Ne.W.S. New Web solutions è orgogliosa di presentare al pubblico l’ultimo dei suoi lavori di portali e-business. Ha infatti portato a compimento lo sviluppo di un importante progetto e-business per ARPA Piemonte, Agenzia Regionale Protezione Ambiente. E’ stato da poco aperto al pubblico infatti il portale RiskNat (http://www.arpa.piemonte.it/rischinaturali/) dedicato alla comunicazione in tempo reale di rilevazioni meteo, rischi idrogeologici, pericoli meteo, pericoli valanghe e terremoti. Il progetto è stato sviluppato da un articolato team di lavoro composto da grafici, analisti e programmatori su tecnologia java open source. Il framework realizzato da NeWS aggrega e presenta su web i dati rilevati da oltre 400 stazioni disseminate sul territorio ed elaborati da ARPA. I dati vengono rappresentati su mappe dinamiche del territorio piemontese, con evidenza delle zone di allerta.
Categoria: Attualità e Società
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Aiutaci ad abrogare il termine “razza” dalla Costituzione Italiana
Edizioni Altravista lancia una petizione per modificare il termine “razza” dall’articolo 3 della Costituzione Italiana
Prendendo spunto dalla lettera inviata dal Prof. Brunetto Chiarelli, decano degli antropologi italiani e autore del libro Il valore della diversità ti chiediamo di appoggiare la nostra petizione online per dare voce a questa richiesta ambiziosa ma al tempo stesso dovuta, ricca di risvolti simbolici e sociali importanti: Eliminare il termine “razza” dall’articolo 3 della Costituzione Italiana.
Ill.mo Sig. Presidente,
come Le è noto, l’articolo 3 della Costituzione Italiana contiene il termine “razza” in relazione alle differenze fra le popolazioni umane che vivono in Italia.
Questo termine, con l’approfondimento delle conoscenze scientifiche e per lo sviluppo delle Scienze Antropologiche, ha perso ogni significato e deve essere sostituito con il termine “gruppo etnico”.Infatti il termine “razza” è usato in modo corretto per la selezione operata dall’uomo nella domesticazione degli animali ed è equivalente a quello di “varietà” per le piante coltivate, ma non può biologicamente essere usato per le diversità fra le popolazioni umane che non hanno subìto nessuna selezione artificialmente controllata da Entità esterne, ed è solo dovuta ad effetti ambientali.
Come Decano degli studiosi di Antropologia in Italia, pertanto mi permetto di chiederLe questa correzione all’articolo 3 della Costituzione cosi come è stato fatto di recente in Paesi diversi d’Europa (Francia).Con doverosi ossequi
B. Chiarelli
Se vuoi aiutarci ad abrogare il termine “razza” dalla Costituzione Italiana firma la Petizione Online
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“Dopo un esposto per abusi edilizi vessata dalle istituzioni per 8 anni”. Anziana preside in catene al Tribunale di Ostia
Invece della giustizia agognata Lucia Salvati, 72 anni, è piombata in un un incubo. Ora chiede che la magistratura faccia finalmente il suo dovere contro chi “invece di sanzionare gli illeciti mi ha perseguitato con accuse inventate per farmi desistere”
Roma – Una preside in pensione, Lucia Salvati, 72 anni, si è presentata stamani con delle catene e un lucchetto sopra il vestito all’ufficio del Giudice di pace a Ostia per denunciare di essere vittima di un presunto caso di ‘malagiustizia’.
