Categoria: Attualità e Società

  • I principi della bioarchitettura

    Il concetto di bioarchitettura nasce verso al fine degli anni Settanta, quando, in seguito alla crisi energetica del 1973, in Germania si cominciano a studiare metodi per vivere in modo ecocompatibile e all’insegna del risparmio energetico. Gli edifici risparmio energetico, come pure molti altri tipi di provvedimenti di cui si parla molto negli ultimi tempi, non sono che il risultato di quegli primi studi, che nel corso dei decenni sono andati approfondendosi.

    Uno dei primi campi di studio della bioarchitettura, che può essere definita come la disciplina che si occupa di costruire cercando di mantenere l’equilibrio tra benessere delle persone e salute della natura circostante, ha riguardato le fonti energetiche alternative al petrolio, quali l’energia solare. I primi esempi di bioarchitettura, comparsi in Europa e negli Stati Uniti negli anni Ottanta, mostravano già una nuova tendenza a cercare nuovi sistemi sia per produrre energia che per non disperderla. Con gli anni questa tendenza e gli studi in questo settore sono andati sempre più approfondendosi, in concomitanza con l’aggravarsi dei problemi ambientali, che sono sotto gli occhi di tutti ma che sembrano quasi impossibili da risolversi. Termini quali isolamento termico pareti esterne, ombreggiamento, deumidificazione, illuminazione naturale e molti altri sono entrati a far parte del vocabolario dell’architettura e dell’edilizia, e hanno cominciato a contraddistinguere nuovi tipi di case ed edifici.

    Le scelte della bioarchitettura riguardano diversi settori, da quello dei materiali di costruzione a quello della progettazione, dalla ricerca di fonti di energia all’isolamento degli edifici. Per quanto riguarda i materiali di costruzione, l’obiettivo della bioarchitettura è quello di utilizzare materiali ad elevato rendimento, costi contenuti e, naturalmente, basso impatto ambientale. Ciò si traduce nel tentativo di evitare materiali che possano essere dannosi per la salute, come vernici e colle chimiche, per sostituirli con materiali naturali. Scegliere i materiali in bioarchitettura significa anche limitare l’uso delle risorse durante il processo costruttivo, magari usando materiali riciclati o leggeri, e quindi più facilmente trasportabili. Per quanto riguarda la fase di progettazione, la bioarchitettura presta molta attenzione all’impatto ambientale, cercando di non alterare troppo l’habitat nel quale l’edificio andrà ad inserirsi. Innanzitutto, i bioarchitetti devono considerare l’orientamento e la localizzazione dell’edificio, per sfruttare al meglio la luce e altri fattori atmosferici. In secondo luogo, il green building si pone l’obiettivo di mantenere le caratteristiche naturali del luogo in cui va a inserirsi, concentrandosi anche sulla progettazione del paesaggio. Per quanto riguarda le fonti di energia, inutile dire che gli edifici ecocompatibili sono all’insegna del risparmio energetico. Ciò significa innanzitutto una maggiore attenzione verso le fonti di energia alternative e rinnovabili (in questo senso un ruolo significativo è giocato dai pannelli solari e fotovoltaici), ma implica anche la tendenza ad utilizzare elettrodomestici che consumino meno e a studiare dei metodi per non disperdere l’energia. A questo proposito, è molto utile coibentare pareti e isolare termicamente gli edifici, grazie a dei serramenti e a dei muri speciali che permettano di non disperdere il calore e, di conseguenza, di limitare l’utilizzo di condizionatori e di impianti di riscaldamento, che contribuiscono in modo notevole all’inquinamento atmosferico.

    Se seguissimo tutti questi ed altri principi della bioarchitettura, i vantaggi non solo per l’ambiente, ma anche per il nostro benessere e per il nostro portafoglio sarebbero di sicuro numerosi.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – posizionamento su msn

  • Nessuna proroga agli incentivi del 55%

    Taglio del rifinanziamento degli incentivi sul miglioramento energetico degli edifici

    Indignazione, sdegno, delusione e malcontento, queste sensazioni sono la nostra reazione, la reazione di quelle aziende e di quei liberi professionisti che rappresentiamo, alla notizia della mancata proroga oltre il 2010 delle detrazioni del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.

