Categoria: Attualità e Società

  • Cosa c’è da sapere sull’assicurazione furto incendio

    Per avere una copertura assicurativa in caso di furto o incendio del veicolo le tradizionali assicurazioni non bastano.

    Per avere una tutela completa, è bene stipulare un’assicurazione furto incendio. La copertura assicurativa contro eventi come il furto tutela l’assicurato per tutti i danni che possono essere causati dal furto vero e proprio, ma anche da tutti i tentativi di furto o di scasso che non sono andati a buon fine, compresa la distruzione del veicolo.

    In caso di furto, il premio e l’indennizzo che l’assicurazione è tenuta a pagare all’ assicurato è calcolato in base al valore di mercato dell’auto nel momento in cui questa viene assicurata.

    Se il veicolo viene sottratto o distrutto, il risarcimento prevede il pagamento dell’ intero valore commerciale al momento del furto, mentre se si tratta solo di un danneggiamento, l’assicurazione prevedrà il rimborso delle sole parti danneggiate o rubate.
    Le polizze contro l’incendio tutelano il veicolo invece dai danni causati da incendi, eventi legati al fuoco, scoppi, fulmini, ma anche ad eventi causate da corto circuiti o surriscaldamento del motore, ad esclusione delle cose contenute all’interno dei veicolo.

    Anche in questo caso la polizza prevede, come nel caso del furto, un risarcimento pari al valore commerciale del veicolo al momento dell’incendio.

    Inoltre, la polizza furto copre anche il furto di ogni singola parte dell’auto, ma non la sottrazione degli oggetti che si trovano all’interno dell’automobile, né il loro furto specifico (il caso cioè in cui l’oggetto che si trova all’interno dell’automobile viene rubato, ma non viene rubata l’autovettura che lo conteneva), né del loro furto se erano nell’auto al momento in cui questa è stata rubata.

    Sul sito Rete Assicurazioni tante informazioni sul Rca auto.

    www.reteassicurazioni.com

  • Ripetizioni e lezioni private: è boom

    Il mercato delle ripetizioni private è sempre più florido, a discapito delle finanze di molte famiglie italiane che si vedono costrette a sborsare cifre considerevoli per dare ai propri figli qualche chance in più di passare all’anno successivo o di essere ammessi all’esame di maturità. Lezioni inglese e matematica sono tra le più richieste, insieme a greco e latino, ma molti sono anche i bambini e i ragazzi della scuola primaria e media che necessitano di un aiuto durante lo svolgimento dei compiti per casa.

    Anche in passato le ripetizioni private, impartite per lo più da professori o da studenti universitari, erano abbastanza diffuse tra gli studenti che avevano qualche difficoltà in talune materie, ma certamente il fenomeno si è diffuso a macchia d’olio negli ultimi anni: secondo le associazioni di consumatori Adoc e Codacons ogni famiglia di liceale con almeno una insufficienza spende in media tra i 1.000 e i 2.100 euro l’anno, ma le ripetizioni ai ragazzi delle superiori che hanno bisogno di un aiuto per prendere il diploma ragioneria o la maturità al liceo linguistico sono solo una fetta della torta: lezioni private vengono infatti impartite anche ai ragazzi più giovani e persino agli universitari.

    Le ragioni che hanno fatto lievitare il numero di ragazzi bisognosi di ripetizioni possono essere molteplici. Per quanto riguarda gli alunni della scuola primaria, e in parte quelli della scuola media, la crescente richiesta di lezioni private ed extrascolastiche potrebbe essere imputabile all’impossibilità di molti genitori di seguire i propri figli durante lo svolgimento dei compiti per casa. Se in passato erano molte di più le mamme che non lavoravano fuori casa e che potevano dunque seguire i propri bimbi con i compiti, al giorno d’oggi la situazione è notevolmente cambiata, e i bambini che un tempo avevano bisogno di uno stimolo da parte della mamma, adesso devono cercare tale stimolo in un insegnante esterno.

