Categoria: Attualità e Società

  • VIAGGIARE SCENDE IN CAMPO CONTRO LA FAME NEL MONDO di Amedeo Santoro

    Viaggiare, una delle più importanti società italiane nel campo dei servizi turistici, si rivolge anche al sociale.

    La società con la sua Carta Italiana del Turismo devolverà un euro per ogni carta emessa ad un’Associazione che si occupa e combatte la fame del mondo.

    Abbiamo deciso di organizzare questa raccolta fondi per sostenere i progetti d’aiuto a favore dei bambini che muoiono di fame – afferma Amedeo Santoro, responsabile della C.I.T. – Con la nostra Carta Italiana del Turismo, che ha contribuito a sostenere la crescita del comparto turistico nel nostro Paese, vogliamo dare anche noi un aiuto.

    Dopo lo straordinario successo del precedente progetto con cui Viaggiare aveva devoluto i ricavati della vendita della CIT a Save the Children; questa nuova iniziativa – prosegue Amedeo Santoro – testimonia la volontà della società di dare un aiuto concreto per combattere la fame del mondo.

    Il progetto – spiega il Responsabile della C.I.T. – è ideato da Viaggiare e potrà esistere solo con il prezioso sostegno di quanti vorranno prodigarsi per sostenere questa importante iniziativa

    Amedeo Santoro

    Responsabile del progetto Carta Italiana del Turismo

  • Il talento del giovane Benedikt Jaschke per Hassler Roma

    Il Presidente e Direttore Generale dell’Hassler Roma Roberto Wirth ha deciso di affidare a Benedikt Jaschke l’incarico di Resident Manager dell’albergo romano in cima alla scalinata di Piazza di Spagna.

    Benedikt Jaschke, la cui formazione ha avuto luogo alla “Professional School for Hotel and Catering” di Monaco di Baviera, ha al suo attivo diverse esperienze professionali nel gruppo svizzero Kempinski dal 1998 al 2004.

    Si trasferisce, poi, in Italia come Responsabile Food & Beverage Operations Manager per l’Hotel Principe di Savoia di Milano fino al 2006, quando ritorna in Germania in qualità di Direttore Generale del Schlosshotel Lerbach di Bergisch Gladbach, fino all’attuale nomina di Resident Manager per l’Hassler Roma.

    “La scelta di conferire quest’incarico a Benedikt Jaschke, vuole essere per Hassler Roma la volontà, di affidare a professionisti di talento l’opportunità di lavorare in una struttura simbolo del lusso e dell’esclusività”, dichiara Roberto Wirth, Presidente e Direttore Generale del prestigioso albergo.

    Con 95 stanze, di cui 13 suite, l’Hassler Roma, situato sulla cima della scalinata di Trinità dei Monti e gestito da Roberto Wirth da oltre 33 anni, è considerato il miglior albergo della capitale secondo le classifiche delle prestigiose riviste americane Condé Nast Traveller e Travel & Leisure. Propone un ambiente classico ed elegante con inserimenti contemporanei, per un perfetto equilibrio tra passato e presente: il bellissimo Palm Court, con l’Hassler Bar, rappresenta il celebre salotto nel centro storico della città eterna, il luogo ideale per un tè, una colazione di lavoro o uno spuntino dopo il teatro; Imàgo, il ristorante al sesto piano con una stella Michelin, dal quale si può ammirare uno dei panorami più belli del mondo assaporando una cucina italiana contemporanea di alto livello e di grande creatività curata dallo Chef Francesco Apreda.

    L’Hassler Roma è stato fondato nel 1893 e appartiene dagli anni venti alla famiglia Wirth, il cui discendente Roberto è l’attuale Presidente e Direttore Generale, che con quasi 30 anni di direzione, è oggi il Direttore d’albergo con maggior esperienza in Italia ed il padrone di casa di questo tempio dell’hôtellerie, punto di incontro della élite politica, economica e culturale italiana ed internazionale.

    Nel 1999, Roberto Wirth ha acquistato Il Palazzetto con l’intenzione di espandere il marchio dello storico Hotel situato a Piazza Trinità dei Monti. Il Palazzetto rappresenta uno dei rifugi più spettacolari proprio nel cuore di Roma, lo stesso luogo dove, oltre 2000 anni fa, venivano organizzati i fastosi banchetti di Lucullo.

