Categoria: Economia e Finanza

  • Linee guida per costruire la tua casa in legno

    Molte volte però questi concetti vengono collegati in maniera del tutto erronea con uno stile di vita spartana che poco ha a che fare con quella che conduciamo attualmente e che ci richiama alla mente una vita di privazioni, senza gli agi e i comfort della vita moderna. Ma come già detto, è questa una concezione completamente sbagliata visti i numerosi passi avanti fatti dalla tecnologia in tutti i settori, salti che inevitabilmente hanno coinvolto anche il settore dell’edilizia e immobiliare. Una delle soluzioni che sta vedendo un forte incremento sul mercato è sicuramente quella delle abitazioni prefabbricate in legno, soluzione che possiamo constatare con mano guardandoci intorno visto che tale soluzione, non solo nelle costruzioni stesse ma anche nei profili legno e altri accessori della casa, viene scelta sempre più anche al di fuori di zone montane, che tradizionalmente le utilizzano. Infatti attualmente le case in legno rappresentano dei propri edifici di lusso, con il pregio di costare meno in termini di tempo e di investimento.

    Ma quali sono i passi necessari per poter costruire la nostra casa di legno? Per prima cosa dobbiamo recarci presso il Comune dove vogliamo costruire la nostra casa che deve rilasciare un permesso a costruite tale e quale a quello per una casa di calcestruzzo e mattoni. Come per queste ultime anche per la casa in legno è necessario produrre una specifica documentazione affinché il comune rilasci il certificato alla costruzione ossia la relazione geologica riguardante i parametri fisici e chimici del terreno, la relazione geotecnica in seguito alla quale si potrà procedere al collaudo e al deposito del progetto presso il genio civile di pertinenza e le informazioni che possiamo reperire riguardo ai materiali presso l’azienda produzione legno a cui intendiamo appoggiarci. Nel caso volessimo costruire in terreno agricolo dobbiamo sapere che ci sono dei specifici parametri nazionale da rispettare ossia per realizzare un edificio civile abitazione la proporzione deve essere pari a 0,03m3 su m2. Nel caso invece nella superfici agricola volessimo erigere un edificio esclusivamente ad uso di magazzino dobbiamo ricordare che quest’ultimo non può superare l’1 decimo della superficie totale.

    Tutti questi procedimenti burocratici sono necessari anche nel caso di ampliamenti di superfici già abitate in quanto anche le tettoie in legno, le verande e stanze aggiunte hanno bisogno di permessi a costruire in quanto risultano a tutti gli effetti abitazioni (tra l’altro molto più efficienti ed eco-compatibili di quelle tradizionali).

    Paragrafo particolare va dedicato alla costruzione di edifici in legno in zone sismiche, che non avranno problemi ad ottenere la licenza edilizia solo che nel caso di costruzioni a più piani dovranno avere anche la certificazione di verifica sismica del complesso a causa della particolare lavorazione legno e struttura generale.

    Tecnicamente non vi sono al momento precise normative riguardo alle costruzioni in legno, si deve seguire il classico iter destinato a tutte le nuove costruzioni edilizie e abitative. Di certo però una casa in legno, ottenute le certificazioni necessarie, vedrà la sua abitabilità in poche settimane, a differenza di una casa in calcestruzzo che necessita tempi notevolmente maggiori.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

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  • Cedolare secca: risparmio pari a 1 mld di euro

    Riduzione della tassazione sugli affitti pari a circa 1 miliardo di euro l’anno

    Sarebbe possibile, con l’introduzione della cedolare secca, una riduzione della tassazione sugli affitti pari a circa 1 miliardo di euro l’anno. A sostenerlo è la CGIA di Mestre che, in vista dell’approvazione del provvedimento che introduce sui redditi da locazione un’imposta unica con aliquota del 20%, ha cercato tradurre in numeri l’alleggerimento fiscale per i proprietari delle circa 2.730.000 abitazioni in affitto che sceglieranno l’applicazione della cedolare secca.

    Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre spiega spiega che, se tutti i locatori decideranno di applicare la cedolare secca, il risparmio complessivo sarà di quasi un miliardo di euro l’anno.

