Categoria: Arte e Cultura

  • La società assicurativa Ciaccio Broker collabora alla mostra in onore di Gino De Dominicis nella Milano Art Gallery a cura di Vittorio Sgarbi

    l via in data 30 aprile 2015 la prestigiosa mostra dal titolo “D’Io”, che si svolgerà presso la storica galleria milanese Milano Art Gallery, in via Alessi 11, in omaggio allo straordinario maestro Gino De Dominicis e con la curatela del rinomato Prof. Vittorio Sgarbi, designato ambasciatore ufficiale dell’Expo. La mostra sarà allestita, in parallelo alla fiera internazionale dell’Expo, dal 30 aprile al 29 maggio 2015, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, direttore di Promoter Arte. L’esposizione verrà inaugurata giovedì 30 aprile 2015 alle ore 17.30 e prevede anche una serie di importanti contributi testimoniali audio e video, un’intervista rilasciata dall’artista a Claudia Koll, nonché due interviste inedite realizzate a Fabio Sargentini e a Pio Monti.

    Nel contesto della prestigiosa mostra collabora come partner tecnico Ciaccio Broker, affermata società assicurativa, con sede a Milano. Sotto la guida di Massimo Ciaccio e del figlio Gabriele, l’azienda offre sia ai privati che alle aziende una consulenza efficiente e professionale per la gestione dei contratti e la risoluzione di tutte le problematiche legate al settore ed è in grado di coprire ogni tipo di esigenza del mercato assicurativo. Intrattiene, inoltre, stretti legami con il mercato assicurativo internazionale, oltre che nazionale.

    Da sottolineare è che in Ciaccio Broker è presente una divisione denominata “Fine Art”, che si occupa nello specifico di coperture commerciali per grandi mostre ed eventi artistici.

  • Roberto Piaia da Padre Pio

    “Scultura Arte e Sacralità”

    Santuario Padre Pio

    San Giovanni Rotondo 7 maggio | 7 giugno 2015

    Con il Patrocinio di:

    Frati Minori Cappuccini | Città di San Giovanni Rotondo | Città di Andria | Regione Puglia e Fondazione G.B. Cima da Conegli

    “Le opere d’arte sono parole non dette, i pensieri si concretizzano attraverso queste forme che manifestano la profondità d’animo dell’artista”.

    Il Maestro Roberto Piaia è grato di poter onorare con la sua arte San Padre Pio da Pietralcina, collocando la sua innovativa opera di marmo statuario “Navìtas”, dal Latino energia, lungo il percorso di pellegrinaggio della Chiesa ideata dal noto architetto Renzo Piano, nella sala “il Foyer”, a San Giovanni Rotondo, dal 7 maggio al 7 giugno 2015.

    “Sono piacevolmente emozionato di poter esporre la mia opera nel luogo dove San Pio ha vissuto e sono custodite le Sue spoglie, in quanto, da sempre, ho subito il fascino carismatico di forza e nel contempo di umiltà da Lui emanato.

    Sono, altresì, veramente felice e ringrazio di cuore per la calorosa accoglienza la Città di Andria, che nel mese di aprile ha ospitato tenendo a “battesimo” la mia innovazione statuaria nella Chiesa di San Domenico.Roberto Piaia

    “Navìtas”, è una statua di marmo, che dimostra, oltre alla capacità esecutiva, la ricerca costante dell’artista non tanto di voler plasmare opere nuove, quanto di crearle con novità!

    Quest’opera, narrata come una sorta di ritratto spirituale, riportandoci all’arte sacra rivisitata in chiave moderna, museale ma viva, in quanto la flessuosità della figura femminile rappresentata, rimanda alla capacità dello spirito di piegare la realtà a volte dura, alla purezza della natura benigna: lo slancio etereo del marmo bianco librato verso il cielo, quasi a dare luce alle membra di un corpo svuotato della sua materialità, prigione dorata di un’anima proiettata verso l’immortalità.

    “Nessuno potrà mai penetrare la profondità dell’animo di un uomo di fede o comprendere da dove giunga l’ispirazione creativa di un artista, se non leggendola come una “manifestazione” della presenza Divina che poggia il Suo credo nel mistero”.

    Ed è il mistero, senza dubbio, il denominatore comune che si esprime attraverso affascinanti coincidenze del tutto casuali, ad accomunare la creazione di Roberto Piaia a quella di Renzo Piano, avendo utilizzato entrambi il simbolo atavico della spirale, per simboleggiare la vita di San Pio.