    Oggi, a pochi passi dall’albergo, direttamente sulla Scalinata di Piazza di Spagna, Il Palazzetto offre un’ambientazione unica con 4 camere suggestive, sale affascinanti e un ristorante che permette di godere della magnifica vista dalla terrazza.

    Per immagini in alta definizione e ulteriori informazioni:
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    IMAGINE Communication, Via G.Barzellotti, 9 – 00136 Roma
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  • Sentenza Thyssenkrupp: il valore della consulenza in materia di sicurezza

    Settimana scorsa tutti gli occhi erano puntati sul Tribunale di Torino, chiamato a decidere sull’incidente verificatosi tre anni fa presso la Thyssenkrupp, nel quale persero la vita sette operai. La sentenza definitiva emessa dal Tribunale ha condannato a scontare 16 anni e mezzo per omicidio volontario Herald Hespenhahn, l’amministratore dell’azienda. Una sentenza significativa che rincuora i familiari delle vittime e che offre numerosi spunti di riflessione, specie sulla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dopo l’incidente alla Thyssenkrupp, infatti, il governo si è subito operato per redigere un nuovo testo di legge sulla sicurezza sul lavoro che stravolgesse il D. Lgs. 626/1994, ormai quasi del tutto obsoleto e incapace di far fronte alle nuove esigenze della società verso questo importante tema. Risultato: l’emanazione nel 2008 del decreto legislativo n.81, l’attuale Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che, oltre a un nuovo e più ferreo impianto sanzionatorio, introduce degli obblighi prima inesistenti come una serie di piani formativi estremamente mirati, dedicati a figure fino a quel momento non esistevano. Una figura già presente nel vecchio dettato normativo ma spesso non considerata era, ad esempio, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) il quale, con l’introduzione del nuovo Testo Unico, si è visto soggetto di importanza strategica e titolare dell’obbligo di frequentare corsi RLS nonché corsi periodici di aggiornamento RLS. “Basta morti sul lavoro, ci vuole più sicurezza”. Era questo uno degli slogan che, a pochi giorni dal terribile incidente, i familiari delle vittime nonché tutti i lavoratori dell’azienda ripetevano a gran voce. Perché oggi come ieri il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro è sottovalutato, viene percepito come un costo e non come un investimento. Per molti datori di lavoro è un inutile spreco di tempo e denaro mentre le tristi vicende che leggiamo ogni settimana sui giornali o ascoltiamo in televisione o alla radio, ci insegnano che purtroppo non è così. Basti pensare a quanto successo qualche giorno fa alla Saras.

    Ma come fermare tutto questo? Con sanzioni e pene severe, certo, ma non basta. Non si può lasciare che gli incidenti avvengano e intervenire solo dopo, bisogna attivarsi per mettere in pratica le disposizioni del D. Lgs. 81/2008 e formare e informare i lavoratori, specie il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, una figura chiave all’interno dei luoghi di lavoro, che unisce i lavoratori al datore e i dirigenti. Egli, come si evince dal nome, rappresenta i lavoratori e, grazie alle conoscenze apprese durante corsi RLS, conosce i loro diritti nonché gli obblighi che il datore di lavoro è chiamato ad eseguire. Proprio per questo motivo vorremmo oggi soffermarci sulla figura del RLS e parlare del percorso formativo che la legge gli impone. Il d.lgs. 81/2008, infatti, all’art. 37 prevede, per tutti gli RLS, senza alcuna eccezioni, l’obbligo di frequentare, una volta eletti o designati, corsi RLS i cui contenuti minimi sono elencati dallo stesso articolo, e sono: i principi giuridici sia comunitari che nazionali, la legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro, i principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi, la definizione e l’individuazione dei fattori di rischio, la valutazione dei rischi, l’individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione, gli aspetti normativi dell’attività di rappresentanza dei lavoratori e le nozioni di tecnica della comunicazione.

