Categoria: Attualità e Società

  • Un’occupazione per le persone disabili: cooperativa sociale Tangram

    Nel 1992, a Forlì (FC) nasce la Cooperativa sociale Tangram che attualmente gestisce 4 laboratori socio-occupazionali tra Forlì e Meldola e oltre 70 persone diversamente abili o con disagio psichiatrico. Uno degli obiettivi della cooperativa è di dare la possibilità di acquisire competenze lavorative e crescita nell’ambito sociale, all’interno di un contesto lavorativo protetto e stimolante.

    Le attività occupazionali ed educative sono uno strumento importante per l’integrazione delle persone disabili nel contesto cittadino, per il miglioramento della loro qualità di vita e del benessere di tutta la comunità

    Nel corso degli anni sono stati realizzati diversi progetti per portare avanti la Mission e negli ultimi anni è stato pensato e realizzato un progetto legato al centro stampa il Lapis: “Un quaderno per lasciare il segnolegato a La Cartoleria Didattica”.

    Il quaderno per lasciare il segno è un prodotto artigianale, poiché creato manualmente dagli utenti della cooperativa, i quali realizzano i disegni delle copertine per poi procedere con tutti i passaggi necessari al confezionamento di un prodotto esclusivo ed ecologico.

    I quaderni sono in carta riciclata per diversificare l’offerta e offrire un prodotto di qualità che è sia molto resistente e adatto all’utilizzo scolastico, sia rispettoso dell’ambiente e del riciclo di un materiale importanti come la carta. La gradevolezza e armonia delle copertine migliora ulteriormente il gradimento del prodotto ai consumatori.

    Il centro stampa produce altresì una linea di altri prodotti di cartoleria e libreria molto innovativi ed originali.

    I quaderni e i prodotti di cartoleria della Cooperativa sociale Tangram attualmente si possono acquistare presso le cartolerie e librerie della città di Forlì che hanno appoggiato il progetto, comprendendo il valore etico e solidale del prodotto. L’elenco dei punti vendita è presente sul sito di Mr Cubottis, mascotte legata al percorso formativo “Cartoleria Didattica”. www.mrcubottis.it

    Mr Cubottis è un cubetto rosso, il cubetto che è caduto dal gioco del Tangram, curioso di conoscere il mondo e aiutare i ragazzi della cooperativa a realizzare i quaderni dedicati ai bambini di tutte le scuole!

    Mr Cubottis vi accompagnerà nel suo mondo colorato e divertente per vivere insieme un incontro di diversità, gioire dell’amicizia e sviluppare le proprie potenzialità.

    Ogni anno la Cooperativa Sociale Tangram lega la raccolta fondi del 5×1000 ad una specifica attività, progetto o attrezzatura da acquistare per riattivare le capacità personali e professionali delle persone disabili. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità di vita delle persone disabili attraverso una quotidianità fatta di incontri, relazioni e lavoro.

    Grazie alla solidarietà dimostrata dai donatori nell’anno 2013 è stato possibile acquistare una macchina dorsatrice che consente agli utenti della cooperativa di realizzare i quaderni in carta riciclata che rispettano l’ambiente e attivano la solidarietà della comunità.

    Nel 2014 l’obiettivo del 5×1000 la Cooperativa Tangram sarà quello di devolvere le donazioni all’acquisto di una nuova macchina puntatrice che permetterà alle persone disabili di lavorare in completa autonomia in questa fase prevista nella produzione dei quaderni di Mr Cubottis. Lo slogan di quest’anno è stato pensato per attirare anche i navigatori del web e tutti gli amici che seguono le avventure dei ragazzi sulla fan-page di Facebook: Quadernologia… mi piace! Quadernologia è un termine nuovo, creato appositamente per sottolineare la passione, l’entusiasmo e la competenza professionale che i ragazzi portano nella realizzazione di questa linea di prodotti unici nel loro genere e portatori di valori di solidarietà sociale e ecologicità.

  • Pantaloni a zampa: come indossarli?

    Come indossare alla perfezione i pantaloni a zampa, cult degli anni Settanta? Questa tipologia di pantaloni presentano una gamba molto larga e sono ritornati di moda negli ultimi anni Novanta per poi lasciare il posto a jeans e pantaloni very skinny, che modellano la silhouette e sono perfetti per donne alte o anche di statura bassa.

