Categoria: Attualità e Società

  • Mercatini di Natale, la tradizione italiana

    La visita ai mercatini di Natale è una tradizione che, negli ultimi anni, ha preso sempre più piede tra le abitudini italiane del periodo natalizio. Il mercatino di Natale italiano più famoso al mondi e di conseguenza quello più visitato è quello che ha luogo a Bolzano nel cuore del centro storico cittadino, in Piazza Walther. È caratterizzato da una perfetta organizzazione e da una affascinante valorizzazione del mercatino che frutto di un’ esperienza decennale nel campo. Il centro storico di Bolzano si illumina a Festa con alcune orchestrine locali che accompagnano la passeggiata dei turisti, sottofondi musicali natalizi che ricreano appieno la magica atmosfera del Natale.

    Il mercatino è costituito di tipiche casette di legno in cui i mercanti, provenienti da mezza Europa, propongono tante e diverse realizzazioni artigianali a tema natalizio, come decorazione per la nostra casa e per l’ albero oppure tante soluzioni per i nostri regali. Tra questa casette di legno è possibile incontrare anche soddisfazioni per il proprio apparato gustativo in quanto è possibile assaggiare e acquistare prodotti tipici sudtirolesi.

    Il secondo mercatino di Natale per importanza e popolarità è quello di Merano. Qui l’atmosfera del Natale si intreccia e si fonde con il relax e il benessere offerto dal centro Termale Meranese.

    Il mercatino di Merano ha luogo lungo le rive del fiume Passirio ed è costituito da bancarelle ricche di statuine artigianali, palle di Natale realizzate e dipinte a mano e tantissime altre decorazioni, insomma un buon modo per aprire il portafoglio e sbizzarrirsi negli acquisti.

    Per qualsiasi informazioni su ogni genere di mercatino, dal più famoso a quello più vicino al proprio luogo di residenza, basta contattare internet e chiedergli le istruzioni per i mercatini di Natale 2010. Come sempre internet avrà sempre la risposta pronta ed esaustiva, la risposta giusta che fa per te!


  • Agriasilo: come le fattorie didattiche cambiano le dinamiche sociali.

    Aziende agricole e fattorie protagoniste, ancora una volta, di un tessuto sociale che mira alla qualità della vita proponendo, questa volta, i propri spazi per dedicarli alla formazione dei più piccini.

    Agriasilo e Agrinido. Questi, i nomi dell’ultima straordinaria iniziativa delle fattorie didattiche italiane di cui troviamo interessanti approfondimenti sul portale di settore www.fattoriedidattiche.biz.

    Secondo un’indagine recente di Coldiretti, infatti, tre genitori su quattro desiderano che i propri figli possano vivere alcuni momenti in ambienti familiari, naturali in cui poter giocare all’aria aperta tra piante e animali avendo, magari per merenda cibo sano e genuino.

    Un desiderio, questo, che diventa concretezza grazie, anche, all’associazione Donne Impresa Coldiretti.

    Gli asili si spostano, quindi, in fattoria dove i giocattoli si costruiscono con materiale da recupero, proprio come una volta, si seminano e si fanno crescere verdure e alberi da frutto che diventeranno, poi, il pasto da avere in tavola mentre si può fare amicizia con gli animali da fattoria.

    Ogni Agroasilo e Agrinido è composto da classi formate da un massimo di dieci bambini di età compresa da zero ai sei anni.

    Proprio a dimostrazione della loro preziosa funzionalità, Coldiretti ha creato “un’area agroasilo” , nei giorni scorsi, di fronte al Quirinale a Roma. Proprio in questa occasione, secondo quanto riferisce la fonte “www.fattoriedidattiche.biz”, i bambini della scuola materna Bambin Gesù hanno avuto modo di entrare in confidenza con asini, galline e pulcini.

    Ecologia, educazione e salute, dunque, le parole d’ordine di una nuova società che decide di ricostruirsi e lo fa attorniandosi di semplicità e dei sapori veri della vita per sé e per i proprio figli.

    Per rimanere sempre aggiornato visita il sito www.fattoriedidattiche.biz :iscriviti alla newsletter o cerca gli agroasili e le fattorie didattiche più vicine a casa tua.