    Più complessa è la questione dei ragazzi delle superiori. Se gli insegnanti privati, che possono far spendere alle famiglie dai 15 ai 25 euro all’ora, se si tratta di neo-laureati, ma anche dai 30 ai 60 euro all’ora se ci si rivolge ad un professore, sono sempre più richiesti, è anche a causa dell’innalzamento dell’obbligo scolastico, che “costringe” tutti i ragazzi, anche i più svogliati e i meno dotati, a rimanere a lungo sui banchi di scuola. La richiesta di insegnanti privati per ripetizioni informatica, chimica e molte altre materie è però aumentata, nell’ultimo anno, anche a causa della nuove direttive date dal Ministero dell’Istruzione in materia di esami di recupero e ammissione agli esami di maturità. La reintroduzione dei vecchi esami di riparazione settembrini ha certamente causato un aumento della richiesta di lezioni private, anche perché nella maggior parte dei casi le scuole non hanno i fondi necessari per organizzare dei corsi di recupero estivo per gli studenti che devono presentarsi agli esami di settembre.

    Stesso discorso vale per gli esami di maturità: la paura di non essere ammessi agli esami colpisce sempre più studenti in seguito all’approvazione della legge che prevede l’ammissione con tutte sufficienze, e le famiglie degli studenti che hanno difficoltà in qualche materia corrono ai ripari pagando degli insegnanti privati, anche perché, anche in questo caso, il servizio di recupero offerto dalle scuole non è sufficiente a colmare le lacune dei ragazzi.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – private label marketing

  • Natale tra i mercatini dell’Alto Adige

    Sicuramente la soluzione giusta è quella di cominciare a pensare con largo anticipo a cosa regalare, e se non a comprarli perlomeno a dare un’occhiata a cosa più ci può interessare. Di certo anche se meno romantica e idealista una soluzione per non incappare in un regalo completamente sbagliato è quella di trarre in inganno l’interessato facendoci indicare cosa gli piacerebbe o magari facendocelo dire direttamente.

    Una delle tecniche per non incorrere in imbarazzanti gaffe da regalo è quella di stendere una lista di persone a cui vogliamo fare dei doni natalizi magari dividendoli in ordine di importanza e di priorità e cerando delle idee regalo per natale originali e creative. Sicuramente i regali alle persone a noi più care come figli, mogli, mariti e fidanzati vanno messi in prima posizione e dovrebbero teoricamente essere i primi da ricercare in modo da non ritrovarsi a doverli acquistare negli ultimi giorni senza poter avere il tempo di fare delle adeguate valutazioni e ponderare la scelta. Inoltre se la scelta cade in un capo di vestiario meglio cominciare a muoversi subito, in modo da non restare senza taglie o non dover girare innumerevoli negozi per trovare quello giusto.

    Tantissime idee però possono arrivare dai mercatini natalizi che come di consuetudine si tengono nel periodo di fine autunno e inverno solitamente nelle regioni trentine e montane ma che si stanno espandendo in tutte le città d’Italia. Sempre più spesso infatti passeggiando per le vie della città ci si può imbattere in spazi appositamente allestiti per posizionare bancarelle che vendono idea regalo originale in tema natalizio ma anche di tutti i tipi come bigiotteria, sciarpe, guanti e molte altre cose. Sicuramente però l’atmosfera che si crea nelle zone montane non ha pari e non può essere ricreata in nessuna città.

    I mercatini natalizi infatti sono una vera e propria tradizione nelle zone influenzate culturalmente dalla Germania. Chiamati la loro origine risale al XIV secolo con i cosiddetti mercatini di San Nicola, conosciuto poi al mondo come Santa Klaus, dove si potevano acquistare bellissimi addobbi natalizi da appendere in casa e in giardino oppure semplici omaggi per festività. Oggi, nonostante abbiano mantenuto la prerogativa di vendere addobbi festoni, sono anche i luoghi privilegiati per trovare regali originali e innovativi e gustare il Natale in tutte le sue forme.

    E’ infatti indubbio come la tradizione altoatesina rappresenti l’eccellenza in fatto di dolci della tradizione come strudel di mele, biscotti fatti in casa, Zelten con canditi e molte altre specialità il cui solo profumo tipicamente sulle note della cannella e delle spezie introduce in una meravigliosa atmosfera natalizia.

    Ma l’Alto Adige non è solo terra di dolci anche del profumo del vin brulè, delle preziose lavorazioni in legno, delle meravigliose decorazioni in vetro e pizzo, delle tipiche tovaglie e pantofole in feltro e molte altre idee originali che solo qui si possono trovare. Un mix favoloso che sicuramente vale la pena di una visita e molto di più!