    Timidamente, le case di moda li hanno riproposti ed oggi è possibile intravederne qualche esemplare in giro, tra le vetrine dei negozi di abbigliamento più apprezzati. Sorge un interrogativo: come vanno indossati? Come abbinarli nel modo giusto? Quali accessori scegliere? Per le fashion victim, ecco alcuni preziosi consigli.

    Essi soddisfano le richieste di donne che hanno le gambe non perfettamente magre e vestono benissimo donne di alta statura, mente quelle medio-basse dovrebbero evitarli perché accorciano la figura ulteriormente. Data la larghezza della parte finale dal ginocchio in giù, è opportuno non utilizzare scarpe basse, come ballerine, bensì tacchi alti e zeppe di sughero. Bluse e camicie larghe in stile anni ’70 sembrano davvero perfette per questi pantaloni o jeans.

    Se invece il busto non è particolarmente grande, meglio adottare maglie scollate per valorizzare un generoso decollete, creando un contrasto tra la parte larga dei pantaloni e la parte superiore più stretta. Da come leggiamo, è possibile indossare questi pantaloni senza combinare disastri e ripopolare l’armadio di esemplari che sembravano estinti.

    Le amanti dei tacchi rasoterra possono dire addio a sandali e ballerine, come detto sopra, perché i jeans o i pantaloni a zampa permettono alle donne di guadagnare qualche centimetro in lunghezza ricorrendo alle zeppe, che creano uno stile very vintage. Infine, è opportuno scegliere cinture in cuoio e di color marrone o beige oppure borse etno o vintage che creano una miscela di stile davvero esplosiva.

    Scegliere tonalità di pantaloni non troppo forti oppure jeans a tinte uniche, senza sfumature di alcun genere, sono la soluzione ideale per essere sempre alla moda ed impeccabili.

  • Ecco perche’ il cane si rotola su cose maleodoranti

    Esistono delle situazioni in cui i proprietari di cani rischiano di perdere veramente la pazienza nei confronti del loro compagno a quattro zampe. Una di queste è per esempio quando il cane si rotola nell’immondizia, nelle feci, sulle carcasse di animali o su altre cose maleodoranti che hanno per noi umani un odore disgustoso. Chissà a quanti di voi è capitato e, dopo un tempestivo intervento di pulizia con detergenti profumati, la domanda nasce spontanea: perché fa così? Sono state avanzate molte ipotesi per spiegare questo comportamento.

    Ecco perche’ il cane si rotola su cose maleodoranti:


    Messaggi puzzolenti
    Una prima teoria afferma che si tratta di un sistema per inviare dei messaggi agli altri membri del branco: l’animale si rotola su qualcosa che ha un cattivo odore ma che è ancora commestibile. In questo modo, quando ritorna al branco, gli altri individui sanno che nei paraggi c’è qualcosa da mangiare.

    Deodorante sui generis
    Esiste un’altra teoria secondo la quale il cane non cerca di ricoprirsi il mantello di odori sgradevoli, bensì cerca di coprire tali odori con il suo. Il cane infatti, proprio come il gatto si rotola e si struscia spesso su oggetti (es. una cuccia) o su persone nel tentativo di lasciare su di essi una propria traccia olfattiva.

    Travestito per la caccia
    Un’altra teoria ipotizza invece che si tratti di una sorta di travestimento da parte del cane, frutto del retaggio dei tempi in cui il cane cacciava per vivere e quindi aveva bisogno di coprire il proprio odore per non farsi scoprire dalla preda.

    Ehi, guardami!
    Infine, non è da escludere che questo tipo di comportamento venga utilizzato dal cane come segnale visivo oltre che olfattivo per richiamare l’attenzione di altri cani e di noi proprietari, che sicuramente, in questa occasione, non possiamo proprio restare indifferenti!

