Categoria: Attualità e Società

  • L’Istat per conoscere meglio gli italiani

    È stato diffuso pochi giorni fa dall’Istat l’annuario statistico italiano. Una pubblicazione fondamentale che, in ventisei capitoli, traccia un quadro a grandi linee della società e dell’economia del nostro Paese. Gli argomenti affrontati dall’annuario sono i più svariati e riguardano temi come ambiente e territorio, popolazione, salute, lavoro, istruzione, attività culturali, prezzi e via dicendo.

    In un’ottica più generale è utile analizzare la situazione della finanza e dell’economia del Paese e dei suoi abitanti. Ad esempio, lo studio relativo all’edilizia residenziale evidenzia una riduzione non solo nel numero di nuovi fabbricati, ma anche del volume degli stessi, che si attesta su un calo del 3,8%. Interessante è la nota sulle abitazioni che, quanto a superficie utile, sono cresciute di un metro quadrato, mentre i valori del numero medio di stanze (3,4) e accessori interni (bagni, ingressi, corridoi, pari a 2,9) all’abitazione sono stabili. A questo si può aggiungere il dato sulla dinamica dei prezzi al consumo, cresciuta solo dello 0,7% in più rispetto all’anno precedente. Anche perché dal confronto dei diversi dati a disposizione, utilizzando anche altre fonti, si ricavano notizie interessanti: Napoli, ad esempio, ha subito un significativo aumento dei prezzi al consumo, più di Roma, che, dalla sua, ha un aumento consistente del costo delle abitazioni. Dal lato opposto, prezzi e case di Bologna sembrano invece avviati al risparmio.

    Ma molte sono le informazioni apparentemente di dettaglio che l’annuario offre e che in realtà sono utili a raffigurare in maniera precisa gli italiani. A titolo di esempio, sarebbe utile confrontare il dato relativo al possesso di un telefono cellulare, che riguarda circa l’87% delle famiglie italiane, con le famiglie che possiedono un computer, che i fermano invece al 52%, con una differenza sostanziale di utilizzo tra nord e sud (e significativo vantaggio del primo). Anche i dati sulla lettura, in tempi la cultura è preda e ostaggio di polemiche politiche, sono molto importanti: ad esempio, continua il calo nelle abitudini alla lettura di quotidiani e libri, mentre in controtendenza risultano solo i ragazzini, che con la loro passione per la carta stampata contribuiscono a risollevare la media generale.

  • Il risparmio parte dalla bioedilizia

    Proprio in quest’ultimo settore l’integrazione ha assunto particolari forme che hanno il nobile scopo di ridurre le emissioni che gli edifici emettono nell’’ambiente e allo stesso tempo di permettere il risparmio energetico in tutti i settori da quello industriale a quello abitativo. Basti pensare agli enormi passi in avanti che ha fatto la progettazione nell’integrare fotovoltaico alla muratura e molte altre tecnologie che fino a qualche decennio fa’ erano impensabili. Molte sono le zone industriali all’interno delle quali si possono scorgere innovative coperture in materiale fotovoltaico o termo solare che a volte soddisfano l’intero fabbisogno dell’edificio in cui sono installate.

    Un settore in cui sta trovando sempre più spazio l’integrazione energetica è sicuramente quello delle ristrutturazioni case, strutture alberghiere o edifici di edilizia pubblica e uffici. Nella progettazione di ristrutturazioni di case numerose sono le integrazioni possibili dal fotovoltaico intergrato alla copertura abitativa fino ad arrivare a impianti termo solari che permettono di mantenere una temperatura costante in tutto l’edificio in cui vengono installati. Costruire secondo i principi della bioedilizia infatti non consiste solo nel limitare l’uso delle risorse non rinnovabili ma anche utilizzare in tutte le situazioni possibili materiali di origine biologica e che non siano nocivi né per l’ambiente né per noi. Infatti l’edilizia non solo è uno dei settori che più utilizzano, e a volte sprecano, materie prime, ma è anche uno dei settori in cui l’impiego di sostanze chimiche è più intenso e sistematico. Proprio la questione salutistica ha portato alla luce numerose problematiche che fortunatamente hanno indirizzato ad un cambiamento di rotta a favore dell’impiego di materie trattate e lavorate solo con metodi naturali e certificati.

