Categoria: Attualità e Società

  • Un Conto Energia anche per il Solare Termico

    Conto energia per lo sviluppo del solare termico

    Un Conto energia per sostenere lo sviluppo del solare termico. È La proposta lanciata oggi da Valeria Verga, Segretario generale di Assolterm, l’associazione italiana del solare termico, nel corso della giornata di studio in svolgimento a EnerSolar+, il salone dedicato alle tecnologie solari in corso a fieramilano Rho.
    Il mercato del solare termico ha visto negli ultimi anni uno sviluppo significativo in Italia, passando dai 130 MWth del 2006 ai quasi 300 MWth del 2008, quindi più che raddoppiando l’installato annuale (+120%). Nonostante la crisi economica che ha portato a una lieve flessione nel 2009 (-4%), ad oggi la capacità installata ha superato gli 1,4 Gwth, equivalenti a una superficie di installato pari a 2 milioni di metri quadri. Risultati importanti sono stati ottenuti anche sul piano industriale, dove il potenziale produttivo delle imprese ha superato il GW, dando lavoro ad oltre 4.000 persone per un giro di affari nel 2009 pari a 400 milioni di euro.

    Notevole lo sviluppo che il settore ha avuto anche dal punto di vista industriale, tenendo presente che il potenziale produttivo ha superato il GW.

    Numeri che fanno del nostro Paese il secondo mercato europeo, anche se per densità, cioè metri quadri installati per migliaia di abitanti, la media italiana, con 18kWth equivalenti a 26 metri quadri, ci vede al di sotto della media delle altre realtà del Continente – ha sottolineato Valeria Verga -. Proprio per dare maggiore impulso al settore che ha potenzialità immense e con l’obiettivo di raggiungere 1 metro quadro di installato per abitante al 2020, occorre pensare a nuovi sistemi di sostegno“.

    “Tale obiettivo – ha spiegato Verga – ci consentirebbe di portare il totale installato a 42 GWth, in modo da coprire il 25% del totale di 14 Mtep termici, pari al 25% della quota fissata per la produzione di energia termica da fonte rinnovabile nell’ambito del Pacchetto 20/20/20“.
    Da qui la proposta. “Per sostenere questo sforzo allora propiniamo un modello di incentivo che vada a premiare la produzione di energia termica, sul modello di quanto fatto con il Conto energia per il fotovoltaico – ha spiegato il segretario di Assolterm -. Una misura che si applicherebbe agli impianti superiori ai 30 metri quadri, prevedendo invece una tariffa forfettaria per le installazioni inferiori a questa taglia, e che verrebbe finanziato con una componente prelevata sulla bolletta del gas“.

    Le ricadute positive sarebbero notevoli anche dal punto di vista socio-economico in termini di creazione di nuovi posti di lavoro e di ricchezza, considerando che ogni 100 metri quadri di installato corrisponde un posto di lavoro a tempo pieno e un giro di affari pari a 100.000 euro.

    Accanto al nuovo strumento andrebbero rafforzati e stabilizzati i provvedimenti già in vigore. “In primo luogo il sistema di detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica che andrebbe implementato per un arco temporale almeno di 5 anni, in netta controtendenza rispetto a quanto sta facendo il governo che lo ha riconfermato solo per il 2011, spalmando inoltre la detrazione su 10 anni, rispetto ai 5 attuali, scelta che ci vede ovviamente del tutto contrari“, ha commentato Verga.

    Altro provvedimento basilare è rendere veramente effettivo l’obbligo di produzione del 50% di acqua calda sanitaria da fonti rinnovabili nel caso di edifici di nuova costruzione e di ristrutturazioni, “peraltro già previsto dalla normativa in vigore, ma di fatto rispettato solo in pochissime Regioni“, ha sottolineato Verga. Infine, la semplificazione amministrativa. “Ancora oggi manca un chiaro riferimento normativo uniforme su tutto il territorio, in particolare per quanto riguarda le aree vincolate, come gran parte dei nostri centri urbani e ciò sicuramente rappresenta un freno per la diffusione degli impianti“, ha concluso Valeria Verga.

