Categoria: Attualità e Società

  • POLIZIA PENITENZIARIA – Manna (Li.Si.A.P.P.) IL MALESSERE DEGLI AGENTI: UNA DURA REALTA’

    La Finanziaria non è solo un insieme arido di cifre e conti che non tornano quasi mai.

    E’ sempre più sangue, pelle, vita degli italiani. Tra questi italiani ci sono gli appartenenti al corpo di Polizia penitenziaria.Gli ultimi dieci giorni di aprile, mentre l’opinione pubblica si preoccupava dei processi show dei nostri governanti o della situazione dei profughi di Lampedusa, due agenti della polizia penitenziaria si sono uccise: non semplici agenti ma con il grado di assistente capo che sta a significare anni di servizio ed esperienza. Esordisce con amarezza il Dott. Mirko MANNA segretario generale del Li.SI.A.P.P. , il Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria uno dei sindacati di categoria, due in dieci giorni e ben distanti tra loro, in due isole della nostra bella Repubblica– uno in Sardegna l’altro in Sicilia , a lasciar intendere che il malessere – se di malessere si tratta – è diffuso a tutti i livelli territoriali. E che il malessere – se di malessere si tratta – è ormai arrivato alla soglia di guardia. In media i suicidi fra gli agenti della polizia penitenziaria continua Manna sono di circa quattro l’anno: quella della fine del 2009 e 2010 è una brusca un’impennata: a volerla considerare secondo i freddi parametri statistici è un aumento del 200% o qualcosa di simile.

    Gli Agenti di Polizia Penitenziaria sono persone che guadagnano 1200 euro al mese nette
    sono i dipendenti con il più alto tasso di pensionamento da malattie depressive dell’intera amministrazione pubblica, con percentuali che arrivano al 30%, afferma il Segretario Generale del Li.Si.A.P.P. .

    Quasi tutti meridionali, sottolinea Manna – subito dopo l’assegnazione che avviene dopo il corso di formazione in una delle scuole di istruzione del corpo, vengono inviati a fare servizio nei reparti del nord. Lontani dalla famiglia, vivono nelle stanze delle caserme, sottoponendosi a turni massacranti per mettere insieme tre o quattro giorni al mese e tornare nella loro terra, senza mai riuscire a stringere amicizie. Sono persone che non hanno grandi prospettive di trasferimento perché per essere trasferiti è necessario avere un punteggio tale da arrivare tra i primi in base al un numero di posti vacanti che il Dap dichiara per quella sede.

    L’altra faccia della medaglia sono le strutture pronte e mai entrate in funzione, sicuramente ribattono dall’ Li.Si.A.P.P. sarebbe un modo per ovviare al turn over del personale .

    Ecco, allora, che cosa c’entra la Finanziaria. Se nelle misure per il 2009-2010 era presente un taglio di sostanziale mai sostenuto da un governo negli stanziamenti per il settore, e se erano previste assunzioni per tutti i comparti delle forze di polizia tranne per gli agenti penitenziari, qualcosa questo significa sul sangue, la pelle, la vita di chi lavora nei reparti di polizia penitenziaria. E se anche nella Finanziaria di quest’anno si prosegue tagliando altri fondi, è chiaro che le prospettive non sono rosee. Di recente commenta il Segretario Generale c’è stato una promessa di stanziamento di fondi che utilizzerebbe 80 milioni già stanziati più altri 115, totali per i prossimi tre anni. I fondi, inoltre, come ha spiegato Manna, potrebbero essere incrementati grazie ad un riordino delle carriere stando sempre alle promesse. Tutto questo arriva dopo settimane di protesta delle O.S. dei comparti sicurezza. Una boccata di ossigeno per il corpo l’ha ricevuto con la selezione di alcune centinaia di ex militari vfb transitati nella polizia penitenziaria . Ma questo non basta. Il problema è che le assunzioni sono legate alle finanziarie che il nostro paese adotta ogni anno. Ma c’entra qualcosa con chi svolge una professione dura come l’appartenente al corpo polizia penitenziaria? Probabilmente no, in teoria, ma in pratica certamente si, ed ecco che un provvedimento come quella della finanziaria arriva ad essere uno dei malesseri del corpo- se di malessere si tratta – cresce in modo generalizzato e qualcuno finisce anche per decidere di farla finita.