    Ma non solo, molte sono le progettazioni di ristrutturazioni chiavi in mano che prevedono l’utilizzo di case ad alto rendimento non solo per impianti di produzione di energia installati ma anche per materiali utilizzati che permettono un termo isolamento che di conseguenza permette di limitare i costi per rinfrescare e riscaldare. Inoltre non solo fotovoltaici ed eolici possono essere gli impianti “casalinghi” ma anche termico radianti e di riutilizzo delle acqua meteoriche, tipologie impiantistiche poco diffuse in Italia ma che sicuramente troveranno spazio all’interno del mondo della bioedilizia.

    Molta attenzione va poi posta nella ristrutturazione interna della casa soprattutto quando si parla di progettazione cucine su misura o ristrutturazioni bagno luoghi all’interno dei quali diventa fondamentale la disposizione degli elettrodomestici. Proprio la loro posizione, o il loro contatto l’uno con l’altro possono essere elementi determinanti per il risparmio energetico e per l’efficienza degli stessi.

    Un altro settore in cui sta prendendo piede molto la bioedilizia è quello che concerne il turismo e le progettazioni alberghi, case vacanza e altre strutture ricettive. Proprio queste infatti risultano essere uno dei settori in cui è più sentito il tema della bioedilizia in particolar modo nelle zone di montagna in cui l’esposizione solare e l’orientamento dell’edificio sono fondamentali per il suo funzionamento.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Web tv

  • Rc auto: le polizze costano più della media europea

    A seguito della riforma del Codice della strada gli automobilisti sono diventati più consapevoli e disciplinati.

    Secondo un’indagine condotta da Aci e Istat il numero dei sinistri nel 2009 si è ridotto dell’1,6%, dal 2001 i morti su strada sono scesi del 40%. L’Adoc, associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori, evidenzia come, a fronte di questi dati, le tariffe Rc auto continuino ad aumentare, in media del 18%.
    Nonostante questi traguardi i consumatori sono costretti a pagare il doppio rispetto alla media europea. Oggi gli automobilisti italiani spendono complessivamente 8 miliardi di euro in piu’ rispetto agli altri cittadini europei, considerando oltre 40 milioni di veicoli privati e un differenziale di prezzo di 200 euro tra assicurazioni italiane ed europee.

    Le tariffe delle polizze Rc auto non solo determinano serie difficoltà per le famiglie colpite dalla crisi economica e occupazionale, ma rappresentano un freno allo sviluppo del settore auto.

    Notizie aggiuntive su Rete Assicurazioni, il portale che offre utili link di compagnie assicurative per la scelta dell’assicurazione auto. E’ un sito informativo utile per chi è in cerca dell’assicurazione online ma non sa come fare la scelta giusta.

    www.reteassicurazioni.com


  • Una guida per l’assicurazione online sul sito Rete Assicurazioni

    Il mondo delle assicurazioni è una tematica che interessa tutti i consumatori.

    Le notizie di aumenti, differenze di prezzo, promozioni, novità legislative appaiono giornalmente su giornali, riviste e siti web.

    Inoltre il mercato delle assicurazioni online negli ultimi anni è cresciuto notevolmente diventando non solo un’alternativa ma una realtà per i consumatori che vogliono risparmiare sulle tariffe.

    Ecco la necessità di creare un sito, Rete Assicurazioni, che offrisse informazioni sintetiche e chiare sull’assicurazione online.

    Un’attenzione specifica è dedicata all’assicurazione auto con un aggiornamento costante di news e novità del mercato.

    Inoltre vengono approfondite assicurazione moto, assicurazione persone, imprese, natanti, casa, vita, professionisti e animali.

    Presente inoltre un’area sondaggi, in cui i consumatori possono esprimere il proprio parere su tematiche di attualità.

    Rete Assicurazioni da oggi è più fruibile e performante grazie una maggiore velocità che facilita la consultazione di notizie e la possibilità di preventivi online.

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  • Lanvin per H&M tra glamour e beneficenza.

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    Come ormai di consuetudine da qualche tempo a questa parte, il colosso svedese della moda low cost H&M, ha affidato la creazione di una linea esclusiva, a tiratura limitata, ad un famoso designer o casa di moda.

    Dopo Roberto Cavalli, Jimmy Choo e addirittura la regina del pop in persona Madonna, ora è la volta della maison francese Lanvin, in particolare nella veste del suo direttore creativo Albert Elbatz.

    Da oggi 23 novembre, in alcuni selezionatissimi negozi H&M in giro per il mondo, è possibile vestire Lanvin senza spendere un capitale.