    A spiazzare e lasciare basiti, è la sordità di questo Governo alle richieste e appelli che da più parti e da diverso tempo si sono susseguiti per prolungare questa agevolazione fiscale, ma soprattutto è l’ incapacità di guardare agli investimenti energetici come strumenti e opportunità per una ripresa economica.

    La mancanza di fondi nel bilancio pubblico che ha portato, nel maxi-emendamento alla Legge di stabilità del Governo, al taglio del rifinanziamento degli incentivi sul miglioramento energetico degli edifici, è sintomo dell’ assenza di una politica energetica e ambientale pianificata e coerente con gli impegni che il Governo stesso ha assunto con l’Europa per la riduzione delle emissioni di gas inquinanti.

    E mentre l’Italia decide di eliminare una delle iniziative più fruttuose e meritevoli sul risparmio energetico, la Commissione Europea ha presentato ieri una nuova strategia che individua il settore dell’edilizia come uno dei settori con le maggiori potenzialità per affrontare la sfida energetica attuale. La Commissione ha annunciato un piano di incentivi e di strumenti di finanziamento innovativi da emanare entro la metà del 2011 per le misure di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico.

    La ristrettezza delle risorse finanziarie non può e non deve costituire un ostacolo per quelle iniziative che hanno prodotto un elevato giro di affari nel settore strategico dell’economia eco-sostenibile e che sono alla base di una politica lungimirante che guarda all’Europa.

    Auspichiamo un ripensamento sulle scelte effettuate dal Governo e chiediamo a tutti i professionisti, alle associazioni di categoria, agli operatori del settore e ai cittadini di far sentire la propria voce lasciando un commento di seguito.

  • La fattoria solare, nuova spinta per l’economia

    Presentata a ENERSOLAR+ la prima FATTORIA SOLARE

    Quest’anno al salone internazionale dedicato alle energie alternative ENERSOLAR+ (Fiera Milano 17-19 novembre) nello stand di SANDRINI GROUP sarà presentata la prima FATTORIA SOLARE

    La Fattoria Solare è una vera e propria rivoluzione “colturale” grazie alla quale non è più necessario scegliere tra la produzione agricola e quella energetica con vantaggi enormi per tutti, dall’ambiente all’economia, perché i pannelli a inseguimento solare posti a 5 metri d’altezza consentono di coltivare i campi (sotto) e sfruttare l’energia solare. Infatti con la costruzione dell’impianto da inseguimento si crea occupazione a vari livelli, l’energia che si produce è ad emissioni zero, l’agricoltore ha un reddito integrativo, il produttore trova più facilmente gli spazi in cui installare i pannelli in quanto non sottrae terreno alle coltivazioni.

    Tecnicamente cos’è una fattoria solare: un impianto aereo che insegue il sole fatto di strutture mobili sospese, perfettamente integrato con l’agricoltura, costituito da tanti moduli indipendenti ed autonomi che usa tecnologie, sistemi di controllo e comunicazione wireless collegati ad una centrale operativa.

    • Il sistema di controllo può costituire il sistema nervoso di una nuova agricoltura automatizzata sui cui terreni potrebbero operare trattori e mezzi radiocomandati.

    • Approvato dagli agronomi perché l’ombreggiamento non supera mai 15%.
    • La resa energetica a parità di pannelli fotovoltaici installati è del 26% superiore.

    Sandrini Group sta realizzando la prima FATTORIA SOLARE su un terreno di 15 ettari. L’impianto produrrà 2.3 MegaWatt di energia e soddisferà sia i bisogni dell’azienda agricola sia quelli di 600 famiglie residenti in zona. L’engineering è di REM (Revolution Energy Maker) srl e la collaborazione con Interegeo per le perforazioni necessarie a realizzare gli impianti geotermici.

    Menzione: il progetto sarà portato dalla Regione Lombardia all’Expo mondiale del 2015 di Milano

    Sandrini Group, con lungimiranza ha creduto nella Green Economy, specializzandosi in impianti fotovoltaici e geotermici fornendo ai clienti un prodotto “chiavi in mano”.