  • Dopo la sessione di orientamento, a Pineto partirà il seminario

    Si è svolta ieri, giovedì 14 aprile presso la sede dell’Associazione Pinetese Commercianti e Artigiani a Pineto, una sessione gratuita di orientamento del seminario di marketing e comunicazione: “CUSTOMER SATISFACTION ( soddisfazione del cliente): la strada verso la fidelizzazione del cliente”.

    Una sala gremita ha accolto gli interventi dell’Assessore al Commercio della Città di Pineto, Filippo D’Agostino, del Presidente dell’Associazione Pinetese Commercianti, Daniele Erasmi e della docente del seminario Edda Migliori. Alla serata ha preso parte anche il Presidente Provinciale Artigiani, Biagio Iezzi.

    L’evento promosso dall’Amministrazione Comunale di Pineto (TE) – Assessorato al Commercio, dall’Associazione Pinetese Commercianti e Artigiani e dall’impresa Edda Migliori Communication ha riscosso un gran consenso in termini di partecipazione ed iscrizione al seminario.

    Le lezioni prenderanno il via il prossimo 28 aprile alle ore 20,30 e si susseguiranno per i giovedì successivi (5, 12 e 19 maggio). La durata totale del corso sarà di 10 ore ed avrà lo scopo di fornire indicazioni ed abilità nella gestione e nella promozione della propria attività, studiare le dinamiche che intercorrono tra commerciante e consumatore, arrivare attraverso un percorso di comunicazione alla fidelizzazione del cliente. Il Seminario avrà luogo presso la sede dell’Associazione Pinetese Commercianti e Artigiani in Via Archimede- Zona Corfù, all’interno del Centro Commerciale Polis a Pineto(TE).

    Per ulteriori informazioni ed iscrizioni è possibile contattare il numero: 333.1020544

  • Guidare con le infradito si può, ma attenzione alla sicurezza

    Con l’arrivo della bella stagione, stivali e calzature prettamente invernali vengono archiviati nelle scarpiere per lasciar posto a ciabatte, zoccoli e infradito, soprattutto per quanto riguarda le donne. Il gentilsesso non rinuncia alle calzature aperte nemmeno alla guida: secondo l’indagine incrociata curata da Motori.it e DireDonna , nel periodo estivo il 53% delle donne accende il motore della propria auto indossando infradito o modelli simili.

    Sebbene dal 1993 non esista più alcun divieto sulla possibilità di guidare con calzature non chiuse sul retro o addirittura a piedi nudi, mettersi al volante con un calzario di questo tipo può diminuire le condizioni di sicurezza. In realtà l’articolo 140 del Codice della Strada prevede l’opportunità di guidare con un “abbigliamento adeguato” al fine di evitare pericoli per la circolazione: dunque, se si causa un incidente, indossare ciabatte o scarpe che non garantiscono la fermezza del piede sui pedali può essere considerato un aggravante, e far di conseguenza diminuire l’ammontare del risarcimento da parte delle assicurazioni.

    Nonostante ciò, le automobiliste donne continuano a guidare indossando ciabatte soprattutto per recarsi in spiaggia e località marittime, superando di gran lunga i colleghi maschi: 35% delle prime contro il 12% dei secondi. In questo caso gli uomini si dimostrano più prudenti preferendo guidare con sneakers o scarpe chiuse per poi cambiarsi e indossare le infradito una volta raggiunta la meta.

    Dai dati raccolti dalle redazione dei due portali di Gruppo HTML emerge una scarsa conoscenza delle normative circa l’utilizzo di ciabatte e scarpe aperte per condurre la propria auto, e sono le donne a manifestare maggiore inconsapevolezza: mentre il 31% degli uomini è a conoscenza della fine del divieto sancito dal ’93, solo il 13% delle donne si trova nella stessa posizione mentre un buon 38% è convinto che il divieto sia ancora in vigore. Fa riflettere che buona parte di questo 38% di donne dichiari di mettersi comunque al volante con ai piedi un paio di rinfrescanti infradito.

    Di seguito il link agli articoli su Motori.it e DireDonna:
    http://www.motori.it/attualita/8793/guidare-con-le-infradito-si-puo-ma-occhio-alla-sicurezza.html
    http://www.diredonna.it/scarpe-aperte-in-auto-lindagine-di-diredonna-e-motori-it-35459.html

  • Friuli Venezia Giulia ideale per viverci e per andare in vacanza

    Il Friuli Venezia Giulia è una regione morfologicamente molto varia infatti presenta una parte montana grazie alla presenza delle alpi Carniche, una parte di mare per la presenza del golfo di Trieste e una parte pianeggiante con la Pianura Padana, tutto ciò nel raggio di circa 100 km.

