Categoria: Attualità e Società

  • Tende per l’arredamento degli interni e degli esterni

    Tra l’arredamento sicuramente una delle componenti fondamentali sono le tende da interno, che hanno acquistato sempre più valore sia tra i designer sia come complemento d’arredo fondamentale. Molto sottovalutate in tempi passati hanno recentemente acquistato molto valore grazie all’interesse di grandi stilisti che ne hanno creato tipologie sempre più raffinate che da sole riescono ad arredare intere stanze. Arredare un punto luce infatti crea non poche difficoltà soprattutto quando si tratta di armonizzarlo con il resto della casa e con il gusto personale di chi la abita.

    Le tendenze moderne puntano sempre più su tessuti leggeri, quasi impalpabili che conferiscono alle tende tendaggi una sensazione di leggerezza che conseguentemente viene percepita in tutta la stanza in cui vengono collocate. Inoltre la leggerezza dei tessuti e la loro relativa trasparenza permette di far penetrare all’interno della stanza la luce il più possibile, sfruttandola in tute le ore del giorno.

    Per quanto riguarda i colori sempre più varie sono le tonalità, se un tempo si puntava su colori chiari e al massimo si osava un color pastello che si abbinasse alla mobilia oggi sempre più vaste si fanno le scelte in tale settore. Rosso, giallo, blu tutti i colori vengono impiegati e molte volte si gioca con i contrasti piuttosto che con le armonie. Contrasti comunque sempre studiati che narrano della personalità e del gusto personale di chi abita la casa e di chi l’ha arredata.

    Ma non solo gli interni sono stati oggetto di forti rivoluzioni di stile. Anche le tende da esterni, una volta disponibili in uniche fantasie a righe, si possono trovare in tutte le fogge e in tutte le fantasie permettendo così di personalizzare non solo l’interno ma anche l’esterno della propria abitazione. Le tende da esterni oltre alla bellezza sono però molto importanti per funzionalità. Sono infatti utilissime per schermare terrazzi, balconi, finestre e giardini pensili o patii dal sole e proprio per questo fondamentale è la loro qualità intesa non solo nel senso di arredare ma anche nella robustezza dei materiale e nelle sue caratteristiche principali.

    Sicuramente il primo elemento da prendere in considerazione è il materiale con il quale la tenda è fatta. Per la sua scelta bisogna sicuramente prendere in considerazione molti elementi, non solo visivi come il periodo giornaliero di esposizione al sole o alle intemperie, la capacità di schermatura dai raggi solari, le fibre di cui è composta che devono garantire isolamento e permeabilità ma non essere nocive alla salute di chi, sotto a quel materiale, ci deve passare del tempo. Ciò però non deve togliere il fatto che il tessuto deve essere resistente agli strappi, soprattutto se la tenda viene posizionata in punti in cui è facile venga sottoposta a stressa come vento e forti piogge. Una scelta importante che deve essere valutata e ponderata con il nostro fornitore abituale o con il nostro arredatore di fiducia.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Scrittura creativa

  • La nuova campagna di comunicazione di Campirio e Mangini

    Campirio e Mangini srl contro la mercificazione del dolore riafferma la necessità di maggior sensibilità nel settore delle onoranze funebri.

    Nei prossimi mesi inizierà una nuoca campagna di comunicazione, promuovendo azioni di supporto per associazioni ONLUS del settore.

    Genova, 17 novembre 2010

    Campirio e Mangini srl va controcorrente ed investe in una nuova linea di condotta per le società che operano nel settore nel settore delle onoranze funebri, sottolineando il proprio distinguo rispetto alle campagne pubblicitarie poste in essere da altri addetti del settore negli ultimi mesi.

    Non abbiamo voluto seguire la nuova moda iniziata questa estate da parte di agenzie che hanno voluto mercificare il dolore, mettendo con poca eleganza in primo piano il loro business” afferma la dott.sa Brunetti, Amm. Del. di Campirio e Mangini. “La nostra azienda è orientata soprattutto al rispetto dei sentimenti di tutti coloro che si trovano ad affrontare un difficile passaggio della vita come la perdita di una persona cara”.

    Campirio e Mangini vuole quindi riaffermare i principi dell’etica e del rispetto in un settore economico che resta comunque in evoluzione.

