Se a qualcuno sembrano argomenti datati si sbaglia perché non solo sono temi molto ricercati sia dai giovani che dai datori di lavoro che vedono la classe come il fiore all’occhiello del buon manager e la buona educazione elemento fondamentale per la buona riuscita nella vita e nel lavoro. Numerosi sono i corsi che fioccano nei vari enti di formazione che si propongono di fornire almeno le regole base di comportamento come materia corollaria nella formazione professionale ed aziendale. Il galateo nato come manuale di comportamento a metà del ‘500 per paziente opera dell’allora vescovo di Sessa Aurunca Galeazzo Florimonte, negli ultimi anni gli esperti del settore si sono dovuti tenere al passo con tempi e soprattutto con la tecnologia che, soprattutto nei più giovani ma non solo, ha introdotto comportamenti, gesti e consuetudini che solo fino a pochi anni fa’ erano impensabili. Quindi all’interno di questi percorsi di formazione viene affrontato con particolare attenzione il tema del cellulare: niente urla o schiamazzi al in nessun luogo, soprattutto non quando si è in fila per i musei, bar, luoghi affollati o comunque nel raggio di qualche metro dai padiglioni auricolari di qualsiasi altra persona. Per le donne regola base deve essere quella di non rifarsi il trucco o i capelli (anche se questo consiglio non vale solo per le donne!!) sbattendo in faccia a chiunque specchietti, spazzole o qualsivoglia altro oggetto utile. corsi manageriali va anche oltre il semplice comportamento tenendo conto di discipline parallele come il modo di vestire, la gestualità e tutto quello che dagli specialisti viene definito linguaggio paraverbale o non verbale. Per quanto riguarda il vestiario innumerevoli sono i consigli sciorinati giorno per giorno, consigli che però cozzano inevitabilmente con le mode del momento diventando così arcaici e bacchettoni. Una breve sintesi: no ai pantaloni “alle ginocchia” che oltre a non essere eleganti perdono di qualsiasi utilità, va bene essere spigliati nel lavoro ma l’importante è non esagerare, idem per le gonne troppo corte soprattutto se abbinate a fisici non proprio longilinei, infatti per le donne la regola da seguire sempre e comunque è quella della finezza e della classe, quindi no a maglie troppo aderenti o troppo larghe, no a cravatte non abbinate alle camicie, se proprio non si è in possesso di una cravatta che si abbini e non si vuole investire in questo capo uscire senza. Ma è a tavola, durante i pranzi di lavoro, che le regole del bon ton si scatenano in tutta la loro fierezza perché sia, il detto “dimmi come mangi e ti dirò chi sei” ha sempre avuto ragione soprattutto con clienti e fornitori dove anche quando meno ce lo aspettiamo siamo sotto esame. Quindi mai mangiare con ingordigia, masticare a bocca aperta o facendo rumore, fare la scarpetta sul piatto, appoggiare i gomiti sul tavolo o tenere il telefonino sul tavolo. E ultima, ma fondamentale regola da rispettare, mai mai mai usare lo stuzzicadenti. Alcune piccole nozioni che, se note, si possono mettere in atto senza problemi!
Categoria: Attualità e Società
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Misure contro piccioni e ratti nelle città italiane
Camminando per le strade di molte città italiane non si può non notare la presenza massiccia di piccioni, che si aggirano tra i tavolini dei bar all’aperto alla ricerca di qualche briciola o sorvolano le teste degli ignari passanti. Allontanare piccioni è diventata la parola d’ordine di molte città italiane, ma i piccioni non sono gli unici animali a turbare la quiete dei nostri centri storici: molte sono le città, soprattutto in estate, che si vedono costrette ad affrontare la questione dell’allontanamento topi.
