Categoria: Attualità e Società

  • Progetto Easybook


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    Il Trentino, una delle regioni più verdi d’Italia, si conferma all’avanguardia per il risparmio energetico. Lo dimostra l’attuazione di una piattaforma informatica in grado di monitorare i consumi elettrici degli edifici: si tratta di Energybook, un nuovo sistema adottato da un Comune in provincia di Trento per diffondere la gestione dell’energia non inquinante, ad esempio i pannelli solari termici. Un servizio nuovo, basato su un sistema avanzato: una piattaforma web, che rappresenta la prima esperienza di questo genere in Trentino. L’utilizzo di questo sistema punta alla gestione degli immobili della zona e, allo stesso tempo, appare utile per la raccolta dei dati in materia di pianificazione urbana. Easybook è stato realizzato anche per pianificare il sistema urbano in modo sostenibile, ad esempio per dare informazioni per chi sta cercando parole come “pannelli fotovoltaici Trento” ed ha bisogno di una mano per installare il solare sul tetto della propria casa. Per tutti gli edifici in costruzione o in fase di ristrutturazione sarà possibile compilare un modulo on-line nel quale vengono evidenziate le caratteristiche energetiche dell’edificio. Una banca dati raccoglierà tutte le specifiche e permetterà ai Comuni avere in tempo reale i risultati degli edifici collocati nel proprio territorio: quanti pannelli solari sono presenti, la quantità risparmiata di energia inquinante e la riduzione dell’effetto serra. Energybook viene affiancato ai classici strumenti di concessione edilizia e facilita la gestione dei dati sull’energia; è uno strumento unico con cui gestire tutte le informazioni anche di tipo urbanistico e catastale relative al territorio comunale. L’interfaccia grafica semplice e intuitiva aiuta i cittadini meno esperti di computer nella visione globale del sistema urbano, per una gestione efficiente dell’energia non inquinante.

  • Sicurezza stradale: la situazione della viabilità nel reatino é ancora una volta all’attenzione dell’AssoInterforze

    La sicurezza stradale è una realtà, oltre che molto pericolosa, anche particolarmente complessa, composta da molti fattori: dalle infrastrutture carenti ai mezzi di manutenzione altrettanto carenti oltre che dai controlli, spessissimo insufficienti, all’ambiente, all’inquinamento che i mezzi provocano. Fino alla logistica, la “scienza” chiamata a ottimizzare il trasporto di merci e persone snellendo traffico e code, riducendo l’inquinamento. Ad affermalo è il Presidente nazionale di AssoInterforze il Dr. Luca FRONGIA, organismo associativo che tra i suoi impegni istituzionali ha quello prioritario della sicurezza stradale. Questa realtà afferma FRONGIA spesso soffrono di scelte politiche inadeguate e che, altrettanto spesso, soffrono di criticità (frutto delle scelte politiche locali) destinate a influire pesantemente, in negativo, sulla mobilità del Paese a livello nazionale ma anche a livello provinciale.
    A ciò sottolinea il Presidente dell’associazione nazionale interforze, nella provincia reatina in particolare nella bassa sabina ci troviamo di fronte all’ennesimo grido d’allarme che lanciamo e che non viene ascoltato dagli enti preposti.
    Piu’ specificatamente spiega Frongia , le strade principali della bassa sabina , strade che collegano la capitale fino al capoluogo reatino , si trovano a dir poco in condizioni fatiscenti per utilizzare un termine comune.
    In queste fatiscenti strade troviamo di tutto: dalla carenza infrastrutturali cioè inesistente o quasi manutenzione del manto stradale con buche che assomigliano di piu’ a crateri che una persona normale si chiede ma come fa una strada a cedere cosi?…
    Inoltre su queste strade – aggiunge sempre il presidente dell’Assointerforze, incontriamo impianti fissi o mobili e strutture che dovrebbero evitare incidenti stradali occultati da sterpaglia varia o non piu leggibili o peggio non per niente istallati in punti cosidetti “black point”.
    Altra faccia della medaglia sono i lavori di ripristino di vari scavi fatti su questi tratti e non ripristinati correttamente visto che si formano avallamenti sul manto con dossi e buche.
    Oltre a questo troviamo anche “guard rail ovvero New Jersey” fuorilegge in quanto sporgono in modo pericoloso sul tratto di strade oppure sono danneggiati da precedenti urti e non rimossi trasformandosi in un vera e propria lama in caso di incidente o urto di qualche motociclista causandone anche il decesso.
    Eppure ad occuparsi della viabilità regionale e provinciale provvedono o dovrebbero, fior di agenzie ed enti tra questi la provincia di Rieti che abbiamo sensibilizzato al problema con una nostra nota due mesi or sono senza mai riceverne riscontro.
    Queste agenzie o enti che si dovrebbero occupare di sicurezza stradale “passiva” hanno al loro organico decine di operai e di mezzi a disposizione.
    Continuando il nostro viaggio ironizza il Presidente Frongia, tra le strade che percorriamo tutti i giorni ricordando che sono strade principali del reatino ma il problema e riscontrato in tutta la bassa sabina, troviamo cunette ricolme di detriti, paracarri divelti o abbattuti, segnaletica in completo disfacimento, asfalto sbriciolato, frane e chi ha fantasia può immaginare ancora altro la cosa negativa che non è fantasia ma il festival dell’abbandono delle istituzioni. Come dire la strada è di tutti ma ancor di piu’ di nessuno!
    Tutte questi aspetti fanno si che la sicurezza stradale si abbassi e poi se ci mettiamo anche la non educazione alla cultura stradale compreso l’arroganza e la prepotenza al volante da parte di certi “piloti automobilisti” ebbene questo è il risultato che la sicurezza sulle strade è inesistente.