    La collezione si compone di abiti da cocktail di ogni genere: dai sempreverdi little black dresses fino ad abitini più colorati e fantasiosi, in tinta unita o con stampe floreali, adornati da ruches e dettagli romantici.

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    Accanto a questi piccoli gioielli, Elbatz si è voluto sbizzarrire, creando t-shirt stravaganti, arricchite da fiocchi in tulle e con disegni che sembrano usciti dalla matita di Toulouse-Lautrec.

    Per quanto riguarda gli accessori, il desiner della maison francese, propone mini borse anch’esse arricchite da fiocchi e in stampa leopardata e bijoux coloratissimi di vaga ispirazione liberty.

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    Questa, inoltre, è una collezione rivolta, a più ampio spettro, non solo alle giovanissime affezionate di H&M, ma a donne di tutte le età, come è apparso ben chiaro sin dalla campagna stampa, che ha accostato alle solite modelle poco più che adolescenti, signore molto distinte e chic, in Lanvin per H&M.

    Ma questa collaborazione non è fatta di solo glamour, infatti se si acquista la borsa di cotone organico riportata qui sotto, il 30% del suo prezzo di acquisto viene devoluto all’Unicef.

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    Quindi se siete tra le fortunate ad avere un negozio H&M che propone la collezione Lavin sotto casa, che aspettate, non fatevi sfuggire questa occasione unica.

  • Incentivi fiscali per la riqualificazione energetica

    Incentivi fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti

    La nostra Associazione in accordo con LEGAMBIENTE, ADICONSUM e FIVRA considera inaccettabile il comportamento del Governo e il possibile scenario che si prospetta nel nostro Paese con riferimento alla politica energetica ed ambientale a medio e lungo termine.

    I vantaggi apportati dagli incentivi del 55% allo Stato e all’occupazione del Paese risultano evidenti, anche grazie allo studio svolto da Cresme in collaborazione con ENEA e consegnato, tra gli altri, al Ministero delle Finanze. L’analisi approfondita effettuata e le eventuali proposte portate avanti anche dal Ministero dello Sviluppo economico pare non siano serviti a nulla, tutti gli aspetti tecnico scientifici sono stati sottovalutati e sono passati in secondo piano.
    Quanto previsto nell’emendamento che è stato inserito oggi nella legge di Stabilità non è altro che il contentino a tante lettere di protesta e sdegno.

    E mentre l’Italia decide di eliminare una delle iniziative più fruttuose e meritevoli sul risparmio energetico, la Commissione Europea impone la realizzazione di edifici ad energia quasi zero entro il 2020 e presenta un piano di incentivi e di strumenti di finanziamento innovativi da emanare entro la metà del 2011 per le misure di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico. Come pensiamo di rispondere all’Unione Europea?

    L’emendamento del Deputato Milanese a NOI non basta!
    Proroga per 1 anno, fino al 31 dicembre 2011 e detrazione in 10 anni.

    Tra 1 anno ci ritroveremo a parlare di mancati investimenti nelle tecnologie più innovative per il risparmio energetico, le aziende non avranno puntato ad un incentivo senza certezze, le imprese non avranno programmato investimenti a lungo termine. E i consumatori?
    Programmare e finire interventi di una certa entità nell’arco di 12 mesi non è così semplice, quindi si finirà per non farli. Una detrazione in 10 anni, senza possibilità di deroga, potrebbe significare per gli interventi di minore entità tornare a richiedere lo sconto all’impresa e “a non fare comparire fiscalmente l’intervento”: proponiamo quindi la possibilità di scelta tra 5 e 10 anni.

    Forse a livello politico non è ancora chiaro come queste continue modifiche incidano su Aziende, imprese, professionisti e lavoratori. L’incertezza porta solo sfiducia e malcontento:

    • le Aziende produttrici non possono aspettare fiduciose e sperare, non riuscendo a programmare né la produzione né i piani finanziari;
    • i professionisti e le imprese non possono proporre interventi di risparmio energetico senza avere certezze su possibili incentivi a riguardo;
    • gli utenti virtuosi, possibili fruitori del 55%, non possono pianificare opere che porterebbero ad un maggiore rispetto dell’ambiente, senza una precisa valutazione economica.