    Con altre aziende ha investito 2,5 milioni di euro nel progetto avveniristico “Pane & Energia” in cui campi fotovoltaici estesi non sottraggono terreno all’agricoltura, superando così il principale ostacolo delle autorizzazioni regionali di impianti solari sui terreni agricoli.

    Al padiglione 6 spazio M4-L3 il progetto “Pane & Energia” prende vita con la prima FATTORIA SOLARE presentata ad un salone internazionale dedicato alle energie alternative e con questa importante novità si inizia a parlare anche di AGROVOLTAICO, una vera e propria rivoluzione che aggiunge altro valore (economico) alla Green Economy.

    Basti pensare che il fatturato di Sandrini Group negli ultimi 4 anni è balzato dai 17.226.556,00 € del 2006 ai 32.972.590,00 € del 2009, il team di collaboratori conta 42 persone tra impiegati e tecnici e più di 180 sono gli addetti ai lavori. Questo dimostra che investire nelle energie rinnovabili è un’idea economica vincente.

    Grazie alla collaborazione con la società Intergeo Perforazioni, specialista in sonde geotermiche, Sandrini Group offre l’intera gamma dei servizi integrati nelle filiere del fotovoltaico e del geotermico, occupandosi di progettazione, iter autorizzativi, realizzazione, collaudo e manutenzione degli impianti.

  • Conto Energia 2010

    Le novità, gli incentivi e i vantaggi del fotovoltaico.

    Per Conto Energia, s’intende quel decreto che stabilisce la possibilità di ricevere incentivi, nell’arco di vent’anni, proporzionali all’energia elettrica prodotta, per tutti quei soggetti, sia essi privati che aziende, che installano un impianto solare fotovoltaico.

    Il DM del 6 agosto 2010, che è andato ad abrogare il DM del 19 Febbraio 2007, presenta sostanziali cambiamenti in termini di miglioramento, snellimento burocratico e tariffe incentivanti, rispetto al precedente, privilegiando, in particolare, l’integrazione architettonica dei pannelli nell’edificio

    Le tariffe incentivanti sono state suddivise in base a tre tipi di impianti a loro volta suddivisi secondo la grandezza:

    • da 1 a 3 kWp (kilowatt di potenza);
    • da 3 a 20 kWp;
    • oltre 20 kWp; (non sono previsti limiti di potenza).

    Ciascuna categoria, inoltre, è divisa in impianti: non integrati o installati a terra, parzialmente integrati e integrati nell’edificio.

    Tale atto normativo, ha premesso all’Italia di allinearsi con quanto già messo in atto da altri paesi europei, più all’avanguardia nel settore della produzione di energie rinnovabili, ed eliminare tutta quella inutile burocrazia, che aveva contraddistinto il primo Conto Energia del 2005.

    In poche parole, l‘energia prodotta dagli impianti fotovoltaici, misurata tramite un contatore installato a valle, viene remunerata per vent’anni, in base a tariffe più che convenienti.

    Per tutti gli impianti installati entro il 2010, gli incentivi sono i seguenti, espressi in € per ogni kWattora :

    Per gli impianti fotovoltaici da 1 a 3 kWp.

    • 0,384 € per kWh prodotto se non integrato;
    • 0,422 € per kWh se parzialmente integrato;
    • 0,470 € per kWh se integrato;

    Per gli impianti fotovoltaici da 3 a 20 kWp:

    • 0,365 € per kWh prodotto se non integrato;
    • 0,403 € per kWh se parzialmente integrato;
    • 0,442 € per kWh se integrato;

    Per gli impianti fotovoltaici con potenze superiori a 20 kWp :

    • 0,346 € per kWh prodotto se non integrato;
    • 0,384 € per kWh se parzialmente integrato;
    • 0,422 € per kWh se integrato;

    Tali tariffe saranno in vigore fino al 31 dicembre 2010 e resteranno sempre fisse per 20 anni, senza integrazioni in base al tasso di inflazione.