    Ciò stante – continua il Dott. Frongia alla sicurezza stradale servirebbe anche l’introduzione del reato di ‘omicidio stradale’ che avrebbe l’effetto deterrente a favore di un maggiore rispetto delle regole.
    L’introduzione del reato di ‘omicidio stradale’ “è sacrosanta e impedirebbe eccessi di buonismo. Credo che al di là di tutto quello che manca è la cultura della legalità”. La riduzione degli incidenti e delle vittime sulla strada, ha ricordato Frongia, “oltre ad essere un imperativo umano e sociale, ha anche un aspetto economico visto che ogni anno gli incidenti costano 30 miliardi di euro, pari a due punti di pil e che i costi hanno un’incidenza diretta sulle tariffe rc auto”. Per il numero uno dell’Associazione nazionale Interforze, “ci vuole una maggiore certezza nei controlli e nelle sanzioni anche se bisogna ammettere che molti limiti di velocità sono incongrui: a volte si passa da 90 a 50 e 30 chilometri orari nel giro di pochi metri. Inoltre, se le amministrazioni locali pensano di utilizzare i limiti di velocità per incamerare multe e per non essere considerate responsabili degli incidenti non va bene. Occorrono regole corrette e non regole che facilitino le violazioni”.
    Dato che le forze dell’ordine svolgono già un lavoro egregio con i mezzi a disposizione, occorre sfruttare al meglio la tecnologia ma in assenza di sanzioni efficaci e rispetto delle regole non si va da nessuna parte”. Se non lo si fa è perché la politica non ha ancora capito quanto sia importante intervenire su questo fronte”.
    Una perdita umana sulla strada che sia automobilista o pedone è piu’ forte di un ignorante che non rispetta le regole di educazione e di cultura stradale.

  • CARCERI: Manna (Li.Si.A.P.P.) Firenze interventi di edilizia penitenziaria grazie al consiglio comunale

    Aspettando il famoso piano carceri messo in campo da via arenula, uno spiraglio arriva dal penitenziario di sollicciano. Ma questo solo grazie al comune di Firenze afferma il Dott. Mirko MANNA Segretario Generale del Li.Si.A.P.P. Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria organismo sindacale di categoria che aggiunge non è certo una novità, ma la situazione e la vita all’interno del carcere di Sollicciano è sempre più difficile, a causa del pesante sovraffollamento (circa mille presenze per una struttura omologata per ospitarne la metà) e dalla mancanza di personale di polizia penitenziaria.