    Oggi, 18 novembre 2010, chiediamo al Governo un impegno scritto e formale a confermare gli incentivi almeno per il triennio 2011- 2013 in maniera chiara e precisa e ci auspichiamo che possano essere resi stabili nel tempo per una corretta pianificazione e gestione energetica di aziende, imprese, professionisti e consumatori, nonché dello Stato stesso per una migliore gestione dei Piani Energetici Nazionali richiesti dalla nuova Direttiva Europea 2010/31/UE sulla prestazione energetica in edilizia.

    Ci attendiamo una risposta a breve con tutti i motivi tecnici ed economici delle scelte operate, e restiamo ovviamente disponibili a qualsiasi tipo di confronto tecnico per eventuali modifiche su modalità e prestazioni energetiche.

  • Un Conto Energia anche per il Solare Termico

    Conto energia per lo sviluppo del solare termico

    Un Conto energia per sostenere lo sviluppo del solare termico. È La proposta lanciata oggi da Valeria Verga, Segretario generale di Assolterm, l’associazione italiana del solare termico, nel corso della giornata di studio in svolgimento a EnerSolar+, il salone dedicato alle tecnologie solari in corso a fieramilano Rho.
    Il mercato del solare termico ha visto negli ultimi anni uno sviluppo significativo in Italia, passando dai 130 MWth del 2006 ai quasi 300 MWth del 2008, quindi più che raddoppiando l’installato annuale (+120%). Nonostante la crisi economica che ha portato a una lieve flessione nel 2009 (-4%), ad oggi la capacità installata ha superato gli 1,4 Gwth, equivalenti a una superficie di installato pari a 2 milioni di metri quadri. Risultati importanti sono stati ottenuti anche sul piano industriale, dove il potenziale produttivo delle imprese ha superato il GW, dando lavoro ad oltre 4.000 persone per un giro di affari nel 2009 pari a 400 milioni di euro.

    Notevole lo sviluppo che il settore ha avuto anche dal punto di vista industriale, tenendo presente che il potenziale produttivo ha superato il GW.

    Numeri che fanno del nostro Paese il secondo mercato europeo, anche se per densità, cioè metri quadri installati per migliaia di abitanti, la media italiana, con 18kWth equivalenti a 26 metri quadri, ci vede al di sotto della media delle altre realtà del Continente – ha sottolineato Valeria Verga -. Proprio per dare maggiore impulso al settore che ha potenzialità immense e con l’obiettivo di raggiungere 1 metro quadro di installato per abitante al 2020, occorre pensare a nuovi sistemi di sostegno“.

    “Tale obiettivo – ha spiegato Verga – ci consentirebbe di portare il totale installato a 42 GWth, in modo da coprire il 25% del totale di 14 Mtep termici, pari al 25% della quota fissata per la produzione di energia termica da fonte rinnovabile nell’ambito del Pacchetto 20/20/20“.
    Da qui la proposta. “Per sostenere questo sforzo allora propiniamo un modello di incentivo che vada a premiare la produzione di energia termica, sul modello di quanto fatto con il Conto energia per il fotovoltaico – ha spiegato il segretario di Assolterm -. Una misura che si applicherebbe agli impianti superiori ai 30 metri quadri, prevedendo invece una tariffa forfettaria per le installazioni inferiori a questa taglia, e che verrebbe finanziato con una componente prelevata sulla bolletta del gas“.

    Le ricadute positive sarebbero notevoli anche dal punto di vista socio-economico in termini di creazione di nuovi posti di lavoro e di ricchezza, considerando che ogni 100 metri quadri di installato corrisponde un posto di lavoro a tempo pieno e un giro di affari pari a 100.000 euro.

    Accanto al nuovo strumento andrebbero rafforzati e stabilizzati i provvedimenti già in vigore. “In primo luogo il sistema di detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica che andrebbe implementato per un arco temporale almeno di 5 anni, in netta controtendenza rispetto a quanto sta facendo il governo che lo ha riconfermato solo per il 2011, spalmando inoltre la detrazione su 10 anni, rispetto ai 5 attuali, scelta che ci vede ovviamente del tutto contrari“, ha commentato Verga.

    Altro provvedimento basilare è rendere veramente effettivo l’obbligo di produzione del 50% di acqua calda sanitaria da fonti rinnovabili nel caso di edifici di nuova costruzione e di ristrutturazioni, “peraltro già previsto dalla normativa in vigore, ma di fatto rispettato solo in pochissime Regioni“, ha sottolineato Verga. Infine, la semplificazione amministrativa. “Ancora oggi manca un chiaro riferimento normativo uniforme su tutto il territorio, in particolare per quanto riguarda le aree vincolate, come gran parte dei nostri centri urbani e ciò sicuramente rappresenta un freno per la diffusione degli impianti“, ha concluso Valeria Verga.