    I corsi RLS hanno come obiettivo quello di formare i rappresentanti fornendo loro tutte le conoscenze indispensabili per lo svolgimento del compito che sono stati chiamati a ricoprire, nonché le tecniche e le misure di protezione e prevenzione dai rischi. Inoltre, corsi RLS sensibilizzano l’RLS sul tema della sicurezza sul lavoro, fornendogli anche un excursus sulle tecniche comunicative. Oltre a definire i contenuti minimi del corso di formazione, il D. Lgs. 81/2008 prevede anche una durata minima dei corsi RLS che è di 32 ore. Terminato il corsi RLS base, il RLS deve seguire dei corsi di aggiornamento periodico così come disposto dal dettato normativo.

    OPS S.r.l. rappresenta, nel settore della formazione e della consulenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, un consolidato punto di riferimento per numerose aziende presenti su tutto il territorio nazionale che ci hanno permesso di gestire per loro conto numerosi processi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro e che si affidano ai nostri professionisti per la gestione o anche semplicemente per un consulto circa le tematiche della sicurezza sul lavoro. La nostra base logistica è nel centro di Milano ma prestiamo consulenza ed eroghiamo servizi su tutto il territorio nazionale. La OPS S.r.l., società leader nel settore della sicurezza sul lavoro, rappresenta nel settore della formazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro un punto di riferimento per numerose aziende presenti su tutto il territorio. Oltre 1000 sono infatti i lavoratori che ogni anno seguono dei corsi di formazione organizzati dalla nostra società, che da sempre si distingue per qualità, prezzi competitivi ed esperienza. Con sede a Milano, la OPS S.r.l. opera su tutto il territorio italiano, organizzando corsi di formazione sia in aula che presso la sede del Cliente. Come già accennato, la nostra società opera da anni nel settore della formazione, organizzando a cadenza periodica corsi RLS della durata di 32 ore. Tali corsi di formazione si tengono nelle sale convegni di alberghi situati sempre in zone centrali facilmente raggiungibili dai corsisti sia in auto che con i mezzi pubblici. I corsi RLS vengono tenuti da docenti esperti con minimo cinque anni di esperienza maturata nel settore della formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

    Al termine del ciclo formativo, previo superamento di un test finale volto a verificare l’avvenuto apprendimento del corsista, il lavoratore riceverà un attestato comprovante l’avvenuta frequentazione del corso e valido su tutto il territorio nazionale.

  • Consiglio comunale congiunto a Civitavecchia contro la discarica.

    «Un atto di straordinario significato. È la prima volta che le città del comprensorio si uniscono per contrastare un progetto scellerato d’interesse collettivo». Lo afferma il sindaco Mauro Mazzola all’indomani del consiglio comunale congiunto che ha visto Tarquinia, Civitavecchia, Allumiere, Tolfa, Santa Marinella, Cerveteri, Ladispoli e Monte Romano superare ogni divisione e votare all’unanimità un documento contenente le ragioni della contrarietà a realizzare la nuova discarica di Roma in località Farnesiana. «Dall’assise di ieri (18 aprile) il territorio ne esce rafforzato. – prosegue – Otto comuni hanno espresso con chiarezza e in modo univoco il loro rifiuto alla discarica. Sono stati banditi gli interessi particolaristici a fronte di una questione che riguarda l’intero alto Lazio, ancora volta al centro di ipotesi devastanti per l’ambiente». Tentare di spostare a ottanta chilometri di distanza la crisi dei rifiuti, denuncia l’incapacità dell’Amministrazione di Roma di affrontarla e risolverla. «La più grande città del Lazio e d’Italia non può scaricare il problema sulle piccole realtà locali. – conclude il primo cittadino – Creare una seconda Malagrotta, in un’area di grande pregio naturalistico qual è la Farnesiana, è quindi intollerabile».

  • Parola d’ordine: consumi ridotti.

    Italiani, popolo di risparmiatori.

    Da tempo sentiamo ripetere da più parti questo concetto, a volte a ragione, qualche altra a torto.

    Il mercato delle auto sembra affermare questa teoria; almeno questo è ciò che rivela un recente sondaggio legato all’acquisto di un’automobile.

