Categoria: Arte e Cultura

  • Pubblicato il libro di Giuseppa Mistretta

    Lettera a Corleone il nuovo libro di Giuseppa Mistretta

    Questo mio libro è un inno alla vita di persone, uomini e donne onesti, lavoratori e lavoratrici timo- rati dal giudizio di Dio e seguaci della Sua parola.
    Genitori che per far vivere bene i figli non guardavano alla fatica, né ai sacrifici, uniti da quella coralità descritta nei poemi omerici dove il problema di una famiglia diventava quello di tutti i vicini di casa e dell’intero quartiere. Lungi dal pensare di arricchirsi alle spalle dei più deboli o con malaffare.
    I pochi malavitosi erano solo una minoranza di tutti gli abitanti di Corleone, la maggior parte delle persone erano invece brava gente, onesta e lavoratrice ed io ne sono orgogliosa.
    Fa rabbia che il mio paese venga ricordato soltanto per quelle persone che hanno infangato il suo nome.
    Spero che chi leggerà questo mio scritto possa dimenticarli e ricordare gli eroi del mio racconto di bambina.
    Questo romanzo è anche un grido disperato all’ingiustizia che gli uomini continuano a infliggere ai giusti, perché le gesta dei malavitosi, non solo sono sulla bocca di tutti, ma verranno sempre ricordate, perché protagonisti di tanti scritti.
    I personaggi del mio romanzo, che sono realmente esistiti, non sono conosciuti invece da nessuno come non sono conosciute le loro gesta meritevoli ed eroiche: sono proprio i più poveri che ci danno i migliori e più eloquenti esempi di carità.
    Ecco perché il mio cuore piange quando sente dire che Corleone è il paese dei mafiosi, io lo conosco davvero e so che è il paese delle persone buone, generose, laboriose, caritatevoli e religiose ed è giusto che tutti lo sappiano.

    L’Autrice

    ISBN: 978-88-6096-925-5
    Prezzo: € 13,00
    Categoria: Narrativa
    Anno 2013, Pagine: 11

    http://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=1332
    Scheda e dettagli sul libro

    www.kimerik.it
    Casa Editrice Kimerik

  • Salvare le api con un fiore

    Non solo scegliere prodotti biologici. Per aiutare le api basta piantare i fiori giusti. Per questo Greenpeace ha reso nota una lista delle piante più adatte che permettono a questi piccoli insetti di trovare rifugio e cibo col polline.

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    L’associazione ha invitato tutti a creare delle “aree Salva-Api” dove esse insieme ad altri insetti impollinatori possano trovare rifugio e polline per nutrirsi. Seminando i cosiddetti fiori amici delle api nel giardino, nell’orto, sul balcone o in un parco, senza usare pesticidi chimici, si dà una grande mano d’aiuto agli insetti, messi a rischio dai pesticidi.

    Ce n’è per tutti i gusti. Alcuni probabilmentehanno già trovato posto nel nostro giardino o nel nostro balcone. Ecco quali sono le piante e i fiori più apprezzati dalle api: Facelia, Calendula, Veccia, Lupinella, Trifoglio incarnato, Trifoglio alessandrino, Trifoglio resupinato, Erba medica, Coriandolo, Cumino, Finocchio annuale, Pastinaca, Aneto, Borragine, Rosmarino, Timo,Lavanda, Sulla, Girasole, Malva, Tagete, Grano saraceno, Meliloto officinale. Qui l’infografica di Greenpeace con le immagini delle piante più amate dalle api.

    “Scegli semi biologici e di varietà differenti. In commercio esistono diverse selezioni con relative indicazioni per la semina, un gesto concreto che non solo aiuta le api, ma migliorerà anche la salute e la fertilità del terreno” consiglia l’associazione impegnata con varie iniziative nella salvaguardia di queste piccole e preziose creature.

    Secondo Greenpeace, per creare l’ambiente adatto alla loro esistenza occorre anche favorire la presenza di siepi, piante e fiori selvatici, e permettere una naturale continuità tra habitat diversi. Ma ovviamente la prima cosa è il divieto dei pesticidi killer.