  • CIAK SI GIRA: Il GUSTO DI ESSERE DONNA

    Milano, 25 febbraio 2014. Via libera al cioccolato e al piacere di cambiare! Il desiderio di rinnovarsi e è un bisogno che accomuna tutte le donne del pianeta e, come i vestiti, anche i gusti definiscono il proprio stato d’animo ogni giorno. Nestlé Fitness, esperto di cioccolato, ha identificato la tipologia di donna per ciascuna variante di cioccolato della sua gamma di cereali: Dark, Chocolate e White, associandole alle protagoniste dei film cult legati al ‘cibo degli dei’.

    Un divertente ‘indice del cioccolato’, che rivela la donna che ci si sente di essere ogni giorno in base al gusto di cereali che si preferisce. Perché tutto quello che scegliamo quotidianamente ci identifica e dice come ci sentiamo. Il nostro modo di vestire, di dialogare, le cose che mangiamo, sono tutte scelte consapevoli o subconsce che dichiarano il nostro stato d’animo. Ecco qui di seguito tre personaggi del cinema che rispecchiano caratteristiche generali che fanno parte del ‘guardaroba’ personale di ogni donna anche se a volte sono ‘vesti’ nascoste nel proprio IO che difficilmente emergono davanti agli occhi di tutti.

    INDICE DEL CIOCCOLATO

    Dimmi quale cioccolato scegli e ti dirò a chi assomigli

    · Cioccolato al latte – una scelta da donna vitale e ironica, ma che non vuole rinunciare al suo lato romantico, che la fa continuare a credere alle favole. Un po’ come Jenna, la protagonista di Waitress Ricette d’Amore, una donna terribilmente realista, ma pronta a vivere a pieno le sue emozioni per rivoluzionare la sua vita.

    · Cioccolato fondente – una donna equilibrata e decisa, ma impetuosa e quasi sensitiva grazie al suo sesto senso sviluppato. È però totalmente impotente innanzi al proprio destino che, come il vento, le impone di cambiare strada senza sosta, come Juliette Binoche nel mitico ruolo di Vianne in Chocolat.

    · Cioccolato bianco ­– per chi vuole sentirsi apparentemente zen, ma nasconde un turbinio di emozioni e grazie alla sua perseveranza e alle sue doti comunicative trova una via verso l’oggetto del desiderio come Tita in come l’Acqua per il Cioccolato, ovviamente sperando in un lieto fine.

    Nestlé Fitness, il partner ideale di ogni giorno, dà la possibilità di scegliere tra tanti gusti i Fitness preferiti e di seguire il proprio stato d’animo attraverso le proprie piccole e grandi scelte di ogni giorno.

    Via libera dunque a concedersi tutto il piacere del cioccolato!

    http:/nestle-fitness.com

    Cereal Partners Worldwide ( CPW )

    Cereal Partners Worldwide (CPW) è una joint venture che nasce nel 1990 tra Nestlé S.A. e General Mills per produrre e distribuire cereali pronti per la prima colazione e barrette ai cereali in tutto il mondo, eccetto Stati Uniti e Canada. Il gruppo, con sede a Losanna – Svizzera – ha iniziato la sua attività nel dicembre del 1990 nel Regno Unito, Francia, Spagna e Portogallo. Oggi è il secondo produttore al mondo di cereali per la prima colazione e vende i suoi prodotti principalmente sotto il brand name Nestlé. Può contare su 14 stabilimenti produttivi e su circa 4.000 dipendenti.

    Il nostro obiettivo è sviluppare i nostri brand a livello globale (escluso Stati Uniti e Canada) e creare per i prodotti a base di cereali Nestlé referenze gustose, convenienti e nutrienti, esclusivamente a base di cereali integrali, per fare in modo che i nostri consumatori inizino le loro giornate nel modo più sano possibile. I nostri brand principali sono Fitness, Chocapic, Nesquik e Cheerios, ideati e prodotti per soddisfare le esigenze di consumo di ogni componente della famiglia.