La donna, che abita all’Infernetto, ha presentato 8 anni fa un esposto su un abuso edilizio commesso ai suoi danni, accusando i vicini di casa. Da lì, secondo il racconto di Salvati, “una storia kafkiana di denunce, controdenunce, ricorsi, procedimenti penali e civili con la controparte” – una coppia di alcuni anni più giovane della donna -, che ha coinvolto anche i due figli dell’ex professoressa. “Chiedevo di verificare e sanzionare l’abuso edilizio e mi sono ritrovata a spendere la vita in processi, con danni economici e alla mia salute fisica e psichica enormi – ha raccontato Salvati, andata in pensione come dirigente scolastico -. Chiedo che i vigili urbani, gli uffici tecnici del Municipio, la magistratura facciano finalmente il loro dovere, come non hanno fatto in questi anni”. La donna ha annunciato altri ‘incatenamenti’ nei prossimi giorni, anche davanti al Tribunale di Roma, dove i procedimenti giudiziari saranno trasferiti a seguito della chiusura del Tribunale di Ostia
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Regali solidali
Hai mai pensato di fare regali solidali?
Bomboniere solidali per una cerimonia, un battesimo, una comunione o un semplice regalo solidale per qualsiasi altro evento come il San Valentino. Un regalo solidale fa piacere a chi lo riceve e aiuta chi ne ha bisogno.
Visita il portale regalisolidali.net per conoscere la realtà più vicina a te dove poter acquistare la tua bomboniera fatta a mano solidale.
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Comunicato Stampa N. 3 Automotive Space
Automotive Space a Giugno raggiunge altri obiettivi
“Automotive Space” continua la propria affermazione tra gli influencer del settore automotive a livello internazionale.
Giugno è appena trascorso e la Community è ulteriormente cresciuta in numero e in credibilità, come potete vedere dai dati in Header.
Questi gli aspetti più rilevanti:
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Anteprima della Nuova Alfa Romeo 4C presso gli stabilimenti Maserati di Modena; per i dettagli potete leggere qui, oppure vedere le foto;
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Partecipato al 2nd Blogger Day Seat (Leon SC e Ibiza Cupra), presso l’Autodromo Internazionale di Napoli; da seguire su #iltuostilediguida e tramite foto;
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La D.ssa Giada Michetti, CEO di GL Events (Motor Show di Bologna), dopo l’intervista di qualche mese fa, inizia la collaborazione come autrice;
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Intervista al dott. Claudio Manetti, Amm. Delegato e Dir. Generale di Leasys.
La piattaforma Automotive Space NEWS, continua a pubblicare le News ufficiali dei principali attori dell’automotive (auto, moto, marine, truck, after sales).
Fino ad ora hanno collaborato, rilasciandoci i loro Comunicati Stampa: Gruppo BMW, Gruppo FGA, Gruppo Mercedes-Benz, Gruppo Renault-Nissan, Gruppo Toyota, Gruppo Volkswagen, ACI, ALD, Arval, ASI, Borile, Bentley, Bridgestone, Citroen, Continental, Ford, Hankook, Honda, Hyundai, Isuzu, Iveco, Kawasaki, LeasePlan, Leasys, Mazda, Qoros, Saab, Sciallino, Suzuki, Tata, Viasat, Volvo, Yamaha, Yokohama.
La versione in inglese di Automotive Space festeggia i due anni online superando i 100 post pubblicati e le 65.000 pagine visitate; con netta predominanza di USA, UK, F e D. Le visite provengono da tutti i continenti.
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UNO STUDIO DELL’UNIVERSITA’ DI BERGAMO RIVELA CHE SECONDO IL 75% DEGLI HOME EXCHANGERS “LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE SONO AFFIDABILI”
Roma, 11 luglio 2013 – Per la prima volta è disponibile un profilo dettagliato dell’espansione demografica di chi sceglie lo scambio casa per motivi turistici. Dalla ricerca condotta dall’Università di Bergamo emerge che il settore sta avendo un profondo impatto sulla società. Secondo le ricercatrici e professoresse Francesca Forno e Roberta Garibaldi“le persone stanno adottando sempre di più modelli di consumo che enfatizzano la comunità rispetto al singolo individuo” e lo scambio casa “può contribuire a fare in modo che le nostre società si orientino verso un futuro sostenibile”.
Non solamente attratti da questo sistema in quanto permette di risparmiare, chi scambia la casa è generalmente un turista curioso (il 98% dichiara di essere interessato alla cultura del luogo e l’84% di visitare musei e parchi naturali quando in vacanza) e con un enorme senso di fiducia verso il prossimo (il 75% dice di fidarsi della maggior parte della gente).