    Il noto architetto Renzo Piano ha costruito in onore del Santo la Chiesa, di cui pianta ricorda la spirale archimedica, il cui fulcro è posto al centro dell’aula liturgica, nel luogo dov’è posto l’altare mentre con la sua opera a forma di spire, Roberto Piaia, cerca di superare l’originario pensiero di dualismo tra anima e corpo attraverso un’interpretazione d’insieme che unisce la realtà al mistero, la materia alla sua essenza, non a caso la forma a spirale, simbolo di vita ed energia, ricorda il Dna che, come emblema ancestrale del nostro essere, delinea il nesso con l’universo e della vita stessa.

    É stato un notevole successo l’esposizione di “Navìtas” nel mese di aprile ad Andria, merito del passaparola e della divulgazione dell’evento dei media locali e nazionali, che hanno contribuito a far pervenire migliaia di persone, avvalorando l’ipotesi che la sensibilità verso l’arte sia innata nel popolo pugliese, che ha apprezzato con entusiasmo la novità di questa originale opera del Maestro Piaia.

    “Ora, che per tutto il mese di maggio l’opera è collocata a San Giovanni Rotondo , nella sala“il Foyer”, ci auguriamo che, seguendone l’onda, si riscontri lo stesso esito positivo nei pellegrini che arrivano da tutto il mondo in questo Sacro luogo, per la presenza del Convento in cui San Pio, visse e ricevette le Sacre stigmate”.

    Roberto Piaia da Padre Pio

    “Scultura Architettura e Sacralità”

    Santuario Padre Pio | Viale Cappuccini – San Giovanni Rotondo 71013 (Fg)

    7 maggio | 7 giugno 2015

    Private view: 6 maggio ore 18.00

    Orari: 7.00 – 19.00

    Ingresso libero

    Tel: 0882.417512

    Info: Carmen De Guarda Mob: (+39) 339 20 64 275 [email protected]

    www.robertopiaia.com www.storiediluce.com

    Sponsor:

    Azienda vitivinicola “il Colle” S.r.l. | proseccoilcolle.it

    Trasporto: Munerotto, Pieve di Soligo (Tv)

    Energyca carburanti – stazionienergyca.it

  • Milano Art Gallery Pavilion: Stefania Pellegatta partecipa alla mostra “Pro Biennale”, con la speciale presenza del Prof. Vittorio Sgarbi

    La sede veneziana della Milano Art Gallery ospiterà a breve, a partire dall’8 Maggio e fino al 4 Giugno 2015, la prestigiosa mostra “Pro Biennale”, in Calle dei Cerchieri 1270, zona Dorsoduro e Campo San Barnaba. L’iniziativa, organizzata dal manager Salvo Nugnes, direttore dell’Associazione culturale “Spoleto Arte”, si collega alla concomitante 56^ edizione della Biennale di Venezia e prevede un esclusivo vernissage inaugurale in data venerdì 8 Maggio 2015, alle ore 18.00, con la presenza straordinaria del Prof. Vittorio Sgarbi nel giorno del suo compleanno, che verrà festeggiato in tale occasione.

    All’esposizione parteciperà un selezionato gruppo di artisti, tra cui troviamo anche Stefania Pellegatta. La pittrice ha una lunga formazione artistica alle spalle, ha partecipato a numerose mostre e ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Ha lavorato anche come creativa e stilista di tessuti per il settore dell’arredamento, fatto che ha notevolmente contribuito ad arricchire la sua pittura. La sua è una pittura che possiamo definire surreale e “materica”: nei suoi dipinti l’artista sperimenta materiali quali la polvere di marmo, il tessuto, la polvere di silice, la resina, che fonde insieme con figure e forme per creare quadri unici e profondi, il cui soggetto sono spesso figure femminili destrutturate ed enigmatiche, capaci però di provocare nello spettatore immediate ed intense emozioni.

  • Palazzo Margutta: dal 9 al 19 maggio, le “energie convergenti” di Echeoni e D’Arrigo

    Roma, 9 maggio 2015 – Da sabato 9 maggio la Galleria “Il Mondo dell’Arte” ospita, nella storica sede di Palazzo Margutta (Via Margutta, 55), la mostra dal titolo “Colore – Forma – Materia. Energie convergenti”.