    Nestlé Italiana

    Nestlé Italiana è oggi una delle più importanti aziende presenti nel settore alimentare del Paese, con un fatturato che nel 2012 ha raggiunto circa 2,2 miliardi di euro*. L’azienda vanta un organico di circa 5.400 dipendenti, occupati nella sede centrale di Milano e nei 18 stabilimenti distribuiti su tutto il territorio nazionale. Tra i principali marchi: Perugina, Buitoni, il Saccoccio Buitoni, Gelati Motta, Baci Perugina, Baci Perugina Bianco, Nero Perugina, Latte Perugina, KitKat, Smarties, Galak, Lion, Polo, La Cremeria, Antica Gelateria del Corso, Maxibon, Coppa del Nonno, Purina Pro Plan, Purina ONE, Gourmet, Friskies, Nidina, Nestlé Mio, Lc1 Protection, Fruttolo, Sveltesse, Nescafé, Nescafé Dolce Gusto, Orzoro, Nesquik, Fitness, Meritene, Resource.

    Nestlé Italiana è parte del Gruppo Nestlé, azienda leader a livello mondiale in Nutrizione, Salute e Benessere, con 468 unità produttive distribuite in 86 Paesi, circa 339.000 collaboratori e una vendita quotidiana di oltre 1 miliardo di prodotti, frutto della tradizione e della più avanzata ricerca nutrizionale al mondo. Le dimensioni e la responsabilità di mercati così ampi e diversi fra loro si traducono nell’impegno a sviluppare e garantire un corretto approccio alla nutrizione ed ad un corretto stile di vita, che non può prescindere da un’equilibrata alimentazione ed idratazione. In Italia è presente dal 1875 e opera oggi con diverse realtà aziendali: Sanpellegrino, Nestlé Purina Petcare, Nespresso.

    *A partire dal 2011, Nestlé ha adeguato il proprio sistema di rendicontazione all’International Financial Reporting Standards (IFRS), passando da NPS (Net Proceed of Sales) a NNS (Net Net Sales). Questo cambiamento comporta una riduzione degli importi di vendita rispetto agli anni passati.

    Per informazioni

    Nestlé Italiana

    Letizia Balducci [email protected]

    Tel. 02 8181 1

    Edelman

    Bianca Geddes [email protected]

    Tel. 02 631161 – 02 63116250

  • Il biberon e l’alimentazione dei neonati nelle prime settimane

    L’allattamento al seno è sempre la soluzione da preferire come metodo di alimentazione dei neonati, ma alcune volte può succedere che la mamma debba assentarsi, magari per motivi lavorativi, ed è quindi costretta a trovare delle alternative all’allattamento al seno, come ad esempio il biberon.
    Partendo dal presupposto che diverse sono le modalità di somministrazione del latte e che queste dipendono dall’età del bambino, bisogna tener presente che il biberon potrebbe causare più conseguenze negative che positive, se utilizzato nelle prime settimane di vita. È sicuramente vero che i biberon non costano molto, sono facilmente reperibili sul mercato e si caratterizzano per un utilizzo semplice e piuttosto veloce, ma le tettarelle dei biberon, soprattutto quelle con la base larga e con la punta corta e stretta, possono confondere il bebè, portandolo ad un rifiuto del seno o a poppare in maniera scorretta. Ciò accade perché durante l’allattamento al seno, il neonato prende in bocca una grossa parte del seno, in modo che il capezzolo arrivi fino in fondo alla bocca, in modo da stimolarne la suzione. Con l’allattamento tramite biberon invece, la punta della tettarella arriva normalmente fino al bordo gengivale e a quel punto il neonato è portato non più a succhiare, ma semplicemente ad aprire e chiudere la bocca al fine di stringere la tettarella e far uscire il latte. Se il piccolo si abituasse troppo presto all’utilizzo del biberon, sarebbe indotto a ripetere questo movimento anche durante l’allattamento al seno, risultando inefficace per lui e doloroso per la mamma.
    Per evitare di utilizzare il biberon, almeno nelle prime settimane e se la mamma non può essere presente per l’allattamento del neonato, si potrebbe utilizzare un bicchierino, con bordi arrotondati, come quelli da liquore ed appoggiarlo al labbro inferiore del bimbo, evitando di versare il latte direttamente in bocca.
    È utile ricordare che il biberon può essere tranquillamente utilizzato quando il bimbo è più grande, senza nessuna conseguenza, ma se proprio si decidesse di usarlo anche prima, è consigliabile sceglierne uno con la tettarella morbida, con base non molto larga e con la punta lunga; i fori inoltre non dovrebbero essere troppo grandi, in modo che il neonato riesca a gestire autonomamente il flusso del latte.
    Per acquistare online i biberon delle migliori marche e tutto ciò che occorre per l’allattamento e la pappa dei bambini, è possibile il sito NewBabyLand.com. NewBabyLand è uno dei negozi più grandi e più apprezzati online nel settore della prima infanzia, grazie ad un catalogo con più di 15 mila articoli e ai suoi prezzi competitivi.

