Categoria: Arte e Cultura

  • STRATEGIC DESIGN: Il Master storico di Politecnico di Milano e POLI.design si rinnova nell’approccio e nei contenuti

    Torna ad ottobre il Master in Strategic Design (MDS), uno dei master storici del Politecnico di Milano, erogato dal Consorzio POLI.design.

    Giunto quest’anno alla sua XVII edizione, il Master si affaccia al panorama formativo internazionale con una formula del tutto rinnovata (ben rappresentata da un nuovo sito dedicato http://strategicdesign.it) e con l’ambizione di plasmare veri e propri manager dell’innovazione, professionisti capaci di alimentare un’imprenditoria visionaria, ispirata sempre più dal design, inteso come fattore strategico imprescindibile.

    Laddove il design sta diventando un elemento pervasivo nella competizione tra imprese di diversi settori (dall’arredo alla moda, dagli accessori al mondo high-technology, dall’alimentazione fino ai trasporti, etc..), “fare design” non significa più soltanto creare nuovi prodotti, ma si traduce nell’implementazione di veri e propri modelli di business innovativi, in cui integrare prodotti, servizi e comunicazione.

    In misura sempre maggiore le imprese si “posizionano” con il design, si “differenziano” attraverso il design, accrescono le proprie performance impiegando il design in diversi contesti, della Ricerca e Sviluppo fino ai dipartimenti Marketing e di Strategia per l’Impresa. Il design appare dunque come un fattore strategico necessario per l’innovazione delle imprese che puntano ad essere competitive sul mercato nazionale e internazionale, evitando di farsi sopraffare da contesti e sistemi in continuo cambiamento e, al contrario, cogliendo con tempestività le nuove sfide e opportunità offerte da qualunque mercato.

    Con un profilo internazionale e un’offerta formativa consolidata di grande attualità per le aziende, il Master in Strategic Design, interamente erogato in lingua inglese, ha come obiettivo principale la formazione di figure professionali in grado di assumere un ruolo progettuale o gestionale nel processo di innovazione del sistema prodotto, sviluppando nei partecipanti quelle doti personali (di progettualità, auto imprenditorialità, capacità di visione e di gestione della complessità), che possano indirizzare e accelerare il loro percorso verso l’assunzione di leadership nello sviluppo di progetti strategici per l’impresa.

    In estrema sintesi, quindi, il Master ha l’obiettivo di insegnare come impiegare design e designer all’interno dei diversi ambiti professionali: strategie di marketing vincenti hanno bisogno di intercettare trend e modelli di consumo; allo stesso modo, per il lancio di una nuova tecnologia, è necessario individuare il design capace di sedurre vecchi e nuovi clienti; nello sviluppo di un’idea di management, infine, vanno decise e stabilite le caratteristiche distintive e di unicità della propria “formula imprenditoriale”. Focus dell’intera attività, la progettazione del sistema-prodotto, ovvero dell’insieme integrato di prodotti, servizi e comunicazione che rappresenta l’interfaccia fra l’impresa e il mercato, oltre che l’espressione tangibile della sua strategia e il modo in cui si presenta.

    Un approccio, quello strategic design oriented, riassumibile in poche e fondamentali key-word: Design, Management, New entrepreneurship, Technology management, Innovation, Product-Service System.

    Il Master si rivolge a laureati in architettura, disegno industriale, ingegneria e in scienze sociali-umanistiche, con la propensione ad occuparsi delle problematiche della gestione dell’innovazione e del management, a tecnici e manager con l’interesse a comprendere la cultura e le modalità di lavoro del design e a valorizzarne le potenzialità nella definizione delle strategie di impresa.

  • Dido Fontana, Stay Strong (Z)

    L’esposizione si propone di fare il punto sulla produzione recente del fotografo inseguendo le partecipazioni a progetti collettivi e personali in Europa e negli Stati Uniti e sovrapponendole alle commissioni ottenute dal mondo della moda, della comunicazione e dell’editoria. Si tratta complessivamente di una produzione molto ampia in cui i due ambiti, quello più specificatamente creativo e quello commerciale, si confondono lasciando emergere una creatività onnivora e una spiccata personalità fotografica, sia per quanto riguarda l’interpretazione del mezzo che per la definizione del soggetto.