    Altro tema di grande attualità affrontato nel corso della sessione convegnistica di Greenergy Expo, il grande salone delle energie rinnovabili, è stato quello dei biocarburanti. “La direttiva 2009/30/CE, attualmente in vigore, obbliga i Paesi europei a un uso sempre più esteso dei biocarburanti nel prossimo decennio come parziali sostituti della benzina e del gasolio. – ha spiegato Maria Rosaria Di Somma, di Assocostieri, Unione produttori Biocarburanti -. Inevitabile pertanto prevedere che l’impiego dei biocarburanti abbia un peso sempre maggiore nel prossimo futuro, tanto che la stime dell’Unione petrolifera parlano di un consumo pari a 4,6 i milioni di tonnellate nel 2020“. Tuttavia il cammino per un pieno sviluppo di questo mercato è ancora lungo e complesso, e sono molti ancora i nodi da sciogliere.

    Esistono già esempi virtuosi di impiego dei biocarburanti, quali la Svezia o, ancor di più fuori dall’Europa, il Brasile, che testimoniano l’assenza di barriere tecnologiche “reali” al loro utilizzo – ha spiegato Davide Chiaroni del Politecnico di Milano -. Nonostante questo, il peso “reale” dei combustibili green in Europa è oggi piuttosto limitato, attorno al 4%, rispetto al mercato dei tradizionali carburanti per trasporto. Lo scenario non cambia in Italia, terzo Paese europeo per volumi di biocarburanti immessi, ma con un distacco importante rispetto ai leader Germania e Francia.

    Le ragioni di questo ritardo sono molteplici. Tra le principali l’incertezza normativa che ha caratterizzato l’azione del legislatore europeo e italiano, con obblighi che vengono sempre più diluiti nel tempo e nell’entità, i tagli agli incentivi e i richiami alla filiera corta.

    “Altrettanto decisiva è la mancanza di una visione chiara su quale sia il vero “business”. Negli ultimi anni, anche in Italia, si sono affermati diversi modelli di business: produttori integrati, peraltro molto minoritari, che producono e lavorano la materia prima all’interno del Paese; “raffinatori”, che importano materia prima o semi-lavorati e terminano il processo di lavorazione e immissione in commercio; importatori puri di prodotto finito realizzato altrove; produttori “globali”, simili ai primi per livello di integrazione ma con attività produttive dislocate al di fuori dei confini nazionali –
    ha commentato Chiaroni -. Quale di questi sia però vincente dal punto di vista della capacità di creare valore è difficile a dirsi, ma certo la risposta a questa domanda è un pre-requisito fondamentale al concreto sviluppo del settore“.

    Anche in questo settore, però l’innovazione e lo sviluppo possono dare ancora molto.
    Una potenziale alternativa ai biocombustibili tradizionali (biodisel e bioetanolo), è quella fornita dai biocombustibili di seconda generazione: XTL prodotti per gassificazione di biomasse e sintesi di Fischer-Tropsch e HVO ottenuti per idrogenazione spinta di oli vegetali di scarto) – ha spiegato Francesco Avella, di Stazione Sperimentale per i Combustibili. I nuovi combustibili, la cui produzione è stimata essere meno onerosa per la disponibilità di maggiori quantità di materia prima, presentano caratteristiche tali da renderli più vantaggiosi di quelli di prima generazione, sia dal punto di vista prestazionale che ambientale. Appartiene a questa categoria anche il bioetanolo ottenuto per fermentazione di biomasse di natura ligneo-cellulosica.

  • Il Concerto di Natale a favore della campagna solidale della Fondazione DON BOSCO NEL MONDO “Haiti chiama per ricostruire!”

    Venerdì 24 Dicembre 2010, vigilia di Natale, andrà in onda su RAI 2, a partire dalle ore 21:00, la XVIII edizione del Concerto di Natale.

    La Fondazione DON BOSCO NEL MONDO ha attivato una campagna solidale associata a questo importante evento musicale, finalizzata alla ricostruzione di alcune strutture salesiane distrutte o gravemente danneggiate dal terremoto che ha sconvolto Haiti lo scorso mese di Gennaio: HAITI CHIAMA per ricostruire

    Emergenza terremoto haiti

    I missionari salesiani sono presenti ad Haiti da 75 anni. Si sono insediati sull’isola per prendersi cura dell’assistenza, della scolarizzazione e della formazione professionale dei ragazzi haitiani.