Roma, tanto per fare un esempio illustre, ha già lanciato l’allarme topi: complici il caldo e i cassonetti pieni di rifiuti, quest’estate i topi sembrano aver proliferato alla grande nella capitale, mettendo a rischio anche l’attività di molti ristoratori e proprietari di locali, che spesso vedono passare tra le gambe dei propri clienti questi animali. E questo accade in zone centralissime, assai frequentate dai turisti, come Trastevere e Castel Sant’Angelo, dove i topi si muovono anche di giorno, quasi incuranti dei turisti che visitano la città. Una vera e propria emergenza, che sta rendendo necessarie delle misure straordinarie di derattizzazione.
Come detto, però, i topi non sono i soli animali indesiderati a popolare le città italiane, colpite anche dal proliferare di piccioni, che oltre ad essere veicoli di malattie sono anche pericolosi per le case e i monumenti, in quanto i loro escrementi non solo li sporcano, rendendo necessario l’intervento di ditte specializzate in pulizia case, ma li corrode causando dei danni gravissimi. Moltissime sono le misure adottate dalle diverse città italiane per contrastare il problema e bloccare il proliferare di questi uccelli, dai falconieri al divieto di dar loro da mangiare. Si cerca insomma di ovviare al problema dei piccioni senza doverli sterminare, ma limitandone l’invasione con metodi più soft. Niente a che vedere con la catapulta cattura-piccioni sperimentata a Barcellona, una città – non italiana – in cui, secondo gli esperti, il numero di piccioni è dieci volte superiore al livello sopportabile. La tecnica usata a Barcellona permette di intrappolare i volatili in una specie di rete, per poi sopprimerli con il gas. Nelle città italiane, soprattutto in quelle più turistiche, vige invece il divieto di dar da mangiare ai volatili, con multe anche piuttosto salate, ma a questa misura preventiva se ne aggiungono anche altre, volte a risolvere il problema dove si è già presentato.
Molto in voga sono i falconieri, che riescono ad allontanare i volatili senza torcer loro un capello, anzi una piuma. In teoria i falchi caccerebbero i piccioni per nutrirsene, ma i falchi che di solito vengono utilizzati per liberare determinate zone dall’assedio dei pennuti sono addestrati ad inseguire i piccioni, e non ad ucciderli. E allontanando i piccioni dai centri storici si può evitare che imbrattino strade e monumenti rendendo necessari particolari trattamenti pavimentazioni e muri per ripulire ciò che i piccioni hanno sporcato. I falchi vengono di solito liberati la sera, quando i piccioni tornano al nido, per turbarne la quiete e costringerli a cercare un’altra sistemazione. I primi risultati si possono raggiungere anche dopo poche uscite, ma i tempi possono essere anche più lunghi.
Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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Offerte Arredo Tavola e consigli utili sul giardinaggio
Di ritorno dalle vacanze, emerge la necessità di riordinare casa e pulire subito dopo aver disfatto le proprie valigie, pronti a tornare alla normalità, alla quotidianità del lavoro. Per evitare l’impatto con il ritorno alla vita di tutti i giorni, un’utile soluzione può essere quella di rimodernare casa, con nuovi complementi ed accessori, articoli interessanti e magari alcuni dei prodotti acquistati in vacanza, realizzati artiginalmente.
Un buon punto di partenza per rinnovare gli ambienti di casa è sicuramente la cucina ed il salotto con un nuovo arredo tavola, a partire dai Piatti per servire portate gustose ed innovative. E’ tuttavia difficile in questo periodo trovare negozi fisici che siano aperti, pertanto è possibile rivolgersi ad un e-commerce per scegliere con serenità ed acquistare direttamente da casa tutto ciò che si desidera, approfittando di offerte e sconti interessanti nel settore.Per gli appassionati del giardinaggio e dell’arredo giardino, invece, è possibile trovare consigli e soluzioni utili su forum e blog come Il Giardino di Sara e Castaldi’s Fra per quanto riguarda ad esempio la cura delle siepi e dei problemi che possono essersi verificati durante la nostra assenza nel giardino di casa.
