Categoria: Attualità e Società

  • Depressione ulteriore in vista per il comparto edilie

    Depressione ulteriore in vista per il comparto edilie. La situazione in cui già da tempo riversa il mercato immobiliare è di estrema serietà. La richiesta di aiuti da parte delle imprese e delle associazioni di settore rivolte al governo sono rimaste (da un punto di vista pragmatico) del tutto inascoltate. Si tratta di uno stato di crisi che ha lasciato svanire nel nulla una importante fetta di quel prezioso insieme di piccole e medie imprese che non hanno retto al passivo e hanno chiuso, o che viste le prospettive e con qualche risorsa ancora da parte hanno stanno tentando la fortuna all’estero. Ora la situazione è ancora più complicata, lo stato algido che interessa attualmente il mercato è uno stato di sospesa paura che potrebbe riservare interessanti svolte di sacrificio ma positive oppure un colpo devastante in grado di mettere definitivamente a terra il comparto. Il possibile crollo del mercato immobiliare pare essere ventilato dall’introduzione della patrimoniale che, se non adeguatamente gestita, segnerebbe il tracollo di uno dei più importanti motori economici del paese. Qualche gravoso sintomo dato da questo timore pare essere già ben visibile. Per ulteriori informazioni: costruzioni sala bolognese

  • Acquisto o affitto? Ecco i vantaggi e gli svantaggi

    Se vi siete trovati alle prese con la scelta di un appartamento o di una quadrifamiliare in cui abitare o di un negozio o un ufficio in cui svolgere la vostra attività, saprete anche che la prima decisione è: compro o prendo in affitto? Sia l’acquisto che l’affitto presentano infatti vantaggi e svantaggi, e a seconda del tipo di uso che si vuole fare dell’immobile e di molte altre variabili, una scelta può essere preferibile all’altra.

    Innanzitutto, bisogna dire che in molti casi l’affitto è una scelta obbligata per quanti non possono chiedere un mutuo, ma questo non significa che il mutuo, qualora sia possibile richiederlo, sia sempre e comunque preferibile all’affitto. Uno dei casi in cui l’affitto è senza dubbio più vantaggioso dell’acquisto, per esempio, è quando si sta cercando un appartamento per un periodo determinato. Se non pensiamo di rimanere nello stesso appartamento per, diciamo, più di 10 anni, infatti, l’affitto può essere vantaggioso rispetto all’acquisto di una casa che in pochi anni dovremmo rivendere e rimettere a nuovo – con un’ulteriore spesa da parte nostra – magari prima ancora di aver estinto il mutuo.

    Ed eccoci dunque al secondo vantaggio dei contratti d’affitto: in genere, a meno che non ci siano indicazioni diverse all’interno del contratto, chi prende in affitto un appartamento, una casa bifamiliare o qualsiasi altro tipo di immobile non deve farsi carico degli interventi di ristrutturazione e di manutenzione straordinaria. Un particolare da non sottovalutare, se si considera quanto onerosi possono essere interventi di questo tipo.

    Questo per quanto riguarda l’affitto di case e appartamenti ad uso abitativo. Per quanto riguarda la locazione di negozi e uffici, i vantaggi aumentano: dando per scontato che, quando si avvia un’attività, bisogna mettere in preventivo un considerevole dispendio di soldi per l’attrezzatura specifica, è facile capire come a chi apre un negozio convenga risparmiare per investire in questo senso, preferendo dunque un contratto d’affitto ad un acquisto. A tutto questo si aggiunga che la legge “aiuta” notevolmente l’inquilino di un negozio in affitto: se il proprietario del negozio, dopo 12 anni di contratto, non rinnova l’affitto, infatti, deve corrispondere all’inquilino l’equivalente di 18 mensilità di canone, e se decide di venderlo, deve dare la prelazione a chi lo occupa.

    Il mutuo è invece preferibile nel caso in cui si abbia intenzione di stabilirsi in pianta stabile all’interno di una casa o di un appartamento. In questo caso, infatti, il non dover corrispondere un canone mensile rappresenta un guadagno sul lungo termine. Inoltre, col tempo l’immobile potrebbe acquistare valore e costituirebbe dunque un migliore investimento rispetto ad una casa singola in affitto. Nel caso dell’acquisto di un negozio, però, bisogna tenere presente che se questo si trova in una zona non molto strategica o non prestigiosa probabilmente non sarà così facile rivenderlo, e non acquisterà molto valore col tempo. Diverso è invece il discorso per gli uffici, che potrebbero essere venduti più facilmente dei negozi anche se non sono ubicati in zone particolarmente favorevoli.