Sebbene si tratti di una nuova tipologia di viaggiatori (gli swapper sono molto istruiti, con il 62% che possiede un diploma di laurea o superiore), gli home-exchangers rappresentano una sempre più ampia fetta di viaggiatori appassionati. Ad esempio, il tipico soggetto che sceglie lo scambio casa viaggia con la propria famiglia (il 49% di loro con figli) e proviene da tutti e cinque i continenti, con Stati Uniti, Francia, Spagna, Canada e Italia in cima alla classifica.
L’acquisto di prodotti del commercio equo e solidale (63%) e di prodotti biologici (73%) è molto importante per gli appassionati di scambio casa, e il 69% cucina autonomamente i pasti quando viaggia, cogliendo tutti i vantaggi di poter acquistare i prodotti del territorio. Quando non è in vacanza, chi scambia la casa è spesso attivo nell’attività di associazioni per il benessere della comunità: il 59% partecipa ad attività di volontariato, che vanno dalla salvaguardia dell’ambiente, alle attività per i giovani, alla tutela culturale e del benessere degli animali.
Con ben il 98% degli intervistati che dichiarano di apprezzare molto lo scambio di casa e l’81% che ha scambiato la casa già più di una volta, il futuro sembra molto promettente per HomeExchange. Così come affermano le ricercatrici:
“Lo scambio di casa è una delle frontiere più significative del turismo moderno, in quanto incorpora alcune delle dinamiche che caratterizzano il turista del nuovo millennio: il desiderio sempre più crescente di viaggiare più volte all’anno, anche con budget limitati, il bisogno di organizzare un viaggio il più possibile su misura e il desiderio di trasformare il viaggio in un’autentica esperienza… non solo per conoscere un nuovo paese con tutte le attrazioni, ma anche per immergersi in una nuova cultura”
PER CONSULTARE I RISULTATI COMPLETI DEL SONDAGGIO, CLICCARE IL LINK: www.scambiocasa.com/it/press-releases/47
A proposito della ricerca all’Università di Bergamo
Francesca Forno è Professoressa di Sociologia e Sociologia dei Consumi, anche direttrice del CORES LAB (Gruppo di Ricerca sul Consumo, Reti e Pratiche di economie sostenibili) www.unibg.it/cores.
Roberta Garibaldi è Professoressa di Marketing e Marketing del turismo, anche membro di CeSTIT (Centro studi per il turismo e l’interpretazione del territorio) www.unibg.it/cestit.
Lo studio è stato condotto da Aprile a Maggio 2013, intervistando (con un questionario online) circa 46,000 membri di HomeExchange.com, con un tasso di risposta senza precedenti pari al 16% (7,000 intervistati)
A proposito di Homeexchange.com
Fondata in California nel 1992 da Ed Kushins, HomeExchange.com si è evoluta come società di viaggi on-line di scambio più grande e in più rapida crescita al mondo. Quest’anno i circa 46.000 membri concluderanno più di 75.000 scambi casa in circa 154 paesi. HomeExchange.com rende più semplice organizzare e godere una vacanza in qualsiasi paese, città o regione di interesse e offre ai viaggiatori un’indimenticabile e autentica “vita da locale”.
Il sito è disponibile in 16 lingue differenti.
Nel 2012 è stato lanciato HomeExchangeGold.com, riservato esclusivamente alle residenze di lusso e appartamenti di alta gamma.