  • I tavolini di un bar riflettono lo stile e lo spirito del locale

    Oggi l’arredamento interno di un bar o di qualunque altro locale pubblico, copre un ruolo estremamente importante (forse maggiore rispetto al passato), in quanto accade sempre più spesso che la clientela decida quale bar frequentare in base al fattore estetico o in base al fatto che un locale sia di tendenza o meno. Ecco perché sedie, tavoli, tavolini da bar ed il resto dell’arredo interno, svolgono la funzione di un biglietto da visita: come si presenta il bar agli occhi degli avventori può risultare determinante nell’ottica della fidelizzazione del cliente.
    Tra gli elementi d’arredo più importanti rientrano sicuramente i tavolini da bar. In commercio è possibile reperire tavolini bar di modelli, forme, colori, materiali e dimensioni differenti, in modo che il gestore possa scegliere l’arredamento che meglio rappresenti lo stile e l’anima del suo locale. Tavoli e tavolini sono probabilmente gli elementi dell’arredamento di un bar più versatili, nel senso che possono essere utilizzati per tutti i momenti della giornata, anche se non bisogna dimenticare che ogni tavolino ha delle proprie caratteristiche che lo rendono adatto ad uno specifico utilizzo. Ad esempio esistono tavolini da caffè, solitamente bassi ed in legno, utilizzati prevalentemente nei bistrot o nella sale da the, in coppia con divanetti bassi o pouf. Nei lounge bar invece, vengono utilizzati maggiormente i tavolini alti, ideali come punto d’appoggio per sorseggiare cocktail o durante l’ora dell’aperitivo; si tratta soprattutto di locali rivolti ad una clientela giovane ed alla moda. Per i bar più tradizionali, che magari offrono anche un servizio di gastronomia o tavola calda, il classico tavolino da bar è quello più indicato, perché permette di consumare i pasti comodamente (al contrario dei tavolini alti e degli sgabelli, che invece non sono molto confortevoli per lunghe soste). Anche i tavolini per gli esterni di bar, pasticcerie e gelaterie sono normalmente di media altezza e spesso in alluminio, in quanto più resistenti agli agenti atmosferici e più semplici da pulire.
    In generale quindi la scelta di questi complementi di arredo dipende dal tipo di locale e dalla clientela che si intende servire, ed oggi grazie alla vasta offerta del mercato, è possibile trovare facilmente il tavolino bar più adatto alle proprie esigenze, senza rinunciare comunque ad un’estetica accattivante.
    AllForFood, uno dei maggiori rivenditori di attrezzature professionali ed arredamento per bar, pub e locali di ristorazione, dispone di un ricco catalogo in cui è possibile trovare diversi modelli di tavoli e tavolini da bar e tutti gli altri accessori per arredare il proprio locale. I prezzi vantaggiosi, la qualità dei prodotti e la semplicità di acquisto online, fanno di AllForFood uno dei negozi più apprezzati nel web e non solo.

  • BioEnergy Italy 2014: tutti i motivi per cui vale la pena visitare la fiera

    BioEnergy Italy visitare la fiera

    Visitare BioEnergy Italy 2014 è gratis effettuando la pre-registrazione entro il 2 marzo!

    I visitatori che entro il 2 Marzo 2014 effettueranno la pre-registrazione potranno entrare con un BIGLIETTO OMAGGIO GIORNALIERO presentandosi alle casse con la stampa della conferma di registrazione che verrà inviata via mail.

    BioEnergy Italy 2014 è da mercoledì 5 a venerdì 7 marzo dalle 9:30 alle 18:00 a Cremona presso il quartiere fieristico in Piazza Zelioli Lanzini 1.

    Il costo del biglietto di ingresso è di 10 euro (ridotto 1 euro).

