Categoria: Attualità e Società

  • Una casa che rispetta l’ambiente

    E’ infatti stimato che a livello mondiale più della metà del fabbisogno energetico globale venga utilizzato per a costruzione, produzione e sostentamento degli edifici sia residenziali che si lavoro. Proprio nella ricerca nel settore dell’edilizia ecosostenibile si sono rivolte infatti le ultime tecnologie che riguardano l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale come legno lamellare e sughero che molte volte impiegano anche fonti di energia rinnovabile per il loro sostentamento.

    E’ una tecnica costruttiva che si sta diffondendo sempre più anche in Italia con una sperimentazione partita dalle regioni alpine che da sempre impiegano il legno sotto forma di pannelli per le costruzioni abitative e che da sempre sono all’avanguardia anche nel settore delle energie rinnovabili e il loro impiego quotidiano. Non a caso i più grandi impianti fotovoltaici si trovano in questa regione e molte delle industrie che fabbricano case in legni hanno i loro centri di produzione qui, punto di partenza per un commercio che si sta espandendo sempre più in tutta Italia.

    Le costruzioni in legno però, oltre a poter essere fabbricato residenziale a sé stante, possono diventare anche complementi per l’ampliamento di un’abitazione già esistente ma anche accessori e materiali da utilizzare per il risanamento di edifici che necessitano manutenzione e restauro. E’ essenziale infatti per qualsiasi tipo di edificio che l’isolamento dall’esterno che riduca al massimo le perdite di calore sia sempre monitorato e rinforzato. Solo così infatti si potrà ridurre l’impatto globale che l’edilizia ha a livello mondiale. Per poter mettere in pratica questo però è necessario rivalutare interamente quella che è l’urbanistica e la logica costruttiva che ci ha accompagnato negli ultimi anni e le modalità di produzione legno: una casa, un ufficio o un qualsiasi edificio per essere efficiente al punto giusto oltre all’isolamento materiale dall’esterno ha bisogno di essere orientato nella giusta direzione per poter sfruttare al massimo la luce naturale, elemento essenziale soprattutto in luoghi di lavoro dove l’utilizzo della luce artificiale è abusato e può provocare malessere oltre che disturbi alla vista degli impiegati.

    Oltre all’orientamento e all’isolamento fondamentale è il tipo di fonte energetica che viene impiegata per il riscaldamento dell’edificio stesso. Attualmente quelle più impiegate sono sicuramente gasolio, gas e altre forme di energia altamente inquinanti mentre sempre più spazio stanno ricavandosi fonti di energia alternativa come le biomasse, fotovoltaico, eolico e altre forma sperimentali. Sicuramente l’investimento iniziale non è poco, il ritorno nel risparmio monetario ed energetico è però evidente. Una bella iniziativa sarebbe quella di coinvolgere le amministrazioni locali affinché eseguano impianti che alimentino gli edifici pubblici, un piccolo gesto che però potrebbe dare l’esempio per molti cittadini privati e soprattutto sensibilizzare nei confronti della tutela dell’ambiente. Inoltre, se si valuta l’aspetto dell’impiantistica e la specializzazione degli impianti, l’impiego più diffuso di queste forme energetiche andrebbe sicuramente ad incrementare il mercato del lavoro, ad oggi così poco promettente.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

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  • Cosa c’è da sapere sull’assicurazione furto incendio

    Per avere una copertura assicurativa in caso di furto o incendio del veicolo le tradizionali assicurazioni non bastano.

    Per avere una tutela completa, è bene stipulare un’assicurazione furto incendio. La copertura assicurativa contro eventi come il furto tutela l’assicurato per tutti i danni che possono essere causati dal furto vero e proprio, ma anche da tutti i tentativi di furto o di scasso che non sono andati a buon fine, compresa la distruzione del veicolo.

    In caso di furto, il premio e l’indennizzo che l’assicurazione è tenuta a pagare all’ assicurato è calcolato in base al valore di mercato dell’auto nel momento in cui questa viene assicurata.