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Edifici a risparmio energetico contro l’inquinamento
Gran parte del patrimonio immobiliare italiano è costituito da case ed edifici vecchi, che di sicuro non sono l’ideale quando si parla di risparmio energetico. Gli edifici vecchi, infatti, possono avere infissi, porte e finestre che non fanno che facilitare le dispersioni termiche, con un conseguente aumento del consumo di energia per riscaldare e raffreddare gli ambienti interni. In molti casi, inoltre, ad essere vecchi non sono solamente gli edifici in sé, ma anche gli elettrodomestici ivi contenuti: frigoriferi che consumano molto di più di quelli di ultima generazione, impianti di riscaldamento obsoleti…tutto ciò contribuisce ad aumentare l’inquinamento, oltre che le spese e le bollette.
Rinnovare e costruire seguendo nuove logiche costruttive è dunque diventato l’imperativo morale dei nostri tempi, come pure le norme che regolano la materia stanno a dimostrare. Da qualche anno in Italia è in vigore l’obbligatorietà di presentare al Comune di residenza il certificato energetico sia degli edifici di nuova costruzione, sia di quelli già esistenti. Il decreto 192 del 2005, inoltre, emanato in seguito ad una direttiva europea, prevedeva l’applicazione di norme molto severe in materia di risparmio energetico, e introduceva la certificazione energetica in Italia, non solo per quanto riguardava i frigoriferi, ma anche per le abitazioni e gli edifici. Ciò significa che gli edifici devono essere classificati, in base a dei precisi criteri, in diverse classi energetiche, dalla classe A (la migliore) alla classe G. Gli edifici classe A sviluppano meno di 30 Kwh/mq l’anno, quelli di classe energetica B tra i 31 e i 50 Kwh/mq l’anno, quelli di classe C tra i 51 e i 70 Kwh/mq l’anno, quelli di classe D tra i 71 e i 90, quelli di classe E tra i 91 e i 120, quelli di classe F tra i 121 e i 160, e quelli di classe G più di 160 Kwh/mq l’anno. La certificazione energetica degli edifici viene fatta in base all’isolamento pareti dell’edificio e alla qualità degli impianti ad alta efficienza energetica; dalla classe energetica di appartenenza dipende anche il valore dell’edificio sul mercato. Il riscaldamento, in particolare, è uno dei fattori che maggiormente incidono sull’economia dell’edificio: si calcola infatti che circa il 53% dei costi di gestione di un’immobile derivino proprio dal riscaldamento. Abitare in una casa o in un appartamento ad alta efficienza energetica, dunque, significa anche risparmiare un bel po’ di soldini. La ricerca di nuovi materiali per ridurre le dispersioni termiche va dunque avanti, come pure quella sugli impianti di riscaldamento e sulle tecniche di isolamento interno pareti.
D’altra parte l’Italia non è sola in questa “battaglia” ambientale: dopo il vertice di Copenhagen, sia gli Stati Uniti che altri stati europei si sono prefissati degli obiettivi importanti. Se Obama ha promesso che entro 20 anni tutti gli edifici statunitensi saranno ecocompatibili, l’obiettivo dei membri dell’Unione Europea è quello di avere solo edifici ad emissioni zero entro il 2020. Gli obiettivi sono ambiziosi, ma non irraggiungibili, come dimostrano anche i casi di città quali Stoccolma e Amburgo, capaci di ridurre drasticamente le emissioni di CO2. E la situazione delle nostre città di sicuro non permetterà di rinviare la questione ancora a lungo.
Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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Certificazione energetica e affitti: le nuove procedure da luglio 2010
Alla fine ci siamo arrivati. Trascorsi molti anni dalla sua introduzione e passate numerose vicissitudini, la certificazione energetica è diventata dal giorno 1 luglio 2010 operativa a tutti gli effetti estendendo l’obbligo di certificazione anche per quegli immobili che sono oggi oggetto di un contratto di affitto. Ripercorriamo però qualche piccolo passo e precisiamo innanzitutto che cosa intende la normativa per certificazione energetica o in generale per certificazione energetica edifici. La certificazione energetica è, in parole semplici, un documento cartaceo che attesta il valore di consumo di un determinato immobile oggetto della valutazione e viene prodotta da un professionista abilitato mediante un primo sopralluogo volto a rilevare alcuni dati tecnici dell’edificio al quale segue una fase di calcoli nella quale vengono elaborati i dati rilevati nella prima fase. Il processo di calcolo è il primo aspetto del quale discutere in quanto, se fino a questo punto il discorso poteva sembrare semplice lineare, da qui in poi le cose si complicano notevolmente in quanto esistono numerose varianti a questo metodo di calcolo ed in particolare esistono differenze a livello regionale ed a livello nazionale. Alcune regioni quali ad esempio la Lombardia (per esempio il discorso che riguarda certificazione energetica milano è molto complesso) ed il Piemonte utilizzano un proprio procedimento di calcolo, altre regioni ne utilizzano un altro. Logica conseguenza di questa discrepanza nel metodo di calcolo è che a fronte degli stessi dati inseriti otterrò un valore di consumo diverso da regione a regione anche a parità di immobile. Ciò è anche vero da un certo punto di vista in quanto un edificio situato a Milano dovrà fisiologicamente consumare più energia di un edificio situato a Roma per via delle diverse condizioni climatiche ma ciò che è fondamentalmente diverso è proprio il modello di calcolo che produce valori differenti proprio sul singolo immobile. Dal giorno 1 luglio 2010 è scattato l’obbligo che riguarda la certificazione energetica afitto ovvero quel procedimento tale per cui il documento cartaceo, che viene comunque registrato all’interno di un catasto regionale, deve essere prodotto ed allegato in occasione della stipula o del rinnovo di contratti di affitto o in generale di contratti di locazione. Le tipologie edilizie soggette a questo tipo di obbligo sono tutte: dagli appartamenti (anche monolocali) agli uffici fino ai capannoni ed agli edifici industriali. Non esistono particolari deroghe o possibilità in quanto la certificazione energetica nel caso di affitto deve essere prodotta sempre nel caso in cui vi sia un impianto termico. In alcune regioni tuttavia è possibile produrre una autocertificazione o autodichiarazione per la certificazione energetica attraverso la quale il proprietario stabilisce che l’immobile si trova in una classe energetica ad alto consumo e il discorso finisce così. Al di là dei rischi connessi ad una autocertificazione, troppo spesso sottovalutati, questa procedura è consentita solo in alcune regioni ma ad esempio non è permessa nella regione Lombardia dove la certificazione energetica, anche per gli affitti, è in vigore a tutti gli effetti. -
Caminetti e stufe: una tradizione rinnovata
Il calore dato dai caminetti, infatti, non è solo in termini di temperatura: caminetti e stufe danno un senso di accoglienza, migliorano l’atmosfera della casa rendendola più calda in tutti i sensi. È facile immaginare come si sia arrivati a considerare caminetti e stufe non più semplici oggetti funzionali ma anche (o soprattutto?) oggetti di design, da inserire nella casa come pezzo d’arredamento pur non rinunciando al riscaldamento centralizzato.
La scelta non riguarda però solo la forma, ma anche l’alimentazione: tra i caminetti legna e il caminetto bioetanolo si troveranno varie offerte, tra le quali si troverà la migliore a seconda delle proprie esigenze e desideri. Il camino a legna rimane sempre nell’immaginario degli amanti del classico, mentre i nuovi camini a gas o bioetanolo si adattano meglio a chi preferisce uno stile più moderno, per inserire un camino in un arredamento design.
Nei negozi specializzati nella vendita camini e stufe sarà facile trovare un’ampia scelta di caminetti design, se si propende per soluzioni moderne. Classico o moderno, comunque, il caminetto dà sempre un tocco in più alla casa: entrando in una casa e vedendo il camino non rimangono forse tutti estasiati al pensiero delle serate invernali passate con il fuoco acceso? Nonostante sia ormai quasi banale, quella del caminetto acceso nelle fredde serate invernali è un’immagine ormai stampata nella mente di chiunque, e anche se usata tantissime volte in tantissimi contesti, mantiene sempre il suo fascino.