    Il sondaggio, promosso su scala europea con il coinvolgimento di nove diversi paesi, dimostra che per gli italiani la cosa più importante da controllare al momento dell’acquisto di una nuova macchina sia il consumo del carburante.

    Un indizio di grande importanza, specialmente se si pensa che invece il prezzo della vettura figura, tra gli altri aspetti da prendere in considerazioni, solo al quarto posto, dietro anche a sicurezza ed affidabilità.

    Non è un caso perciò, anche alla luce del crescente aumento del costo dei carburanti, che le case produttrici stiano facendo grandi passi in avanti proprio in questo settore.

    Se infatti l’auto elettrica continua ad avere scarso appeal (solo il 4% degli italiani ne possiede una, esattamente come nel 2009) crescono gli acquisti di auto a basse emissioni di CO2.

    Il trend è confermato in tutti i settori del mercato; analizzando l’esempio della Mercedes possiamo notare come grandi passi in questo senso siano stati fatti sia con una monovolume come la nuova classe b 2011, dotata di diverse versioni BlueEFFICIENCY, sia con la mercedes s, grande berlina di lusso dotata di tecnologie ecocompatibili o pacchetti specifici per la riduzione dei consumi e delle emissioni.

    Se il prezzo vi spaventa non preoccupatevi, nel mercato dell’usato troverete alcune versioni di mercedes s usate amiche dell’ambiente.

  • Evelina Manna sulle pagine della più famosa rivista inglese GQ

    La modella e attrice supersexy per l’edizione inglese di GQ si confessa a Tgcom

    Il fascino della città eterna sullo sfondo e la sensualità di Evelina Manna in primo piano. Per il numero speciale di maggio l’edizione inglese di GQ ha scelto la top model ed attrice italiana per parlare di quello che sta succedendo nel nostro Paese. Lei però difende l’Italia dall’accusa di essere solo il Paese del bunga bunga e a Tgcom svela i suoi progetti futuri.

    Una donna italiana sulle pagine della più famosa rivista inglese GQ. Com’è stato tornare a posare come modella?
    E’ stato un vero onore soprattutto perché cercavano una bellezza glamour per foto artistiche, dove si evidenziasse l’arte più che le semplici curve. Tornare alle mie origini di modella mi ha fatto ritrovare il mondo elegante e di classe che è quello del fashion.

    Evelina Manna per GQ UKEvelina Manna in uno degli scatti di Simon Emmett

    Ti avranno chiesto cosa sta succedendo in Italia…
    Da me volevano un punto di vista sentimentale personale oltre che politico. Ho raccontato il presidente del consiglio, quello di tutti gli italiani, innamorati della sua figura fin dai tempi della sua prima discesa in campo.

    Nessun accenno al bunga bunga?
    Certo. Hanno tentato di sfruttare questo momento “volgare” come lo chiamo io, per screditare il nostro paese, ma io ho risposto: “C’è ben altro di più importante in Italia: moda, arte, cultura, etc… D’altronde la satira inglese è notoriamente la piu feroce ancor di più lo è con la propria classe dirigente.

    Infatti hanno scelto una bellezza nostrana come la tua per il servizio su GQ UK.
    Mi e’ piaciuto lavorare anche con Simon Emmett, che al momento è uno dei migliori fotografi al mondo che ha immortalato celebrità del calibro di Rihanna.

    Dal video di backstage si nota il tocco di classe del regista. Avevi nostalgia di questo mondo visto che negli ultimi anni sei passata prima al teatro poi alla fiction?
    Fin da ragazzina avevo chiara che differenza ci fosse tra foto di qualità e il resto. Ho cominciato a fare la modella perché sono stata notata all’uscita dell’università quando ancora frequentavo il primo anno di filosofia. Poi è arrivato i primo servizio su Harper’s Bazaar italia e la mia carriera è partita. Dopo qualche anno ho voluto dedicarmi al teatro sperimentale.

    Poi è stata la volta del cinema mentre ora ha scelto il piccolo schermo per lanciare un messaggio forte, quale?
    Sono stata protagonista di uno spot contro la violenza sulle donne. Una mia produzione per il sociale a cui ne seguirà uno sull’immigrazione e uno sulle carceri dove però io mi dedicherò solo come produttrice.