    In seguito al terremoto anche diverse strutture salesiane hanno però subito grossi danni. L’opera di Port-Au-Prince Enam e le presenze limitrofe dell’Istituto “San Giovanni Bosco”, come l’Opera delle Piccole Scuole di Padre Bonhen, e le “Lakay”, sono state le più colpite di tutta la città. Purtroppo, a causa dei crolli, sono rimasti sotto le macerie molti ragazzi ospiti delle strutture salesiane e con essi anche alcuni educatori e sacerdoti.

    A circa un anno dal terremoto si devono segnalare purtroppo nuove emergenze causate dai recenti casi di colera registrati sull’isola caraibica e dal passaggio dell’uragano Tomás.

    L’epidemia di colera, esplosa il 20 ottobre scorso, ha causato finora oltre 1000 morti e 15.000 casi di contagio. I salesiani lavorano a pieno ritmo per contrastare l’epidemia e favorire il rispetto delle norme igieniche, soprattutto con i più bisognosi dei quartieri poveri.

    Il passaggio dell’uragano Tomás ha causato la morte di decine di persone e numerosi feriti, oltre a danni incalcolabili alle infrastrutture. Durante il passaggio della tormenta tropicale le autorità di Haiti hanno evacuato circa 36.700 persone; 31.731 di questi dimoravano ancora negli accampamenti del post terremoto. Diversi i tratti di strada interrotti con conseguenze per le comunicazioni ed i soccorsi.

    In questo contesto di continua emergenza i salesiani si stanno adoperando per ricominciare al più presto a svolgere il proprio ruolo di educatori e a riprendersi quindi cura dei ragazzi haitiani.
    I missionari presenti sull’isola si trovano per questo chiamati ad un compito particolarmente gravoso che può essere svolto solo se viene garantito il ripristino di un minimo di strutture operative, per la ricostruzione delle quali è già stato definito il piano di ricostruzione.

    Se vuoi contribuire alla realizzazione del piano di ricostruzione dei Salesiani ad Haiti puoi effettuare una piccola donazione tramite Carta di Credito o bonifico bancario/postale.

    A partire dal 23 Dicembre 2010 sarà attivo un numero di SMS Solidale, che pubblicheremo nei prossimi giorni, con il quale sarà possibile donare 2 euro tramite SMS.

    Aiuta la Fondazione DON BOSCO NEL MONDO.

    Contribuisci alla ricostruzione di Haiti.

    Per ulteriori informazioni sull’iniziativa e su come donare a favore dell’emergenza Haiti
    Tel. 06 65612663

    Sito web emergenza haiti

    Mail: [email protected]

  • Ricevimento di nozze: istruzioni per l’uso

    Il matrimonio, oltre che essere il momento che sancisce l’unione di due persone, è anche (o forse dovremmo dire soprattutto, visti i tempi che corrono), una grande occasione di festa. La cerimonia, civile o religiosa, è certamente il momento più solenne, potremmo dire il momento topico, il cuore di ogni matrimonio, ma il pranzo o la cena con amici e parenti è sicuramente il momento in cui, allentata la tensione, si può fare veramente festa e divertirsi con gli ospiti. Sia che vengano organizzati in ristoranti Brianza, sia che si scelga una location diversa, magari in qualche villa situata in contesti particolarmente suggestivi, i ricevimenti di nozze sono una componente essenziale del giorno del matrimonio, e devono essere organizzati prestando attenzione a diversi fattori.