    “Il percorso espositivo accoglie il visitatore nel contesto culturale e visivo che nutre la ricerca di Dido Fontana. Un allestimento pantagruelico che rimanda a un piacere sovrabbondante e libero.

    Da un punto di vista storico, con la libertà di mutuare un neologismo dalla generazione dei sessantottini, è evidente che le basi siano salde in quello che può essere definito l’ottantinismo. Un riferimento che a trent’anni di distanza sveste i panni di una controrivoluzione di passaggio, per apparire come un modello esperienziale che si nutre di libertà ed elimina nel flusso disinteressato e caotico perbenismo, massimalismi, ideologie e forma.

    La prima sala è dunque uno spaccato del circo umano fatto di muscoli, travestitismo, palestre, striptease e profanazioni. Una ricerca dell’identità che sfugge gioiosamente a ogni centralità e si alimenta di parrucche, scorie e improvvisazioni e che ha i suoi miti in personaggi come Arnold Schwarzenegger, culturista, attore e politico; il frullatore, adrenalinico, vitaminico, salutista; o Dido Fontana stesso, santone, pagliaccio e re. Come icone pagane i nuovi miti generano una serie di epigoni che del mito stesso raccolgono l’ambito più ironico. Il risultato è una forma di provincializzazione del mondo, evocata anche nel titolo, che più che abbassare il tono complessivo, popolarizzandolo, prende le forme dell’esercizio stesso costruendo così un monumento all’ironia, al gioco e suggerendo un sano esercizio di misura della realtà e, paradossalmente, di equilibrata relazione con la stessa.

    L’invito a fare i conti con bassezze e altezze di spirito poste sullo stesso livello di moralità si ritrova nelle grandi stampe delle sale successive. In questi scatti, anche grazie a un dispositivo espositivo più tradizionale è possibile provare a decifrare con maggiore attenzione questioni più propriamente tecniche.

    Da un punto di vista strettamente stilistico gli scatti di Dido Fontana sono antimanualistici: esposizione, asse dell’inquadratura, uso del flash: tutto o quasi tutto è sbagliato e, quando è giusto, lo è per sbaglio. Una casualità voluta che ricorda l’uso altrettanto improprio della pittura da parte delle avanguardie del Primo Novecento, e raccorda la fotografia di Dido Fontana al modo spontaneo e

    improvvisato della maggior parte delle foto che attraversano quotidianamente social network e chat di messaggistica.

    Il rifiuto del virtuosismo fotografico smonta ogni tentativo di sublimazione fotografica a favore dell’esaltazione della presenza, un tentativo anti-retorico che smonta le forme stesse dell’istituzione culturale e le richiama il visitatore, ancora una volta, a un maggiore senso di realtà e di promiscuità. In linea con lo stesso pensiero, Dido Fontana per la scelta dei suoi soggetti, al netto delle esperienze professionali, si appoggia sulla stessa libera volontà di farsi indagare dalla macchina fotografica.

    Sempre alla ricerca di scatti, esaurite le cerchie degli amici, lancia delle call per prestarsi spontaneamente all’obbiettivo. A quel punto nasce uno scambio che si concretizza in una serie di scatti ambientati negli spazi del quotidiano di chi si propone per essere fotografato.

    Infine, approfittando dell’occasione data dalla mostra, è il caso di chiudere con alcuni dei riferimenti culturali che aiutano a inquadrare ulteriormente la pratica di Dido Fontana. Si è già detto della citazione indiretta della libertà con cui le prime avanguardie trattano la tradizione della pittura: scrittura automatica, disegni infantili, ready made, sono tutti con diversi gradienti assorbiti da Dido Fontana. Bisogna poi citare alcuni grandi fotografi irregolari. Fra questi: Hans Bellmer, fotografo, artista e bambolaio; Carlo Mollino, architetto, artista e libertino; Leigh Ledare, fotografa, artista e paziente; Bettina Rheims, fotografa, artista e ora milionaria; Larry Clark, tossicodipendente, fotografo e regista, Juergen Teller, fotografo di moda e tifoso di calcio e Richard Prince, retro-fotografo, artista e appropriazionista.” dal testo “Stay Strong (Z)” di Denis Isaia

    Dido Fontana, fotografo. Nasce a Mezzolombardo il 29 giugno del ’71. Vive in Trentino a Borgo Valsugana a un passo dal Fiume Brenta e lavora nel mondo. Non ritocca le foto perchè dice che la realtà è di per sè troppo interessante. Il suo stile è stato definito antifashion e neobarocco.