    Anche perché dalla loro salute dipende anche la nostra vita. Infatti, sia le api domestiche che quelle selvatiche rivestono un ruolo fondamentale per la produzione di cibo. Senza gli insetti impollinatori, molti esseri umani e animali avrebbero difficoltà a trovare il cibo di cui hanno bisogno per la loro alimentazione e sopravvivenza. Fino al 35% della produzione di cibo a livello globale dipende dal servizio di impollinazione naturale offerto da tali insetti. E delle 100 colture da cui dipende il 90% della produzione mondiale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api. Solo in Europa, ben 4000 diverse colture crescono grazie alle api. Per questo, teme Greenpeace, se gli insetti impollinatori continueranno a diminuire, come sta già accadendo, molti alimenti potrebbero non arrivare più sulle nostre tavole.

    E un semplice fiore piantato sul nostro balcone può, nel suo piccolo, contribuire a salvare la loro vita.

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  • “Derive”, quattordici artisti da vari paesi espongono al Monastero del Ritiro


    Siracusa -Dal 15 settembre al 6 ottobre il Monastero del Ritiro (Via Mirabella, 31) e la Galleria Not’Art (Piazza San Giuseppe, 31) ospiteranno la collettiva “Derive” a cura di Nino Portoghese e Giorgia Romano (vernissage ore 18,30).

    In mostra opere di quattordici artisti provenienti da vari paesi: Selim Abdullah, Azelio Corni, Carmela Corsitto, Markus Daum, Paolo Fichera, Emily Joe, Matthias Loebermann, Salvatore Lovaglio, Francesco Marelli, Antonio Pecchini, Alfredo Romano, Federico Simonelli, Jano Sicura, Annibale Vanetti. In occasione del vernissage al Monastero del Ritiro si svolgerà una azione scenica di Giannella D’Izzia dal titolo “Migranti”.

    La mostra, inserita in un più ampio progetto culturale inteso a stimolare la cooperazione e il dialogo interculturale tra i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, è organizzata dall’Associazione “L’arco e la fonte” e promossa dal Rotary Club Siracusa Monti Climiti, col patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, dell’Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali della Regione Sicilia, dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Siracusa e del Distretto 2110 Sicilia Malta del Rotary.

    La deriva, concetto polisemico e modello di lettura del mondo globalizzato, è una perfetta metafora della contemporaneità. Come afferma il sociologo Zygmunt Bauman, si naviga senza una direzione precisa in una società liquida, dove valori, ideali, relazioni si sono disciolti. La deriva o meglio il naufragio dell’arte contemporanea, di cui Giuseppe Fornari discute nel testo in catalogo (pubblicato da Nòmos Edizioni di Busto Arsizio), chiama in causa la crisi della tradizionale Weltanschauung sacrale e religiosa dell’arte intesa come scintilla divina. “Dopo aver stupito per alcuni secoli con innovazioni stilistiche continue e con una proliferazione di geni artistici che non ha paragoni – scrive il critico – l’arte occidentale è esplosa in uno spettacolo pirotecnico di sperimentazioni distruttive della tradizione, fino a giungere a un disorientamento così completo che per usare ancora il termine “arte” bisogna effettuare tante e tali precisazioni da far passare la voglia di parlarne”. Ma l’arte, la cui morte non appartiene al novero dei decessi biologici ma dipende dall’atteggiamento degli uomini, può rinascere, a patto di recuperare “nuove mediazioni capaci di far riscoprire l’esistenza reale del mondo, degli altri”, ovvero “un ritorno di quella lettura artistica della realtà che è stato il grande orgoglio dell’Occidente”.

    La mostra osserverà i seguenti orari: da martedì a domenica dalle ore 18,00 alle 22,00.



    Info e contatti
    Associazione culturale l’Arco e la Fonte
    cell. 39 347.4935914
    mail: [email protected]
    web: www.larcoelafonte.it

  • La Biologia: specializzarsi ottenendo una laurea

    La laurea in Biologia costituisce un attestato dall’indiscusso valore, il cui conseguimento implica lo studio sistematico di materie scientifiche riguardanti gli esseri viventi e i principi che ne regolano l’esistenza.