    Per quanto riguarda la certificazione energetica dell’edificio, viene richiesta solo per avere diritto ad un, ulteriore, premio aggiuntivo e non è più requisito minimo per accedere alle tariffe incentivanti.

    Sono stati previsti, inoltre, ulteriori incrementi, fino al 30%, per quei piccoli impianti che vanno ad alimentare le utenze di edifici sui quali sono stati effettuati interventi, certificati, di risparmio energetico e del 5% per le scuole pubbliche, gli ospedali pubblici e gli impianti integrati negli edifici e installati in sostituzione di coperture contenenti amianto e per gli enti locali con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.

    C’è da ribadire che questo è un meccanismo che va remunerare, proporzionalmente, l’elettricità prodotta dagli impianti per 20 anni, quindi l’incentivo viene pagato su tutta l’energia generata , non solo su quella in più riversata nella rete elettrica.

    Il pagamento è, inoltre, mensile e viene fatto dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) nazionale, con remunerazioni che variano a seconda se l’impianto si trovi al nord o al sud, per ovvi motivi climatici.

    Per quanto riguarda la bolletta elettrica, se il consumo annuo e la produzione di energia coincidono, questa viene azzerata. In parole povere, il GSE basa il suo conteggio annuo sui kWattora consumati e prodotti e dal 2009 provvede a rimborsare il costo dell’energia, pagata al rispettivo gestore, direttamente. Quando il saldo è saldo positivo, ovvero la produzione è in eccesso rispetto al consumo, il GSE non paga, ma mette in credito l’energia in più per l’anno successivo.

    Così facendo, l’incentivo del Conto Energia e il risparmio sulla bolletta elettrica si sommano, portando all’effettivo guadagno, che va addirittura a coprire i costi dell’impianto, evitando così gli eventuali rischi finanziari.

    Come detto, il nuovo decreto ha semplificato di molto la burocrazia dei precedenti, quindi accedere al finanziamento è molto più facile. Eliminate le graduatorie, oggi è sufficiente presentare il progetto preliminare e successivamente, installare l’impianto fotovoltaico. Ad installazione completata e dopo il collaudo, basta presentare il progetto definitivo e chiedere l’attivazione degli incentivi. Ovviamente le tariffe incentivanti verranno attivate solo per quegli impianti ritenuti effettivamente funzionanti.

    In Italia, dal dicembre 2009, sono stati istallati, circa, 60.000 impianti per un totale di oltre 700 MW, e considerando l’alto tasso di crescita degli impianti fotovoltaici, con la diminuzione dei prezzi, è stato stimato che, entro il 2010, verranno raggiunti i 1200 MW.

    Oltre questo, il decreto prevede altri 14 mesi di tempo per installare nuovi impianti, purché la domanda sia stata presentata prima del raggiungimento dei suddetti 1200 MW.

    Il GSE stima il superamento di 900 MW di impianti fotovoltaici installati in Italia, sulla base delle domande presentate nel 2009, registrando, inoltre, una potenza fotovoltaica, sul territorio nazionale, pari a 815 MW per 60 mila impianti funzionanti.

    Al 18 gennaio 2009, il GSE ha riscontrato l’entrata in esercizio di 56.142 impianti relativi al nuovo Conto Energia, per una potenza complessiva di 649 MW e di 5.731 impianti relativi al primo, per una potenza complessiva di circa 164 MW.

    Prendendo in considerazione anche gli impianti entrati in esercizio prima del 31 dicembre 2009, si stima che la potenza fotovoltaica accumulata in Italia a fine 2009, con il Conto Energia, andrà a superare i 900 MW.

    Si prevede, inoltre, il raggiungimento del tetto dei 1200 MW di potenza fotovoltaica entro la fine del 2010, se non prima, con possibilità di incentivi per tutti quegli impianti che entreranno in esercizio nel 14 mesi successivi al raggiungimento di tale soglia.

    Ma quali sono le ragioni per installare il fotovoltaico?