    “La nostra capacità di essere presenti e partecipi del mondo che cambia – prosegue la dottoressa Brunetti – è visibile attraverso una nuova campagna di sensibilizzazione che stiamo sostenendo attraverso il supporto alle associazioni ONLUS che da sempre si occupano del dolore, cercando di stare accanto a di chi ha subito una perdita e non di chi specula per puro profitto”.

    Ciò a cui guarda l’AD della Campirio e Mangini è quindi “un nuovo modo di entrare in una comunicazione pubblica, sicuramente poco pubblicitario ma molto più vicino a chi conosce il dolore della perdita di un familiare o di un conoscente, nella convinzione che sia il modo migliore di essere responsabili e socialmente validi nell’offrire un aiuto in più”.

    Nelle prossime settimane è quindi atteso l’avvio di un’innovativa azione di sostegno alle associazioni che si occupano di supporto nell’elaborazione del lutto.

    COMUNICATO RILASCIATO IL 17 novembre 2010, ORA 11.30

  • Stati Generali delle Costruzioni

    Il settore non può più attendere: -250mila occupati, +300% di utilizzo ammortizzatori sociali, -20% di produzione

    A un anno e mezzo dagli Stati Generali delle Costruzioni, l’evento che riunì insieme per la prima volta tutte le sigle delle organizzazioni sindacali e delle associazioni delle imprese artigiane, delle cooperative e di tutta la filiera delle costruzioni, per denunciare la crisi, ma anche per proporre un modello di sviluppo basato sulla qualità e la legalità dell’impresa e del lavoro, gli stessi soggetti sociali si sono riuniti per lanciare un nuovo e pressante grido di allarme.

    Il settore è piegato da una crisi senza precedenti: oltre 250.000 posti di lavoro persi, oltre 300% in più di utilizzo ammortizzatori sociali, oltre il 20% medio di riduzione delle produzioni nei settori dei materiali da costruzione, circa 70 mld in meno di valore complessivo delle produzioni. Se a questo si aggiunge l’inaccettabile danno causato dai ritardati pagamenti della pa, con punte di ritardo anche di 24 mesi, emerge un quadro di assoluta gravità.

    Durante tutti questi mesi, di fronte all’insufficiente politica industriale a sostegno del settore, imprese, sindacati, cooperative, artigiani e tutti gli attori della lunga filiera dell’edilizia hanno denunciato più volte – a livello nazionale e su tutto il territorio – lo stato di grande difficoltà del settore, ricercando un costante dialogo con il governo e le amministrazioni pubbliche, sollecitando un confronto, avanzando proposte concrete che hanno incontrato spesso il favore bipartisan delle forze politiche.

    A questa azione, responsabile e propositiva, del mondo dell’edilizia non ha ancora corrisposto un’efficace azione del Governo, né sul piano dei provvedimenti adottati e delle risorse disponibili, né su quello del coinvolgimento completo degli attori degli Stati Generali, visto che il tavolo interministeriale dell’edilizia, che era stato insediato a Palazzo Chigi nel luglio 2009, si è finora riunito una volta sola.

    Non possiamo protrarre ulteriormente un’attesa che ha già fatto molte vittime in termini di perdita di posti di lavoro e di competitività del Paese.

    Le imprese e i lavoratori dell’edilizia ritengono prioritario:

    • sbloccare i pagamenti per le imprese che hanno SAL approvati e oggi vincolati dal Patto di stabilità, anche per consentire alle stesse il pagamento delle forniture e dei servizi utilizzati. Più in generale allentare i vincoli dello stesso patto per gli enti virtuosi al fine di finanziare prioritariamente interventi legati alla tutela e messa in sicurezza del territorio, del patrimonio edilizio e dei beni culturali ed artistici.
    • Rendere effettivamente disponibili, in termini di attribuzioni di cassa, le risorse destinate dal CIPE alle priorità infrastrutturali, a partire da quelle attribuite al programma di piccole e medie opere e all’edilizia scolastica.
    • Puntare su processi di semplificazione amministrativa rafforzando i controlli di sicurezza e regolarità.
    • Eliminare le penalizzanti distorsioni fiscali esistenti nel settore immobiliare (ad esempio l’Iva sull’invenduto dopo 4 anni) nell’ambito di una riforma del fisco orientata allo sviluppo e più equa per lavoratori, imprese e cittadini.
    • Rilanciare gli strumenti di investimento nelle infrastrutture e nell’immobiliare.