  • Rc auto: la procedura del risarcimento diretto

    Dal 1° febbraio 2007, se si subisce un incidente con un altro veicolo che abbia causato danni alle cose trasportate di tua proprietà, al veicolo e/o lesioni non gravi alla tua persona e non sei responsabile o lo sei solo in parte devi rivolgerti direttamente al tuo assicuratore che è tenuto a risarcire il danno.

    Questa nuova procedura non si applica a tutte le casistiche.
    La richiesta di risarcimento diretto potrà essere consegnata a mano al tuo assicuratore oppure inviata mediante lettera raccomandata a.r. o a mezzo telegramma, telefax o eventualmente posta elettronica.

    Ricorda che il tuo assicuratore è obbligato a formulare offerta di risarcimento entro 60 giorni dalla richiesta per i danni alle cose o al veicolo ed entro 90 giorni per i danni alla persona. Se si dichiara di accettare la somma che viene offerta, l’assicuratore è tenuto ad effettuare il pagamento entro 15 giorni.

    In caso di sinistro il conducente ha l’obbligo di informare per iscritto il tuo assicuratore nel caso tu abbia subito o provocato un incidente stradale. A tal proposito la compilazione del modulo di denuncia (modulo blu di constatazione amichevole) e la consegna al tuo assicuratore adempie agevolmente a tale obbligo. È quindi tuo interesse informare la compagnia assicuratrice anche nel caso tu ritenga di non avere responsabilità. In base al contratto rc auto la compagnia è titolare della gestione della lite, può cioè procedere, in caso di sinistro non rientrante nella procedura di indennizzo diretto, alla trattazione con la controparte, in presenza di una richiesta di risarcimento. Approfondimenti sul sito dell’ISVAP.

    Il sito Rete Assicurazioni offre tante utili informazioni sul mondo delle assicurazioni online.

    www.reteassicurazioni.com

  • Fonetica non corretta…causa dell’edentulismo!

    La bocca è una parte importante del corpo umano in quanto è il contenitore dell’organo della lingua, grazie al quale è possibile gustare i sapori della vita, e dei denti. La dentatura è elemento importante perché è attraverso questa che il cibo, una delle linfe vitali dell’uomo, viene sminuzzato ed inviato allo stomaco. Nelle arcate dentali superiori ed inferiori, i denti mascellari e mandibolari svolgono la funzione probabilmente più importante e cioè quella di controllo, controllo della postura dei denti. Da questi denti partono le informazioni per la programmazione della postura e dei movimenti mandibolari attraverso i recettori periodontali. Se questi denti scompaiono a causa di un problema per esempio di edentulismo (caduta dei denti) allora si rimane privi di recettori periodontali che momentaneamente possono essere sostituiti dai recettori della mucosa ma nonostante la sostituzione, il sistema nervoso centrale non riceverebbe comunque informazioni precise. L’imprecisione delle informazioni comporta una mandibola vagante con postura instabile e di conseguenza movimenti che risultano disarmonici ed incerti. La postura dei denti incide anche sulla fonesi. Gli edentuli hanno una pronuncia tipicamente “soffiata” : aprono poco la bocca per aumentare la barriera di labbra e guance e la conseguenza diretta è la pronuncia poco chiara delle parole a causa dell’imperfetta emissione dei suoni labio-dentali (f,v) e linguo-dentali (s,t,d).

    L’edentulismo è un problema che colpisce ben il 50% della popolazione italiana che per risolvere questo problema estetico e funzionale si sottopone ad interventi chirurgici di implantologia dentale.

    Se desideri porre fine a questo tuo problema allora connettiti ad internet e immetti nel motore di ricerca studio dentistico più il nome della tua città di residenza come per esempio studio dentistico a Bologna e cerca colui che offre la soluzione più giusta per te!


  • TRENTA ARTISTE PER SANTO STEFANO. CHIOSTRO DI SANTO STEFANO, BOLOGNA

    dal 2 Dicembre 2010 al 15 Dicembre 2010

    1° Dicembre: vernissage ad inviti e nella stessa serata battuta d’Asta Sotheby’s di tutte le opere.

    Dal 2 al 15 Dicembre: mostra aperta al pubblico.