A parte il fascino, comunque, i caminetti e le stufe possono rappresentare una reale possibilità di risparmio: se ben tarati tra aspirazione e diffusione del calore, possono produrre una discreta quantità di calore, riuscendo addirittura a sostituire il riscaldamento centralizzato. Ci troviamo di fronte, quindi, a degli oggetti di indubbio valore, che aggiungeranno un tocco di stile alla nostra casa e allo stesso tempo ci daranno la possibilità di vedere effettivamente delle differenze sui numeri scritti sulla bolletta nei mesi in cui si accende il riscaldamento.
Oltre a renderla più calda, renderanno la nostra casa anche unica, aumentando il suo valore: insomma, si tratta di un investimento su tutti i fronti, che vale la pena di affrontare affidandosi a dei negozi specializzati e ai consigli di esperti per quanto riguarda la scelta dell’alimentazione. Come sempre quando si tratta di arredamento, però, per quanto riguarda il lato estetico è bene seguire i consigli degli esperti, ma l’ultima parola deve essere sempre del proprio gusto, per essere certi che il nuovo acquisto segua il proprio stile e poi, una volta entrato in casa, sia una nuova gioia per gli occhi.
Stile e calore, arredamento e riscaldamento, risparmio e bellezza … sembra molto più dei proverbiali due piccioni con una fava: sembrerebbe più un argomento su cui informarsi e un’occasione da prendere al volo per rendere più bella e funzionale la propria casa.
A cura di Lia Contesso
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L’ambiente: risorsa da salvaguardare
Grave piaga del nostro millennio l’inquinamento ha molteplici cause le maggiori delle quali però vanno ricercate all’interno delle nostre abitudini quotidiane che ci spingono a compiere azioni che vanno costantemente ad intaccare l’ambiente che ci circonda. Grande scalpore e grande risonanza ha causato la cosiddetta marea nera , disastro ecologico che si è riversato sul Golfo del Messico causando irreparabili danni sia all’ambiente, sia all’economia che su esso si era fondata. Importante per aver concentrato l’attenzione su questi temi così importanti per il preservarsi della terra l’evento però non deve distogliere l’attenzione dai costanti inquinamenti cui è sottoposto l’ambiente che ci circonda a partire dagli scarichi casalinghi giornalieri che, come ha evidenziato un rapporto sulla situazione delle coste toscane in Italia, rappresenta uno dei maggiori pericoli di contaminazione. Le varie associazioni ambientalistiche infatti si sono dichiarate preoccupate dal fatto che ancora troppo numerose sono le famiglie italiane non fornite da rete fognaria pubblica alla quale appoggiarsi ragione per cui sono costrette a scaricare i residui giornalieri come scarichi di lavelli, docce e vasche che non vengono opportunamente depurate prima di riversarsi nei fiumi o nei mari. E’ proprio per questo che numerosi rappresentanti di queste associazioni hanno elargito consigli a riguardo soprattutto per evitare che il costante scarico finisca per danneggiare irreversibilmente la fauna e la flora locali. Dall’usare prodotti biologici fino al controllare periodicamente i serbatoi interrati, passando per il monitoraggio delle acque nere ed effettuare analisi sulle acque bianche molte sono le accortezza che sono state sottolineate. Proprio la questione dei serbatoi è diventata vitale in quest’opera di purificazione ambientale: essendo presenti pressoché in ogni abitazione la loro poca manutenzione o isolamento diviene una delle cause principali di contaminazione non solo delle acque ma quel che è più grave del terreno. Senza contare i danni economici che lo spargimento di carburanti nell’ambiente provoca ad ogni singola famiglia. Se sommate infatti, le spese causate dallo spargimento a causa del non mantenimento delle cisterne ammontano a molte migliaia di euro l’anno. La priorità assoluta quindi diviene la manutenzione e bonifica serbatoi che è divenuta tecnologicamente sempre più avanzata e soprattutto affidabile a tal punto da garantire per dieci anni l’isolamento completo della sostanza all’interno del serbatoio dall’ambiente circostante. Molte sono le modalità per effettuare una buona manutenzione dei serbatoi che ci servono per contenere i combustibili durante l’inverno. Innanzitutto la pulizia serbatoio deve essere precisa e accurata e deve essere effettuata in maniera profonda e completa perlomeno una volta l’anno, si può approfittare della stagione estiva durante la quale non si necessitano grandi quantitativi di carburante. Oltre alla pulizia è inoltre necessaria una revisione, sempre annua effettuata da parte di professionisti del settore che possano evidenziare eventuali anomalie o problemi. Oltre alla manutenzione dei serbatoi molti altri sono i piccoli gesti che possiamo mettere in atto quotidianamente come l’utilizzare la bici o andare a piedi per brevi tratte, differenziare sempre la spazzatura, usare prodotti poco aggressivi e limitare i consumi per quanto possibile magari investendo in un’autovettura a gas metano. Piccole attenzioni che, se messe in atto da tutti, servono a dare il nostro piccolo tassello al puzzle dell’ecologia. A cura di Martina Celegato Prima Posizione srl Web Ranking
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Scappatella estiva: tacere o confessare?