    Questa regione è in un certo senso divisa in due in quanto è formata per il 96% dal Friuli ed il resto dal Venezia Giulia rimasta all’Italia dopo la seconda guerra mondiale.

    Proprio in base a questo patrimonio “misto”, il Friuli Venezia Giulia ha sviluppato negli anni una forte vocazione turistica che però non ha contaminato il verde e le bellezze paesaggistiche presenti in questa regione.

    Il turismo che ogni anno porta migliaia di visitatori nel Friuli Venezia Giulia è di vario tipo, infatti possiamo distinguere il turismo montano, quello balneare, e quello storico culturale.

    La natura selvaggia delle Alpi Carniche attira ogni anno specialmente nei periodi invernali migliaia di appassionanti dello sci e della natura selvaggia che si imbattono in boschi incontaminati, paesaggi mozzafiato e vette impressionanti.

    Il turismo storico/culturale invece è attratto dal ricco patrimonio proveniente dalla sua storia che ha visto il passaggio dei Romani, Longobardi, i Veneziani e degli Asburgo e che hanno lasciato dunque un patrimonio culturale davvero prezioso.

    Infine per quanto riguarda il turismo balneare il Friuli si affaccia sull’alto Adriatico con il litorale di Lignano che è una vera e propria fonte di divertimento.

    Ma il Friuli Venezia Giulia è un posto davvero allettante anche per viverci, infatti sono tantissime le culture che si intrecciano in questa regione, basti pensare che oltre all’italiano le lingue ufficiali sono anche lo Sloveno ed il Tedesco, oltre al friulano.

    Proprio per la sua multiculturalità anche la gastronomia è degna di nota infatti è un misto tra la cucina dell’area padana con quella mitteleuropea con minestre, i piatti a base di carne di maiale e gli abbinamenti di dolce e salato.

    Proprio per questo suo aspetto multiculturale il Friuli è scelto anche come luogo per vivere e gli annunci che riguardano la vendita di case vanno a ruba.

    E’ facile trovare su internet molte persone che cercano annunci immobiliari e l’offerta è davvero ampia e ce n’è per tutti i gusti.

    Quindi per chi è alla ricerca di un contatto multiculturale il Friuli Venezia Giulia è il posto adatto, che sia per turismo o per viverci definitivamente.

  • Città più pulite, città più belle

    Se da una parte l’Italia è in grado di attirare moltissimi turisti in virtù delle numerosissime bellezze artistiche, storiche e paesaggistiche che si trovano in ogni angolo del belpaese, d’altro canto è anche vero che in certi casi la bellezza delle città italiane non viene valorizzata a dovere, lasciando strade ed edifici non proprio lindi anziché intervenire con puntualità con una spazzatrice manuale e altri metodi professionali utili a far splendere ancora di più le superfici delle città.

    Senza arrivare a certi casi limite, come l’ormai tristemente celebre monnezza napoletana, e non solo, un biglietto da visita tutt’altro che positivo per i turisti in arrivo dall’estero, basta dare un’occhiata alle strade, ai parchi, alle fermate degli autobus in cui sarebbero molto utili delle spazzatrici o alle pareti imbrattate degli edifici storici di alcune città per rendersi conto che non sono poi così isolati i casi in cui la bellezza delle nostre città rischia di essere compromessa da sporcizia ed incuria, oltre che da una certa mancanza di rispetto di alcune persone nei confronti del nostro patrimonio artistico ed architettonico. A questo ultimo riguardo, un esempio lampante è dato dalle scritte incivili che imbrattano i muri di molti edifici storici, edifici visitati ogni anno da moltissimi turisti, sia italiani che stranieri, essendo riconosciuti come parte fondamentale del patrimonio artistico non solo italiano, ma addirittura mondiale. Cattedrali sfregiate da scritte inutili lasciate da chi, dimostrando una certa megalomania, ha deciso di lasciare traccia del proprio passaggio apponendo firme con pennarelli sulle mura storiche dell’edificio appena visitato, pareti interne di palazzi storici incise con scritte non proprio necessarie … la lista delle ferite inflitte ai nostri monumenti da persone ignoranti o semplicemente maleducate potrebbe essere lunga. E per ripulire tutto, si sa, sono necessari sforzi anche economici che non sempre si fanno con costanza e puntualità.