    L’esposizione, a ingresso libero e in programma fino al 19 maggio prossimo (orario 10.00-13.00 e 16.00-20.00, domenica 10 aperto), racconta, attraverso un’ampia raccolta dei loro lavori più recenti, l’incontro di due artisti perfettamente complementari tra di loro – Elvino Echeoni e Giusy D‘Arrigo – che, pur mantenendo un proprio linguaggio creativo, riescono a entrare in perfetta sintonia e a raccontarsi con una potenza espressiva capace di entusiasmare e coinvolgere lo spettatore. Anello di congiunzione, il designer Alessandro Pellegrini, che – mediante una tecnica particolare – oltre a catturare e incuriosire lo spettatore, riesce a far risaltare l’energia che si sprigiona nel momento in cui, artisti sulla stessa lunghezza d’onda, come Echeoni e D’Arrigo, entrano in contatto tra loro.

    Considerato tra i più rappresentativi pittori italiani in campo internazionale, Elvino Echeoni è un artista completo e poliedrico. Conosciuto e amato dal grande pubblico per l’utilizzo di tonalità intense, è capace di spaziare dalla tavolozza agli spartiti musicali, passando per il restauro, la scenografia, l’incisione, la scultura, e ancora per la composizione di testi e canzoni. Impegnato da sempre nella costante ricerca di forme rappresentative nuove e diverse e nell’impiego di stili e tecniche differenti, ha sintetizzato negli anni scorsi il difficile rapporto tra l’astratto e il figurativo nei pezzi dedicati alla Realtà virtuale e ai Momenti musicali, che riescono a far sognare lo spettatore.

    Per il Maestro Echeoni la forma è il racconto, la narrazione, l’armonia; il colore è la vita, l’energia pura. Ed è proprio approfondendo l’uso delle tinte cromatiche di cui si è servito nella sua più recente produzione, che, attraverso un intenso racconto pittorico perfettamente capace di dosare con sapienza tecnica e armonia del colore, è riuscito a realizzare tele in cui il colore diventa forma e la forma materia.

    Pittrice e scultrice di fama internazionale, Giusy D’Arrigo unisce la rigorosa tecnica di bottega rinascimentale all’abilità di attingere dalla realtà della natura simboli e ancestrali segni divini. Artista capace di compendiare il ductus dello scalpellino con il terzo occhio del veggente, realizza lavori che, pur traendo spunto dalla sua storia personale, sono intrisi di influssi popolari e richiami a riferimenti colti Chagall, Malevich, Matisse e ancora tanti altri: nelle sue opere è impossibile non ritrovare l’influenza delle creazioni artistiche dei primi due, la luce di uno dei più rivoluzionari pittori della storia del Novecento, la forza plastica di Picasso, l’universo variopinto di Klimt, il simbolismo di Van Gogh. Nel suo modo di fare arte l’esigenza di spaziare e la ricerca dell’infinito si vanno accentuando sempre più.

    Per D’Arrigo è la materia – che sia bronzo, rame, legno o altro – a sprigionare quella forza interiore che porta all’eternità.

    Ed è la spirale, che da sempre la attrae, il punto focale da cui prendono vita le sue creazioni, che poi convergono in tracce e forme geometriche provenienti dal passato e proiettate nel futuro, ricordi ancestrali, che emergono silenti nell’inconscio dell’artista e che si trasformano in tele o sculture di enorme impatto visivo ed emotivo, presentando forme che, sebbene delineate ed esplicite, si modificano di continuo, lasciando allo spettatore la possibilità di completarne i contorni con la propria immaginazione.

    A trovare il punto di congiunzione tra il Maestro Echeoni e Giusy D’Arrigo è stato Alessandro Pellegrini, un giovane designer che, partendo da due disegni realizzati dal primo, e dedicati all’eros e alla sensualità, è stato capace di interpretarne la forma su di una lastra di metallo, materia tanto amata dalla seconda, servendosi di una tecnica particolare, che oltre a catturare e incuriosire lo spettatore, mette in evidenza l’energia che scaturisce quando, artisti in sintonia tra loro, convergono.

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 9 maggio 2015 dalle 18.30 alle 22.00. L’esposizione è stata curata da Remo Panacchia, gallerista e socio fondatore, insieme al Maestro Echeoni, de “Il Mondo dell’Arte”, che, da sempre, propone in questo prestigioso luogo espositivo artisti professionisti e pittori che hanno portato l’arte italiana nel mondo.

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    Elvino Echeoni – pittore, scultore, incisore, restauratore, scenografo ma anche designer, musicista, compositore e autore di testi – dotato di una natura curiosa, sperimentale, onnivora, è tra i più rappresentativi artisti italiani in campo internazionale, avendo portato l’arte moderna del Bel Paese in tutto il mondo: dall’Europa al Canada e agli Stati Uniti, dal Perù agli Emirati Arabi, passando anche per la Cina dove, proprio in occasione dell’Expo del 2000 di Shangai, grazie ai suoi lavori indirizzati a rappresentare la Realtà virtuale e i Momenti musicali, si è visto riconoscere dalla critica il titolo del “più innovativo tra gli artisti contemporanei”.