    Chi beneficerà di più dall’applicazione di questo provvedimento, per quanto riguarda i risparmi di imposta più robusti, saranno le persone fisiche con un reddito superiore ai 29.000 euro l’anno. Da questa soglia, lo sgravio fiscale medio oscillerà tra i 740 euro, fino a 2.172 euro per un locatore con un reddito complessivo superiore ai 75.000 euro.Inoltre, se per i locatori che applicano il canone libero i vantaggi economici saranno sempre assicurati, per coloro che applicheranno il canone concordato l’applicazione della cedolare secca non sempre garantirà una riduzione di imposta.

    Attualmente esistono 2 tipologie di contratti di locazione:

    • a “canone libero”, in cui le parti possono fissare liberamente l’ammontare del canone;
    • a “canone concordato”, in cui il prezzo dell’affitto viene stabilito in base ad accordi raggiunti tra le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative della proprietà e degli inquilini. Quest’ultima tipologia contrattuale è pressoché inutilizzata rappresentando solo lo 0,6% circa di tutti i contratti di locazione presenti in Italia.

    Da uno studio di Solo Affitti, con l’introduzione della cedolare secca l’Italia diventerà il Paese europeo più conveniente in materia di tassazione sui redditi da locazione, sorpassando Ungheria, Finlandia e Olanda, dove sono vigenti imposte con aliquota fissa, rispettivamente pari al 25%, 28% e 30%. Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti spiega che la maggior parte delle altre nazioni europee prevede la possibilità per i proprietari di portare in deduzione al reddito complessivo della locazione dell’immobile, una quota di rimborso per la gestione dell’immobile, le tasse municipali e/o l’ammortamento.

    Con la cedolare secca un proprietario con un reddito inferiore a 30 mila euro che concede in locazione il suo immobile ad un canone di 10 mila euro l’anno, vedrà ridursi la tassazione da 3.230 euro a 1.700 euro. Il vantaggio aumenta per i proprietari con redditi più alti: per chi guadagna complessivamente meno di 60 mila euro, la tassazione passa da 3.485 euro a un importo pari a 1.700 euro.

  • Franchising affitti: Italia Affitti forma giovani agenti da formare nel settore immobiliare

    Dare il via ad un’attività porta rischi ed investimenti iniziali che possono spaventare il giovane imprenditore. Il franchising oggi rappresenta un’ottima soluzione per ridurre rischi e costi. Questo è vero, soprattutto nel settore immobiliare. Italia Affitti è da molti anni esponente importante nel settore degli affitti, mettendo a disposizione di chi desidera aprire un franchising affitti tutto l’esperienza accumulata in moltissimi anni. Infatti per aprire un franchising affitti è necessario avere una passione per il settore immobiliare. Il Gruppo Italia Affitti si occuperà personalmente di curare la formazione del giovane imprenditore che vuole aprire franchising affitti e lo aiuterà a preparare l’esame alla Camera di Commercio necessario per svolgere la professione. Italia Affitti fornirà inoltre l’assistenza per tutta la durata del contratto, e si curerà anche di allestire la nuova filiale, fornendo l’arredamento e tutto il materiale necessario per la pubblicità, gadgets e cancelleria vari. Infine per aprire franchising affitti è necessario compilare il modulo presente sul sito ufficiale italiaaffitti.it e subito un agente esperto di Italia Affitti fisserà un primo colloquio conoscitivo. Il nuovo agente Italia Affitti sarà così in grado nel giro di pochissimo tempo di rispondere alle esigenze dei clienti.

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  • Ivan Lo Bello nuovo presidente di UniCredit Leasing

    Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit Leasing, nel corso dell’ultima seduta del 2010, ha cooptato e quindi nominato presidente Ivan Lo Bello.

    Siracusano, 47 anni, dal 2006 alla guida di Confindustria Sicilia, Lo Bello succede nella carica di presidente di UniCredit Leasing a Vittorio Ogliengo, responsabile Financing & Advisory di UniCredit, che rimane in consiglio con la carica di vice presidente vicario.