    Sembra che non manchi proprio nulla alla tua carriera, ma ti sarà rimasto un sogno nel cassetto?
    Vorrei fare una bella commedia con Verdone, essere la Monica Vitti della situazione. Nel frattempo sogno di essere chiamata dai fratelli Coen.

    Ufficio Stampa Online
    TMA Srl
    [email protected]

  • CARCERI : Manna Li.Si.A.P.P. Situazione drammatica per la polizia penitenziaria nel Lazio

    Una situazione ormai senza via di uscita è ciò che contraddistingue le condizioni, l’organizzazione e la vivibilità lavorative del Personale di Polizia Penitenziaria nei reparti dell’intero territorio nazionale e in particolare della regione Lazio .

    Esordisce cosi una nota delle OO.SS. del corpo della polizia penitenziaria tra cui il Li.Si.A.P.P. (Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria) per voce del suo Segretario Generale il Dott. Mirko Manna, di cui aggiunge che a fronte di un sovraffollamento che ha raggiunto punte estreme in ogni luogo di detenzione, alla carenza di mezzi, di fondi e di supporti, alle numerose aggressioni quotidiane e alle preesistenti carenze di organico del corpo,il personale vive in uno stato di sfiducia nella sicurezza personale e nella sua operatività.

    A questo sottolinea Manna la nuova struttura penitenziaria di Rieti ha dei reparti chiusi per mancanza di Agenti di polizia penitenziaria. E una situazione analoga si registra anche a Velletri e negli altri istituti della regione.

    Oltre a ciò, si aggiungono difetti ed insufficienze negli Organi dell’Amministrazione penitenziaria centrale e periferica deputati alla programmazione ed alla equa distribuzione delle risorse rispetto alle esigenze, al controllo delle molteplici situazioni di disagio persino per quanto riguarda il riconoscimento dei diritti minimi lavorativi e sindacali, ed alla assunzione di immediati correttivi.

    Tali condizioni, fanno notare dal Li.Si.A.P.P. , prendono aspetti rilevanti e gravi, benché generali e diffuse, assumendo tinte ancora più oscure nelle regioni quali la Lazio in cui, risulta una gravissima carenza di personale di Polizia penitenziaria ,una gravissima situazione di sovraffollamento dei penitenziari, e in ultimo una gravissima carenza di automezzi del Corpo per lo spostamento dei detenuti e la mancanza di fondi per la manutenzione dei veicoli disponibili. E ancora: straordinari arretrati e non liquidati,e mancata di distribuzione del vestiario.

    In tale prospettiva,infine continua il Segretario Generale Li.Si.A.P.P. stante anche l’assoluto stallo dal punto di vista politico, nelle scelte essenziali e per la sopravvivenza del Corpo di Polizia Penitenziaria e dell’intera Istituzione, la Polizia Penitenziaria dei reparti della regione Campania ha estrema necessità di portare alla luce le problematiche del corpo e rendere edotti i cittadini che la sicurezza passa anche attraverso un Sistema Penitenziario efficiente ed efficace, che, rendendone impossibile l’azione quotidiana, ne opprime e svaluta la professionalità ed il ruolo di salvaguardia della legalità all’interno delle strutture penitenziarie e dei vari servizi d’istituto assunti in questi anni .

  • Terremoti: una forza devastante e senza freni

    Le catastrofi naturali hanno sempre accompagnato l’uomo nel suo cammino, sin dalle origini della storia. Una battaglia costante e quasi sempre persa quella del genere umano contro le forze della natura che periodicamente si scatenano assumendo forme e caratteristiche diverse. I terremoti sono sempre stati tra i maggiori “spauracchi” dell’umanità in virtù del loro potere distruttivo e della forza devastante che sempre li accopagna. Difronte ai terremoti ci si senti impotenti, totalmente incapaci di frenare la forza devastante delle scosse sismiche che trascinano tutto dietro di sè, devastando strade, abbattendo palazzi, radendo al suolo intere città.