    La struttura detentiva di Sollicciano soffre, lo dimostrano i dati sui tentativi di suicidio e dai numerosi atti di autolesionismo tra i detenuti. Ciò tante sottolinea Manna, dopo il Consiglio comunale straordinario del comune di Firenze dello scorso 14 marzo scorso ha prodotto alcuni risultati utili alla nostra attenzione. Sono stati infatti approvati i fondi straordinari (di circa un milione di euro), con i quali saranno realizzati alcuni importanti progetti, come l’allargamento dei passaggi dell’ora d’aria, la ristrutturazione dei servizi igienici nella sezione femminile e l’attivazione di una seconda cucina in quella maschile.

    La novità si sofferma il Segr. Gen. e che queste iniziative avvengano dagli enti locali e non dall’organo centrale quale il Ministero della Giustizia. Sarà forse una sorta di federalismo allargato al problema carceri? Intanto continua Manna oltre ai fondi straordinari arriveranno altri centomila euro che potranno essere utilizzati per attivare la tessera telefonica, già presente in altri penitenziari italiani. Inoltre il garante dei diritti dei detenuti della regione Toscana, Franco Corleone, nel frattempo, ha chiesto la chiusura della casa di cura e custodia che all’interno del carcere ospita quindici detenute seminferme di mente; l’attivazione di uno spazio riservato alla semilibertà e l’avvio dell’iter per arrivare alla chiusura dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino.

  • La 500 alla conquista dell’America

    Dagli Stati Uniti arrivano buone notizie per la FIAT. Ai primi di Aprile sono infatti iniziate le vendite della fiat 500 ed hanno subito registrato risultati incoraggianti.

    Quasi tutte le vetture disponibili presso i 64 concessionari autorizzati sono state acquistate in poco tempo e numerose sono state le prenotazioni, le richieste di test drive e di informazioni per questo simbolo del made in italy.

    Se le notizie provenienti dagli USA fanno sorridere diverso è il discorso per il mercato italiano, che registra percentuali di vendite complessive di oltre punti percentuale inferiori rispetto allo stesso periodo del 2010.

    Però anche in Italia si registrano alcuni segnali positivi, in particolare nel mercato delle auto usate.

    Finita l’epoca degli ecoincentivi, che hanno avvicinato i prezzi del nuovo a quelli dell’usato, si riprende a guardare con interesse a questo settore di mercato, alla ricerca di modelli che siano dotati anche di bassi consumi e scarso impatto ambientale.

    È il caso di una fiat grande punto, disponibile sia in versione a metano che gpl, o di una fiat 500, che dal 2008 presenta una versione col sistema Start&Stop di serie.

    Un’attenta ricerca nel mercato delle macchine di seconda mano può riservare notevoli sorprese, come sanno al Comune di San Polo d’Enza, paese in provincia di Reggio Emilia, che si è visto regalare una fiat 600 usata del 2002 con soli 18.000 km percorsi da parte di una signora 85enne che aveva deciso di smettere con la guida. Un gesto generoso che permetterà di potenziare il servizio di assistenza domiciliare comunale.