  • Milano Art Gallery Venezia: alla mostra “Pro Biennale” inaugurata da Vittorio Sgarbi Luigi Galligani porta le sue visioni scultoree

    Sta per inaugurare con forte risonanza mediatica la mostra collettiva “Pro Biennale”, che si svolge nel cuore dell’incantevole capoluogo lagunare dall’8 maggio al 4 giugno 2015, con l’organizzazione di Salvo Nugnes, manager della cultura, nonché presidente dell’Associazione “Spoleto Arte“. L’allestimento delle opere, appartenenti a esponenti di calibro del panorama artistico odierno, è presso il rinomato spazio della “Milano Art Gallery” in Calle dei Cerchieri 1270, zona Dorsoduro. L’evento inaugurale è previsto per venerdì 8 maggio alle ore 18.00, con la presenza confermata dell’autorevole critico Vittorio Sgarbi, che verrà anche festeggiato per il compleanno, che cade proprio in quella data.

    La scultura è l’espressione primaria, in cui si esplicano le ricerche, le sensazioni, le emozioni, i sentimenti, la visione del mondo, della società, della cultura portata avanti da Galligani, nel suo percorso professionale ed esistenziale. I suoi lavori fanno emergere figure e soggetti di richiamo simbolista, che appartengono alle antiche e arcaiche tradizioni leggendarie e mitologiche, perpetrate nei secoli dalla concezione classica e giunte fino ai giorni nostri con una valenza sostanziale di intatta portata, che Galligani rafforza e rinvigorisce ulteriormente con il prezioso supporto delle sue mirabili creazioni.

    La dottoressa Elena Gollini, spiegando l’excursus artistico, che caratterizza l’espressione di Galligani, ha scritto: “Le sculture si rivelano nello spazio odierno e attraversano il tempo, le epoche, le ere cicliche, i destini dell’umanità, racchiudendo simbolismi esistenziali e metafore di vita. Su questa scia, il valore del percorso scultoreo compiuto da Galligani equivale al valore di una linea virtuale, che si dipana e si estende nell’atmosfera: fluida, armoniosa e raffinata negli esiti compositivi del modellato. La scultura è concepita sia come medium, ossia come lo strumento più immediato per comunicare ed esprimere emozioni, riflessioni, meditazioni, spiritualità inesplorate, sia come la manifestazione di un’energia, che si libera e si sprigiona, per tradurre in formule mistiche ed esoteriche l’avventura del pensiero“.

  • Farinata degli Uberti


    Dopo il volume su Dante Alighieri, sempre in occasione dei 750 anni dalla nascita del poeta, Kleiner Flug dedica una novella grafica a Farinata degli Uberti.
    Manente degli Uberti, meglio noto come Farinata per via dei suoi capelli biondo platino, incontra Dante all’inferno e gli racconta di quando, ancora in vita, fu a capo della consorteria di parte ghibellina svolgendo un ruolo importantissimo nella cacciata dei guelfi nel 1248, sotto il regime del vicario imperiale Federico d’Antiochia, figlio dell’imperatore Federico II e di come, una volta tornati i guelfi al potere, venne esiliato a Siena.
    Il libro, opera prima di Corso Tarantino, mostra con efficacia e sintesi alcuni frammenti di vita di Farinata, un uomo tutto d’un pezzo e con un’idea di Europa ante litteram.
    L’autore usa come escamotage narrativo l’incontro raccontatoci da Dante nella sua Divina Commedia per approfondire il “rapporto” di stima tra i due e una vicinanza di pensiero maggiore di quel che si possa pensare, nonostante le distanze politiche. Tra lui e Dante si svolge infatti un colloquio al cui centro ricadono i temi della lotta politica e della famiglia (in particolare quello delle colpe dei padri che ricadono sui figli: un tema caro al poeta, che avrebbe potuto far revocare l’esilio ai figli maschi se avesse voluto far ritorno, umiliandosi e chiedendo perdono a Firenze).
    A questo personaggio molto importante del suo tempo, Dante rese un grande omaggio, facendone uno dei protagonisti indimenticabili del suo Inferno e tratteggiandone una figura imponente e fiera, quasi omerica nel contrastare le avversità, tanto che la sua guida Virgilio lo esorta a non usare con lui parole comuni ma nobili.
    L’uso di carboncino e acquerelli, per la rappresentazione sia dell’inferno che dei flashback della vita del nobile fiorentino, è una scelta azzeccata per rendere più “calda” l’atmosfera, mentre l’uso di un italiano arcaico ci avvicina ancor di più al periodo storico e accresce quel sense of wonder tanto caro ai narratori più scafati.