    L’ultimo paese in ordine di tempo ad aver subito la forza devastante di un terremoto è il Giappone, un’area altamente sismica, dove, nonostante tutte le precauzioni prese e le norme di sicurezza adottate non si è potuto evitare la catastrofe. E difficilmente il terremoto del Giappone non si sarebbe rivelato una tragedia, visto che quello che ha colpito il paese asiatico è stato uno dei più potenti degli ultimi anni: ben 8.9-9.0 di magnitudo con epicentro nella città di Sendai, a 300 km di distanza dalla capitale Tokio, classificabile come il quinto terremoto più potente e devastante degli ultimi anni.

    Si perchè se il Giappone è ora il ricordo più vivo in realtà di terremoti altrettanto violenti e distruttivi ce ne sono stati molti in questo secolo. Senza neanche andare troppo indietro con la memoria non si può non ricordare il terremoto forse più devastate del ‘900, quello del 1960 di Valdivia, in Cile, passato tristemente alla storia come il grande terremoto cileno e come il più intenso mai registrato al mondo. Come per il Giappone, anche in questa occasione il movimento tellurico provocò uno tsunami di potentissima intensità che si manifestò anche con onde alte circa 25 metri, capaci di raggiungere molte località dell’Oceano Pacifico, come ad esempio le Hawaii e l’arcipelago giapponese, provocando nel totale 3.000 vittime e 2 milioni di sfollati. Devastante fu anche il terremoto di Prince William Sound in Alaska, del 1964 di magnitudo 9.2 accompagnato da uno tsunami che raggiunse addirittura la costa della California.

    E scorrendo gli anni se ne incontrano tanti di terremoti devastanti: quello di Sumatra, in Indonesia, del 2004 di magnitudo 9.1, che seminò morte e distruzione dalle coste africane al sud-est asiatico, quello di Kamcatka, in Russia, del 1952 di magnitudo 9.0, o quello dell’Ecuador del 1906, di magnitudo 8.8. E come non citare il terremoto della Costa di Maule, in Cile, del 2010 di magnitudo 8.8, quello di Sumatra, in Indonesia, del 2005 di magnitudo 8.7, verificatosi ad appena un anno di distanza dal violentissimo tsunami che aveva colpito le stesse zone, o ancora il terremoto delle Isole Rat, in Alaska, datato 1956 e quello di Assam e Tibet del 15 agosto 1950, che registrò la distruzione sia in Tibet che nel nord dell’India provocando più di 1.500 vittime.

    Chiaramente la forza devastante di un terremoto non si misura solo dalla sua intensità o dal bilancio delle vittime e dei danni causati, ma anche da altri importanti fattori come ad esempio la densità dell’area colpita e le tecniche di costruzione utilizzate. Secondo questi “metri di giudizio”, il terremoto che ha causato il maggior numero di vittime è stato quello di Haiti del 2010, che ha causato la morte di più di 300 mila persone ed oltre un milione di sfollati.

    E in Italia?

    Le cose non vanno di certo meglio, visto che anche il nostro paese, zona altamente sismica, è stato teatro di numerosi terremoti particolarmente intensi. L’ultimo in ordine di tempo è stato il terremoto che ha colpito L’Aquila e la sua provincia lo scorso 2009 di magnitudo 6.3, sebbene quello di gravità maggiore è stato il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 che causò più di 120 mila morti.

    Dati e numeri impressionanti che confermano come l’umanità sia costretta a subire i terremoti e come, nonostante tutte le precauzioni prese, ci si trovi di fronte ad una forza devastante e incontenibile.