    Se il veicolo viene sottratto o distrutto, il risarcimento prevede il pagamento dell’ intero valore commerciale al momento del furto, mentre se si tratta solo di un danneggiamento, l’assicurazione prevedrà il rimborso delle sole parti danneggiate o rubate.
    Le polizze contro l’incendio tutelano il veicolo invece dai danni causati da incendi, eventi legati al fuoco, scoppi, fulmini, ma anche ad eventi causate da corto circuiti o surriscaldamento del motore, ad esclusione delle cose contenute all’interno dei veicolo.

    Anche in questo caso la polizza prevede, come nel caso del furto, un risarcimento pari al valore commerciale del veicolo al momento dell’incendio.

    Inoltre, la polizza furto copre anche il furto di ogni singola parte dell’auto, ma non la sottrazione degli oggetti che si trovano all’interno dell’automobile, né il loro furto specifico (il caso cioè in cui l’oggetto che si trova all’interno dell’automobile viene rubato, ma non viene rubata l’autovettura che lo conteneva), né del loro furto se erano nell’auto al momento in cui questa è stata rubata.

    Sul sito Rete Assicurazioni tante informazioni sul Rca auto.

    www.reteassicurazioni.com

  • Natale tra i mercatini dell’Alto Adige

    Sicuramente la soluzione giusta è quella di cominciare a pensare con largo anticipo a cosa regalare, e se non a comprarli perlomeno a dare un’occhiata a cosa più ci può interessare. Di certo anche se meno romantica e idealista una soluzione per non incappare in un regalo completamente sbagliato è quella di trarre in inganno l’interessato facendoci indicare cosa gli piacerebbe o magari facendocelo dire direttamente.

    Una delle tecniche per non incorrere in imbarazzanti gaffe da regalo è quella di stendere una lista di persone a cui vogliamo fare dei doni natalizi magari dividendoli in ordine di importanza e di priorità e cerando delle idee regalo per natale originali e creative. Sicuramente i regali alle persone a noi più care come figli, mogli, mariti e fidanzati vanno messi in prima posizione e dovrebbero teoricamente essere i primi da ricercare in modo da non ritrovarsi a doverli acquistare negli ultimi giorni senza poter avere il tempo di fare delle adeguate valutazioni e ponderare la scelta. Inoltre se la scelta cade in un capo di vestiario meglio cominciare a muoversi subito, in modo da non restare senza taglie o non dover girare innumerevoli negozi per trovare quello giusto.

    Tantissime idee però possono arrivare dai mercatini natalizi che come di consuetudine si tengono nel periodo di fine autunno e inverno solitamente nelle regioni trentine e montane ma che si stanno espandendo in tutte le città d’Italia. Sempre più spesso infatti passeggiando per le vie della città ci si può imbattere in spazi appositamente allestiti per posizionare bancarelle che vendono idea regalo originale in tema natalizio ma anche di tutti i tipi come bigiotteria, sciarpe, guanti e molte altre cose. Sicuramente però l’atmosfera che si crea nelle zone montane non ha pari e non può essere ricreata in nessuna città.

    I mercatini natalizi infatti sono una vera e propria tradizione nelle zone influenzate culturalmente dalla Germania. Chiamati la loro origine risale al XIV secolo con i cosiddetti mercatini di San Nicola, conosciuto poi al mondo come Santa Klaus, dove si potevano acquistare bellissimi addobbi natalizi da appendere in casa e in giardino oppure semplici omaggi per festività. Oggi, nonostante abbiano mantenuto la prerogativa di vendere addobbi festoni, sono anche i luoghi privilegiati per trovare regali originali e innovativi e gustare il Natale in tutte le sue forme.

    E’ infatti indubbio come la tradizione altoatesina rappresenti l’eccellenza in fatto di dolci della tradizione come strudel di mele, biscotti fatti in casa, Zelten con canditi e molte altre specialità il cui solo profumo tipicamente sulle note della cannella e delle spezie introduce in una meravigliosa atmosfera natalizia.

    Ma l’Alto Adige non è solo terra di dolci anche del profumo del vin brulè, delle preziose lavorazioni in legno, delle meravigliose decorazioni in vetro e pizzo, delle tipiche tovaglie e pantofole in feltro e molte altre idee originali che solo qui si possono trovare. Un mix favoloso che sicuramente vale la pena di una visita e molto di più!