    In conclusione, la scelta tra vendita o acquisto di un immobile dipende molto dalla lunghezza o brevità del periodo in cui intendiamo soggiornarvi e dal tipo di attività che intendiamo svolgerci, oltre che dalla nostra disponibilità economica e dall’effettiva possibilità di chiedere o no un mutuo.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – seo web

  • Animalisti e vegetariani in Italia: statistiche

    Il rapporto dell’Istituto Eurispes del 2011 risulta particolarmente interessante per difensori, amanti degli animali e veg(etari)ani.
    E naturalmente anche per chiunque sia curioso di conoscere l’estensione di un fenomeno come il vegetarianesimo o l’opinione degli italiani in merito a questioni quale la sperimentazione medica sugli animali. Ecco i dati:

    Pesca: “la pesca è percepita da molti come uno sport o un passatempo rilassante, e non sembra essere considerata dai più una pratica da evitare o quanto meno da limitare (48,1%)”.

    Caccia: “la caccia non riscuote lo stesso consenso: la percentuale di quanti la considerano un’abitudine accettabile scende al 17,8% (abbastanza: 11,7%; molto: 6,1%). Non approvano per niente la caccia più della metà del campione (56,6%) e il 23,9% afferma di approvarla “poco”

    Pellicce: “la percentuale di quanti valutano positivamente il fatto di indossare capi di pelliccia supera appena il 14,1% (abbastanza: 11,7%; molto: 2,4%). La disapprovazione raccoglie l’83% delle risposte (58,8% “per niente” e 24,2% “poco”)”.

    Circo: “solo il 10,1% degli intervistati, inoltre, giudica positivamente l’utilizzo degli animali all’interno degli spettacoli circensi“.

    Sperimentazione medica sugli animali: “la sperimentazione medica sugli animali è intesa come ammissibile dall’8,2% degli italiani, il 7,4% dei quali lo trova un comportamento abbastanza tollerabile”.

    Vegetariani e vegani in Italia: sono il 6,7%. Mangiare esclusivamente vegetali è un’abitudine per il 6,3% della popolazione che ha eliminato dalla propria dieta carne e pesce, lo 0,4% ha optato per una decisione ancora più drastica che prevede l’esclusione anche del latte e delle uova: il veganismo. A preferire uno stile alimentare di tipo vegetariano o vegano sono in prevalenza le donne (rispettivamente 7,2% vs 5,3% degli uomini; 0,5% vs 0,3%), i giovanissimi tra i 18 e i 24 anni (13,5%) e, a sorpresa, tra gli over 65 (9,3%).

    Motivi della scelta vegetariana: “Nel 48% dei casi questa scelta dipende fondamentalmente dal fatto che mangiare esclusivamente frutta e verdura arrechi benefici alla salute. Molto alta appare, poi, la percentuale di coloro che sono mossi in tal senso da ideologie animaliste (44%) che mal sopportano l’uccisione di animali per la macellazione delle carni. A questo risultato si associa la parte degli intervistati che scelgono la via del vegetarismo per ragioni di tipo ambientalista (2%). Pare infatti che questo tipo di dieta comporti un minore spreco di risorse e provochi meno danni al territorio”.

    Le stime dell’Unione Vegetariana Europea riportano dati differenti circa il numero dei vegetariani in Italia. Secondo l’UVE è vegetariano circa il 3,5% della popolazione europea e l’Italia è il paese più veg d’Europa, con circa 6 milioni di vegetariani (il 10% della popolazione).

    Forse le stime dell’UVE sono un po’ larghe, tuttavia ve ne sono altre che riportano cifre maggiori rispetto al rapporto Eurispes. È quindi lecito pensare che il numero di vegetariani sia leggermente superiore a quello riportato dal prestigioso istituto italiano.

    Tutti sono comunque concordi sul considerare il vegetarianesimo un fenomeno di rilevanza sempre maggiore e destinato a un costante allargamento nel futuro.