    Artista completo e poliedrico, da giovanissimo e per diversi anni, Echeoni, nel pieno della Dolce Vita immortalata da Federico Fellini, esercita la professione del musicista, esibendosi in Italia e all’estero. A metà degli anni ‘70, messa da parte la musica, Echeoni intraprende la strada della pittura. Si specializza in restauro e tecnica del colore, studiando i trattati di Cennino Cennini e cimentandosi con tutte le tecniche pittoriche: dalla figurazione classica all’astrazione. Nello stesso periodo incontra, insieme all’amico di lunga data Remo Panacchia, Novella Parigini, con cui nasce un indissolubile sodalizio artistico che non si conclude neanche nel 1993 con la scomparsa della pittrice a cui successivamente dedicano il libro “Un mito preannunciato”, nel quale viene ricostruita, attraverso testimonianze dell’epoca, la vita di questa straordinaria artista. Neanche il delicatissimo intervento al cuore subito nel 2009 arresta l’amore per l’arte nelle sue forme più diverse: ne sono prova la commedia musicale “Semo tutti romani”, un musical con 13 brani in romanesco, e le scenografie firmate per il rinato “Cantagiro”, la storica competizione canora italiana.

    Le tecniche e gli stili diversi che caratterizzano l’arte di Elvino Echeoni ben si adattano non solo alla sua capacità di affrontare le varie tematiche sociali, ma anche di ritrarre il buio e la luce di alcuni canti della Divina Commedia o di raccontare le “segrete analogie” tra Freud e Pirandello e, successivamente, tra Federico Fellini e Charlie Chaplin. La sua creatività si è prestata a incarichi diversi, tra cui vale la pena ricordare almeno la collaborazione per la campagna pubblicitaria della Toscano Immobiliare, a cui lo lega un rapporto ultratrentennale, e per la Banca di Credito Cooperativo di Roma e la realizzazione di un murales di grandi dimensioni per l’Ente Fiera di Roma. Il suo estro artistico è stato premiato da numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero. Dopo aver esposto in spazi espositivi pubblici e privati di tutto il mondo ed esser stato ospite di eventi di portata internazionale – tra cui l’Art Fair di Shangai nel 2000, l’Artexpo di New York nel 2006 e ancora numerose manifestazioni negli Emirati Arabi – Echeoni taglia un altro traguardo importante, festeggiando i 40 anni di attività del suo storico spazio espositivo a Via Margutta dove ha ospitato artisti molto diversi tra loro con un occhio di riguardo per quelli italiani e per i giovani. La sua più recente produzione racconta non solo la sua perizia tecnica e la sua creatività, ma segna un punto di arrivo, la “summa” di decenni di lavoro, emozioni, riflessioni sul “fare arte” di questo funambolo del mondo artistico romano e italiano che ha avuto il coraggio di fare, insieme all’amico di sempre e gallerista Remo Panacchia, scelte coraggiose e controcorrente aprendo, nel 1974, una galleria nella periferia della Capitale.

    Giusy D’Arrigo – nata nel 1970 a Parigi, trascorre l’adolescenza a contatto con gli artisti francesi che hanno avuto come riferimento la Scuola di Fontainebleau e frequenta gli studi tenuti nella Ville Lumiere, partecipando a speciali corsi presso l’Academie des Beaux Arts di Parigi. Dopo le collettive di arti figurative al Salon de printemps di Parigi, espone sia nei boulevards che presso gli ateliers parigini. Con il tempo presenta le sue opere nelle gallerie più prestigiose e contribuisce a importanti eventi e progetti di respiro internazionale. Intanto si trasferisce in Sicilia.

    Pittrice e scultrice di fama internazionale, unisce la rigorosa tecnica di bottega rinascimentale alla capacità di attingere dalla natura simboli divini penetrati dall’animo umano, utilizzando materiali sostanzialmente diversi tra di loro (dal bronzo al rame, dal legno all’alluminio). La sua forza, oltre che frutto di lavoro duro e paziente, è il risultato di studi approfonditi e di un’intensa ricerca tecnica. Presente in numerose collezioni pubbliche e private, è oggetto di studio da parte di un pool di neurologi capitanati da Fabrizio Vinci, fautore della Neuroestetica, la cui filosofia si basa sul pensiero che si fa colore e il colore pensiero. Promotrice di numerose iniziative legate al concetto di ecosostenibilità e salvaguardia dell’ambiente, attualmente sta guardando alle tematiche riguardanti la difesa degli equilibri naturali e umani. Insieme a Giuseppe Rogolino, artista e giornalista, sta lavorando su un progetto internazionale in espansione, chiamato Connessus, la cui anima è il movimento NethArs, un ambizioso e particolare evento artistico, volto a promuovere la realizzazione di una serie di grandi sculture, da collocare in cinque Continenti, a salvaguardia dei bambini e dei giovani dei paesi più degradati della Terra; progetto che prevede la partecipazione di numerosi artisti e la condivisione nell’ambito della cultura e della scienza.