Ufficio stampa
IMAGINE Communication
Via G. Barzellotti 9-9b – 00136 Roma – Tel. 06.39750290
www.imaginecommunication.euSilvia Alesi [email protected]
Per visitare le schede di Scambiocasa.com
Log in: [email protected] – Password: info
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CHIUDE L’ASSOCIAZIONE ‘A VOCE D’ E’ CREATURE, INTERVISTA A DON MEROLA: NOI ABBANDONATI
Da www.ambrogiocrespi.it – Don Luigi Merola, il prete anticamorra, da anni lotta a Napoli per togliere dalla strada i ragazzi e per rimetterli su un cammino di giustizia e legalità con la sua associazione ‘A Voce d’e’ Creature’ che ora, come spiega nell’intervista che ho realizzato per Clandestinoweb, è costretta a chiudere per mancanza di fondi. Affronta il problema con decisione e senza peli sulla lingua: “ Nessuno ha preso a cuore questa situazione, da venerdì ad oggi nessuna telefonata” ci spiega, sottolineando come al momento senta solo attorno a sé un grande tifo, ma pochi giocatori in campo.
L’associazione, spiega ancora Don Merola, ha lavorato finora solo con l’apporto dei volontari e le donazioni dei privati, ma per sopravvivere e continuare con il lavoro di bonifica del territorio dalla camorra e dalle mafie, è necessario mettere in campo qualcosa di più, azioni concrete come ci spiega con le parole forti di chi crede fino in fondo in quello che fa.
Don Merola, lei si è visto costretto a chiudere la fondazione di recupero minorile ‘ A Voce d’e’ Creature’ da lei fondata a Napoli, per mancanza di fondi…
La fondazione nasce anni fa da un bene confiscato alla Camorra. Il nostro intento è quello di far tornare i bambini a scuola perché l’abbandono scolastico a Napoli è una vera e propria piaga. Abbiamo attività pomeridiane che vanno dallo sport, alla musica, ai corsi di informatizzazione; cerchiamo poi di avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro. Fino ad ora queste attività sono state portate avanti grazie ai proventi della pubblicazione de la “Provvidenza” e del 5 per mille, ma mai nessun ente pubblico ci ha sostenuto. Purtroppo oggi ci troviamo a chiudere schiacciati dalle spese tra cui quelle delle tasse, come quella sui rifiuti solidi urbani, la Tarsu, da cui i beni confiscati non sono esentati e che ci ha messo molto in difficoltà. E’ caduto nel vuoto il nostro appello ai Parlamentari per fare una legge per tutelare chi gestisce i beni confiscati. Nessuno ha preso a cuore questa situazione, da venerdì ad oggi nessuna telefonata.
Qual è attualmente la situazione?
Siamo stati abbandonati, solo un imprenditore ci ha chiamato e ci ha detto di essere intenzionato a fare una donazione. Faccio un appello perché anche la vostra voce ci aiuti a diffondere la nostra richiesta di aiuto che a Napoli finora non è stata ancora preso a cuore neanche dal sindaco che ho cercato di incontrare, ma che ancora non mi ha ricevuto.
Cosa si può fare per salvare la vostra Associazione?
La realtà è che si tratta di un problema da risolvere a monte. Noi non riusciamo a pagare le tasse: non è possibile che a livello nazionale nessuno si faccia carico di questa situazione, che non riguarda solo l’Associazione di Don Merola. I beni confiscati non possono pagare le tasse: c’è in questo senso un vuoto legislativo che va colmato, altrimenti il lavoro delle forze dell’ordine, nel recupero e nella bonifica viene disperso e diventa inutile. Ho fatto una proposta al riguardo, ma è rimasta lettera morta e nessuno ha avuto il coraggio di portarla avanti. Nella proposta di legge chiedevamo che chi gestisce i beni confiscati sia esentato dal pagamento delle tasse e dalle utenze che vengono utilizzate per finalità sociale; tutto il conto può rientrare sul fondo unico di giustizia: i soldi sarebbero così presi dalle confische fatte alla criminalità organizzata. Altrimenti ci prendiamo in giro. L’Italia è un bel paese, ma tutti sono bravi a predicare… poi nella concretezza chi è che fa la lotta alla Camorra? Dopo le grandi operazioni e i grandi blitz, tutto ritorna come prima. Nessuno si preoccupa di mantenere nella legalità i “soldatini del boss”. Abbandonati a loro stessi non possono che ritornare a chiedere i soldi alla malavita.
