Categoria: Attualità e Società

  • Contro gli effetti negativi del tempo arriva la chirurgia plastica

    Basta sfogliare i noti rotocalchi che settimanalmente vengono pubblicati per scoprire quante persone fanno abitualmente uso di questi interventi per migliorare il loro aspetto fisico e apparire sempre giovani e in perfetta forma anche ad età avanzata. Di certo l’intervento più diffuso senza ombra di dubbio è la mastoplastica additiva, o riduttiva ma in rari casi, ma molti altri sono gli interventi estetici che possono garantire ottimi risultati nella lotta contro il tempo con un risultato meno invasivo e meno individuabile da occhi inesperti. E moltissime sono le cliniche, ma anche una casa di cura privata vicino a casa, ch offrono questi servizi, alcuni dei quali anche in day hospital per garantire un decorso post intervento all’interno delle mura domestiche e in maniera più veloce ed efficace per qualsiasi paziente. Uno di questi, che è anche uno dei trattamenti che facilmente si possono trovare in una qualsiasi casa di cura privata ma anche facente parte del sistema sanitario nazionale, è sicuramente la blefaroplastica.

    Lo scopo principale della blefaroplastica è senza dubbio quello di ringiovanire l’aspetto del viso e quindi complessivamente di tutta la figura attraverso l’intervento e la riduzione della pelle in eccesso che si va a formare con gli anni in particolare nelle zone circostanti agli occhi. In particolare con la blefaroplastica si vanno a ridurre le borse che si formano sotto agli occhi, le palpebre appesantite e va a ridurre l’abbassamento del sopracciglio che può avvenire sia per cause naturali sia per trattamenti estetici danno come la depilazione dello stesso attraverso ceretta o con altri trattamenti che possono compromettere l’elasticità e la tonicità della pelle. Ovviamente è questo un intervento che va ponderato in ogni dettaglio e che va concordato anche attraverso la consultazione di uno specialista oculista, sia esso interno alla clinica oculistica in questione o sia lo specialista di centri oculistica specializzati. Anch’egli potrà comunque confermare come dopo un intervento del genere, nei casi in cui sia necessario, vi è un notevole miglioramento del campo visivo.

    Svariate sono le cause per cui si può pensare di intervenire sul proprio viso con un intervento del genere ma sicuramente possono essere classificate in due diversi ordini di priorità: da un lato il fattore estetico che è importante in una donna quanto in un uomo, gli occhi sono punti strategici, sono il nostro filtro dell’eterno e il nostro filtro personale la loro cura e perfezione è un fattore giustificabilissimo a livello estetico quanto psicologico, il secondo ordine di motivazione può essere sicuramente quello che fa riferimento alla vista che viene ad essere interdetta dalla caduta dell’epidermide e quindi si va restringendo il campo visivo. Quest’ultimo fattore o conseguenza di agenti esterni e è chiamato ptosi palpebrale ed è un grave problema che oltre ad interrompere l’armonia e la freschezza del volto va ad interferire in maniera pesante nella vista e nella definizione del campo visivo.

    La blefaroplastica è un tipo di interventi di chirurgia estetica che ormai ha raggiunto livelli molto alti di tecnologia applicata che consentono di raggiungere risultati perfetti a qualsiasi livello senza lasciare segni visibili come cicatrici e altro e anche senza interferire con i lineamenti e la naturale conformazione del viso visto che si vanno a seguire e linee naturali del volto riportando nella posizione originaria e fissando i punti di intervento all’interno dell’arcata ciliare o all’interno de solco palpebrale. Un intervento tecnicamente definitivo a livello tecnico che però, con l’avanzare dell’età necessità di ritocchi inevitabili per continuare in effetti a nascondere i segni del tempo.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Social marketing

  • Ad ogni autista la sua macchina

    Il mercato delle auto è ormai talmente vasto e variegato da accogliere e soddisfare le richieste di guidatori completamente diversi.

    C’è chi preferisce un’auto piccola e comoda, specialmente per la vita nei grandi centri, in cui il traffico e la ricerca del parcheggio sono problemi all’ordine del giorno, chi preferisce macchine dalle prestazioni superiori, in grado di soddisfare il piacere della guida.