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

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  • L’auto elettrica nel futuro delle nostre città

    Dovete cambiare la vostra auto ma non potete permettervi una macchina nuova? Se effettuate una ricerca in uno dei motori di ricerca su internet inserendo parole come ad esempio “auto usate a Bergamo” o anche “auto usate a Modena” (a seconda di quale sia la vostra città), appariranno tantissimi risultati sulla vendita di veicoli di seconda mano; a cosa ci fanno pensare tutti questi annunci? Innazitutto molti italiani vogliono vedere la propria macchina invece di rottamarla; secondo, tante persone non si possono permettere un’auto nuova di zecca; terzo, ultimamente tanti preferiscono vendere il proprio veicolo e acquistarne un altro usato, magari con meno chilometri e meno anni dell’auto che possiedono. Tutti questi elementi, che sicuramente derivano dalle limitate disponibilità economiche degli italiani, ci fanno pensare che le auto in circolazione siano molto inquinanti, anche se garantiscono un risparmio nell’immediato in termini di spese.

    Da un recente sondaggio sulle 30 città più inquinate d’Europa, 17 comuni italiani presentano forti problemi di inquinamento e gli esperti vedono una possibile soluzione nell’utilizzo di auto elettriche, anche se allo stato attuale ancora non sono riusciti a risolvere il problema del costo e delle difficoltà in termini di gestione. Un’auto elettrica porta notevoli benefici all’ambiente, all’aria che respiriamo nelle nostre città costantemente trafficate, ma gli italiani appaiono restii ad abbandonare la propria auto a benzina o diesel. Inoltre, la mancanza di informazione e la scarsa diffusione nel terriorio delle colonnine per ricaricare questi veicoli, presentano diversi problemi nell’adozione di una macchina elettrica.

    Ultimamente si vedono in giro le biciclette elettriche (chiamate anche “a pedalata assistita”), ma quanto dovremo aspettare per sostituire anche la nostra auto?

  • La vita di web radio e web tv si fa più difficile

    La notizia era stata già affrontata dalla FEMI, la Federazione Italiana Micro web Tv, lo scorso luglio ed è tornata prepotentemente di attualità. L’Agcom, l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha emanato una delibera che inasprirà le norme per la gestione dei servizi radiofonici delle web radio e ancor più delle web tv online, con i connessi video messi gratuitamente a disposizione degli utenti. Si tratta di un provvedimento che fa seguito al cosiddetto decreto Romani, con il quale l’allora sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni ha recepito un direttiva europea sugli audiovisivi (Direttiva europea 2007/65/CE Audiovisual Media Service dell’11 dicembre 2007).

    Il provvedimento prevede che i siti web con contenuti radiofonici o televisivi saranno obbligati a fornire la dichiarazione di inizio attività e a pagare un balzello, ossia il costo di autorizzazione, pari a 750 euro. Chi invece vorrà gestire web tv lineari, ossia dotate di palinsesto, dovrà pagare una cifra doppia, pari a 1500 euro. I contenuti della legge sono stati resi noti da Alessandro Longo su Wired Italia e hanno provocato una quantità, prevedibile, di proteste.

    L’attuale contenuto del provvedimento è stato alleggerito rispetto ai precedenti obblighi, che prevedevano un costo per l’autorizzazione pari a 3000 euro e dei tempi di attesa, a seguito della richiesta di autorizzazione all’Agcom, di 60 giorni prima dell’inizio delle trasmissioni. In ogni caso, i balzelli previsti nell’ultima versione risulterebbero comunque proibitivi per le web tv online che intrattengono gratuitamente gli utenti del web.

  • Commercio di reperti archeologici rubati a Roma

    Non solo nella profondità del sottosuolo; ora anche negli anfratti delle case Roma cela i propri reperti archeologici. Ovviamente, si tratta soltanto di una boutade per introdurre un fatto di cronaca che è recentemente comparso sulle pagine dei quotidiani della Capitale. A essere coinvolti sono due donne di 41 e 46 anni e un uomo di 56, rei di avere in custodia numerosissimi oggetti antichi, tra cui tre anfore e una lanterna, del valore di 200mila euro. I tre sono attualmente denunciati alla polizia con l’accusa di ricettazione. Una delle due donne fermate è laureata in architettura, quindi competente in materia; l’altra è una guardia penitenziaria.