    Anche le strade di molte nostre città non sono esattamente un esempio di pulizia, e anche se le strade non fanno parte del patrimonio artistico della città, anche il loro stato, come quello dei marciapiedi, dei piazzali e così via costituisce un importante e innegabile biglietto da visita per una città. In questo senso l’utilizzo di attrezzature specifiche quali la spazzatrice per piazzale sono sicuramente indispensabili, e non possiamo dire che negli ultimi tempi la tecnologia non sia venuta incontro alla necessità di tenere le strade pulite, proponendo modelli di spazzatrici sempre più efficienti. Quello che manca, a volte, è una certa disattenzione non solo da parte delle amministrazioni locali, che in molti casi comunque non sono da colpevolizzare in toto in quanto hanno comunque a che fare con bilanci in cui rientrare e spese da limitare, ma anche da parte dei singoli cittadini – e di alcuni turisti che visitano le nostre città -, che non sembrano essere educati a mantenere pulite le proprie città, gettando senza farsi troppi problemi carte e gomme da masticare a terra invece che nei bidoni e nei cassonetti appositi.

    In conclusione, la valorizzazione delle nostre città non deve passare solo attraverso una politica di manutenzione e cura di strade e monumenti, che pure è fondamentale, ma anche attraverso una maggiore educazione, sensibilità e rispetto dei singoli nei confronti del paesaggio urbano che ci circonda.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – campagna email marketing

  • ItalyMedia Comunicazione brucia la concorrenza nel campo della pubblicità

    ItalyMedia Comunicazione è una delle maggiori agenzie di distribuzione pubblicitaria su Roma e provincia, pronta a fornire sempre le migliori strategie per la promozione efficiente e capillare del brand di qualsiasi tipo di azienda, impresa, società.

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  • Chirurgia estetica: cosa da donne? Non proprio!

    Innanzitutto..è proprio vero che sono le donne le uniche attente all’estetica, a volte in maniera quasi maniacale e che vogliono piacersi a tutti i costi, anche se questo comporta un notevole investimento economico ma soprattutto un intervento indelebile nel proprio corpo? Beh, statistiche alla mano questo stereotipo è assai infondato visto che sono proprio i dati relativi agli inerenti di chirurgia estetica udine, più o meno invasiva, a dimostrare come siano sempre più gli uomini a sottoporsi a questi trattamenti, con un particolare riguardo a quelli meno visibili da occhi inesperto. Se da un lato quindi le donne continuano a fare uso di particolari cosmetici e trattamenti estetici in maniera pressoché totale (sono infatti rari i casi di donne che non utilizzino nessun tipo di crema o di altro cosmetico ad uso quotidiano) dall’altro bisogna registrare la spasmodica ricerca dell’eterna giovinezza anche degli uomini sempre più attenti a dieta e alimentazione quanto a cura della pelle e sedute dall’estetista.

    Sono proprio i centri estetici infatti a dimostrare come la cura del corpo maschile sia quotidianità ma avvenga in maniera più discreta e meno appariscente di quella delle donne, sia per indole prettamente machista sia per una sorta di inibizione che ancora confina questi trattamenti al tabù dell’ambiguità sessuale. I più svariati sono poi i trattamenti che vengono richiesti dagli uomini che spaziano dalla pulizia del viso alla sistemazione dell’arcata sopraccigliare, dalla ceretta totale alla manicure o pedicure…insomma richieste che ricoprono tutte le varianti di trattamento proposte dai migliori centri estetici ai quali vanno aggiunti cosmetici di uso quotidiano e massaggi di vario genere. E se tutto questo non dovesse bastare a mantenere un’aria tonica e giovane e un’estetica del viso veneto accettabile ecco arrivare in soccorso anche la chirurgia estetica con trattamenti che in pochi minuti possono far guadagnare anni e combattere anche i segni più evidenti del tempo.

    Di certo, nonostante l’esponenziale aumento degli uomini che si sottopone ad interventi estetici, la percentuale rispetto alle donne risulta essere ancora molto bassa, circa il 10% ma se si considera che tale percentuale era quasi inesistente fino a pochi anni fa questo aumento non può che lasciare perplessi o perlomeno incuriositi. Allora vediamo quali sono i dati relativi a tale percentuale. Gli uomini che si sottopongono a interventi chirurgici di vario tipo rientrano in una fasce d’età molto ampia, dai 20 ai 60 anni, e richiedono interventi che si concentrano in due zone del corpo: l’addome e il viso/capelli. Molto richiesti sono anche trattamenti come rinoplastica e otoplastica e negli ultimi tempi si è sempre più diffuso anche il lifting, che attualmente grazie ai traguardi tecnologici, ma anche grazie ad un semplice trattamento botulino, raggiunti è molto meno visibile di quello che veniva praticato anni fa’.