I flirt estivi, apparentemente piccole distrazioni, momentanee perdite di autocontrollo, eccessive sbornie di libertà, se confessati, possono diventare pericolosissime bombe ad orologeria pronte a far esplodere la coppia. Parola del club per single di Eliana Monti che, attraverso un sondaggio tra i suoi iscritti, ha scoperto che il 35% delle relazioni di coppia finisce a causa di una scappatella estiva. Ma se l’infedeltà porta quasi sempre alla separazione, è giusto o meno confessare il tradimento, figlio dell’atmosfera e delle temperature hot?
Secondo il club per single, molto spesso si tende a nascondere la storiella d’ombrellone, considerandola di serie b rispetto ad un tradimento consumato durante altri periodi dell’anno. Questo tipo di atteggiamento porta a sottovalutare le motivazioni del gesto ed a celare, volutamente, la realtà di una crisi di coppia in atto. Tradire è infatti sempre e comunque sintomo di insoddisfazione ed è per questo che sarebbe preferibile confessare ed ammettere l’errore commesso al proprio partner, indipendentemente dal mese dell’anno in cui ci si trova.
“Confessare il tradimento è un segno di maturità e di responsabilità nei confronti del proprio compagno -spiega Eliana Monti, fondatrice dell’omonimo club per single – verbalizzare l’accaduto porta a metabolizzare i reali motivi per cui si è compiuta la mancanza di rispetto e col tempo la sincerità può diventare il punto di partenza per ricucire la ferita e cementare nuovamente il rapporto”.
Rivelare una infedeltà è consigliabile, anche perché molto spesso per disattenzione o semplice sfortuna, il flirt estivo può essere scoperto e, se nel caso della confessione è possibile sperare nel perdono, una volta colti sul fatto è molto più probabile non avere nemmeno una prova d’appello.
“La sincerità è alla base del rapporto di coppia – spiega Eliana Monti – uno “scivolone” può capitare a tutti, ma anche la crisi più profonda si può recuperare se si instaura il dialogo con il partner sulla base del rispetto e della comprensione”.
Secondo il club per single, con la stessa superficialità con cui si tradisce d’estate, parimenti si disseminano prove inequivocabili del misfatto, soprattutto in valigia o tra le foto scattate con gli amici. Per sbadataggine si finisce per essere colti in fragrante in chat o in telefonate con la nuova fiamma.
“I social network hanno reso la vita dell’adultero ancora più complessa: basta una foto taggata o un sms scovato sul cellulare ad innescare la miccia del sospetto, che sfocia poi nella inevitabile scoperta della scappatella. Anche per questo è sempre meglio fare ammenda e raccontare il flirt estivo, piuttosto che continuare a negare l’evidenza”conclude Eliana Monti.
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Aiutiamo concretamente il Nepal
CCS Italia, una delle principali associazioni onlus italiane, torna in Nepal con un nuovo progetto assistenziale volto a migliorare le condizioni di vita e di sviluppo, fisico e psicologico, dei bambini che vivono nelle prigioni insieme ai loro familiari detenuti.