  • A Novembre e Dicembre 2011 le aziende di stufe, camini e fumisteria possono promuoversi gratuitamente su internet.

    la viva fiamma di un caminetto a legnaDal mese di Novembre e per tutto il mese di Dicembre il portale e motore di ricerca aziendale caminisulweb.it, specializzato nel campo degli impianti di riscaldamento, stufe e camini, e fumisteria in generale offre la registrazione gratuita a vantaggio di tutte le aziende operanti nel settore. E’ possibile infatti all’interno del sito inserire gratuitamente i propri dati aziendali, indirizzi, recapiti, recensione (che verrà corretta, migliorata e modificata all’occorrenza da redattori specializzati), immagini dei prodotti e fino a un massimo di 5 servizi e prodotti specificandone uno o più principali.

    Le aziende vengono ordinate all’interno delle varie categorie in base a un algoritmo di ordinamento proprietario semiautomatico con operatore, che, tra i tanti criteri, pesa opportunamente le posizioni in base ai servizi principali dell’azienda, numero di foto inviate, qualità della recensione aziendale, qualità del sito web e via dicendo. Naturalmente lo stesso è in evoluzione, così come sono in evoluzione le funzionalità specifiche che presto verranno estese a inserimento prodotti, prezzi e quant’altro e che saranno coinvolte nei criteri di cui sopra.

    La promozione è strettamente riservata alle aziende che operano esclusivamente nei seguenti campi: realizzazione o vendita di stufe, camini, camini antichi, stufe a pellet, stufe a legna, stufe in maiolica, biocamini o camini a bioetanolo, termocamini, termostufe, cucine a legna, impianti di riscaldamento, prodotti di fumisteria, canne fumarie. Ampio spazio è dedicato anche alle aziende operanti nei servizi di manutenzione e pulizia canne fumarie, spazzacamini, video ispezione di condotti fumari, risanamento e messa a norma e agli operatori che distribuiscono pellet e combustibili ecologici.
    Per ulteriori informazioni e dettagli rimandiamo al sito.

    www.caminisulweb.it – Studio di Ingegneria Informatica Ing. Michele Mocciola – Ing. Filippo Montomoli
    email: studioingegneriapress [C.h.i.o.c.c.i.o.l.a] interfree.it
    Tel. 0577/044877

  • Problemi di umidità nelle case legati alle inondazioni

    Gli alluvioni che hanno recentemente colpito l’Italia e molti altri paesi del mondo hanno avuto sicuramente degli effetti molto evidenti sia nella composizione del terreno che nella vita delle persone. Quando le piogge passano e l’acqua sparisce però, ci sono conseguenze che seppur ad occhio possono non sembrare importanti o addirittura essere invisibili, possono portare a dei risultati molto pericolosi sia per l’economia che per la salute di una famiglia.

    Parliamo dei problemi di umidità che risultano dell’inondazione di un’abitazione come le infiltrazioni galleria e nei muri, e delle precauzioni che bisogna adottare perché questi non diventino più gravi ancora. Se in condizioni normali è già fondamentale fare attenzione alle muffe e umidità che si creano nella nostra casa, nel caso in cui l’acqua entri in casa in modo contundente bisognerà essere ancora più precisi. Ciò perché l’acqua che arriva nelle abitazioni come conseguenza di inondazioni porta con sé la sporcizia della strada ma anche quella delle fogne e dei depositi di acqua stagnante.

    Questi avvenimenti possono avere due tipi di conseguenze danneggianti: in primo luogo, possono indebolire le fondamenta degli edifici causando problemi di stabilità. In secondo luogo, possono derivare nella formazione, a volte impercettibile, di muffe e altri organismi che possono danneggiare la salute delle persone. Problemi di questo tipo possono risolversi, se identificate a tempo, con iniezioni di consolidamento.