Quanto è radicata sul territorio la sua associazione, quali i traguardi raggiunti, insomma: perché è così importante per Napoli far continuare a vivere ‘ A Voce d’e’ Creature’ ?
La nostra associazione non è radicata solo in Campania, ma anche fuori dalla Regione: nasce sei anni fa, ma è in rete con 1200 istituzioni scolastiche. Il nostro lavoro si basa tantissimo sul sostegno e sull’impegno dei volontari senza i quali noi avremmo chiuso già tre anni fa. Fino ad ora siamo andati avanti grazie all’esercito dei volontari, ma ormai neanche questo basta più. Serve un’analisi sociologica degna di questo paese, e si deve smettere di fare la lotta alla camorra e alle mafie solo attraverso le conferenze stampa: un quartiere non viene bonificato solo con l’arresto del boss. E in questi anni ‘ A Voce d’e’ Creature’ ha fatto questo: ha bonificato realmente il territorio e i quartieri, togliendo dalle strade i ragazzi, dando una nuova speranza. Al momento però mi sento solo: mi sembra di avere solo tanti tifosi e nessun giocatore in campo con me. Mi auguro che dalla chiusura della fondazione nasca in Italia, nei partiti, ma anche nella gente comune, la voglia di incominciare ad affrontare i problemi, chiamandoli per nome. Io devo fare il prete, non voglio fare il politico, ma non possiamo non dire che un buon amministratore, come dice il Papa deve essere un uomo umile. La politica potrà dire ancora tanto, ma nel momento in cui comincia a essere umile, semplice. E questo è il pensiero di chi la politica la ama e la intende nella forma più alta, quella della carità cristiana. A differenza di Grillo voglio prendere il popolo e dire “amiamo la politica”, per il suo vero significato, di servizio, di salvaguardia del nostro territorio, per dare occupazione.
Come riuscite a portare questi ragazzi su un cammino di giustizia e legalità?
I nostri ragazzi hanno bisogno di vedere immagini, di toccare con mano. Gli facciamo capire che quello del boss è un futuro già morto, già spento. Per questo gli facciamo vedere che i boss finiscono tutti in carcere o morti ammazzati, gli facciamo fare i conti con la realtà. Poi gli facciamo provare come solo lo studio e la cultura in questo momento possono salvare il nostro sud Italia, ma anche il Nord. La mafia ha le radici al Sud, ma i rami più belli, i frutti migliori li ha al nord, perché lì ci sono gli investimenti. Noi facciamo scoprire ai nostri ragazzi quanto è bello avere un lavoro onesto, rimanere sul tuo territorio; vogliamo far capire loro che le risorse sono a portata di mano, che non c’è bisogno di andarsene. Ma tutto questo con amore, l’amorevolezza, senza repressioni che non servono a niente. Diamo loro un lavoro, li facciamo appassionare.
Un’ultima battuta: in una intervista ha detto che per lei Cosentino non è un camorrista? Come si è fatto questa idea?
A me era stato chiesto se Cosentino fosse camorrista o meno. Questo lo dovrà stabilire un tribunale e non sta a noi cittadini: i processi si fanno nei tribunali, non sulla carta stampata e neanche per teoremi, come qualcuno purtroppo ama fare. Quello che io ho ribadito è che è immorale che sia detenuto in carcere perché non può inquinare le prove, non può fuggire perché si è costituito e non può reiterare il reato perché non è più in parlamento, non è più un uomo potente. Venute meno queste tre circostanze ho detto solo che è immorale che sia in carcere in attesa di giudizio. Può aspettare a casa il suo processo. Per aver detto questo mi hanno accusato di aver criticato i magistrati, per le mie opinioni sono stato attaccato in maniera feroce e dura come neanche la Camorra quando ero a Forcella. Siamo un paese democratico, o un paese in cui non si può esprimere le proprie opinioni?