    Le materie che durante il corso di studio vengono affrontate hanno un indiscusso taglio logico-matematico. Bisogna infatti saper compiere calcoli precisi, per misurare gli elementi chimici che compongono un singolo organismo. È necessario misurare in termini probabilistici gli effetti che un certo evento potrebbe produrre all’interno di un ecosistema. Si deve altresì essere in grado di conoscere e applicare le formule che al livello sia fisico che chimico governano le relazioni tra strutture in natura.

    Una volta consolidate le conoscenze basilari, gli allievi della laurea in Biologia potranno passare allo studio degli argomenti caratterizzanti questa disciplina. Le molecole, la loro aggregazione, i microbi, le cellule e tutti i restanti esseri viventi – le affascinanti leggi che li governano non costituiranno più un mistero per coloro che si impegneranno nel loro approfondimento.

    In questa maniera, grazie alla laurea in Biologia, potranno trovare un posto di lavoro coerente con le proprie passioni e il percorso di studio pregresso, entrando a far parte di enti di ricerca o in strutture che si occupano di temi analoghi.

    La laurea in Biologia rappresenta un’occasione per coloro che vogliono entrare nel mondo del lavoro coltivando le proprie passioni.

  • Pubblicato il libro di Giuseppe Costa

    L’infermiere questo noto sconosciuto il libro di esordio di Giuseppe Costa

    Il tentativo da parte di Giuseppe Costa di entrare in un mondo estraneo ed esterno a quello che oggi rappresenta la sanità in Italia, illustrando e chiarendo ai non addetti ai lavori chi è l’Infermiere questo noto sconosciuto, e soprattutto dedicando questo libro ai medici – ma non a tutti spero – che ancora oggi sono troppo legati a un passato ormai superato e a quei medici nostalgici di una sanità medico-centrica, è a mio parere ben riuscito.


    Potremmo paragonare le pagine che seguono a una vera e propria istruzione per l’uso dove il ruolo, i compiti e le funzioni del professionista infermiere vengono descritti con semplicità, con una scorrevolezza tale da incuriosire il lettore domanda dopo domanda. Non ci si limita a indagare su chi è l’infermiere o cosa faccia, bensì l’autore, come una telecamera, cerca di mettere a fuoco il mondo infermieristico, le relazioni, la formazione di base, lo sviluppo professionale, gli altri operatori con cui collabora.

    ISBN: 978-88-6096-942-2
    Prezzo: € 14,00
    Categoria: Saggio
    Anno 2013, Pagine: 202

    http://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=1334
    Scheda e dettagli sul libro

    www.kimerik.it
    Casa Editrice Kimerik

  • Mostra Concorso “Monza 1 – Il Parco e l’Autodromo”

    Inserita nel calendario degli eventi riguardanti il Gran Premio di Formula 1 di Monza, la mostra è un’interessante occasione per conoscere da vicino gli artisti che vi partecipano con le loro opere.

    Giunta alla sua V edizione, la mostra concorso “Monza 1 – Il Parco e l’Autodromo”, organizzata dalla scuola di pittura Alessandro Conti di Monza, consiste in tre giorni di esposizione in cui gli artisti partecipanti si confronteranno sul tema della città lombarda e dell’Autodromo monzese, simbolo italiano dell’automobilismo, scegliendo tecnica, stile e formato preferiti.La giuria premierà le tre opere migliori domenica 8 settembre alle ore 18.30, ma durante i tre giorni di esposizione anche il pubblico potrà scegliere l’opera favorita, costituendo una giuria popolare per il conferimento di una quarta premiazione.

    Città di grande fascino, Monza riesce a coniugare perfettamente la sua storia antica con la realtà moderna, tra una vivace vita cittadina e l’incanto che emanano i suoi splendidi e antichi monumenti, i verdi parchi, le piazze e il centro storico.

    Monza è famosa per la Corona Ferrea, custodita nel Duomo cittadino, che conserva la lamina ricavata da uno dei chiodi della croce di Cristo e che ha cinto il capo a molti re e imperatori.