    La prima, più semplice e veniale, è sicuramente quella che attualmente in Italia si hanno le tariffe incentivanti più alte al mondo, in quanto chi installa un impianto fotovoltaico nel 2010 può ricevere fino a 0,47€ per ogni kWattora prodotto, per 20 anni.

    Inoltre, oltre all’incentivo dei vent’anni, si può ricevere anche il rimborso della bolletta elettrica pagata, elevando l’incasso ventennale a quasi 45.000 € per il nord Italia e a quasi 55.000 € per il sud, dunque considerando che il costo medio di un impianto è di circa 20.000 €, si ha piena copertura dei costi dello stesso unito ad un rendimento dal 250 al 300% , sicuro, esentasse.

    Nonostante i numerosi vantaggi, ancora in Italia il fotovoltaico non è una realtà così diffusa come può sembrare dai dati. La gente è ancora scettica e questo è dovuto, in primis, alla mancanza di informazione sulla materia che spesso, oltre ad essere insufficiente, è addirittura negativa, secondo la sfiducia, tutta Italiana, nelle novità. Come dire, mai lasciare la strada vecchia per quella nuova, anche se questa è vantaggiosa oltre che sicura.

    Considerando che l’attuale “Conto Energia” arriverà al suo termine quando in Italia verranno installati 1200 MW totali di impianti fotovoltaici, ed è sicuro che il suo successore non sarà così accomodante e generoso, bisognerebbe prendere l’occasione al volo.

    Attualmente le installazioni hanno superato i 700 MW e questo vuol dire che, fortunatamente, decine di migliaia di Italiani hanno creduto nel fotovoltaico, senza contare quelli che sono ancora in fase di installazione, di avvio dell’impianto o di decisione, che in base alle previsioni del GSE, permetteranno di raggiungere il tetto dei 1200 MW, nella seconda metà del 2010.
    Quindi, per chi ha ancora dei dubbi, un ulteriore rinvio potrebbe costare l’esclusione dal progetto.

    Inoltre i prezzi degli impianti sono moto scesi, tanto che oggi si riesce ad avere, a circa 16.000 € IVA compresa, un impianto da 3 kW, comprensivo di installazione e assistenza tecnica.

    Come se questo non bastasse, sono stati previsti finanziamenti da parte delle banche per chi ha intenzione di installare un impianto fotovoltaico, che permette, ai soggetti interessati, di partire a costo zero e recuperare poi il prestito e i relativi interessi, tramite gli stessi incentivi del GSE, erogati sul conto bancario indicato.

  • Recupero crediti: cifre e potenzialità

    Il mercato delle società recupero crediti, e quindi il lavoro di tutti gli addetti del settore, è cresciuto in maniera esponenziale visto l’aumento dei casi di insolvenza da parte sia di aziende che di privati. Ammontava a 20 miliardi di euro l’importo affidato a tali società nel 2008, cifra arrivata a toccare i 10 miliardi nel 2009 fino ad arrivare al 2010 dove le soglie hanno toccato circa un 30 miliardi di euro, secondo le stime di Unirec, l’Unione nazionale delle agenzie di credito, che mensilmente monitora l’andamento di tale settore di mercato. Il boom di lavoro in questo settore si è registrato sicuramente nel biennio 2008/2009 quando non solo sono aumentate le cause di insolvenza e di mancati pagamenti ma soprattutto le difficoltà di riscossione, motivo per cui molti sono stati gli operatori del settore ad essere assunti che si sono specializzati proprio in queste pratiche che necessitano un continuo aggiornamento in quanto la legislazione varia continuamente e l’aggiornamento è il punto da cui si parte per elaborare qualsiasi strategia, non solo negli insoluti, ma in qualsiasi versante. Anche la privacy è un elemento fondamentale per questi tipo di attività. Il rispetto del cliente, dei suoi dati e dei motivi che lo spingono a contattare tali società deve essere assolutamente di patrimonio dei due soggetti in gioco, ossia del cliente e del dell’operatore che non deve cedere per alcun motivo dati personali per scopi che vadano al di là dell’attività strettamente legata alla pratica in questione.