    Negli anni anche la FIAT ha sposato questa ricerca di completezza all’interno della propria produzione; con macchine come la fiat coupe è stata assecondata la richiesta degli amanti delle belle linee, della guida sportiva, del connubio tra motori potenti ed eleganza.

    Con prodotti diversi, come nel caso della fiat doblo, si è cercato invece un design particolare, destinato soprattutto a coloro che devono trasportare persone o merci in comodità.

    La ricerca dello spazio e della sua flessibilità, in grado di venire incontro ad esigenze diverse a seconda della situazione, è stato il vero punto di forza di questa vettura a marchio fiat.

    Anche il mercato dell’usato permette di trovare affari interessanti; un rapido giro presso i commercianti d’auto più vicini permette a chiunque di avere sotto gli occhi un quadro completo di possibilità, spesso anche talmente ampia da rendere quasi più complicata la decisione.

    Non sarà quindi difficile trovare vicino a casa vostra un esemplare di fiat doblo usato, di una fiat coupe o di qualche altra macchina, in grado di soddisfare le vostre necessità.

    Cosa aspettate allora? La macchina che fa per voi vi aspetta!

  • Il disastro nucleare di Fukushima: una nuova Chernobyl?

    A circa un mese di distanza dal terribile terremoto che ha sconvolto il Giappone, il paese non pare aver ancora ritrovato la stabilità non solo a causa delle continue scosse che continuano a terrorizzare abitanti ed istituzioni, ma anche delle preoccupazioni, sempre meno celate, per la centrale nucleare di Fukushima. Dopo aver affrontato l’emergenza del post-terremoto e tentato di riportare una certa normalità nel paese, il Governo si è trovato alle prese con il pericolo nucleare che per giorni, dopo la tragedia, si è tentato di scongiurare ma che alla fine si è mostrato in tutta la sua drammaticità.

    Ad oggi, infatti, l’incidente di Fukushima viene classificato come “il più grave di tutti i tempi” e paragonato solo al disastro del 1986 di Chernobyl, almeno stando ai rilevamenti effettuati dall’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare che ha innalzato al livello massimo di 7 l’incidente giapponese. Un limite preoccupante che sino ad oggi era stato raggiunto solo dall’incidente in Ucraina che, purtroppo, rischia di essere replicato.

    Allarme, quindi, fomentato anche da dichiarazioni rilasciate da alcuni funzionari della Tepco, la società giapponese che gestisce l’impianto di Fukushima, e che hanno fatto intendere come sussista addirittura la possibilità che i livelli di radioattività raggiunti dalla centrale possano essere superiori a quanto previsto.

    “La perdita radioattiva non si è ancora arrestata completamente, e la nostra preoccupazione è possa anche superare Chernobyl”. Dichiarazioni che hanno alimentato la preoccupazione e scatenato un dibattito tra chi sostiene che le autorità giapponesi stiano minimizzando nel tentativo di contenere il panico e chi, invece, ritiene che la situazione non sia poi così allarmante.

    Sergio Ulgiati, professore di Chimica presso l’Università Parthenope di Napoli e membro del Comitato Scientifico di WWF Italia, ha commentato così la situazione giapponese:

    “Il passaggio al livello 7 di pericolosità della centrale nucleare di Fukushima equivale a una dichiarazione di resa, che dice come la situazione sia fuori controllo e non ci sia modo di arrestare né la fusione né la contaminazione anche per chi è lontano dall’area. L’ipotesi peggiore da scongiurare è un’esplosione di idrogeno con l’immissione di forti quantitativi nell’atmosfera”. Il professor Ugliati ha poi aggiunto:

    “ Il rischio coinvolge le aree geografiche limitrofe, come ad esempio la Cina e la Corea, ma in generale se si considera il commercio globalizzato del cibo non ha confini. Da qui deriva il principale pericolo. Sappiamo inoltre che la nube radioattiva è già arrivata in Europa, anche se di bassa radioattività”.

    Un allarme condiviso da Greenpeace che già da tre settimane denuncia la gravità della centrale nucleare dove, nelle prime ore del mattino di oggi, è anche scoppiato un incendio nel reattore numero 4 che però è stato subito domato.

    Tuttavia non tutti sono concordi con il pericolo lanciato in queste ore.