  • La sicurezza nel web passa attraverso l’educazione

    Si perché la rete nasconde all’interno della sua facilità di utilizzo non pochi rischi che molte volte possono essere fatali per lo sviluppo sociale soprattutto nei più giovani che non hanno le competenze e i mezzi per segnalare un abuso. Un’interessante iniziativa targata Telecom Italia permette di educare attraverso un percorso leggero e coinvolgente proprio le fasce d’età adolescenziali per sensibilizzare proprio i più giovani su queste tematiche. Proprio gli adolescenti infatti risultano essere i più a rischio nel web visto che ne sono sia i maggiori utilizzatori ma anche quelli che meno conoscono le regole e le precauzioni da prendere per tutelare la propria sicurezza e la propria persona in generale. Attraverso questo percorso vengono esposti, attraverso un’accattivante narrazione che fa parlare in prima persona adolescenti che utilizzano in particolar modo i social network, i rischi più frequenti insiti nella navigazione in internet e nel fornire i propri dati mettendoli a disposizione di tutti con i mezzi adatti per la segnalazione abusi. La prima a narrare è una ragazza che racconta di come degli scatti privati siano divenuti di dominio pubblico o come sia stata perseguitata da uno stalker, allontanato prima di poter arrecare danno dai genitori che monitoravano l’attività in internet della figlia. La stessa ragazzina racconta come sia stata truffata facendo degli incauti acquisti sulla rete e come le siano stati rubati dei soldi dalla carta di c redito regalatale dai genitori. La parola passa poi ad un suo amico che parla di come un’altra sua amica si sia innamorata sulla rete, uno dei pericoli online più frequenti, senza aver mai visto la persona e come sia cambiata la sua vita solo grazie all’intervento di amici reali che hanno saputo aiutarla e capire la sua condizione. La ragazzina purtroppo si era lasciata troppo coinvolgere dalla vita virtuale abbandonando quella reale fattore che l’aveva portata ad una percezione distorta della realtà e delle cose che veramente sono importanti nella vita. Per ultimo la parola passa ad un altro ragazzo che purtroppo è stato vittima di cyber bullismo da parte dei compagni di classe ma anche fortunatamente è riuscito a farli smettere e a superare gli episodi grazia all’aiuto di insegnanti consapevoli e sensibili alle problematiche che questi atteggiamenti possono creare nell’armonico sviluppo della persona e della sua realizzazione sia all’interno del contesto scolastico sia al’interno di quello della vita in generale. Esperienze ovviamente romanzate ma che hanno un reale seguito nella realtà. Non a caso il progetto di Telecom Italia prevede tre distinti percorsi che, grazie a peculiari tecniche narrative ed empatiche, vanno a sensibilizzare tutte le componenti sociali in gioco ossia i bambini, gli adolescenti e gli educatori (sia insegnanti che genitori). Questioni importanti che a volte vengono sottovalutate per mancata conoscenza della problematica e della normativa in questione che quindi non danno il giusto peso ad episodi e alle conseguenze che una singola foto caricata su facebook può avere e alle ripercussioni in generale della narrazione della propria vita all’interno di un social network o di un blog. A cura di Martina Celegato

  • L’orchidea si veste di moda con una limited edition in tessuti Mantero

    Regalare una pianta è sempre qualcosa di speciale che va dritto dritto al cuore, un gesto di affetto carico di significato perché si dona un pezzetto di vita. Man mano che la pianta vive e cresce, diventa sempre più bella, evocando continuamente il ricordo della persona che l’ha donata. Tra tutte le piante, la raffinata ed elegante orchidea è il regalo ideale per la Festa della Mamma, soprattutto quest’anno grazie ad una nuova originale iniziativa. Questo fiore, originario dalle zone tropicali e sub-tropicali come l’Asia e il Sudamerica è un cosmopolita essendo diffusa in tutti i contenenti. Si tratta dunque di un fiore tenace e combattivo proprio come la mamma, simbolo di dolcezza, eleganza, amore, forza e coraggio. Per celebrare la mamma il Flower Council of Holland, con l’aiuto dei moda blog che hanno diffuso la notizia, ha lanciato una speciale iniziativa. Come si legge sui moda blog che ne hanno parlato: l’orchidea è uno dei simboli della femminilità, che unisce fascino e charme, ed è proprio per questi motivi che in occasione della Festa della Mamma si avvolge di un coprivaso borsetta very chic, diventando un regalo speciale e trendy: la Orchid Bag. L’iniziativa, che ha conquistato i moda blog, è una limited edition che si potrà trovare solo in esclusivi e selezionati concept store italiani.

    La Orchid Bag di cui hanno parlato i moda blog italiani, trasforma un fiore in un dono originale e prezioso visto che, come dicono i fashion blogger sui loro moda blog: la borsetta è realizzata utilizzando i pregiati tessuti Mantero ed è avvolta da un romantico fiocco in raso rosso rubino. L’inedita shopper che piace ai moda blog diventa così un versatile accessorio da esibire in diverse occasioni per mamme alla moda sempre attente ai dettagli più glamour.