    • Attivare strumenti di lotta all’illegalità e promuovere la qualificazione con procedure esigibili e chiare in stretta collaborazione con le imprese e i lavoratori, senza penalizzare la quotidiana operatività delle imprese corrette.
    • Estendere all’edilizia gli ammortizzatori sociali definiti per il settore industria.

    Gli Stati Generali delle costruzioni chiedono al Governo e a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione un forte impegno di rilancio delle costruzioni, a partire dalle priorità sopra indicate.

    A sostegno di queste richieste i promotori degli Stati Generali delle costruzioni indicono una Manifestazione Nazionale per mercoledì 1° dicembre 2010.

    La Manifestazione, che vedrà la partecipazione di tutte le Associazioni imprenditoriali e delle Organizzazioni Sindacali del settore edile, si svolgerà in Piazza Montecitorio a partire dalle ore 10,30.

    http://www.edilizia.com/Comunicati_Stampa/Comunicati_Stampa_del_2010/Stati_Generali_delle_Costruzioni

  • I passi avanti e i passi indietro delle città italiane nella lotta all’inquinamento

    Ogni anno Legambiente analizza le fonti principali dell’inquinamento nelle nostre città, con risultati purtroppo non confortanti. Infatti l’Italia rispetto agli altri Paesi europei risulta molto indietro nella tutela dell’ambiente e nella lotta all’inquinamento; secondo questo rapporto annuale, in fondo alla classifica delle città italiane ci sono Napoli e Palermo, nelle quali le amministrazioni devono lavorare sodo per combattere soprattutto il problema dei rifiuti e del traffico. Provate a cercare su google “auto usate a Napoli” e “auto usate a Palermo”, appariranno tantissimi annunci di privati e concessionarie che vendono macchine usate (solitamente più inquinanti). Questo significa che i problemi economici degli italiani, che non possono permettersi veicoli nuovi, si riflettono anche sulla condizione dell’aria delle nostre città, che soffocano tra smog e polveri sottili.

    Inoltre Napoli e Palermo devono anche risolvere il problema dei rifiuti (ultimamente ne stiamo sentendo parlare spesso in tv), sia del loro smaltimento che di una futura organizzazione della raccolta differenziata. Secondo Legambiente alcune città italiane sono migliorate da questo punto di vista, sia a nord che a sud del nostro Paese; ad esempio Oristano e Pordenone, due piccoli comuni che sono riusciti ad recepire ed applicare la raccolta differenziata e hanno sensibilizzato i cittadini sull’importanza del riutilizzo e il rifiuto degli sprechi.

    Insomma, Legambiente presenta una situazione ancora sbilanciata nella tutela del nostro ecosistema; città che ne capiscono l’importanza e si attivano concretamente, altre che arrancano e non riescono nemmeno a gestire i rifiuti. La disparità delle nostre città appare ancora notevole anche dal punto di vista ambientale.

  • Sostenibilità = Qualità + Innovazione

    L’equazione vincente nelle costruzioni passa attraverso la certificazione

    La sostenibilità non è scindibile da qualità e innovazione. L’edilizia, che contribuisce per il 40% ai consumi energetici europei, può far molto per render possibile l’attivazione di un nuovo modello di sviluppo, che consenta alle generazioni future di continuare a vivere, e può farlo attraverso la difesa di un mondo sostenibile, tramite l’affermazione della qualità attraverso l’innovazione”.

    Così Giorgio Sabelli, presidente di ICMQ, l’Istituto di certificazione leder nel settore delle costruzioni, ha introdotto i lavori del convegno sull’ ECO-building e la Green Economy, tenuto lo scorso 29 ottobre in occasione del SAIE 2010.

    L’incontro, incentrato sulla certificazione dei materiali da costruzione eco-sostenibili quale strumento di valorizzazione del prodotto sul mercato, è stato l’occasione per approfondire il tema della sostenibilità come interessante opportunità per il prossimo futuro, ma anche come tendenza verso un nuovo sviluppo in grado di raccogliere le grandi sfide ambientali ed economiche.

    A fare un quadro generale del settore, è intervenuto Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, che ha confermato le opportunità offerte dalla sostenibilità, inquadrandole nel tema più ampio dell’andamento del mercato delle costruzioni in Italia. “Dal 1951 ad oggi – ha spiegato – si sono succeduti 6 cicli economici, e dopo la crisi iniziata nel 2008 si comincia oggi a vedere una leggera ripresa, indice forse che è finito il sesto ciclo, iniziato 12 anni fa, e che sta per cominciare il settimo”.