    Il Salone delle Tecnologie per le Biomasse e le Rinnovabili in Agricoltura BioEnergy Italy si svolge a Cremona, al centro della Pianura Padana, un nodo commerciale di primaria importanza in cui si intersecano le economie più rilevanti d’Italia e d’Europa.

    Facilmente raggiungibile in auto, in treno ed in aereo, CremonaFiere è oggi una realtà in continua crescita ed espansione con un ruolo di sempre maggiore spessore nello sviluppo dei mercati di riferimento.

    I VISITATORI di BioEnergy Italy

    Dall’indagine condotta sui visitatori della scorsa edizione è emerso che:

    • 80% ha giudicato il programma eventi interessante
    • 81% dei visitatori ha sviluppato o ha intenzione di sviluppare business con gli espositori
    • 98% dei visitatori considera la manifestazione altamente qualificata

    Il profilo dei visitatori di BioEnergy Italy comprende: agricoltori, tecnici, installatori, manutentori, operatori settore rinnovabili, allevatori, ricercatori, pubbliche amministrazioni, distributori, industrie alimentari. Visitare BioEnergy 2014

    10 BUONI MOTIVI PER VISITARE BIOENERGY ITALY

    Affermata da anni anche a livello internazionale, BioEnergy Italy è una delle più importanti manifestazioni fieristiche riguardanti un settore in continua crescita: la produzione di energia da fonti rinnovabili.

    1. punta molto sulla specializzazione e la professionalità
    2. è un’esposizione internazionale di alto livello
    3. propone anche un programma di eventi progettato per fornire spunti concreti agli operatori
    4. è laboratorio tecnologico ma anche di idee e soluzioni innovative
    5. si avvale della collaborazione di prestigiose realtà: Legambiente, Confagricoltura, AITA, AIIPA, ENEA, Consorzio Italiano Biogas, Chimica Verde, Università di Torino e di Milano.
    6. ospita gli specialisti più qualificati a livello internazionale
    7. approfondisce le principali tematiche del settore dal punto di vista: tecnico, economico, scientifico,politico -lo sfruttamento degli scarti dell’industria alimentare, la normativa più recente, il fotovoltaico di ultima generazione, la bietola da biogas, il rapporto energia-territorio, la produzione di bioplastiche e l’offerta formativa e professionale
    8. è una panoramica completa e approfondita di tutto il settore
    9. è realizzata da due dei protagonisti del panorama fieristico internazionale per il settore: CremonaFiere (con l’esperienza della Fiera Internazionale del Bovino da Latte, Italpig e Vegetalia AgroEnergie) e DLG International, partner tedesco organizzatore di manifestazioni come AgriTechnica, EuroTier e BioEnergy Decentral
    10. la città di Cremona: tra musica, arte e buona tavola, il simbolo del “vivere bene” italiano: un luogo ideale per apprezzare le eccellenze del territorio quando termina la giornata in Fiera.

    SETTORI CHE ESPONGONO a BioEnergy Italy 2014

    • Biogas
    • Biomasse
    • Fotovoltaico
    • Solare
    • Geotermico
    • Idroelettrico
    • Eolico
    • Biocarburanti e biocombustibili
    • Pale caricatrici, rimorchi, container ecc.
    • Attrezzature macchinari accessori componenti per impianti a energie rinnovabili
    • Sistemi di riciclaggio e smaltimento sottoprodotti della lavorazione
    • Sistemi di sicurezza
    • Produttori e Utility
    • Strumenti di misurazione e controllo
    • Commercializzazione componenti e materiali per impianti
    • Servizi
    • Software
    • Progettazione e consulenza
    • Ricerca e sperimentazione
    • Associazioni istituzioni ed enti
    • Servizi assicurativi finanziari e bancari
    • Certificazione
    • Stampa specializzata

    Cremona BioEnergy Italy

    CREMONA

    La città di Cremona, al centro di una delle aree più produttive d’Europa, conserva una dimensione e un stile di vita che ne fanno un luogo ideale per apprezzare le eccellenze del territorio quando termina la giornata in Fiera.

    Capitale della musica e della liuteria, Cremona vanta musei prestigiosi, una splendida pinacoteca, un rinomato teatro, e decine di ristoranti e trattorie in cui apprezzare un’ottima cucina tradizionale.