    Il Flower Council of Holland, artefice dell’iniziativa di cui hanno parlato i moda blog, è l’ente di riferimento per la promozione della floricoltura olandese in Italia e nel mondo. L’organizzazione, che ha sede a Leiden, è finanziata dalle quote devolute dai produttori e grossisti olandesi di piante e fiori. Essendo l’Italia un paese che da sempre ama i fiori, il Flower Council of Holland ha pensato di lanciare questa simpatica e glamour iniziativa. Un’iniziativa che ha lo scopo di sensibilizzare il grande pubblico nei confronti delle piante in vaso, meravigliose compagne di vita che ci circondano di energia e piacere, allietando le nostre giornate. La Orchid Bag si potrà trovare presso: First Floor – c/o Vincenzo D’Ascanio a Milano, Tearose a Milano, Monza e Roma, Flo’ Fiori a Bologna, Labardi Fiori a Firenze, Callas a Cremona, Falcetta Floreal Designer a Barletta.

  • ANNO INTERNAZIONALE DELLE FORESTE: il Liceo Scientifico E. Fermi di Cosenza ha dedicato due giornate di studi alla tutela dell’ambiente

    L’ ONU ha dichiarato il 2011 “Anno Internazionale delle foreste”, e ha dedicato al tema, la Giornata Mondiale della Terra che si celebra in tutto il mondo il 22 aprile.

    In Italia Earth Day Italia fa della giornata dedicata all’ambiente solo l’inizio di un “cantiere” aperto tutto l’anno.

    Partner dell’iniziativa sono tra gli altri ONU, UNEP, FAO ENEA MINISTERO DELL’AMBIENTE, UUNIVERSITA’ LA SAPIENZA ecc. ecc..

    Obiettivo della Giornata mondiale della Terra è concretizzare comportamenti che diano risultati concreti e misurabili in termini di riduzione di emissioni di C02.

    All’importante iniziativa hanno aderito anche le scuole Calabresi, con il progetto “Adotta un alberello “, un’ idea che si inserisce in un più ampio disegno che Enel ha avviato con il sostegno del Direttore Generale dell’USR della Calabria, Francesco Mercurio, e dei suoi collaboratori del gruppo di lavoro “Cittadinanza e Costituzione” del territorio di Cosenza.

    Numerose scuole calabresi ( Campora S. Giovanni, Amantea, Paola, Soverato, Rende ecc. ecc. ) hanno già richiesto e ricevuto il Kit ecologico con il quale Enel ha da tempo sostituito gli altri gadget aziendali (cappellini, magliette ) per sensibilizzare soprattutto i ragazzi verso il tema del rispetto per l’ambiente, il risparmio energetico.

    Diversi gli appuntamenti in calendario.

    Il liceo Scientifico E. Fermi di Cosenza, con la collaborazione di ENEL, LEGAMBIENTE, UNICAL, ha promosso una campagna di informazione, sensibilizzazione ed educazione ambientale inaugurando una sessione di studi che si terrà presso l’Aula Magna dello stesso Istituto Cosentino.

    Gli allievi delle prime e seconde classi del liceo diretto dal prof. Pasquale de Vita, si sono impegnati in una serie di articolate attività per la tutela dell’ambiente. Coordinati dai professori Salvatore de Franco, Fiorella de Luca e Carmela Perrone, gli studenti hanno elaborato un progetto per la riutilizzazione degli scarti del materiale di uso quotidiano, che altrimenti andrebbero ad appesantire la già problematica questione dei rifiuti urbani.

    Attraverso le varie fasi del progetto, il compost ottenuto con i materiali di scarto, sarà sottoposto a studi nelle sue componenti chimiche e microbiologiche in modo da ottenere il miglior prodotto possibile.

    La filiera ideata dai ragazzi si concluderà con la fertilizzazione delle aree libere della scuola nelle quali saranno impiantate circa 4OO piantine donate da Enel.

    La Giornata Mondiale della Terra proseguirà giorno 29 aprile con i circa 700 bambini della Direzione Didattica 2° Circolo di Rende che tra le altre cose hanno organizzato un’intera giornata da passare all’aperto.

  • POLIZIA PENITENZIARIA : Manna (Li.Si.A.P.P.) Edilizia penitenziaria tutto fermo – Intanto continuano le aggressioni al personale.