    La società di leasing guidata dal CEO Massimiliano Moi, leader in Europa per creazione di valore, secondo gli ultimi dati Assilea disponibili è in testa alle classifiche nazionali anche per numero e volumi di contratti stipulati nel corso del 2010, oltre a essere stata premiata quale ‘Italian lessor of the year’ nel corso dei Leasing Life Awards consegnati il mese scorso a Milano.

    Fonte: UniCredit Leasing News

  • Mutui agevolati per le prime case

    Il sogno di comprare una casa è largamente condiviso e si affaccia alle nostre menti specialmente quando nasce la necessità di guadagnare la propria indipendenza e lasciare l’abitazione in cui si vive con i propri genitori. La scelta infatti di vivere pagando un affitto è più legata alle contingenze e spesso il momento dell’uscita dal proprio ambiente familiare viene rimandato per attendere che si verifichino le condizioni per poter dare un anticipo e poi accendere un finanziamento per acquistare un appartamento.

    Ora il momento è arrivato e avete trovato anche la casa dei vostri sogni. Dopo tanti anni di lavoro avete ottenuto un contratto a tempo indeterminato e avete anche abbastanza soldi per potervi permettere di pagare un buon anticipo sul prezzo dell’abitazione (le banche non concedono in condizioni normali un finanziamento per un valore superiore all’80 per cento della casa).

    Scegliere poi l’istituto di credito a cui affidarvi per accendere il mutuo è arduo. In ogni caso la spesa per restituire il prestito non sarà facile da affrontare. Ma possiamo controllare se per caso rientriamo in una delle categorie che potrebbe usufruire dei mutui agevolati. In alcuni casi infatti una parte dell’importo da restituire alla banca potrebbe essere corrisposto dallo Stato o dalla regione di appartenenza sotto forma di uno sgravio sul tasso di interesse dichiarato nel contratto o di una riduzione del carico fiscale sulla procedura di prestito. Per esempio nelle categorie di persone che possono richiedere un mutuo agevolato ricadono i giovani che acquistano una prima casa o le coppie che stanno per comprare insieme l’abitazione dove andranno a vivere.

  • I Prestiti per Cattivi Pagatori

    Cosa sono i prestiti cattivi pagatori? Essi sono una normale forma di prestito che viene concessa anche a coloro i quali in passato hanno ottenuto, dopo averlo adeguatamente richiesto, un prestito, ma per qualsiasi tipologia di motivo non sono stati in grado di risarcire l’istituto creditizio creditore nel tempo stabilito al momento della stipula del contratto di prestito.

    Ora, come può apparire ovvio, i prestiti cattivi pagatori non sono così facili da ottenere, se si pensa che già i comuni prestiti personali presentano notevoli difficoltà in particolare riguardo alle condizioni che il richiedente è tenuto a soddisfare prima di poter richiedere il prestito stesso.

    Si tratta delle cosiddette garanzie, delle forme di assicurazione per l’istituto che concede il prestito del fatto che il cliente è effettivamente in grado, con le sue risorse economiche, di ripagare il debito accumulato: si va dalle buste paga alle ipoteche sugli immobili, ma più che la varietà delle garanzie accettate è utile notare come tutte siano indirizzate ad un unico scopo: rendere meno rischioso, per un istituto finanziaro, creditizio o bancario, concedere un prestito ad un richiedente.

    I prestiti cattivi pagatori funzionano allo stesso modo dei normali prestiti personali, tuttavia essi possiedono delle caratteristiche peculiari che li contraddistinguono dalle altre forme di prestito: vengono ad esempio richieste più garanzie, o una scelta più stretta fra le garanzie stesse, o ancora vengono applicati al prestito tassi di interesse maggiore, o, infine, può capitare che la somma massima richiedibile in prestito da un cattivo pagatore sia nettamente inferiore a quella che avrebbe potuto richiedere se non avesse accumulato una o più esperienze negative con prestiti in passato.