    Altro tema di grande attualità affrontato nel corso della sessione convegnistica di Greenergy Expo, il grande salone delle energie rinnovabili, è stato quello dei biocarburanti. “La direttiva 2009/30/CE, attualmente in vigore, obbliga i Paesi europei a un uso sempre più esteso dei biocarburanti nel prossimo decennio come parziali sostituti della benzina e del gasolio. – ha spiegato Maria Rosaria Di Somma, di Assocostieri, Unione produttori Biocarburanti -. Inevitabile pertanto prevedere che l’impiego dei biocarburanti abbia un peso sempre maggiore nel prossimo futuro, tanto che la stime dell’Unione petrolifera parlano di un consumo pari a 4,6 i milioni di tonnellate nel 2020“. Tuttavia il cammino per un pieno sviluppo di questo mercato è ancora lungo e complesso, e sono molti ancora i nodi da sciogliere.

    Esistono già esempi virtuosi di impiego dei biocarburanti, quali la Svezia o, ancor di più fuori dall’Europa, il Brasile, che testimoniano l’assenza di barriere tecnologiche “reali” al loro utilizzo – ha spiegato Davide Chiaroni del Politecnico di Milano -. Nonostante questo, il peso “reale” dei combustibili green in Europa è oggi piuttosto limitato, attorno al 4%, rispetto al mercato dei tradizionali carburanti per trasporto. Lo scenario non cambia in Italia, terzo Paese europeo per volumi di biocarburanti immessi, ma con un distacco importante rispetto ai leader Germania e Francia.

    Le ragioni di questo ritardo sono molteplici. Tra le principali l’incertezza normativa che ha caratterizzato l’azione del legislatore europeo e italiano, con obblighi che vengono sempre più diluiti nel tempo e nell’entità, i tagli agli incentivi e i richiami alla filiera corta.

    “Altrettanto decisiva è la mancanza di una visione chiara su quale sia il vero “business”. Negli ultimi anni, anche in Italia, si sono affermati diversi modelli di business: produttori integrati, peraltro molto minoritari, che producono e lavorano la materia prima all’interno del Paese; “raffinatori”, che importano materia prima o semi-lavorati e terminano il processo di lavorazione e immissione in commercio; importatori puri di prodotto finito realizzato altrove; produttori “globali”, simili ai primi per livello di integrazione ma con attività produttive dislocate al di fuori dei confini nazionali –
    ha commentato Chiaroni -. Quale di questi sia però vincente dal punto di vista della capacità di creare valore è difficile a dirsi, ma certo la risposta a questa domanda è un pre-requisito fondamentale al concreto sviluppo del settore“.

    Anche in questo settore, però l’innovazione e lo sviluppo possono dare ancora molto.
    Una potenziale alternativa ai biocombustibili tradizionali (biodisel e bioetanolo), è quella fornita dai biocombustibili di seconda generazione: XTL prodotti per gassificazione di biomasse e sintesi di Fischer-Tropsch e HVO ottenuti per idrogenazione spinta di oli vegetali di scarto) – ha spiegato Francesco Avella, di Stazione Sperimentale per i Combustibili. I nuovi combustibili, la cui produzione è stimata essere meno onerosa per la disponibilità di maggiori quantità di materia prima, presentano caratteristiche tali da renderli più vantaggiosi di quelli di prima generazione, sia dal punto di vista prestazionale che ambientale. Appartiene a questa categoria anche il bioetanolo ottenuto per fermentazione di biomasse di natura ligneo-cellulosica.

  • I mercatini di Natale ad Arco e Rovereto

    Come ogni anno quando si avvicina il Natale nasce la necessità di comprare i regali e gli addobbi per festeggiare con tutta la famiglia i giorni che dovrebbero essere i più sereni dei dodici mesi appena passati. A cavallo delle Alpi, sia dalla parte italiana che all’estero, è da qualche anno che si svolgono mercatini prenatalizi, frequentati da centinaia di migliaia di persone, dove è possibile ammirare, oltre agli scorci bellissimi di quelle zone, la cucina e l’artigianato locale.

