e finanzia progetti innovativi di ricerca, sostiene la formazione di giovani ricercatori e operatori sanitari, informa e aggiorna operatori sanitari e popolazione sui problemi legati a questa patologia. E’ stata costituita nel gennaio 1997 per iniziativa di un gruppo di persone già coinvolte da tempo, a livello familiare, professionale, istituzionale o associativo, nell’impegno della lotta contro la fibrosi cistica.

    Motivazione: Il premio si pone come un riconoscimento ai programmi di formazione, alle attività di sensibilizzazione e agli innovativi progetti di ricerca condotti dall’associazione nell’ambito della fibrosi cistica, malattia rara di origine genetica.

    Fondazione Manuli
    Milano

    La Fondazione Manuli, ente morale non a scopo di lucro, nasce nel giugno 1992 per volere dell’imprenditore Dardanio Manuli. Dal 1994 ad oggi ha erogato 200.000 ore di assistenza domiciliare gratuita a malati di Alzheimer e offerto sostegno alle loro famiglie, attraverso personale specializzato e con l’ausilio di volontari. Ha inoltre creato l’Alzheimer Café, uno spazio ludico-ricreativo e stimolativo-riabilitativo (giochi, letture, musica, attività motorie, ecc.) per i malati di Alzheimer.

    Motivazione: Il premio intende riconoscere l’impegno della Fondazione, antesignana in Italia degli interventi di assistenza domiciliare gratuita ai malati di Alzheimer e di sostegno alle loro famiglie, grazie anche all’impegno del volontariato.

    Fonte: UniCredit Group News

  • D. Lgs. 141 13 agosto 2010: quanti mediatori creditizi sopravvivranno alla mannaia della legge?

    La nuova legge, il D. Lgs. 141 del 13 agosto 2010 che regolamenta la professione del mediatore creditizio imporrà a tutti gli appartenenti a questa categoria, circa 117.000 persone e 9.000 società, di fare delle scelte piuttosto drastiche poiché, per come sono state studiate le cose, oggi il 95% degli iscritti non ha i requisiti richiesti per continuare a lavorare.

    La nuova legge infatti prevede che la professione di mediatore creditizio possa essere svolta solo da società di capitali con capitale sociale interamente versato pari a 120.000 euro. Questo significa che nemmeno tutte le società iscritte all’albo delle persone giuridiche potranno continuare a lavorare così come sono oggi.

    Le alternative per coloro che attualmente svolgono questa professione sono tre:

    § la prima è quella di cambiare mestiere e per alcuni potrebbe essere la via più semplice perché già svolgono la professione in parallelo con altre attività (penso alle molte immobiliari iscritte all’albo) e le complicazioni che porta la nuova normativa forse non valgono gli introiti che la professione portava o se anche li valgono la strada è ostruita da mille ostacoli;

    § la seconda è quella di trasformarsi in agenti in attività finanziaria e legarsi a doppio filo ad un’unica banca. Già le banche hanno iniziato a proporre ai propri mediatori la sostituzione dei contratti di mandato con quelli di agenzia, ingolosendo i futuri agenti con la promessa (falsa) di provvigioni più alte, sottacendo invece il fatto che si tratta di un rapporto monogamico che non permette di avere rapporti con altre banche o finanziarie;

    § la terza è quella di aggregarsi a realtà già esistenti e strutturate secondo i parametri della nuova legge che naturalmente imporranno i propri mandati, le proprie regole e prima o poi degli obbiettivi di fatturato ai propri produttori.

    Premesso che è certo che la nuova normativa imporrà a tutti coloro che vi si assoggetteranno dei costi superiori a quelli che attualmente sopportano o degli incassi inferiori o più probabilmente entrambe, un’altra cosa estremamente irritante che questa normativa comporta per degli imprenditori, abituati a prendere decisioni ed a dare la rotta alla propria attività, è quella di metterli nelle condizioni di fatto di dover prendere ordini e subire le decisioni di altri senza poter far nulla per liberarsi da questa situazione.