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Web tv

  • L’auto elettrica nel futuro delle nostre città

    Dovete cambiare la vostra auto ma non potete permettervi una macchina nuova? Se effettuate una ricerca in uno dei motori di ricerca su internet inserendo parole come ad esempio “auto usate a Bergamo” o anche “auto usate a Modena” (a seconda di quale sia la vostra città), appariranno tantissimi risultati sulla vendita di veicoli di seconda mano; a cosa ci fanno pensare tutti questi annunci? Innazitutto molti italiani vogliono vedere la propria macchina invece di rottamarla; secondo, tante persone non si possono permettere un’auto nuova di zecca; terzo, ultimamente tanti preferiscono vendere il proprio veicolo e acquistarne un altro usato, magari con meno chilometri e meno anni dell’auto che possiedono. Tutti questi elementi, che sicuramente derivano dalle limitate disponibilità economiche degli italiani, ci fanno pensare che le auto in circolazione siano molto inquinanti, anche se garantiscono un risparmio nell’immediato in termini di spese.

    Da un recente sondaggio sulle 30 città più inquinate d’Europa, 17 comuni italiani presentano forti problemi di inquinamento e gli esperti vedono una possibile soluzione nell’utilizzo di auto elettriche, anche se allo stato attuale ancora non sono riusciti a risolvere il problema del costo e delle difficoltà in termini di gestione. Un’auto elettrica porta notevoli benefici all’ambiente, all’aria che respiriamo nelle nostre città costantemente trafficate, ma gli italiani appaiono restii ad abbandonare la propria auto a benzina o diesel. Inoltre, la mancanza di informazione e la scarsa diffusione nel terriorio delle colonnine per ricaricare questi veicoli, presentano diversi problemi nell’adozione di una macchina elettrica.

    Ultimamente si vedono in giro le biciclette elettriche (chiamate anche “a pedalata assistita”), ma quanto dovremo aspettare per sostituire anche la nostra auto?

  • La vita di web radio e web tv si fa più difficile

    La notizia era stata già affrontata dalla FEMI, la Federazione Italiana Micro web Tv, lo scorso luglio ed è tornata prepotentemente di attualità. L’Agcom, l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha emanato una delibera che inasprirà le norme per la gestione dei servizi radiofonici delle web radio e ancor più delle web tv online, con i connessi video messi gratuitamente a disposizione degli utenti. Si tratta di un provvedimento che fa seguito al cosiddetto decreto Romani, con il quale l’allora sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni ha recepito un direttiva europea sugli audiovisivi (Direttiva europea 2007/65/CE Audiovisual Media Service dell’11 dicembre 2007).

    Il provvedimento prevede che i siti web con contenuti radiofonici o televisivi saranno obbligati a fornire la dichiarazione di inizio attività e a pagare un balzello, ossia il costo di autorizzazione, pari a 750 euro. Chi invece vorrà gestire web tv lineari, ossia dotate di palinsesto, dovrà pagare una cifra doppia, pari a 1500 euro. I contenuti della legge sono stati resi noti da Alessandro Longo su Wired Italia e hanno provocato una quantità, prevedibile, di proteste.

    L’attuale contenuto del provvedimento è stato alleggerito rispetto ai precedenti obblighi, che prevedevano un costo per l’autorizzazione pari a 3000 euro e dei tempi di attesa, a seguito della richiesta di autorizzazione all’Agcom, di 60 giorni prima dell’inizio delle trasmissioni. In ogni caso, i balzelli previsti nell’ultima versione risulterebbero comunque proibitivi per le web tv online che intrattengono gratuitamente gli utenti del web.

  • Commercio di reperti archeologici rubati a Roma

    Non solo nella profondità del sottosuolo; ora anche negli anfratti delle case Roma cela i propri reperti archeologici. Ovviamente, si tratta soltanto di una boutade per introdurre un fatto di cronaca che è recentemente comparso sulle pagine dei quotidiani della Capitale. A essere coinvolti sono due donne di 41 e 46 anni e un uomo di 56, rei di avere in custodia numerosissimi oggetti antichi, tra cui tre anfore e una lanterna, del valore di 200mila euro. I tre sono attualmente denunciati alla polizia con l’accusa di ricettazione. Una delle due donne fermate è laureata in architettura, quindi competente in materia; l’altra è una guardia penitenziaria.