    Specialmente in Trentino (cercate per esempio informazioni su un qualsiasi motore di ricerca “mercatini di Natale Arco” o “mercatini di Natale Rovereto” due degli eventi più famosi), molti borghi dai paesaggi suggestivi, da metà novembre ai giorni immediatamente precedenti alla natività organizzano manifestazioni di questo tipo. Passeggiando per le strade del centro storico di questi paesi di origine asburgica è possibile comprare dei regali di natale non convenzionali che portano la firma degli artigiani locali o comprare le decorazioni che ancora mancano al vostro albero di Natale o alle stanze dove inviterete i parenti.

    Durante le manifestazione potrete assaggiare i migliori esempi della cucina locale, dai dolci ai vini (vi aspettano strudel e vin brulé, tanto per cominciare), portare i vostri bambini agli spettacoli dedicati ai più piccoli, visitare mostre legate alla storia del territorio e concerti di musica tradizionale.

  • WORKSHOP STILE E BELLEZZA

    CF Personal Shopping organizza un Workshop di Stile per la prima volta a Firenze! Una Consulente d’Immagine, Cristina Ferro, in collaborazione con il Centro di Estetica Bloulou, vi invita a un workshop dedicato all’immagine e allo stile, per insegnarvi i “trucchi del mestiere” per valorizzarvi al massimo e per apparire sempre al meglio. Si tratta del primo workshop di stile dedicato anche alla bellezza!
    Il workshop si svolgerà sabato 11 dicembre 2010 presso la sala riunioni del B&B Il Marzocco, a Firenze in Viale Fratelli Rosselli 78 , con orario dalle 10,00 alle 18,00.

    Perché studiare un guardaroba nei minimi dettagli per poi avere delle incertezze sul make up? È importante creare un’armonia fra linee e materiali, ma anche comprendendo i colori naturali e del make-up, in modo da dare di noi un’immagine completa e molto più che “carina” o “in ordine”: un’immagine definita, decisamente stylish, che trasmette personalità ed energia. Ecco perché per la prima volta un corso come questo comprende la partecipazione di una make up artist.

    Vivamo in una società in cui l’immagine è davvero importante, e allora perché non dedicare una giornata ad apprendere qualche trucco del mestiere in un ambiente informale e decisamente friendly.

    Il workshop ha il costo di € 150,00 a persona ed è necessaria la prenotazione. Compresi nel prezzo materiale per i lavori, una dispensa e un coffe break, un insegnamento pratico di make up personalizzato e buoni sconto sui servizi offerti da CF Personal Shopping.

    Per iscrizioni e contatti:

    Cristina Ferro
    Cell 334 5061646
    [email protected]

  • Polizze assicurative: la normativa contro le discriminazioni sessuali

    Per arginare il fenomeno delle discriminazioni sessuali per l’accesso a beni e servizi finanziari inclusi quelli assicurativi, l’ordinamento italiano con il d.lgs. 196 del 6 novembre 2007 ha recepito la Direttiva 2004/113/CE.

    Per effetto della disciplina comunitaria, in linea di principio, sono vietate nell’ambito UE discriminazioni di genere (di tipo tariffario, contrattuale ecc.) nella stipula di polizze assicurative.

    Infatti, il sesso femminile è più longevo degli uomini, più virtuoso alla guida di autoveicoli, meno colpito da infortuni per sinistri professionali ed extraprofessionali. Questo può variare in base alle fasce d’età ma differenziazioni dei premi e delle prestazioni sono presenti in Italia sia nelle assicurazioni vita sia nelle assicurazioni danni.

    Per gli Stati Membri, la normativa europea ha tuttavia previsto la possibilità di derogare al generale divieto di discriminazione riguardo al sesso di appartenenza, qualora quest’ultimo, in conformità a dati attuariali e statistici pertinenti e accurati, risulti un fattore decisivo nella valutazione dei rischi. Le deroghe sono consentite solamente se nella legislazione nazionale degli Stati membri non sia già stata adottata una normativa unisex.

    In ogni caso nessuna deroga è applicabile per la determinazione di premi o prestazioni differenziate per i rischi gravidanza e maternità.

    L’Italia ha scelto l’adozione della deroga al divieto di discriminazione, giacché in alcuni rami del mercato assicurativo nazionale (ramo rc auto, infortuni, malattia e rami vita) la variabile sesso è presente come fattore di selezione e valutazione preventiva dei rischi da parte dell’assicuratore.

    Ulteriori informazioni sul sito Rete Assicurazioni con la possibilità di effettuare preventivi assicurazione auto.

    www.reteassicurazioni.com