    Conclusa l’esposizione a Palazzo Margutta, dal 22 maggio, sarà presente con la mostra “Materia in movimento” alla Galleria d’Arte Tornabuoni di Firenze e, contestualmente, a Palazzo Lardarel, Officina De Tornabuoni. Ormai da diversi anni vive e lavora a Roma. Fuori dal nostro paese, oltre che a Parigi, ha esposto a New York, Buenos Aires e Los Angeles.

    Alessandro Pellegrini – classe 1975, è finalista nel 2011 di un concorso nazionale di Design. Questo giovane designer si serve di una tecnica particolare che fa leva sull’uso di incisioni per riprodurre su di una lastra metallica alcune immagini e realizzare così un’illusione ottica di grande effetto.

    Galleria Il Mondo dell’Arte “Palazzo Margutta” (www.ilmondodellarte.com) – Via Margutta, 55 Roma

    Mostra: “Colore – Forma – Materia. Energie convergenti”

    Artisti: Elvino Echeoni – Giusy D’Arrigo

    Vernissage cocktail sabato 9 maggio 2015, ore 18.30 – 22.00.

    La mostra si protrarrà fino al 19 maggio 2015: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (aperto domenica dalle 10,30 alle 19,00 – chiuso lunedì mattina).

  • L’Astrattismo di Osvaldo Mariscotti in esposizione alla Milano Art Gallery di Venezia, con la curatela di Vittorio Sgarbi

    Si prevedono grandi consensi di pubblico per la mostra “Pro Biennale”, allestita presso gli spazi culturali della Milano Art Gallery di Venezia, in Calle dei Cerchieri – Dorsoduro n. 1270, vicino a Campo San Barnaba, dall’8 Maggio al 4 Giugno 2015. L’evento è curato dal sorprendente critico d’arte Vittorio Sgarbi e organizzato dal manager Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione culturale “Spoleto Arte”, e verrà inaugurato in data venerdì 8 Maggio 2015 alle ore 18.00, in concomitanza con l’inizio della Biennale, ma anche con il compleanno di Sgarbi, che cade proprio in tale data.

    Tra gli artisti presenti all’esclusiva manifestazione, il pittore Osvaldo Mariscotti con le sue originali costruzioni astratte. Nato ad Alessandria, Mariscotti, a causa di continui viaggi e spostamenti con la famiglia, in Europa e in America, acquisisce una formazione internazionale, che influenzerà la sua evoluzione artistica e gli darà la possibilità di esporre le sue opere in tutto il mondo. La sua è una pittura astratta ed essenziale, lineare e schematica, caratterizzata da immagini di immediato impatto, con colori accesi e vivaci, che conferiscono una forte carica energica all’opera.

    Bisogna andare oltre l’apparenza per capire le opere astratte di Mariscotti, che risultano, a uno sguardo più attento, ben altro che semplici accostamenti di forme e colori, come spiega anche la dottoressa Elena Gollini: “La struttura si carica di energia, che si sprigiona dinanzi allo spettatore e delinea una “realtà-non realtà” inafferrabile, mutevole, in continuo e rapido divenire, che corrisponde un po’ alla realtà dei nostri sogni e del nostro immaginario fantasioso. Ogni opera acquista una propria specifica identità distintiva e qualificante e una propria dimensione non soltanto fisica, ma anche concettuale, che partendo dalla frammentazione astratta si riconduce a un ordine, che potremmo definire supremo e a una ricerca di armonia e unità universali”.

  • STORIA DELLA CARICATURA CALLIGRAFICA A TORINO

    convegno nel salone d’onore di palazzo barolo

    Torino: sabato 18 aprile 2015, alle ore 15.30 nel Salone d’Onore Palazzo Barolo, con ingresso in Via Delle Orfane, 7, oppure in Via Corte d’Appello 20/C, si svolgerà il Convegno dal titolo Storia della Caricatura Calligrafica. L’evento, ad ingresso libero, è curato da Raffaele Palma, in collaborazione con l’Associazione “Dal Segno alla Scrittura” e il C.A.U.S. – Centro Arti Umoristiche e Satiriche.