    Per prima cosa, bisogna valutare il budget a disposizione. Un ricevimento sfarzoso può essere un vero e proprio salasso, soprattutto se abbiamo deciso di estendere l’invito a molti invitati. Secondo l’Eurispes, che ha effettuato un’indagine sui costi delle nozze, le spese per il banchetto nuziale sono quelle che maggiormente incidono sul costo totale del matrimonio: il pranzo o la cena costano in media sui 6.000 euro, e in generale si può dire che al Sud i banchetti nuziali tendono ad essere più cari rispetto al Nord. Il prezzo medio dei ricevimenti nozze sale anche perché poche sono le coppie che optano per un banchetto fra pochi intimi: secondo i dati raccolti da Eurispes, infatti, nell’oltre il 55% dei casi le liste degli invitati superano le 100 persone. Se si ha a disposizione un budget ridotto, quindi, sarà opportuno valutare l’idea di un banchetto con un numero minore di invitati e meno sfarzoso, optando magari per un rinfresco in piedi o, se si vuole fare qualcosa di alternativo, si può proporre un banchetto non troppo formale, organizzando per esempio un barbecue o un picnic.

    Se si vuole invece seguire una linea più tradizionale, e spendendo magari un po’ di più, si può optare per il classico banchetto al ristorante. La scelta tra i vari ristoranti per matrimoni va fatta tenendo in considerazione diverse variabili. Innanzitutto, lo stile del locale: prima di prenotare visionate attentamente la sala dove dovrebbe svolgersi il banchetto e discutete con chi di dovere la disposizione dei tavoli. Per essere sicuri che il cibo e il servizio siano buoni, potete valutare l’idea di cenare nel ristorante prima di prenotare. In secondo luogo, se non avete in mente una location alternativa per realizzare le fotografie, assicuratevi che il ristorante abbia un bel giardino o altri spazi adatti allo scopo. Ultimo, ma non meno importante, valutate la distanza del ristorante dalla chiesa o dal municipio, stando attenti a non allontanarvi troppo, soprattutto se alcuni dei vostri invitati vengono da lontano. Tutte queste variabili vanno tenute in considerazione, naturalmente, anche nel caso in cui, al posto del ristorante, volgiate scegliere una location storica, come una villa antica o un castello, gli ambienti ideali se volete celebrare il vostro matrimonio in un ambiente quasi fiabesco.

    Un’ultima scelta riguarda l’orario del ricevimento: di solito dipende dall’ora in cui si svolge la cerimonia, e gli orari prediletti in genere sono quelli del pranzo e della cena. Chi vuole osare e fare qualcosa di diverso, però, può optare per una colazione, un brunch o un aperitivo.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – direct email marketing

  • E’ possibile risparmiare sul Rc Auto?

    Da alcuni studi effettuati sono oltre 200.000 gli automobilisti italiani che confrontano i preventivi online di diverse compagnie assicurative prima di acquistare la propria assicurazione. Questo dato è incoraggiante perché significa che sempre più consumatori stanno modificando i propri comportamenti e adottano un approccio diretto al mondo delle assicurazioni. Oggi chiunque può esercitare con pochi semplici click forme di risparmio sull’RC Auto.

    I margini di incremento sono ancora notevoli considerando il numero totali di polizze che ogni giorno vengono stipulate in Italia

    Le prime stime definitive vedono i prezzi delle polizze Rc auto nel 2010 con un aumento medio nazionale del 25%, con punte fino al 50% nel Meridioone. A rivelare il trend sono le 19mila tariffe pubblicate nel Libretto Rosso delle assicurazioni, realizzato da Quattroruote.

    Il profilo medio dell’assicurato più svantaggiato è quello del giovane fino a 28 anni, neopatentato o meno. Una delle soluzioni per risparmiare e cercare di evitare i rincari del settore RC Auto è utilizzare strumenti come i comparatori di prezzi.

    Ulteriori informazioni sul sito Rete Assicurazioni, una guida completa per la scelta dell’assicurazione online

    www.reteassicurazioni.com

  • La pizza incontra i professionisti del settore

    Un convegno molto più simile ad una tavola rotonda che ha approfondito i cambiamenti che ha subito la professione del pizzaiolo e le aspettative di chi all’interno delle pizzerie va a mangiare. Proprio le aspettative dei clienti infatti diventano fondamentali per valutare le evoluzioni nel settore, non solo delle pizzerie e dei pizzaioli ma di tutta l’industria delle macchine impastatrici sia casalinghe che industriali. Quello delle pizzerie infatti risulta essere un settore ricco di novità che sta vivendo numerose trasformazioni che si adattano sempre più ai gusti della clientela superando le dinamiche stereotipate e tendendo la mano al marketing e alle tendenze di gusto internazionale.