    Ma quali caratteristiche avrà e quali saranno i fattori di successo?
    Analizzando i dati sugli investimenti nelle costruzioni e sulla base di ricerche effettuate dal Cresme, emergono alcuni temi chiave che guideranno il mercato da qui al 2020:

    • l’innovazione tecnologica, intesa come tecnologia di processo, ingegnerizzazione, ottimizzazione, sviluppo di nuovi prodotti;
    • la sostenibilità sociale, cioè l’housing sociale e tutto ciò che attiene alla sicurezza e alla vivibilità delle città;
    • la sostenibilità ambientale: energia, aria, acqua, bioedilizia, smaltimento, ciclo di vita.

    Mentre gli ambiti trainanti saranno quelli del rinnovo edilizio, dell’integrazione fra costruzione e servizi, dei mercati esteri emergenti. Al centro di tutto ciò, secondo Bellicini, due concetti: qualità e certificazione. “Perché ora e in futuro, chi compra o ristruttura un bene immobiliare ha meno risorse economiche a disposizione e punta quindi a massimizzare il valore di ciò che ottiene a fronte dell’investimento. Qualità dunque, non solo dichiarata ma garantita dalla certificazione di un organismo indipendente”.

    Siamo dunque in un momento in cui gli aspetti della qualità, della sostenibilità e dell’innovazione trainano le scelte di mercato, ma va sottolineato, ha concordato Lorenzo Orsenigo, direttore di ICMQ Spa, come oggi “l’innovazione non si gioca più sul livello di prestazione di un prodotto per le costruzioni, quanto sulla tipologia di prestazione, i cui risultati possono esser comunicati e dimostrati con attendibilità solo attraverso la certificazione, che li distingue rispetto ai casi frequenti in cui l’immagine verde è solo di facciata”.

    Orsenigo ha poi passato rapidamente in rassegna gli schemi di certificazione della sostenibilità degli edifici oggi presenti in Italia – LEED, ITACA, Sistema Edificio – evidenziando come tutti premino l’utilizzo di prodotti a basso impatto ambientale e che impiegano materiali riciclati. “Tuttavia – ha però chiarito – le prestazioni dichiarate devono essere dimostrate, altrimenti si rischia di non riuscire a raggiungere il livello previsto di certificazione dell’edificio”.

    Per farlo, ci sono diversi metodi: la convalida dell’Asserzione ambientale autodichiarata dal produttore, la convalida della Dichiarazione ambientale di prodotto EPD (che determina l’impatto ambientale di un prodotto analizzandone il ciclo di vita) e lo schema ICMQ ECO. Quest’ultimo è una vera e propria certificazione delle caratteristiche di sostenibilità dichiarate dal produttore, con la quale ICMQ effettua prove di tipo iniziali, sorveglianze periodiche sul sistema di controllo della produzione e prove periodiche su campioni. “In un mercato che richiede prestazioni garantite – ha concluso il direttore di ICMQ – il ruolo di un organismo di certificazione settoriale, competente e riconosciuto diventa fondamentale, per operare realmente green e non fare semplicemente greenwashing”.

    Nella seconda parte del convegno sono stati presi in esame due casi di studio riguardanti la certificazione di sostenibilità per i masselli in calcestruzzo e per il calcestruzzo preconfezionato, con l’obiettivo di evidenziare il valore aggiunto offerto dalla certificazione agli operatori, in termini di competitività e autorevolezza del prodotto.

    Massimo Colombo di Assobeton ha illustrato il caso dei masselli e delle lastre in calcestruzzo per pavimentazioni, tipologie di prodotto già da anni oggetto di norme UNI specifiche e dal 2005 soggette anche alla marcatura CE. Sin dal 1995 l’associazione ha messo a punto con ICMQ un Regolamento relativo ai masselli, poi esteso nel 2005 alle lastre e dal 2010 alle caratteristiche di sostenibilità secondo lo schema ICMQ ECO: riutilizzo dei materiali (durabilità, intesa come resistenza al gelo-disgelo e all’abrasione), gestione delle acque meteoriche (permeabilità), riduzione dell’isola di calore (indice di riflettanza), contenuto di riciclato pre-consumatore (cioè sottratto dal flusso dei rifiuti durante il processo di produzione) e post-consumatore.