  • Mutuo ristrutturazione: i documenti aggiuntivi da consegnare

    Mutuo ristrutturazione: ottenerlo è più facile di ciò che si pensa. Sebbene per lui non siano previste tutte quelle agevolazioni che per legge vengono concesse sul mutuo relativo alla prima casa non bisogna disperare: la sua sottoscrizione è tutt’altro che una impresa. Sono tre gli interventi che si possono effettuare sul proprio immobile per adeguarlo a nuove norme di sicurezza e dargli una rinfrescata.

    Essi sono la manutenzione ordinaria, che riguardano parti limitate di un edificio e che gli restituiscono la funzionalità; la manutenzione straordinaria, che riguarda il consolidamento, il rinnovo e la sistemazione di strutture portanti dell’edificio o ancora la differente suddivisione delle unità immobiliari presenti nello stesso e la manutenzione attraverso le grandi opere. In questo caso si parla di cambio di utilizzo e modifiche interne ed esterne di uno stabile e si rendono necessarie concessioni e contibuti da e nei confronti della amministrazione comunale di residenza.

    Per le tre tipologie è prevista la necessità di consegna di tre diversi documenti all’atto di richiesta del mutuo. Per ciò che riguarda la manutenzione ordinaria, è sufficiente consegnare un preventivo di spesa redatto dall’impresa o dal professionista che eseguirà i lavori. Per ciò che riguarda la manutenzione straordinaria, oltre al preventivo bisognerà allegare anche il progetto edilizio con denuncia di inizio attività. In caso di ristrutturazione con grandi opere, al preventivo ed alla concessione edilizia bisognerà allegare anche la ricevuta di versamento del contributo effettuato a favore della amministrazione comunale di residenza.

  • Ottenere prestiti anche se Protestati

    I prestiti a protestati vengono concessi sempre più di rado e in ogni caso mai, dacché il prestito si è distinto da forme più o meno marcate di usura, sono stati visti di buon occhio dagli istituti che rilasciano una somma di denaro in prestito.

    Per averne una prova e per comprendere i motivi di questa riluttanza degli enti creditizi a concedere prestiti a protestati basti considerare il ruolo e la funzione delle cosiddette “garanzie”: tramite queste ultime l’istituto che rilascia il prestito si assicura che colui che tale prestito lo richiede sarà in grado di estinguere il debito accumulato, e nei tempi previsti al momento della stipula del contratto.

    Le garanzie più diffuse sono la busta paga, l‘ipoteca su un immobile e il canone fisso percepito da un individuo derivante dall’affitto di un immobile di proprietà: tutti fattori che tendono ad assicurare l’istituto che concede il prestito – che può essere creditizio, finanziario o bancario – dell’affidabilità del richiedente, ossia della sua effettiva possibilità di solvere il debito accumulato entro i tempi previsti.

    Se un individuo possiede una o più delle garanzie suddette, ed è in grado di presentarle all’ente che concede il prestito, in questo modo facilita e rende possibile la concessione del prestito, perchè attesta all’istituto stesso di disporre di una entrata economica stabile e fissa, tramite la quale sarà in grado di ripianare il debito accumulato.

    Ora, come si vede, tutte queste garanzie vanno in una unica direzione: garantire all’istituto creditizio che il cliente risarcirà la somma ricevuta in prestito.

    La situazione dei prestiti a protestati appare, alla luce di quanto detto, molto chiara più eloquente: se gli istituti si affannano a richiedere garanzie, è ovvio che essi siano riluttanti a concedere prestiti a protestati, ossia ad individui che in passato non sono riusciti a ripagare il debito accumulato o non lo hanno fatto nei tempi previsti.

  • Guida ai Prestiti Cambializzati

    Un prestito cambializzato, nonostante ciò che lascerebbe trasparire il nome, non è altro che una comune forma di prestito, con l’unica differenza che esso viene rimborsato mediante cambiali, in rate variabili a seconda delle esigenze del richiedente e della somma richiesta, rate che possono andare dai classici dodici, ventiquattro o trentasei mesi a offerte più particolari e studiate per un caso specifico.