    La concorrenza infatti diventa sempre più spietata e la pizzeria comincia a diventare non solo luogo di cene e pranzi ma anche di intrattenimento dove vengono coinvolti tutti i sensi in un’esperienza gratificante non solo per il palato ma per tutti i sensi. Un cambiamento che coinvolge anche la figura del “pizzaiolo”, così integrata nella tradizione, che deve trasformarsi da semplice artigiano portatore di cultura e consuetudini a imprenditore che monitora la qualità degli alimenti e si fa manager e comunicatore della sua impresa e delle attività che al suo interno si svolgono. Un qualificazione quindi che lo deve spingere a dotarsi sempre più di oggetti professionali dalle impastatrici a spirale alle infornatrici e a tutto quello che serve nelle cucine di un locale multi propositivo.

    E l’elemento portante per questo cambiamento bisogna trovarlo all’interno di ciò che viene proposto sulla tavole del cliente. La pizza da “piatto povero” deve diventare una prelibatezza unica e irripetibile attraverso la selezione delle materie prime e la capacità di sperimentare seguendo le tendenze e mescolando vari stili di cucina.

    Durante la conferenza particolare attenzione è stata dedicata alla trattazione dell’argomento location, a tutt’oggi una componente fondamentale per qualsiasi luogo di ristorazione. Uno studio curato dal POLI-Consorzio del Politecnico di Milano che si occupa di Design. Una location che sembra tingersi di futuro ma che al contempo stimola nuovi modi di concepire l’esperienza cibo a di là della gastronomia, rendendola un’esperienza divertente, emotiva ed emozionale. Ambienti di design e di atmosfera che hanno sostituito i più tradizionali locali ancorati alla tradizione e capaci di soddisfare le esigenze di una completa serata con servizi di intrattenimento, lounge bar, ma anche servizi come aperitivo e brunch.

    Importante è anche la figura e la formazione del personale addetto alla preparazione del cibo stesso. Molte sono state le considerazioni in merito all’introduzione di una vera e propria “patente europea del pizzaiolo” un vero e proprio esame composto da prova teorica e pratica che sia volta a tutelare sia il consumatore, sia la qualità del prodotto e che possa accertare la competenza e la professionalità stessa dell’operatore che abbia compente in merito non sol di preparazione ma anche in merito a nozioni di alimentazione, utilizzo di macchine impastatrice, igiene e somministrazione degli alimenti in tutte le loro forme. Competenze più che mai necessarie per poter gestire al meglio la propria attività e che consentono di poter ampliare la propria attività e spaziare in diversi settori.

    Regole e norme che andrebbero a influenzare anche il mercato estero delle pizza, uno degli alimenti più imitati e più interessati da plagio che verrebbe in questo modo tutelato secondo regole ben precise che permettano di distinguerlo da prodotti simili ma non uguali.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Scrittura creativa

  • GLI ITALIANI SCELGONO IL SOLARE COME ENERGIA DEL FUTURO

    Come si suol dire: il popolo, in democrazia, ha sempre ragione. E quanto emerge dalla votazione/sondaggio condotto dall’Osservatorio sul fotovoltaico, in collaborazione con Fondazione Univerde e Fotowatio Renewable Ventures Italia, leader internazionale nella progettazione e gestione di impianti fotovoltaici, contenuto nel rapporto “Gli italiani e il solare”, parla chiaro.

    Per il 79% dei nostri connazionali, l’Italia dovrebbe puntare sul solare contro il solo 18% che si dice favorevole a investimenti sul nucleare. La fascia di cittadini più favorevoli al solare si trova nelle regioni del centro, sono donne e sono anche giovani, cioè con un’età compresa tra i 18 e 34 anni, mentre gli uomini sono leggermente più favorevoli al nucleare (21% contro il 18% delle donne), e all’eolico (38% contro il 19% delle donne).