    Elenco delle artiste che hanno dato la disponibilità ad offrire una loro opera d’arte:

    Wanda Benatti, Paola Bergami, Luisa Bergamini, Anna Boschi, Milena Buti, Giovanna Caimmi, Annalisa Cattani, Isabella Ciaffi, Emma Civallero, Franca Forconi, Giovanna Galota, Clara Ghelli, Anna Girolomini, Carla Leonelli, Claudia Marchi, Paola Martelli, Emma Maschio, Patrizia Merendi, Lucilla Mongardi, Lina Osti, Rossella Piergallini, Rosella Re Pistani, Valeria Resca, Antonietta Sabatini, Donatella Schilirò, Giovanna Sciannamè, Sandra Senni, Roberta Serenari, Gianna Solmi, Lolita Timofeeva, Laura Toponi

    Con il Patrocinio di: Comune di Bologna – Provincia di Bologna – Regione Emilia Romagna

    L’Arte di fare squadra. Ovvero, tutti uniti per salvare non solo un monumento illustre, ma il riconosciuto cuore religioso e storico di Bologna. A raccogliere e rielaborare, in chiave artistica,
    l’appello lanciato dai Monaci Benedettini di Santo Stefano, sono state ben 30 artiste bolognesi che hanno deciso di offrire una loro opera d’arte da mettere all’asta per contribuire al salvataggio delle Sette Chiese. Si tratta di un evento che non ha precedenti nella storia della città. Mai infatti, un così
    alto numero di artiste era stato riunito per un evento caratterizzato da finalità così alte. A coinvolgerle, selezionando tele e sculture è stato Comunicatori su Misura, nuova realtà della comunicazione bolognese, che ha ideato l’evento ed ha ricevuto il preziosissimo
    supporto di Silvia Evangelisti, che ha accettato di essere “madrina artistica” dell’iniziativa.
    Trenta opere d’arte donate con il cuore e senza riserve da tutte le artiste coinvolte: in ognuna di loro, tante motivazioni per dire sì, da quelle di tipo personale ed affettivo a quelle artistiche, legate
    all’ammirazione che le Sette Chiese suscitano in tutti gli animi più sensibili.
    Avviato il progetto, la parola passerà ai nostri concittadini, che già in numerose occasioni hanno saputo rispondere
    all’appello dei Monaci di Santo Stefano, con entusiasmo e grande generosità.
    Tra ottobre e novembre prossimi, infatti, all’interno del chiostro della Basilica si svolgerà una mostra nel corso
    della quale tutti i bolognesi potranno ammirare e iniziare ad affezionarsi a queste opere, per poi essere chiamati a partecipare ad un’asta, che ha l’ambizioso obiettivo di
    raccogliere un importante somma da devolvere a favore dei costosi lavori di ristrutturazione di Santo Stefano.

  • La tradizione dei mercatini di Natale

    Come ogni anno l’avvicinarsi del periodo dell’Avvento vede rinnovarsi l’antica tradizione dei mercatini di Natale che animano i centri storici delle più belle città italiane con coloratissime bancarelle, delizie gastronomiche e iniziative varie.

    In Italia a destare tanta curiosità e un turismo affollato sono i mercatini delle località alpine come Bolzano, Trento, Vipiteno e così via. In queste città alpine i mercatini natalizi aprono tutti l’ultima settimana di Novembre e restano aperti fino all’ultimo giorno dell’anno con alcune eccezioni che allungano l’apertura anche fino alla festa dell’Epifania. Decorazioni, oggettistica dai tratti artigianali e piatti della tradizione campeggiano tra le bancarelle dei mercatini e tra le mani dei turisti. Il mercatino di Natale può essere considerato anche un’ottima opportunità per scoprire le bellezze architettoniche del nord dell’Italia e assaporare tutti i piatti tipici della cucina alpina. Il mercatino di Natale è il marito perfetto per la pista da sci; molti turisti si dirigono nelle città alpine per coniugare due esperienze magiche e cioè il classico giro per il mercatino e il classico slalom nelle piste innevate. Trento è già stata invasa da prenotazioni per l’Immacolata, giorno che coincide con l’apertura ufficiale delle piste da sci di a San Martino di Castrozza e Madonna di Campiglio. Quest’anno il primo ad aprire i battenti e le porte ai mercatini natalizi è il Trentino Alto Adige con i mercatini di Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico e Vipiteno.

    Da anni a questa parte la tradizione del mercatino natalizio si è espansa da nord verso sud invadendo tutti i capoluoghi di regione. Città come Bologna, Milano, Roma, Siena, Firenze, Napoli, Ancona, e via scendendo sempre più sia perso la punta che il tacco dello stivale, hanno adottato la questa tradizione di origine nordica–alpina. Vuoi scoprire i mercatini di Natale 2010 della tua città allora naviga nella rete web alla ricerca della strada che si addobba di tale tradizione.