    Nel momento di rientrare nella propria abitazione dopo un’inondazione è bene adottare ad alcuni accorgimenti basici, come quello di effettuare una pulizia a fondo di tutte le aree coinvolte, buttare via il cibo che è stato in contatto con le acque e disinfettare tutte le superfici con detergenti e candegina. Inoltre, è necessario, a modo preventivo, usare dei prodotti antimuffa come polveri e creme da spalmare.
    Occorre prendere speciale cura di armadi e cassettiere dove posteriormente si andranno a conservare alimenti e indumenti che staranno in contatto diretto con la nostra pelle. Anche se a vista questi possono sembrare non danneggiati dall’entrata dell’acqua, gli effetti di una contaminazione per umidità possono essere molto gravi, motivo per il quale è consigliabile trattare queste superfici esattamente uguale che quelle che sono state direttamente colpite dall’acqua. Per evitare che i residui di umidità meno gravi diventino dei veri problemi, ventilate la casa frequentemente, anche in inverno, per cambiare l’aria e asciugare i principi di muffa.

    Se avete dei panelli di rivestimento nei muri interni della vostra casa o cartongesso, dovrete adottare dei comportamenti specifici per eliminare le umidità. Poiché questi materiali assorbono molto rapidamente l’acqua, in alcuni casi può essere necessaria la rimozione e sostituzione dei panelli. Se l’acqua che vi è entrata nell’abitazione non viene dalla strada ma è invece acqua di pioggia pulita, potete limitarvi a togliere qualche centimetri dalle parti superiore e inferiore del panello per fare circolare l’aria. Le impermeabilizzazioni con teli bentonitici sono una misura di protezione efficace per evitare questo tipo di casistiche.

    I rivestimenti del pavimento devono essere rimossi almeno temporaneamente per permettere al suolo di asciugarsi completamente. I pavimenti in moquette e parquet quindi, ma anche quelli rivestiti in linoleum o vinile, dovranno ritirarsi per qualche mese in modo di evitare muffe che mettano a rischio la salute degli abitanti.

    Articolo a cura di Alba L
    Prima Posizione Srl – strumenti di comunicazione

  • SexyCostumi e sessualità: un binomio in ascesa

    L’e-commerce SexyCostumi.it nel mese di novembre è anche in edicola con un articolo apparso su Capital dal titolo “Cara, come ti vesti stasera?” nel quale si affronta il tema della sessualità contemporanea e di come il comprare Lingerie provocante e Costumi Sexy sia sempre più entrato nelle abitudini sia degli uomini che delle donne italiane.

    La sessuologa Roberta Rossi e il manager Giuseppe Covino, uno dei fondatori del sito, mostrano da vari punti di vista questa tendenza e valutano come essa sia in continuo aumento, poiché ad essere particolarmente in crescita negli ultimi tempi è proprio la voglia di sperimentare la sessualità, di giocare con il proprio aspetto e di sentirsi liberi di sedurre chiunque.

    Costumi per giochi di ruolo o anche solo semplici dettagli ad arricchire un’immagine con un pizzico di sex appeal, come gli autoreggenti o i copricapezzoli, sono ideali per stimolare la fantasia e ravvivare il rapporto, che vede sempre più con un ruolo centrale le donne, esigenti e decise per creare situazioni che le rendano protagoniste di seduzione nel coinvolgere il partner con ironia, gusto e femminilità.

    SexyCostumi è infatti il negozio on-line di riferimento per quanto riguarda Lingerie e Costumi Sexy a livello italiano, offrendo prodotti con un ottimo rapporto qualità-prezzo e che si rivolge proprio a questo ampio pubblico femminile che cerca accessori sexy ma non volgari, che si discostano dall’immaginario del sexy shop, accogliendoli nella quotidianità delle proprie case.

  • Sempre più in alto

    Nella natura umana c’è una tendenza spasmodica ad andare verso l’alto, a scalare, arrampicarsi, salire sempre più sù. Pensiamo alle ziqqurat mesopotamiche o alle piramidi egizie, ai templi aztechi o ai castelli medievali, gli esempi nel corso della storia dell’uomo sono infiniti.

    Col passare dei secoli questa tendenza verso l’alto ha superato nuovi limiti con stabili a più piani collegati in modi diversi; con sofisticate scale a chiocciola o classiche scale in acciaio, con comode scale mobili o coi più moderni ascensori.