    Un’iniziativa particolare, che merita l’attenzione degli addetti ai lavori: si tratta del Convegno “Storia della Caricatura Calligrafica” che si svolgerà a Torino, sabato 18 aprile 2015, alle 15.30, nella splendida cornice del Salone d’Onore di Palazzo Barolo.

    L’avvenimento pone termine al ciclo riservato alla Storia della Caricatura Calligrafica, ideato dal C.A.U.S. – Centro Arti Umoristiche e Satiriche. Dopo la Mostra e il Convegno del 2014 “La Caricatura Calligrafica”, egregiamente ospitata dalla Biblioteca Civica Natalia Ginzburg, l’appuntamento si rinnova su gradito invito dell’Associazione “Dal Segno alla Scrittura”.

    Nell’incontro dell’anno scorso, si affrontarono le origini e i prolegomeni della figurazione caricaturale e calligrafica. Disegnare con le lettere, è un’arte antichissima, sviluppata soprattutto nel mondo arabo, ma la storia della grafica umoristica non ci ha consegnato che rari esempi d’indagine e approfondimento della caricatura calligrafica. Recentemente, in casi assai sporadici, la cartellonistica teatrale e cinematografica occidentale degli anni cinquanta e sessanta, ha utilizzato grafemi, che componevano il nome dell’attore comico, per caricaturarlo.

    Durante l’incontro, ad ingresso libero, si completerà dunque il discorso intrapreso, analizzando lo sviluppo della caricatura sintetica e calligrafica, moderna e contemporanea. Si esaminerà la cronaca delle avanguardie artistiche del ’900, della grafica pubblicitaria, del graffitismo e della web ed emoticon art, soffermandosi su grandi “interpreti”, quali Severini, Picasso, Kandinsky e Klee. Nello scorrere delle immagini proiettate, si potrà constatare come le lettere possano dileggiare personaggi potenti o di successo, offrendone un ritratto deformato che genera un nuovo stile: il logomorfismo.

    All’evento parteciperanno noti umoristi quali Claudio Francesco Puglia, Gianni Soria, Carlo Sterpone, Raffaele Palma e Piero Ferraris.

    Il convegno segue a ruota la X Mostra Internazionale di Caricatura Calligrafica – “Nome Omen, ideata di Raffaele Palma con la collaborazione di Piero Ferraris e Tullio Macrì, a cui hanno preso parte artisti di tutto il mondo. Le opere, scelte dalla giuria, composta da Claudio Puglia, Gianni Soria e Ugo Sajini, sono visibili sul sito: www.caus.it, alla voce “Caricatura Calligrafica”.

    Per ogni informazione: [email protected]

    Telefono 339 60 57 369

    Ufficio Stampa: Piero Ferraris

  • Scuola e conferenze di prevenzione sulle droghe.

    Di fronte alle costanti notizie di spaccio di droga nelle scuole di cui l’ultima di pochi giorni fa, dove un Albanese spacciava droga davanti alla scuola di Pralbolino, i volontari hanno incrementato il lavoro di educazione alla prevenzione nelle scuole coprendo già ad oggi diversi istituti nel Bresciano, tra cui anche quello di Flero.

    I volontari che da anni compiono interventi di prevenzione con

    libretti su “Scopri, la verità sulle droghe” DVD Documentario e conferenze

    nelle scuole, sanno che l’unica via d’uscita è la prevenzione è che: ”la

    corretta conoscenza ed istruzione possono tener lontani i nostri giovani da

    queste sostanze”.

    La conferenza nella sua “semplicità” è molto efficace!

    Esposta da chi, purtroppo un giorno fece uso di queste sostanze, ma che ha

    avuto la forza di uscirne e vuol portare il proprio contributo: dando ai

    ragazzi un effettiva REALTA’ di queste sostanze. Partendo dall’eliminare

    informazioni false che si hanno sulle droghe. Dal fatto stesso che queste

    sostanze sono veleni e che si fermano nell’organismo. Cosa causano alla mente

    dopo il “momento di euforia” e perché i riflessi e la memoria peggiorano…

    Come l’uso diventi una spirale discendente, e perché il ragazzo pensa sempre

    “d’averne il controllo”

    Queste ed altre domande rispondono a “cosa sono le

    droghe?”. E che i partecipanti ritengano sia la conferenza più efficace sul

    soggetto.