  • Scarpe: ecco le tendenze per l’inverno

    Da Cenerentola a Carrie Bradshaw, la protagonista di Sex and the City, non c’è donna che non veda nelle scarpe qualcosa in più di un semplice accessorio. Per le donne le scarpe sono oggetti del desiderio, una passione, a volte un’ossessione, un antidoto allo stress, un antidepressivo e altro ancora, e ogni donna vede in ogni negozio scarpe donna una mecca, una terra promessa, una sorta di area benessere.

    Tra tutti gli accessori e i capi di abbigliamento le scarpe sono sicuramente in cima alla lista dei desideri delle donne, assieme alle borse, gli unici accessori che riescono a competere con ballerine, stiletti, sandali e stivali. Forse perché le scarpe ci vanno bene anche quando mettiamo su qualche chiletto, forse perché sono in grado di valorizzare anche l’abito più semplice, le scarpe sono l’articolo che maggiormente noi tutte amiamo acquistare. La passione delle donne per le scarpe alla moda a volte va oltre il buonsenso e, in certi casi, addirittura oltre le leggi della fisica, istigandoci ad acquistare scarpe troppo costose, troppo appariscenti, con tacchi vertiginosi. Per essere felici con un paio di scarpe nuove, però, non serve necessariamente esagerare, e a volte anche una semplice decolleté nera o un paio di stivali nuovi di zecca possono metterci in pace con il mondo.

    Lo sanno bene anche gli stilisti e le case di moda, che per quanto riguarda le calzature donna sanno sempre proporre sia modelli estremi che prodotti comodi, da portare tutti i giorni. Le tendenze per questo e per il prossimo inverno sono infatti variegate ed adatte a tutti i gusti e contesti, dal ritorno delle scarpe a punta al riaffermarsi degli stivali e dei mocassini, protagonisti dell’inverno 2010 e, presumibilmente, anche del 2011. Gli stivali, in particolare, sono sempre più quotati: da portare con i jeans o con le minigonne, con il tacco alto o rasoterra, di pelle o di gomma, con gli stivali gli stilisti, e le donne, si possono davvero sbizzarrire. In passerella, come in strada, si vedono sfilare gli intramontabili stivali country e gli stivali imbottiti o bordati di pelliccia, gli stivali da biker (una delle ultime tendenze in fatto di stivali) e gli stivali di gomma (che fino a qualche tempo fa, in una versione sicuramente più semplice e molto, molto meno glamour, si vedevano solo ai piedi dei contadini o dei veneziani alle prese con l’acqua alta), stivaletti alla caviglia e stivali da corsaro al ginocchio.

    Gli stivali costituiscono però solo una piccola parte delle scarpe in voga quest’inverno: mentre resistono le francesine e le scarpe col plateau, in voga già da un po’ di tempo, cominciano a rispuntare le punte (scusate il gioco di parole), che molte di noi avevano archiviato senza troppi ripensamenti in quanto, diciamocelo, non erano il massimo della comodità. Ma tra tacchi, plateau e punte trovano spazio anche calzature più comode, scarpe sportive, mascoline e senza tacco, da portare anche tutti i giorni, tutto il giorno: un paio di scarpe stringate stile college ispirate a quelle degli uomini, per esempio, fanno sempre la loro figura, ancor di più se rese più femminili con glitter e motivi particolari.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – pay per lead

  • Tutti pazzi per i ’50.

    Da un po’ di tempo a questa parte, la musica, la televisione e sopratutto la moda, sembrano portare avanti, con insistenza, il revival degli anni ’50.

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    Dalle dive del pop come Christina Aguilera e Beyonce, che nei loro video si mostrano come novelle pin up, a serie televisive come Mad Men e ai designer, che in passerella, propongono abiti ispirati alle grandi attrici, icone dell’epoca, come Grace Kelly o Marylin Monroe.

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    Questo è sicuramente dovuto anche alla moda del vintage, che ha riportato in auge stili di vestiario che, fino a poco tempo fa, sembravano essere assolutamente demodè, riscoprendo un modo di vestire più elegante e raffinato anche nella vita di tutti i giorni.