    Le due donne hanno confessato di aver ricevuto gli oggetti dall’uomo di 56 anni, di origini siciliane e residente in provincia di Roma. Oltre agli appartamenti delle due, è stata perquisita anche una roulotte campeggiata a Fiumicino e appartenente al siciliano, nella quale sono stati rinvenuti altri reperti archeologici.

    A quanto si apprende dalle indagini, non si esclude la presenza di altre persone a capo del gruppo di criminali. Gli accertamenti sono nati da una indagine precedente. Secondo quanto raccontato in conferenza stampa presso il Commissariato Trevi Campo Marzio, i poliziotti sarebbero stati insospettiti, in prima battuta, da un uomo che prendeva appunti, foglio alla mano, all’esterno di un negozio d’antiquariato. Fermato, il sospettato è stato trovato in possesso di numerose foto ritraenti oggetti di valore archeologico che, in base a quanto deposto, gli erano stati proposti in vendita da terze persone. Le tre attualmente denunciate per il reato di ricettazione.

  • Provincia di Torino : arredo urbano devastato da atti molesti di 17enne ubriaco

    La capitale piemontese, Torino, è stata vittima di un alto atto vandalico tipico dei week end un po’ alcolici dei giovani ragazzi. Un ragazzo minorenne, diciassette anni ed originario di Alessandria, è stato denunciato dai carabinieri di Cortemilia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Torino con l’accusa di danneggiamento aggravato, furto ed ubriachezza molesta. Dopo aver trascorso una classica serata in discoteca di sabato sera insieme ad amici ad Acqui Terme ed aver abusato di alcool, è tornato a Cortemilia e ha cominciato, insieme ai suoi amici, senza alcuna ragione, ad urlare nella piazza principale del paese e prendere a calci alcune elementi dell’arredo urbano: cestini portarifiuti, fioriere, panchine ed altri elementi. Il rumore prodotti da questi atti vandalici ha svegliato alcuni cittadini che hanno chiamato che i carabinieri che sono giunti immediatamente sul posto. Appena arrivati hanno fermato il ragazzo e conteggiato i gravi danni causati all’arredo urbano. Il minore, che nel frattempo aveva anche divelto qualche cartello stradale, alla vista dei militari ha iniziato a correre via e si è rifugiato in casa della nonna che abita poco distante dalla piazza. I Carabinieri lo hanno seguito e quando lo hanno trovato era in evidente stato di alterazione psicofisica ed in possesso dei cartelli stradali divelti. Il 17enne è stato portato immediatamente all’Ospedale di Alba per accertamenti medici e una volta in ospedale dopo avergli fatto dichiarare i danni causati all’arredo urbano ( cestini, fioriere, cartelli stradali e così via), i carabinieri hanno chiamato i genitori ai quali hanno affidato il giovane dopo averlo denunciato. I danni stimati all’arredo urbano per fioriere, cestini cartelli stradali e quant’altro è stimato intorno a centinaia di Euro.


  • Ufficio sostenibile: con la carta riciclata si può!

    Carta, stampe, cartucce, toner tutto viene utilizzato in gran quantità all’interno di qualsiasi ufficio senza riporre particolare attenzione al risparmio energetico e ad evitare inutili sprechi. Eppure bastano veramente pochi gesti poche piccole attenzioni quotidiane per rendere l’ufficio un luogo piacevole in cui passare la giornata e in cui rispettare e tutelare l’ambiente in tutte le sue forme.

    Già da tempo è ben noto l’uso di carta riciclata che ormai ha raggiunto un tal punto di tecnologia applicata da avere pochissime differenze rispetto alla carta normalmente utilizzata per stampe e produzione documentale. Inoltre già da tempo molte mail aziendali hanno inserito in calce il cosiddetto “messaggio ecologico” che intima di stampare la mail sono nel caso la copia cartacea fosse veramente indispensabile ai fini del lavoro. Inoltre anche l’introduzione della posta elettronica certificata, anche negli enti pubblici ha permesso di limitare notevolmente la mole di carta necessaria alle singole attività d’ufficio come la carta per fotocopie. Molte altre sono poi le tecniche utilizzate per il risparmio energetico come la limitazione delle stampanti, che ora in molte aziende risultano essere una per piano anziché una per postazione, le aree ristoro una aziendale anziché diverse nell’azienda e molte altre piccole attenzioni che riscuotono il loro successo anche nel settore dei consumi.