    “le droghe privano la vita delle gioie e delle sensazioni che sono tutto

    sommato l’unica ragione di vivere” (citazione di L. Ron Hubbard).

    Info: www.noalladroga.org

  • ARCHEO porta in scena lo spirito creativo di Steven Cavagna

    PERFORMANCE D’AUTORE AL SALONE DEL MOBILE DI BERGAMO

    ARCHEO PORTA IN SCENA LO SPIRITO CREATIVO DI STEVEN CAVAGNA

    Nasce MOTHER: una lampada, un’opera d’arte.

    Domenica 23 novembre 2014 h. 16.30

    Via Lunga c/o FIERA DI BERGAMO, Bergamo

    Bergamo, 20 novembre 2014 – Estro, colore e genialità. La tavolozza di Steven Cavagna, pittore, scultore e designer bergamasco, si compone degli ingredienti migliori e guarda al mondo dell’architettura stringendo una preziosa collaborazione con ARCHEO, azienda di Dalmine giovane e dinamica, specializzata nella vendita, progettazione e posa in opera di pavimentazioni, parquet, ceramiche e arredi per il bagno e nella ristrutturazione di immobili.

    L’occasione creativa è data dal Salone del Mobile di Bergamo quando, domenica 23 novembre alle ore 16.30, in Fiera, Cavagna dipingerà “live” una lampada ideata da ARCHEO, dando origine a MOTHER, lampada unica nel suo genere per il design innovativo e per il tocco elegante messo in scena dall’artista. MOTHER da il via alla “limited edition” della lampada creata da ARCHEO e rappresenta solo la prima di una serie di produzioni che l’artista svilupperà in esemplari unici e firmati.

    Cavagna, classe 1974, dopo un’esperienza da grafico pubblicitario, ha aperto il proprio atelier a Vertova (Bergamo) per raccontare se stesso e le proprie creazioni in totale libertà. Il suo è un mondo singolare, in cui l’ordine lascia il posto al caos, l’organicità alla scomposizione, in un fluire estroso ed emozionante, mai identicamente ripetibile. Ed è proprio questa unicità creativa che metterà a disposizione di ARCHEO, dipingendo dal vivo la lampada, lasciando che luce e colore ricreino equilibri e sensazioni perfettamente in linea con lo stile dell’azienda. Con la stessa passione, infatti, ARCHEO, recuperando un’esperienza familiare decennale nel mondo dell’arredamento e delle ristrutturazioni, dedica alla sua clientela materiali e finimenti esclusivi, sempre al passo con la modernità, realizzando con grazia, stile ed eleganza i desideri dei propri clienti.

    «Siamo entusiasti di poter collaborare con Steven Cavagna. È un artista dalla forte personalità che riesce a infondere a ogni opera un significato elettrizzante e mai banale. Le sue creazioni riportano lo spettatore in luoghi immaginari, spingendolo a viaggiare trasportato da emozioni e fantasia. Per questo abbiamo voluto che “battezzasse” con il suo estro la nostra lampada, certi che saprà valorizzarne l’essenza, proprio come cerchiamo di fare noi in ogni nostra attività» – ha commentato Vincenzo Capitanio di ARCHEO.

    Contacts:

    Ufficio stampa

    Emanuela Capitanio

    Cell. 347 4319334

    [email protected]

    www.archeoceramiche.it

  • Kendall Jenner Scores Another Fashion

    NEWS/ Kendall Jenner Scores Another Fashion Spread inVogue—See the Pics!

    Clearly, Kendall Jenner gets the concept of being in Vogue.

    Just days after announcing her massive contract as the face of beauty giant Estée Lauder, the in-demand model is gracing the pages of Vogue for the magazine’s December issue. And while the harrowing task of posing for the glossy may intimidate a less-seasoned model, Kendall’s got nothing to worry about—her whimsical spread is the picture of refined, high-fashion beauty.

    Anointed as a “fashion muse, It girl, Instagram sensation” and “cover star” by Estée Lauder, the fledging supermodel emanates a cool poise in her Vogue shots. She rocks a belted chiffon Prada frock with a black brimmed hat and Tiffany & Co diamond jewels in a haunting high-fashion shot. From rustic elegance to flirty and feminine, Kendall again captivates with her signature smolder, wearing a sequined Marc Jacobs merlot design.

    The 19-year-old is no stranger to the hallowed halls of Vogue, counting the mag’s fearless editor Anna Wintour amongst her chief fashion contacts. Plus, Kendall’s popped up in the mag before, and even scored a two-sided cover of Teen Vogue back in September.