    Secondo la ricerca, commissionata e condotta da un famoso centro di ricerca e sondaggi, che ha interpellato attraverso interviste telefoniche un campione di 1000 italiani rappresentativi per area geografica, sesso e luogo di residenza, il 90% degli italiani ritiene che l’energia solare sia più sicura anche se più costosa rispetto ad altre fonti. Inoltre il 79% degli intervistati consiglierebbe ai propri figli di lavorare in una centrale solare, contro il 6% di una centrale nucleare e l’1% di una centrale elettrica tradizionale.

    Infine tutti d’accordo, o quasi (90%) sul fatto che il governo, a prescindere dal colore, dovrebbe garantire maggiori incentivi alle fonti rinnovabili. Larga parte degli intervistati è attenta a pratiche sostenibili messe in atto da aziende e esercizi commerciali, anche se più care.
    In particolare, l’85% è attento all’ecosostenibilità degli immobili, l’81% dei ristoranti, l’80% dei supermercati; quarti classificati i parrucchieri: il 71% degli intervistati ritiene importante che la loro attività sia attenta al rispetto dell’ambiente.

    Il consiglio è dunque valido sia per i privati sia per le aziende. Votarsi al fotovoltaico è un vantaggio concreto.

    www.kennew.it

    Pannelli solari impianti fotovoltaici Bergamo Brescia Milano

  • Perchè nasce www.AlluvioneItalia.org?

    Perchè nasce www.AlluvioneItalia.org
    Il sito nasce con l’intento di mettere a disposizione di tutti i cittadini, vittime dell’alluvione, una piattaforma in cui possono trovare sostegno morale e uno spazio a loro dedicato per confrontare le loro esperienze con altri, ma soprattutto per divulgare le notizie quando i media principali sono insufficienti, per cercare aiuto e solidarietà. Il sito si propone di raccogliere le news e tutti i siti che ne parlano per fornire una panoramica aggiornata sugli eventi, monitorando i reali sviluppi della situazione, con obiettività. All’interno di www.AlluvioneItalia.org i cittadini che stanno vivendo questa drammatica realtà, potranno farsi sentire. Noi crediamo fermamente che l’unione faccia la forza e la solidarietà è la forza necessaria per emergere dal “pantano” in cui l’Italia sta affondando.

    Obiettivi
    L’unione ci rende più forti! Vogliamo unire tutte le regioni che stanno affrontando questa devastante realtà, affinché non restino singoli casi isolati, di minore importanza, che vengono dimenticati appena i mezzi principali di comunicazione smettono di parlarne. Purtroppo le alluvioni sono diventate troppo frequenti e pensiamo che un passo importante da fare sia quello di informare tutti gli italiani con costanza, soprattutto coloro che non vivendo questa esperienza, non conoscono la realtà della situazione. In momenti difficili come questi la solidarietà è sempre stata molto importante ma vorremmo che continuasse ad esserci anche nel periodo che segue la tragedia, quando ci si deve impegnare per la ricostruzione.

    Bacheca Solidale
    La BACHECA SOLIDALE raccoglie gli annunci dei privati e delle aziende che possono donare articoli di necessità, alle famiglie colpite dalle inondazioni. Nella nostra BACHECA SOLIDALE potete regalare elettrodomestici, abiti, mobili, a coloro che sono stati colpiti dalle inondazioni, lasciando un annuncio nella sezione “OFFRO”. Invece chi è stato colpito dalle alluvioni e ha necessità di un articolo in particolare poò lasciare il loro annuncio nella sezione “CERCO”. Importante: tutti gli articoli offerti in questa bacheca devono essere donati gratuitamente.

    Prossimi passi Collaborazione con i comuni alluvionati per avere le informazioni reali sui fatti e sugli sviluppi.

    Sito internet: http://www.alluvioneitalia.org
    Facebook: http://www.facebook.com/pages/AlluvioneItaliaorg-Alluvioni-in-Italia/121818377877973
    Twitter: http://twitter.com/AlluvioneItalia

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    Il sito è stato creato da Jens Christensen, un danese che vive in Italia da 10 anni. Per contattare Jens Christensen: http://www.alluvioneitalia.org/contatti/

  • Quarta edizione del Corso per Consulenti Privacy

    Federprivacy, quale unico soggetto che ha assunto presso il Ministero dello Sviluppo Economico i diritti per utilizzare la qualifica di “Consulente Privacy”, dà adesso la possibilità di fregiarsi di questo titolo a professionisti e figure aziendali che, attraverso un percorso di certificazione delle proprie competenze, dimostrino le proprie capacità e competenze personali finalizzate alla gestione degli adeguamenti alla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali. La massima affidabilità e trasparenza del processo di certificazione, con il quale si ottiene l’autorizzazione ad utilizzare il titolo di “Consulente Privacy”, è garantita dalla norma europea ISO 17024:2004.