    Come tutti i settori merceologici però anche questo particolare tipo di servizi è stato oggetto di evoluzioni tecnologiche che impiegano informatica e particolari metodologie di assistenza al cliente come il crm.

    Proprio il marketing infatti risulta essere una delle strategie fondanti in questo settore come in tutti gli altri che permette non solo di espandere il proprio business non solo come agenzia recupero crediti ma anche di poterlo allargare a servizi che vanno al di la’ del recupero crediti come la catalogazione dei clienti o l’analisi preventiva del potenziale cliente. Proprio queste procedure infatti permettono di poter valutare a fondo quale sia la situazione debitoria o di insoluti di chiunque si accinga a diventare cliente di un qualsiasi azienda avendo quindi l’opportunità di poter respingere in piena sicurezza e con dati di fatto plausibili.

    E’ per garantire che l’efficienza nei confronti dei clienti sia sempre al massimo che sono nati anche numerosi corsi di formazione per il personale che specializzano gli operatori del settore affinché siano preparati a rispondere alle più disparate domande e possano sollevare da inutili dubbi tutti coloro che si trovano in condizione di dover usufruire di tali servizi.

    Metodologie quindi di customer care molto efficienti che integrano professionalità, efficienza e informatica per servire il cliente nel migliore dei modi. Proprio nell’informatica informatica si è però creata la maggiore efficienza di queste agenzie attraverso tecniche di assistenza del cliente on line che si trova quindi in condizione di essere più libero nella scelta dell’agenzia e permettendo a quest’ultimo di essere concorrenziale contenendo i costi di filiali e svolgendo tutto da un unico ufficio.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Ufficio stampa

  • LA VERITA’ SULLA MARIJUANA

    Molte volte si parla della droga nel mondo, nelle strade, in internet e in tv. Qualcosa è vera qualcosa no. Molte delle informazioni che senti sulle droghe in effetti derivano da chi le vende. Gli spacciatori che si sono ravveduti hanno confessato che avrebbero detto qualsiasi cosa pur di fare in modo che altre persone comprassero droga. Non farti ingannare. Hai bisogno di informazioni a riguardo per evitare di caderci e per aiutare i tuoi amici a starne lontani. Le tue opinioni sono molto importanti, e ci auguriamo di sentire tue notizie. Marijuana è la parola usata per descrivere i fiori, semi e foglie essiccate della pianta di canapa indiana. Sulle strade viene chiamata in molti altri modi, come: tuono, cannone, dagga, narcotico, erba,Mary Jane ,reefer, spinello texano e porro. L’hashish è una forma di droga collegata con la precedente, fatta con le resine della pianta di canapa indiana.Viene chiamata anche cioccolato o fumo. A prescindere dal nome, questa droga è un allucinogeno, una sostanza che distorce il modo in cui la mente percepisce il mondo in cui vivi. Quando una persona fuma uno spinello, di solito gli effetti vengono avvertiti nel giro di pochi minuti. La sensazione immediata raggiunge il picco nella prima mezz’ora ed è composta da un aumento del battito cardiaco, una diminuzione della coordinazione e dell’equilibrio e da uno stato mentale “da sogno” Le conseguenze mentali sono altrettanto gravi. I fumatori di marijuana hanno una memoria e una prontezza mentale ridotta rispetto a chi non ne fa uso. Queste ed altre informazioni potrai ricavarle dagli opuscoli gratuiti “La verità sulla droga” di cui i volontari dell’Associazione “Amici di Ron Hubbard” sono forniti. Richiedi i materiali gratuiti affinché tu possa sapere come le droghe danneggiano la mente, la vita… siamo a tua disposizione per qualsiasi informazione a riguardo.

  • Sicurezza al lavoro: il settore primario

    La sicurezza infatti, visiti i recenti casi di cronaca, è molte volte sottovalutata soprattutto in quegli ambienti di lavoro che non sono strettamente controllati o che prevedono attività autonome da svolgere magari all’aria aperta. E’ infatti impossibile monitorare costantemente tutti gli operatori e quindi molte volte delle piccole disattenzioni possono diventare fatali soprattutto se si opera con macchinari agricoli di grande portata. Nel caso dell’agricoltura inoltre con le nuove attività che vengono concesse all’operatore agricolo di anno in anno che prevedono sempre più servizi per la comunità il rispetto di determinate regole basilari e essenziale in quando non è più solo il singolo a venire a contatto con pericoli relativi alle macchine agricole e agli accessori macchine agricole ma anche semplici cittadini che magari non sono a conoscenza di determinate norme da rispettare.