    Primo tra tutti il Premier Naoto Kan che ha sottolineato come le “radiazioni stiano diminuendo”, voce alla quale si è poi aggiunta quella del responsabile dell’Agenzia internazionale per la sicurezza nucleare, Denis Flory, che ha dichiarato:

    “Fukushima e Cernobyl sono molto diversi. Fukushima è un incidente completamente diverso. Il livello di emissioni a Chernobul è sensibilmente diverso”. Dall’Aie, inoltre, hanno voluto rimarcare come la catastrofe di Chernobyl sia stata causata da un errore umano e da un difetto di progettazione, mentre la crisi di Fukushima è il risultato di un sisma/tsunami di forza poco comune. Sempre Flory ha inoltre rimarcato come “le meccaniche dell’incidente siano molto diverse”, e come cioè quello che è avvenuto a Chernobyl, ovvero la diffusione di grandi quantitativi di radioattività nell’atmosfera, non si sia invece verificato a Fukushima, dove i reattori erano spenti e dove non vi è stata alcuna esplosione all’interno della struttura di protezione.

    Flory ha poi concluso, sottolineando come “la situazione a Fukushima resta ancora molto seria ma come ci siano già i primi segnali di un miglioramento di alcune funzioni, soprattutto per quanto concerne l’alimentazione dei sistemi di raffreddamento dei reattori.

    Ufficio Stampa

    Maia Design

    per Chimicionline

  • L’auto usata si trova online

    Il mercato dell’auto va alla conquista del web.

  • Maturità 2011: ecco i temi, le prove, le commissioni

    L’Esame di Stato 2011, paura di tutti gli studenti che frequentano il 5° anno delle superiori, inizierà, quest’anno, il 22 giugno 2011 per poi protrarsi lungo tutta la settimana. Manca poco meno di due mesi all’Esame di Stato 2011 ma questa Maturità si preannuncia molto interessante sia per la recente linea di svolta apportata dal Ministero dell’Istruzione Mariastella Gelmini, sia per le materie scelte per verificare la preparazione degli alunni. La tipologia delle prove sono già state definite e si possono consultare a Maturità 2011 ma proprio per questo motivo sarebbe utile iniziare una preparazione verso le materie classiche o per lo meno quelle in cui si reputa una conoscenza generale, ecco dunque tesine maturità liceo classico in cui si possono trovare utili suggerimenti e una buona preparazione per tutti coloro che stanno frequentando il liceo classico. Gli appunti storici, di letteratura, di latino però non possono mancare e proprio per questo motivo vi indichiamo un’altra utile risorsa in Tesine Liceo: tesine maturità liceo scientifico, utili per l’appunto a coloro che frequentano questo tipo di preparazione scolastica. Ricordiamo alcune delle seconde prove più interessanti: per il Liceo Scientifico ci sarà Matematica Maturità 2011 per l’appunto mentre per il Liceo Classico ci sarà Latino Maturità 2011 mentre per il Liceo scientifico ci saranno per l’appunto Lingue Straniere Maturità 2011. E’ dunque utile iniziare da subito una buona preparazione per non farsi trovare allo scoperto durante questo caldo mese di giugno.

  • La zona industriale di Tarquinia diventa realtà.

    «Un altro importante traguardo raggiunto dall’Amministrazione. Saranno garantiti crescita economica e posti di lavoro». Lo afferma il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, in seguito alla firma della convezione con la società interessata per il primo lotto della zona industriale che sorgerà nelle località Pian d’Organo e Pian dei Cipressi. «La conclusione dell’iter procedurale e la sottoscrizione dell’intesa sono atti storici. – prosegue – Il progetto di una zona industriale risale alla metà degli anni Settanta ma è rimasto nel cassetto. Ho sempre sostenuto che il porto di Civitavecchia debba rappresentare una risorsa fondamentale per la città. Per esserlo era ed è indispensabile realizzare un retro-porto per favorire un adeguato sviluppo delle attività dello scalo marittimo. Quest’Amministrazione, lavorando con serietà e impegno, ha posto le fondamenta perché tutto ciò diventi realtà». Il primo lotto avrà una superficie di circa 18 ettari, sarà dotato di spazi per l’insediamento di manifatture a elevato capitale umano, di servizi alla produzione e di quelli avanzati alle imprese nell’ambito dell’innovazione tecnologica. Esso sarà caratterizzato da una forte sostenibilità ambientale, con l’applicazione di tutte le più moderne tecnologie tese al risparmio energetico e idrico. «La città necessita di una crescita equilibrata e armonica dei principali settori economici: agricolo, turistico, culturale e industriale. – conclude il sindaco Mazzola – In merito a quest’ultimo, sempre più spesso le imprese che vogliono insediarsi nel territorio lamentano la mancanza di aree adeguate dove costruire i propri stabilimenti. Il Comune ha voluto eliminare questa criticità per mettere le ali all’economia locale».