    BioEnergy Italy 2014 è dal 5 al 7 marzo dalle 9:30 alle 18:00 a Cremona presso il quartiere fieristico CremonaFiere.

  • Dopo il divorzio…torno a vivere con mamma e papà

    Dimenticate i divorzi milionari, gli assegni a dieci zeri, le spartizioni di grandi patrimoni immobiliari: la separazione, per i comuni mortali, determina una situazione di difficoltà in cui uno degli elementi di attrito maggiore è la casa. A questo proposito, il portale Immobiliare.it rivela come ben 167.000 italiani divorziati, o attualmente in fase di divorzio, siano tornati a vivere con i propri genitori.
    Il dato è solo la punta dell’iceberg di un’indagine più complessa realizzata per il portale dall’Istituto di ricerca Demoskopea cui Immobiliare.it ha chiesto di intervistare un campione rappresentativo dei circa 2.700.000 divorziati e separati italiani, per capire in primis cosa fosse successo alla casa coniugale, ma anche quale fosse la loro attuale situazione abitativa.
    Ebbene, 2 divorziati su 3 non vivono più nella casa in cui abitavano da sposati che nel 43,4% dei casi resta al partner, ma meno di un terzo delle volte questi ha con sé i figli. Vivono ancora nella casa coniugale il 28,9% degli uomini separati e il 37,2% delle donne separate; oltre i cinque anni dalla fine del matrimonio occupa ancora la casa coniugale meno di un divorziato su 5 (19,2% degli intervistati).
    Il primo anno dalla separazione è senza dubbio il più difficile anche da un punto di vista economico e, dall’indagine, emerge come entro i dodici mesi la maggior parte dei separati viva ancora nella casa coniugale (57,8%) – magari assieme all’ex partner – mentre un quarto del campione vada a vivere in affitto (26,6% fra chi è separato da meno di un anno) e più di 1 su 10 torni con la famiglia di origine (10,9%).
    La percentuale generale di chi torna a casa da mamma e papà si assesta al 6,2%, senza alcuna distinzione di comportamento tra uomini e donne: in numeri, parliamo di 167.000 italiani che tornano a fare i figli svariati anni dopo l’uscita dal loro nucleo originario. Più che differenze di genere, si notano comportamenti diversi sia in base alla regione di appartenenza – la percentuale arriva addirittura al 7,6% se isoliamo le regioni del Sud Italia – sia in base all’età: tra i separati under 35, infatti, il 13,4% del campione è tornato a vivere con i genitori. Evidentemente, la giovane età non ha permesso di mettere via risparmi sufficienti per ricostruire un’autonomia abitativa e tornare con la famiglia di origine sembra essere una soluzione conveniente, soprattutto nel caso in cui non ci siano ancora dei figli che esigono “spazio”.
    Va detto, ad ogni modo, che dopo 5 anni dalla fine del matrimonio continuano a vivere con la famiglia di origine solo 43.000 persone (3,3%): segno che il ricorso al supporto della famiglia, perlomeno per quanto riguarda l’ospitalità, resta momentaneo.

    Il profilo del divorziato. L’analisi fatta da Demoskopea per Immobiliare.it è stata anche in grado di tracciare un profilo aggiornato di chi oggi si separa in Italia. Prima di tutto colpisce come siano numerosi i giovani divorziati – nel 24% dei casi chi è coinvolto nella fine di un matrimonio non ha ancora compiuto 35 anni – e come non esistano più distinzioni geografiche nelle separazioni italiane; il 27% dei separati o divorziati risiede nel Nord Ovest, il 23% nel Nord Est, il 25% nel Centro Italia e ancora il 25% nel Sud o nelle Isole; più di un terzo dei divorziati, invece, risiede nei grandi centri urbani (34% in comuni con più di 100.000 abitanti). Il dato più triste è quello che evidenzia come, nell’80% dei casi, le separazioni avvengano in famiglie con figli i quali, il più delle volte, non hanno ancora compiuto i 10 anni.