    Oltre un anno fa veniva sbandierato il Piano carceri con l’ampliamento e la realizzazione di nuovi penitenziari per far fronte all’emergenza sovraffollamento messo in cantiere dal Governo, non finisse come il piano caserme (nuove stazioni dei carabinieri in mezza Italia, per dare più sicurezza ai cittadini, un progetto ipotizzato nel 2004 e non ancora ultimato. Intanto afferma il Dott. Mirko MANNA Segretario Generale del Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria LiSiAPP, organizzazione sindacale di categoria, continuano i suicidi dietro le sbarre.
    Ciò stante , rimarca il Segr. Gen. LiSiAPP siamo ad oltre 40 del 2011 e fa si che sia un bilancio, fallimentare, di quel piano rimasto l’ennesimo elenco di buoni propositi e protocolli di intesa senza futuro.
    “Oggi – scrive Manna -, un anno e quattro mesi dopo, i detenuti sono 67.648, cioè 2.658 in più rispetto al numero per cui la situazione fu accostata a una calamità. E i posti in più? Pochi, pochissimi. C`è chi dice duemila, con un`approssimazione probabilmente per eccesso, ma sarebbe comunque una cifra inferiore all`incremento degli «ospiti».
    Dunque la realtà è peggiorata.
    Ma non solo per la crescita dei detenuti, ma anche sottolinea il Segr. Gen. del LiSiAPP aumentano di giorno in giorno le aggressioni agli operatori di polizia che tra mille difficoltà riescono a mantenere l’ordine all’interno delle strutture penitenziarie anche subbendo queste vile aggressioni frutto di una carente impalcatura istituzionale.
    Parte delle nuove prigioni – continua Manna – che si è riusciti a costruire sono vuote perché mancano i soldi per metterle in funzione. E soprattutto manca il personale della polizia penitenziaria. Sempre nel gennaio 2010 il ministro della Giustizia Alfano dichiarò che a breve sarebbero entrati in servizio altri duemila agenti. A luglio ribadì la promessa, abbassando i reclutamenti «in prima battuta» a mille. Sono passati altri nove mesi, e ancora si attende l`ingresso di nuovi agenti.
    Attualmente sono in corso le selezioni alcune centinaia di allievi agenti provenienti dalle forze armate. Ma tutto ciò non basta.
    Quando arriveranno il grosso promesso?, paventa qualcuno, saranno meno di quelle che nel frattempo hanno lasciato il servizio per raggiunta pensione o altri motivi. Sono i numeri di una crisi che l`annunciato impegno del governo non è riuscito a scalfire. Di cui la politica generalmente si disinteressa – a parte pochi esponenti sparsi nei diversi partiti -, ma che continua a lasciare il personale di polizia penitenziaria in condizioni al limite della sopportazione.
    La politica è sorda anche ai suoi stessi proclami e così mentre, noi viviamo in una logica fatta di annunci, gli operatori sono chiamati sempre in qualsiasi momento a mantenere l’ordine e la legalità all’interno delle strutture penitenziarie, e quando si scaldono gli animi nella società oltre le mura a pagare in primis sono sempre gli agenti di polizia penitenziaria con le aggressioni.
    Infine aggiunge Manna non dimentichiamo che gli operatori di polizia sono chiamati a sventare numerosi tentativi di suicidi. Questa è l’Italia, ha 150 anni di battaglie civili vinte, ma è come se fosse nata ieri avendo già perso.

  • Il talento del giovane Benedikt Jaschke per Hassler Roma

    Il Presidente e Direttore Generale dell’Hassler Roma Roberto Wirth ha deciso di affidare a Benedikt Jaschke l’incarico di Resident Manager dell’albergo romano in cima alla scalinata di Piazza di Spagna.

    Benedikt Jaschke, la cui formazione ha avuto luogo alla “Professional School for Hotel and Catering” di Monaco di Baviera, ha al suo attivo diverse esperienze professionali nel gruppo svizzero Kempinski dal 1998 al 2004.

    Si trasferisce, poi, in Italia come Responsabile Food & Beverage Operations Manager per l’Hotel Principe di Savoia di Milano fino al 2006, quando ritorna in Germania in qualità di Direttore Generale del Schlosshotel Lerbach di Bergisch Gladbach, fino all’attuale nomina di Resident Manager per l’Hassler Roma.

    “La scelta di conferire quest’incarico a Benedikt Jaschke, vuole essere per Hassler Roma la volontà, di affidare a professionisti di talento l’opportunità di lavorare in una struttura simbolo del lusso e dell’esclusività”, dichiara Roberto Wirth, Presidente e Direttore Generale del prestigioso albergo.