    Infine, Angelo Masci di Atecap ha spiegato come il calcestruzzo sia un materiale da costruzione diffuso con successo sin dai tempi più antichi – basti pensare al Pantheon di Roma – ma che spesso ha sofferto di una cattiva immagine a causa di casistiche negative dovute non alle caratteristiche intrinseche del materiale, ma ad una produzione scadente. La sostenibilità offre oggi una nuova opportunità a questo materiale antico, che in effetti presenta da questo punto di vista molte qualità, a partire dalla durata di vita.

    Per questo motivo Atecap e ICMQ hanno messo a punto uno schema di certificazione ICMQ ECO da applicare al calcestruzzo preconfezionato prodotto con metodo industrializzato. I requisiti minimi oggetto di certificazione sono il recupero delle acque e la durabilità, mentre quelli aggiuntivi, relativi a calcestruzzi specifici, sono la permeabilità all’acqua, l’indice di riflettanza e il contenuto di materiale riciclato; alcuni requisiti si riferiscono al processo produttivo (il recupero delle acque e il contenuto di riciclato) mentre gli altri si riferiscono alle proprietà del prodotto.
    Naturalmente, ha concluso Masci, la certificazione di prodotto non può prescindere dalla conformità legislativa dell’impianto di produzione e dalla certificazione obbligatoria FPC conforme al DM 14/1/2008.

  • È attivo lo sportello di counseling psicologico di eCampus

    Sono sempre più numerose le eCampus opinioni positive in merito allo sportello di Counseling psicologico attivato dalla famosa università telematica, che riceve molti accessi ogni giorno.

    L’obbiettivo dello sportello è di offrire un’opportunità di ascolto da parte di esperti psicologi certificati da eCampus, per studenti che abbiano bisogno di un consulto: difficoltà personali, relazionali o scolastiche sono comuni e non devono serbare motivi di vergogna da parte di un giovane, che ha diritto di rivolgersi a persone sensibili e qualificate per risolvere problemi come l’ansia da esame, difficoltà di approccio allo studio, difficoltà motivazionali o anche problematiche personali.

    L’università eCampus nasce nel 2006 per rispondere alle esigenze di molti studenti con difficoltà di trasporto e localizzazione, lavoratori che vogliano continuare gli studi, o chiunque abbia la necessità di avvalersi di un ateneo telematico con servizi professionali e solide finalità didattiche.

  • Gli avvocati sono online

    A seguito della liberalizzazione delle professioni e grazie alla possibilità di promuovere la propria attività

  • Riqualificatore Energetico

    Riqualificatore Energeticoè la nuova figura professionale dotata di conoscenze approfondite del sistema edificio – impianti richiesta dal mercato residenziale, pubblico e privato, con il fine di coniugare comfort ed efficienza.

    In un contesto in cui efficienza e sostenibilità rappresentano gli ingredienti di una valida strategia di sopravvivenza economica ed ambientale, la tutela del territorio e la razionalizzazione di ciò che esiste ne sono gli elementi cardine.

    Riqualificare un edificio sotto il profilo energetico – ambientale è un’operazione che richiede grandi conoscenze, profonda consapevolezza dell’intervento e certezza del risultato, offrendo enormi opportunità professionali.

    Promossa e istituita dalla divisione Formazione del Gruppo ADL in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura sezione provinciale di Napoli, il Riqualificatore Energetico è una nuova figura professionale che si colloca in un mercato potenzialmente enorme considerata l’entità del patrimonio immobiliare esistente, energivoro e inefficiente, quindi da “riqualificare”.

    Il percorso formativo si articola in sessioni teoriche e applicazioni pratiche, analizza l’intero contesto normativo entro cui bisogna agire, le nuove tecniche e le tecnologie disponibili sul mercato mondiale, individua i criteri rapidi, economici ed efficienti affinché si possa realizzare un intervento in linea con le esigenze della committenza.