    Tra i requisiti necessari per accedere all’esame di certificazione delle proprie competenze, oltre che una preparazione di base sulla legge vigente in materia di protezione dei dati personali, occorre aver partecipato con esito positivo ad un corso specialistico di 3 giorni per l’integrazione della Normativa sulla Privacy con i Sistemi Europei sulla Qualità, oltre a 16 ore accessorie di sessioni su privacy avanzata ed etica professionale, nonché provvedere le necessarie evidenze oggettive richieste dallo stesso protocollo di certificazione.

    Con i partecipanti alla quarta edizione del Corso specialistico di 3 giorni “Integrazione dei Sistemi Qualità con le attività dei Consulenti Privacy”, in programma per i giorni 1-3 dicembre 2010, saranno già più di 80 i professionisti e responsabili aziendali che, con la successiva integrazione del modulo di 16 ore potranno già avere diritto all’esame finale per certificarsi a breve come “Consulenti Privacy”. Il Registro dei Consulenti Privacy sarà detenuto dall’ente di certificazione Tüv Italia, e pubblicato anche sul sito istituzionale di Federprivacy, da dove gli utenti potranno verificare l’effettiva certificazione dei consulenti privacy.

    Si profila quindi una svolta importante per il mondo che ruota intorno alla gestione della privacy aziendale, che finora non era stato mai stato interessato da nessuna regolamentazione ufficiale.

    La sede del Corso per Consulenti Privacy di 3 giorni organizzato in esclusiva da Federprivacy e Tüv Italia, in programma per i giorni 1-3 dicembre 2010, sarà il Park Hotel di Arezzo.

    Già nei tre giorni di corso, il partecipante riceve le competenze per espletare la consulenza privacy nei modi graditi alle PMI e alla pubblica amministrazione, soprattutto quelle che hanno una certificazione sulla qualità. L’evento è anche accreditato dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro, per cui, i partecipanti che appartengono a questa categoria professionale, particolarmente coinvolta nella privacy a motivo delle molteplici implicazioni del trattamento dei dati personali nel diritto del lavoro, potranno ricevere i crediti formativi della formazione obbligatoria.

    Pur affrontando le consuete tematiche giuridiche della privacy, ciò che distingue in modo particolare questo evento decisamente full-immersion, come ha rilevato anche la Stampa in occasione delle ultime sessioni, sono le lezioni sulle procedure da adottare nei processi di adeguamento alla Legge sulla Privacy, le tecniche di audit, le linee guida della normativa europea sulla qualità applicate alla privacy, ed altri strumenti che permettono al professionista di acquisire la massima competitività per operare in modo certo ed efficace, introducendo un linguaggio nuovo nel mondo della privacy.

    Per questo, lo Staff della formazione Federprivacy, ha scelto come proprio partner organizzativo Tüv Italia, ente certificatore leader europeo, che può garantire i massimi risultati a chi compie lo sforzo di lasciare le proprie attività per andare a frequentare un corso di tre giorni, con un certificato spendibile nel mondo del lavoro e credibile sul mercato.

    E’ prevista anche una prova finale di 4 ore, il cui superamento dà diritto a ricevere l’attestato di competenza Tüv per lo svolgimento della Professione di Consulente Privacy attraverso l’integrazione della normativa europea sulla qualità con il Dlgs 196/2003.

    Per visionare la scheda del programma del corso, e le date disponibili sul calendario, chi è interessato può visitare la sezione ” In Agenda ” del sito www.federprivacy.it .

    Per ogni informazione in merito, è possibile contattare Federprivacy allo 055/5276058 o al numero verde attivo da fissi nazionali 800 910 424, o scrivendo una mail a [email protected].