    Per capirci, se oggi un mediatore con 2 o 3 mandati subisce dei torti da uno dei suoi fornitori, può semplicemente chiudere quel rapporto e continuare a lavorare con gli altri. Senza contare che ogni mediatore riceve le attenzioni di finanziarie o banche che ciclicamente si presentano a chiedere di lavorare con loro. A chi, grande o piccolo non è mai capitato? Naturalmente ogni mediatore/imprenditore decideva autonomamente se provare il nuovo fornitore, se utilizzarlo parzialmente o se sostituirlo ad un altro meno generoso. Se una banca ci revoca il mandato nel giro di due giorni se ne trova un’altra senza problemi.

    Con la nuova normativa o si ha la forza economica per costituirsi in S.p.A. con tutti i costi amministrativi che comporta, ed allora si potrà continuare a lavorare nello stesso modo in cui si è operato fino ad ora, salvo i maggiori costi dovuti alla nuova struttura, oppure si dovrà scegliere: se si è fortunati uno dei fornitori proporrà di diventare suo agente monomandatario, ma non è detto che a tutti venga offerta questa possibilità.

    Non si potranno più quindi mandare pratiche ad altri. Non si potranno quindi più valutare altre banche e poi scegliere quella che offre le condizioni economiche migliori o le procedure più snelle ed efficienti. Al contrario si dovrà sottostare alle decisioni della banca di cui si è agenti che potrà imporre qualsiasi decisione: da una diminuzione delle provvigioni a determinate caratteristiche dei locali dove svolgere l’attività, fino ad arrivare a dare dei limiti territoriali ecc.

    Qualora invece si scegliesse di affiliarsi ad un grosso mediatore già strutturato secondo le nuove norme non si avrà più facoltà di scegliere il fornitore perché lo sceglierà il mediatore a cui si è affiliati in base a quanto dallo stesso riuscirà ad ottenere di provvigione sulle nostre pratiche. Certo non chiederà magari nulla come costo di affiliazione o tassa annuale ma solo perché la sua parte se la prende prima che arrivi nelle casse del produttore. Inoltre sicuramente imporrà dei livelli minimi di produzione, magari non subito ma prima ci farà acclimatare e poi in un secondo momento lo farà.

    E se voi foste mediatori già però strutturati con una vostra piccola società, dei dipendenti, un sito internet, delle strategie di marketing già consolidate ma l’idea di fare l’agente di un solo interlocutore vi stesse stretta? Dovreste operare come persona fisica al servizio di una S.p.A. e la vostra struttura? Le vostre strategie di marketing? Potreste utilizzarle e come? Probabilmente dovreste rinunciare a tutto questo fermo restando che i clienti dovreste sempre cercarveli voi: questa è l’unica certezza.

    Peraltro le grosse strutture di mediazione creditizia, che sono il modello che la nuova legge ci impone di adottare, pur in un periodo di vacche grasse, come quello fin qui trascorso hanno dimostrato di essere molto deboli e vulnerabili. Il riferimento è ai fallimenti di Forus e Prometeo che erano due tra i più grossi mediatori presenti sul mercato italiano, forse i due più grossi, che nonostante le tabelle provvigionali migliori del mercato, nonostante applicassero provvigioni molto più alte di quelle che un piccolo mediatore può permettersi, restando abbastanza competitivi, hanno fatto una fine ingloriosa con la dichiarazione di fallimento. Le strutture elefantiache che avevano creato non hanno retto nonostante incassi milionari e rapporti privilegiati con i fornitori.

    Questo purtroppo non è servito come monito e chi ha fatto la nuova legge pare non essersi accorto di questa situazione: già oggi con dei livelli provvigionali ottimali le società strutturate secondo quella che sarà la normativa futura finiscono a gambe all’aria. E domani quando tutti gli operatori del mercato saranno costretti ad avere quel tipo di struttura ma gli incassi che sono destinati a diminuire fortemente, verranno a mancare, che cosa succederà?

    Inoltre sempre tenendo presente le motivazioni addotte per giustificare una legge così restrittiva per una professione come quella del mediatore creditizio, relativamente al fatto che tutto questo putiferio è stato messo in piedi per tutelare il consumatore, nella convinzione che le grosse strutture siano più morali ed oneste del piccolo mediatore di provincia, e possano meglio servire le esigenze del consumatore, invito chiunque ad andarsi a visionare nei forum su internet le opinioni dei consumatori/clienti sul trattamento da loro ricevuto proprio da quei mediatori di cui parlavamo prima, quelli che hanno dichiarato fallimento. Ne leggerete di cotte e di crude.