    A questo indirizzo, una breve anteprima: http://issuu.com/kleinerflug/docs/preview-farinata

    Tarantino
    FARINATA DEGLI UBERTI
    Collana: Prodigi fra le nuvole
    48 pag., brossurato, colori
    formato 21 x 28,5 cm
    prezzo: 12,00 €
    ISBN: 978-88-98439-18-8

    Kleiner Flug

    www.kleinerflug.com

  • Antonio Tropiano: famoso scultore che espone alla “Pro Biennale” di Venezia inaugurata dal prof. Sgarbi

    È iniziato il conto alla rovescia per la collettiva veneziana “Pro Biennale” che vedrà la partecipazione di nomi di spicco del panorama attuale, tra cui si inserisce il noto scultore Antonio Tropiano, riuniti insieme in esposizione all’interno dell’esclusiva “Milano Art Gallery” ubicata presso Calle dei Cerchieri 1270, in zona Dorsoduro. L’iniziativa di portata cosmopolita è organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione “Spoleto Arte”, e vedrà la presenza straordinaria del critico Vittorio Sgarbi durante il vernissage inaugurale, fissato in data 8 maggio alle ore 18.00. L’evento resterà in loco fino al 4 giugno 2015.

    Nel multiforme campo applicativo dell’arte scultorea di moderna concezione, Tropiano si propone con soluzioni di innovativa e originale progettazione, fuoriuscendo dagli schemi più classici e tradizionalisti, per approcciare uno stile suigeneris di fantasiosa ricerca espressiva non convenzionale. Nel commentarne l’eclettico talento creativo è stato dichiarato: “La materia assemblata, plasmata, modulata, riscopre tutta la sua energica potenza evocativa e ogni componente, ogni oggetto da lui inserito all’interno dell’installazione scultorea, acquista una nuova e peculiare valenza intrinseca caratterizzante e si rigenera, si trasforma e simbolicamente -rinasce a nuova vita- e a nuova dimensione sostanziale identificativa. Le rappresentazioni si animano, si trasformano e mutano sfociando in varie e diversificate chiavi di lettura, lasciando libero chi guarda di scatenare la propria fantasia e il proprio intuito percettivo e instaurando un’interazione attiva, che diventa l’occasione per un -viaggio interiore- alla ricerca di emozioni ancestrali, spesso dimenticate o rimosse“.

  • “Pro Biennale”: la mostra alla Milano Art Gallery di Venezia, inaugurata da Sgarbi, a cui partecipa la famosa Anna Somensari

    All’interno del nutrito gruppo di artisti talentuosi selezionati per partecipare alla mostra collettiva “Pro Biennale”, la pittrice Anna Somensari sarà presente con la sua suggestiva espressione pittorica. L’esposizione, ambientata nel pregevole spazio della “Milano Art Gallery” a Venezia, in Calle dei Cerchieri 1270, zona Dorsoduro, è valorizzata dalla presenza del Professor Vittorio Sgarbi, che sarà ospite speciale durante il vernissage d’inaugurazione, previsto per venerdì 8 maggio alle ore 18.00. L’allestimento resterà in loco fino al 4 giugno 2015, con la gestione organizzativa del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione “Spoleto Arte“, ed è visitabile con ingresso libero al pubblico.