Il partner di CCS Italia in questa nuova sfida nella solidarietà a distanza è PA Nepal, una delle principali ONG nepalesi la quale dirige già con successo tre case di accoglienza per i bambini i cui genitori stanno scontando una pena nelle carceri del paese. In queste prigioni i detenuti non hanno possibilità di partecipare a corsi di formazione e di orientamento professionale, per loro non sono previsti programmi di sviluppo e miglioramento personale che li preparino al ritorno alla vita civile una volta scontata la pena.
Grazie ai fondi raccolti si consentirà la formazione professionale dei detenuti e si potranno costituire piccole imprese gestite dagli stessi sotto la supervisione dello staff di PA Nepal. I profitti derivati da questa gestione serviranno a soddisfare i bisogni più sentiti dei detenuti, migliorando la loro condizione e quella dei propri figli. Questo è il nuovo obiettivo di CCS Italia nel sostegno a distanza.
Luther Blissett
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L’oracolo in internet
Se vuoi creare un annuncio gratis, inseriscilo in un mercatino di annunci in internet: troverai tutto ciò che cerchi e anche molto di più, e se vuoi vendere qualcosa, il tuo annuncio sarà a disposizione di migliaia di persone. I siti di annunci infatti non hanno limitazioni geografiche, pur essendo catalogati per area, quindi gli annunci sono visibili potenzialmente in tutto il mondo; una volta effettuato l’acquisto, quindi, si faranno i conti anche con le spese di spedizione, a meno che non si scelgano annunci nella propria zona.
Internet può essere d’aiuto per le più svariate ricerche e offerte: dagli annunci immobiliari agli annunci personali, nei siti si può trovare davvero di tutto; la comodità di poter vedere migliaia di offerte con un click è impagabile, e contattare gli inserzionisti per farsi un’idea dell’offerta non costa nulla: se si scelgono annunci in città o nella zona circostante, poi, si può accordare un incontro per vedere l’oggetto che, forse, si è trovato.
I siti di annunci sono molto frequentati da chi vuole trovare occasioni a buon prezzo e velocemente: per esempio, molti studenti fuori sede trovano il loro appartamento grazie agli annunci casa, e molti giovani trovano buone occasioni tra gli annunci auto: i siti si possono rivelare un mercato pieno di ottime occasioni da cogliere al volo!
In effetti, negli ultimi anni i motori di ricerca sono diventati delle specie di oracoli a cui si chiede tutto, chi utilizzando un linguaggio criptico fatto di parole chiave e chi invece scrivendo le domande come se le facesse ad una persona in carne ed ossa: “dove posso trovare una buona occasione per un’auto usata?”, oppure “cerco dei biglietti per il concerto”, o ancora “vorrei una bicicletta usata”. L’oracolo che si nasconde nel motore di ricerca darà sempre una risposta, anzi intere pagine piene di risposte tra le quali scegliere, offrendo, a chi gli offre le parole giuste, la risposta che cerca sotto forma di link: ecco che allora appare il sito che si cercava, senza conoscerlo, che metterà davanti a chi aveva chiesto aiuto al motore di ricerca proprio ciò che cercava.
Così si può arrivare ai mercati online e trovare molto più di quello che si cercava, perdendosi tra le migliaia di annunci tra i quali ci si troverà a scegliere cose che ci si era dimenticati di volere, e altre ancora di cui ancora non si sapeva di aver bisogno. Allo stesso tempo, si potranno vendere oggetti che non si usano, trovare un modo per liberare il garage o la cantina ed entrare così in un vortice di scambi, alimentato dalla curiosità dei visitatori.
La cosa sicuramente positiva e che può invogliare ad entrare a far parte del mondo dei mercati virtuali è che inserire un annuncio o dare un’occhiata alle offerte non costa nulla: basta accendere il pc e iniziare la ricerca.
A cura di Lia Contesso
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