    Con 95 stanze, di cui 13 suite, l’Hassler Roma, situato sulla cima della scalinata di Trinità dei Monti e gestito da Roberto Wirth da oltre 33 anni, è considerato il miglior albergo della capitale secondo le classifiche delle prestigiose riviste americane Condé Nast Traveller e Travel & Leisure. Propone un ambiente classico ed elegante con inserimenti contemporanei, per un perfetto equilibrio tra passato e presente: il bellissimo Palm Court, con l’Hassler Bar, rappresenta il celebre salotto nel centro storico della città eterna, il luogo ideale per un tè, una colazione di lavoro o uno spuntino dopo il teatro; Imàgo, il ristorante al sesto piano con una stella Michelin, dal quale si può ammirare uno dei panorami più belli del mondo assaporando una cucina italiana contemporanea di alto livello e di grande creatività curata dallo Chef Francesco Apreda.

    L’Hassler Roma è stato fondato nel 1893 e appartiene dagli anni venti alla famiglia Wirth, il cui discendente Roberto è l’attuale Presidente e Direttore Generale, che con quasi 30 anni di direzione, è oggi il Direttore d’albergo con maggior esperienza in Italia ed il padrone di casa di questo tempio dell’hôtellerie, punto di incontro della élite politica, economica e culturale italiana ed internazionale.

    Nel 1999, Roberto Wirth ha acquistato Il Palazzetto con l’intenzione di espandere il marchio dello storico Hotel situato a Piazza Trinità dei Monti. Il Palazzetto rappresenta uno dei rifugi più spettacolari proprio nel cuore di Roma, lo stesso luogo dove, oltre 2000 anni fa, venivano organizzati i fastosi banchetti di Lucullo.

    Oggi, a pochi passi dall’albergo, direttamente sulla Scalinata di Piazza di Spagna, Il Palazzetto offre un’ambientazione unica con 4 camere suggestive, sale affascinanti e un ristorante che permette di godere della magnifica vista dalla terrazza.

    Per immagini in alta definizione e ulteriori informazioni:
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    IMAGINE Communication, Via G.Barzellotti, 9 – 00136 Roma
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    HASSLER Roma, Piazza Trinità dei Monti 6 – 00187 Roma
    Vivian Barsanti, Ufficio Comunicazione
    Tel. 06 699 34 262 – [email protected]
    www.hotelhasslerroma.com | www.imagorestaurant.com| www.ilpalazzettoroma.com

  • Sentenza Thyssenkrupp: il valore della consulenza in materia di sicurezza

    Settimana scorsa tutti gli occhi erano puntati sul Tribunale di Torino, chiamato a decidere sull’incidente verificatosi tre anni fa presso la Thyssenkrupp, nel quale persero la vita sette operai. La sentenza definitiva emessa dal Tribunale ha condannato a scontare 16 anni e mezzo per omicidio volontario Herald Hespenhahn, l’amministratore dell’azienda. Una sentenza significativa che rincuora i familiari delle vittime e che offre numerosi spunti di riflessione, specie sulla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dopo l’incidente alla Thyssenkrupp, infatti, il governo si è subito operato per redigere un nuovo testo di legge sulla sicurezza sul lavoro che stravolgesse il D. Lgs. 626/1994, ormai quasi del tutto obsoleto e incapace di far fronte alle nuove esigenze della società verso questo importante tema. Risultato: l’emanazione nel 2008 del decreto legislativo n.81, l’attuale Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che, oltre a un nuovo e più ferreo impianto sanzionatorio, introduce degli obblighi prima inesistenti come una serie di piani formativi estremamente mirati, dedicati a figure fino a quel momento non esistevano. Una figura già presente nel vecchio dettato normativo ma spesso non considerata era, ad esempio, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) il quale, con l’introduzione del nuovo Testo Unico, si è visto soggetto di importanza strategica e titolare dell’obbligo di frequentare corsi RLS nonché corsi periodici di aggiornamento RLS. “Basta morti sul lavoro, ci vuole più sicurezza”. Era questo uno degli slogan che, a pochi giorni dal terribile incidente, i familiari delle vittime nonché tutti i lavoratori dell’azienda ripetevano a gran voce. Perché oggi come ieri il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro è sottovalutato, viene percepito come un costo e non come un investimento. Per molti datori di lavoro è un inutile spreco di tempo e denaro mentre le tristi vicende che leggiamo ogni settimana sui giornali o ascoltiamo in televisione o alla radio, ci insegnano che purtroppo non è così. Basti pensare a quanto successo qualche giorno fa alla Saras.