    La Somensari, spaziando con camaleontica e versatile propensione tra stili e generi diversi, si cimenta dal figurativo più tradizionale del paesaggio urbano all’astratto informale e concettuale più atipico, nell’intento primario di esplorare e sperimentare, andando al di là di ogni vincolo immaginativo e interpretativo e offrendo soluzioni originali e mai scontate.

    Sulle componenti distintive, che ne caratterizzano lo stile, è stato scritto: “La pittura della Somensari si trasforma simbolicamente in parole, che virtualmente scorrono e attraversano le tele, per diffondere messaggi e significati appartenenti ad un linguaggio sotteso, mosso da una voglia incontenibile e propulsiva, quasi un’urgenza incalzante e impellente, di narrare e raccontare nei dipinti tutte le molteplici e articolate sfumature, che pervadono il suo animo e il suo cuore nell’atto della creazione. Si può liberamente penetrare nella mente della Somensari e immaginarla durante le fasi di elaborazione, entrando insieme a lei in una speciale proiezione atemporale, dove la certezza fondamentale è costituita dalla forza stessa della materia pittorica, animata e alimentata dal gesto creativo“.

  • Milano Art Gallery: il ricordo di Gino De Dominicis nella mostra curata da Vittorio Sgarbi

    Grande consenso a favore della mostra “D’Io” in omaggio all’illustre Gino De Dominicis, curata da Vittorio Sgarbi, che si svolge dal 30 aprile al 29 maggio 2015 all’interno della storica galleria milanese “Milano Art Gallery” ubicata in via Alessi 11, a due passi dal duomo e dal centro del capoluogo lombardo. L’organizzazione del prestigioso evento è del manager della cultura, nonché presidente dell’Associazione “Spoleto Arte”, Salvo Nugnes, che esprimendo il suo pensiero in merito al grande artista ha evidenziato “Nella pittura, in cui tanto credeva, ha raggiunto risultati quasi inimmaginabili, portando al suo interno, senza bisogno di esterne impalcature concettuali, l’altezza e la densità del suo pensiero, lo spessore mentale. Ha raggiunto la massima complessità e la massima armonia, con l’uso quasi paradossale, di semplici, tradizionali ed essenziali mezzi: la tavola, la tempera, la matita“.

    Sgarbi, durante l’interessante discorso, fatto in occasione del vernissage, tenutosi in data 30 aprile, ha affermato “Fin dagli inizi della sua attività ho sempre provato un misto di curiosità e di simpatia per Gino, trasformatesi poi in infinita ammirazione. Raramente un artista contemporaneo ha espresso con le immagini un pensiero così forte. Gino era rigoroso e radicale, ma non rinunciava al paradosso, non assumeva atteggiamenti, prediligeva l’ironia, il divertimento nella vita e il dialogo. Il luogo del pensiero era l’opera, superamento individuale, prima stilema che stile, che esce insieme dalla mente e dalla mano“.

  • Milano Art Gallery: espone la mostra di Massimo Mariano a Spoleto

    Ottimi consensi riscossi per la mostra personale del poliedrico artista marchigiano Massimo Mariano, inaugurata il 1 maggio 2015 nella suggestiva sede spoletina della “Milano Art Gallery”, racchiusa all’interno delle secolari mura del palazzo Leti Sansi, situato in via Arco di Druso 37, nel cuore dell’incantevole centro storico. L’evento è organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione “Spoleto Arte”.

    L’esperto critico Vittorio Sgarbi, nel definire Mariano “il Ligabue delle Marche”, ha rimarcato “Il segno e la vibrazione del colore sono ricorrenti e possono definire uno stile, che esce da un pensiero, uniforme e unitario. Pur nella costante del tema, Mariano ha una fantasia molto mobile e una capacità di composizione, che sebbene il suo stile sia perfettamente riconoscibile, gli consentono di inventare di continuo. Nelle raffigurazioni a tema femminile dedicati alla pop star Madonna, sua icona ispiratrice, Mariano, insistendo sulla possibilità che qualunque volto e posizione possano essere assunti da Madonna, dipinge sempre un’altra donna, dipingendo lei. Rimane l’idea di avere davanti una persona, che può essere qualunque altra donna al mondo, persino un uomo“.