    Le due donne hanno confessato di aver ricevuto gli oggetti dall’uomo di 56 anni, di origini siciliane e residente in provincia di Roma. Oltre agli appartamenti delle due, è stata perquisita anche una roulotte campeggiata a Fiumicino e appartenente al siciliano, nella quale sono stati rinvenuti altri reperti archeologici.

    A quanto si apprende dalle indagini, non si esclude la presenza di altre persone a capo del gruppo di criminali. Gli accertamenti sono nati da una indagine precedente. Secondo quanto raccontato in conferenza stampa presso il Commissariato Trevi Campo Marzio, i poliziotti sarebbero stati insospettiti, in prima battuta, da un uomo che prendeva appunti, foglio alla mano, all’esterno di un negozio d’antiquariato. Fermato, il sospettato è stato trovato in possesso di numerose foto ritraenti oggetti di valore archeologico che, in base a quanto deposto, gli erano stati proposti in vendita da terze persone. Le tre attualmente denunciate per il reato di ricettazione.

  • La fattoria solare, nuova spinta per l’economia

    Presentata a ENERSOLAR+ la prima FATTORIA SOLARE

    Quest’anno al salone internazionale dedicato alle energie alternative ENERSOLAR+ (Fiera Milano 17-19 novembre) nello stand di SANDRINI GROUP sarà presentata la prima FATTORIA SOLARE

    La Fattoria Solare è una vera e propria rivoluzione “colturale” grazie alla quale non è più necessario scegliere tra la produzione agricola e quella energetica con vantaggi enormi per tutti, dall’ambiente all’economia, perché i pannelli a inseguimento solare posti a 5 metri d’altezza consentono di coltivare i campi (sotto) e sfruttare l’energia solare. Infatti con la costruzione dell’impianto da inseguimento si crea occupazione a vari livelli, l’energia che si produce è ad emissioni zero, l’agricoltore ha un reddito integrativo, il produttore trova più facilmente gli spazi in cui installare i pannelli in quanto non sottrae terreno alle coltivazioni.

    Tecnicamente cos’è una fattoria solare: un impianto aereo che insegue il sole fatto di strutture mobili sospese, perfettamente integrato con l’agricoltura, costituito da tanti moduli indipendenti ed autonomi che usa tecnologie, sistemi di controllo e comunicazione wireless collegati ad una centrale operativa.

    • Il sistema di controllo può costituire il sistema nervoso di una nuova agricoltura automatizzata sui cui terreni potrebbero operare trattori e mezzi radiocomandati.

    • Approvato dagli agronomi perché l’ombreggiamento non supera mai 15%.
    • La resa energetica a parità di pannelli fotovoltaici installati è del 26% superiore.

    Sandrini Group sta realizzando la prima FATTORIA SOLARE su un terreno di 15 ettari. L’impianto produrrà 2.3 MegaWatt di energia e soddisferà sia i bisogni dell’azienda agricola sia quelli di 600 famiglie residenti in zona. L’engineering è di REM (Revolution Energy Maker) srl e la collaborazione con Interegeo per le perforazioni necessarie a realizzare gli impianti geotermici.

    Menzione: il progetto sarà portato dalla Regione Lombardia all’Expo mondiale del 2015 di Milano

    Sandrini Group, con lungimiranza ha creduto nella Green Economy, specializzandosi in impianti fotovoltaici e geotermici fornendo ai clienti un prodotto “chiavi in mano”.

    Con altre aziende ha investito 2,5 milioni di euro nel progetto avveniristico “Pane & Energia” in cui campi fotovoltaici estesi non sottraggono terreno all’agricoltura, superando così il principale ostacolo delle autorizzazioni regionali di impianti solari sui terreni agricoli.

    Al padiglione 6 spazio M4-L3 il progetto “Pane & Energia” prende vita con la prima FATTORIA SOLARE presentata ad un salone internazionale dedicato alle energie alternative e con questa importante novità si inizia a parlare anche di AGROVOLTAICO, una vera e propria rivoluzione che aggiunge altro valore (economico) alla Green Economy.