  • Relax Relax Relax: il nuovo mantra degli italiani

    Tornare a casa da lavoro distrutti, magari dopo una giornata passata a litigare col capo che proprio non vuol saperne di capire che ogni tanto si può essere leggermente sottotono. Sentire ancora addosso la tensione dell’ultimo litigio col cliente, di quella telefonata durata due ore che, alla fine, non ha prodotto alcun risultato. Vorresti sprofondare, una volta aperta la porta, e non trovare tua moglie che ti intima di toglierti le scarpe e apparecchiare; vorresti essere come d’incanto rinchiuso in un bagno turco, lontano da tutto e da tutti. Vorresti soltanto rilassarti.

    Gli italiani non rinunciano al relax, non ne hanno la benché minima voglia. Gli italiani vogliono ancora sorridere, sentirsi bene. In fondo viviamo nel paese più bello del mondo, nel paese in cui la bellezza domina anche le scene di Sanremo. E allora sognare un centro benessere, un bagno in piscina con acqua riscaldata, una capatina in hammam, non è reato. Anzi è sempre più frequente.

    Il centro benessere, infatti, da luogo d’elite, riservato a pochi, diventa via via desiderio di molti, regalo per il compleanno o, meglio ancora, per Natale. Un coupon, un offerta, uno sconto eccezionale e via … due giorni lontano da tutto e da tutti, immerso in un centro in grado di farti recuperare benessere fisico e psichico. Ormai non basta più la passeggiata in riva al mare o la giornata in famiglia. La frenesia e le tensioni delle lunghe giornate nell’Italia bagnata dalla crisi sono davvero troppe per rinunciare a veri momenti di relax.

  • Come far giocare il cane quando piove

    Il titolo dice tutto.Con questo brutto tempo le nostre uscite sono ridotte, Briciola pensa di essere fatta di zucchero e quindi quando usciamo fa il minimo sindacale scappa e poi a casa.

    Che noia giocare sempre con la pallina o a nascondino.Quando piove la mia mente deve trovare sempre nuove soluzioni per reprimere la sua energia e curiosita ‘.

    Allora spulciando come al solito sul web ho scoperto come far giocare il cane quando piove: un gioco facile facile per trascorre un momento di gioia e divertimento insieme a tutta la famiglia.

    Lo volete proprio sapere? Non vi lascio sulle spine come ho fatto con Briciola

    come far giocare il cane quando piove

    Ebbene si! Le bolle di sapone possono piacere anche ai cani che amano “afferrarle” per vederle scoppiare.
    Una semplice confezione di bolle di sapone per bambini potrebbe diventare quindi un ottimo gioco da fare insieme al nostro cane, per passare un po’ di tempo all’aperto o in casa quando piove e fa freddo, senza scadere nella solita routine della pallina.

    Come Si Gioca

    Iniziate soffiando piano nell’apposito strumento per far uscire poche bolle alla volta.

    Fate capire al vostro cane che lo scopo del gioco è far esplodere più bolle possibile. Molti cani lo capiscono da soli, ma in caso contrario incitatelo voi a saltare o a corrergli dietro dandogli il comando “prendi” e facendogli vedere a farne esplodere qualcuna.
    Gradualmente soffiate più forte per produrre più bolle che potete in una sola volta, nel minor tempo possibile. Il vostro cane diventerà pazzo per cercare di prenderle tutte.
    Se avete un aiutante potete alternarvi a fare le bolle mentre l’altro scatta qualche foto: i cani fanno delle facce molto buffe quando fanno questo gioco. E con due o più cani è ancora più divertente perché tenderanno a contendersi le stesse bolle per poi passare a quelle più lontane dall’altro.
    Questo gioco è l’ideale se si hanno dei bambini: si divertiranno cani e bambini e passerete in momento di allegria tutti insieme.

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    Ancora più divertente
    Se volete rendere il gioco delle bolle ancora più eccitante potete procurarvi una pistola spara bolle di quelle che si trovano in commercio nei normali negozi di giocattoli: consentono di sparare molte più bolle con meno fatica e di regolare flusso e velocità di uscita delle bolle.
    Se volete conoscere altri giochi divertenti da fare insieme al vostro cane, in casa o all’aria aperta, potete consultare “Giocare con il Cane” di Christine Sondermann