    Su Mariano, nel commentarne le componenti distintive della sua ispirazione creativa, è stato scritto “Il suo pensiero è assolutamente libero, versatile ed eclettico e si coniuga perfettamente con una concezione di arte intesa in modo universale, come massima ed eccelsa forma di espressione concessa all’uomo. Le creazioni sui generis acquistano uno stile distintivo unico e inconfondibile e custodiscono quelle particolari emozioni e quel pathos, che appartengono all’attimo fuggente e sfuggente del momento della creazione. Mariano non si pone mai limiti e traguardi finali definitivi, poiché non vuole rischiare di reprimere l’estro e la fantasia, frutto dell’incontenibile spirito d’inventiva, ma si lascia -cullare- da quello stato di piacevole e galvanizzante -oblio e delirio artistico- che lo stimolano a continuare il suo avventuroso e avvincente viaggio iniziatico di scoperta nel mondo dell’arte“.

  • Luca Maris, famoso cantautore, esprime la sua singolare opinione sull’Expo

    Ha trionfalmente aperto i battenti la grande esposizione milanese, catalizzando l’attenzione dell’intera opinione pubblica mondiale e riservando tante speranze e aspettative per il futuro del nostro Paese. Recentemente intervistato sull’argomento, il rinomato cantautore e musicista Luca Maris ha espresso le sue interessanti considerazioni in merito all’Expo, sottolineando delle riflessioni ad ampia portata e di particolare rilievo e spaziando su commenti di eterogeneo contenuto. Maris, originario della Campania, attualmente abita e risiede in Svizzera, ma è rimasto saldamente ancorato alle sue radici e conserva un legame inscindibile con la terra nativa e con l’Italia in generale.

    Al riguardo ha dichiarato “Mi aspetto, che con la forte risonanza mediatica di cui gode, l’Expo possa fungere da positivo motore trainante non solo per il comparto della musica napoletana e italiana nel mondo, ma anche per tutta l’economia italiana in generale. Expo 2015 può concretamente aiutare a unire e confrontare la musica e i suoi diversi mercati di espansione e distribuzione. Secondo me la canzone, che potrebbe essere più adatta a rispecchiare un -simbolico inno musicale- testimonial dell’Expo, è quella interpretata da Mino Reitano al Festival di Sanremo nel 1988, intitolata -Italia- scritta, testo e musica, da Roberto Balsamo“.

    Nel parlare della tematica di riferimento dell’Expo, Maris spiega “Ritengo, che la tematica di riferimento scelta di -nutrire il pianeta- sia di interessante spessore sociale e di rilevante portata collettiva, perché l’Expo è un’occasione unica a livello mondiale per riflettere e confrontarsi sui diversi tentativi di trovare soluzioni alle precarie condizioni in cui ci troviamo: da una parte c’è chi soffre la fame e muore, dall’altra, invece, chi muore per gravi disturbi e malattie, causati da un’alimentazione eccessiva e scorretta. Per questo motivo credo, che servano scelte politiche consapevoli e che l’Expo possa essere una piattaforma valida, in cui individuarle e svilupparle, per trovare soluzioni tempestive ed efficaci a queste gravi emergenze sociali“.

    E aggiunge: “Potendo dare un ipotetico consiglio di suggerimento ai referenti che organizzano l’Expo, mi sento di dire loro di sfruttare e ottimizzare al meglio questa opportunità così speciale, per fare in modo di fornire un tangibile incipit di stimolo all’economia nazionale in generale, affinché possa davvero riprendersi e risollevarsi nei vari settori e comparti imprenditoriali“.


  • Salone Off PineroloPoesia 2015 dal 14 al 17 maggio

    Salone Off PineroloPoesia
    Una città da leggere
    14-15-16-17 maggio 2015

    Nella seconda edizione del Salone Off PineroloPoesia, l’ospite è Pinerolo: una città da leggere. Ventidue appuntamenti in quattro giorni. Torna la Piazza della Poesia. Musica, presentazioni, incontri, teatro, cabaret, fotografia, arte, 305 ore di eventi per festeggiare la Poesia.