  • Internet e i mutui agevolati per disabili

    Un mutuo può essere ritenuto vantaggioso in presenza di alcune caratteristiche fondamentali, prima fra tutte un tasso di interesse molto basso; seguono uno spread applicato basso, spese di apertura e gestione pratiche ridotte o azzerate, piano di rimborso lungo con rate basse e costanti, possibilità di avere una parte del capitale a fondo perduto. L’Inpdap, l’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti della Amministrazione Pubblica, eroga mutui con queste caratteristiche, quindi agevolati, a tutti i lavoratori e pensionati, che abbiano determinati requisiti.

    Nel sito web dedicato potrete trovare tutte le informazioni nel dettaglio, in merito a prestiti e mutui di diversa tipologia, calcolare la rata e chiedere preventivi mutuo on line.

    Ai dipendenti o pensionati disabili o portatori di handicap, l’istituto concede mutui o prestiti che, se finalizzati all’acquisto di attrezzature o strumentazioni necessarie al miglioramento delle condizioni di vita, andranno rimborsati senza pagare gli interessi, con rate molto piccole, in un periodo che va da 10 a 30 anni. A questa iniziativa non hanno però aderito tutte le regioni: cercate informazioni in internet o rivolgetevi alle sedi Inpdap.

    Per poter fare domanda di un mutuo occorre avere un’anzianità di lavoro di almeno tre anni ed essere iscritti al fondo di gestione unitaria del credito, anche qui da tre anni. I mutui Inpdap vengono erogati ad un tasso che oscilla tra il 3,50% ed il 4,15%, a seconda che si scelga tra fisso, variabile o misto, al quale va aggiunto uno 0,50% per le spese amministrative. Grazie alla convenzione dell’Inpdap con alcune banche anche lo spread è conveniente, e si aggira intorno allo 0,80%. Il rimborso avviene in genere attraverso cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

    Le domande per i prestiti e i mutui Inpdap vanno rivolte direttamente agli sportelli, attraverso la modulistica adeguata che sarà fornita dagli impiegati; i mutui vengono erogati in ordine cronologico di presentazione della domanda e non secondo altre necessità, e vengono concessi in base ai fondi dell’istituto stesso, per cui presentare prima la documentazione costituisce un vantaggio.

    Ulteriori informazioni : mutuo agevolato online

  • Se 3.380.000 punti patente vi sembrano pochi

    Per arginare il fenomeno dei punti patente persi, un importante aiuto potrebbe arrivare dalla tecnologia. Sull’Apple Store Italia è finalmente disponibile la versione per iPhone e iPad del localizzatore GPS di autovelox Coyote. Il download rimarrà gratuito sino al 31 luglio 2011.

    Diamo un po’ di numeri: nel corso del 2010 le contravvenzioni erogate dalla Polizia Stradale per eccesso di velocità sono state 840.000, cosa che ha comportato una decurtazione di circa 3.380.000 punti patente. (Fonte: Polizia Stradale) Numeri che vanno di pari passo con quanto pubblicato dall’ISTAT relativamente all’anno 2009: l’eccesso di velocità (11,5%), il mancato rispetto delle regole di precedenza/semaforo rosso/stop (17,5%), e la guida distratta (15,7%) hanno costituito da sole il 44,7% delle cause degli incidenti. Sono dati che evidenziano comportamenti del tutto ingiustificabili, e che fungono da monito per gli atteggiamenti che pongono a rischio la propria e l’altrui incolumità. La tecnologia ovviamente non può sostituirsi al senso di responsabilità individuale alla guida, all’uso intelligente e sicuro del veicolo, al rispetto del codice della strada da parte del singolo, ma di certo può contribuire in maniera importante a una condotta di guida più consapevole e disciplinata. Fin dalla sua introduzione nel mercato italiano, il localizzatore GPS di autovelox Coyote ha rappresentato un aiuto concreto per chi adotta normalmente un atteggiamento responsabile alla guida e intende rafforzarlo con il supporto delle nuove tecnologie.