    Per esempio ora l’operatore agricolo grazie alle norme di carattere comunitario e nazionale può stipulare contratti per la manutenzione del verde, per lavori di ordinaria manutenzione degli spazi pubblici, della viabilità minore, della manutenzione di canali e argini sia per enti locali ma anche per enti territoriali.

    Tali nuove mansioni che possono essere espletate direttamente dall’azienda agricola, e che vanno quindi ad integrarne il reddito, negli ultimi tempi abbastanza zoppicante, ma fa si che le norme da rispettare sia in termini contrattuali, è infatti necessaria la stipula di contratti molto precisi per la definizione delle mansioni, sia in termini di sicurezza per quanto riguarda le dotazioni e le caratteristiche delle macchine utilizzate e per le assunzioni di responsabilità da parte dei contraenti.

    Oltre alle norme di sicurezza che sono comunque reperibili nei siti web specializzati è fondamentale che la dotazione in fatto di macchinari e fresatrici agricole sia adatta e risponda a tutte le caratteristiche richieste per essere a norma sia a livello comunitario che a livello nazionale e locale. Essenziali sono le certificazioni dell’azienda produzione macchinari agricoli che c ha fornito l’attrezzatura ma fondamentali sono le procedure di manutenzione e revisione dei macchinari e dei ricambi trattore che devono essere sempre in uno stato ottimale di funzionamento per garantire efficienza e affidabilità.

    Sicuramente una delle necessità fondamentali quando si opera con macchinari agricoli in spazi che non sono propriamente dedicati all’agricoltura è evitare che il mezzo agricolo si capovolga in luoghi in cui la sicurezza è essenziale. Proprio per questo bisogna dotare il mezzo agricolo, come per esempio il trattore agricolo o forestale, di mezzi di protezione passiva che sono essenzialmente tutte quelle modalità di protezione dell’operatore in caso di ribaltamento. Ossia il mezzo deve essere obbligatoriamente dotato di un volume di sicurezza o zona libera che impedisca all’operatore di rimanere schiacciato tra il mezzo e il suolo. Alternativamente il posto guida dell’operatore deve essere dotato di un dispositivo che trattenga l’operatore all’interno della seduta, praticamente delle cinture di sicurezza che resistano a qualsiasi tipo di urto. Ovviamente nel caso ai nostri macchinari agricoli non rispondessero a tutti i requisiti o magari non fossero adatti a determinate mansioni la cosa migliore rimane quella di investire in nuovi macchinar per garantire la nostra sicurezza e soprattutto quella di chi ci circonda.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Web tv

  • Speed Date, il gioco dei 200 secondi arriva su Groupon

    25 persone, una sola serata e 200 secondi per conoscersi. Aggiungi alla formula Speed Date, un nuovo ingrediente, quello della condivisone dell’acquisto a prezzi scontati di Groupon. Il gioco è fatto: conosci nuovi amici, a prezzo scontato, grazie alla filosofia dell’acquisto di gruppo, in cui essere in tanti è importante per ottenere uno sconto.

    Ne dà notizia Speed Date, società specializzata nell’organizzazione di eventi per single, che ha appena siglato un accordo con il portale www.groupon.it, rendendo disponibile a partire dal 12 novembre la possibilità di acquistare l’ingresso per una serata Speed Date direttamente online su Groupon.

    Durante l’evento per single, i partecipanti, un numero proporzionato di uomini e donne, si siederanno l’uno di fronte all’altro per conoscersi e fare amicizia. Allo scadere dei 200 secondi gli uomini scaleranno di posto per conoscere un’altra donna. A fine serata lo staff raccoglierà le schede di gradimento consegnate a ciascun partecipante in cui ogni incontro potrà essere contrassegnato con un “sì” o con un “no”. Nel caso in cui le preferenze coincidano, gli organizzatori provvederanno a scambiare gli indirizzi e-mail dei single che sono rimasti colpiti l’uno dall’altra.