    Basti pensare che il fatturato di Sandrini Group negli ultimi 4 anni è balzato dai 17.226.556,00 € del 2006 ai 32.972.590,00 € del 2009, il team di collaboratori conta 42 persone tra impiegati e tecnici e più di 180 sono gli addetti ai lavori. Questo dimostra che investire nelle energie rinnovabili è un’idea economica vincente.

    Grazie alla collaborazione con la società Intergeo Perforazioni, specialista in sonde geotermiche, Sandrini Group offre l’intera gamma dei servizi integrati nelle filiere del fotovoltaico e del geotermico, occupandosi di progettazione, iter autorizzativi, realizzazione, collaudo e manutenzione degli impianti.

  • Conto Energia 2010

    Le novità, gli incentivi e i vantaggi del fotovoltaico.

    Per Conto Energia, s’intende quel decreto che stabilisce la possibilità di ricevere incentivi, nell’arco di vent’anni, proporzionali all’energia elettrica prodotta, per tutti quei soggetti, sia essi privati che aziende, che installano un impianto solare fotovoltaico.

    Il DM del 6 agosto 2010, che è andato ad abrogare il DM del 19 Febbraio 2007, presenta sostanziali cambiamenti in termini di miglioramento, snellimento burocratico e tariffe incentivanti, rispetto al precedente, privilegiando, in particolare, l’integrazione architettonica dei pannelli nell’edificio

    Le tariffe incentivanti sono state suddivise in base a tre tipi di impianti a loro volta suddivisi secondo la grandezza:

    • da 1 a 3 kWp (kilowatt di potenza);
    • da 3 a 20 kWp;
    • oltre 20 kWp; (non sono previsti limiti di potenza).

    Ciascuna categoria, inoltre, è divisa in impianti: non integrati o installati a terra, parzialmente integrati e integrati nell’edificio.

    Tale atto normativo, ha premesso all’Italia di allinearsi con quanto già messo in atto da altri paesi europei, più all’avanguardia nel settore della produzione di energie rinnovabili, ed eliminare tutta quella inutile burocrazia, che aveva contraddistinto il primo Conto Energia del 2005.

    In poche parole, l‘energia prodotta dagli impianti fotovoltaici, misurata tramite un contatore installato a valle, viene remunerata per vent’anni, in base a tariffe più che convenienti.

    Per tutti gli impianti installati entro il 2010, gli incentivi sono i seguenti, espressi in € per ogni kWattora :

    Per gli impianti fotovoltaici da 1 a 3 kWp.

    • 0,384 € per kWh prodotto se non integrato;
    • 0,422 € per kWh se parzialmente integrato;
    • 0,470 € per kWh se integrato;

    Per gli impianti fotovoltaici da 3 a 20 kWp:

    • 0,365 € per kWh prodotto se non integrato;
    • 0,403 € per kWh se parzialmente integrato;
    • 0,442 € per kWh se integrato;

    Per gli impianti fotovoltaici con potenze superiori a 20 kWp :

    • 0,346 € per kWh prodotto se non integrato;
    • 0,384 € per kWh se parzialmente integrato;
    • 0,422 € per kWh se integrato;

    Tali tariffe saranno in vigore fino al 31 dicembre 2010 e resteranno sempre fisse per 20 anni, senza integrazioni in base al tasso di inflazione.

    Per quanto riguarda la certificazione energetica dell’edificio, viene richiesta solo per avere diritto ad un, ulteriore, premio aggiuntivo e non è più requisito minimo per accedere alle tariffe incentivanti.

    Sono stati previsti, inoltre, ulteriori incrementi, fino al 30%, per quei piccoli impianti che vanno ad alimentare le utenze di edifici sui quali sono stati effettuati interventi, certificati, di risparmio energetico e del 5% per le scuole pubbliche, gli ospedali pubblici e gli impianti integrati negli edifici e installati in sostituzione di coperture contenenti amianto e per gli enti locali con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.