    Come detto, oltre questa differenza, un prestito cambializzato non è dissimile in nulla da un prestito comunemente inteso, ivi comprese le condizioni alle quali viene rilasciati e i tassi di interesse che vengono applicati: per quanto riguarda le condizioni, per ottenere un prestito cambializzato sarà necessario, come d’altro è necessario per ogni tipo di prestito, fornire all’istituto di credito prescelto delle determinate garanzie, che possono andare dalle comuni buste paga all’ipoteca sull’immobile, la garanzie di terzi soggetti o il canone fisso percepito dall’affitto di un immobile di proprietà.

    Tutto il sistema dei prestiti, difatti, si basa su questo ordinamento gerarchico delle garanzie, alle quali è completamente subordinata la concessione del prestito. Allo stesso modo, i tassi di interesse variano da ente a ente, e sta al richiedente scovare l’offerta migliore o più in linea alle sue esigenze, nel caso dei prestiti normali così come di quelli cambializzati.

    Infine, ci sono da segnalare due ulteriori particolarità dei prestiti cambializzati: innanzitutto, essi sono prestiti non finalizzati, e dunque il fine a cui il denaro ricevuto in prestito sarà destinato non viene tenuto in conto dall’istituto creditizio; in secondo luogo, essi sono facilmente accessibili ai protestati o cattivi pagatori, in quanto non prevedono un controllo presso i database che contengono i dati dei precedenti prestiti ricevuti da un individuo.

  • Consulenti a parcella, un patto di fiducia.

    I consulenti a parcella, definiti anche consulenti fee-only, sono delle figure professionali ormai ben conosciute.
    L’espressione “consulente a parcella” indica un professionista della consulenza finanziaria che viene remunerato esclusivamente dal cliente. Non percepisce pertanto provvigioni o commissioni di alcun genere da banche, società di intermediazione mobiliare o compagnie assicurative, non è quindi neanche legato alla vendita di alcuni prodotti specifici ed è libero dai conflitti di interesse che spesso si incontrano nelle prestazioni dei servizi finanziari.

    Il servizio dei consulenti è offerto a tutti, dai privati agli imprenditori agli enti locali. Il consulente a parcella una volta rilevate le informazioni che caratterizzano il cliente valuta quali investimenti finanziari siano più adeguati alle caratteristiche dell’investitore, valutando se del caso anche le caratteristiche di forme di finanziamento o di copertura dai rischi.
    Il rapporto che si instaura è basato sulla fiducia reciproca: la riservatezza sui dati personali del cliente è un valore etico irrinunciabile dei consulenti.
    La parcella che spetta al consulente viene calcolata in base alla complessità della situazione patrimoniale ed alle ore di lavoro necessarie, in base alle dimensioni del patrimonio del cliente e in base agli obiettivi e/o ai rischi che il cliente è disposto ad assumersi.

    Il lavoro dei consulenti a parcella mira a fornire ai risparmiatori un servizio più efficiente con un risparmio di costi e una personalizzazione dei servizi. Il tutto parte da una accurata rilevazione del profilo di rischio del cliente e di adeguatezza degli strumenti consigliati.
    I consulenti “fee only” indipendenti si contraddistinguono attraverso 3 tratti fondamentali:

    1. INDIPENDENZA: lavorano solo per i clienti che richiedono il loro servizio. Non sono legati a banche o compagnie di assicurazione e questo garantisce la necessaria imparzialità nella consulenza. Percepiscono direttamente dal cliente il proprio compenso.
    2. COMPETENZA: la formazione dei consulenti è una formazione di alto livello. Tramite un costante aggiornamento professionale vengono utilizzati modelli e strumenti di lavoro avanzati.
    3. INTEGRITA’ PROFESSIONALE: l’obiettivo del consulente è la soddisfazione del cliente. L’analisi preliminare viene rivolta alla situazione patrimoniale e finanziaria del cliente. I dati personali vengono trattati con assoluta discrezione e la massima attenzione alla privacy da parte del consulente.

    La figura del consulente finanziario, finora sottoutilizzata in Italia, sta acquistando sempre maggiore visibilità. Il servizio offerto dai consulenti a parcella incontra al meglio le esigenze dei clienti che necessitano di ottenere un servizio più articolato di quello che un normale intermediario può offrire.