    Il Parco della sua Villa Reale di 732 ettari e cintato da 14 chilometri di mura, risale al 1805 e fu voluto da Napoleone Bonaparte. È il parco cintato più grande d’Europa.

    Ma ciò che rende forse Monza così famosa al mondo, è il suo Autodromo Nazionale, uno dei più belli e antichi (1922) del Gran Premio di Formula Uno.

  • Bulbi da Fiore:Allium

    Gli allium sono splendidi fiori ornamentali, perfetti da piantare soprattutto in giardino nelle ultime file delle aiuole. Le diverse varietà di allium si caratterizzano per steli lunghi e resistenti che sorreggono lafioritura che avviene in tarda primavera. il genere allium conta più di mille specie, diffuse per la maggior parte nell’emisfero settentrionale; a questo genere appartengono anche aglio, cipolla, porro; esistono però varietà coltivate per le loro infiorescenze decorative. Hanno fogliame nastriforme, in genere sottile e arcuato, di colore verde chiaro, talvolta striato di bianco; le infiorescenze sono di vario tipo, sferiche, a ventaglio o ad ombrello; racchiudono piccoli fiori a stella che sbocciano dalla fine della primavera fino ad estate inoltrata; in genere i fiori sono nei toni del rosa, del bianco, del giallo e del blu. La coltivazione è molto facile ed i bulbi sono adatti all’inselvatichimento; i fiori sbocciano su lunghi steli, alti da 20 fino a 100-120 cm, e possono essere recisi o essiccati per composizioni invernali. Ricordiamo A. cristophii con grandi infiorescenze sferiche, con diametro vicino ai 20 cm, e fiori di colore blu metallico; A. beesianum, piccole infiorescenze azzurre; A. schenoprasum, la comune erba cipollina, con piccole infiorescenze rosate; A. triquetum, con fiori candidi, in infiorescenze ad ombrello. Molte delle varietà ornamentali emanano, dal fogliame o dai bulbi, il tipico odore dell’aglio o delle cipolle.

    Per saperne di piu’ clicca su >>> Allium spledidi

  • Concorso di Idee

    Yea-Contest

    presenta Concorso di Idee

    Yea-Contest, giovane agenzia di eventi culturali a Roma, lancia un Concorso di Idee, un’interessante iniziativa aperta a tutti che ha come protagonista il quartiere Flaminio.

    Con il suddetto Concorso Yea-Contest intende raccogliere idee per il Contest Flaminio, una kermesse artistica della durata di due giorni (26 e 27 ottobre 2013) che ha come obbiettivo trasformare gli spazi in contenitori di esperienze artistiche.

    Attraverso le proposte che verranno messe in campo e selezionate dall’agenzia nell’ambito del Concorso Yea-Contest intende perseguire nella volontà di cambiamento in senso culturale nel modo di vivere e intendere gli spazi urbani del quartiere Flaminio .

    Per partecipare al Concorso di Idee

    E per maggiori informazioni:

    www.yea-contest.it

    [email protected]

    392 8216248

  • “Perrin a Siracusa” alla Galleria Montevergini

    Siracusa – Dal 13 settembre all’8 novembre 2013 la Galleria civica d’arte contemporanea Montevergini (Via Santa Lucia alla Badia, 1) ospiterà una retrospettiva dell’artista argentino George Gonzàles Perrin. “Perrin a Siracusa”, questo il titolo della mostra-evento (vernissage venerdì 13 settembre, ore 18,30), è organizzata con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Siracusa in collaborazione con la Galleria Quadrifoglio di Mario Cucè.