COME AIUTARE L’ASSOCIAZIONE DI DON MEROLA
PER DONAZIONI
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Per maggiori informazioni visitate http://ambrogiocrespi.it/chiude-lassociazione-a-voce-d-e-creature-intervista-a-don-merola-noi-abbandonati/
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Problemi con il digitale terrestre: ecco le soluzioni
Da quando il digitale terrestre è arrivato capita spesso di avere problemi di segnale e di non riuscire a visualizzare alcuni canali. Le motivazioni di questi disturbi possono essere molteplici e di varia natura. Spesso, non avendo conoscenze tecniche sufficienti, la gente tende a rivolgersi subito ad un tecnico specializzato, con conseguenze pesanti per il proprio portafogli. Non sempre però è necessario rivolgersi ad un antennista.
Se il problema è dovuto alla debolezza del segnale o all’inadeguatezza dell’impianto di ricezione (ad esempio un’antenna troppo vecchia) è certamente opportuno rivolgersi ad uno specialista del settore. Molto spesso però i disturbi sono risolvibili in pochi minuti e da chiunque, anche da chi non ha nessun tipo di competenza specifica. Non è raro, ad esempio, che i canali del digitale terrestre non si vedano a causa di un cambio di frequenza. Se il problema è questo la soluzione non potrebbe essere più semplice, è sufficiente effettuare la risintonizzazione dei canali: basta prendere il telecomando del decoder, premere il tasto del menu e far partire la sintonizzazione automatica. Nel giro di pochi minuti il decoder effettuerà nuovamente la sintonizzazione di tutti i canali, aggiornando quindi le frequenze cambiate. Se la sintonizzazione automatica non è sufficiente a far tornare tutti i canali, allora si può provare a fare una sintonizzazione manuale, dopo essersi informati sulle frequenze dei canali che si stanno cercando.
A volte invece capita che si verifichino problemi tecnici che portano il nostro decoder a non funzionare più, o a funzionare male. In questi casi occorre valutare che il problema potrebbe essere dovuto al software, che potrebbe essere non aggiornato. Di solito i decoder effettuano automaticamente l’aggiornamento software del digitale terreste quando sono in stand by. Può capitare però, per varie ragioni, che l’aggiornamento automatico non sia stato effettuato. In questi casi è sufficienti accedere al menu del decoder e procedere con l’aggiornamento manuale del software.
Prima ancora di effettuare la sintonizzazione dei canali e l’aggiornamento del software del decoder digitale terrestre provate a verificare che tutti cavi (antenna, scart, ecc.) siano collegati in maniera corretta. A volte il problema è risolvibile più facilmente di quanto si creda!
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Allerta: Chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e Mini Manicomi Territoriali
Non si chiama RIFORMA PSICHIATRICA ma CHIUSURA DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI.
Dovremmo provare sollievo, per l’affermazione dei Diritti Umani e della Dignità della Persona, ma, ai sensi della Legge 57/2013 e dopo i chiarimenti del Seminario svoltosi il 9 luglio a Roma , a cura dell’Associazione STOP OPG, in un clima di vivace e costernato stupore…non possiamo che lanciare un allerta per la manovra psichiatrica in atto, tesa a pervadere le nostre Regioni ed i territori tutti, di “mini manicomi criminali territoriali” per un pervasivo controllo e “contenimento” della Salute Mentale.
Come a dire, usciamo da una fatiscente porta dell’inferno di un manicomio criminale (ops, scusate…ospedale psichiatrico giudiziario…) ed entriamo in una falsa porta nuova, di una Residenza pubblica o privata , con la modica spesa di soli 173 milioni di euro, per la costruzione delle nuove strutture, oltre a 55 milioni per la gestione ed altre spicciolate di milioni raggranellati per gli extra…
Non e’ il PIL, neanche il piano per gli Esodati, ma ” solo ” la spesa prevista per una espansione territoriale dei servizi psichiatrici.