    “Abbiamo deciso di prendere parte all’iniziativa di Groupon proprio perché sposa perfettamente il concetto che sta alla base dello Speed Date, ovvero la condivisione e l’amicizia. Grazie a Groupon gli utenti online possono accordarsi per un acquisto di gruppo per ottenere prezzi scontati nell’acquisto di vacanze, eventi, esperienze e prodotti; grazie ad una serata Speed Date i single si riuniscono per fare nuove amicizie e trascorrere insieme una serata divertente” spiega Giuseppe Gambardella, fondatore di Speed Date e Speed Vacanze, società specializzata nell’organizzazione di vacanze e crociere per single.

    I single potranno dunque collegarsi sul portale Groupon, acquistare un coupon per partecipare alla serata a prezzo speciale e, non appena il numero dei partecipanti sarà raggiunto, l’acquisto verrà completato.

    L’importante è prenotare per tempo e tenere sotto controllo il timer presente sul sito, visto che i coupon sono disponibili solo per un certo numero di ore in cui va a completarsi il gruppo di acquisto.

    “Dalla nostra idea di amicizia propria dello Speed Date, è nato poi anche il tour operator Speed Vacanze che si occupa proprio di organizzare vacanze di gruppo, permettendo anche ai single di partire da soli, condividendo la stanza con persone dello stesso sesso e della stessa fascia d’età. In questo modo non solo si conoscono nuovi amici, ma si abbattono anche i costi del supplemento singola. Più gruppo d’acquisto di così!” conclude Giuseppe Gambardella.

  • Come usufruire della Legge Bersani per la Rca auto

    Una notizia importante da sapere prima di stipulare una polizza assicurativa è la possibilità di utilizzare la classe di merito di un componente della famiglia nel caso di acquisto di una nuova auto. E’ ovvio in questo caso il vantaggio

  • A Napoli e Palermo c’è molto da lavorare per ridurre l’inquinamento

    Secondo l’indagine annuale di Legambiente, l’Italia risulta ancora indietro rispetto agli altri Paesi europei nella preoccupazione per la tutela del nostro ecosistema; infatti secondo questo studio, in fondo alla classifica appaiono Napoli e Palermo, agli ultimi posti come città più inquinate d’Italia. Secondo Legambiente l’unico dato consolante riguarda l’aumento dei pannelli solari e dell’energia eolica, oltre ad una migliore sensibilizzazione nei confronti della raccolta differenziata. Quest’ultima però è limitata alle piccole realtà, nelle quali sembra più agevole l’organizzazione dei rifiuti; infatti alcuni comuni hanno recepito l’importanza della raccolta differenziata, che spesso garantisce anche una fonte di guadagno in termini di riutilizzo degli scarti alimentari, plastica, carta, ecc… Le città premiate da Legambiente per il 2010 sono: Oristano, Avellino, Sondrio, Isernia e Pordenone, risalite in classifica.

    Parlando di automobili invece, i risultati sono meno confortanti; l’aria che respiriamo nei grandi centri italiani è davvero irrespirabile a causa dello smog e si preferisce ricercare su internet “auto usate a Napoli” e “auto usate a Palermo”, invece che auto nuove o con alimentazioni più “pulite” (ad esempio gas e metano). Sono proprio queste due città al centro delle critiche di Legambiente, nelle quali la percentuale d’inquinamento tendenzialmente aumenta invece che diminuire. Il mercato dell’usato appare in crescita, sia per motivi economici, sia per lo scarso interesse politico ad incentivare le vendite di macchine con alimentazioni ecologiche. Questo fattore, associato alle poche zone pedonali, a traffico limitato e alla mancanza di zone verdi, non ci aiuta a respirare meglio nelle nostre città; infatti il rapporto di Legambiente presenta una situazione difficile anche a Roma e Milano, il tutto a svantaggio della nostra salute.