    Può succedere in alcuni casi che i prodotti provenienti dal riciclaggio abbiano un costo più alto, ma oramai questa evenienza è abbastanza rara visto che alcune aziende hanno rielaborato le tecnologie in modo da ottenere prodotti di ottima qualità con un prezzo praticamente pari a quello del prodotto proveniente da cellulosa nuova. Inoltre utilizzare prodotti provenienti da riciclaggio o provenienti da una lavorazione ecologica fa bene anche al benessere dei lavoratori che all’interno dell’ufficio passano ben quaranta ore settimanali e più limitando il contatto con sostanze nocive e favorendo il benessere psico fisico.

    Se nel caso dell’ufficio con la collaborazione diretta e costante dei lavoratori si possono ottenere ottimi risultati in tutti i fronti più difficile è conciliare l’attività industriale con la sostenibilità e ‘ecologia. Nell’industria infatti la carta viene maggiormente utilizzata per l’imballo, utilizzo che ne rende più difficoltoso il limite nel senso che mentre una mail può essere o meno stampata per spedire o trasportare un elettrodomestico non sui può assolutamente prescindere dall’imballo dello stesso. Ora però l’evoluzione tecnologica della carta ha permesso di arrivare alla produzione carta da imballo resistenti e riutilizzabili che nulla hanno da invidiare alle scatole nuove ogni volta. Ci sono però delle caratteristiche a cui la carta in generale deve rispondere. Innanzitutto una carta per essere definita ecologica deve rispondere ad alcuni particolari requisiti ossia essere realizzata con un basso apporto idrico e un limitatissimo consumo energetico, con minime emissioni sia nell’acqua che nell’aria ma soprattutto per far nascere della carta ecologica è obbligatorio che venga impiegata esclusivamente carta da macero.

    Attualmente infatti risulta essere questo il metodo più ecologico e a minor impatto ambientale per produrre carta, certo è che però la ricerca in tale settore è in continua evoluzione e costante crescita per elaborare delle soluzioni che possano permettere di ridurre al minimo le emissioni nell’’ambiente, ma anche per limitare l’utilizzo della carta laddove non sia strettamente necessario.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Web tv

  • I principi della bioarchitettura

    Il concetto di bioarchitettura nasce verso al fine degli anni Settanta, quando, in seguito alla crisi energetica del 1973, in Germania si cominciano a studiare metodi per vivere in modo ecocompatibile e all’insegna del risparmio energetico. Gli edifici risparmio energetico, come pure molti altri tipi di provvedimenti di cui si parla molto negli ultimi tempi, non sono che il risultato di quegli primi studi, che nel corso dei decenni sono andati approfondendosi.

    Uno dei primi campi di studio della bioarchitettura, che può essere definita come la disciplina che si occupa di costruire cercando di mantenere l’equilibrio tra benessere delle persone e salute della natura circostante, ha riguardato le fonti energetiche alternative al petrolio, quali l’energia solare. I primi esempi di bioarchitettura, comparsi in Europa e negli Stati Uniti negli anni Ottanta, mostravano già una nuova tendenza a cercare nuovi sistemi sia per produrre energia che per non disperderla. Con gli anni questa tendenza e gli studi in questo settore sono andati sempre più approfondendosi, in concomitanza con l’aggravarsi dei problemi ambientali, che sono sotto gli occhi di tutti ma che sembrano quasi impossibili da risolversi. Termini quali isolamento termico pareti esterne, ombreggiamento, deumidificazione, illuminazione naturale e molti altri sono entrati a far parte del vocabolario dell’architettura e dell’edilizia, e hanno cominciato a contraddistinguere nuovi tipi di case ed edifici.