Scampammo lo scorso anno, con il blocco della proposta Riforma Ciccioli, ma questa riappare oggi, mascherata da una norma che voleva, nelle intenzioni originarie, invece solo staccare la spina ad un sistema fatto di abusi.
Quando l’allora Senatore Ignazio Marino, a seguito delle risultanze della commissione d’inchiesta sui manicomi criminali attivi in Italia, porto’ finalmente alla luce in modo inconfutabile le torture, la sporcizia e lo scempio della dignità umana in quei locali dove il dovere della misura detentiva era commista a sperimentazione, contenzione e negazione di ogni diritto, il plauso della Societa Civile fu unanime e condiviso.
E, mentre qualcuno di noi si nutriva della fiducia nella bontà degli esseri umani, il marketing della follia, continuava la sua costante affermazione di se stesso attraverso un maquillage torbido e malfatto, finalizzato all’azzeramento di quelle poche conquiste civili degli ultimi 30 anni, proponendo ed ottenendo, al contrario, l’apertura di manicomi regionali territoriali, gestiti anche da privati.
Laddove l’espressione “privati” può evocare commistioni di dubbia origine, interessi personali e violazioni dei Diritti e del Diritto.
“Tra tutti i dati analizzati oggi” commenta la prof.ssa Vincenza Palmieri, Psicologa, fondatrice del Programma Internazionale Vivere Senza Psicofarmaci, presente al Seminario Stop OPG, svoltosi presso la Sala Di Vittorio della CGIL Nazionale, ” E’ rilevante la notizia del calo delle contenzioni meccaniche; dai 177 del 2008 ad oggi, legati al letto, in un manicomio criminale ce n’e’ …solo uno!… E non vorrei essere quell’uno! Soprattutto non vorrei essere così scientificamente ipocrita da non ricordare che la contenzione meccanica con cinte e fasce di cuoio ai polsi e caviglie e’ stata sostituita o va ad abbinarsi, a contenzione chimica, agita tramite somministrazione di quantità scioccanti di cosidetti farmaci – gli psicofarmaci – che, ai segni sui polsi e caviglie sostituisce l’irreversibile buco nella mente e nell’anima .
Bisogna sapere che negli OPG e nei loro derivati abbiamo troppo spesso ragazzi, tossicodipendenti o delinquenti comuni che barattano inconsapevolmente i loro cumuli di pene con un biennio in OPG, non sapendo che da quel manicomio potranno uscire solo se, al termine di quel periodo, un magistrato, sulla base di una relazione psichiatrica, li riterrà non più socialmente pericolosi. E se, oltre a questa relazione, un familiare vorrà riprenderli in carico. Affrontare quindi un nuovo processo, per uscirne. Se, a tutto questo sommiamo il fatto che due anni sono più che sufficienti per inebetirli, renderli incontinenti, distruggere ogni minima reazione vitale, renderli incapaci di parlare, camminare, mangiare…allora, è come gettar via la chiave per sempre! Altro che “intensità sanitaria e camera singola con bagno”!
Al “5 Stelle” manicomiale preferiamo levare oggi la nostra protesta e uno stato di allerta accorato:
la pena deve essere consapevolezza, riabilitazione, rimedio
l’ignoranza non può essere tradita
sui Diritti Umani non possiamo fare sconti !
Ufficio Stampa INPEF
Ufficio Stampa VIVERE SENZA PSICOFARMACI
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E’ uscito il libro GLI UOMINI DI PORPORA di Lucinda Raston
“GLI UOMINI DI PORPORA” un thriller esilarante e avvincente, dove alcuni scavi nei sotterranei della basilica di S. Lorenzo in Lucina, richiamano a Roma un’archeologa inglese, proprio durante la sede vacante del soglio pontificio. Una lista misteriosa e una scoperta archeologica sconcertante, coinvolgeranno Greta Laynor in un complotto internazionale, dove gli omicidi rituali di alcuni porporati s’intrecciano in colpi di scena e situazioni non così lontane dalla realtà. Da leggere questa estate, tutto d’un fiato! Disponibile su Amazon e Lulu.