    C’è da ribadire che questo è un meccanismo che va remunerare, proporzionalmente, l’elettricità prodotta dagli impianti per 20 anni, quindi l’incentivo viene pagato su tutta l’energia generata , non solo su quella in più riversata nella rete elettrica.

    Il pagamento è, inoltre, mensile e viene fatto dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) nazionale, con remunerazioni che variano a seconda se l’impianto si trovi al nord o al sud, per ovvi motivi climatici.

    Per quanto riguarda la bolletta elettrica, se il consumo annuo e la produzione di energia coincidono, questa viene azzerata. In parole povere, il GSE basa il suo conteggio annuo sui kWattora consumati e prodotti e dal 2009 provvede a rimborsare il costo dell’energia, pagata al rispettivo gestore, direttamente. Quando il saldo è saldo positivo, ovvero la produzione è in eccesso rispetto al consumo, il GSE non paga, ma mette in credito l’energia in più per l’anno successivo.

    Così facendo, l’incentivo del Conto Energia e il risparmio sulla bolletta elettrica si sommano, portando all’effettivo guadagno, che va addirittura a coprire i costi dell’impianto, evitando così gli eventuali rischi finanziari.

    Come detto, il nuovo decreto ha semplificato di molto la burocrazia dei precedenti, quindi accedere al finanziamento è molto più facile. Eliminate le graduatorie, oggi è sufficiente presentare il progetto preliminare e successivamente, installare l’impianto fotovoltaico. Ad installazione completata e dopo il collaudo, basta presentare il progetto definitivo e chiedere l’attivazione degli incentivi. Ovviamente le tariffe incentivanti verranno attivate solo per quegli impianti ritenuti effettivamente funzionanti.

    In Italia, dal dicembre 2009, sono stati istallati, circa, 60.000 impianti per un totale di oltre 700 MW, e considerando l’alto tasso di crescita degli impianti fotovoltaici, con la diminuzione dei prezzi, è stato stimato che, entro il 2010, verranno raggiunti i 1200 MW.

    Oltre questo, il decreto prevede altri 14 mesi di tempo per installare nuovi impianti, purché la domanda sia stata presentata prima del raggiungimento dei suddetti 1200 MW.

    Il GSE stima il superamento di 900 MW di impianti fotovoltaici installati in Italia, sulla base delle domande presentate nel 2009, registrando, inoltre, una potenza fotovoltaica, sul territorio nazionale, pari a 815 MW per 60 mila impianti funzionanti.

    Al 18 gennaio 2009, il GSE ha riscontrato l’entrata in esercizio di 56.142 impianti relativi al nuovo Conto Energia, per una potenza complessiva di 649 MW e di 5.731 impianti relativi al primo, per una potenza complessiva di circa 164 MW.

    Prendendo in considerazione anche gli impianti entrati in esercizio prima del 31 dicembre 2009, si stima che la potenza fotovoltaica accumulata in Italia a fine 2009, con il Conto Energia, andrà a superare i 900 MW.

    Si prevede, inoltre, il raggiungimento del tetto dei 1200 MW di potenza fotovoltaica entro la fine del 2010, se non prima, con possibilità di incentivi per tutti quegli impianti che entreranno in esercizio nel 14 mesi successivi al raggiungimento di tale soglia.

    Ma quali sono le ragioni per installare il fotovoltaico?

    La prima, più semplice e veniale, è sicuramente quella che attualmente in Italia si hanno le tariffe incentivanti più alte al mondo, in quanto chi installa un impianto fotovoltaico nel 2010 può ricevere fino a 0,47€ per ogni kWattora prodotto, per 20 anni.

    Inoltre, oltre all’incentivo dei vent’anni, si può ricevere anche il rimborso della bolletta elettrica pagata, elevando l’incasso ventennale a quasi 45.000 € per il nord Italia e a quasi 55.000 € per il sud, dunque considerando che il costo medio di un impianto è di circa 20.000 €, si ha piena copertura dei costi dello stesso unito ad un rendimento dal 250 al 300% , sicuro, esentasse.