    Pinerolo si guarda allo specchio e si riscopre attraverso i mille volti della lettura. “Una città da leggere” è il sottotitolo di questa seconda edizione del Salone Off realizzata dall’Associazione culturale YOWRAS Young Writers & Storytellers in collaborazione con la Biblioteca Civica Alliaudi e il Comune di Pinerolo, Pro Loco, Unitre Pinerolo, Club Fotografico Pipino, Civico Istituto Musicale Arcangelo Corelli.
    Nuovi spunti, nuove proposte, nuovi modi per raccontare la Poesia, sentirla più vicina e più familiare. Allo stesso tempo, la scoperta di fili invisibili ma solidissimi che legano Pinerolo con luoghi lontani e con un futuro a cui lasciare un messaggio.

    Maria Grazia Calandrone, Maurizio Cucchi, Gianni D’Elia, Adele Desideri, Umberto Fiori, Tiziano Fratus, Laura Fusco, Giancarlo Pontiggia, Davide Rondoni, la poetessa tedesca Stefanie Golisch, Beppe Mariano, Michele Tortorici, Eric Facon, esperto della poetica di Bruce Springsteen, questi gli ospiti eccellenti degli incontri con i Poeti.
    Enrica Tesio, presenta il romanzo “La verità, vi spiego, sull’amore”, tratto dal suo seguitissimo blog, e incontra i lettori presso la libreria Mondadori. Conduce Erica Vagliengo.

    PineroloPoesia inizia in anticipo il suo viaggio lunedì 11 maggio da Piazza Vittorio Veneto, anche quest’anno trasformata in Piazza della Poesia, ogni albero ospiterà un cartello poetico. Ai poeti italiani si aggiungeranno quelli della letteratura straniera, i cantautori più amati, i librettisti, poeti in musica che, dietro le quinte, hanno arricchito con la parola le melodie immortali della lirica.

    Ben dieci i luoghi diversi in cui si svolgerà la manifestazione, dal Salone dei Cavalieri a Casa Bonadè Bottino, dal Teatro del lavoro alla Poeteca, da Piazza San Donato all’Auditorium Baralis. Anche due esercizi commerciali: EB Casa & Bottega e la Libreria Mondadori ospiteranno eventi poetici.
    Presso il Circolo Stranamore, l’anteprima del Salone Off con Gianni Milano, poeta e scrittore, da molti considerato il padre della Beat Generation Italiana.

    Fino al 10 maggio presso la Biblioteca Alliaudi e l’Unitre ci si potrà iscrivere al Micro-laboratorio di Lettura a cura di Anny Maria Gonnet e al Micro-laboratorio di Poesia a cura di Antonio Derro, realizzati in collaborazione con Unitre Pinerolo. In due lezioni di un’ora ciascuna, il 16 e il 17 maggio, si gettano semi leggeri che fioriranno grazie alla curiosità e all’attenzione. Al termine dei micro-laboratori, agli allievi verrà consegnato un attestato di partecipazione.

    “Una città da leggere” è il titolo della mostra allestita appositamente per il Salone Off, dal 15 al 17 maggio, presso il Salone dei Cavalieri a cura del Club Fotografico Pipino. Dettagli, suggestioni, emozioni che l’occhio della macchina e il talento del fotografo-poeta portano alla luce per regalare uno sguardo diverso, lo stupore di scoprire nuovi modi di “leggere” la città.

    Tutti coloro che vogliono assistere alla chiusura di un’autentica Capsula del Tempo, non possono mancare all’inaugurazione del Salone Off PineroloPoesia in Poeteca. Il contenitore metallico verrà sigillato e affidato alla Biblioteca Alliaudi per essere riaperto tra 100 anni. La Capsula del Tempo pinerolese verrà registrata presso l’International Time Capsule Society della Oglethorpe University di Atlanta (USA), un archivio di tutte le capsule del tempo presenti nel mondo. Partecipano Antonio Derro, Fabrizio Legger, Daniele Melano, Matteo Meloni, Carlin Porta, Liliana Rasetti, Liliana Shkodrani, Danilo Torrito. Conduce Cristiano Tassinari.
    Un breve buffet concluderà l’evento.