    Programmazione lavori

    13.11.10
    Standard Energetici e normativa tecnica, D.ssa Arch. Isabella Lisi

    • Direttiva 2010/31/UE
    • Excursus normativo dal D.Lgs 192/2005 al D.Lgs 56/2010
    • Detrazioni fiscali del 55%
    • Indicatori energetici
    • Norme tecniche UNI TS 11300 parte 1 e 2

    20.11.10
    Sistema Edilizio
    D.ssa Arch. Paola De Joanna
    Caratteristiche del parco urbano: comportamento energetico delle tipologie edilizie preesistenti e dei relativi componenti

    27.11.10
    Criteri e metodi per il risparmio energetico nel recupero edilizio
    D.ssa Arch. Giuseppina Crisci

    • Uso delle risorse naturali
    • Bioclimatica: sistemi attivi e passivi
    • Strumenti normativi e legislativi di riferimento
    • Cenni alle politiche incentivanti e protocolli

    30.11.10
    Soluzioni impiantistiche innovative per l’efficienza
    Prof. Ing. Giuseppe Langella

    • Caldaie a condensazione
    • Termocamini , pompe di calore ad elevata efficienza
    • Impianti di cogenerazione e rigenerazione
    • Aspetti tecnici circa il corretto esercizio e la manutenzione degli impianti

    4.12.10
    Strategie e tecniche per il risparmio energetico ( 4 ore )
    Prof. Ing. Mariano Cannaviello – D.ssa Arch. Monica Cannaviello

    • Soluzioni tecniche per l’efficienza energetica in regime invernale
    • Soluzioni tecniche per l’efficienza energetica in regime estivo

    11.12.10
    Fonti Rinnovabili
    D.ssa Arch. Isabella Lisi

    • Cenni sul fotovoltaico e sul solaretermico
    • Integrazione architettonica del fotovoltaico e del solare termico negli interventi di riqualificazione energetica in retrofit
    • Energia geotermica e microeolico per la riqualificazione degli edifici preesistenti
    • Verifiche di adattabilità e compatibilità dei sistemi impiantistici preesistenti con gli impianti che utilizzano energie rinnovabili

    12.1.11
    Gli strumenti di controllo tecnico delle prestazioni
    Prof.ssa Arch. Antonella Violano

    • Il passaggio dalla Direttiva 2002/91/CE alla Direttiva 2010/31/UE
    • Le categorie di applicazione del DPR 59/09: interventi e prescrizioni
    • Linee Guida Nazionali: gli Allegati 6 e 7 (l’Attestato di certificazione energetica per edifici residenziali e non residenziali)
    • Esempio di classificazione di un edificio nel sistema nazionale

    15.1.11
    Sperimentazione su scala urbana
    D.ssa Arch. Giulia Bonelli

    • Riqualificazione di un quartiere di Edilizia Economica e Popolare: criteri generali e applicazione a un caso studio

    22.1.11
    Applicazioni con l’ausilio della termocamera
    Ing. Flavio De Luca

    • Diagnosi energetica e utilizzo della termocamera

    26.1.11
    Termus, il software per la progettazione

    • Casi studio su edifici civili di caratteristiche strutturali e geografiche distinte a cura di Acca software

    2.2.11
    Materiali e tecnologie

    • Case history e best practices con l’ausilio di nuovi strumenti, materiali e applicazioni a cura delle aziende partner

    19.2.11
    Test finale e consegna attestati


    Organizzazione scientifica

    Direzione scientifica, Prof.ssa Arch. Virginia Gangemi
    Coordinamento didattico, d.ssa Arch. Giuseppina Crisci

  • Ecofirenze per la Fondazione Meyer: raggiunto il traguardo dei 100.000 euro

    La campagna promossa da Ecofirenze, l’impresa fiorentina all’avanguardia nel settore della rottamazione delle auto, ha portato a devolvere in favore dell’ospedale pediatrico Meyer la complessiva somma di centomila euro. L’importo appare essere ancor più considerevole in questo momento di grave recessione economica e operativa che, come noto, sta affliggendo il comparto.

    Lunedì 15 novembre 2010 Franco Corti, presidente del Cda di Ecofirenze, ha consegnato a Tommaso Langiano, presidente della Fondazione Meyer, l’assegno simbolo della donazione, alla presenza di autorità istituzionali e imprenditori del comprensorio fiorentino. Con l’occasione è stato possibile visitare in anteprima il nuovo impianto per il trattamento di veicoli fine vita e dei rottami ferrosi. Ecofirenze ha progettato e realizzato la struttura adottando le più innovative tecnologie per la messa in sicurezza, il trattamento e recupero di materiali, rispondendo così all’obiettivo prioritario di procedere nell’assoluto ridimensionamento dell’impatto ambientale derivato dai veicoli fine vita e dalla dispersione sul territorio di materiali ferrosi.