    Come molti chirurghi di questo tipo possono confermare però il motivo che spinge gli uomini all’intervenire sul proprio corpo a fine estetico raramente (anche se sempre più spesso) è prettamente narcisistico come nelle donne ma è solitamente fine ad una maggiore sicurezza su sé stessi che porta ad una maggiore realizzazione nel campo lavorativo.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

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  • Incidente con risarcimento diretto assicurazione

    Spesso purtroppo succedono incidenti stradale di diversa gravità e entità, si spera semrpe siano lievi. In caso di danni lievi a persone e/o cose, dopo avere messo in sicurezza l’ambiente dove è successo l’incidente e avere posizionato il triangolo sulla strada, si dovrebbe provvedere da entrambe le parti con la compilazione della constatazione amichevole, ovvero il cosiddetto modulo blu da compilare con le proprie generalità , i dati assicurativi, i dati della patente e ricostruire la dinamica del sinistro anche con un disegno, infine firmarlo entrambi a fondo pagina e consegnarlo ognuno alla propria assicurazione.

    L’assicurazione, dopo avere fatto fare al perito designato delle foto all’auto danneggiata e avere valutato il danno fisico, se c’è, con la consulenza del proprio medico legale, stabilisce una certa cifra da risarcire.

    Se siamo d’accordo con tale importo allora si provvederà alla formula del risarcimento diretto assicurazione; in pratica la vostra assicurazione vi risarcisce direttamente il danno entro pochi giorni dal momento in cui presentate la denuncia col modulo blu.

  • La Massoneria svelata in un nuovo documentario

    Nel 1731 nasceva a Firenze la prima loggia massonica italiana composta da intellettuali inglesi, italiani e tedeschi, e già destinata ad un duro confronto con le istituzioni ecclesiastiche e con i governi del tempo. Proprio a Firenze risiede oggi il Gran Maestro di una delle più importanti obbedienze massoniche italiane, la Gran Loggia d’Italia, dalla cui intervista ha inizio il nostro percorso di riscoperta della tradizione massonica, tra luci ed ombre, esoterismo e Storia.
    Italia e Massoneria è il primo documentario home video su quest’argomento prodotto e distribuito interamente in Italia.
    Approfondendo la storia ed i miti della massoneria, risulta evidente una continuità d’ideali che si fonda sui valori stessi delle corporazioni e delle confraternite medievali: la mutua collaborazione, la scansione rituale del tempo, la comunicazione per simboli.
    Questi valori sono oggetto d’indagine del nostro documentario, più che i fatti storico-politici e scandalistici riguardanti la Massoneria (già trattati da altri in modo esteso ed interessante).

    Il dvd è attualmente in vendita su web ed è in distribuzione nelle edicole della Toscana.

    http://www.e-archeos.com/articoli/italia-e-massoneria-storia-simboli-orizzonti.html

  • POLIZIA PENITENZIARIA : Manna (LiSIAPP) Preoccupanti i casi di suicidi tra gli agenti

    Un fenomeno, quello dei suicidi degli agenti di polizia penitenziaria, afferma il Segretario Generale del LiSiAPP Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria il dr. Mirko MANNA, che ha analizzato gli aspetti più preoccupanti di una situazione che appare di guerra all’interno delle strutture penitenziarie.

    Tanto che sottolinea MANNA, l’Amministrazione penitenziaria, di fronte a 10 casi in pochi mesi, ha accertato che i suicidi di appartenenti alla Polizia Penitenziaria, benche’ verosimilmente indotti dalle ragioni piu’ varie e comunque strettamente personali, sono, in alcuni casi, le manifestazioni piu’ drammatiche e dolorose di un disagio derivante da un lavoro difficile e carico di tensioni. Le organizzazioni sindacali come il LiSiAPP hanno più volte chiesto di intervenire, attuando i centri d’ascolto che servivano per verificare le condizioni di disagio del personale e l’eventuale risoluzioni delle problematiche.

    Ma a tutt’oggi, ha replica il Segretario Generale, non ci sono novità sull’istituzione di questi centri. Manna ha spiegato come i suicidi degli agenti, avvengano, oltre che dietro nei luoghi di lavoro, anche in famiglia, perchè è una professione da cui spesso non ci si riesce a staccare completamente.