    Nonostante i numerosi vantaggi, ancora in Italia il fotovoltaico non è una realtà così diffusa come può sembrare dai dati. La gente è ancora scettica e questo è dovuto, in primis, alla mancanza di informazione sulla materia che spesso, oltre ad essere insufficiente, è addirittura negativa, secondo la sfiducia, tutta Italiana, nelle novità. Come dire, mai lasciare la strada vecchia per quella nuova, anche se questa è vantaggiosa oltre che sicura.

    Considerando che l’attuale “Conto Energia” arriverà al suo termine quando in Italia verranno installati 1200 MW totali di impianti fotovoltaici, ed è sicuro che il suo successore non sarà così accomodante e generoso, bisognerebbe prendere l’occasione al volo.

    Attualmente le installazioni hanno superato i 700 MW e questo vuol dire che, fortunatamente, decine di migliaia di Italiani hanno creduto nel fotovoltaico, senza contare quelli che sono ancora in fase di installazione, di avvio dell’impianto o di decisione, che in base alle previsioni del GSE, permetteranno di raggiungere il tetto dei 1200 MW, nella seconda metà del 2010.
    Quindi, per chi ha ancora dei dubbi, un ulteriore rinvio potrebbe costare l’esclusione dal progetto.

    Inoltre i prezzi degli impianti sono moto scesi, tanto che oggi si riesce ad avere, a circa 16.000 € IVA compresa, un impianto da 3 kW, comprensivo di installazione e assistenza tecnica.

    Come se questo non bastasse, sono stati previsti finanziamenti da parte delle banche per chi ha intenzione di installare un impianto fotovoltaico, che permette, ai soggetti interessati, di partire a costo zero e recuperare poi il prestito e i relativi interessi, tramite gli stessi incentivi del GSE, erogati sul conto bancario indicato.

  • Energia Marina

    Anche lo sfruttamento delle correnti marine rappresenta, ad oggi, una nuova fonte di energia alternativa e rinnovabile, che diversi ricercatori indicano come la più plausibile a provvedere ad una parte sostanziale della energia rinnovabile a livello globale.
    Con il termine energia marina si intende l’energia ricavata, in varie forme, dai mari e dagli oceani.

    Tale energia, si può produrre attraverso due tipi di tecnologia: fluidodinamica (correnti, onde, maree) e di gradiente (termico e salino).
    I sistemi di estrazione di questa energia attualmente conosciuti sono i seguenti:

    • Energia delle correnti marine
    • Energia a gradiente salino (osmotica)
    • energia mareomotrice (o delle maree)
    • energia del moto ondoso
    • energia talassotermica (OTEC)

    Ma vediamoli nel dettaglio.
    L’Energia a gradiente salino, detta anche energia osmotica, è l’energia che si ottiene dalla differenza di concentrazione salina fra l’acqua di mare e l’acqua dolce.
    Da questo procedimento è possibile ottenere una quantità di energia notevole, tramite due procedimenti: la dialisi elettroinversa (od osmosi) (RED), e la Pressure Retarded Osmosis (PRO).
    Entrambi i procedimenti, si basano sull’osmosi mediante membrane a ioni specifici, il cui prodotto di scarto è l’acqua salmastra.
    L’efficacia della tecnologia dell’elettrodialisi inversa è stata confermata solo in laboratorio, causa il costo troppo elevato della membrana, ma l’invenzione di una nuova, più economica, formata da plastica polietilene modificata elettricamente, ha aperto nuove possibilità per la messa in pratica di tale procedimento.
    L’energia mareomotrice è, invece, quella ricavata dalle maree, che possono raggiungere anche i 20 metri di ampiezza verticale, in alcune, particolari zone del pianeta.
    L’idea di sfruttare questo tipo di energia, si era avuta già nell’antichità, con la costruzione di “mulini a marea”.
    Un mulino a marea raccoglieva l’acqua durante il suo flusso in un piccolo bacino, che in seguito veniva chiuso e al momento del deflusso la stessa acqua veniva poi fatta convogliare tramite un canale, verso una ruota che andava a poi muovere una macina.
    I progetti di sfruttamento delle maree, oggi sono diversi e impiegano metodi diversi di produzione di energia:

    • sollevamento di un peso in contrapposizione alla forza di gravità;
    • compressione dell’aria in opportuni cassoni e movimentazione di turbine in seguito alla sua espansione;
    • movimento di ruote a pale;
    • riempimento di bacini e successivo svuotamento con passaggio in turbine.