    Con iCoyote, l’applicazione per iPhone e iPad da poche ore disponibile sull’Apple Store Italia, le iniziative a favore della guida in sicurezza si arricchiscono di un attore in più. iCoyote è pensata sia per chi già utilizza regolarmente Coyote ma a volte preferisce la comodità di un cellulare, sia per coloro che hanno sentito solamente parlare del localizzatore di autovelox, ed ora hanno la possibilità di testarlo sul campo.

    Con iCoyote potremmo di fatto trasferire sul nostro iPhone o Ipad (nella versione 3G) tutte le funzionalità di Coyote, e approfittare delle sue fondamentali segnalazioni. Avremo quindi la possibilità di ricevere in tempo reale informazioni relative alla presenza di autovelox fissi, mobili e telecamere al semaforo; nella versione attualmente disponibile nell’Apple Store, e gratuita sino al 31 luglio 2011, non saranno invece abilitate le funzioni Tutor e ZTL.

    iCoyote sfrutta il GPS interno ai devices Apple per determinare l’esatta posizione del veicolo, e tramite la rete GSM/GPRS scarica costantemente i dati sugli autovelox fissi e mobili presenti nel data base centrale, e informa gli altri possessori dell’applicazione o dell’apparecchio Coyote sulla esatta presenza di autovelox mobili.

    Per fare questo iCoyote offre la possibilità di segnalare, con un semplice tocco, la presenza di un controllo velox sia nel nostro senso di marcia che nel lato opposto della carreggiata. Il segnale andrà ad aggiornare il data base centrale e dopo pochi secondi sarà diffuso a chi si troverà a transitare nella zona nelle successive 3 ore. iCoyote non perde alcuna delle caratteristiche già presenti nel dispositivo Coyote, ed è quindi un sistema partecipativo basato sulla collaborazione di ciascun utente a vantaggio di tutti. Grazie a iCoyote potremo infatti contribuire con le nostre segnalazioni alla vitalità della community Coyote, che oggi conta di circa 20000 persone in Italia e quasi 920000 in tutta Europa. Rispetto al localizzatore Coyote, distribuito in esclusiva in Italia da Magneti Marelli After Market Parts and Services, iCoyote presenta molteplici innovazioni. È stata aggiunta infatti la possibilità di informare chi possiede iCoyote della presenza di incidenti e di code, ed è stata inoltre introdotta la funzione vocale grazie alla quale, al posto del semplice segnale sonoro, una voce registrata ci avvertirà dell’imminente presenza di un controllo.

    Da ultimo, rispetto al passato, l’applicazione riconosce e ci indica quale autostrada, strada statale o provinciale stiamo percorrendo, utile non solamente per avere sempre chiara la nostra posizione, ma soprattutto capace di rendere le segnalazioni ancor più specifiche e puntuali. iCoyote mantiene la funzione scout, grazie alla quale avremo sempre sott’occhio il numero preciso di esploratori che ci precedono, ovvero le persone che utilizzano la stessa applicazione o possiedono il localizzatore Coyote, e che sono passati per la stessa strada nei 30 minuti precedenti. Un modo anche questo di renderci conto della potenza della community e di guidare ancor più in tranquillità, certi che, in caso di necessità, qualcuno davanti a noi ci avviserà.

    Costi

    Il download dell’applicazione rimarrà gratuito fino alla fine del luglio 2011. Inizialmente non sarà previsto alcun costo di abbonamento al servizio. Per rimanere costantemente aggiornato e permettere di segnalare eventuali velox o incidenti, iCoyote sfrutterà il traffico dati previsto dal contratto telefonico sottoscritto dall’utente. iCoyote consuma mediamente 200kB all’ora, ed è quindi consigliabile verificare i costi del servizio con i gestori di telefonia mobile.

    Con debito anticipo verrà comunicato secondo quali modalità l’applicazione sarà a pagamento, e la tipologia di abbonamenti che regoleranno il traffico dati.