    Ufficio stampa

    Maia Design

    per Chimicionline

  • Il sito Tagli capelli 2011 approda sul web

    I capelli ci raccontano e lo fanno in modo molto sofisticato, risulta impossibile non esprimere un qualcosa attraverso i nostri capelli. Le pettinature i tagli le acconciature, chiamatele come volete ma non sono altro un modo di esprimere la propria personalità e di farsi pubblicità tra la gente. Abbiamo moltissimi modi di comunicare qualcosa a qualcuno e analogamente alla parola, il linguaggio dei capelli ha delle regole ben precise, proprio come quelle grammaticali, infatti come il poeta utilizza le parole per trasformare le parole in poesia cosi i parrucchieri, gli stilisti di fama mondiale, trasformano i capelli in opere deputate alla valorizzazione di noi stessi.
    Prendersi cura dei nostri capelli è come prendersi cura di un mal di gola, e quindi se vogliamo comunicare al meglio il nostro essere dobbiamo curarci al meglio. Se siete interessati a conoscere un sito web che riesca a riunire in modo semplice tutte le mode le tecniche del momento, necessarie ad avere un taglio sempre trendy e in grado di valorizzarci, siete nel posto giusto.
    Anche in questo 2011 le tendenze ci offrono moltissime varietà di stili e proposte differenti, provenienti direttamente dal mondo della moda, tagli di capelli unici, adattabili ad ogni tipo di stagione.
    Sia l’uomo che la donna hanno sempre avuto un incessante esigenza di seguire questo mondo molto particolare e vasto, alla ricerca del taglio che riesca finalmente a rappresentali al meglio in questo 2011 rimanendo sempre trendy, anche se non tutte le tendenze ben si adattano al nostro aspetto estetico, per tale motivo bisogna secernere e discriminare con attenzione, lasciandosi guidare dai consigli giusti.
    A volte basta davvero poco per ottenere un risultato che riesca ad esaltare la nostra fisionomia ma il problema è un altro, la costante ricerca del taglio perfetto, che sappia valorizzarci, minimizzando i nostri difetti, lasciando emergere il nostro vero modo di essere e di apparire dinanzi agli altri. La maggior parte delle persone preferiscono dare uno sguardo sul web, prima di affidarsi nelle mani di esperti parrucchieri, in rete si trovano moltissimi siti che hanno a che fare con questo mondo ma che non sempre riescono a rendere chiare le idee proposte. E proprio per questo che gli ideatori del sito www.taglicapelli2011.it hanno cercato di fare un lavoro dedito ad ottenere un portale sul quale ogni utente possa riuscire con facilità a trovare tutti i tagli del momento, in modo tale da essere sempre aggiornati su tutto ciò che ha a che fare con la moda e i tagli dei capelli del 2011.
    Il sito Tagli capelli 2011 ha un’ interfaccia molto semplice e intuitiva dove potrete trovare centinaia di foto delle acconciatura fatte da i migliori stilisti del momento, sia per lei che per lui. Avrete anche l’opportunità di dire la vostra lasciando dei commenti personali con i quali potrete aprire un dibattito su qualche acconciatura con gli altri utenti iscritti.
    Non aspettate ancora, visitate Tagli Capelli 2011.

  • Sciare… poi un passaggio nel bagno turco

    Amanti dello sci, come ci si sente dopo una giornata sugli sci da discesa o da fondo? La risposta è nella maggior parte dei casi bene ma la giornata è stata stancante. Allora sappiate che in Trentino ora è possibile rilassarsi, dopo una giornata sugli sci, in un centro benessere. Il più grande è sicuramente quello di Andalo, l’AquaIN. Questo centro benessere è grande 1200 metri quadrati, tutti dedicati alla rimessa in forza post-sci. All’AcquaIn si possono trovare la classica sauna finlandese e il bagno turco, ma anche trattamenti specifici per rivitalizzare le gambe come il percorso Keipp. Questo percorso altro non è che il percorso per la circolazione : una vasca in cui l’acqua fredda si alterna a quella calda. Si trova pure uno scivolo d’acqua di 50 metri e di una piscina olimpionica riscaldata. Questo centro benessere è stato ideato per tutta la famiglia sia come struttura sia a livello di prezzi, l’ingresso all’aera saune costa 16 euro per tutta la giornata.

    Se tutto questo, cari miei sciatori, vi attira, allora prenotate la vostra camera in un residence ad Andalo ed andate a conciliare l’amore per le piste da sci con la possibilità di godervi il relax di un centro benessere. Oppure l’alternativa è prenotare la propria vacanza in un hotel che abbia, all’interno della struttura stessa, una zona adibita a centro benessere. Le strutture alberghiere che presentano un’area wellness solitamente sono dotate di bagno turco con cromoterapia, frigidarium e piscina riscaldata con idromassaggio all’interno e all’esterno.

    Ulteriori informazioni : residence ad Arco