    Le scelte della bioarchitettura riguardano diversi settori, da quello dei materiali di costruzione a quello della progettazione, dalla ricerca di fonti di energia all’isolamento degli edifici. Per quanto riguarda i materiali di costruzione, l’obiettivo della bioarchitettura è quello di utilizzare materiali ad elevato rendimento, costi contenuti e, naturalmente, basso impatto ambientale. Ciò si traduce nel tentativo di evitare materiali che possano essere dannosi per la salute, come vernici e colle chimiche, per sostituirli con materiali naturali. Scegliere i materiali in bioarchitettura significa anche limitare l’uso delle risorse durante il processo costruttivo, magari usando materiali riciclati o leggeri, e quindi più facilmente trasportabili. Per quanto riguarda la fase di progettazione, la bioarchitettura presta molta attenzione all’impatto ambientale, cercando di non alterare troppo l’habitat nel quale l’edificio andrà ad inserirsi. Innanzitutto, i bioarchitetti devono considerare l’orientamento e la localizzazione dell’edificio, per sfruttare al meglio la luce e altri fattori atmosferici. In secondo luogo, il green building si pone l’obiettivo di mantenere le caratteristiche naturali del luogo in cui va a inserirsi, concentrandosi anche sulla progettazione del paesaggio. Per quanto riguarda le fonti di energia, inutile dire che gli edifici ecocompatibili sono all’insegna del risparmio energetico. Ciò significa innanzitutto una maggiore attenzione verso le fonti di energia alternative e rinnovabili (in questo senso un ruolo significativo è giocato dai pannelli solari e fotovoltaici), ma implica anche la tendenza ad utilizzare elettrodomestici che consumino meno e a studiare dei metodi per non disperdere l’energia. A questo proposito, è molto utile coibentare pareti e isolare termicamente gli edifici, grazie a dei serramenti e a dei muri speciali che permettano di non disperdere il calore e, di conseguenza, di limitare l’utilizzo di condizionatori e di impianti di riscaldamento, che contribuiscono in modo notevole all’inquinamento atmosferico.

    Se seguissimo tutti questi ed altri principi della bioarchitettura, i vantaggi non solo per l’ambiente, ma anche per il nostro benessere e per il nostro portafoglio sarebbero di sicuro numerosi.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – posizionamento su msn

  • Nessuna proroga agli incentivi del 55%

    Taglio del rifinanziamento degli incentivi sul miglioramento energetico degli edifici

    Indignazione, sdegno, delusione e malcontento, queste sensazioni sono la nostra reazione, la reazione di quelle aziende e di quei liberi professionisti che rappresentiamo, alla notizia della mancata proroga oltre il 2010 delle detrazioni del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.

    A spiazzare e lasciare basiti, è la sordità di questo Governo alle richieste e appelli che da più parti e da diverso tempo si sono susseguiti per prolungare questa agevolazione fiscale, ma soprattutto è l’ incapacità di guardare agli investimenti energetici come strumenti e opportunità per una ripresa economica.

    La mancanza di fondi nel bilancio pubblico che ha portato, nel maxi-emendamento alla Legge di stabilità del Governo, al taglio del rifinanziamento degli incentivi sul miglioramento energetico degli edifici, è sintomo dell’ assenza di una politica energetica e ambientale pianificata e coerente con gli impegni che il Governo stesso ha assunto con l’Europa per la riduzione delle emissioni di gas inquinanti.

    E mentre l’Italia decide di eliminare una delle iniziative più fruttuose e meritevoli sul risparmio energetico, la Commissione Europea ha presentato ieri una nuova strategia che individua il settore dell’edilizia come uno dei settori con le maggiori potenzialità per affrontare la sfida energetica attuale. La Commissione ha annunciato un piano di incentivi e di strumenti di finanziamento innovativi da emanare entro la metà del 2011 per le misure di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico.

    La ristrettezza delle risorse finanziarie non può e non deve costituire un ostacolo per quelle iniziative che hanno prodotto un elevato giro di affari nel settore strategico dell’economia eco-sostenibile e che sono alla base di una politica lungimirante che guarda all’Europa.

    Auspichiamo un ripensamento sulle scelte effettuate dal Governo e chiediamo a tutti i professionisti, alle associazioni di categoria, agli operatori del settore e ai cittadini di far sentire la propria voce lasciando un commento di seguito.