  • Informazioni per l’assicurazione online sul sito Rete Assicurazioni

    Negli ultimi anni il mercato delle assicurazioni online è cresciuto a due cifre.

    Tra i motivi di questo incremento c’è il desiderio dei consumatori di risparmiare denaro e tempo per la stipula della polizza auto.

    Il sito Rete Assicurazioni è stato creato con grafica accattivante e contenuti interessanti utili prima di stipulare una polizza assicurativa.

    La strategia del sito è stata costruita su linee guida molto precise:

    – interazione tra utenti e sito grazie alla presenza di sondaggi e a breve di newsletter;

    trasparenza e massima accessabilità in termini di informazioni e di link utili;

    modernità e funzionalità dell’architettura grafica e delle soluzioni visualizzate.

    Vi sono nove aree tematiche che approfondiscono assicurazione auto, assicurazione moto, assicurazione persone, imprese, natanti, casa, vita, professionisti e animali e un’area con le ultime news dal mercato.

    Nel sito sono presenti molti link di compagnie assicurative online dove poter fare un preventivo per scegliere facilmente la polizza assicurativa su misura attraverso una procedura semplice e veloce.

    www.reteassicurazioni.com

  • Tende per l’arredamento degli interni e degli esterni

    Tra l’arredamento sicuramente una delle componenti fondamentali sono le tende da interno, che hanno acquistato sempre più valore sia tra i designer sia come complemento d’arredo fondamentale. Molto sottovalutate in tempi passati hanno recentemente acquistato molto valore grazie all’interesse di grandi stilisti che ne hanno creato tipologie sempre più raffinate che da sole riescono ad arredare intere stanze. Arredare un punto luce infatti crea non poche difficoltà soprattutto quando si tratta di armonizzarlo con il resto della casa e con il gusto personale di chi la abita.

    Le tendenze moderne puntano sempre più su tessuti leggeri, quasi impalpabili che conferiscono alle tende tendaggi una sensazione di leggerezza che conseguentemente viene percepita in tutta la stanza in cui vengono collocate. Inoltre la leggerezza dei tessuti e la loro relativa trasparenza permette di far penetrare all’interno della stanza la luce il più possibile, sfruttandola in tute le ore del giorno.

    Per quanto riguarda i colori sempre più varie sono le tonalità, se un tempo si puntava su colori chiari e al massimo si osava un color pastello che si abbinasse alla mobilia oggi sempre più vaste si fanno le scelte in tale settore. Rosso, giallo, blu tutti i colori vengono impiegati e molte volte si gioca con i contrasti piuttosto che con le armonie. Contrasti comunque sempre studiati che narrano della personalità e del gusto personale di chi abita la casa e di chi l’ha arredata.

    Ma non solo gli interni sono stati oggetto di forti rivoluzioni di stile. Anche le tende da esterni, una volta disponibili in uniche fantasie a righe, si possono trovare in tutte le fogge e in tutte le fantasie permettendo così di personalizzare non solo l’interno ma anche l’esterno della propria abitazione. Le tende da esterni oltre alla bellezza sono però molto importanti per funzionalità. Sono infatti utilissime per schermare terrazzi, balconi, finestre e giardini pensili o patii dal sole e proprio per questo fondamentale è la loro qualità intesa non solo nel senso di arredare ma anche nella robustezza dei materiale e nelle sue caratteristiche principali.

    Sicuramente il primo elemento da prendere in considerazione è il materiale con il quale la tenda è fatta. Per la sua scelta bisogna sicuramente prendere in considerazione molti elementi, non solo visivi come il periodo giornaliero di esposizione al sole o alle intemperie, la capacità di schermatura dai raggi solari, le fibre di cui è composta che devono garantire isolamento e permeabilità ma non essere nocive alla salute di chi, sotto a quel materiale, ci deve passare del tempo. Ciò però non deve togliere il fatto che il tessuto deve essere resistente agli strappi, soprattutto se la tenda viene posizionata in punti in cui è facile venga sottoposta a stressa come vento e forti piogge. Una scelta importante che deve essere valutata e ponderata con il nostro fornitore abituale o con il nostro arredatore di fiducia.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Scrittura creativa