    Nel XX secolo i grattacieli (termine che deriva dalla traduzione dell’inglese skyscraper, usato nel XVIII secolo per indicare gli altissimi alberi delle navi inglesi) sono diventati un elemento classico delle architetture cittadine; mentre in Italia, quando pensiamo ai grattacieli, ci viene subito in mente Milano (dove è presente il grattacielo più alto del nostro paese, il Palazzo Lombardia, sede degli uffici regionali), la città mondiale che nell’immaginario generale è caratterizzata da queste costruzioni è senza dubbio New York.

    Dal Chrysler Building al General Electric Building, dall’Empire State Building alle Twin Towers, sono tantissimi gli edifici di questo tipo che caratterizzano la zona di Manhattan; tuttavia New York è solo la seconda città al mondo per numero di grattacieli, superata in questa particolare classifica da Hong Kong.

    Anche il primato del grattacielo più alto non è statunitense, nella top ten figura solo un grattacielo americano (il Willis Tower a Chicago).

    Al primo posto assoluto si piazza invece il Burj Khalifa a Dubai; 828 metri d’altezza per 160 piani che ne fanno il simbolo più attuale della tendenza verso l’alto dell’uomo.

  • La pantera indossa la pancera

    La lingerie sexy delle cougar italiane

    Chi l’ha detto che mostrare è più sexy che nascondere? Il “vedo/non vedo” è intrigante. Anche nella scelta dell’intimo il nuovo bon-ton reclama la discrezione e riporta in auge un indumento a lungo demonizzato sia da lui che da lei e ingiustamente classificato come anti-erotico per eccellenza: la pancera. A mettere in evidenza questa nuova tendenza è lo staff del portale CougarItalia.com, dedicato alle donne mature che vogliono incontrare uomini più giovani: ben il 72% delle pantere italiane trova la pancera sexy e provocante.

    Dopo tanto nudo sui giornali e in televisione, dove starlette e modelle vengono fotografate in vesti che poco lasciano all’immaginazione o riprese mentre sgambettano in abiti succinti nelle più famose trasmissioni televisive, il portale CougarItalia.com registra un’inversione di marcia: è meglio celare per stuzzicare la fantasia maschile, anziché ostentare. A detta dello staff, a fare scuola sarebbe stato lo spogliarello di Anna Falchi, avvenuto in una nota rete generalista, in quanto capace di svelare a milioni di telespettatori e telespettatrici il capo proibito e il suo potere ammaliante.

    “Le donne si sono rese conto che la vera seduzione non è scoprire, bensì coprire. In un’epoca in cui ormai si è visto tutto, l’ultima frontiera dell’eros e la vera trasgressione diventano nascondere” commenta lo staff di CougarItalia.com e prosegue “per questo non deve sorprendere che la pancera stia divenendo parte integrante della lingerie sexy nell’immaginario comune; infatti, ciò risponde a questa nuova idea di attrazione”.

    Secondo le iscritte a CougarItalia.com, la pancera è tornata prepotentemente in voga e, nel farlo, si è arricchita di un allure inedito, dove seduzione e attrazione hanno la parte del leone. A piacere è il sapiente abbinamento di colori e tessuti, l’impiego di merletti e di inserti in pizzo, in raso e di applicazioni in strass. Di fronte a questa nuova identità della pancera – spiegano gli esperti della community dedicata alle donne cougar – la tradizionale funzione di contenitore di forme abbondanti o rilassate passa in secondo piano e diviene superata.

    “Qualcuno potrebbe obiettare che la pancera “accorcia” la gamba, rendendo le forme meno aggraziate” suggerisce lo staff di CougarItalia.com “tuttavia quest’indumento intimo è molto più che un semplice capo di abbigliamento. È sinonimo di trasformazione e, in un certo senso, anche di ribellione culturale, analogamente alla minigonna negli anni Sessanta. Le donne si vogliono emancipare e liberare dal cliché che per attrarre un uomo la chiave sia svestirsi”.

    Secondo la ricerca effettuata sulle seduttrici mature dunque, le donne cougar, dall’alto della loro esperienza, della loro sicurezza e della loro classe, non temono il vecchio retaggio culturale della pancera quale indumento capace di raffreddare anche gli spiriti più bollenti e la indossano con disinvoltura, preferendola a perizomi e brasiliane.