    Possessori di Coyote

    Una volta che l’applicazione diventerà a pagamento, i possessori di Coyote avranno la possibilità di trasferire l’abbonamento su iCoyote seguendo le istruzioni dal pannello di controllo dell’applicazione stessa. Dopo aver effettuato il passaggio, Coyote rimarrà inattivo. Per tornare ad utilizzare il dispositivo Coyote sarà sufficiente dissociare l’identificativo cliente dall’applicazione iCoyote.

    iCoyote in Europa

    iCoyote è stata una delle applicazioni più cercate e scaricate in Europa nel corso del 2010. Con circa 290.000 download effettuati si è posizionata al primo posto tra le applicazioni più scaricate dell’Apple Store Francia e Belgio.

  • Procedure per l’indennizzo del danno biologico

    Il risarcimento danno biologico è costituito da una somma di denaro che deve essere corrisposta al danneggiato dal danneggiante, ossia, in caso di incidente stradale, colui che ha provocato il sinistro. Ciò è previsto dalla legge a tutela dell’articolo fondamentale della Costituzione Italiana che prescrive il diritto per ognuno di noi all’integrità fisica della nostra persone. Quindi colui che ci danneggia nel fisico o nella psiche dovrà corrisponderci una somma atta a colmare questa menomazione. L’iter procedurale per fare richiesta risarcimento danni è diversificato a seconda dei casi. Se si è la parte incolpevole del sinistro, ci si deve rivolgere all’assicurazione (obbligatoria per legge) della controparte che provvederà a sottoporci a delle visite mediche legali per accertare il nostro stato di salute. I medici attribuiranno al nostro danno una certa identità che, su apposite tabelle risarcimento danno biologico corrisponderà ad una determinata somma; tuttavia essa difficilmente ha carattere oggettivo, soprattutto nel caso di danni morali, e sarà decisa per accordo delle parti o in via equitativa da un giudice nel caso ci si rivolga alla legge. Se si è invece la parte che ha causato l’incidente vi possono essere due opzioni nettamente diverse. Qualora si fosse stipulato un assicurazione contro gli infortuni del conducente, la propria assicurazione corrisponderà un indennizzo per il danno, altrimenti dovrete pagare di tasca vostra le spese mediche. I passeggeri invece sono sempre coperti, sia se viaggiano con la parte colpevole, sia con la parte lesa.

  • Ho visto Mineo!

    di Lolita Timofeeva

    In Sicilia vi sono più strade per arrivare allo stesso punto. E per via di scarsa segnaletica ci si perde spesso, ma sempre ben volentieri. Specialmente in aprile, quando la terra esplode di verde, ti inebria di suoi profumi e colori. Quando le piantagioni di arance fiorite e appesantite da frutti ti invitano a fermarsi e ad entrare nella loro ombra per soddisfare brama di rubare… un arancia.

    Così, percorrendo una delle strade che da Catania portano a Caltagirone, ammirando un paesaggio nuovo, all’improvviso mi sono trovata in una dimensione quasi svizzera: il prati verdi ben delineati, alberi curati, pulizia straordinaria: nulla fuori posto. Un gruppetto di case sulla mia sinistra. Tutte uguali. Filo spinato. Strano. Silenzio. Nessun’anima viva… No, ci sono tre militari e un cane. Ma certo! È Mineo! Ed è proprio così come lo vedi in TV. O quasi. Mancano gli emigrati, i clandestini che dovrebbero fuggire, attraversare i campi e camminare sfiniti sotto il sole.

    I clandestini mancano. Se lo chiedi ai siciliani, i clandestini non esistono. I problemi non ci sono. Paura? Preoccupazione? Il popolo che vive sopra un vulcano non ha paura di niente. L’Etna è la mamma. I problemi non esistano, esistono solo le soluzioni.

    In dieci giorni di mia permanenza in Sicilia solo un operatore turistico si è lamentato (moderatamente) di qualche disdetta da parte dei turisti russi a causa dell’impossibilità di visitare Lampedusa.

    È sorprendente come lo stesso fenomeno può essere inteso in modo diverso da chi lo vede attraverso la televisione e da chi lo vive direttamente.

    Ah, Sicilia! Qui il giorno sembra essere più giorno, la notte è più notte, i sapori sono più pieni, gli odori più fragranti. Che suono mite: la “Residence degli Aranci”.

    10 aprile 2011, Lentini