    Morale della favola: già prima di entrare in vigore questa riforma pare destinata ad una brutta fine perché il modello che si è voluto prendere per disegnaci attorno la figura del nuovo mediatore creditizio è già fallito, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista etico come dimostrano i fallimenti, veri, di due tra i più grossi mediatori che hanno operato sul mercato fino a ieri e le opinioni diffuse dei clienti di quei mediatori, per non parlare delle cose che dicono gli ex dipendenti di quelle stesse strutture.

    Vista la situazione personalmente non sono attratto da nessuna delle tre alternative:

    § la prima (cambiare mestiere) perché la HOX S.r.l. come penso moltissimi altri mediatori non ha attività alternative su cui poter continuare ad operare mollando la mediazione e pertanto questo fatto ci costringe a dover decidere di rimanere in questo settore senza però aver capito ancora quale è la veste ideale per continuare a lavorarci;

    § la seconda (diventare agenti monomandatari), che consentirebbe di mantenere la struttura e l’operatività della propria azienda inalterata in realtà credo che sia molto pericolosa perché si finirà per essere schiavi della banca per cui si opera e non si avranno armi per evitare di subire le decisioni della stessa banca come invece è possibile oggi, senza contare che, forse non subito ma sicuramente prima di quanto crediate verranno a darvi istruzioni su quale prodotto vendere di più, quale di meno, sugli aumenti di produzione che dovrete portare ogni anno, ecc.;

    § la terza (diventare affiliati) comporterebbe sicuramente una rinuncia a lavorare coi propri metodi, a lavorare coi propri fornitori ed infine a lavorare con i propri ritmi: infatti per operare come affiliati dovremo adeguarci a tutte le direttive della società affiliante e soprattutto, forse non subito, ma ci chiederanno un livello minimo di produttività e se non lo si raggiungerà il rischio sarà quello di essere buttati fuori.

    L’idea che sto sviluppando è quella di capitalizzare la HOX S.r.l. e di metterla a disposizione di chi, mediatore che opera come persona fisica o attraverso una piccola società, ha le mie stesse perplessità e vorrebbe, per quanto possibile, continuare ad operare come ha sempre fatto cioè:

    § nella massima libertà decisionale,

    § con i propri fornitori,

    § con la possibilità di testarne di nuovi,

    § di mandare le pratiche che il nostro fornitore abituale rifiuta, ad un altro,

    § senza nessun vincolo territoriale,

    § senza nessuna imposizione di produzione minima.

    Qualora poi foste titolari di una società ben strutturate con personale, sito internet ecc. attraverso un particolare schema contrattuale, studiato con i nostri avvocati, potreste continuare ad avvalervi dei servizi della stessa.

    Inoltre questo agglomerato di mediatori porterebbe anche dei vantaggi a ciascuno dei partecipanti poiché unificando sotto lo stesso mediatore la produzione di tutti si potrà chiedere (e soprattutto ottenere) alle banche di avere tabelle provvigionali migliori; questo significherà poter caricare provvigioni più alte a parità di rata per il cliente. Infine si potranno negoziare ed ottenere dalle stesse banche dei premi produzione a fine anno i c.d. rappel.

    Questo alla fine compenserebbe i costi di “affiliazione” che dovranno essere chiesti poiché necessari per sostenere tutto l’apparato amministrativo destinato a gestire i mediatori. Al momento non sono ancora in grado di quantificare questi costi poiché essi dipenderanno dal numero di adesioni che avremo. In linea di massima si tratterà di costi estremamente abbordabili e che soprattutto daranno la possibilità a tutti i partecipanti di avere ancora quella libertà di azione che la nuova legge ha cercato in tutti i modi di toglierci, alla faccia dei proclami di libertà e liberalità di tutti i governi ed i legislatori. Ma, si sa, quando si tratta degli affari delle banche pare che quelle due espressioni non contino più nulla.