    Il percorso espositivo comprende oltre novanta opere recenti, realizzate con tecniche miste su carta e su tela, in formati di varia grandezza.
    L’opera di Gonzàles Perrin, scrive Natalia March nel catalogo della mostra, descrive “il reale divenire di forme e figure”. Se in apparenza i suoi lavori tratteggiano “un universo carico di concetti che dialogano con il puro piacere di texture e materia”, “una somma di immagini casuali”, uno sguardo più attento rileva un livello profondo della struttura, grafie ordinate e metodiche, segni, simboli, archetipi e metafore, “ombre occulte” e “presenze quasi fortuite” dove il disegno diventa solo essenza.
    Nascono così “corpi interi, corpi nudi, dettagli di corpi o corpi abbozzati, figure ritte in piedi, figure in contorsione che giocano su diverse scale di rappresentazione, occupando tutto il campo della composizione, mai solitarie, talvolta moltiplicate o quasi barocche”. Vi sono poi lavori speciali che nascono dall’uso della tecnologia e da “una strategia archeologica e globale”. “Sulle immagini digitali di Google Earth – spiega la March – da una lontanissima Buenos Aires, Perrin scopre e percorre Siracusa, si ferma invece di addentrarsi nella storia di quei luoghi, si ferma in posti precisi, agli angoli, davanti alle pareti. Con l’intervento della fotografia sfrutta al massimo le possibilità offerte da quello strumento, seleziona squarci e dettagli, deformati o evanescenti con cui mette in risalto vestigia che funzionano come orme, impronte mnemotecniche di condensati passati remoti. Su queste vestigia costruisce nuovi significati del presente; così uno sguardo altro si somma al presente, dando visibilità, realizzando costruzioni, architetture, trame e presenze fantasmatiche”.

    Gonzàles Perrin (Punta Alta – Buenos Aires, 1954) si è formato negli anni ’70 a Buenos Aires ed è entrato nel mondo dell’arte nel decennio successivo. Ha studiato pittura, litografia e disegno e ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui il Gran Premio d’Onore del Salone Nazionale dei Disegni (Argentina, 2006). Le sue opere sono presenti in musei, collezioni pubbliche e private d’America e d’Europa.

    La mostra osserverà i seguenti orari: tutti i giorni dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle ore 16,00 alle 20,00 (chiuso il lunedì).

    Info e contatti
    Galleria civica d’arte contemporanea Montevergini
    Via Santa Lucia alla Badia, 1 – Siracusa
    Tel. 093124902
    Mail: [email protected]

  • Prolungata Visioni. La mostra di Amanda Lear, rimane alla Milano Art Gallery fino all’11 settembre – Agenzia Promoter

    Ha ricevuto davvero uno strepitoso consenso collettivo la mostra pittorica “Visioni” di Amanda Lear allestita nell’esclusiva “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano. Il manager Salvo Nugnes, direttore di Agenzia Promoter e organizzatore dell’evento ha deciso un periodo di proroga straordinaria dell’esposizione, che durerà fino all’11 settembre con ingresso libero al pubblico.

    La Lear, da sempre considerata camaleontica e carismatica femme fatale e regina del glamour, ha uno spiccato talento artistico apprezzato a livello internazionale e con questa ricca esposizione in chiave antologica ha potuto offrire a Milano, città da lei molto amata, l’opportunità di vedere riunita una vasta produzione di quadri di forte impatto, assai eterogenei e diversificati nello stile. Le opere costituiscono una sorta di “diario di bordo” impresso sulle tele dove il cammino esistenziale si fonde al percorso di ricerca e sperimentazione pittorica come un mosaico composto da tasselli perfettamente amalgamati tra loro in armoniosa progressione evolutiva.

    Molto significativi i commenti autorevoli di importanti personaggi, tra i quali Vittorio Sgarbi che ha dichiarato “La vera opera d’arte è la vita stessa della Lear, con l’elemento della provocazione sempre presente e protagonista in ogni circostanza e situazione. Certamente un maestro come Dalì in qualche modo ha influito sulla sua formazione artistica e anche nella vita ha avuto grande ingerenza. Penso le abbia trasmesso il senso spiccato del comportamento volutamente provocatorio e un po’ ambiguo, che la Lear ha trasportato in una visione dell’arte libera e disinibita“.

    Achille Bonito Oliva sostiene “La reputo un’artista con una spiccata connotazione androgina, possiede un lato maschile e un lato femminile nel carattere e nell’indole che trasferisce anche nell’espressione pittorica, nel suo modo di concepire e fare arte. Questa caratteristica emerge poi in tutto il suo percorso di vita privata e professionale“.