    Kendall Jenner

    Photo:formal dresses melbourne

    The past year has sealed the whimsical brunette’s future as the next celebrity model sensation; she’s walked in 13 fashion shows across the globe during the fall fashion season. We’re talking Marc Jacobs, Chanel, Dolce & Gabbana and more! And that’s not even counting her reign as the It model of Paris Haute Couture fashion week last summer, or her many previous modeling gigs.

    PHOTOS: All of Kendall Jenner’s best looks

    Kendall, who’s dropped her commanding ‘Jenner’ last name professionally, knows her success isn’t about clinging to her family’s reputation—it’s about honest, hard work.

    “I’m not trying to use a family name or anything,” Jenner said in an interview on ABC’sNightline. “In reality, I worked pretty hard for this… It wasn’t like I just got it magically and it just happened.”

    And while the face of Estée Lauder radiates with confidence today, she claims that wasn’t always the case.

    “Everybody knows I’m like a little more shy, especially when I was younger, I was super shy,” she said. “When I was a kid, I was so homesick at all times. I would go to a friend’s house and I would be ‘all right, I’m going to have a sleepover, Dad.’ He would be like, ‘great.’ I would call him at like 9 p.m., ‘Dad, come pick me up please.’”

    Obviously, shyness is not an issue for the world-renowned starlet now.

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  • Arbor mirabilis, le poesie in forma di romanzo di Savino Carone

    Milano – A due anni dal fortunato esordio poetico con La coda del Logos, Savino Carone torna in libreria con la sillogeArbor mirabilis. Poesie in forma di romanzo (ed. Rupe mutevole, Parma).

    Il libro sarà presentato giovedì 4 dicembre alle ore 19.00 presso il ritrovo d’arte e cultura “Le Trottoir alla Darsena” (Piazza XXIV Maggio, 1). Introdurrà Giovanni Schiavo Campo, scrittore, poeta e critico d’arte. Sarà presente l’autore. Le musiche e le letture sono a cura di Paola Prinzivalli, scrittrice, autrice, musicista.

    Fin dal titolo, il libro annuncia la sua originalità. L’autore, infatti, si spinge oltre la tradizionale raccolta di versi, ricostruendo in questo denso volumetto il percorso interiore, il vissuto personale, le occasioni e le suggestioni letterarie che “entrano” nella creazione poetica.

    «Ho cercato di mettere in campo un lavoro che seguisse un suo percorso ideale – spiega Carone – con riferimenti e contenuti non solo personali, ma che evidenziassero quale tipo di logica segue un autore di versi e quale sia, quando compone, il suo background letterario che rimane sempre legato e non avulso da tutto ciò che si è pensato e scritto prima di lui».

    La raccolta di versi, dunque, non solo rivela i moti dell’animo del poeta ma consente d’entrare nello scrittoio dell’autore, per cogliere la tensione del confronto con i modelli ideali, antichi e moderni, posti sugli scaffali della sua biblioteca, l’accurato lavoro di lima e di taglio, il lavorio formale e materiale del verso che fissa sulla pagina il fluire magmatico dei pensieri, delle inquietudini e dei sentimenti. L’obiettivo dichiarato dell’autore è quello di «uscire dalla nicchia che relega la poesia quasi a un prodotto minore della letteratura» ponendo l’accento sul fatto che «essere poeti non è solo commuoversi in presenza di un bel tramonto, ma comporta un lavoro vero e assiduo di frequentazione di classici e non, una coscienza critica e un gusto sicuro nella scelta dei riferimenti ai quali ancorarsi per non perdersi nel mare magnum dell’esistente».

    Nel libro, articolato in sette parti, si susseguono così versi editi e inediti, scampoli di vita in prose, citazioni tratte dalla Città del Sole di Tommaso Campanella, dallePoesie di Thomas Stearns Eliot o dalla Ballata del vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge, amalgamate in un’originale struttura caratterizzata da una feconda contaminazione stilistica che, come sottolinea Mauro Romano nella prefazione, schioda «schemi e convenzioni di un contemporaneo modo di poetare» e propone «un’originalità che si distacca dai modelli convenzionali».

    Savino Carone è originario di Barletta, ma vive e lavora a Capoliveri (Isola d’Elba). Ha pubblicato Ogni maledetta mattina, raccolta di articoli giornalistici; due guide dedicate alle miniere dell’Isola d’Elba, Calamita e Vallone e Breve visita al Compendio Minerario di Capoliveri, e la silloge La Coda del Logos.



    Info e contatti
    Le Trottoir alla Darsena
    Piazza XXIV Maggio, 1 – Milano
    tel. 02.83.78.166
    e-mail: [email protected]