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    Quindi largo a vestiti a ruota, gonne a palloncino e tubini dal vitino di vespa, accessoriati con mini borse gioiello, decoltè dal tacco vertiginoso e plateau, rossetto rosso sulle labbra e capelli raccolti in chignon o banane, per essere chic.

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    Fortunatamente, con gli anni ’50 sono tornate di moda anche le linee morbide, non solo degli abiti, ma anche nei fisici.

    Così basta soffrire davanti alla copertine patinate delle riviste perchè non si porta la taglia 0 e ben vengano le curve al posto giusto e un po’ di ciccetta qua e la, con il revival dei favolosi anni ’50, non si celebra solo il ritorno ad una certa raffinatezza, ma anche quello della donna vera.

  • Quanto costerebbe per una famiglia vivere a Milano

    Quanto costa per una famiglia media composta di quattro persone vivere in affitto a Milano? La città, recentemente definita come la meta turistica più cara del mondo per i prezzi di servizi ed abitazioni, non si dimostra certamente economica neanche ai suoi residenti, soprattutto per quanto riguarda il settore immobiliare. Case e affitti a Milano, tanto per citare un caso, sono sicuramente costosi. Si moltiplicano le indagini relative, ad esempio, ai prezzi che uno studente universitario fuori sede si trova a dover sostenere se decide di vivere e studiare nel capoluogo lombardo. Ma capita, anche se non troppo spesso, che siano le famiglie a dover trovarvi casa in affitto; quindi è il caso di farsi un’idea su una spesa tipo che si troverebbe ad affrontare.

    Si potrebbe fare l’esempio di una famiglia che cerca un trilocale in una zona ben collegata e non distante dal centro. Un appartamento di questa tipologia, ampio circa 80 metri quadri con cucinotto, corridoio, bagno e ripostiglio può costare attorno agli 850 euro mensili, che salgono oltre i 1000 euro nel caso di desiderino due bagni. Ad esempio, un appartamento di 90 metri quadri composto di soggiorno con balcone, cucina abitabile, due camere, ripostiglio, doppi servizi e cantina può costare attorno ai 1250 euro.

    Se poi i figli sono grandicelli e di stanze ce ne vogliono quattro le cose si complicano, perché i prezzi più bassi per un appartamento di almeno 110 metri quadri sono attorno ai 1500 euro. Una cifra proibitiva per delle persone con uno stipendio medio.

  • La rendita degli affitti per studenti

    A quanto ammonta il costo della vita per un universitario fuori sede? Fare i conti in tasca a uno studente è molto difficile, soprattutto perché c’è una componente abbastanza sfuggente all’analisi oggettiva che è costituita di divertimenti, uscite, passioni personali, oltre che di spese legate in senso stretto allo studio e che variano, per questo, di facoltà in facoltà. Di certo c’è una componente standard di uscite monetarie che oggettivamente, e sfortunatamente, accomuna gli universitari, la cui analisi getta luce su una realtà molto variegata, spesso divertente, ma anche contraddistinta da compromessi e sacrifici.

    Prendiamo il caso di un centro universitario conosciuto e rinomato come quello della capitale. Di sicuro, vitto e alloggio finiscono per essere il vero tallone d’Achille per un giovane studente: se, in generale, gli affitti di Roma sono notoriamente i più cari dello stivale, quando si tratta di camere per studenti le cifre della città diventano ancora più stratosferiche. Senza trovare il caso singolo, si può fare una media statistica guardando i prezzi degli esempi di “affitti Roma studenti” prospettati dai siti internet che trattano l’immobiliare.

    Se lo studente ha necessità di risparmiare quanto più possibile sull’affitto ed ha un carattere un minimo socievole, allora è il caso che si butti nella ricerca di una camera doppia da dividere con un’altra persona nella stessa situazione. I prezzi per un posto letto che sia vicino all’università la Sapienza, per fare un esempio, si aggirano attorno ai 350 euro, che scendono a 250 euro se ci si allontana verso la periferia. Se invece si cerca una stanza tutta per sé vicina all’università, i prezzi minimi sono di 500 euro, che salgono addirittura a 600 se con bagno privato. Gli stessi scendono anche di 150 euro, se ci si allontana in zone più periferiche. Visti i prezzi, in ogni caso, la ricerca di una casa in cui vivere in maniera indipendente diventerà tutt’altro che piacevole.