    Torna l’evento itinerante “La Mezzanotte dei Poeti”, tre luoghi per tre eventi diversi in una sola sera.
    “Musica, poesia e atmosfere dalle terre del Nord” l’arpa celtica di Enrico Euron e di Anne-Gaëlle Cuif rende magica la prima parte dell’evento alla Libreria Mondadori. Poesia medievale, poemi epici cavallereschi, le poesie di Tolkien tratte da “Il Signore degli Anelli”. Interviene Ives Coassolo, esperto di letteratura tolkeniana. La stessa magia si ritrova nelle linee e nei colori dei dipinti dell’artista pinerolese Gigi Porporato esposti presso la Galleria Barbieri.

    Al Teatro del lavoro, “Mancanze”, un reading per sei figure femminili interpretato da Tiziana Catalano (Sorelle Suburbe), testo di Paolo Montaldo, interventi musicali di Bruno Zanchetta.
    La poesia finale “Maternity blues o il blues della maternità” è stata inserita all’interno del testo su autorizzazione dell’autrice Enrica Tesio.

    A seguire, quasi a mezzanotte, presso il Salone dei Cavalieri, “Poetry Cabaret, quando la Poesia diverte” con gli attori di cabaret del Cab 41: Fabrizio Brignolo, Massimo De Rosa, Marco Mugavero. Tre professionisti della risata che interpretano la poesia umoristica e i personaggi che portano sul palco del Cab 41.
    A conclusione, un buffet di buonanotte.

    Un incontro dedicato alla scrittura autobiografica e alle filastrocche nate all’interno di un laboratorio di scrittura è organizzato da EB Casa & Bottega. Intervengono Vincenzo Candiano e Vera Stirano.

    La quarta edizione del talk show “I Poeti si riprendono la notte” si svolge in Piazza San Donato, in collaborazione con Pro Loco Pinerolo all’interno della manifestazione Sapori DiVini, ospiti Maurizio Cucchi, Gianni D’Elia, Laura Fusco, Beppe Mariano, Stefanie Golisch, Eric Facon, Michele Tortorici, Maria Grazia Calandrone, Davide Rondoni, Giancarlo Pontiggia. Conducono Gianpiero Casagrande e Cristiano Tassinari.

    La musica ha un grande rilievo all’interno degli eventi grazie alla presenza del gruppo Jazset Trio, del gruppo Blue Night Cafè, di Enrico Euron e Anne-Gaëlle Cuif, di Eric Facon, giornalista musicologo, di Bruno Zanchetta, chitarrista di talento, di Valeria Tron in un concerto-racconto dal titolo “Dentro Lêve les yeux”.

    Con la musica, all’Auditorium Baralis, si chiude la manifestazione, una grande festa in onore di Italo Tajo, che nel 2015 avrebbe compiuto cento anni. Grazie all’Orchestra Giovanile “Pinarolium Sinfonietta” diretta da Claudio Morbo, al cantante Valter Carignano e al soprano Petronela Tudosa, nella serata finale di PineroloPoesia si celebra questo “compleanno in musica” a cui partecipano due discendenti in linea collaterale della famiglia di Italo Tajo. Un filo lega Pinerolo al Conservatorio dell’Università di Cincinnati in cui sono conservati documenti, fotografie e costumi del grande basso pinerolese. Un filmato inviato proprio da Cincinnati verrà proiettato a testimonianza di quanto sia tuttora viva l’ammirazione per Italo Tajo da parte della sua città adottiva d’oltreoceano. Conduce Cristiano Tassinari.
    Al termine, brindisi e buffet.

    Un ringraziamento particolare va ai partner della manifestazione: SKF, Bonifanti, Aurora, Associazione Aurea Signa, Libreria Mondadori Pinerolo, Ristoranti QB, “La Botte” Azienda Vitivinicola Piano, Flora Folies Pinerolo.

    Si ringraziano inoltre i Media Partner: Radio GrP, L’Eco del Chisone, L’Eco Mese.

    Notizie e aggiornamenti web sul Salone Off PineroloPoesia a cura di Pinerolo Play – www.pineroloplay.it

    Cartella stampa e programma completo su www.yowras.it

    #PineroloPoesia
    #SalTo15
    #SalToff
    #yowras