    Gli intervenuti alla manifestazione hanno potuto prendere atto, dalla visita dell’impianto e dalle esaurienti delucidazioni rese dai responsabili dell’impresa, degli indubbi benefici per il comprensorio fiorentino, sul piano ambientale, che deriveranno dall’operatività della struttura.

    Il presidente di Ecofirenze, Franco Corti, ha precisato che nei prossimi giorni si procederà nell’avviamento dell’attività operativa, assolvendo così all’attività di pubblico servizio a cui è preposto l’impianto, ringraziando i partecipanti all’evento e gli Enti che hanno saputo sostenere un’iniziativa imprenditoriale privata che soddisferà al meglio le primarie esigenze di tutela ambientale della collettività.

    Franco Corti presidente Ecofirenze - Tommaso Langiano presidente Fondazione Meyer

    Per ulteriori informazioni su Ecofirenze: www.ecofirenze.com

    Ufficio stampa: Studio Abba, [email protected] – tel. 055292082

    Pubblicazione comunicati stampa internet
    Comunicati-Stampa.com / Pivari.com
    fabrizio (at) pivari.com

  • Una casa che rispetta l’ambiente

    E’ infatti stimato che a livello mondiale più della metà del fabbisogno energetico globale venga utilizzato per a costruzione, produzione e sostentamento degli edifici sia residenziali che si lavoro. Proprio nella ricerca nel settore dell’edilizia ecosostenibile si sono rivolte infatti le ultime tecnologie che riguardano l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale come legno lamellare e sughero che molte volte impiegano anche fonti di energia rinnovabile per il loro sostentamento.

    E’ una tecnica costruttiva che si sta diffondendo sempre più anche in Italia con una sperimentazione partita dalle regioni alpine che da sempre impiegano il legno sotto forma di pannelli per le costruzioni abitative e che da sempre sono all’avanguardia anche nel settore delle energie rinnovabili e il loro impiego quotidiano. Non a caso i più grandi impianti fotovoltaici si trovano in questa regione e molte delle industrie che fabbricano case in legni hanno i loro centri di produzione qui, punto di partenza per un commercio che si sta espandendo sempre più in tutta Italia.

    Le costruzioni in legno però, oltre a poter essere fabbricato residenziale a sé stante, possono diventare anche complementi per l’ampliamento di un’abitazione già esistente ma anche accessori e materiali da utilizzare per il risanamento di edifici che necessitano manutenzione e restauro. E’ essenziale infatti per qualsiasi tipo di edificio che l’isolamento dall’esterno che riduca al massimo le perdite di calore sia sempre monitorato e rinforzato. Solo così infatti si potrà ridurre l’impatto globale che l’edilizia ha a livello mondiale. Per poter mettere in pratica questo però è necessario rivalutare interamente quella che è l’urbanistica e la logica costruttiva che ci ha accompagnato negli ultimi anni e le modalità di produzione legno: una casa, un ufficio o un qualsiasi edificio per essere efficiente al punto giusto oltre all’isolamento materiale dall’esterno ha bisogno di essere orientato nella giusta direzione per poter sfruttare al massimo la luce naturale, elemento essenziale soprattutto in luoghi di lavoro dove l’utilizzo della luce artificiale è abusato e può provocare malessere oltre che disturbi alla vista degli impiegati.

    Oltre all’orientamento e all’isolamento fondamentale è il tipo di fonte energetica che viene impiegata per il riscaldamento dell’edificio stesso. Attualmente quelle più impiegate sono sicuramente gasolio, gas e altre forme di energia altamente inquinanti mentre sempre più spazio stanno ricavandosi fonti di energia alternativa come le biomasse, fotovoltaico, eolico e altre forma sperimentali. Sicuramente l’investimento iniziale non è poco, il ritorno nel risparmio monetario ed energetico è però evidente. Una bella iniziativa sarebbe quella di coinvolgere le amministrazioni locali affinché eseguano impianti che alimentino gli edifici pubblici, un piccolo gesto che però potrebbe dare l’esempio per molti cittadini privati e soprattutto sensibilizzare nei confronti della tutela dell’ambiente. Inoltre, se si valuta l’aspetto dell’impiantistica e la specializzazione degli impianti, l’impiego più diffuso di queste forme energetiche andrebbe sicuramente ad incrementare il mercato del lavoro, ad oggi così poco promettente.

    A cura di Martina Celegato

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