  • L’irresistibile fascino dei libri di cucina

    Se si considera il numero di libri di cucina e di piatti tipici che ci sono in giro viene da chiedersi se siamo diventati un popolo di famelici aspiranti cuochi, se più semplicemente le mamme non trasmettano più ai figli i segreti delle ricette casalinghe, o se piuttosto non si tratti solo di una moda che ha contagiato un po’ tutti e che magari, fra un po’ di tempo, si esaurirà come tutte le mode. Fatto sta che i ricettari stanno davvero invadendo gli scaffali delle librerie e le classifiche dei libri più venduti, a testimoniare un successo che ha del clamoroso, se si considera anche l’esiguo numero di libri venduti, in generale; un successo che fa parte di un fenomeno più ampio che, oltre alla carta stampata, coinvolge anche la televisione, sempre più “ripiena” (per usare un termine culinario) di trasmissioni di cucina, e il web, con il moltiplicarsi di blog di ricette e di consigli vari.

    L’ipotesi della moda passeggera in realtà trova il tempo che trova, dato che da tempi immemori cuochi ed esperti di cucina si dedicano alla stesura di libri e ricettari. Molto di quello che sappiamo sulla cucina dell’antica Roma, per esempio, l’abbiamo ereditato dal De re coquinaria, dieci libri di ricette probabilmente scritte intorno al 230 a.C. dal cuoco Celio e attribuite ad Apicio. Con il tempo i ricettari di cucina italiana hanno subito modifiche ed evoluzioni, diventando via via più precisi nella descrizione degli ingredienti e soprattutto nella quantificazione delle dosi, e alcuni volumi o personaggi storici, come il Liber de Coquina scritto da un cortigiano del re Carlo II d’Angiò, il Maestro Martino da Como (XV secolo) o i ricettari di Cristoforo di Messisbugo (XVI secolo) sono diventati dei veri e propri classici del genere. E come non citare, poi, il libro di cucina per antonomasia, “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi, pubblicato nel 1891 e tradotto negli anni seguenti in tutto il mondo? Si tratta forse dell’esempio più calzante quando si parla del successo dei libri di cucina nella storia, e la fama e il seguito avuti da questo volume in tutto il mondo sono la più chiara testimonianza di come l’apprezzamento dei libri di cucina non sia il frutto di una moda passeggera, ma qualcosa di più profondo, quasi atavico.

    Ciononostante un dubbio rimane, di questi tempi. Perché se il libro di Artusi, come molti altri ricettari pubblicati in passato, erano compilati da dei veri esperti (La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene era stato scritto con metodo scientifico), al giorno d’oggi sembra non esserci limite alle tipologie di persone che decidono di deliziare il pubblico con i propri segreti in cucina: i libri di cucina più famosi non sono opera di cuochi, critici gastronomici o specialisti del settore (che pure pubblicano le loro opere di ricette pasta, dolci e quant’altro), ma di conduttrici datesi alla cucina (vedi la Clerici), ex giornaliste che non hanno esitato due secondi ad abbandonare un finto telegiornale (vedi la Parodi), o da attrici premio oscar (vedi la magrissima Paltrow).

    Bisogna comunque dire che i tempi sono sicuramente cambiati, e questi libri di ricette facili e veloci rispondono alle esigenze di quanti – molti – non hanno molto tempo per stare ai fornelli e non si fanno quindi troppe domande da gourmet. Quel che è certo, è che i libri di cucina, sia che si tratti di opere prestigiose che di ricettari all’acqua di rose, in un modo o nell’altro raccolgono sempre il favore del pubblico.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – marketing 2.0

  • La moda riscopre il fascino dell’oro

    compro oro firenze

    Adesso l’oro dopo i mercati azionari contagia anche il fashion system. I primi mesi di autunno hanno visto sfilare abiti e calzature impreziosisiti dal prezioso oro e indossati in anteprima dalle star del cinema e della musica, importanti stilisti hanno riservato un ruolo da protagonista al color oro nelle loro ultime collezioni aprendo una nuova età dell’oro nella moda. Sia l’oro vero usato su abiti esclusivi sia con il color oro su abiti di maggior diffusione, l’effetto oro è stato rilanciato da diverse firme della moda, tra questi in particolare colpisce un importante accordo raggiunto tra uno stilista Italiano ed un’importante colosso del nord Europa, che rilancerà una famosa maglia in metallo dorato che promette di essere accolta con grande entusiasmo dal mercato.