    In particolare, quest’ultimo sembra il più efficiente nell’impiego.
    Nello sviluppo di tali tecnologie, rimane comunque il problema dello sfasamento tra la massima ampiezza di marea disponibile, prevedibile sulla base delle fasi lunari e solari e la domanda di energia continua, in quanto nei giorni in cui l’afflusso d’acqua è insufficiente, la produzione di elettricità verrebbe meno.
    L’energia del moto ondoso è la fonte di energia rinnovabile che fa riferimento alla classificazione dell’energia per tipo di generazione.
    L’energia del moto ondoso è una fonte di recente sperimentazione in vari progetti europei di ricerca nel campo energetico.
    Attualmente sono state sperimentate varie tecniche di sfruttamento del moto ondoso, tra cui, la più nota, è sicuramente quella delle turbine Pelamis.
    Le suddette, sono costituite da strutture tubolari galleggianti ancorate al fondo marino, al cui interno, si trovano delle turbine che si azionano con il ritmo del moto ondoso, generando, così, energia costantemente.
    Altro tipo di impianto è quello a colonna d’acqua oscillante, che funziona con un procedimento simile, di raccolta dell’acqua tramite il moto ondoso, che va poi ad azionare una turbina.
    Un generatore, ancora in fase di sperimentazione, che prevede un procedimento diverso è costituito da una turbina simile a quella eolica sottomarina che viene messa in moto dalle correnti marine, per questo, quella prodotta, non è propriamente energia classificabile come del moto ondoso, ma rientra comunque nella categoria perchè derivata da correnti che danno origine alle onde stesse.
    In fine, l’energia talassotermica, detta anche mareotermica, sfrutta la differenza di temperatura tra la superficie e la profondità marina, dunque le condizioni ottimali per sfruttarla si trovano in mari molti profondi e caldi.
    E’ spesso indicata anche con il nome di Ocean Thermal Energy Conversion (OTEC).
    In conclusione, è necessario riconoscere il ruolo strategico fondamentale di questi nuovi tipi di energia rinnovabile, sia in termini quantitativi, sia con particolare riferimento alla tutela dell’ambiente.
    In attesa che che l’evoluzione faccia il suo corso e renda disponibili, sia in termini pratici che su larga scala, le tecnologie necessarie alla produzione di tali fonti di energia, bisogna aprire la mente e rendersi conto di come queste siano l’unica alternativa possibile all’uso di combustibili fossili.

  • Mettere al riparo le piante e prepararsi al Natale

    Per prepararsi al Natale non è mai troppo tardi, anzi, prima si parte soprattutto per quanto riguarda i regali e meglio è.
    Certo che con l’aumento generale dei prezzi che tutti i settori commerciali hanno subito è difficile fare un regalo che sia bello e conveniente per le nostre tasche. Per questo motivo, occorre spesso cercare nuove risorse per trovare ciò di cui abbiamo bisogno per il Natale dagli addobbi, alle decorazioni, dagli abeti alle idee regalo più curiose ed interessanti che è possibile reperire sul web.
    La fonte più preziosa che abbiamo a disposizione per trovare ciò di cui abbiamo bisogno sono senza dubbio chat e forum, in particolare quelli dedicati alla casa ed al giardino con soluzioni sempre nuove.
    I canali social sono diventati, infatti, una risorsa preziosa per i navigatori su internet per scovare promozioni ed offerte.
    Oltre che avvicinarsi il periodo di Natale, sono iniziate le prime piogge ed il gelo, nemici pericolosi delle nostre piante, in particolare di quelle sul terrazzo che in assenza di tende parasole non possono esser adeguatamente protette. Eh sì, perchè se per le coltivazioni del giardino è possibile utilizzare serre di ampie dimensioni, cosa utilizzare sul terrazzo? Fortunatamente sono in commercio delle serre di dimensioni ridotte e in materiali facili da montare e da assemblare come la plastica o l’alluminio perfette anche per i piccoli spazi del terrazzo.