    Ma come fermare tutto questo? Con sanzioni e pene severe, certo, ma non basta. Non si può lasciare che gli incidenti avvengano e intervenire solo dopo, bisogna attivarsi per mettere in pratica le disposizioni del D. Lgs. 81/2008 e formare e informare i lavoratori, specie il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, una figura chiave all’interno dei luoghi di lavoro, che unisce i lavoratori al datore e i dirigenti. Egli, come si evince dal nome, rappresenta i lavoratori e, grazie alle conoscenze apprese durante corsi RLS, conosce i loro diritti nonché gli obblighi che il datore di lavoro è chiamato ad eseguire. Proprio per questo motivo vorremmo oggi soffermarci sulla figura del RLS e parlare del percorso formativo che la legge gli impone. Il d.lgs. 81/2008, infatti, all’art. 37 prevede, per tutti gli RLS, senza alcuna eccezioni, l’obbligo di frequentare, una volta eletti o designati, corsi RLS i cui contenuti minimi sono elencati dallo stesso articolo, e sono: i principi giuridici sia comunitari che nazionali, la legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro, i principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi, la definizione e l’individuazione dei fattori di rischio, la valutazione dei rischi, l’individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione, gli aspetti normativi dell’attività di rappresentanza dei lavoratori e le nozioni di tecnica della comunicazione.

    I corsi RLS hanno come obiettivo quello di formare i rappresentanti fornendo loro tutte le conoscenze indispensabili per lo svolgimento del compito che sono stati chiamati a ricoprire, nonché le tecniche e le misure di protezione e prevenzione dai rischi. Inoltre, corsi RLS sensibilizzano l’RLS sul tema della sicurezza sul lavoro, fornendogli anche un excursus sulle tecniche comunicative. Oltre a definire i contenuti minimi del corso di formazione, il D. Lgs. 81/2008 prevede anche una durata minima dei corsi RLS che è di 32 ore. Terminato il corsi RLS base, il RLS deve seguire dei corsi di aggiornamento periodico così come disposto dal dettato normativo.

    OPS S.r.l. rappresenta, nel settore della formazione e della consulenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, un consolidato punto di riferimento per numerose aziende presenti su tutto il territorio nazionale che ci hanno permesso di gestire per loro conto numerosi processi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro e che si affidano ai nostri professionisti per la gestione o anche semplicemente per un consulto circa le tematiche della sicurezza sul lavoro. La nostra base logistica è nel centro di Milano ma prestiamo consulenza ed eroghiamo servizi su tutto il territorio nazionale. La OPS S.r.l., società leader nel settore della sicurezza sul lavoro, rappresenta nel settore della formazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro un punto di riferimento per numerose aziende presenti su tutto il territorio. Oltre 1000 sono infatti i lavoratori che ogni anno seguono dei corsi di formazione organizzati dalla nostra società, che da sempre si distingue per qualità, prezzi competitivi ed esperienza. Con sede a Milano, la OPS S.r.l. opera su tutto il territorio italiano, organizzando corsi di formazione sia in aula che presso la sede del Cliente. Come già accennato, la nostra società opera da anni nel settore della formazione, organizzando a cadenza periodica corsi RLS della durata di 32 ore. Tali corsi di formazione si tengono nelle sale convegni di alberghi situati sempre in zone centrali facilmente raggiungibili dai corsisti sia in auto che con i mezzi pubblici. I corsi RLS vengono tenuti da docenti esperti con minimo cinque anni di esperienza maturata nel settore della formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

    Al termine del ciclo formativo, previo superamento di un test finale volto a verificare l’avvenuto apprendimento del corsista, il lavoratore riceverà un attestato comprovante l’avvenuta frequentazione del corso e valido su tutto il territorio nazionale.